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Full text of "Cronistoria dei teatri di Modena dal 1539 al 1871 del maestro Alessandro Gandini"

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CRONISTORIA 

DEI  TEATRI  DI  MODENA 

DEI. 

M."  ALESSANDRO  GANDINI 


/ 

MODENA  / 

TIPOOBAFIA  SOCIALE  , 

1873. 


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I 


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DEI 


ARK 


TEATRI  DI  MODENA 

OAL.  ló.'i»  A.r^  lH-71 


DEL 


MAESTRO  ALESSANDRO  GANDINi 

ICCHITA  D’  INTERESSANTI  NOTIZIE 
E CONTINUATA  SINO  AL  PRESENTE 
DA 


UIGI  FRANCESCO  VALDRIGHl 


E 


GIORGIO  FERRARI'MORENI 


• - F*arte  Secomla 

• . * 

».  •■M.  • 


.■/ 


MODENA 


TIPOORAKIA  SOCIALE 
18tS. 


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NB.  Chi  si  prende  cura  della  pub- 
blicazione di  quest’  opera  del  Mae- 
stro Gandini  si  è trovato  in  grado 
di  farvi  alcune  aggiunte,  e di  accre- 
scere il  numero  delle  noie  apposte- 
vi dall’autore. 

Le  aggiunte  interposte  o susseguenti 
al  testo  saranno  chiuse  fra  i segni 
vn  tot,  le  note  saranno  contrassegnate 
colle  iniziali  delle  parole  Nota  dei 
Compilatori',  e ciò  per  distinguere 
le  une  e le  altre  dal  dettato  origi- 
nale. 


PARTE  II. 

Capo  VI. 

TEATRO  DI  CORTE 
detto  anche 
TEATRO  DUCALE 


Avendo  io  dichiarato  sin  dal  principio 
della  Prima  Parte  di  queste  Memorie,  essere 
mio  scopo  il  trattare  la  Storia  Cronologica 
di  quei  Teatri  di  Modena  che  ebbero  una 
esistenza  stabile  ed  espressamente  destinata 
a pubbliche  rappresentazioni  sceniche,  tra- 
lascierò quindi  la  descrizione  di  que’  gran- 
diosi Anfiteatri  di  circostanza  eretti  davanti 
al  Castello  degli  Estensi,  o nel  Cortile  di 
esso  per  Giostre  e Tornei,  come  pure  dei 
Teatrini  costrutti  entro  le  sale  di  Corte,  o 


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— 19  — 

della  Notte  — Introduzione  per  musica  al 
baUo  in  Corte,  divertimento  preparato  dai 
Serenissimi  Principi  e Principesse  per  fe- 
steggiare il  giorno  natali  zio  del  Duca  Rinal- 
do loro  genitore. 

Persone  : 

Il  Sole  — La  Not'e  — Il  Genio  d’Italia. 

1719,  — 2 luglio  — Azione  Accademica 
dedicata  al  Duca  Rinaldo  I.o  dal  Collegio 
dei  Nobili  col  seguente  titolo  — Alba  sol- 
tomessa  alt'  Imperio  di  Roma.) 

1720.  — Pastorale  — Il  Trionfo  dell’  A- 
quila  e del  Giglio  — Poesia  d’  Ippolito  Za- 
netli  e musica  di  Antonio  Bononcini.  Questa 
Pastorale  venne  eseguita  dalle  tre  Princi- 
pesse Estensi  in  unione  ad  alcune  Dame 
della  Corte  per  servire  d’  Introduzione  ai 
balletti  che  si  fecero  onde  celebrare  le  nozze 
del  Principe  di  Modena  colla  Principessa 
Carlotta  Aglae  figlia  di  Filippo,  Duca  d'  Or- 
leans. Reggente  di  Francia. 

<5^  Nell’anno  stesso  per  festeggiare  il  gior- 
no natalizio  della  suddetta  Principessa  fu  can- 
tata una  Serenata  nella  quale  interloquivano 
Giunone.  Apollo,  ed  il  Genio  d' Italia.  <5^ 

1724.  — Un  Chirografo  del  Duca  Rinaldo 
decretò  di  volere  a sua  dis[iosizione  il  Teatro 
Rantjoni  pagando  a Donna  Oltnina  Rangoni, 
e condòmini  la  pensione  annua  di  Modenesi 

'2 


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— 20  — 

L.  3500.  (vedi  anno  1723,  Teatro  Rangonù 
ossia  sotto  il  titolo  Teatro  Comunale  vecchio 

— Parte  prima.  ) 

I Convittori  del  Collegio  de'Nobili  rap- 
presentano — Ifigenia  in  Xulide  di  Bacine. 

— Agli  Atti  sono  frapposti  tre  balletti  di 
invenzione  eseguiti  dai  Convittori  medesimi. 
Tre  Convittori  sostengono  le  parti  di  Giu- 
none, Pallade  e Venere,  e poscia  raffigurano 
le  tre  Grazie. 

L’  Arminio  Tragedia  di  Monsieur  di  Ca- 
pistron  recitata  dai  Convittori  del  Collegio 
de'  Nobili. 

1725.  — Badamisto  e Zenobia  Tragedia 
del  Sig.  di  Crebillon  recitata  dai  Convittori 
del  Collegio  de’  Nobili. 

La  Morte  di  Giulio  Cesare  Tragedia  di 
Mad.le  Barbier  tradotta  dal  francese  recitata 
dai  Convittori  suddetti, 

1726.  — Oratorio  Sacro  — L’  Abramo 

— del  dottor  Gregorio  Malisardi. 

3^  L'Avaro  Commedia  di  Molière  recitata 
dai  Convittori  del  Collegio  de’  Nobili. 

La  Statira.  — Tragedia  di  M.  Pradon 
recitata  dai  Convittori  suddetti. 

1727.  — 8 Febbraio  — Commedia  — 
L"  infermo  immaginario  — recitata  dai  Con- 
vittori del  Collegio  dei  Nobili. 

15  idem.  — Il  Mitridate  — eseguito  pure 
dai  detti  Convittori. 


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— 21  — 

1728.  — In  Carnevale  — I.a  Burletta  in 
musica  intitolata  — Zannina,  finta  ConUssa 

— la  quale  era  scritta  parte  in  italiano  e 
parte  in  dialetto  Bolognese. 

Era  stata  data  1’  anno  avanti  al  Teatro 
Molza. 

5^  Addi  5 febbraio  1728.  Enrichella  d'Este 
figlia  al  Duca  Rinaldo  I.  si  uni  in  matrimo- 
nio per  procura  col  Duca  di  Parma  Antonio 
Farnese.  Durante  il  pranzo  di  nozze  fu  can- 
tato un  componimento  del  poeta  Ippolito 
Zanelli.  I due  interlocutori  rappresentavano 
Ebe,  dea  della  Gioventù,  ed  il  Piacere. 

Altro  componimento  dettò  il  Zanelli  col 
titolo  — Giove  pronubo  — musicato  da  Fran- 
cesco Peli  compositore  di  camera  di  S.  A, 
Serenissima. 

In  occasione  di  dette  nozze  i Convittori 
del  Collegio  de’  Nobili  rappresentarono  1’  a- 
zione  eroica  — La  vera  Grandezza. 

Detti  Convittori  recitarono  ancora  nel 
carnevale  del  1728  la  commedia  di  Molièri 

— GV  Importuni. 

In  onore  poi  de’  giorni  natalizii  delle 
Principesse  Benedetta  ed  Amalia  figlie  al 
Duca  Regnante  Rinaldo  d’ Este  rispettiva- 
mente nate  li  18  agosto  1697,  e 28  luglio 
1699  fu  fatta  nel  1728  una  serenata  intito- 
lata Prometeo,  lavoro  del  suddetto  poeta 
caudle  Zanelli.  Eccone  i personaggi: 


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— 22  — 

Minerva  — Vienna  Meliini  Virtuosa  di 
S.  A.  Serenissima. 

Prometeo  — Antonio  Bernacchi. 

Èrcole  — Lodovico  Aurelii  Virtuoso  di 
S.  M.  Cesarea. 

1729.  8 Gennaio  — Ballerini  da  Corda 

— per  trattenimento  privato  delle  Princi- 
pesse. 

In  Carnevale  — Muzio  Scevola  Opera 
4el  sig.  Du-Ryer  rappresentata  dai  Convit- 
tori del  Collegio  de’  Nobili. 

1738.  — Opera  in  musica  — Il  Carnevale 
e la  Pazzia. 

S.  Elena  — azione  sacra  dell’  ab.te  Me- 
tastasio,  con  musica  di  Leonardo  Leo  — fatta 
in  quaresima. 

Nel  1738  in  Corte  fu  pure  cantato  — 
Giuseppe  Riconosciuto  — Azione  Sacra  del- 
r Abate  Metastasio  con  musica  di  varii  au- 
tori. 

1739.  — Ai  primi  di  Gennaio  — Opera 
in  musica  con  baUi. 

L’  Oratorio  sacro  — Il  Gioas  — poesia 
del  Metastasio  e musica  del  Bevetti  (1)  in 
quaresima  in  una  Sala  di  Corte. 

(1)  Sebbene  quasi  tutti  gli  Oratorii  Sacri  che  si 
davano  a Corte  in  quaresima  venissero  per  lo  più 
eseguiti  in  una  Sala  e non  in  Teatro,  ciò  nullameno 
li  accenno  in  questa  serie  per  puro  interesse  Storico. 


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— 23  — 

5^  1739.  — Nella  quaresima  fu  cantata  in 
Corte  anche  un’  altra  Azione  Sacra  del  il/e* 
tastasio  musicata  da  Leonardo  Leo  intitolata 
— La  Morte  d’  Abele  figura  di  quella  del 
nostro  Redentore. 

Nel  1740  fu  rappresentata  in  Sassuolo 
una  favola  boschereccia  per  musica  col  ti- 
tolo di  Dorinda  cogl’  intermedii  di  Coralbo 
e Rossena  di  Giampietro  Tagliazucchi  che 
era  nipote  dell’  Abb.  Girolamo.  Fu  poeta 
delle  corti  di  Vienna,  Dresda,  Berlino,  Mo- 
naco e Viirtemberg. 

1741.  ==  Ottobre  = Festeggiandosi  il 

giorno  natalizio  della  Duchessa  di  Modena 
Carlotta  Aglae  d’  Orleans  e l’arrivo  in  detta 
città  di  Maria  Teresa  Duchessa  di  Massa 
Principessa  Ereditaria  di  Modena  fu  cantato 
in  Corte  un  componimento  per  musica  == 

ombr  i di  Enea  fuor  degli  Elisi. 

Interlocutori 

Deifobe  = Enea  = Acute. 

Poesia  del  Canonico  Francesco  Giovati- 
nardi.  (1) 

Da  quest’  epoca  sino  al  1750  pare  che 
nessuno  spettacolo  sia  stato  dato  in  questól 
Teatro,  trovandone  una  causa  naturale  nelfe; 

(1)  Questo  prete  modenese  fu  cerimoniere  di  Cortèi 
e Proposto  della  Cattedrale.  Non  v’  ha  raccolta  poi9-f 
tica  del  suo  tempo  che  non  contenga  suoi  versi.  Mori 

di  78  anni  li  16  febbraio  1777.  { N.  D.  C.) 

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— 24  — 

invasioni  continue  di  truppe  straniere,  che 
a que’  tempi  occuparono  questi  paesi,  ca- 
gionando quindi  1’  assenza  della  Corte  da 
questa  città,  perchè  il  Duca  Francesco  ///.® 
collegato  colle  armate  Gallo-Ispane  ai  tempi 
della  guerra  dei  sette  anni,  dapprima  riti- 
rossi presso  la  Repubblica  Veneta,  poscia, 
prendendo  il  comando  delle  truppe  Spagnuole 
qual  Generale  in  capo  di  esse,  non  fece  ri- 
torno ne’  suoi  stati  che  sul  finire  del  1749 
in  grazia  del  trattato  d’  Aquisgrana. 

Fu  in  questa  circostanza  che  vennero 
fatti  diversi  ristauri  al  Ducale  Palazzo,  fra 
quali  d’  ordine  del  Duca  venne  rifabbricato 
ed  ingrandito  dal  lato  orientale  di  esso  .il 
Teatro  di  Corte.  Una  casa  contigua  a questo 
servi  in  parte  ad  aggiungervi  la  sala  pel 
Ridotto,  alcune  stanze  per  gli  attori,  ed 
una  scala  per  accedervi  dal  di  fuori.  L’  ar- 
chitetto Ducale  Antonio  Cugini  di  Reggio, 
autore  del  vecchio  Teatro  di  quella  Città* 
fu  pure  r inventore  e direttore  di  questo 
nuovo  Teatro. 

Dalle  liste  della  Cassa  segreta  presso 
r Archivio  Camerale  si  rileva  che  la  mag- 
gior parte  della  spesa  in  tale  costruzione 
ammontò  alla  somma  di  Modenesi  L.  19  mila 
790,  14.  (1)  , 

(1)  1 Mastri  Muratori  venivano  pagali  in  giorna- 
liere L.  Modenesi  2.  15. 


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— 25  — 

Una  cantata  coi  personaggi  Pace^  Pa- 
naro>e  Marte  composta  in  versi  da  un  Ac- 
cademico dissonante  e messa  in  musica  da 
Oio.  Battista  Pattoni  Mantovano  (ignoto  al 
Fètis)  celebrò  1’  arrivo  in  Modena  di  Fran- 
cesco III. 

1750.  -«=  Carnevale  — Si  aprì  il  Nuovo 
Teatro  di  Corte  col  Dramma  in  musica  = 
Vologeso  Re  dei  Parti  = eseguito  dai  Can- 
tanti = Pietro  Serafini  =»  Caterina  Fu- 
magalli = Andrea  Museno  virtuoso  del 
Principe  d’  Este  = Livia  Segatini  = Luigi 
Ristorini  = Caterina  Bergonzi. 

Le  scene  d’  invenzione  ed  esecuzione  di 
Marco  Bianchi  di  Correggio  Professore  di 
Architettura  civile. 

I Balli  erano  composti  da  Giuseppe  For- 
tini. 

Fuvvi  pure  una  Gran  Festa  di  Ballo. 

Nel  Carnevale  del  1750  nel  nuovo  Tea- 
tro di  Corte  fu  pure  rappresentato  il  dramma 
Caio  Marzio  Coriolano  = La  Musica  era  di 
Pietro  Pulii  Napoletano.  I Cantanti  erano 
li  stessi  che  rappresentarono  il  Vologeso. 
Questo  dramma  nel  1741  era  stato  dato  in 

I Falegnami  in  L.  3 e i garzoni  in  genere  a L.  1.10. 

Mille  Pietre  ai  pagavano  L.  Modenesi  40—  li  Oesso 
valeva  15  L.  Modenesi  il  biroccio,  e la  Calce  idem  L. 
30  — Un  biroccio  di  Oesso  conteneva  9 staja  di  esso, 
ed  un  biroccio  di  Calce  24.  Mine 


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— 26  — 

Reggio,  ed  ivi  fu  stampato  un  sonetto  sopra 
r aria  = Benché  turbar  si  veda  = dedicato 

• alla  Signora  Vittoria  Tesi  Tramontini 

• Virtuosa  di  S.  A.  Serenissima  di  Modena, 

• che  nel  Volotjeso  rappresentato  in  Reggio 

• l’anno  1741  fece  egregiamente  la  parte  di 

• Berenice.  • In  capo  al  sonetto  la  Tesi  è 
raffigurata  in  sfarzosissimo  costume  con  man- 
to assai  lungo  sostenuto  da  un  paggetto.  E 
probabile  che  detta  virtuosa  abbia  cantata 
anche  in  Modena. 

In  Quaresima  Azione  sacra  per  musica 
intitolata  = Sant'  Elena,  in  una  sala  di 
Corte. 

Altro  Oratorio  ==  Il  Gì oas  = lo  stesso 
cantato  nel  1739. 

Altre  due  Azioni  sacre  furono  cantate 
nella  Ducal  Corte  di  Modena  la  quaresima 
del  1750:  La  Morte  d'  Abele  figura  di  quella 
del  nostro  Redentore,  musica  di  Leonardo 
Leo.  e ^La  Giuditta, 

1751.  — Dramma  per  musica  = Il  De- 
metrio rappresentato  dai  Principi,  con 
Dame  e Cavalieri. 

^ Annotazioni  manoscritte  apposte  al  li- 
bretto del  Demetrio  posseduto  Ferrar i-Mo- 

reni  rendono  noto  che  la  parte  di  Cleonice  fu 
sostenuta  dalla  Principessa  Fortunata  d'Este. 
Questa  figliuola  del  Duca  Francesco  III.  e 


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— 27  — 

di  Carlotta  Aglae  d’  Orleans  nacque  l’anno 
1731  : maritossi  nel  1759  col  Principe  Luigi 
Francesco  Bourbon  Conty,  e mori  a Venezia, 

( dove  erasi  rifugiata  allo  scoppiare  della 
rivoluzione  in  Francia)  li  21  settembre  1803. 
La  Contessa  Isabella  Scapinelfi  Magnani 
sostenne  la  parte  di  Alceste,c\\Q  poi  si  sco- 
pre Demetrio  Re  di  Siria,  ed  il  Conte  Rocca 
la  parte  di  Fenicio, 

Questo  Spettacolo  era  corredato  anche 
di  Balli. 

1753.  = Trascrivo  quanto  vidi  nell’  Ar- 
chivio Segreto  sotto  questa  data: 

«=•  La  Gelosia  de'  Numi  = componimento 
poetico  « da  cantarsi  nella  Serenissima  Du- 

• cal  Corte  di  Modena  in  occasione,  che  da 
■ essa  festeggiasi  solennemente  in  Reggio 

• il  felicissimo  avvenimento  della  nascita 

• del  Principe  Ercole  d'  Este.  • 

La  Gelosia  de’  Numi  ecc.  è alle  stam- 
pe. Con  essa  volevasi  festeggiare  la  nascita 
del  Serenissimo  Infante  d’Este  primogenito  di 
S.  A.  Serenissima  Ercole  Rinaldo  d’  Este 
Principe  Ereditario  di  Modena;  ma  non  fu 
recitata,  perchè  il  neonato  mancò  alla  vita 
la  mattina  del  5 maggio  1753,  prima  del 
giorno  fissato  alle  feste  pel  suo  nasci- 
mento. Nel  corso  dell’  opera  si  accenna 
alle  voci  misteriose  che  corsero  su  questa 
morte.  ^ 


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— 28  — 

Nel  Carnevale  del  1753  due  drammi  per 
musica  furono  rappresentati  nel  Teatro  di 
Corte:  La  Merope  d’  Apostolo  Zeno,  e An- 
tigona  dell’  Ab.  Roccaforte.  La  musica  per 
la  Merope  fu  scritta  da  David  Perez:  per 
r Antxgona  dal  Napoletano  Gaetano  Latilla 
il  quale  nella  dedica  i direttori  del  Teatro 
chiamano  insigne  e vivacissimo  autore.  Lo- 
dovico Boselìini  Modenese  inventò  e dipinse 
le  scene  per  entrambi  li  drammi  suddetti 
decorati  con  balli. 

Gli  artisti  di  canto  furono: 

Domenico  Bonifazi  — Giuseppe  Poma 
= Carlo  Grandati  = Angiola  Caterina 
Riboldi  — Rosa  Curioni  = Laura  Brasca- 
gli  = Giovanna  Magnani. 

L’ inventore  dei  balli  chiamavasi  Giorgio 
Binet. 

1760.  = 10  Ottobre  = Commedie  rap- 
presentate da  una  Compagnia  Comica. 

26  Ottobre  = Concerto  eseguito  da  un 
Inglese  sopra  un  Istrumento  a guisa  di  Sal- 
terio detto  Pentalione,  armato  di  150  corde, 
e il  di  cui  suono  fu  dal  pubblico  assai  ag- 
gradito. 

1763.  = 18  Giugno  »=  Opera  buffa  = 
La  Baronessa  riconosciuta  = ossia  = La 
Buona  Figliuola  = con  musica  di  Piccini 
= L’  Opera  e i soggetti  che  la  eseguirono 


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— 29  — 

vennero  da  Reggio,  dopo  la  fiera.  L’  esito 
fu  brillantissimo. 

12  Luglio  = seconda  Opera  bufa  = La 
Baronessa  maritata  — con  grande  incontro. 

25  Luglio  = ultima  recita  dello  spetta- 
colo d’  Opera. 

1764.  — 7 Luglio  — Opera  buflfa  — / 
Francesi  Brillanti  — Era  impresario  certo 
Gioacchino  Garibaldi,  il  quale  avvertiva  che 
chi  prendeva  quattro  viglietti  d’  ingresso 
avrebbe  goduto  anche  un  Palco. 

1764.  — Altr’  opera  buflfa  — Il  Ciarlone 
— eh’  ebbe  applausi  universali. 

1766.  — In  estate  = La  Compagnia  Co- 
mica che  agiva  con  poco  incontro  al  Teatro 
Rangoni  passò  dopo  al  Teatro  di  Corte 
dando  un  corso  di  50  recite. 

1768.  = In  quest’  anno  venne  abbellito- 
e con  riforme  rinnovato  dall’  Ingegnere 
Ducale  Pietro  Termanini  il  Teatro  di  Corte‘ 

L’ Impresa  di  detto  Teatro  pel  venturo 
Carnevale  fu  data- a certo  Francesco  Gua- 
ielli  di  Mantova. 

Fin  dal  24  Giugno  furono  pubblicati  due 
Regolamenti  da  osservarsi  nei  Teatri  Estensi 
sottoscritti  dal  Marchese  Clemente  Bagnesi. 
Tali  regolamenti  li  ho  già  esposti  letteral- 
mente sotto  questa  data  nella  Prima  Parte 
di  queste  Memorie. 


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— 30  — 

26  Dicembre  = Opera  Seria  «=*  La  Cle- 
menza di  Tito  = Poesia*  del  Abate  Meta- 
stasio  con  musica  di  Michel  Angelo  Valen- 
tini,  Maestro  Napoletano  (Ignoto  al  Fètis.) 

Con  quest’  Opera  si  fece  1’  apertura  del 
Nuovo  Teatro  di  Corte  = Dipinsero  lo  scene 
Francesco  Forti  di  Correggio  e Francesco 
Bartoli  Reggiano,  i quali  ricevevano  Lire 
Modenesi  15  (it.  L.  5.  75)  al  giorno  per  com- 
penso di  loro  fatiche. 

Vi  cantarono  = Cassiano  Merini  — Gio- 
vanna Carmignani  — Camilla  Fasi  — 
seppe  Cicognani  — Domenico  Bedini  — Gia- 
como Giordani. 

Il  vestiario  era  somministrato  da  Fran- 
cesco Mainino  di  Milano. 

I Balli  erano  composti  da  Filippo  Chiari, 
e vi  agivano  8 ballerini. 

1769.  <=  Seconda  Opera  Seria  — L’  An- 
tigona  — con  musica  del  Maestro  Romano 
Giuseppe  Bianchini.  (Non  ne  fa  menzione 
Fètis.) 

Tanto  le  scene  che  1’  esecuzione  delle 
due  suddette  Opere  ebbero  un  successo  as- 
sai soddisfacente. 

In  questa  circostanza  venne  pure  vaga- 
mente ornata  la  sala  del  Ridotto. 

Durante  il  Carnevale  vi  furono  anche 
Feste  di  Ballo,  nella  quale  occasione  si  e- 


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— 31  — 

sperimentò  il  nuovo  macchinismo  ideato  dal 
Termanini  consistente  nel  ribassare  il  piano 
del  Palco  Scenico  per  porlo  a livellò  di 
quello  della  Platea. 

1769.  = 2 Aprile  = Corso  di  60  recito  fatte 
dalla  Comica  Compagnia  Socchi,  che  ottenne" 
r unanime  approvazione.  In  una  sera  di  que- 
sto spettacolo  intervenne  al  Teatro  L’ Impe- 
ratore Giuseppe  IL  reduce  dal  suo  viaggio 
di  Roma. 

12  Giugno  = Terminarono  le  recito,  che 
furono  61,  fatte  dalla  Compagnia  Sacchi. 

15  Giugno  = Opera  buffa  — Le  Nozze 
disturbate  — con  musica  di  Paisiello. 

Cantanti 

Posa  Alberti  = Giacomo  Fiorini  = An- 
' tonto  Napulioni  detto  Pulcherio  «=  Cate~ 
rina  Piovani  = Vincenzo  Pochetti  *=  Gioa- 
chino Cirri. 

I Balli  erano  composti  dal  primo  balle- 
rino Giuseppe  Santi. 

Gli  altri  ballerini  erano  = Giovanni  Gra- 
zioli detto  Schizza  = Pietro  Zampieri 
Teresa  Santi  prima  ballerina  = Elisabetta 
Marini  ==  Maria  Zampieri  = Secondi  idem. 
Gasparo  Sonucci  e Maria  Oermò  con  14 
Figuranti. 

Questo  spettacolo  era  stato  dato  prima 
alla  fiera  di  Reggio. 


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— 32  — 

28  Ottobre  = Opera  buffa  = L’  Olandese 
in  Italia  «=  ebbe  pochissimo  incontro. 

Seconda  Opera  buffa  = La  Contadina  in 
Corte  ^ questa  ebbe  un  successo  migliore. 
Lo  spettacolo  era  corredato  anche  di  Balli. 

26  Dicembre  — Opera  seria  — La  Nit- 
teli  — con  musica  del  Maestro  Marco  Ru- 
tini  di  Firenze,  (1  j la  quale  opera  ebbe  buo- 
nissimo esito. 

I Cantanti  erano 

Pio  Mazzetti  — Antonio  Pallini  — Chia- 
ra Marini  (2)  — Rosa  Agostini  — Antonio 
Muzzio  — Pellegrino  Salvolini. 

Furonvi  anche  dei  Balli  d’invenzione  del 
ballerino  Vincenzo  Monari,  con  dodici  bal- 
lerini. 

Le  scene  erano  del  Pittore  Ducale  Lodo- 
vico  Bosellini. 

1770.  — 17  Gennaio  — Seconda  Opera 
— Adriano  in  Siria  — poesia  del  Metasta- 
sio  e musica  del  Maestro  Tozzi  bolognese. 
(3)  La  bellezza  della  musica  e l’ abilità  degli 
attori  resero  questo  spettacolo  assai  gradito 
agli  spettatori. 

(1)  Rutini  ^GiammarcoJ.  Questo  distinto  compo- 
sitore Fiorentino  è ricordato  nel  Capo  V all’anno 
1765.  Il  Fétis  non  cita  fra  le  sue  opere  la  Nitteti. 

(2)  Questa  Cantante,  come  notai  nella  Prima  Par- 
te, fu  moglie  segreta  del  Duca  Ercole  ili. 

<3)  Tozzi  f'AntonioJ  bolognese  allievo  del  P.  Mar- 
tini. Fu  al  servizio  del  Duca  di  Brunswich.  11  suo 
Adriano  in  Siria  non  è citato  dal  Félis. 


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— 33  — 

15  Aprile.  — La  Compagnia  Mussini 
diede  spettacoli  di  sforzi  e salti  sorprenden- 
tissimi. 

3 Giugno  — ' Opera  buffa  La  Schiava 
= già  data  prima  alla  fiera  di  Reggio  con 
molto  incontro. 

Terminò  l’8  luglio. 

7 Agosto  — Si  ridussero  due  palchi 
doppii  a semplici  per  provvedere  al  comodo 
di  più  Signore. 

26  Dicembre  = Il  Demetrio  = Poesia 
del  Metastasio  con  musica  del  Celebre  Pai- 
siello.  Tanto  1’  eccellente  lavoro  che  gli  e- 
secutorì  riscossero  infiniti  applausi. 

1771.  = In  Carnevale  = seconda  Opera 
==  La  Semiramide  «=  che  non  ebbe  buon 
successo:  per  la  qual  cosa  fu  ripreso  il 
corso  della  prima  Opera  ===  Il  Demetrio. 

Eranvi  i Balli  diretti  da  Giuseppe  Saio- 
moni. 

L’ Impresario  del  Teatro  Francesco  Gua- 
téla  Mantovano  con  una  scrittura  in  data 
26  Maggio  1768  si  era  obbligato  di  dare 
r Opera  seria  al  Teatro  di  Reggio  in  tempo 
di  fiera,  e V Opera  buffa  al  Teatro  di  Corte 
di  Modena  in  Carnevale,  mantenendovi,  a- 
perto  il  Ridotto  in  tempo  di  spettacolo^ 
dietro  una  dote . di  L.  Modenesi  annue  6000. 
le  quali  lire  venivano  in  ragione  di  1500 


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— 34  — 

regalate  dalle  Principesse,  e il  restante  dal 
Duca.  Tale  contratto  doveva  avere  la  durata 
di  sette  anni;  ma  sfortunatamente  gli  affari 
del  Ouatelli  non  avendo  avuto  buona  sorte 
fu  costretto  in  quest’  anno  a rinunziare 
r impresa,  assumendone  poscia  gli  stessi 
impegni  certo  Girolamo  Sabbatini.  Questi 
sostituì  nel  Carnevale  1’  Opera  seria  alla 
buffa  per  miglior  decoro  del  Teatro. 

26  Dicembre  = Opera  Seria  = Aria- 
serse  = poesia  del  Metastasio  e musica  di 
Paisiello  con  grande  incontro.  Avvenne  nel- 
r esecuzione  del  ballo  che  il  primo  ballerino 
Belluzzi  si  lussasse  una  gamba,  per  la  qual 
disgrazia  non  fu  più  in  istato  di  ballare. 

1772.  = 5 Febbraio  = Seconda  Opera 
= Ezio  — con  musica  del  celebre  Maestro 
Ignazio  Platania  Napoletano.  ( Non  nominato 
dal  Fètis.) 

27  Maggio  — Compagnia  Comica  Fran- 
cese al  servizio  della  Corte  di  Vienna. 

Questo  spettacolo  ottenne  1’  aggradimento 
degli  uditori.  Si  segnalava  in  particolar  modo 
il  primo  Attore  Monsieur  D'  Aufrène. 

Il  corso  fu  di  15  recite. 

Giugno  — Prima  Opera  buffa  = Il  Ca- 
landrano che  nel  Maggio  era  stata  prima 
data  alla  fiera  di  Reggio,  e venne  molto  ap- 
plaudita. ' 


— 35  — 

25  Giugno  a=  Seconda  Opera  buffa  = 
L*  Astratto  = ossia  ==»  Il  Giuocatore  sfor- 
tunato. 

^ La  Reale  Elettrice  Vedova  di  Sassonia 
giunse  in  Modena  nel  mattino  del  venerdì 
26  giugno  1772.  Fu  accolta  con  tutti  gli 
onori  nel  Palazzo  di  Corte,  e dopo  il  pranzo, 
rallegrato  da  una  cantata  con  brillante  con- 
certo di  strumenti,  passò  a godere  dell’  Opera 
in  musica  nel  Teatro  immediatamente  annesso 
al  grande  appartamento. 

Alla  fine  di  dicembre  — Prima  Opera 
seria  — Scipione  in  Cartagena  — musica 
del  Maestro  Piccini. 

Cantanti. 

Adamo  Solzi  — Monica  Bonani  — An- 
tonio Solari  — Brigida  Anelli  — Giuliano 
Petti  tenore  — Rosa  Bussoli. 

I Balli  d’ invenzione  e direzione  di  Giu- 
seppe Anelli. 

Ballerini 

. Giuseppe  Anelli  suddetto  — Lorenzo 
Giannini  Giuseppe  Arcangioli  — Pietro 
PetrelH. 

Clarice  Bini  — Anna  Polcelli  — Agata 
Crisostomi  — Chiara  Polcelli. 

Figuranti. 

Urbano  Grazia  — Giacomo  Ostici  — ifa- 
ria  Zanotti  — Isabella  Banchetti. 

3 


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- . 36  — 

1T73.  Seconda  Opera  seria  L*  Iper- 
mnestra  — con  musica  del  Maestro  Fortu^ 
nati  (1)  al  servizio  della  Corte  di  Parma. 

18  Aprile  -r  Si  apri  il  Teatro  da  una 
Compagnia  Comica  (vedi  Archivio  Camerale 
N.  2970.) 

2 Ottobre  — Fuvvi  T Opera  buffa,  che 
prima  era  stata  data  al  Teatro  di  Sas^ 
suolo. 

26  Dicembre  — Opera  Seria  — Alessan- 
dro nell’  Indie  — con  musica  del  celebre 
Paisiello  scritta  appositamente. 

Le  scene  erano  dei  Pittori  Francesco 
Bartoli  Reggiano  e Giovanni  M&nahue  Mo* 
denese: 

Cantanti. 

Onorio  Lucchetti  — Giovanni  Rubinelli 

— Francesco  Porri  — Marco  Luchi. 

Caterina  Buonafini  — Isabella  Rainieri 

— Bartolomraeo  Mancioli. 

I Balli  d’  invenzione  di  Giuseppe  Banti 
primo  ballerino. 

Ballerini. 

Teresa  Banti  — Marianna  Narici  — 
Anna  Beseghi  — Angiola  Pasini. 

(1)  Fortunati  f Francesco  J nacque  u Parma  ai  24 
fettìjraio  1746.  Cominciò  a studiare  di  soli? anni  sotto 
ìficolini  e si  perfezionò  a Bologna  sotto  Martini. 

(N.  d.  G.) 


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— 37  — 

Giuseppe  Banii  suddetto  — Zacoheria 
Bariti  — Antonio  Banti- Guglie  Imo  Buuti. 
con  4 figuranti 

1774.  — Seconda  Opera  Seria  — Il  De- 
mofoonte  — con  musica  del  celebre  Pasquale 
Anfossi  Maestro  Napoletano. 

L’  esito  delle  citate  opere  e dei  balli  fu 
fortunatissimo  sì  per  1’  eccellenza  della  mu- 
sica che  per  1’  esecuzione  dei  valenti  artisti 
che  vi  presero  parte. 

Anche  le  scene  furono  meritamente  en- 
comiate. 

Nel  primo  Sabbato  e prima  Domenica 
di  Quaresima  19  e 20  febbraio  furono  rap- 
presentati, secondo  il  costume,  i due  drammi 
dati  nel  Carnevale, 

In  Primavera  nell’  occasione  delle  feste 
fatte  per  lo  scoprimento  della  statua  eque- 
stre di  Francesco  III.®  (1)  fu  aperto  pure  il 

(1)  Questa  statua  bel  lavoro  dell’  Ab.  Giovanni 
Antonio  Cybei  da  Carrara,  che  costò  al  Comune  Mo- 
denesi Lire  313,440  nell’  ottobre  1796  da  un  fanatico 
fu  mutilata,  e perciò  convenne  toglierla  dal  piazzale 
di  S.  Agostino  dove  faceva  bellissima  mostra.  L' Au- 
tore dell’  atto  vandalico,  certo  Giovan  Battista  For- 
nieri  venditore  di  libri,  ebbe  rimproveri  da  Bona- 
parte:  e il  pover’  uomo  che  ne  sperava  lodi  e pre- 
mio, dopo  breve  carcerazione,  impazzì. 

Lo  scultore  Cybei  studiò  in  Roma,  e lavorò  assai 
in  patria.  In  età  di  38  anni  si  fece  prete,  e fu  poscia 
anche  Canonico  : nullameno  seguitò  ad  occuparsi 
nell'arte  sua,  e mori  di  78  anni  nel  1784. 

(N.  d.  C.) 


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— 38  — 

Teatro  di  Corte  con  recito  di  Commedie  per 
quattro  sere. 

13  Giugno  — Dramma  in  musica  — in 
S2guito  fuvvi  altro  Dramma. 

1774.  — 8 Ottobre  — Primo  Dramma 
giocoso  — L’  innocente  Fortunata  con 
musica  di  Paisiello. 

Eranvi  dei  Balli  composti  da  Giuseppe 
de  Stefani. 

Tanto  r opera  che  i balli  meritarono 
r universale  aggradimento. 

Secondo  Dramma  — La  Contessina  = 
musica  di  Floriano  Guzman  e di  altri  au- 
tori. 

26  Dicembre  = Dramma  = Caio  Mario 

— musica  di  varii  autori. 

Cantanti. 

Carlo  Moschino  al  servizio  dell’  Elettore 
di  Baviera  — Valentino  Adamherger  idem. 

— Giuseppe  Benigni  — Giuseppina  Mache- 
rini  prima  donna  (1)  — Lucia  Alberoni  — 
Teresa  Giacci. 

I Balli  d’  invenzione  del  primo  balleriuo 
Domenico  Andriani. 

Ballerini 

Domenico  Andriani  suddetto  Lorenzo 

(1)  La  Maoherini  era  stata  scritturata  pel  Carne- 
vale 1775  con  istrumento  19  agosto  1774  dall’  Impresa- 
rio Girolamo  Sabbatinl  per  Zecchini  Romani  90,  e 
suo  quartiere,  dovendo  sostenere  la  parte  di  prima 
donna  in  due  opere  serie.  (N.  d.  G.) 


— 39  — 

Giannini  — Gxo  : Battista  Bedotti  — Ca- 
millo Monti  — Gaetano  Monlignani  — Lo- 
renzo Beseghi  — Giacomo  Ostici. 

Teresa  Sdrmetti  — Geltrude  Andriani  — 
Teresa  Manna  — Geltrude  Masini  — > Laura 
Bottoni  — Rosa  Serra  — Geltrude  Cor- 
sini. 

Con  8 Figuranti. 

Primo  Violino  Direttore  d’Orchestra  — 
Giuseppe  Sighicelli. 

Pittori  delle  Scene  — Giuseppe  Bianchi 
e Giovanni  Menabue. 

Vestiarista  — Felice  Manfredini  di  Bo- 
logna. 

Tale  spettacolo  ottenne  il  plauso  univer- 
sale. 

1775.  — 31  Gennaio  — Secondo  Dramma 
— U Adriano  in  Siria  — Musica  nuova  del 
Maestro  Gaetano  Monti  Napoletano. 

Anche  quest’opera  tanto  per  la  valentia 
degli  esecutori  che  per  la  vaghezza  della 
musica  ebbe  un  luminoso  successo. 

La  Direzione  ai  pubblici  spettacoli  era 
composta  dei  seguenti  individui  : 

Sopraintendente  Generale  — March.  An- 
drea Cortese. 

Consultore  — Consigliere  Giovanni  Be- 
nincasa. 

Ispettore  — Consigliere  Pietro  Margini. 


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— 40  — 

Cancc'lliero  — Gio:  Battista  Trinelli. 

Il  datto  soprasutendente  Generale,  sotto 
la  data  7 Agosto  di  quest’  anno,  fece  la  se- 
guente relazione  ai  Ducali  Fattori  ; 

. Ill;mi  Signori 

« Air  occasione  che  per  comando  di  S. 
t A.  Serenissima  si  formarono  due  nuovi  pfo- 

• scenii  nel  Ducale  Teatro  ne  risultò  il  gra- 

• ve  inconveniente,  che  le  chiamate  strade 
. delle  scene  si  restringessero  in  guisa,  che 

• vi  passano  a stento  gli  Attori,  e che  nulla 

• possa  passarvi  di  quanto  talvolta  occorre 

• segnatamente  ne’  Balli,  e che  anzi  si  sia 

• affatto  perduta  una  delle  nominate  strade. 
« A riparare  questo  notabile  disordine  sa- 
« rebbe  d’uopo,  che  venisse  portata  piU  in- 
« dietro  lateralmente,  allargata,  riaccomodata 

• ed  anche  ritoccata  (il  che  è quasi  indi- 

• spensabile)  la  scena  stabile  inserviente  per 

• le  feste  di  ballo,  o che  deve  necessaria- 
« mente  servire  di  norma  alla  collocazione 

• dello  altre  scene.  Io  ho  creduto  mio  de- 
. bito  di  fare  alle  SS.  LL.  Ill:me  il  presente 

• rilievo  nella  corrente  stagiona  più  propi- 
« zia  al  lavoro  e perchè  la  mia  domanda  non 
« esige  forte  spesa,  e perchè  secondo  l’univer- 

• sale  costume  il  Proprietario  del  Teatro 
« somministra  un  decente  Capitale  di  Scene, 
« e talvolta  secondo  il  bisogno  le  ristora. 


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— 41  — 

• restando  già  a carico  dell’  Impresario  di 
« fare  a sue  spese  dipingere  di  nuovo  quanto 

possa  occorrere  alle  Rappresentazioni,  che 
« si  danno. 

t Difatti  anche  nel  venturo  Carnevale  fa- 
« rà  qualche  nuova  scena;  ma  qualora  non 
« venga  tolto  1’  accennato  inconveniente,  an- 
« che  li  pittori  esperti  asseriscono,  che  nulla 
- potrà  riuscir  bene.  Spero  che  le  SS.  LL. 
« Ill:me  non  troveranno  indiscreta  la  mia 

• supplica. 

« Sul  riflesso  ancora  che  dalla  formazio- 
« ne  del  Teatro,  cioè  da  otto  anni  non  si  è 
« fatto  verun  ristoramento  essenziale  alle 
« scene,  e che  mi  restringo  a richiedere  al* 
« meno  quello  che  è necessario,  cioè  il  riat- 
« tamento  e collocamento  proporzionato  alla 
« mutazione  fattasi  della  scena  stabile. 

« Eseguita  questa  parte  di  mio  obbligo, 

• e rassegnato  alle  saggio  determinaziohi 
« che  verranno  date,  ho  1’  onore  di  riprote- 
« starmi  ossequiosamente 

• Delle  SS:  LL.  Ilhme  etc. 


* Il  sig.  Conte  Ispettore  Fabrici  d’intel- 
« ligenza  col  Ducale  Architetto  Termanini 
* riferisca  indicando  anche  la  spesa  che  vi 
■«  vorrebbe  nel  proposto  riattamento. 

* 8 Agost(J  1775. 

Paolucci. 


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42 


« Signori, 

• Ritorno  alle  SS.  W.  Illrme  la  qui  u* 
« nita rappresentanza  del  Sig.  March.  Andrea 

• Cortese,  con  dir  loro  di  aver  rilevato  che 

• il  chiesto  riattamento  al  Ducale  Teatro 

• rapporto  ai  lavori  da  muratore  e da  fa- 

• legname  è una  spesa  di  assai  poca  conse- 
« guonza.  Riguardo  poi  ai  lavori  di  pittore, 
« dovrà  fiirli  il  Bosellini,  essendo  egli  obbli- 
« gato  a dipingere  tutto  ciò,  che  occorre 

• alla  Camera  Serenissima.  Tanto  per  mio 

• dovere,  e con  riverenza  umilissima  mi 

• segno 

. Delle  SS.  VV.  Ill.me 
■ Modena  12  settembre  1775. 

t Dev:mo  Obbrmo  Ossrmo  servo 
• Vincenzo  Fabrizi.  • 

€ Si  risponda  che  sia  fatto  il  lavoro,  e 
« però  non  avrà  che  a dare  gli  ordini  oc- 
« correnti  alla  munizione  delle  Fabbriche, 
. ed  altresi  al  Pittore  Bosellini. 

« 12  Settembre  1775. 

« Paolucci  * 

1775.  — 21  Ottobre  — Il  Detto  Teatro 
era  già  all’  ordine  e fu  allestito  per  una 
festa  da  ballo  in  occasione  della  venuta 
dell’  Arciduca  Massimiliano. 

^ Prima  della  festa  di  ballo,  alla  quale  vi 


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--  43  — 

fu  straordinario  concorso  di  maschere  ve- 
stite colla  maggior  proprietà  per  il  libero 
accesso  datovi,  nel  Teatro  di  Corte  vi  fu  il 
divertimento  della  Commedia  di  una  gra- 
ziosa farsetta  con  maschere  e di  replicati 
musicali  concerti, 

Vennero  affittate  all’ Impresario  Girolamo 
Sabbatini  due  Camere  nei  mezzanini  della 
casa  contigua  al  Teatro. 

26  Dicembre  — Primo  Dramma  — U Ar- 
mida — con  musica  dell’  eccellente  Maestro 
Michele  Mortellari  Napoletano.  (1) 

Primo  Violino  Giuseppe  Sighicelli.  ^ 

Cantanti. 

Ferdinando  Tenducci  al  servizio  del  Gran 
Duca  di  Toscana  — Appollonia  Marchetti 
•—  Ferdinando  Pasini  tenore  — Anna  Po- 
tenza — Francesco  Bellaspica  — Marco 
Lacchi. 

I Balli  diretti  ed  inventati  da  Giuseppe 
Salomoni. 

Ballerini. 

Giuseppe  Salomoni  suddetto  — Pietro 
Wogt  — Giuseppe  Galli  — Filippo  Toma- 
sini  — Pietro  Salomoni  — Michele  Ghedini 
— Antonio  Galletti. 

(1)  Mortellari  Michele,  Palermitano.  Scrisse  se- 
condo Fétis  per  Modena  nel  1785  L‘  Infanta  supposta. 

( N.  d.  C.  ) 


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_ 44  — 

> 

Maria  Viglioli  — Teresa  Zùàcarini  *** 
Teresa  Manna  — Geltrude  Corsini  — CKw- 
eeppe  Tomaiini  — Teresa  Mattioli  — Anna 
Badini. 

Le  «ceae  dell’  Opera  erano  di  BartoU  e 
di  Bosellini.  Quelle  dei  Balli  di  Menabue. 

1776.  — 27  Gennaio  *—  Secondo  Dramma 
-M.  Creante  — con  musica  nuova  del  Maestit) 
Ferdinando  Bertoni  ai  setviSsio  della  CappeL 
la  del  venerabile  Spedale  de’  mendicanti  in 
Venezia  e Accademico  Filarmonico  di  Bo- 
logna. 

Ebbero  anche  le  Opere  un  felice  incOttro, 
segnatamente  per  1’  abilità  della  Marchetti 
e del  Tenducci.  Anche  il  restante  dello  spet- 
tacolo contribuì  ad  ottenere  la  completa 
approvazione  degli  uditori.  - . ^ 

1776.  — In  Estate  — Furono  date  due 
Opere  giocose,  la  prima  intitolata  — Il 
Geloso  in  Cimento  — ^ la  seconda  — L’Avaro 
— ambedue  con  musica  del  Maestro  An- 
fossi. 

Erano  i Cantanti. 

Francesco  Campana  — Francesco  Anto- 
niucci  — Francesco  Cenni  — Francesco  Mar- 
chesi. 

Anna  Zaninì  — Teresa  Melo  - Giovanna 
Palombo. 

I Balli  erano  composti  da  Vincenzo  de 
Bustis. 


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— 45  — 

Ballerini. 

Vincenjio  de  Bustis  suddetto  — Qaétano 
Poemi  — Angelo  Zanotti  — Antonio  Chia- 
rini. 

Margherita  Alfieri  — Marianna  Paoini 
■ — Qeltrude  Matsini  — Anna  Chiarini  — 
Maddalena  Chiarini. 

con  qualche  figurante. 

26  Dicembre  — Primo  dramma  — L*  f- 
sola  di  Calipso  — Poesia  di  Eschilo  An- 
canzio  ( March.  (JioTanni  Pindemante  ) 
Poeta  Arcade  della  Colonia  Veronese  — 
Musica  del  Bertoni. 

Le  scene  erano  del  Bartoli. 

Cantanti 

Antonio  Muzzio  ■—  Pietro  Tibaldi  tenore 
— - Giacomo  Giordani  — Antonio  Capponi. 

Giovanna  Gardj  — Teresa  Kurte  — Gel- 
irude  Righini  — Antonio  Capponi. 

1 Balli  erano  composti  da  Luigi  Corticelli. 

Ballerini. 

Luigi  Corticelli  suddetto  — Francesco 
Slansowsky  — Gaetano  Masnago  — > Emanuele 
Ferrari  — Mariano  Marani  — Pietro  Mon- 
ierumesi  — Antonio  Galletti. 

Teresa  Colombi  — Anna  Zoccoli  — Eli- 
sabetta Zoccoli  — Felicita  Zoccoli  — Gtacema 
Zovanioni  — Barbara  Monterumesi  — N.  N. 

Primo  Ballo  — La  Forza  d'  amore. 


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— 46  — 

In  Carnevale 

1777.  — Secondo  Ballo  — Il  Villano 
Sciocco. 

Secondo  Dramma  — Farnàce  — > La  mu 
sica  era  scritta  per  la  maggior  parte  dal 
Maestro  Giuseppe  Sarti  Faentino. 

Tanto  le  Opere  che  i halli  furono  coro- 
nati da  ottimo  successo,  si  per  la  scieltezza 
della  musica,  che  per  1’  abilità  degli  ese- 
cutori. 

7 Giugno  — Dramma  — La  vera  Co- 
- stanza  — con  musica  del  Maestro  Anfossi 

Cantanti. 

Prima  Donna  — Marianna  Santoro. 

Primo  Buffo  — Antonio  Rossi. 

Seconde  Parti  — Dionigio  Mèrlini  — Ot- 
tavio Budoni. 

Primo  Mezzo  Carattere  — Domenico  Ma- 
drigali, 

Altre  seconde  donne  a vicenda  — Ca- 
terina Marchesi  — Maria  Lecchini. 

I Balli  erano  composti  da  Vincenzo  de 
Bustis  detto  Ravaschiello. 

Primi  Ballerini 

Vincenzo  de  Bustis  suddetto  — France- 
sco Marinelli. 

Teresa  Rusignoli  — Crisostomi  Montignani. 

Altri  ballerini  di  Concerto. 

Gennaro  Torelli  — Gaetano  Montignani 


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— 47  — 

Gtorawnt  Scannacapra  — Ballista  Allegretti  — 
— Giuseppe  Cerbaro. 

Anna  Gabbati  — Teresa  GoHa  — Anna 
Qhiarinì  — Teresa  Ghiarini. 

Con  altri  figuranti 

La  Second’  Opera  buffa  era  — Il  Mar- 
chese Tulipano  — con  musica  del  celebre 
Luigi  Caruso  Maestro  Napoletano. 

Questo  spettacolo  intero  era  stato  prima 
esposto  per  la  fiera  nel  Teatro  di  Reggio, 
ove  riportò  buonissimo  successo,  e poscia, 
dato  a Modena  in  questo  Teatro  di  Corte 
corrispose  perfettamente  all’  aspettativa  che 
già  si  aveva  su  di  esso. 

1777  _ 27  Dicembre.  — Secondo  Dram- 
ma •—  Antigono  — con  musica  del  Maestro 
Michele  Mortellari  Napoletano. 

Cantanti. 

Tommaso  Consoli  — Lorenzo  Piati  — Vin- 
cenzo Limperani. 

Carolina  Olivieri  — Marianna  Santoro  — 
Posa  Costa. 

I Balli  erano  composti  da  Francesco 
Clerici. 

Ballerini. 

Francesco  Clerici  suddetto  — N.  N.  — 
Felici  Morini  — Gio;  Battista  Allegretti  — 
Gaetano  Clerico  — Antonio  Sarra  — Pietro 
Monter  arnesi. 


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— 48  — 

Rosa  Clerico  — Francesca  Banfi  — Otio- 
vanna  Bassi  — Teresa  Bussi  Francesca  — 
Lodi  — Lucia  Montanari  — Teresa  Mattioli. 
— Pittore  delle  scene  Vincenzo  Canti  Bo- 
lognese 

1778  — 7 Febbraio.  — Per  Secondo 
Dramma  — UEzio  = con  musica  del  Mor> 
tellari  suddetto. 

Tanto  la  musica  che  1’  esecuzione  dei 
primari  artisti  riesci  di  sommo  aggradimen- 
80  a quanti  udirono  questi  Drammi. 

I Balli  del  Clerico  fecero  pure  un  incon- 
tro particolare. 

10  Giugno  — Dramma  giocoso  — Le  Ore- 
losie  Villane  — con  musica  del  Maestro  Sarti 
Giuseppe. 

y Cantanti 

Anna  Morichelli  Bosello  — Agostino 
Lippatini  — Cecilia  Caratti  — Francesco  Cre- 
spi — Clementina  Moreschi  — Gaetano  Piacci 
buffo  — Giacomo  Cinti. 

I Balli  erano  d’invenzione  di  Giuseppe 
Magni.  < 

Ballerini 

Giuseppe  Magni  — Giuseppe  Fracassi  — 
Domenico  Magni  — Francesco  Noli  — Ce- 
sare Cozzi  — N.  N. 

' Cristina  de’  Agostini  — Teresa  Bussi  — 
Rosalia  Monti  — Francesca  Lodi  — Lucia^ 
Campanini  — Maddalena  Mei. 


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— 49  -- 

Con  altri  figuranti 

Questo  spettacolo  ottenne  l’ universale  ap> 
provazione. 

26  Dicembre  Primo  Dramma  — Quinto 
habio  — con  musica  nuova  del  Maestro  De- 
metrio Bortniansky  al  servizio  dell’  Impera- 
trice di  Russia.  (1) 

Le  scene  erano  di  Bartoli  e Menabue. 

Cantanti 

Marcello  Pompili  Gaetano  Quisiapace  — 
Giuseppe  GiusH. 

Lucia  Alberoni  -r-  Marianna  Tomba  — 
Lorenzo  Bertolazzi. 

I balli  erano  composti  da  Giuseppe  Banti. 

Ballerini. 

Giuseppe  Banti  suddetto  ~ Francesco 
Marcucci  ■—  Luigi  Brenti  — Gio:  Battista 
Allegretti  — Stefano  Carrobini  — Sanie  Cor- 
razza  — Pietro  Salomoni. 

Camilla  Dupetit  Banti  — Anna  Viccìnelli 
— Felicia  Banti  Francesca  Lodi 
rianna  Venturelli  — Anna  Parrutti  — Marink 
Lodi. 

(1)  Bortniansky  CDmitri  Ste^hanwiohj  russo  di 
Qlouhofjf  àeX  Governo  di  Tchernigoff.. Allievo  di.  Oa- 
luppi  a Pietroburgo  perfezionossi  a Venezia,  Bolo- 
gna, Roma  e Napoli.  Il  Quinto  Fabio  fu  rappresenta- 
to nel  1778-79  in  carnevale.  Questa  indicazione  è igno- 
ta a Fètis  che  dice  che  dal  1770  in  avanti  in  tutti  gli 
almanacchi  teatrali  d’ Italia  nulla  rinviensi  di  sua 
composizione.  (N.  d.  G.) 


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— 50  — 

(L’ Arciduca  Ferdinando  d' Austria  e 1’  Ar- 
ciduchessa Maria  Beatrice  D’  Este  sua  mo- 
glie addi  primo  gennajo  1780  giunsero  in 
Modena,  e col  Principe  Ereditario,  poi  Duca 
Ercole  III,  e la  Principessa  Matilde  furono 
alla  sera  al  Teatro  Ducale.  Il  Duca  France- 
sco III  era  allora  gravemente  infermo  a Va- 
rese ove  mori  poi  li  23  febbraio  1780.) 

1779.  — Secondo  Dramma  — La  Zeno- 
bia  — musica  nuova  del  Maestro  Giuseppe 
Calegari  Padovano.  (1) 

Tanto  il  primo  che  il  secondo  Dramma 
ebbero  un  successo  luminoso  sì  per  la  qualità 
della  musica  che  per  1’  abilità  degli  ese- 
cutori. 

In  estate  — Dramma  giocoso  — La  Di 
scordia  Fortunata  — con  musica  di  Pai- 
siello. 

Cantanti. 

Maddalena  Mori  della  Casa  — Giuseppe 
Guglielmini  — Giovanni  Dottori  — Gio.  Batt. 
Brocchi  — Luigia  Allegretti  — Giuseppe 
b/Luzzi  — Barbara  Viglioli. 

I Balli  erano  Composti  da  Antonio  Mar- 
liani, 

(1)  Calegari  Ottisejgpe  di  Padova.  Non  ò nominato 
dal  Fètis  : v’  é una  biografìa  di  un  Calegari  Antonio 
di  Padova  pure.  Sarebbevi  forse  errore  di  nome  1 

(N.  d.  G.) 


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— 51  — 

IT79.  — I Balleriui  che  li  eseguivano 

I 

erano  i seguenti: 

Antonio  Marliani  — Antonio  CianfiTeUi 

— Oennaro^  Torelli  — Antonio  Mqjoli',  — 
Antonio  Cipriani  — Stefano  Cherubini. 

Maria  Viglioli  — Agata  Orisostomi  — 
Margherita  Collier  — Geli  rude  Orsini  — 
Rosa  Cinnfarrlli  — Morianna  Venluroli. 

■ Secondo  ; Dramma  giocoso  — La  Ven- 
demmia — con  musica  del  celebre  Maestro^ 
Oiuseppe  Gazzaniga  Napoletano. 

Primo  Dramma  in  musica  pel  Carnevale 

— Demetrio  — Poesia  del  Melastasio,.  e 
nuisica  del  Maestro  Giuseppe  Giordani  detto 
Giorduuìello  Napoletano. 

Le  scene  di  Menabue. 

Cantanti. 

Lucia  Alheroni  — Teresa  Hurls  — Ve- 
ronica Musini. 

Domenico  Mombeìli  detto  Righini  — (jfiw* 
seppe  BeuedcHi  — Giuseppe  Giusti. 

I Balli-  erano  Composti  da  Adamo  Fa- 
hroni. 

Ballerini. 

Adamo  Fabroni  — Innocente  Baratti  — 
Giuseppe  Galli  — Pietro  Snlomoni  — Ste- 
fano Cherubini  — Giuseppe  Collina  — Sante 
Corrazza  — Giuseppe  Lodi. 

N.  N.  — Anna  Palarini  — Anna  Gabutti 

4 


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■—  52  — 

— Giacoma  Gìovagnoni  — Costanta  Tinti  — 
Beatrice  Montignani  — Luigia  Bragaglia 

— Carolina  Cusulini. 

1780.  — 26  Dicembre  — Secondo  Dram- 
ma — Medonte  Re  d'  Epiro  — con  musica 
del  Maestro  Sar^t. 

Tutto  ebbe  un  esito  felicissimo. 

In  seguito,  durante  1’  anno,  non  si  tenne 
aperto  il  Teatro  a cagione  della  morte  del 
Duca  Francesco  ///.“  avvenuta  a Varese  li 
22  febbrajo. 

1781.  — In  Carnevale  fuwi  un  Dramma 
in  musica. 

3 Febbraio  — Per  secondo  Dramma  — 
Erifile  — con  musica  del  celebre  Maestro 
Francesco  Bianchi  Cremonese  (1)  e coi  Can- 
tanti: Elisabetta  Wheeler  detta  V Ingl esina 

— Giovanni  Toschi  — Gaetano  De  Paoli  — 
Maria  Clementi  - Giovanni  Tagli ana  — 
Antonio  Amaboldi. 

Le  scene  erano  di  Giovanni  Menabue. 

Era  Inventore  e Direttore  dei  Balli  Luigi 
Palladini. 

(1)  Il  Bianchi  era  in  qneir  epoca  assai  rinomato 
per  diverse  opere  scritte  da  lui  con  grande  successo, 
fra  le  quali  II  Castore  e Polluce^  Caio  Mario,  Demo- 
foonte.  Arbaoe,  Artaserse,  Scipione,  La  Villanella 
rapita  eie.  altre  pure  ne  produsse  a Parigi  e a Lon- 
dra sempre  con  segnalato  incontro.  ^ Il  Bianchi 
nacque  1'  anno  1752,  ed  è morto  a Bologna  li  24  Set- 
tembre 1811.  Le  opere  da  esso  composte  sommano  a 
38  cdn 


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— 53  — 

Ballerini. 

Luigi  Palladini  suddetto  — Carlo  Ta- 
glioni — Vincenzo  Pamieri  — Luigi  Zurli 

— Agostino  Bertorelli  — Agostino  Sala  — 
Antonio  Sala. 

Margherita  Rossi  — Domenica  Ferri 
Elena  Fusi  — Anna  Sala  — Antonia  Fusi 

— Maria  Taglioni. 

Tanto  r Opera  che  i Balli  furono  molto 
applauditi. 

Il  Corso  del  Carnevale  per  consuetudine 
soleva  terminare  sempre  colla  prima  dome- 
nica di  Quaresima;  e quando  le  due  Opere 
date  durante  T invernale  stagione  avevano 
avuto  buon  esito,  si  davano  alternativamente 
r una  al  sabbato  e 1’  altra  alla  Domenica 
suddetta. 

1781.  — 13  Giugno  — Dramma  giocoso 

— La  Scuola  e/c’  Gelosi  — con  Musica  del 
Maestro  Salieri.  (1) 

(1)  Antonio  Salieri,  figlio  di  un  ricco  negoziante, 
era  nato  li  29  Agosto  17T.0  a Legnano.  Trasportato 
dalla  passione  del  Canto  e della  Musica,  dopo  la  morte 
del  padre  si  portò  a Venezia  a perfezionarsi  in  quel- 
1’ Arte.  Ivi  conobbe  il  celebre  Ouzman,  eh  istruen- 
dolo, seco  il  trasse  a Vienna.  Ivi  stette  per  otto  anni 
semprediretto  negli  studi  di  Contrappunto  dal  Quz- 
man  Maestro  della  Corte  e del  Teatro.  Colla  morte 
di  questi  il  Salieri  ottenne  il  suo  posto.  Incontrò  ia 
tale  circostanza  grande  amù  izia  col  celebre  Gluck 
al  punto  che  questi  non  potendo  per  gli  acciacchi 
della  vecchiaja  soddisfare  alle  domande  dei  Parigini 


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— 84  — 

Erano  i Cantanti 

Prima  buffa  Mrfdda'enn  Granati. 

Primo  mezzo  carattere  Gaetano  De  Paoli. 

Primo  buffo  kgositino  Liparini. 

Seconda  buffa  Benvenuta  Urbani. 

Secondi  buffi  Gaetano  Piacci  — Ales- 
sandro Giovannola. 

Terza  donna  Laura  Bottoni. 

I Balli  erano  Composti  da  Gaspare  Ronzi. 

Primi  Ballerini  — Gaspare  Ronzi  sud- 
detto — Eie  II  a Don  di 

Grotteschi  — Eugenia  Boggini  — Anto- 
nio Sir  letti  — Salvatore  Rose. 

Terzi  Ballerini  — Luigi  Zurli  — Elena 
Fusi  con  quattro  figuranti. 

Le  scene  erano  di  varii  Autori. 

L’  Opera  e i balli  ottennero  1’  universale 
approvazione. 

Secondo  Dramma  giocoso  U Albergatrice 

col  mandar  loro  sue  composizioni,  vi  diresse  In  sua 
vece  il  Salteri,  il  quale  produsse  colà  1’  opera  sua 
iutitolata  Le  Danaidi  nel  17S4.e  fino  alla  decimuterza 
rappresentazione  fu  applauditissima  e ritenuta  del 
Oluck;  ma,  scoperta  po.scia  la  verità,  per  un  indirizzo 
al  pubblico  di  Parigli  fatto  dal  Gluek  istesso,  ove. 
dichiarava  il  Salteri  compositore  unico  delle  Danaidi^, 
la  Direzione  di  quel  teatro  gli  regalò  10  mila  franchi 
più  altri  3 mila  per  le  spese  di  viaggio.  Scrisse  a 
Parigi  alt-e  opere  che  gli  procacciarono  gran  fama. 
La  Passione  del  Metastasio  posta  da  lui  in  musica  ò 
un  capo  lavoro.  Stimato  da  tutti  muri  a Vienna  nel 
1825. 


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— 55  — 

vivace  con  musica  del  celebre  Maestro  Luigi 
Caru!^n  napoletano. 

1781.  — Terminjito  tale  spettacolo  d’  0- 
pera,  non  sì  vide  più  in  questo  Teatro 
alcun’  altra  produzione  se  non  dopo  la  par- 
tenza del  Duca  Ercole  111.^  dagli  Stati  E- 
stensi.  Quindi  i contratti  d’  impresa,  pei 
quali  la  Corte  accordava  regali,  furono  del 
1781  in  avanti  assegnati  per  alimentare  gli 
spettacoli  che  venivano  rappresentati  nei 
Teatri  di  Reggio  e Sassuolo  in  t.'mpo  di 
fiera,  e in  quello  di  Modena  del  Proprietario 
Rartgoni,  come  abbiamo  già  veduto  nella 
Prima  Parte  di  queste  Memorie. 

Nell’  estate  del  1783  nel  Teatro  Du- 
cale di  Modena  fu  rappresentato  il  Dramma 
Giocoso  in  musica  — Li  Viaggiatori  Felici 
— il  libretto  fu  stampato  in  Reggio  dal 
Davolio.  La  Musica  era  del  Maestro  Pasquale 
Anfossi.  Ecco  1’  elenco  dei  cantanti; 

Caterina  Casali  — Giacomo  Cinti  — An~ 
ionio  Marchesi  — Benvenuta  Urbani  — Gio- 
vanni  Mariliani  — Girolamo  Crucciati  — 
Teresa  Liparini. 

I Balli  furono  diretti  da  Ltiigi  Dupen. 

Nel  1785  venne  fatta  qualche  riparazione 
al  Teatro  di  Corte  affine  di  non  lasciarlo 
deperire  affatto. 

Per  la  Rivoluzione  seguita  in  Modena 


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— 56  — 

nel  1796  prese  il  nome  di  Teatro'  Ilaslo- 
nale. 

1798.  — Venne  formata  in  quest’  anno 
una  Società  sotto  il  titolo  di  Accademia  del 
Teatro  Nazionale,  la  qua’e  diede  delle  Rap- 
presentazioni in  quel  Teatro  col  mezzo  di 
una  Compagnia  Comica  di  Dilettanti.  Lo  scopo 
di  quella  Società  lo  vedremo  qui  appresso 
nell’  avviso  in  proposito.  Le  spese  di  tale 
spettacolo  dovevano  rilevarsi  dagli  introiti 
serali,  e da  una  somma  di  L.  Modenesi  6000 
che  il  cittadino  Tommaso  Consetti  Santagata 
somministrò  come  prestito  fruttifero  ai  rap- 
presentanti di  detta  Società,  da  restituirsi 
a poco  a poco  ratatamente  cogl’  incassi  che 
sarebbero  stati  fatti  durante  il  Corso  di  dette 
recito.  I Rappresentanti  dell’  Accademia  e- 
rano  i cittadini  Gio.  Battista  Panelli,  Gia- 
cinto Messori,  Nestore  Cantati,  Antonio  Spa- 
gtiuoli^  Diofebo  Cortese,  Giustiniano  Ber- 
nardi (1),  Pellegrino  Fano,  ed  Abram  Ro- 
vighi  (2),  — Era  Cassiere  di  detta  Società 

(1)  li  Marchese  Oiustiniano  Bernardi  fu  persona 
colta  ed  amante  delle  patrie  rose.  Ebbe  relazioni 
d’amicizia  con  molli  valentuomini  del  suo  tempo, 
e fra  gli  altri  con  Leopoldo  Clcognara  al  quale  pro- 
curò i disegni  di  statue  e monumenti  posti  in  Modena 
perchè  ne  arricchisse  le  tavole  della  sua  Storia  della 
Scultura.  <—  Mori  il  Bernardi  addi  1 agosto  1833. 

( N.  d.  C.) 

(2)  Vedi  il  Rogito  di  Giuseppe  Azzolini  5 febbrajo 
1798  — Archivio  Notarile  Tomo  11  N.  14. 


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— 57  — 

{jiustiniatio  Bernardi  e computista  Gio.  Bat- 
tista Nasi.  Fra  i comici  dilettanti  eranvi  lo 
cittadine  Vittoria  Reggiani  Ferrari  detta 
per  la  sua  avvenenza  la  Dea  del  Panaro,  o 
certa  Cinquemani.  Pochi  giorni  prima  che 
avesse  luogo  la  prima  recita  sortì  il  se- 
guente 

• Avviso  • 

• Legge  Normale  di  Polizia  articoli  14, 
17,  29. 

« Lunedi  sera  avvenire  giorno  comple- 
« mentario  dell’anno  VI.  Repubblicano  si 

• apre  il  Civico  Teatro  (1)  annesso  al  Palazzo 
- Nazionale  (2). 

• Una  compagnia  d’  onesti  cittadini  si 
« è dedicata  all’ esercizio  lodevole  delle  sce- 

• niche  rappresentazioni  , anteponendo  al 

• privato  interesse  l’ utile  piacere  di  pro- 

• pagare  le  massime  repubblicane,  di  con- 

• culcare  il  vizio,  e di  esaltare  la  virtù. 

• Questa  saggia  determinazione  merita  il 

• pubblico  aggradimento,  ed  è giusto  che 
-'Si  ricambi  almeno  col  numeroso  concorso, 
€ onde  animarla  al  proseguimento  dell’ in- 
« trapresa  carriera.  Il  Teatro  affidato  a chi 

• non  lo  coltiva  per  mestiere  potrà  riacqui- 

• stare  l’antico  lustro,  e divenire  nuova- 
< mente  la  scuola  dei  buoni  costumi. 

(1)  L’  ex  Teatro  di  Corte.  i 

(S)  L’  ex  Palazzo  Ducale. 


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— 58  — 

« Già  in  ogni  spettacolo  deve  regnare 

• la  tranquillità,  e vi  deve  pur  anche  pre- 
< siedere  1‘  ordine,  ed  il  silenzio.  Sembra 
- però  quasi  inut  le  di  rammemorare  questi 
« doveri  ad  un  pubb  ieo,  che  sa  discernero,  e 

• che  comprende,  che  chi  si  al  outanasse  da 

• tali  principii  non  eviterebbe  una  giusta 

• punizione. 

• E poi  mestieri  prevenire  ognuno,  che 

• la  part’co'ar  costruzione  del  Teatro  esige 

• de’  riguardi,  onde  evitare  gl’  inconvenijnti 

• possibi  i.  Il  legno  è f cilmente  accensibile, 
'«  perciò  resta  vietato  a chiunque  di  tener 

• lumi  in  palco,  di  portar  scaldapiedi,  e di 
« usare  in  qualunque  altra  guisa  d 1 fuoco 
« vivo , non  escludendo  il  costume  della 

• pippa. 

• La  nostra  Commissione  va  persuasa  che 

• ciascuno  vorrà  conformarsi  ad  una  tale 
« disciplina  per  non  incorrere  ne  le  pene 
« ficoltative  del’a  Polizia  Amministrativa  a 
« termine  da’la  Legge  Normale. 

• Dal  Durò  di  Polizia  Amministrativa  — 
Modena  29  Fruttidoro  anno  VI.  R.  pubbli- 
cano ( 15  Settembre  1798.  ) 

• M.  Tamburini  — G.  Bernardi  — A’f- 
coUtti  Segretario.  • 

1798.  — 17  S.ttembre  — Prima  Recita 
dei  D 1 ttanti.  Commedia  — Timoìeone  — 
Le  spese  occorse  in  tal  sera  consistevano 


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— 99  — 

Nell’  Orchestra,  composta  di  4 Violini,  2 
Flauti,  2 Corni,  Viol  i,  ViolonceLo,  e Contra- 
basso Mod  n si  L.  23, 10 

In  2 Portinai  di  Prima  Porta,  1 di 
Platea,  1 di  scena,  cd  uno  pei  Lu- 
biòhi  7, 

Tn  8 Comparse  con  cinque  bo’.ognini 
di  più  al  Capo  4,  5 

In  2 Sarti,  2 Parucchieri,  2 Servi- 
tori di  scena,  1 Macchinista.  2 Lumi- 
narii,  6 Falegnami.  1 Suggeritore,  un 
dispensatore  di  vigLetti  ed  in  una 
donna  da  servizio.  33, 

Senza  comprendere  1’  olio  e le  can- 
dele in  tutto  L 67, 15 

18  Settembre  — Commedia  1'  Or-  ' 
/ixno  idem  spese  L.  56,10 

. 19  idem,  replica  dell’  Orfano  L,  60, 10 

20  idem.  Commedia  — L'  Agamen- 
none 67, 15 

23  idem.  Commedia  — Il  Saggio 
Amico  58, 10 

30  idem.  Commedia  58, 10 

5 Ottobre  idem.  58,10 

12  Ottobre  — Tanto  in  questi 
sera,  come  nelli  22  Ottobre  furonvi 


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— 60  — 

due  recite  d’  una  Commedia  ove  le 
•pesa  serali  ascesero  a L.  65, 15 

1798.  — 1 Dicembre  — Commedia  — 
Il  Ventaglio  — del  Goldoni. 

13  e 21  Dicembre  — Spettacolo  con  ma- 
novre militari  e combattimenti  a fuoco  vivo, 
la  di  cui  spesa,  senza  computare  l’ olio  e le 
candele,  venne  distribuita  secondo  il  se- 
guente dettaglio 


In  Orchestra 

47. 

• Portinai 

14. 

• Banda  Militare 

27. 

« Soldati 

54. 

% 

« Polvere  da  fucile 

16. 

« Sarti 

56. 

« Nolo  d’  un  abito 

2, 

Totale  L.  Modenesi 

216. 

• Le  altre  recite  fatte  in  Dicembre  colle 
rispettive  spese  serali  secondo  le  note  au- 
tentiche da  me  possedute  furono  queste: 
Tredicesima  recita  — Commedia 

— V amico  delle  Leggi  — Mode- 
nesi L.  186: 17. 

Quattordicesima  recita  — id?ra.  70:  10. 
Quindicesima  recita  — Commedia 

— Carlo  e Carolina  331:  6.  8 

Sedicesima  recita  — Commedia  87: 
Diciasettesima  recita  103. 10.  8 

in  tutto  Modenesi  L.  779.  03,  8 


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— 61  — 

1799.  — Venerdì  1 Febbraio  — Il  Pro- 
fessore di  Chitarra  francd'se  Atanasio  Car- 
melo, Napoletano  diede  un’  Accademia  istru- 
mentale  con  esito  soddisfacente. 

In  Marzo  vennero  fatte  altre  quattro 
Rappresentazioni  dalla  Compagnia  dei'  Di- 
lettanti. 

Due  furono  le  seguenti: 

Prima  Commedia  — Lo  Sposo  Repub- 
blicano. 

Seconda  Commedia  — Olivo  e Pasquale. 

14  Marzo  — Dietro  reclami  fatti  dai 
Professori  di  musica  già  addetti  al  servizio 
della  Corte  la  Municipalità  prese  la  deter- 
minazione di  favorire  detta  classe  di  persone 
coir  assegnar  loro  uno  stipendio  mensile 
regolato  come  indicherò  più  sotto,  e ciò  af- 
fine di  sostenere  un’  Arte  indispensabile  com-^ 
pagna  del  progresso,  della  civiltà,  e neces- 
saria al  decoro  d’ ogni  pubblico  spettacolo. 

Detti  stipendi!  venivano  pagati  in  una 
parte  dalla  Nazione,  e nell’  altra  dal  Muni- 
cipio come  si  vedrà  dal  seguente  elenco  : 

1.  Sighicelli  Giuseppe,  primo  Violino,  a 
carico  della  Nazione  mensili  Lire  Modenesi 
120. 

2.  Solignani  Lorenzo,  primo  de’  secondi, 
a carico  della  Nazione  idem.  60,  a carico 
della  Municipalità  idem.  30. 


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— 69  — 

..-3.  Moracchi  Mirco  Suonatore  di  Violino, 
a carico  della  Municipalità  idem.  85. 

■ 4.  Pezzani  Giovanni,  idem,  a carico  della 
Municipalità  id  m.  48. 

. 5.  Bompani  Giacomo,  idem,  a carico  della 

Municipalità  idem.  48. 

6.  S.ghlcel.i  Carlo,  idem,  a carico  della 
Municipalità  idem.  45. 

7.  Teggia  Glo.  Battista,  idem,  a carico 
della  Municipalità  idem.  45. 

8.  Nava  Vincenzo,  idem,  a carico  della 
Municip  .l.tà  idem.  45. 

> 9.  Londei  Paolo,  Suonatore  di  Viola,  a 
carico  della  Municipalità  idem,  48. 

• 10.  Meschiari  Giacomo,  idem,  a carico 

della  Municipalità  idem.  45. 

11.  Picchioretti  Ignazio,  Suonatore  di 
Violoncello,  a carico  della  Nazione  idem.  70. 

‘ 13.  Solignani  Giuseppe,  idem,  a carico 
della  Municipalità  idem.  48.  - 

« 13.  Braida  Massimiliano,  Suonatore  di 

Contrabasso,  a carico  della  Municipalità  i- 
dem.  45. 

. ' 14,  Besini  Pietro,  Suonatore  di  Fagotto, 
a- carico  della  Nazione  idem.  90. 

15.  Galletti  Giuseppe,  Suonatore  di  Clari- 
no, a carico  della  Municipalità  idem.  45. 

. .16.  Borghi  Girolamo,  idem,  a carico  della 
Municipalità  idem.  70. 


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— 63  — 

17.  Mari  Giovanni,  idem,  a carico  della 
Municipalità,  idem.  45. 

18.  Montanari  Gaetano,  Suonatore  di  Cor- 
no da  caccia,  a carico  della  Municipalità 
idem.  45. 

19.  Necuta  Giovanni,  idem,  a carico  della 

Municipalità  idem.  45.  - ' 

20.  Vecchi  Francesco,  Suonatore  di  Flau- 
to, a carico  de! a Municipal.tà  idem.  48. 

21.  Parraiggiani  Frane  sco,  idem,  a carico 
della  Municipalità  idem.  48. 

22.  Birabioli  Pietro,  idem,  a carico  della 
Municipalità  idem.  45. 

23.  Orsoni  D.  Francesco,  Maestro  di  Cap- 
pella, a carico  della  Nazione  idem.  95. 

24.  Bulg.irelli  Antonio,  idem,  a carico 
della  Nazione  idem.  GO,  a carico  dolla  Muni- 
cipalità idem.  22. 

25.  Giuliani  Antonio,  Cantante  Soprano, 
a carico  della  Nazione  idem.  90. 

26.  D.  Chester  Gaetano,  idem.  Tenore,  a 
carico  della  Nazione  idem.  20,  a cariao  della 
Municipalità  idem.  25. 

27.  Focchetti  Vincenzo,  idem.  Basso,  a 
carico  della  Municipalità  id  m.  30. 

28.  Ferrari  Diouigio,  idem.  Basso,  a ca- 
rico della  Nazione  idem.  30. 

1799.  — Sulla  fine  idi  Marzo  — Terza 
Commedia  data  dai  Dilettmiti  Comici  — La 
Tarantola. 


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— 64  — 

Tragedia  — Il  Maometto  — Sosteneva 
con  grande  bravura  la  parte  del  Protago- 
nista il  Conte  Nestore  Cantuti  di  Modena, 
certo  Antonio  Giusti  anch’  esso  buon  dilet> 
tante  rappresentava  una  delle  prime  parti. 
Fra  le  parti  poi  di  meno  importanza  agivano 
due  fratelli  Rovatti,  una  sorella  del  Giusti. 
Pietro  Reggiani  e il  Notare  Giovanni  Pa^ 
gani. 

1800.  — 18  Ottobre  — Corso  di  24  rap- 
presentazioni con  Opere  in  Musica.  Si  co-^ 
minciò  coir  esecuzione  della  farsa  intitolata 

— Le  donne  cambiate  — con  note  del  Mae* 
stro  Portogallo,  e 1’  altra  farsa  — V intrigo 
della  Lettera  — con  musica  del  Maestro 
Simone  Mayer. 

9.  Novembre  — Si  pose  in  isceua  il 
Dramma  giocoso  — Il  fanatico  in  Berlina 

— musica  di  Paisiello. 

13  idem.  — Dopo  il  primo  atto  di  detto 
Dramma  ebbe  luogo  una  Tombola. 

180#.  — 4 Febbraio  — Alcuni  dilettanti 
diedaro  diverse  rappresentazioni,  la  prima 
delle  quali  in  detta  sera  consisteva  nella 
Cantata  in  musica  --  La  Serva  Padrona  — 
seguita  da  una  Farsa  intitolata  — La  Fiera 
delle  Fate. 

7 Febbraio  — Si  replicò  quanto  fu  ese- 
guito nella  sera  del  4. 


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— 65  — 

13  idem.  — Giuseppe  Forlis  veneto  diede 
un’  accademia  di  Poesia  estemporanea  fra- 
mezzata  da  scielti  pezzi  di  musica  eseguiti 
dall’  Orchestra. 

In  Marzo  ebbero  luogo  tre  rappresenta- 
zioni fatte  a conto  doli’  Accademia  del  Tea- 
tro Nazionale  come  sopra  nelle  quali  si  ese- 
guirono : 

La  commedia  intitolata  — La  Calzolc^a 
e quella  intitolata  — Carlo  e Carolina. 

1 Maggio  — Si  cominciò  un  Corso  di 
rappresentazioni  per  conto  della  solita  Ac- 
cademia con  un’  Opera  intitolata  — Il  Fi- 
gliuol  Prodigo  — musica  del  P.  Servita 
Bonfichi  di  Parma,  (1)  ed  eseguita  egregia- 
mente da  dilettanti  Modenesi,  fra  i quali  si 
distinguevano  i Tenori  Giuseppe  Tori  e Pie- 
tro Campi,  la  prima  donna  Carolina  Oordi- 
giani  Franchini  e il  basso  Federico  Arcan- 
geli. L’  Opera  fu  fatta  ancora  nelle  sere  delli 
2,  3,  5,  10,  11  e 19  Maggio  con  grande  in- 
contro. 

L’  introito  serale  importò  complessiva^ 
mente  la  somma  di  Modenesi  L.  1357.  00 

1802.  — 14  Aprile  — Accademia  di  Poesia 

(1)  Bonfichi  Paolo,  secondo  il  Fètis,  nacque  a Li- 
Traga  (Provincia  di  Lodi)  nel  1769.  Si  acquistò  ripu- 
tazione specialmente  coi  suoi  oratorii.  Mancò  in  Lodi 

11  29  decembro  1840.  ^ » 

(N.  d.  C.) 


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— 66  — 

estemporauea  data  da  Leopoldo^  Fidanza 
Romano. 

Tale  spettacolo  era  corredato  di  scielta^ 
musica  strumentale  eseguita  dalla  Banda 
.Militare  de  la  quarta  Bi'igat  i di  linea  Ita- 
liana che  si  trovava  a Modena  di  guarni- 
gione. 

1803.  — Ai  primi  di  Gennaio  — Dramma 
serio  — Il  Pirro  — con  musica  del  celebre 
Paisiello.  Qu  st’  opera  venne  c r.t  ta  da  ar- 
tisti e di  elianti'  la  più  parte  Modenesi,  e 
siccome  1’  incontro  di  essa  fu  strepitoso, 
segnatamente)  per  V abilità  somira  del  Gor* 
digiani  primo  tenore,  così  non  s rà  privo  di 
interesse  il  dare  la  nota  degli  Interlocutori 
di  detta  Opera 

Pirro  Re  d’  Epiro  — Anlordo  Gordigiani 
Modenese. 

Polissena  Principessa  Trojana  destinata  spo- 
sa a Darete  — Sofia  Gordìgitmi  Fiorentina. 

Darete  Principe  Trojano  — Tori  Giuseppe 
Modenese  — Ulisse  — Giuseppe  Pozzi  Mo- 
denese. 

eumene.  Principessa  del  sangue  degli 
Atridi,  destinata  sposa  a Pirro  — Teodosia 
Ferraglia  Albini,  Romana. 

Fieno,  Principe  Trojano,  fratello  di  Po- 
lissena — Francesco  Bulgaretli  Modenese. 

Calcante  Sommo  Sacerdote  — Antonio 
Manni  Modenese. 


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— 67  — 

n scenario  era  d’  esecuzione  e d’ inven- 
zione dei  Modenesi  Luigi  Fagliarli  e Gemi- 
niano  Vincenzi. 

n vestiario  era  diretto  dal  Vincenzi  ed 
-eseguito  da  Filippo  Zanetti. 

L’ esito  fu  straordinario  e il  concorso  degli 
spettatori  fu  pure  numerosissimo. 

1803.  — 27  Febbraio  — Ultima  rappre- 
sentazione deir  Opera  II  Pirro,  nella  quale 
fra  gl’ intermezzi  dell’  Opera  ebbe  luogo  una 
pioggia  d’  oro  con  distribuzione  di  poetici 
componimenti,  e ritratti  dei  primi  attori. 

I ritratti  dei  conjugi  Gordigiani  furono 
disegnati  da  Geminiano  Vincenzi  ed  incisi 
da  Antonio  Gq/ani,  (1)  1’  uno  pittore  e 1’  al- 
tro incisore  Modenese. 

A Giuseppe  Tori  fu  poi  dedicata  un 
ode  nella  quale,  oltre  la  parte  da  esso  so- 
stenuta nell’  opera  PirrOy  si  chiama  a me- 
moria quella  di  Figlimi  Prodigo  che  lo 
stesso  Tori  in  addiettro  sostenne  nell’  Ora- 
torio Sacro  portante  il  medesimo  titolo.  «« 

13  Marzo  — Domenica  — Nell’  ex  Du- 
cale Cavalerizza  cominciò  un  corso  di  rap- 

(1)  Oajani  Antonio  valente  incisore  Modenese  stu- 
diò a Bologna  sotto  il  Rosaspina.  Il  suo  bulino  fu 
operoso.  Il  lavoro  di  maggior  importanza  da  lui  con- 
dotto si  è lo  sposalizio  di  S.  Caterina  del  Correggio. 
Mori  in  patria  in  età  di  33  anni  27  li  lugliol820. 

(N.  d.  C.) 


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— 68  — 

presentazioni  ginnastiche  ed  equestri  ese- 
guite dalla  Compagnia  diretta  da  Monsiettr 
Guillaume  Francese. 

30  Aprile  — Prima  Rappresentaaione 
dell’  Opera  — Teseo  a Stige  — con  musica 
del  celebre  Maestro  Sebastiano  Nàsolirti.  (1) 
Cantanti. 

Primo  Scorano  — Sofia  OordigianH. 

Prima  donna  — Anna  Davia  de*  Bemuc- 
ci.  Virtuosa  di  Camera  dell’  Imperatrice  delle 
Russie. 

Primo  tenore  — Anionio  Gordigiani. 

Seconde  parti  — Giuseppe  Pozzi.  Tea- 
dosia  Ferrari  Albini.  Francesco  Bulgarelli. 

Terze  parti  — Francesco  Dazio.  Zane- 
bio  Pedrazzi.  Con  Coristi  e Coiisto. 

Orchestra 

Primo  Violino  — Giuseppe  Si^fii^eUi. 

Maestro  al  Cembalo  — Antonio  Giuliani. 

Primo  Contrabasso  - Mammiliano  Braidi, 

Primo  Clarinetto  — Francesco  Parmig- 
giani. 

Violoncello  — Ignazio  PiccìUorettì. 

I scenari  di  Paglioni  e Vùteenzi. 

L’Opera  fece  un  incontro  segnalato  mercè 
r abilità  dei  primarii  esecutori,  e la  bellezza 
della  musica 

(1)  Il  libretto  del  Dramma  Tragico  Teseo  a Stige 
fu  dedicato  dall’  impresario  al  Cittadino  Gaudenzio 
Maria  Caccia  Prefetto  del  Dipartimento  del  Panaro. 

(N.  d.  C.) 


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— 69  — 

23  Maggio  — Serata  a benefìzio  del  Te- 
nore Gordigiani.  Il  teatro  venne  illuminato 
a giorno.  Oltre  il  gran  concorso  dei  Mode- 
nesi fuvvi  r intervento  dèi  Cantanti,  che  a- 
givano  al  Teatro  di  Reggio  per  là  fiera,  cu- 
riosi di  udire  il  sommo  Artista. 

Prelevate  le  spese,  1’  introito  in  tal  sera 
ascese  alla  somma  di  Modenesi  L.  1500. 

In  tale  occasione  venne  distribuito  ij 
seguente  Sonetto  dedicato  al  Gordigiatti  per 
la  sua  abilità  particolare  nell’  eseguir  l’ Opera 
'ì'èseo  a Stige. 

• Di  bellico  cimier  la  fronte  cinto 
« Varca  Tesèo  del  Tartaro  la  foce. 

• Sprone  all’  ardir  fu  d’  amistà  la  voce 

« Chè  a Stige  è Piritòo  fra  ceppi  avvinto. 

.•  Prega  ma  invan  « quivi  è il  mortai  re- 
spinto 

• Da  lo  stuol  de  T Eumenidi  feroce, 

■ É a Lui  vieta  di  Plùto  il  cenno  atroce 

• Da  r Èrebo  involar  1’  Amico  estinto.  • 

• Ah!  se  laggiù,  divo  Cantar^  tu  stesso 
« Dischiudevi  1’  armonico  tesoro, 

• Placato  il  Dio,  t’ avria’ 1 Garzon  concesso; 

• L’ ira  in  amor,  volta  la  doglia  in  riso, 

■ Fora  al  poter  del  labbro  tuo  canoro 

• Dite  cangiato  nell’  eterno  Eliso.  • 

1805.  — 20  Ma^Éo  — L’  Accademia  Fi- 
larmonica-diede  in  Teatro  alcune  Accademie 


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— 70  — 

in  musica  coll’  intervento  dei  Conjugi  (?or- 
digiani,  i quali  anche  in  questa  circostanza 
ottennero  fragorosi  applausi  dal  numeroso 
uditorio  che  accorse  a risentire  l’ esecuzione 
di  diversi  scielti  pezzi  di  musica  da  essi  a- 
bilmente  cantati. 

1806.  — 23  Giugno  — Dramma  eroico 
— Achille  e Patroclo  — musica  del  celebre 
Nasolini.  Ebbero  in  quest’  Opera  eccellente 
gli  applausi  più  distinti  il  Tenore  Gordigiani 
e la  prima  Donna  Luigia  Calderini.  Anche 
la  Sofia  Gordigiani,  non  che  le  seconde  parti 
Luigi  Zamhelli  e Giuseppe  Pozzi  concorsero 
a rendere  vie  più  gradito  quel  grandioso 
spettacolo. 

Le  scene  pure  di  Pagliani  e Vincenzi 
meritarono  la  pubblica  approvazione. 

1806.  — Autunno  — Opera  seria  — Giu- 
lietta  e Romeo  — musica  del  celebre  Zin^- 
garelli  (1)  eseguita  dai  dilettanti  Modenesi 
signori  : 

Conjugi  Conti  Francesco  e Camilla  Mar- 
chisio. Laura  ed  Angelo  fratelli  Personali 
della  Mirandola. 

(1)  Zingarelli  Nicola  celeberrimo  Maestro  Napoleta- 
no deve  la  sua  fama  alle  applauditissime  opere  tea- 
trali e sacre  da  lui  composte,  ma  più  forse  al  nu- 
mero ed  eccellenza  de’  suoi  allievi.  Bellini,  Merca- 
dante,  Morlaccbi,  i fratelli  Ricci,  ed  altri  sortirono 
dalla  sua  scuola.  Mori  in  patria  di  85  anni  li  6 mag- 
gio 1837.  ( N.  d.  C.) 


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— 71  — 

Giuseppe  Tori  Modenese  e Conte  Pietro 
Campi  Modenese. 

Quest’  opera  ebbe  buonissimo  successo. 

In  Novembre  — Nell’  ex  Ducale  Caval- 
lerizza, ( ove  si  costruì  un  circo  di  legno 
per  servire  ad  esercizii  di  cavalli  e un  an- 
fiteatro per  gli  intervenienti  ),  la  Compagnia 
equestre  francese  diretta  da  Monsieur  Tour- 
niaire  diede  diverse  rappresentazioni  consi- 
stenti in  salti  sopra  i cavalli,  in  balli,  in 
corse  etc. 

Poco  dopo  r incoronazione  dì  Napoleone  I. 
a Re  d’  Italia,  il  Teatro  Nazionale  prese  il 
nome  di  Teatro  Kcgio. 

1807.  — 7 Maggio  — Primo  Dramma 
giocoso  — Teresa  e Wilk  — musica  del 
celebre  Maestro  Pucita,  Eranvi  due  Balli 
per  intermezzi.  Il  primo  intitolato  — Diana 
vinta  da  amore  — e 1’  altro  — L’  Orbo  ed 
il  Molinaro  — In  tal  sera  il  teatro  venne 
illuminato  a giorno  a spese  del  Prefetto  Cav. 
Pasini. 

I Cantanti  dell’  Opera  erano  i seguenti  : 

Prima  buffa  — Teresa  Deville. 

Primi  buffi  — Francesco  Marchesi  e 
Domenico  Face  ari. 

Primo  mezzo  carattere  — Cesare  Massa. 

Seconda  buffa  — Giuseppina  Belmonte. 

Seconda  parte  — Sante  Mondini. 


— 72  — 

Compositore  dei  Balli  Giuseppe  Calvi. 

Primi  ballerini  — Salvatore  Scarpa  — » 
Irene  Calvi. 

Con  6 grotteschi,  4 ballerini,  e 8 figu- 
ranti. 

Macchinismo  d’  invenzione  ed  esecuzione 
di  Francesco  Pagliani  di  Modena. 

Viglietto  d’ ingresso  per  la  prima  porta 
centesimi  79 

Idem,  per  la  seconda  16 

Abbonamento  per  20  rapp.ni  it.  L.  7,60 
Palchi  di  1.  e 2.  ordine  57,  — 

Idem,  di  3.  ordine  45, 60 

Idem,  di  4.  ordine  34, 10 

La  second’  Opera  fu  — Il  venditor  d'  a- 
ceto  — musica  del  celebre  Mayer. 

1807.  — 8 Settembre  — Prima  recita 
del  Dramma  serio  — La  Cleopatra  — con 
musica  del  celebre  Maestro  Nasolini.  (1) 

1808.  — 3 Ottobre  — Una  società  di 
giovani  dilettanti  Modenesi  intraprese  un 
corso  di  rappresentazioni  Comiche  frammez- 
zate da  un  Ballo,  esso  pure  eseguito  da  di- 
lettanti. 

Tale  spettacolo  venne  accolto  con  molto 
favore,  e fu  giudicato  meritevole  d’  ogni  en- 
comio. 

(.1)  Gl’  iropresani  dedicarono  il  libretto  della 
Cleopatra  al  Sig.  Gabrielli  Vincenzo  Rej^io  Ispettore 
-del  Palazzo  Reale  in  Modena.  (N.  d.  G.) 


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— 7a  — 

1809.  — 26  Febbniio  Prima  Rappre- 
sentazione del  Dramma  serio  — Satdle  — 
con  musica  del  celebre  Maestro  Qa^ano 
Andreozsi.  (1) 

1810.  — 4 Novembre  — Corso  di  22 
rappresentazioni  dato  dalla  Comica  Compa* 
gnia  diretta  da  Salvatore  Fabbrichesi.  Era 
al  servizio  dell’  Imperatore  Napoleone  1°  e 
figurava  fra  le  più  distinte  che  in  allora 
percorressero  i teatri  italiani. 

Si  distinguevano  in  quella  Compagnia  la 
prima  Donna  Pelandi,  e gli  attori  Blanes, 
Pànica,  Tessati,  e Prepiani. 

1811.  — 24  Aprile  — Prima  Rappresen- 
tazione deir  Opera  in  tre  atti  — Giulietta  e 
Romeo  — del  Maestro  Zingarelli.  Era  la 
stessa  che  fu  data  in  questo  Teatro  1’  au- 
tunno del  1806. 

(1)  Andreozzi  Oaetano  di  Napoli  in  età  di  16  anni 
compose  e fece  rappresentare  nel  1779  a Roma  l’opera 
— La  Morte  di  Cesare  — Molte  altre  ne  compose 
dappoi;  ma  lasciò  di  scrivere  pel  Teatro  dandosi  al- 
1'' insegnamento.  Fra  le  Principesse  della  Reale  fa- 
miglia di  Napoli  ebbe  anche  sotto  il  suo  magistero 
quella  che  poi  divenne  Duchessa  di  Serri.  A questa, 
trovandosi  in  istrettezze,  ricorse  nel  1825  in  Parigi; 
ma  per  poco  tempo  potè  godere  1'  Andreozzi  della 
munificenza  della  Reale  sua  allieva  ; giacché  venne 
desso  a morte  nel  1826. 

{ N.  d.  C.  ) 


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— 74  — 

Attori  deir  Opera 

Everardo  Capellio  — Francesco'  Maria 
Marchisio. 

Giulietta  — Laura  Personali. 

Romeo  Montecchio  — Giuseppe  Tori 
Juniore. 

Matilde  confidente  di  Giulietta  — Camilla 
Marchisio  nata  Mojana.  (1) 

Gilberto  amico  delle  due  Fazioni  — Conte 
Pietro  Campi. 

Teohaldo  della  fazione  dei  Capellj  — 
Angelo  Personali, 

Coro  di  Capuleti,  coro  di  Montecchj  con 
Comparse. 


Viglietto  d’  ingresso  L.  it. 

- 3» 

Abbonamento  per  20  sere 

6.  — 

Palchi  di  1.  e 2.  Ordine 

38.— 

Idem,  di  3.  Ondine 

26.  — 

Idem,  di  4.  Ordine 

15.- 

Viglietto  pei  Lubioni 

-.20 

L’introito,  detratte  le  spese. 

venne  ero- 

gato  a benefizio  di  famiglie  bisognose. 

L’  esito  di  tale  spettacolo  fu  felicissimo> 
e in  attestato  di  soddisfazione  vennero  fatte 

(1)  I Conjugi'  Conte  Francesco  Maria  Marchisio, 
e Contessa  Donna  Gamma  De'  Mojana  vennero  a morte 
il  primo  li  19  ottobre  1850  in  età  d’  anni  77,  l’altra 
ottuagenaria  li  25  ottobre  1854. 

(N.  d.  C.) 


t^eogle 


— 75  — 

parecchie  poetiche  composizioni  in  onore  di 
quei  bravi  dilettanti. 

1811.  — 23  Maggio  — Illuminato  e or- 
nato con  veli  il  Teatro  per  festeggiare  il 
Battesimo  del  Re  di  Roma.  Dopo  il  primo 
atto  del  Dramma  — Giulietta  e Romeo  — 
il  Conte  Francesco  Marchisio  eseguì  una  sua 
Cantata  composta  per  simile  circostanza. 

8 Giugno  — Air  Opera  in  corso  vennero 
aggiunti  altri  pezzi  cantati  dai  dilettanti 
stessi. 

Non  risulta  che  negli  anni  1812,  1813,  e 
1814  fosse  aperto  questo  Teatro,  come  in- 
fatti, senza  timore  d’  errare  si  può  arguire 
che  ciò  derivasse  dagli  avvenimenti  guerre- 
schi e politici,  che  si  avvicendarono  sin  verso 
la  metà  dell’  anno  1814,  epoca  della  ristau- 
razione  in  questi  stati  della  Sovrana  Famiglia. 
Estense. 

1815.  — 23  Gennaio  — Festa  di  Ballo 
data  dal  Duca  Francesco  IV.  alla  Nobiltà 
Estense  nel  Teatro,  che  di  nuovo  riprese  il 
nome  di  Teatro  di  Corte. 

Tutti  quelli  che  erano  ascritti  al  Libro 
d*  Oro  furono  invitati,  restando  loro  asse- 
gnati i Palchi  di  secondo  Ordine. 

22.  Novembre  — Opera  — Il  Tancredi 
— con  musica  del  Maestro  Rossini.  Figura- 
vano particolarmente  fra  i Cantanti  la  Val- 


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4 


— 76  — 

somni  prima  Donna,  e la  Gentile  Borgondi 
Contralto. 

1815.  — È inutile  il  parlare  della  oom- 
posizione  musicale,  giacchò  II  Tancredi  ( che 
allora  eccitava;  1^  entusiasmo  in  tutti  i Teatri  ^ 
d’ Italia  ) può  essere  considerato  come  il 
Precursore  che  il  sommo  Genio  Rossiniana 
spediva  a riformare  in  modo  così  nuovo  e 
grandioso  la  musica  del  secolo  presente. 

Questo  spettacolo  fu  dato  a spese  della 
Corte,  la  quale  in  gran  parte  invitava  grar 
tuitamente  la  Nobiltà,  e tutti  gl’  individui 
della  Casa  Ducale,  onde  festeggiassero,  gli, 
Angusti  Ospiti,  che  intervenivano  al  Teatro. 
Oltre  i Principi  e le  Principesse  della  Casa 
d’  Est?,  compresa  1’  Arciduchessa  Maria 
Beatrice  Ricciarda  madre  del  Duca,  facevano 
parte  di  quegli  Ospiti  anche  alcuni  della 
Corte  di  Sardegna.  Perciò  il  Teatro,  ad  ogni 
arrivo  di  essi,  veniva  sfarzosamente  illumi- 
X|:ato,  con  invito  a persone,  distinte. 

8 Dicembre  — Accademia  vocale  ed  istru" 
mentale  coll’  intervento  della  Regina  di  Sar. 
•degna. 

1816.  — p 19  Febbraio  — Opera  buffa  — 

U Italiana  in  Algeri  — musica  del  celebre 
Rossini.  Si  distinsero  in  particolar  modo  in 
quest’  opera  la  prima  donna  Gentile  Borgon- 
dio  già  udita  r autunno  dell’  anno  caduto,  e 


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— 77  — 

U buffo  Acquisti.  11  tenore  Fedi,  e il  basso 
Lucini  contribuirono  anch’  essi  al  buon  esito, 
dello  spettacolo. 

17  Marzo  — Accademia  in  musica. 

1817.  — 12  Maggio  — Dramma  in  mu-. 
sica  — La  Contessa  di  Colle  Ombroso  — 
eseguito  per  1’  occasione  della  venuta  in 
Corte  del  Buca  e della  Duchessa  del  Gene- 
vese.  (1) 

1818.  — 21  Ottobre  — Opera  — Erminia 
— musica  del  Maestro.  Antonio  Gandinù 

Le  Scene,  dei  Professori  Vincenzi  e Min- 
ghelli. 

I Cantanti  principali  erano  la  Cassetti 
prima  donna,  la  Marchesini  contralto  e il 
tenore  Curioni  Alberico,  i quali  tutti  si  di- 
stinsero in  modo  particolare.  Le  altre  parti 
pure  concorsero  al  buon  andamento  dello 
spettacolo.  Non  volendo  per  delicatezza  en- 
trare nei  particolari  della  musica,  perchè 
composizione  del  mio  sempre  amato  Genitore 
rimetto  il  Lettore  al  voto  dell’  imparziale 
Messaggere  Modenese  nel  suo  N.  85  sotto  la 
data  delli  24  ottobre  1818. 

(1)  Carlo  Felice  dì  Savoj.i  e Maria  Cristina  In- 
fanta delle  due  Sicilie.  Il  Duca  del  Genevese  era  in 
Modena  quando  il  Re  di  Sardegna  Vittorio  Emanuele 
primo,  suo  fratello  abdicò,  nel  1821  a suo  favore. 

(N.  d.  G.) 


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— 78  — 

Aggiungerò  soltanto,  per  pura  verità  sto- 
rica, che  gli  uditori  furono  generosi  di  ap- 
plausi al  loro  concittadino,  che  in  quella 
musica  palesò  buon  gusto  e profondità  di 
lavoro,  quale  doveva  attendersi  da  chi  sortiva  - 
dall'  ottàffira  scuola  del  P.  Mattei. 

Le  spese  furono  sostenute  dalla  Corte,  e 
gli  introiti  erogati  a vantaggio  della  Con- 
gregazione di  S.  Filippo  Neri,  e delle  Scuole 
di  Carità. 

Venti  furono  le  rappresentazioni  fatte, 
terminando  colla  sera  del  22  Novembre. 

1819.  — Luglio  — Venne  per  diverse 
sere  ripetuta  1'  Opera  - V Erminia  — coi 
seguenti  Cantanti  : 

La  Marchesini  contralto,  la  Luigia  BoC’ 
cahadati  (1)  prima  donna,  il  tenore  Curioni 

(1).  La  Boccabadati  nata  in  Modena  nel  1800  era 
figlia  del  Prof,  d’ Ostetricia  Antonio  Boccabadati,  do- 
tata di  gran  sentire  e di  una  particolar  disposizione 
per  la  musica  aveva  fatto  qualche  studio  in  quest'ar- 
te, incominciando  la  sua  carriera  artistica  protetta 
e incoraggiata  dal  Maestro  Antonio  Gandini.  Col 
successo  avuto  nell’  esecuzione  dell’  Opera  — L’  Er~ 
minia  — trovò  una  scrittura  In  qualità  di  prima 
donna  al  Teatro  di  Padova,  ove,  udita  dal  celebre 
Pacchiarotti,  venne  perfezionata  da  quel  grande  Mae- 
stro, che  spontaneamente  volle  cavarne  una  perfetta 
Artista,  rilevando  in  lei  tutti  gli  elementi  a rie- 
sciryi. 

L’  esito  infatti  coronò  ad  esuberanza  1’  aspettati- 
va, perchè  divenne  una  delle  più  celebri  cantanti 


— 79  — 

« il  basso  Lucint.  Tutti  i cantanti  erano  già 
noti  per  maestria  artistica,  ad  eccezione 
biella  prima  donna,  assai  giovine,  che  calcava 
le  scene  per  la  prima  volta.  Il  Maestro  Gan- 
zimi incaricato  a formare  la  Compagnia  di 
Canto  intese  di  fare  una  buona  sciolta  affi- 
dando la  parte  principale  del  suo  lavoro 
alla  Boccabadati,  ad  onta  che  esso  trovasse 
in  proposito  gravi  opposizioni;  ma  1’  esito 
coronò  le  sue  speranze,  perchè  in  quella 
prima  prova  la  giovane  Cantante  si  mostrò 
superiore  ad  ogni  aspettativa,  e gli  intelli- 
genti travidero  in  quei  primi  passi  il  glorioso 
cammino  che  avrebbe  in  seguito  percorso. 
Anche  gli  altri  Cantanti  furono  applauditi, 
e in  particolar  modo  il  Curioni  il  quale 

dell’Europa.  I primi  Maestri,  fra  quali  Donizzettt, 
•composero  opere  per  lei  con  incontro  luminosis- 
simo. 

Fu  scritturata  dall’  Impresario  di  Napoli,  ove  per 
cinque  anni  consecutivi  formò  la  delizia  di  quei 
Teatri. 

Si  dedicò  pure  all’  istruzione  delle  proprie  fi- 
glie. 

Fra  queste  si  rese  pur  celebre  la  Virginia,  che 
sebbene  un  poco  debole  di  voce,  pure  ha  sempre  en- 
tusiasmato i suoi  uditori  per  1’  espressione,  e quel 
gusto  squisito  che  forma  la  principal  prerogativa 
del  vero  canto  italiano. 

Costretta  la  La  Luigia  Bocoabadati  dalla  mal 
ferma  salute  e dai  dispiaceri  domestici,  più  che  dal- 
r età  avanzata,  a rinunziare  alla  carriera  teatrale, 
ritirossi  in  Torino,  ove  mancò  di  vita  nel  i850. 


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80  — 

univa  ad  una  bellissima  voce  dì  tenore  una 
particolare  espressione  di  canto. 

1820.  — 4 Novembre  — Opera  — Il 
Ruggiero  — con  musica  del  Maestro  An- 
iònio  Gàndini  direttore  della  Cappella  di 
fJorte. 

Cantanti 

Prima  Donna  — Emilia  Bonini. 

Contralto  — Carolina  Cortesi. 

Tenore  — Domenico  Ber  tozzi. 

Basso  Sante  Lucini. 

Seconda  Donna  — Teresa  Lippi. 

Secondo  Tenore  — Alfonso  Pàreschi. 

Le  due  donne  Bonini  e Cortesi  ebbero' 
gli  applausi  più  distinti  perche  si  mostra- 
rono contanti  di  prim’  ordine,  anche  gli  al- 
tri contribuirono  al  buon  andamento  dello 
spettacolo.  I Pittori  Vincenzi  e Minghètti 
erano  lodati  pel  scenario  assai  ben’  inteso 
e sfarzoso.  Il  Messaggiero  Modenese  del  1820 
nel  suo  N.  90  parla  con  molto  vantaggio 
della  musica  e degli  esecutori. 

1821.  — Non  vi  fu  alcuno  spettacolo  in 
causa  delle  vicende  politiche. 

1822.  — 30  Ottobre  — Opera  — Il  Ritg- 
giero  — Quest'Opera  venne  replicata  coi 
seguenti  soggetti: 

Prima  Donna  — Serafina  Rubini. 


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— 81  — 

Contralto  — Carolina  Contini. 

Ténore  — Luigi  Bavaglia. 

' Éasso  — Sanie  Lucini. 

Seconda  Donna  — Erminia  Calandra 

Secondo  Tenore  — Alfonso  Paresehi. 

U esito  fu  buono,  sebbene  i primi  can- 
tanti non  fossero  del  valore  di  quelli  che 
r eseguirono’  nel  1820. 

1823.  — 23  Dicembre  — In  quest’  anno 
non  fuvvi  che  un’  Accademia  in  musica  data 
in  tal  sera  col  Teatro  illuminato  a giorno 
per  la  venuta  del  Principe  Gustavo  figlio 
del  Re  Gustavo  IV.  di  Svezia. 

1824.  — 28  Ottobre  — Opera  — L*  An- 
tigono con  musica  del  Maestro  Antonio  Gan- 
dini. 

Cantanti. 

Prima  Donna  — Carlotta  Cavalli. 

Contralto  — • Teresa  Geceo/ii. 

Tenore  — Giuseppe  Binaghi. 

Basso  — Giuseppe  Paltrinieri  Modenese. 

Secondo  Tenore  — Alf<mso  Paresehi. 

Le  scene  erano  di  Pagliani  e Vincenzi. 

L’  Opera  ebbe  un  felice  accoglimento  i 
N.  89  e 96  del  Messaggere  Modenese  parlano 
in  proposito  di  quella  musica  e degli  ese- 
cutori. Soltanto  aggiungerò  che  la  Cecconi, 
dotata  di  una  voce  straordinaria  e d’  un’  a- 


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82  — 

bilità  non  comune,  ottenne  i primi  onori  del 
trionfo  su  tutti  gli  altri  esecutori  dell’Opera, 

, sel?bene  anch’ essi  non  mancassero  al  loro 
ufficio. 

10'  Novembre  — La  sorella  della  can- 
tante Cecconi  per  nome  Eleonora  suonò  un 
concerto  a Violino  fra  gli  atti  dell’  opera,  ,6 
fece  conoscere  quanto  fosse  abile  nell’  eser- 
cizio di  queir  istrumento.  In  tal  sera  i gio- 
vanetti Federico  ed  Adelaide  figli  del  Maestro 
di  Ballo  Cesare  Ghedini  diedero  un  saggio 
di  loro  bravura  nella  danza,  eseguendo  essi 
pure  fra  gli  atti  deU’  Opera  un  Passo  a due 
con  ammirabile  leggiadria. 

1825.  — 13  Luglio  — Doveva  aver  luogo 
nell’  Aranciera  del  Giardino  pubblico  una 
■Cantata  eseguita  a sole  voci,  e composta 
dal  Maestro  Antonio  Gandini  nell'occasione 
della  venuta  in  Modena  dell’  Imperatore 
Francesco  I.  d’Austria  e dell’  Imperatrice" 
Maria  Carolina  di  Baviera;  ma  a cagione 
della  continua  pioggia  fu  trasportata  al  Tea- 
tro di  Corte.  Sostenevano  le  prime  parti  le 
sorelle  Teresa  e Margherita  Donelli  di  Reg- 
gio, con  sei  coristi.  Dopo  la  Cantata  fu  rap- 
presentata una  Commedia  del  Goldoni  inti- 
tolata Arlecchino  servo  di  due  padroni.  La 
Compagnia  Pieri,  che  recitava  al  Teatro  di 
Reggio,  fu  chiamata  appositamente  per  dare 


■6TgiiizwJ  by  Goegle 


. pi),  tratljenimsiito. '.Fra  gU  atti  della  Coanme- 
, dia  fuponvi  ballabili  eseguiti  da  otto  coppie 
di  ball  Tini,  in  costume  di  baccanti.  ^ ’ 

L’ ingrasso  al  Teatro  di  Cort>  era  gratis 
. per  la  Nobiltà  e le  persone  distinte. 

1825.  — 8 Ottobre  — Prima  Opera  — 
L'<  Antigona  — musica  del  Maestro  Aniouio 
■GiUidini. 

Cantanti. 

. ' i Prima  Donna  — Clelia  Pastori  virtuosa 
. ali  servizio  del  Re  del  Wirtemb3rg.(l),  ; 
Tenore  — Luigi  Sirletti. 

Contralto  — r Ir&ne  ' Cerioli.  ^ 

Basso  — Antonio  Ferrari.  . 

Secondo  .Tenore  . — Alfon&o  Pareschi. 
Con  Coristi.'.  ‘ v 'ì 

Le  scene  .erano  d’  invenzione  < ed  esecu- 
.aipne  di  G^mifii^no  Vincenzi. 

. Palchi  in  1.  e 2.  Ordino  it.  L.  . 61X 
.detti  di  3. ‘ Ordine  ..60, 

detti  di  4.  Ordine  26, 

AbbonaBaentò  per  20  rapp.  ; • 13, 

li;  VigUetto  serale;  ili  80 

*'  ’^l)  Abbiamo  Veduto  no  ritrattò  d'ella  Pastori  in- 

r>I-ci«o'  da  '(?•  Ki>sti$ptnff  énh  disegno  ùelZust  portante 
_ .4  varai)  SQg,uet|ti  : ; , ' ^ ■ 

voglia  Gpstei  volge  pgni  core;  ^ 
j.i.  1 ' move,  e pària,  e canta  Amore. 

o.’:  ...j^o  dedicò  air  egregia 'cantante  il  Conte  Càv.‘CFa- 
<>j  j0pupilkmaiafti.  i'-  i.  ÌN.  d.  Gli)' 

6 


- — 84  — 

Seconda  Opera  — U Erminia  — ’cfie 
venne  ripetuta  per  la  terza  volta  in  questo 
Teatro.  L’ incontro  dei  soggetti  che  1’  ese- 
guirono fu  fortunatissimo,  e in  pàrticolar 
modo  per  la  prima  donna  e il  contralto.  Gli 
altri  pure  ebbero  la  loro  parte  di  applausi. 
In  quanto  alla  musica  rimetto  il  lettore  al 
N, 94  del  Messaggere  Modenese  di  quell’anno. 

1826.  — In  Ottobre  — Opera  — H Di* 
seriore  — poesia  giocosa  del  Dottor  ' Pietro 
Cimbardi,  e musica  del  Maestro  'Antonio 
Qandini.  • ' 

Cantanti. 

Prima  donna  — Elisabetta  Feron. 

Tenore  — Pietro  Gentili. 

Basso  — Benedetto  Torri. 

Buffo  — Vincenzo  Pozzi. 

Seconda  donna  Anna  Pozzi  in  Puz- 

zuoli.  ' 

*Le  scene  erano  dei  Pittori  Geminiano» 
Vincenzi  e Giuseppe  Zoni. 

La  Feron  cantante  di  grande  bravura 
■ fornita  di  voce  sonora"  ed  estesa  ottenne 
.un  successo  d’.  entusiasmo,  il  Tenore  Gentili 
pure  pel  suo  buon  mbtodo  di  canto  ebbe  la^ 
generale  approvazione  dal  pubblico.^  Il  Torri 
già  conosciuto,  e gli  altri  pure  contribuirono 
al  buon  esito  dello  spettacolo.  In  quanto 
alla  musica,  non  volendo  io  dare  un\  giudizio 


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— :85  — 

-'per  le  ragioni  già  espresse  quando  si  pio- 
/dnsse  per  la  prima  volta  L ErMtnU),  dirò 
’ soltanto  che  il  Messaggere  Modenese  sotto 
Jla*  data  6 Dicembre  1826 'N.  97  no  dà  un 

• lungo  ragguaglio,  lodando  in  particolar  modo 

: Vl' sestetto  del  secondo,  atto  come  fattura  da 
- gran  Maestro.  ' 

L’  Orchestra,  o le  scene  cooperarono  a 
'rendere  sempre  più  aggradito  quel  tratte- 
i^  nimento.  , 

-.i  1S27  — L’  Orchestra,  eh  ' prestava  il  ser- 

vigio al  Teatro  di  Corte,  dal  1816  in  poi  era 
composta  in  parte  di  suonatori  addetti  al- 
" V Armonìa  (1)  di  stipendiati  appositamente 
per  le  funzioni  di 'Chiesa  fatte  a conto  della 

• Corte,  e di  altri  individui  pagati  seralmente 
soltanto  in  tempo 'dello  spettacolo.  Con  de- 
creto sovrano 'del '23  Aprile  1827  venne  data 

runa  nuova  e pìù  estesa  organizzazione  a détta 
iOrchestra,  ordinmidola  in  modo  che  potesse 
'■  prestare  un,  completo, servigio,  ogni  qualvol- 
venisse, talento  ai  Duca  di  valersene.  Per- 

>•''  ■'  • ■•.;>»  r 

;•  <1)  L'Armonia  di  Corte  era  un -complesso  di  PJW- 

^ Ji^ssori  d' istrumenti  a flato  stipendiati  mensilmente 
dalla  Corte  per  suonare  pezzi  di  musica  durante  il 
'pranzo  di  formalità  nei  giorni  di  giovedì  e domenica 
d’ogni  settimana,  coll’ obbligo  pure  in  essi  di  pre- 
starsi per  le  Puntoni  di  Chiesa  a conto  della  Corte. 
^ Per  queste  eranvi  stipendiati  anche  alcuni  suonatori 
d*  istrumenti  ad  arco. 


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— :ae — 

ciò  con  tal  d3CPsto  fu  posto  in.  gensicint.  U 
già  Primo  Violino  Prosperai  SUva  dì, 
che  di  là  veniva  a prestare  Popera  ({uao- 
do  si  apriva  il  Teatro  di  Corte,  nomijnfipdeii 
in  sua  vece  qui  in  Modena  il  eoi^e^tiàts 
Gtouanm'  Manfi  eccellente  istruttore  e huop 
Direttore  d’ Orchestra,  del  quale  h.Q  già  psàT* 
-lato  nella  Prima  Parte  di  queste  iW^Worte. 
Credo  interessante  l’esporre  qui  sotto  , l’e- 
lenco degl’individui  che  componevano  laìCQsi 
detta  Musica  e Cappella  di  Corte  coi  rispet- 
tivi eraoluneenti,  avvertendo  che  cgblorn'òhe 
avevano  un  sopra  soldo  ad  personom  erano 
«li  addetti  all’^  rmonm,  e i suonatori, di  stru- 
menti d’arco  già.  coat^rapUti  prima,  d^Uu 
nuova  organizzazione  deU’Orchjstira  suddetta. 

• Ih  forza  dell’ anzidetto  d.cr.ta  venne  pure 

4 emanato  uh  Regolamento  organico,  n.l  quale  - 
ali' articolo  terzo  veniva  imposto  ai  suonatiori 
doversi  prestare  ai  qualunque  Sìrvigin  di 
-Corte,  sia.  pel  Teatro,  che  p.r  Aecademicce 
■ Phnaioni  di  chiesa,  non  che  suonare  gratui- 
tamente in  un  corso  d’  opera  al  Teatro  Co- 
munale  ; e<  ciò  - a compenso,  d'e’la  diminuzione 
del  regalo,  che  il  Duca  faceva  a’ii  Comunità 
come  sopra’dote  degli  sp  ;ttaco.Il  di  prima-  ' 

* vera.  ' ^ > 

< « 

Individui  addetti  alla  Music»,  e Cappiella 
di  Corte  col  rispettivo  loro  annuo  soWo.  - 


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f'  'Direttore. 


^*^?Jandini  Maestro  Antoni<i  it.  L.  1^00 
<‘•^^1  suddetto  per  assegno  p«r 


terza  Gàntiinte 

300 

5d.  per  r Istruttore  dei  Coristi 

300 

Regolatore  delle  Funzioni  di 

Chiesa  — Baraldi  Maestro 

1 

' ’i"  Gio  : Battista 

300 

Primo  Violino  Mari  tJio: 

'‘O'e  Juniore  • • 

1080 

< -^Violino  Spalla  — Sched<Mii 

/ 

MartJo  * ’ . ! • 

480 

< Violini  di  Pila. 

Tavoni  Antonio 

360 

' i^^asperini  Luigi 

360 

Binder  FVaricesfco 

• ^360 

^^f'-Luigini  Sante 

240 

LucarelM^^Ètfgeiiib  • ' • 

, 300 

^Padovani  Giuseppe  . \ - 1 ; 

240 

' f ^rimo  Plauto  — Berettini  'AifO-  ' 

( • 

stino  ‘ 

720 

' Secondo  id.  — Nobili  Giovanni 

240 

'ì»rimo  Oboè  — AngioliiW’  Ma- 

*■ 

riand  ■ ‘ 

1100 

^ ‘•Secondo  id.  Medaglia  ^or- 

tunaH>é'’'‘‘ ■ ' ‘ 

^"240 

( t. imprimo  Clarino  — Lazzi  Pasquale 

360 

Secondo' Glorino. 

1 • ^Mari  Gio  : Seniore  > > 

«'«'600 

(&d  personam) 

240 

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— 88  — 

Primo  Fagotto, 

'Amici  Candido  / ; > • ’ i • U . r720 

(ad  personam)  - m,  !.  f ;\180 

' ■ Secondo  id.  — Audreis  Gio<-  , i j 
*«;  'i  vanni  < \ '\  -j»,;  j,800 

t.  Primo  Corno  ■ : ' 

Galeotti  Giovanni  ' ».  i;l')  720 

<^  <'(ad  personam)  . ...i  : n.;ó  480 

-Secondo-Corno.  . 7 I 

< ? Cavedoni  Paolo  >•  ,>'>  600 

(ad  personam)  ' ' '.'>Vl20 

< /Prima  Tromba  — Luigini  Ge-«. 

miniano  , V 360" 

. '‘/Seconda  id:  — Apparati  Vin*-  > " 

. r<  cenzo  . - ^ 2^  • 

, ./Trombone  — Ascliiorì..  Fran-  i m 

' .yo  cesco  >>  ; ^840 

\ * 

t :•  Violoncello  e , Organista.  ; -j.  | 
Pollastri  Ignazio  . » , .^^r  480 

(ad  personam)  . • -..r.,  :240 

«<T  Contrabasso. 

[ ^'Tadolini.  Giuseppe  • . •.(  . .^600 

(ad  personam)  i :300 

Secondo  Contrabasso  e Cantan* 

te  — ,Manni  Antonio  .'300 

Altro  Contrabasso  — Ghiuetti 
. "p  Giuseppe  -•  ^ , t . . ,«]300 

^ Cantanti.  . 

Galeotti  Anna  , • ,^;ri  600 

• : ' i)Wi  •••,  ói  ) 


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89  — 


Fedi  Federico  • 720^ 

Verri  Lodovico  ..50Ó 

.tAwisatore  — Reggianini  An- 
tonio ...  180, 

;I1  Direttore  della  Capelìa  aveva  pure  la 
Direzione  del  Teatro,  e dei  halli  privati  di, 
<^rte, 

...  Durante  la  Quaresima  furono  date , di-, 
verse  Accademie  al  Teatro  di.Corte.  ove  si, 
distinsero  le  allieve  di  Canto  Adelaide,  Lan- . 
celioni  e certa  Zoni. 

. L’  Orchestra  .pure  .si  produsse  con  con-, 
certi  e sinfonie.  , ' - , i 

1827.  — (29  Ottobre  ■—  Prima  Rappre- 
sentazione deir  Opera  — Eduardo  e Cristina 
-r-  musica  del  Maestro  i^ossmt.  , . • ■ , 

,1, , ; Cantanti.  t j 

Prima  Donna  — Teresa  Donelli. 
Contralto  — Margherita  Donelli.  . 
Tenore  — , Francesco  Piermarini.  •. 

^ Basso  — Vincenzo  Botticelli.  . , 

,,,  ,S-’condo  Tenore  — Alfonso  Pareschi.  ,, 
Piacque  la  musica,  e nella  sua.  esecuzione 
ei, distinsero  in  particolar  modo,  il  Pierina^ 
rini  eccellente  artista,  che  ad  una  voce 
agile  e sonora  univa  una  . maestria  di  canto 
non  comune,  e le  sorelle  Donelli  di  Reggio 
allieve  dbl  Maestro  la  . prima  delle 

quali  soprano  aveva.,, voce  robusta,) e. riptuo- 


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jisctÀ,  e l’altra  contralto  al1à‘ del 
ittétallo  di  sua  voce  accoppiava  «ha 
colare  espfèsfeidné.  C3i  altri*  adempiròh'6  ^o- 
rfé^lmente  al  loro  impegno.  o rcJ 

Le'’hcéiiè'  érffeo  dipinte  dal  gidvàiiè  ^it- 
tWe  ' Ca»Mit7/o  Créspolàni  di  Modena,  'eft’fe’flr 
mandato  a spese  della  Corte  a studiai^ 
Sèiénografia  a ' Milahò  sotto  la  'dirèzionè  ' del 
Oéléfjffe  SànquiìHcà,  e che  in  <foèH‘ òccasìdhW^ 
per  ia’ prima  ^ vòlta  dìédà  prove  n'oh  ’dtrybié* 
del  suo  talento,  e della  scuòla  fatnosa,*  dallik' 
(ItraTè  'avèva  attihtie  ' si  “ tarò  prei'o^ative. 
L’attuale  scenografo  modenesè  Profésaòi^’ 
Fèrdinandb  A/anzim* ‘‘allievo  del  Crwpófani 
di  dìih cètra  ‘ tuttora  le 'préi^Vòli’  qualità  df; 
quella  scuola,  còli’ 'òflfrire-’ ai  puhbKdò  *fiin^ 
e variati  lavori,  da  non 'teinere  il  confronto 
di  quelli  ch'e  ai  osservano  nei  prilha^‘t^èatri 
d’ Italia: .TtmK’i 

182T.‘'^  SI 'ÒttòW-e  — ’^Dopò  il  ì^imo 
atto  dell’Opera  in  corso  ballò  certà‘'5^«a 
Gu^V  Hihetti^  e Giovanni  Ghits  dièdé  un 
^òte'cèrtò  di  Violino.  * ! *:  .1  ‘ . > 

1828.  — 8 Nóvetùbre  Ojpélra  aérià^’-^^ 
mnetrio} 


‘cantanti. 

•'  ' ’ I t-.'  : ••.!  ">  nOi» 

U u^idina  Dòànà' if%resa’'2)dnel/il  tv.eiliii 
-Cv.'tOontrdMlò’au.  Addila ^Z>e«k)iNC>'' 


^ — . 


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— -9t‘  — 


i Siirièiti.  J-  '•  •-  ' ' *' -' 

"«Basso  Féèioe  Bùttetli,  *. 


Secondo  Tenore  — Alfonso  PareschU 
'>  lii^autore  ' della  musica  era  lo  •scrittóre 
di'  queste  )j|#efnon>.  Il  benigno  lettore  trovelA  ^ 
ragioDevoie  eh’  io  m’ astenga  dal  ^pronunciare 
un- giudizio  suUd  mie  composizioni,,  perclrè - 
ciò' non  meriterebbe  la  sua 'fiducia; -^roa- se 
sarà‘eèmpiaeetite  di  accordarmi  >lh:  sua  àt* 
tencion  e ‘si  convincerà  dal  >fatN;0  ch’io  hOn  ; 
tOCeberè  che  la  parte  storica^’ sqiogliandomi* 
proBSibilniente  d’ ogni  amor  proprio  " néir  O'’ 
scorta.'  ‘ J ^ ' 

: - Educato  k>  nel  Collegio  di  S;  Carlo  e po-  • 
scia  néir  Accademia  'Nobile  Militar3  ‘Estense , ' 
nfìo  padre  ' fin  daU’^etÀ  plh  tenera  voHe.* 
idi^rmi  nella  ffiusièa;  e ^negli  ' ultimi  anni 
di  soda  eéocaisione  mi>  diede  lezioni  di  con»  ' 
trappunto,  éotì’  idea  di  cedermi'  pi'U  tardi’#" 
suo  posto  di  tlirettore  della  ' >MUsioa  'di  • Corte.  * 
BodtaiO  4air  impulso  • pat.'^rno,  e ’dtdla  tuia 
inclinazione,'  mi  applicai^-  indefeseànsente'  h‘ 
studiare  gli  spartiti  Classici  mitighi  e mOdèriiL'’^ 
£ra' quali  - diedi  la  tprefereoie  u»  a quelli'  ék' 
Jt<óssmi  e di  DonizBtti.  * . ^-.it 

^'"idi  fu  imposto- sul  finire  ’deì’ 1827  'daìhi' 
Oahe  ài  porre  in'imisida  il  libretto  del  Ps» 
tkitrio  'traiito^t  dàl^i^lasfasm^  -e  ital'  l#roro- 
dOUeOh  ^pviro>'come«dl  ospeaimeuto  ' Ùel- 


— 9*  . 

sortire'  dall’  Accademia^  onde  avero, il  posto 
' di  A ggiunto  al  Direttore  della  Ducale  • Cap- 
pello. .1 

■ Sebbene  io  fossi  discretamente  munitoidi 
cognizioni  teoriche,  pure  era  quasi-  ignaroo 
affatto  di;  tajttoi,  pratico,  dandomi  maggiore  t 
intrigo  il  trovarsi-  assente  da . Modena tmiou 
padrp,  irquale  -seguiva  la  Corte  all’  estero.  , 
e questa  mi  aveva  lasciato  1’  ordine  di  t^ero) 
]’. opera  già  pronta- al  suo  ritorno  in  Città. j 
Ideiate  cosi  d’.  improvviso  ; nel  mondo  tea-j 
trale,  senza  alcun  aiuto,.,  prò  vai , gravi  ..diffi*^ 
coltà  a riescire  nell’intento;  tanto  più,.cbe.{ 
a colmo  di  sventura,  era,  mmicato  ai  vivi  nel 
cessato  mese  .d’j  agosto  il  Maestro  Fusco,  U 
quale  co’ suoi  lumi  mi, avrebbe  potuto  dare-v 
njon  poco  sollievo.  Ridotto  cosi  alle  mie  sole  r 
forae»  qiuno,può  imagiuare  quali  angoscie  e, 
fatiche  cib  mi  .costasse.  L’esito  fu  ,piìi<  forM 
tunato  di  quanto.ayrei  sperato.  Fossa  l’abilità- 
4^1.  cantanti, o la  bontà  de’  miei  .concittadini,' 
io  non  m’.  attendevo  tanto.  Molto  più  che , 
nel  . fare  le  prove  d’ Orchestra  m’ accorsi t 
che  lo  strumentale  era  privo  di  quelle,  mezze] 
tinte,  tanto  necessarie  > al  . maggior  effetto 
doii  colori  più  b forti  ; e -poi,- alcuni  ooneetU 
non  rùscirono  a produrre . quel  risultato  che, 
mi  era  proposto,  nella  mia  fantash.  Per.  cui;. 
4 lavoro,  dopo  la  SUa  losecuziono  fu  da^mOi 


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— 93’  — 

stesso  gitrdióftto  u&a  ben  mesehlna^cosa.  Il 
Bottelli  portò  la  sua  parte'  da  grande  arti- 
sta, le  sorelle  Donelli.  e il  Sir  letti,  usarono' 
ogni  lor  mesto  per  dare  la  pib  alta  impor- 
tanza ad  una  composizione,  che  forse  avrebbe» 
avuto  una  sorte* ben  infelic?,  sé  fosse  stata 
interpretata  da  soggetti  meno  abili.'  'i>  > 
^ Coristi  e 1'  Orchestra  meritarono  tutta; 
la  .mia  ‘ gratitudine  per  1’  impegno-  che  si» 
diedero  onde  dar . risalto  'alla<  musica.  Anche 
iliPittore  Crespolant  f contribuì-  coir  abile  Suoi 
pennello  arend.'re  meno  disaggradevole  quello^ 
spettacolo  vedi' in'* projiosito  il  N.  07  del; 
M esiagg ere  ^ Modenese  sotto  la.  data  3 dicèm- 
bre .1828)  il  successo  del -quale,  non  soiso: 
beni)  meri  tato,,  mi  procurò'  U.  nomina  di  Agr. 
giunto  al  Direttore-  della  'Cappella  di  Corte., 
Con  ciò  mi  trovai  impegnato  ad  àstrairtni 
praticamente -.negli  strmnjntìf  a flato,  e a 
fare  un  giro  istruttivo* onde  aintire  r esi^oa-'; 
zione  delle  )Opere' di:  Teatrih accreditati) ->per 
meglio  assicurarmi  nella  partita  ' della  stru- 
mentazione. n ilo» 

1829. '—i  11  ) Febbraio  Opera La 
Semtromide di  .Rossini;' data  dalla -^>Ileale 
Aecàdemia'  Filapmonica  eoi  < Bilettantij'l 
Prima*  Dònna"—'  iMigia  Otupirini  Di- 

K é .4  OontraìtéA — ' 'Sofia  Boccabodati^  v 


m - — 

r Prhn<>  Basso  -iSawte  Zrtiotffir*  ''  .*. 

f?  'Pritoo  Tenterò  — Prospero  (Frigieri' 

•T  Altro »'Ba8««  'Mioheh  SttU  di(  Gor^ 

roggio..;  ■ -■  : •.: 

^ ILa  JHnèlU  i\i  assìù  a|»f)laudìta  per  la.pre». 
cisione  e TAgiUtà  nel  eanto,  \9,  - BocQaha4tìHbi\ 
brillirva  per  ^'espressione  e per  isquisftefeza 
di  sentire,  e il  ■ iLt^cmi  *•  si  iiaostrò<  proretto-1 
Artista  DeH-aBÌoBe.',oltre  Tavefe  sbnora  vooè 
di  basso.  Odi  >ahri  dilettanti  anitamente 
H Onehestra  coutrìbaìrono  a rendere  assai 
^adSte  quello  spettaoolo'  SoStenuto  la  carieo- 
della  iReale  ^Acbademia.  la  quale  assegnava 
a suoi  Soci  parecchi 'viglietti  (da' distribuirai' 
a ohi  loro  piaceva..  Lo'  spettacolo  fu  dato 
pel*  § rappresentazioni,  tenninandoi  colla  sera 
d«l  3 Marzo.  * • / . . ^ . -,-r: 

t i829.  — 4 13  Ottobre  •*-  Prima  Pjippro». 
sontaziòne  dell’  0pera<«.»'(6«iierr8  di  Scanàt 
^ cctn  iDiusioa  :dcl' celebre  Maestro' Afoyer;  ; 

Cantanti  -scritturati  por  questo  spetta- 
colo d’  autunno  erano;  " 
r>  ' Prima  Donna  -•  Oiteolct  CtormaldiestV 
TentìrO  jdnioatv  PidccnliV  . • 

Pritno  \ basdò  Oiuseppe'  'Buglieldùniì,  A 

■>r\  Gootralio  — »'<  A kHerinda  • AfonraeeAI. 
Secondo  Basso  — Paolo  Forlivesi.. < .-t 
SecOndb  Tenotte  '^ii^  BdÈtisèa  Fvibbù 


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r 


— 9JJ  — 

AUro.  primo  Basso:  Giuseppe  '^ìPél^- 

nieri  Modenese.  . ; . . i ..ir 

< L\esIto  dello  spettecoloifie  piuttostó  fred- 
de, non  per  cassa  della  musiea;,  ma  par  >gli 
f esecutori.  ^ 

prima.  Donna . gioviane  esordiente  .ve- 
dendosi mide- accolta  dal  pubblico  si  lasciò 
•dominare  da  tale  scoraggiamento,  ohe  ino|i- 
'gliò:  .tutto  1’ .effetto  della  sua-. parte.  Il  Pia- 
i CBrUi  e U Gug^lielmiai  sebbene,  fossero  vecchi 
! artisti  pure  non  ebbero  campo  di  molto  di- 
■ étinguersi  perchè,  collocati  - fuori  • di  pesto. 

• eseguivano,  «ma  parie,  bob  adatta  ai<  loro 
mezzi.  La  Manzocchi  -solt&nta  .si  procaet^ò 
' la  maggior  copia  degli -applausi'  e la  simpatia 
idei  pubblico,  perchè  poteva  fhr>bjpillar»  la 
■sua  abilita  «essendosi  prodotta- ijqiielL  (ilpera 
per  l' sua . insinuazione.  Ih  fatti  .nella  gran 
' soena  del  secondo  atto  > deità  . dei  . SaUbùrj 
i Otteneva  uni  completo  trionfo^  . • t.n 

•r  i*.  1829.  i7. 'Novembre ; — ' Priftoa  Rapphe* 

sentazione  deir  Opera  — >poesia  d^ 

..iZomanie.  musica  deUo  sérlvente.  U- libretto 
- mi  .^nne  trasmesso  per- or^ne  Sovrano,  ed 
era  lo  stisso  che  aveva  servito -idle'  note 
dei.Ceiébre  -ilslh'nt,' óhei^-lo  produsse  nel 
i Maggio  di  queir  anno;  e il.  di  - cpi  tucecàso 
" fì^inlslioiSsitnOf  m causa  cho  quel  Oraa  Genio» 
' Allibilo'  dà-  im  ' mhore  troppo  esaltato^'  iión 


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— .96  — 

(ri.  diede  alcun  pensiero  di  occuparsi . seria* 
mente  de'.l’  assunto  impegno. 

^ L’ Opera. venne'da  me  compiuta  in  quattro 

mesi,  rìescendomi,  non:  so  come,  meno  fati* 

« 

cosa  di  quanto  mi  sarei  aspettato.  Fosse 
effetto.,  del  poetico  concetto,  o della  giova* 
«nìló  fantasia  io  mi  trovai  soddisfatto  di  essa 
più  di  quanto  (lo  sia  mai  stato')  nei.  susse* 
. gueuti  mìei  lavori.  Senza  troppo  presumere 
. direi  ch3  oggi  pure  potesse  essere  sofferta 
dal  pubblico,  se  non  la- rendesse  intollerabile 
la  prolissità  di  quei  recitativi,  che  in -quel* 
' l’>  epoca  erano  ritenuti , indispensabili  al  re* 
/ goliure  (Sviluppo)  d.;ll’ azione.'  d 

Oli.  artisti.,  erano,  già  da  me  ■ conosciuti  : 
j cercai  quindi  di  . ritrarre  dai  loro  mezzi  vocali 
rii  miglior  partito,  ed  essi  corrisposero  pie* 

. namente  al  mio  desiderio.  Alla  Corinaldesi 
rfu  sostituita  la  giovane  Modenese  esordiente 
Marianna  Brighenti,  la  quale,  dotata  di  molti 
f talenti  e ^ squisito  sentire,  sostenne  con  sin* 
->  gelare)  bravura  la.  parte  della 'protagonista. 
<.La  Mmzocchi  colse. al  solito -i  primi  allori, 
>e  gli'^ altri  tutti- vennero  accolti  con -favore 
dall’  uditorio. 

1 .r  Le  Scene  del  Crespolani,  e 1*  Orchestra 
I diretta  egregiamente  -dal  il/art  ebberoNla 
. loro  parte  negli,  applausi  del  . pubblico.  Per 
I non  . estendermi  di  troppo  sull’ esito, >di^ 


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— 97  — 

-^Sfoltanto,  che  i mieii  concittadinr  furonè  an- 
che troppo  prodighi  nel  dimostrarmi  il  loPo 
aggradimento,  rimettendo  il  lettore  in  pro- 

' posito  a quanto  scrisse  il  Messaggiere  Mo~ 

* denese  il  2 G-ennaio  1830  nel  suo  numero^' 1, 
e il  Censore  Univérsale  dei  Teatri  di  Milano, 

' redatto  dal  Prividalit  sotto  la  data  di  No- 
'vembre  1829  nei  suoi  numeri  91-  e 92. 

Coropievasi  già  la  metà  del  corso  delle 

' rappriisentazioni  dell’  Opera,  quando  giunse 
r infausto  annunzio  da  Vienna  dell’  avvenptà 
morte  dell’  Arciduchessa  Maria  Beatrice 
Ricciardo  madre  del  Duca,  per  cui  ne  suc- 
cesse il  lutto  gravissimo  della  Corte,  e la 
chiusura  di 'tutti  i Teatri  dello  Stato. 

1830.  — 28  Settembre  — Prima  Opera 
— ^aira  — la  stessa  che  fu  eseguita  l’anno 
avanti. 

Erano  i Cantanti.  ‘ “ ' • 

fi . . ...  - . 1 . 

a . Prima  donna  — Giuseppina  Fabré  NoeL 
Primo  tenore  — Giuseppe  Binaghù  , 

• : ■ ' Contralto  —‘  Marianna  Hazon. 

Primo  .'basso  — Ferdinando  : Laurettii 
Altro  basso  — Giovanni  Corner. 
Secondo  tenore  — .Giovanni  Battista 
Fabbri. 

“c-  Secondo  basso  — Nicolao  Fontana.:^ 

’i‘.  Seconda  donna  .—  Adelaide  MarteUùi 


~ » — 

<•..  Il’  esito.  , dell’  Opem.  qjaaatunque  pep- me 
«soddisfacente,  non  fut  tslj>  pep  l'  intera  OQin> 
pagnia  dei  eantaati.  ì * quali  non  oorrispon- 
. dcTano;  al  valore  di  4}uel.i  già  uditi  nell*  anno 
, ra^eoedente.  ‘ La  prima  « donna  Noe  aveva 
, vqoe  ' sonora  ed  animata,  ma  mancava  dì 
. ^elia.  :diiiteaza  di  canto  -tanto  ammirata 
nella  Brigkentù'  U Tenore  e il  Contralto;  e- 
. pano  discreti,  .ma*  non<  poterono  far  dimenti* 
care  all  pubblico  la*  gratai  impressione  dei 
loro  antecessori,  per  cui  gli  applausi  vennero 
•concessi  con  piìi- moderazione  dì  prima. 

Per  rintermezzo  eranvi  balL-tti,  il  primo 
,.-dfu  quali ‘intìtolavasi  — Zefiro  e Flora.  > 

Primi  ballerini  scrii  -r-  Lauretta  Sichèra 
ì:  rr>  Enrico  'Mathietu, 

...  ..  Altri  baUerini  Clementina  e È’ili^po 

Termanini  — Carolina  Scarpa  e Gia£Qmo 
Montallegro  per  le  parti  giocose. 

Il  Primo  Ballerino  Francese  univa  alla 
.Velia  straordinarìa  abilità,  una  compostezza 
non  comune. 

La  Siehèra  fornita  di  leggiadra' 'figura, 
ma  non.' di  "avvenente  fisonoraia»  si  procac- 
ciava, però.*  numerosi'  applausi!  per  T agilità 
- a Ila  .grazia  obe*  adornavano  i.Suoi’  passi. 

Il  Montallegro  nelle  parti  giocose  . era 
brillantissimo,' e si  guadagnò  la  seguito  non 
pocbi  tsatiitdi  ganeroiit^odallau  Cmcte  par 


Digirgecf^-GQOgle 


_ 99  — 

aver  colle  sue  facezie  assai  divertito  i Prin- 
cipi in  allora  adolescenti. 

17  Ottobre  — Seconda  Opera  — Isabella 
* di  Lara  — con  musica  dello  Scrivente.  1 
cantanti  in  questo  spartito  ottennero  migliore 
successo;  e ciò  lo  attribuirei  alla  novità 
dello  spettacolo  ancor  vergine  di  confronti, 
e all’  aver  io  potuto  adattar  meglio  la  mu- 
sica a seconda  dei  mezzi  degli  esecutori. 

L’  altro  balletto  comico  era  intitolato  — 
La  figlia  mal  custodita  — I primi  ballerini 
si  distinsero  al  solito,  e fu  in  questo  ove  il 
Montallegro  potè  dar  prova  di  sua  abilità 
nel  genere  giocoso. 

1831.  — 8 Ottobre  — Prima  rappresen- 
tazione deir  Opera  — Zadig  ed  Astartea  — 
poesia  di  Andrea  Leone  Tottola,  e musica 
del  Maestro  Nicola  Vaccaj. 

Cantanti. 

Prima  donna  — Adelaide  Ghedini. 

Contralto  — Annetta  Fanti. 

Primo  tenore  — Alessandro  MombelU. 

Primo  basso  — Giovanni  Bonetti. 

Seconda  donna  — Benedetta  Savorelli. 

Secondo  basso  — Matteo  Margotti. 

Secondo  tenore  — Gaetano  Fontana. 

Primo  ballo  comico  — La  Negromanzia 
in  contrasto  — di  Giuseppe  Turchi  primo 
mimo  comico. 

7 


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— 100  — 

Primi  ballerini  eerii  — Odoardo  Chiocchi 
— Lauretta  Sichèra, 

Con  altri  5 ballerini  e 8 corifeiv 

Era  Impresario  Cesare  Ghedini  Maestro 
di  hallo  al  servizio  della  Corte,  e padre  della 
prima  Donna. 

L*  Opera  ebbe  felice  risultate.  Venn^o^ 
applanditiv  il  Tenore,-  la  Ghedini  e il  Con- 
tralto,  e le  altre  parti  > pure  soddisfecero 
alle  esigenze  del  pubblico.  Il  bsdlo  anob’  esso 
ebbe  buonissimo  successo,  segnatamente  per 
la  perizia  della  prima  coppia  danzante,  come 
per  il ' brio  dei  mimo  Turchi ^ 

27  Ottobre  — Farsa  in  Musica  — I con- 
correnti al  lYUjUrimonio  — colla  comparsa 
del  buffo  Ernesto  Orlandi^  che  ebbe  un  di* 
soreto  incontro. 

1831.  — 2 Novembre  — Nuovo  ballo  — 
La  Casa  disabitata  — Questo  ballo  sorti  un 
brillantissimo  successo  in  grazia  della  bra* 
Tura  singolare  del  Turchi  nella  parte  comica. . 

9 Novembre  — : Altr’  Opera  seria  — Giu- 
lietta e Romeo  — con  musica  del*  Maestro 
Vaccqj. 

La  musica  di  quest’  Opera  era  ecéellente, 
la  sola  gran  scena  finale  basta  per  rendere 
immortale  il  suo  Autore.  Anche  i cantanti 
contribuirono  coi  loro  mezzi  a rendere  pia-- 
cevole  e interessante  una  composizione,  che 


tJfgttIzed 


— im  — 

Bidn  mancherà  mai  d’  effetto  sintantoché  vi 
saranno  artisti  capaci  di  eseguirla  convenien* 
temente. 

12  Novembre  — Serata  della  Sichèra 
coir  esecuzione  del  balletto  serio  — Zeffiro 
# Plora  — dato  già  nell’  autunno  del  1830, 
e riveduto  di  nuovo'  con  soddisfazione  ed 
applausi  del  pubblico. 

Quanto  sin  qui  fu  dato  nella  detta  sta- 
gione ebbe  sempre  ottima  accoglienza  dai 
frequentatori  del  Teatro. 

18  Novembre  — Accademia  vocale  e i- 
strumentale  data  dal  Concertista  di  Violino 
tesare  Emiliani  Bolognese  in  concorso  di 
alcuni  cantanti  dell*  Opera.  Non  è a descri- 
versi r effetto  che  produsse  sii  tutti  gli  u* 
ditori  il  suono  magico  di  quell’  istrumento, 
la  'di  cui  dolcezza  era  la  prerogativa  prin. 
cipale  che  disiàngueva  quell’  esimio  suona- 
tore. Molti  saranno  che  lo  superino  in  bra  . 
vura;  ma  ^chissimi  nel  delicato  tocco  di 
arcò  e nell’ espressione.  G-li  altri  artisti  con- 
corsero anch’ essi  a ben  corredare  quell’ in- 
teressante trattenimento. 

1831.  — Sabbato  27  Novembre  — con 
questa  rappresentazione  terminò  il  corso 
d’  Opera  d’  Autunno  con  soddisfazione  uni- 
versale anche  per  la  parte  che  vi  presero^ 
e il  Pittore  Crespolani  col  dipingere  con 


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^ 102  — 

somma  perizia  i scenarii,  e 1’  Orchestra  coll’ 
eseguire  accuratamente  la  parte  strumentale. 

1832.  — 12  Marzo  — Accademia  vocale 
e istrumentale  data  al  Teatro  di  Corte  dal- 
r Accademia  Filarmonica  di  Modena.  Apri- 
vasi lo  spettacolo  con  una  Cantata  intitolata 
— La  Fedeltà  — poesia  del  N.  U.  Pietro 
Gandini  (1)  e musica  dello  scrivente.  Il  Mes 
saggere  Modenese  nel  suo  numero  23  di 
quell’  anno  così  si  esprime  in  proposito  « Lo 
• esimio  cantante  Carlo  Zucchelli  incaricato 
< deir  esecuzione  di  questa  musica  brillante, 
« potè  procurarle,  coll’  eccellente  suo  me- 
I todo  di  canto,  la  pih  felice  riescita  • 
Concorsero  a renderla  più  gradita  il  valente 
suonatore  di  Mandòla  Pietro  Vimercati  di 
Milano,  le  dilettanti  Modenesi  Luigia  Caspe- 
rini  Lineili  e Sofia  Boccabadati,  (2)  e il  te- 
nore  Giuseppe  Zoboli,  i quali  tutti  ottennero 

(1)  La  prima  poesia  edita  dal  Conte  Pietro  Oan- 
dtni.  di  cui  gli  scriventi  abbiano  noUzia,  porta  la 
data  del  1809.  Negli  anni  seguenti  non  mancarono 
circostanze  di  addimostrarsi  buon  verseggiatore;  ma 
in  questi  ultimi  anni  ha  stabilito  la  sua  fama  colla 
traduzione  delle  liriche  dello  Schiller,  ( 1809  ) e di 
alcune  altre  poesie  del  Parnaso  Tedesco.  (1872)  Anche 
i sonetti  pubblicati  dal  Oandini  sul  principiare  del- 
1’  anno  corrente  1873  sono  stati  meritamente  lodati 
da  tutti  i giornali  della  nostra  città. 

(N.  d.  C.) 

(2)  La  Dtnelli  era  una  buona  cantante  Soprano,  e 
la  Boccabadati  sorella  della  Luigia  era  eccellente 
contralto. 


— 103  — 

infiniti  applausi.  Venne  pure  eseguita  una 
Sinfonia  dalla  banda  del  Reggimento  Au- 
striaco Luxem,  lavoro  magistrale  del  celebre 
capo  banda  Andrea  Leonhardt.  la  qual  pro- 
duzione si  per  r esecuzione  che  per  compo- 
sizione meritò  1’  universale  aggradimento. 

1832.  — 8 Ottobre  — Prima  recita  del- 
1 ' Opera  — U Orf amila  di  Ginevra  — con 
musica  del  Maestro  Luigi  Ricci. 

Cantanti. 

Prima  donna  — Eloisa  Gaggi  Storti. 

Tenore  — Giovanni  Storti. 

Basso  — Matteo  Alberti. 

Buffo  — Girolamo  Cavalli. 

Seconde  Parti  — Ceroni  Luigi  — Negri 
Qiicseppe  — Pacchioni  Teresa  — Fontana 
Luigia. 

Bailo  Comico  — La  Scimia  Riconoscente 
— del  Coreografo  Domenico  Serpos. 

Primi  ballerini  — Farina  Bega  France- 
sca  — lorca  Francesco. 

Primi  Mimi  — Massari  Gio.  Battista  — 
D’  Amore  Michele  — Pagliani  Carlo  — Bai- 
danzi  Francesco. 

Parte  ingenua  — Bavaglia  Rosina. 

Parte  Comica  — Paradisi  Salvatore. 

Con  altri  ballerini  di  concerto. . 

La  musica  vivace  e brillante  piacque  as- 


— 104  — 

saissimo,  segnat^ante  per  la  perfetta  ese- 
cuzione delle  quattro  prime  parti. 

Nel  ballo  ebbero  i più  fragorosi  applauisi 
la  coppia  dei  due  primi  ballerini,  e il  Pa- 
radisi, che  rappresentava  al  naturale  la  pm*!» 
della  Ectima  con  slanci  e movimenti  stranr- 
pinarii,  per  oui  chiunque  ne  osservava  le 
mosse  doveva  convincersi  di  trovarsi  alla 
presenza  di  un  animale  di  quella  specie. 

Il  Corpo  di  ballo  si  componeva  di  30  in- 
dividui. 

Bravi  un’  abbonamento  per  30  rappre- 
sentazioni, e il  viglietto  serale  costava  cen- 
tesimi 76. 

L’ impresa  era  condotta  da  Francesco 
Mogliè  Romano. 

Durante  il  corso  dell'  Opera  s’ infermò  il 
basso  Alberti,  per  cui  fu  necessario  sosti- 
tuirlo coir  altro  basso  Giuseppe  Negri,  il 
quale  disimpegnò  a sufficienza  la  sua  parte. 

1832.  — 27  Ottobre  — Opera  — Il  Bar- 
biere  di  Siviglia  — ove  ebbero  i primi  onori 
la  prima  donna  Storti,  e il  buffo  Cavalli. 

3 Novembre  — Opera  — Il  Barbiere  di  ■ 
Siviglia  — col  ballo  nuovo  — Luca  e Lau- 
retta — L’  esito  del  ballo  non  fu  molto  sod- 
disfacente ; essendo  che  riesci  assai  inferiore 
al  primo  per  tutti  i rapporti. 

21  Novembre  — Serata  della  Prima 


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--  m — 

donna  col  secondo  atto  del  Barbiere  di  Si- 
viglia, il  ballo  La  scimia  riconoscente,  e la 
farsa  V Ingenuo  Felice. 

1833.  — 25  Gennaio  — Accademia  yocale 
ed  istrumentale  a favore  della  cantante  con* 
tralto  Emilia  Botticelli  Boniotti^  ove  si  pro- 
dusse pnre  il  Tenore  modenese  Giuseppe 
Zoholi.  alternandosi  i pezzi  vocali  con  atri 
d’ armonia  eseguiti  dalia  banda  Austriaca 
* del  Reggimento  Kinsky.  La  BonioUi  era 
dotata  di  buona  voce  ; ma  non  era  gran  cosa 
come  artista.  L’  esordiente  tenore  Zoholi 

t 

ottenne  numerosi  applausi  per  la  sonora  ed 
estesa  sua  voce,  non  che  per  la  franchezza 
spiegata  nell'  esecuzione  della  sua  parte.  i 
L’  esattezza  e la  maestrìa  con  cui  vennero 
suonati  i pezzi  strumentali  dalla  banda  Au- 
«trìaca  compensarono  l’ esigenza  del  pubblico 
4i  quanto  s’  attendeva  in  pib  dalla  protago- 
nista dell’  Accademia. 

1833.  — In  Ottobre  — Prima  Opera  — 

Maria  di  Brabante  — poesia  di  Qaetano 
Rossi,  musica  dello  scrìvente  Alessandro 
Oandini.  ' 

Cantanti. 

Prima  donna  — Sofia  Sehoherlechtur. 

Primo  tenore  — Fabio  Forzoni. 

Primo,  basso  — • Carlo  Mar  colini. 


\ 


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— 106  — 

Altro  bas«o  — Tobia  Pagliarini' 

Secondo  tenore  — Giuseppe  Zoboli. 

Seconda  donna  — Sisara  Antonina. 

Primo  ballo  — Il  Noce  di  Benevento  — 
del  celebre  Viganò  posto  in  iscena  da  Gia- 
como Serafini. 

Primi  ballerini  seri!  assolati  — Gaetana 
Trezzi  Villa  — lorca  Francesco. 

Primi  Mimi  — Trezzi  suddetta  e Carlo 
Pagliani. 

Altri  Mimi  — Serafini  Giovanna  — Se- 
rafini Angiola  — i^osst  Giacomo  — Nolfi 
Lodovico. 

Primo  Mimo  comico  — Salvatore  Pa- 
radisi. 

Per  le  parti  ingenue  — Bavaglia  Ra- 
sina. 

Altri  Ballerini  di  concerto  — Ardemani 
Luigia  — De  Capitani  Augusta  — Masi  A- 
de  laide  — MontallegH  Claudia  — Prèmali 
Marietta  — Bavaglia  Maria  — Venturi  Mad- 
dalena. 

Ferretti  Pietro  — Mauri  Giovanni  — 
Montecucchi  Bartolomeo  — Scalabrini  Fran- 
cesco. 

Con  altre  16  seconde  parti,  o Figurasti. 

L*  Orchestra  era  sempre  quella  di  Corte, 
e le  scene  del  Crespolani. 

In  quanto  all’  Opera  ne  parla  il  Messag- 
gere Modenese  in  data  4 dicembre’ N.  97. 


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— 107  — 

Si  distinsero  particolarmente,  la  Schober- 
lechner,  che  ad  una  estesissima  voce  di  so' 
prano  univa  un*  agilità  senza  pari,  ed  una 
esattezza  d’  esecuzione  inarrivabile,  e il 
Marcolinij  che  dotato  di  voce  omogenea  e 
sonora  sapeva  dare  al  canto  un’  espressione 
particolare.  Gli  altri  cantanti  non  erano  cer- 
tamente forniti  delle  qualità  distinte  dei 
primi,  ma  però  contribuirono  anch’  essi  al 
buon  andamento  dell’  Opera. 

Nel  ballo  si  tributarono  numerosi  applausi 
all’  eccellente  coppia  dei  primi  ballerini,  e 
tutto  r assieme  ottenne  un  felicissimo  in- 
contro: 

1833:  — In  Novembre  — Seconda  Opera 
— La  Straniera  — poesia  di  Romani^  e mu- 
sica del  Maestro  Bellini. 

Tale  spartito,  sebbene  non  fosse  quella 
che  rese  tanto  celebre  in  seguito  il  Bellini, 
pure  era  dotato  di  quell’  impronta  carat- 
teristica, che  segnalava  allora  la  nuova  scuola, 
il  di  cui  scopo  era  di  scuotere  particolar- 
mente tutte  le  fibre  del  cuore  al  trionfo  del 
Canto. 

Al  primo  udirsi  di  quell’  Opera,  si  per 
la  novità  di  quel  genere  di  musica,  che  per 
r interesse  drammatico,  1’  uditòrio  fu  tra- 
sportato da  vero  entusiasmo.  I primi  artisti 
concorsero  colla  loro  nota  abilità  a renderlo 


--  1(^  — 

sempre  piU  gradito  agli  ascoltanti.  Mi  è 
giuooofofEa  il  confessare,  in  omaggio  a quel 
Gran  Genio,  eh’  io  fui  ben'  felice  ohe  tal  la- 
voro venisse  esposto  dopo  il  mio  ; altrimenti 
r esito  di  questo  sarebbe  inevitabilmente  lie- 
scito  per  me  sconfortante. 

Secondo  ballo  — La  Statua  — In  questo, 
quantunque  meno  interessante  del  primo, 
ebbe  a distinguersi  il  primo  ballelino  gio- 
coso Salvatore  Paradisi.  Anche  la  prim  a 
Coppia  otteneva  sempre  particolari  onori. 

Lo  spettacolo  ebbe  termine  colla  sera  ' 
delU  30  Novembre. 

1834.  toi  Nel  Teatro  di  Corte  in  questo 
anno,  se  le  informazioni  avute  son  vere,  al* 
cuni  soldati  Ungheresi  della  guarnigione 
Austriaca  recitarono  nel  loro  nativo  idioma 
una  commedia  nella  quale  uno  di  essi  soste- 
neva con  abilità  la  parte  di  donna.  Tranne 
r ufficialità  e qualcuno  della  Corte  tutti  gli 
altri  invitati  non  capirono  un’  acca, 

1834.  — 18  Ottobre  — Prima  Opera  — 

La  Sonnambula  — con  musica  del  Maestro 
Beltini. 

Cantanti. 

. Prima  donna  — ClemenSina  Massoni. 

‘ Altra  prima  donna  — - Adelaide  Mancini. 

Primo  tenore  *—  Eliodoro  Spech. 


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— t09  — 

Primo  basso  — rimonto  Casanova. 

Seconda  donna  — Giustina  Bonura. 

Secondo  tenore  — Mauro  Masina. 

Secondo  basso  — Davide  Bergami. 

Abbonamento  per  30  Rappresentazioni. 
Viglietto  serale  a centesimi  76.  Impsesa  di 
Francesco  Moglié. 

L' opera  riscosse  1’  uniyersale  aggradi^ 
mento,  in  particolar  modo  per  l’-abilità  della 
Mazzoni,  che  ad  una  Toce  simpatica  di 
mezzo  soprano  univa  un  eccellente  metodo 
di  canto. 

Le  scene  del  Crespolani  non  mancarono 
di  eccitare  V approvazione  del  pubblico. 

24  Ottobre  — Accademia  vocale  ed  istru* 
mentale  data  dal  suonator  d’  Arpa  Gaetano 
Morandi  Livornese  in  concorso  dei  cantanti 
deir  Opera.  Ebbe  un  buon  successo. 

8 Novembre  — Seconda  Opera  — Te- 
baldo e Isolina  — Musica  del  Maestro  Pran- 
cesco  Mortacchi.  Le  note  di  questo  spartito 
ebbero  in  addietro  sempre  un'esito  lumino- 
siaaimo,  ed  anche  nell’  attuale  circostanza 
non  mancarono  alla  fama  coll’  ottenere  una 
ottima  accoglienza.  ' 

1835.  — 10  Ottobre  — - Prima  Opera  — 
I Caputeti  f e Montecchi  — con  musica  di 
Sellini,  ad  eccezione  deU’>  ultima  scena,  che 
era  di  Vaccaj.  • 


— 110  — 

Cantanti. 

Prima  donna  — Chiara  Alberiini. 

Contralto  — Lucrezia  Pornacciari  San- 
giorgi. 

Primo  tenore  — Lorenzo  Biacchi. 

Primo  basso  — Luigi  Battagline 

Secondo  tenore  — Eugenio  Mazzetti. 

- ' Tanto  le  donne  che  il  tenore  eseguirono 
la  loro  parte  con  molta  perizia,  e il  pubblico 
dimostrò  loro  la  sua  soddisfazione.  La  musica 
era  eccellente. 

28  Ottobre  — Seconda  Opera  — Donna 
Caritea  — del  Maestro  Mercadante  — Anche 
uqesta  ottenne  buon  successo;  ma  non  fece 
però  dimenticare  le  rimembranze  della  prima. 

16  Novembre  — Il  Professore  Antonio 
Sighicelli  già  nominato  il  7 corrente  primo 
Violino  Direttore  d’  Orchestra  di  Corte,  in 
sostituzione  del  defunto  Giovanni  Mari,  diede 
un’  Accademia  vocale  e istrumentale  col  con- 
corso dei  cantanti  deU’  Opera,  di  varii  pro- 
fessori d’  Orchestra,  e d’  alcuni  dilettanti  di 
canto,  la  quale  riesci  di  non  poca  soddisfa- 
zione per  queir  esimio  concertista. 

1835  — 24  Novembre.  — Prima  compar- 
sa della  celebre  cantante  Amalia  SchUtz  che 
fece  la  parte  di  Romeo  nell’  Opera  — F Ca- 
puleti  e I Montecchi. 

L’  entusiasmo  che  produsse  questa  arti- 


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— IH  — 

sta  è indescrivibile,  perchè  ad  un  canto  a- 
nimato  ed  espressivo  aggiungeva  i pregi  di 
una  agilità  èd  estensione  di  ,voce  straordi- 
naria, oltre  il  sostenere  con  dignità  e valo- 
re la  parte  drammatica.  Non  aggiungo  di 
più,  avendo  già  parlato  di  lei  nella  prima 
parte  di  questo  lavoro,  sotto  la  data  di  que- 
sto mese.  In  seguito,  ad  un  atto  dell’Opera 
suddetta,  venne  sostituito  il  secondo  atto 
della  Norma  di  Bellini,  in  cui  veniva  reite- 
ratamente applaudito  il  duetto  fra  la  prima 
donna  Albertini  e la  Schùtx,  per  la  preci- 
sione e la  bravura,  colla  quale  queste  due 
distinte  virtuose  davano  risalto  a quella  ma- 
gnifica musica. 

Era  in  allora  Impresario  dell’  Opera  Pie- 
tro Càmuri  di  Modena,  il  quale  nelle  sere 
che  cantava  la  Schiitz  aveva  raddoppiato  il 
prezzo  del  viglietto  d’ ingresso,  con  molto 
vantaggio  suo  perchè  il  Teatro  era  sempre 
riboccante  di  spettatori. 

1836  — In  quest’  anno  non  fu  aperto  il 
Teatro  di  Corte  per  1’  apprensione  che  il 
Choléra  Morbìzs,  entrato  già  negli  Stati  E- 
stensi  potesse  invadere  la  Città  di  Modena. 
Ciò  che  poi  fortunatamente  non  si  verificò. 

1837  — 7 Ottobre  — Prima  Opera  — 
La  Clotilde  — musica  del  Maesrto  Coccia. 


Cantanti 


Prima  donna  — Amalia  Agliati. 

Primo  Tenore  — Giovanni  Confortini 
Primo  Basso  — Galeotto  Oherardi 
Buffo  — Ferdinando  Laureiti. 

Seconde  Parti.  — Zambelli  Pietro  — 
Zamòelli  Maria  — Gaetano  Babini. 

Le  scene  di  Crespolani. 

La  musica  era  assai  piacerole  e brillante. 

. La  prima  donna  Agliati,  e il  Confortini 
tenore  si  distinsero  in  particolar  modo  per 
abilità;  e buon  metodo  di  canto.  Gli  altri 
Cantanti  soddisfecero'  bene  alle  esigenze 
dell’  uditorio,  non  esclusi  i Coristi,  i quali 
furono  molto  applauditi  nell’  esecuzione  del 
Coro  che  comincia  colle  parole. 

• La  noti  c*  é...  Non  si  trova...  spari..  • 

1837.  — 34  Ottobre  Seconda  C^era 
— / Puritani  e i Cavalieri  — del  Maestro 
Bellini. 

Agli  altri  Cantanti  si  aggiunse  il  basso 
Carlo  Porto,  che  colla  sua  voce  tuonante  e 
la  sicurezza  nell’  intonazione  contribuì  in 
massima  parte  all’ incontro  di  quell*  opera 
eccellente.  Anche  in  questa  circostanza 'la 
prima  Donna  e il  Tenore  si  procacciarono 
il  favore'' del  pubblico,  riescendo  anzi  ad 
aumentarlo  col  progredire  delle  rappresen- 
tazioni. 


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— 113  — 

25  Ottobre  — A meglio  corredare  lo 
spettacolo  in  corso,  V Impresario  Camitri  vi 
aggiunse  per  intermezzo  un  Passo  a due 
eseguito  dalla  Coppia  Luigi  e Teresa  Ma- 
lietla^  che  ottenne  un  successo  assai  lumU 
DOSO.  Non  aggiungo  i più  relativamente  a 
questa  illustre  coppia  danzante  avendone 
già  fatta  menzione  nella  prima  Parte  di 
queste  Memorie  sotto  la  data  9 Luglio  1829;' 

Nel  complesso  dello  spettacolo  il  scenario 
pure  riscosse  la  generale  approvazione. 

15  Novembre  — Serata  dal  primo  Basso 
Carlo  Porto,  il  quale  aggiunse  un’  aria  da. 
lui  cantata  per  intermezzo  dell’  Opera  in 
corso. 

1838.  — 7 Ottobre  — Prima  Opera  — 
Il  Belisario  musica  del  celebre-  Doni- 
zeta. 

Impresa  Camuri. 

Cantanti. 

« 

Prima  donna  — Carlotta  Fevrarini.Ba' 
schieri. 

Altra  Prima  — Giuditta  Mogliè  figlia 
dell’  Impresario  di  detto  nome. 

Primo  tenore  — Annibaie  Brambiìlai 

Primo  basso  — Camillo  Parodi. 

Seconde  parti  — Luigi  Silingardi  Mo* 
denese  — Gaetano  Bàbim.  . . . 


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— 114  — 

La  musica  piacque  oltremodo,  e la  prima 
Donna  essendo  avvenente  e dotata  di  buona 
voce  si  cattivò  la  simpatia  del  Pubblico.  Il 
tenore  pure  non  mancò  alla  sua  volta  di 
far  valere  con  plauso  i suoi  mezzi  vocali. 

17  Novembre  — Seconda  Opera  — i?o- 
berto  Devereux  — con  musica  di  Donizetti. 

In  quest’opera  cantò  in  luogo  del  primo 
basso,  un  altro  basso  per  nome  Crespino 
Gori. 

L’  esito  fu  discreto.  Le  scene  al  solito 
dipinte  dal  valoroso  Crespolani  ebbero  sem- 
pre un  tributo  di  lode  per  1’  encomiato  Ar- 
tista. 

L' abbonamento  a questo  spettacolo  fu 
per  18  Rappresentazioni. 

1839.  — 17  Ottobre  — Prima  Opera  — 
Roberto  Devereux  — musica  di  Donizetti 
Impresa  Camuri. 

Cantanti. 

Prima  donna  — Emilia  Boldrini. 

Primo  tenore  — Francesco  Ciaffei. 

Primo  basso  — Giovanni  Zucchini. 

Comprimaria  — Catterina  Spisena  in 
Zucchini. 

Seconde  parti  — • Vincenzo  Oobbetti  — 
Annibaie  Statuti  — Marietta  Franchini. 

L’  Opera  sorti  un  buonissimo  effetto,  sin- 


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— 115  — 

golarraente  per  la  bravura  e la  voce  insi- 
auaut)  della  Boldrini,  non  chè  per  1’  abilità 
e il  buon  metodo  di  canto  del  Ciaffei^  i 
quali  in  seguito  calcarono  le  scene  dei  Pri- 
marj  Teatri  d’  Italia  con  successi  assai  cla- 
morosi. 

9 Novembre  — Seconda  Opera  — Il 
Giuramento  — con  musica  del  Maestro  Mer- 
cadante. 

L'  esito  della  second’  Opera  fu  ancor  più 
brillante  della  prima,  mercè  il  concorso  del- 
l’altra prima  donna  Coa  ralto  Raffaella  Ve- 
nier,'  la  prodigiosa  maestria  della  musica,  e 
la  perfetta  esecuzione  non  solo  di  tutte  le  pri' 
me  parti,  ma  ancora  dell’orchestra  di  Corte. 

L’ abbonamento  era  per  24  Rappresen- 
tazioni. 

1840.  — 25  Aprile  — Si  recitò  una  Tra- 
gedia del  Conte  Paolo  A bbati  MarescotU 
intitolat.a  — Galeazzo  Sforza  _ — il  di  cui 
esito  fu  di  piena  soddisfazione  tanto  per  il 
valente  Autore  quanto  per  i Dilettanti  Mo- 
denesi che  r eseguirono. 

16  Giugno  — Accademia  data  dal  Con- 
certista di  Violoncello  Massimiliano  Rohrer 
di  nazione  tedesca. 

Viglietto  d’ ingresso  L.  italiane  2.  . 

Il  teatro  non  era  certamente  colmo  di 
spettatori;  ma  però  i non  pochi  intervenienti 

8 


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furono  sorpresi  dalla  maestrìa  ed  esattezza 
nel  superare  le  più  ardue  difScoltà,  che  ad- 
dimostrò quel  abile  suonatore.  Il  gusto,  tanto 
deir  eseguire  che  della  scielta  della  musica, 
apparteneva  ad  una  scuola  tutt’  altro  che 
italiana;  ma  però  il  pubblico  Modenese  seppe 
rendere  omaggio  al  merito  dell*  Artista,  fa- 
cendo astrazione  da  ulteriori  esigenze. 

Nell’  autunno  del  1840  doveva  ese- 
guirsi nel  Teatro  di  Corte  — Beatrice  di 
Tolosa  — Melodramma  di  Antonio  Peretti 
posto  in  musica  dal  Maestro  Angelo  Caie- 
lani.  e r impresario  Camuri  aveva  già  scrit- 
turati per  agire  in  questa  Opera  la  prima 
donna  Emilia  Boldrini,  il  tenore  Cesare 
Sangiorgi,  ed  il  basso  Paolo  Casali.  La  morte 
di  Maria  Beatrice  di  Savoja  d' Este  Duchessa 
di  Modena  avvenuta  al  Catajo  li  15  settem- 
bre 1840  ne  impedì  la  rappresentazione. 

Il  libretto  della  Beatrice  di  Tolosa  fù 
però  stampato  in  Modena  coi  tipi  Vincenzi 
e Rossi  nel  1841. 

1841.  — In  quest’  anno  il  Teatro  di  Corte 
restò  chiuso  perchè  ebbe  luogo  la  solenne 
apertura  del  Nuovo  Teatro  Comunale. 

1842.  — In  Autunno  — Prima  Opera  — 
La  Regina  di  (JolconJa  — con  musica  del 
celebro  Doni  setti. 

Impresa  di  Pietro  Rovaglia  di  Milauo- 


— 117  — 

Cantanti. 

Prima  donna  — Adel'xidt  Mancini. 

Basso  baritono  — Giuseppe  Rebussini. 

Basso  comico  — Angelo  Boccomini. 

Primo  tenore  — Enrico  Rossi  Guerra. 

Soconda  parte  — Luigi  Rigola. 

La  musica,  quantunque  non  una  delle  piti 
felici  di  Donizetti,  pure  ebbe  un  buon  esito, 
mediante  l’ esecuzione  dei  Principali  Artisti, 
i quali  contribuirono  a renderla  ben  accetta 
al  Pubblico. 

Le  scene  del  Crespolani  ottennero  non 
pochi  applausi. 

1842.  — Seconda  Opera  — La  P'anciulla 
di  Costei  Guelfo  — musica  e poesia  di  Tc' 
mUtocle  Solerà  scritta  appositamente  per 
questo  Teatro. 

Cantanti. 

Prima  donna  — Teresa  Rusmini. 

Primo  tenore  — Enrico  Rossi  Guerra. 

Baritono  — Giuseppe  Rebussini. 

Basso  — Luigi  Rigola. 

• Seconda  donna  — Teresa  Gnoli  Mode- 
nese. 

11  Sfilerà  è noto  nella  Repubblica  Lette, 
raria  per  lavori  poetici  distinti,  non  che  per 
altri  Melodrammi  lirici  posti  poi  in  musica 
valorosamente  dal  celebre  Verdi  e da  altri 


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U!8  — 

Mnestri:  ma  nella  parte  musicale  di  questa 
I >^)jra  non  mostrò  gran  maestria  quantunque 
parecchi  canti  spontanei  e graziosi  eccitas- 
sero gli  applausi  del  pubblico.  Taluni  rigidi 
osservatori  riscontrarono  in  quelle  melodie 
non  poche  reminiscenze  del  Verdi.  Ciò  nulla 
ostante  lo  spettacolo  ebbe  un  successo  sod- 
disfacente, ed  i Cantanti  tutti  gli  diedero 
coir  arte  loro  il  maggior  risalto  possibile, 
rendendolo  assai  gradito,  meno  però  il  Te- 
nore, la  di  cui  parte  non  sembrava  forse 
adattata  ai  suoi  mezzi  vocali. 

Anche  le  scene  del  Crespolani  non  man- 
carono'  al  solito  d’  incontrare  1’  universale 
approvazione. 

Malcontento  in  seguito  il  Solerà  del  Te- 
nore Rossi  Guerra  si  maneggiò  coll’  impresa 
per  sostituirlo  ; e infatti,  comparso  in  Mo- 
dena il  Tenore  Giuseppe  Zoboli,  fu  tosto 
scritturato  per  proseguire  il  corso  dell’  0- 
pera  già  in  iscéna,  ove  infatti  ottenne  i più 
fragorosi  applausi. 

Fu  data  in  seguito  1'  Opera  buffa  — Una 
avventura  di  Scaramuceia  — di'  Ricci,  ove 
si  produsse  per  prima  donna  la  moglie  di 
Boccomini.  Quest’Opera  essendo  accolta  fred- 
damente, fu  duopo  terminare  il  corso  coll’O- 
pera di  Solerà. 

1843  — Autunno.  — Opera  --  Don  Pa- 


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— H9  — 

squale  — “ cQQsioa  del  Maestro  DonizBtti. 

' Impresa  Rovaplm. 

Cantanti. 

Prima  Donna  — Oiovannina  Montu- 
chielli. 

Primo  Tenore  — Frartcesco  Guxnirato. 

Basso  — Gaetano  Nulli. 

Baffo  — Napoleone  Bossi. 

Seconda  Parte  — Stefano  Gallinari. 

' Seconda  Donna  — Bianchi  Maria. 

Questa  elegante  musica  del  celebre  Do- 
nizetti  ebbe  un  incontro  qual  dovevasi  aspet- 
tare, singolarmente  per  l’ effetto  che  pro- 
dusse il  magnifico  second’  atto.  La  prima 
donna  eccellente  comica  e buona  cantante 
fece  spiccare  con  bravura  tutti  i suoi  mezzi, 
n buffo  Rossi  si  mostrò  grande  artista,  e 
, riscosse  dal  pubblico  le  più  distinte  ova- 
zioni. Gli  altri  Cantanti  contribuirono  an- 
' eh’  essi  a ben  corredare  lo  spettacolo. 

Seconda  Opera  — La  Figlia  del  Reggi- 
ménto • — musica  di  Donizetti.  Quest’  opera 
brillante  ottenne  il  favore  del  pubblico,  che 
prodigò  le  sue  simpatie  alla  vivace  Monta- 
chielli,  la  quale  nella  sua  aria  colle  parole  ; 
Ciascun  la  dice  — Ciascun  la  sa,  rendeva 
entusiastici  tutti  i suoi  uditori. 

Anche  il  buffo  Rossi  ebbe  la  sua  parte 
d’  applausi. 


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— 120  — 

/ 

I -Coristi,  l'Orchestra  e le  Scene  corri- 
sposero all’  aspettativa  degli  accorrenti  al 
Teatro. 

1844  — 14  Marzo  — Tragedia  — Cla- 
rice Visconti  — del  Conte  Paolo  Ahhaii 
Marescotti. 

Personaggi  e Attori 

Francesco  Sforza  — Sig.  Magiera  doti. 
Pietro. 

Clarice  Visconti  — Bernardi  Cassiani 
March.  Teresa. 

Bonìvetto  — Abbati  Marescotti  Conte 
Paolo. 

Morone  — Galeotti  Dottor  Pietro. 

Comandante  le  Guardie  di  Sforza  — 
Canevazzi  Giovanni. 

A questa  Tragedia  in  quattr’atti  seguiva 
un  Dramma  in  due  atti  tradotto  dal  francese 
da  Giovanni  Ventura  intitolato  — Bruno 
Filatore. 

Personaggi  e Attori. 

Adele  Blainville  — Sig.  Boccolari  Pe» 
d retti  Teodolinda. 

Bruno  — Magiera  Dottor  Pietro. 

Conturier  — Ferrari  Gio  : Battista.  ^ 

Beauregard  — Saltini  Giovanni. 

Durand  — Saltini  Luigi. 

Notego  — Abbati  Conte  Paolo. 

Pietro  — N.  N. 


• 

— 121  — 

Tanto  la  Tragedia  che  il  Dramma  ese- 
guiti da  que’  valenti  dilettanti  riuscirono  di 
sommo  aggradimento  pc>i  numerosi  uditori 
invitati  con  viglietto  speciale. 

20  Marzo  — Si  replicò  quanto  venne  rap- 
presentato la  sera  delli  14  detto  con  sempre 
crescente  successo. 

1844.  — Autunno  — Prima  opera  buffa  ' 

I Falsi  Monetarvi  — ovvero  — Don  Eu' 
tichio  e Sinforosa  — musica  del  Maestro 
Lauro  Rossi.  (1) 

Cantanti. 

Prima  donna  — Giovannino  Montu- 
chielli. 

Altra  prima  — Elena  Zenoni. 

Primo  tenore  — Antonio  Antonelli. 

Primo  basso  — Ventura  Eduardo. 

Altro  basso  — Cesare  Ferri. 

Buffo  — Rivarola  Achille. 

Seconda  donna  — Cherubina  Pandolfi. 

Le  scene  erano  d’ invenzione  ed  esecu- 
zione di  Camillo  Crespolani. 

(1)  Lauro  Rossi  nacque  in  Macerata  nel  1811.  Fu 
allievo  di  Zingarellt  e di  Raimondi.  Il  suo  talento 
per  la  composizione  musicale  si  fece  valere  in  molti 
Spartiti,  fra  quali  La  Contessa  Villana.  Jl  Disertore 
Svizzero  le  due  accennate,  la  Leooadia,  Giovanna 
Shore,  n Domino  Nero  etc.  Ora  si,  ri  trova  a Milano 
Direttore  di  quel  Conservatorio  di  Musica.  (*) 

(*)  Fu  nominato  ad  occupare  quel  posto  nel  1850, 
ma  al  presente  (1873)  crediamo  che  il  valente  Mae- 
stro Lauro  Rossi  dirigga  il  Conservatorio  di  Napoli 

(N.  d.  C.  ) 


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— 1^2  — 

Abbonamento  per  N.  20  Rappresentazioni 
it.  L.  10. 

Prezzo  dei  Palchi  per  tutto  il  Corso. 


1.  e 2.  Ordine  it.  L.  40 

3.  idem  30 

4.  idem  . . 15 

Viglietto  d’ ingresso  75 

’ al  lubbione  25. 


Era  impresario  Pietro  Rovaglìa  di  Mi- 
lano. 

L’  Opera  incontrò  i favori  del  Pubblico 
il  quale  non  mancò  di  dimostrare  il  suo  ag 
gradimento  alla  perfetta  esecuzione  della 
prima  donna  e del  buffo,  non  che  della  Zenoni. 

1844.  — 23  Ottobre  — seconda  Opera 

— Jl  Borgomastro  di  Schiedam  — musica 
del  Maestro  Lauro  Rossi,  che  anche  in  ^yesto 
lavoro  mostrò  il  suo  brio  e la  sua  maestria 
nel  vestire  di  gaje  note  tal  poesia  giocosa. 
In  essa  al  solito  si  distinsero  i primi  can- 
tanti già  encomiati  nello  spartito  antece- 
dente. 

1845.  — 4 Ottobre  — prima  Opera  buffa 

— Linda  di  Chamounix  — del  C..lebre  Do, 
nigetti. 

Impresa  Rovaglia. 

, Cantanti. 

Prima  donna  — Casamorata  Giuseppina. 


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— 123  — 

Primo  tenore  — Mechsa  Demetrio.  * 

Primo  basso  — Pellegrini  Leone  Luigi'. 

Contralto  — Borghi  Vieiti  'Angiolina. 

Altro  basso  — Giocosa  Natale. 

Buffo  — Galli  Vincenzo. 

Seconda  donna  — Boschetti  Giuseppina. 

Abbonamento  per  20  Rappresentazioni. 

La  musica  brillantissima  non  poteva  cer- 
tamente mancare  di  effetto.  La  giovane  e- 
sordiente  Casamorata  allieva  della  celebre 
Bertinotti,  oltre  una  graziosa  voce  di  soprano, 
sapeva  unire  alla  precisione  del  canto  una 
espressione  non  comune  che  la  rese  assai 
gradita  a chi  1’  udiva.  Sarebbe  riescita  forse 
un’  eccellente  artista,  se  non  1’  avesse  invo- 
lata all’  arte  un  matrimonio  incontrato  in 
Modena  pochi  mesi  dopo  d’  aver  calcate 
queste  scene.  Il  buffo  Galli  vecchio  artista 
si  mostrò  superiore  alla  fama  e venne  lai^ 
gamente  festeggiato  dal  pubblico,  11  Tenore 
e il  primo  Basso  non  mancarono  di  farsi 
valere  contribuendo  in  buona  ps^te  a rendere 
gradito  quello  spettacolo. 

1845.  — Sabbato  11  Ottobre  — I Giova- 
netti Giuseppe  e Gavino  Gondy  Dray  suo- 
natori di  Violino,  essendo  di  passaggio  per 
Modena,  diedero  prova  di  loro  abilità  in  detta, 
sera  al  Teatro  di  Corte  col  prodursi  negli 
intermezzi  dell’  Opera, 


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— 124  — 

Lo  spettacolo  era  diviso  nel  modo  se- 
guente : 

1.  Atto  primo  dell’  Opera  — Linda  di 
Chamounix. 

2.  Tema  con  variazioni  sopra  un  motivo 
dell’  Opera  — Donna  Caritea  — eseguito  da 
Giuseppe  Gondy  Dray  d’  anni  9. 

3.  Fantasia  di  Beriot  eseguita  sul  violino 
dal  Gavino  Dray  d’  anni  14. 

) 4.  Secondo  atto  della  Linda  suddetta. 

5.  Fantasia  per  Violino  nell’  Opera  Son- 
nambula eseguita  da  Giuseppe  Dray. 

6.  Il  Carnevale  di  Venezia  del  celebre 
Paganini  col  canto  delle  streghe  eseguito 
dal  Gavino  Dray. 

7.  Terzo  atto  dell’  Opera  Linda  suddetta. 

La  prodigiosa  abilità  dimostrata  da  quei 

teneri  giovanetti,  in  particolar  modo  per  la 
giusta  intonazione,  e 1’  esattezza  nell’  eseguire 
procacciò  loro  infinite  dimostrazioni  di  stima 
dal  pubblico  colà  raccolto  ad  ammirarli. 

1845.  — 25  Ottobre  — seconda  Opera 
— Il  Turco  in  Italia  — Questa  vivace  mu- 
sica di  Rossini  fu  assai  bene  interpretata 
dalla  Casamorati^  dal  Pellegrini  e dal  Gallio 
i quali  assieme  agli  altri  tutti  fecero  gustare 
quel  brillanta  trattenimento  all’  affollato  udi- 
torio in  modo,  da  riceverne  indubitati  con- 
trassegni d’  aggradimento. 


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— 125  — 

31  Ottobre  — Accademia  dati  dal  pia- 
nista Bolognese  Oiovanui  Gajani  col  con* 
corso  della  prima  donna  Giuseppina  Casa- 
morata e Giovanni  Leone  Pellegrini  sovra 
nominati,  nonché  del  giovine  violinista  Vin- 
cenzo Sighicelli  che  per  la  prima  volta  si 
presentava  al  pubblico. 

11  Oajani  esegui  due  fantasie  1’  una  di 
Lisii  r altra  di  Thalberg^  ed  il  S^hicel  li  un 
concerto  di  Z)e-Berioi  ed  altro  pezzo  di  Artoti. 

Il  Pubblico  ebbe  occasione  di  ammirare 
in  quel  concertista  un’  abilità  non  comune,, 
non  disgiunta  da  ottimo  stile,  come  pure 
trovò  degno  di  alta  considerazione  il  giovane 
Sighicelli,  il  quale  in  quei  primi  saggi  di  sua 
bravura  nel  Violino  fece  conoscere  di  non 
essere  da  meno  del  padre  suo  in  quell’arte, 
che  lo  innalzò  in  seguito  a tanta  fama.  An- 
che i cantanti  dell’  Opera  contribuirono  al. 
buon  esito  dello  spettacolo. 

1845.  — 28  Novembre  — Accademia  vo- 
cale e istrumentale  data  dalla  celebre  Can- 
tante Amalia  Schiitz  Oldosi  Virtuosa  di  Ca- 
mera di  S.  M.  I.  R.  Apostolica,  e di  S.  M. 
r Arciduchessa  Duchessa  di  Parma. 

L’  esimia  Artista  già  nota  per  la  sua  a- 
bilità  non  mancò  anche  in  questa  circostanza 
di  venire  accolta  con  segni  d’  entusiasmo  e 
clamorosamente  applaudita  in  tutti  i pezzi  da 
lei  eseguiti. 


— 136  — 

Presero  parte  all’  Accademia  ancbe  i sotto 
itominati -artisti. 

L’esordiente  Carolina  Crespolani  (l)  dO“ 
tata  di  buona  disposizióne  per  la  musica,  di 
leggiadro  aspetto  e -di  voce  omogenea  ot- 
tenne dai  s«»oi  concittadini  non  dubbie  prove 
d’aggradimento. 

•i  II  giovano  Giovanni  Giàeciardi  Reggiano 
fornito  di  una  voce  potente  di  Baritono  si* 
seppe  far  distingnere  nell’  aria  da  lai  can> 
tata. 

.Vincenzo  SighicelH  f-'ce  conoscere  i prò 
grassi  da  lui  fatti  nell’  arte  sua  col  supera- 
re le  piìi 'ardue  dùQlcoltà,  eseguendo  col  vio- 
lino  alcune  variazioni  di  Beriot,  ed  un  tema 
burlesco  di  Vieusctemps  con  una  bravura  non 
comnne. 

L’ incasso  totale  fatto  in  tal  sera  ,col  vi* 
giietto  d’ ingresso  a L.  1 e pel  loggione  cen- 
tesimi 40,  ascese  £dla  somma  di  Italimie 

L.  560  26 

Più  il  regalo  della  Corte.  • 191  90 
in  tutto  It.  L 742  16 

(1)  Questa  GioTinetta  iutrapreae  la  teatrale  car> 
riera  con  qualche  fortuna,  e sebbene  non  fosse  una 
artista  di  prìm'  ordine,  pure  ottenne  sempre  buoni 
successi  uei  Teatri  ove  si  produsse,  con  molto  solila* 
To  della  sua  famiglia.  Una  fatale  malattia  la  rapi  al- 
l'arte, e a suoi  cari  nella  fresca  età  di  anni  35  com- 
piti, il  giorno  '30  aprila  1S6S  io  Modena. 


— m — 

1847  — In  Marzo  — Il  Professoipe  di 'Fi- 
sica ricreativa,  e di  giuochi  di  destrezza 
Carlo  Andreoletli’  di  Torino  diede  tre  rap- 
presentazioni al  Teatro  di  Certe  coi-  suoi  o- 
sperimenti,  T ultima  delle  quali  venne  data 
la- sera  dellì  11  detto  mese.  , 

Sebbene  1’  Andreoletti  non  ofFrisse’al  pub- 
blico, dopo  quanto  fu  veduto  d.i  i?osco,  alcuna 
novità  pure  non  mancò  di  trovare  ammira- 
tori e di  venire  appliudito,  segnatamente 
per  la  f.cilità  e natur.ilezza,  colle  quali  a 
vedevano  eseguiti  tali  fisici  esperimenti. 

Sul  finire  di  Dicembre  una  Compagnia 
Drammatica  di  Dilettanti  Modenesi,  che  dap- 
prima aveva  eretto  un  Teatrino  in  una  casa 
- privata  di  Modena,  (2)  vedendosi  bene  accol- 
ta. stimò  opportuno  di  chiedere  il  Teatro  di 
Corte  per  produrre  diverse  Commedie  a be- 
nefizio dei  Poveri  della  Città.  Tale  -divisa- 
mente, accettato  con  soddisfazione  e favori- 
to dalla  Corte,  diede  occasione  all’  aprimento 
del*  suo  Teatro  per  sì  generoso  scopo. 

Era  Direttore  di  quella  Filodrammatica 
Società  il  Tenente  dei  R.  Pionnieri'  Gànvan 
Battista  Ferrari  fratello  al  Professore  dello 
stesso  cogome,  il  quale  coi  suoi  lavori  dram- 

(2)  Nella  Casa  Orlandi  antico  palazzo  della  estin- 
ta Famiglia  Foschieri.  K\  suo  nascere  (marzo  1846)  la 

Compagnia  non  numerava  che  sette  soci, 

(N.  D;  C.') 


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— 128  — 

matici  si  è ora  reso  Celebre  nel  mondo  tea- 
trale. La  Compagnia  era  assai  bene  assor- 
tita, e il  pubblico  accorreva  assai  volentieri 
ad  udirla,  perchè  ammirava  negli  individui 
di  essa  attori,  che  nulla  avevano  da  invi- 
diare agli  artisti  più  distinti.  Quelli  poi  che 
in  modo  singolare  ottenevano  i maggiori 
suffragi  dal  pubblico  erano  il  Ferrari  sud- 
detto eccellente  nelle  parti  brillanti,  Enrù 
Ghetta  Cavarti  Orlandi  per  prima  donna,  e 
il  Tenca  per  qualunque  parte  di  carattere. 

L*  Orchestra  stessa  eccitata  dal  Direttore 
Sighicelli  prestò  1’  opera  sua  gratis  per 
concorrere  anch’  essa  a simile  nobil  fine. 

Qui  il  Maestro  Qandini  termina  di 
parlare  intorno  a questa  benemerita  Società, 
e solo  unisce  al  suo  manoscritto  alcuni 
stampati  relativi  alla  medesima.  Colla  scorta 
di  questi,  del  Foglio  di  Modena  di  quel 
tempo,  e di  qualche  altro  documento  che  ci 
ha  somministrato  la  gentilezza  del  sollodato 
fondatore  dell'  Istituzione  Filodrammatica- 
Armonica  Modenese,  oggidì  Cavalier  Colon- 
nello Qjo.  Battista  Ferrari,  possiamo  'dare 
più  ampie  notizie  in  proposito. 

La  carità  fra  alti  pensamenti  lodevoUs- 
simi  ed  opere  efficaci  in  sollievo  dei  poveri 
fece  sorgere  nell’  inverno  penurioso  1846- 
1847  anche  la  menzionata  Istituzione  la  quale 


'•  Digitizod  l -fi , k; 


— 129  — 

volle  sostenere  tutte  le  spese  inerenti  alle 
drammatiche  rappresentazioni  di  vario  ge 
nere  che  si  proponeva  di  dare,  destinando 
poi!’ intero  provento  «a  benefizio  delle  fa- 
miglie bisognose.  La  beneficenza  era  poi 
messa  in  atto,  sotto  la  chiesta  sorveglianza 
del  Governo,  con  sistema  veramente  ammi- 
rabile per  la  sua  equità  e delicatezza.  Il 
Duca  approvò  il  relativo  progetto  presenta- 
togli, ed  accordò  alla  Società  chiedente  l’uso 
del  R.  Teatro  di  Corte  con  decreto  datata 
li  14  decembre  1846  : ed  il  Ministro  di  Buon 
Governo,  che  con  lettera  del  21,  detto  mese, 
dava  comunicazione  al  Ferrari  della  Sovrana 
approvazione,  applaudiva  al  filantropico  di- 
visamento  augurandogli  felice  successo. 

Il  Ferrari  quale  rappresentante  1’  Istitu- 
zione in  discorso  pubblicò  sul  terminare  del 
decembre  1846  alcuni  cenni  intorno  alla 
medesima,  i capitoli  che  fissavano  la  tassa 
d’ingresso,  (Centesimi  25)  e le  regole  da 
osservarsi  per  la  vendita  dei  palchi  ceduti 
dalla  Corte  (1)  e per  la  distribuzione  del 
ricavato  ai  poveri,  ed  altre  particolarità. 

(1)  Il  Duca  col  mezzo  del  suo  Mag^giordomo  mag- 
giore consegnò  al  rappresentante  della  Società  le 
chiavi  di  tutti  i palchi,  meno  di  quello  ad  uso  della 
Corte  pel  quale  intervenendo  alia  rappresentazione 
colla  famiglia,  e spesso  con  illustri  ospiti,  soleva 
far  versare  nella  cassa  della  Società  tre  napoleoni 
d’  oro. 


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— 130  — 

Ecco  r Elenco  dei  componenti  Y istitu- 
zione filodrammatica-armonica,  a totale  be- 
nefizio dei  poveri  di  Modena. 

Rappresentanti 

Ferrari'  Tenente  Gio.  Battista. 

Minghelli  Dott.  Luigi. 

Merighi  Jng.  Dott.^  Guido.  , 

Pierotti  Tenente  Ing.  Dott.  Ermete. 
Camndini  Marchese  Tenente  Federico. 

Componenti  ordinari 

Araldi  Ing.  Dott.  Antonio. 

Araldi  Michele. 

Broglia  Luigi. 

Canevazzi  Francesco. 

Carandini  Marchese  Tenente  Federico. 
Carpi  Tito.  > 

Conti  Adriano. 

Degiacomi  Dott.  Giacomo. 

Ferrari  Tenente  Gio:  Battista. 

Frignoni  Tommaso. 

Lucini  Sante. 

Maestri  Adeodato, 

Merighi  Ing,  Dott.  Guido. 

Minghelli  Dott.  Luigi. 

Montagnani  Luigi. 

Nardini  Adolfo. 

Nasi  Contardo. 


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— 131  — 

Obici  Cesare.  , 

Pelliciari  Perito  Giuseppe.  ■ ■ 

Pierotii  Tenente  Ing.  Doti.  Ermete. 

Plessi  Alessandro. 

Terni  Doti.  Luigi. 

Verona  fiinati  Ferdinando. 

Vincenzi  Engenio. 

Vincenzi  Luigi. 

Componenti  onorari. 

i^avani- Orlandi  Enrichetta. 

Ghedini  Maria. 

Monti  Erminia. 

Piccinini  Natalia. 

Plessi  Teresa. 

Gandini  M.  Alessandro  Guardia  Nobile 
di  S.  A.  R. 

Sighicelli  Antonio.  \ 

Sighicelli  Vincenzo.  ■ Professori  di  Musica 
Kohler  Giuseppe.  * * 

Candrini  Teohgldo. 

Crespolani  Prof.  Camillo  Scenografo. 
Manzini  Giuseppe  Macchinista. 

Verremo  qui  appresso  notando  le  dram. 
matiebe  rappresentazioni  che  furono  date  da 
^quella  eletta  Società. 

1847.  — 5 Gennaio  — Il  giovine  marito 
— commedia  in  tre  atti  di  Mazères.  Hi  bu- 

9 


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— 132  — 

giarda  veridico  commedia  in  un  atto  di 
Scribe. 

Sul  principiare  dello  spettacolo  e negli 
intervalli  da  un  atto  all’  altro  furono  es3guito 
sinfonie  a piena  orchestra,  ed  il  signor  Fer- 
dinando Bollo  suonò  col  violino  un  Souvenir 
di  Bellini  composizione  d’  Artol. 

A questa  prima  rappresentazione  con- 
corse numeroso  e scelto  uditorio,  che  con 
fragorosi  o generali  applausi  diede  non  dub- 
bia prova  deir  aggradimento  con  cui  furono 
accolte  J.e  fatiche  dei  valenti  attori.  Così 
r Indicatore  Economico,  il  quale  finisce  il 
relativo  articolo  del  suo  N.  38  colle  parole 
seguenti  : • Quanto  al  benemerito  promotore 

• di  si  nobile  istituzione,  non  ci  rimane  che 
. a rallegrarci  con  lui,  che  ad  ottenere  il 

• virtuoso  suo  intento  seppe  così  eflBcaco- 

• mente  volgere  il  diletto  in  beneficenza.  • 

L’ introito  fu  di  italiane  L.  671, 05, 

1847.  — 7 Febbraio  — Don  Desiderio 
disperato  per  eccesso  di  buon  cuore.  — • Com- 
media in  tre  atti  di  Giraud.  I due  precettori 
commedia  in  un  atto  di  Scribe.  La  banda 
. Estense  rallegrò  il  trattenimento  con  una 
sinfonia,  due  pezzi  d’ opera  concertati  ed 
un  walzer. 

L’incasso  fu  di  italiane 'L.  731,45. 

Come  alla  prima  cosi  alla  seconda  rap- 


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— 133  — 

presentazione  intervenne  la  R.  Famiglia  d’ 
Austria  d’  Este,  e colla  medesima  1’  Arcidu- 
chessa Maria  Beatrice  unitasi  il  giorno  a- 
vanti  (6'Febbraio)  in  matrimonio  con  Don 
Giovanni  Carlo  di  Borbone  e Br aganza,  pa- 
dre di  Don  Carlo  attuale  pretendente  al 
trono  di  Spagna.  Il  poeta  di  corte  Antonio 
Peretli  in  tal  circostanza,  a festeggiare  la 
novella  sposa, dettò  alcune  bellissima  ottave, 
che  cominciano  coi  seguenti  versi: 

Queste  che  all’  ombra  del  regai  favore 
Non  venali  s’  aprir  notturne  scene 
1847  — 17  marzo,  — Nel  terzo  privato 
trattenimento  drammatico-armonico  furono 
recitati  il  dramma  in  tre  atti  di  Arnanld  e 
Fournier  intitolato  — Un  segreto  — e la 
commedia  in  un  atto  di  Sen'òe  e Melesville 
— La  Ragazza  da  maritare. 

L’  orchestra  eseguì  quattro  Sinfonie  una 
delle  quali  del  Maestro  Modenese  Mommi. 

Il  Foglio  di  Modena  Numero  598  del 
24  marzo  ci  accerta  che  ànche  questa  volta 
tutti  gli  attori  riportarono  la  generale  ap- 
provazione. 

L’ utile  risultò  di  It.  L.  742,42. 

4 Aprile  — ’ Commedia  in  due  atti  di 
Desnoger  — Celestino  — ossìa  — Prendendo 
moglie  si  fa  giudizio. 

Altra  commedia  in  un  atto  di  Scribe  — 
L'Equivoco  dei  due  mariti. 


— 134  — 

Questa  rappresentazione  fu  data  a totale 
benefizio  della  Cassa  di  sovvenzione  dei 
Professori  di  Musica.  Negl’intervalli  il  qa- 
detto  sergente  Cuppini,  ed  il  prof.  Giuseppe 
Kóhler  eseguirono  rispettivamente  un’  aria 
dell’  Emani  colla  tromba,  ed  una  fantasia  su 
motivi  della  Linda  di  Chamounico  composta 
da  Briccialdi  per  flauto. 

L’ incasso  netto  fu  di  It.  L,  611,96, 

17  Aprile.  — Replica  della  Commedia  — 
Celestino. 

Scherzo  comico  'in  un  atto  di  Luigi  Ca- 
moletti  Piemontese  — I Dilettanti  Filodram- 
matici alla  prova  di  un  Dramma. 

Oltre  le  solite  sinfonie  suonate  a piena 
orchestra,  dal  Rótter  fu  eseguita  una  fanta- 
sia per  corno  inglese. 

Il  ricavato  a prò  dei  poveri  fu  di  Ital. 
L.  604,40. 

1847  — 26  novembre  — Nella  sesta  rap- 
presentazione furono  recitata  due  commedie 
— La  separazione  — di  Scribe.  — Troppo 
Felice  — di  Ancelot  e Levurt, 

Fra  gl’  intervalli  degli  atti  suonò  1’  or- 
chestra di  Corte. 

Questa  recita  fruttò  Lire  10T,B!7. 

13  dicembre  — Nel  settimo  privato  trat- 
tenimento drammatico-armonico  i bravi  di- 
lettanti modenesi  rappresentarono  pure  due 


^ m — 

commpdiie  — Teresa  ossia  La  madre  di  fa- 
miglia a 18  anni  — di  Dennery  e Lemoin,  i^. 
IH  chi  é la  colpa  — di  Scribe  e Melesville.  In 
detta  sera  si  ottenne  un  incasso  di  L.  575,45. 

1848  — 28  gennaio.  — Fu  questa  1’  ot- 
tava ed  ultima  sera  in  cui  la  compagnia 
Dramitìatico-Armonica  diretta  dal  Ferrari  agì 
nel  Teatro  di  Corte  ; chè  le  altr3  tre  rap- 
presentazioni, in  cui  dessa  si  produsse,  eb- 
bero luogo  nel  Teatro  Comunale,  come  a 
suo  liuogo  racconta  il  Maestro  Gandìni.  La 
sera  ‘del  28  gennaio  adunque  furono  eseguite  - 
due  commedie  in  due  atti  : la  prima  — Lo 
studente  e la  gran  dama  — di  Scribe,  l’al- 
tra — L' Ingenua  di  Parigi  — dì  Theaulon 
e Lefévre. 

Il  prodotto  deir  ottava  rappresentazione 
mi  è ignoto  come  pure  quello  di  due  delle 
tre  recite  date  al  Teatro  Comunale  ; ma  giu- 
dicando dalla  media  dell’  incasso  fatto  nelle 
prime  sette  recito  che  fu  di  L.  4644.  60  ed 
avuto  riguardo  alla  maggior  ampiezza  del 
Teatro  in  cui  ebbero  luogo  le  tre  ultime,  si 
può  andar  poco  lungi  dal  vero  portando  a 
L:  8000  la  somma  delle  beneficenze  procurate 
ai  poveri  della  città  ed  alla  cassa  di  sovven- 
zione dei  professori  di  musica  dalle  fatiche 
di  quell’  eletto  stuolo  di  giovani  che  si  costi- 
tuirono in  Società  Filodrammatica  - Armo- 
nica. 


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— 136  — 

Le  lodi  dal  Maestro  Q(and\ni  elargite  in 
generale  a quei  bravi  dilettanti,  ed  in  par- 
ticolare al  Ferrari,  aU’  Enrichetta  Cavami 
Orlandi,  ed  a Carlo  Tenca,  .lodi  confermate 
da  noi  sulla  testimonianza  dei  giornali  di 
allora  ed  anche  per  le  nostre  reminiscenze, 
ci  dispensano  da  ulteriori  parole.  Faremo 
soltanto  ricordo  della  Teresa  Bernieri  alla 
quale  r istruzione  avuta  dall’  intelligente  di- 
rettore della  privata  Società  Modenese,  t'. 
r esercizio  in  private  rappresentazioni  fu 
scala  a salire  in  bella  fama  nella  carriera 
drammatica  sui  pubblici  Teatri. 

Dopo  le  ricordate  rappresentazioni  il 
Teatro  di  Corte  rimase  chiuso,  e nel  1862 
trasformossi  nel  Teatro  Aliprandi,  di  cui  a- 
vremo  fra  non  molto  a trattare  in  questa 
Cronistoria. 


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— 137  — 


Capo  VII. 

TEATRO  DI  S.  ROCCO 


La  Chiesa  di  San  Rocco  edificata  ver- 
so il  1534  per  uso  della  Confraternita  di^ 
quel  Santo,  nel  luogo  ove  tuttora  si  ritrova, 
venne  soppressa  il  giorno  16  settembre  1785, 
e ceduta  in  proprietà  all’  Opera  Pia  de'  Po- 
veri-di  Modena.  Servì  sino  al  1791  come 
deposito  per  vendita  di  combustibili,  poscia 
fu 'ceduta  in  livello  ad  una  Società  di  Dilet- 
tanti Filodrammatici^  i quali  la  convertirono 
in  un  Teatro,  che  prese  il  nome  di  S.  Rocco 
come  reminiscenza  della  distrutta  Chiesa.. 
Era  capo  di  quella  Società  certo  Giovanni 
Prodieri  Mantovano,  Chirurgo  primario  del- 
r Ospitale  militare  di  Modena,  che  diresse 
con  grande  alacrità  i l ivori  di  quel  Teatro, 
sostenendo  anche  d^l  proprio  una  parte 
delle  spese.  Compiuti  i lavori  suddetti  poco 
dopo  la  metà  del  1791  la  compagnia  che 
doveva  dare  drammatiche  rappresentazioni 
in  quel  nuovo  Teatro  era  già  formata,  per- 
chè, tempo  prima,  mediante  le  cure  del  Pro- 
dieri aveva  date  prove  di  se  con  ottimo 
successo  in  una  casa  privata  sita  nel  Corsa 


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— 138  — 

Case  nuove  (1).  Facevano  parte  di  quella 
società  di  dilettanti  il  Conte  Nestore  Can- 
tuti  eccellente  padre  nobile  e Tiranno,  era 
prima  attrice  certa  Vittoria  Reggiani  in 
Ferrari  detta  La  Dea  del  Panaro  per  la 
sua  bellezza,  primo  attore  .<4w/owio  Giusti, 
che  in  seguito  ai  associò  ad  una  Comica 
Compagnia  di  professione,  caratteri.^  Fran- 
cesco Ferrari  Pittore;  fra  i generici  anno- 
veravansi  i fratelli  Rovatti,  la  sorella  del 
Giusti  e il  Notare  Giovanni  Pagani.  Parec- 
chi di  questi  distinti  dilettanti  si  produssero, 
come  si  é veduto,  anche  nei  Teatro-  Namo- 
naie. 

L’ apertura  del  Teatro  di  S.  Rocco  segui 
la  sera  dell!  16  settembre  1791  partecipata 
col  seguente  avviso  a stampa: 

• Modena  7 Settembre  1791. 

< 11  giorno  16  del  corrente  si  aprirà  il 

• nuovo  piccolo  Teatro  de’  Signori  dilettanti 

• di  qu3sta  Città.  Si  avverte  perciò  il  Pub-^ 

• blico  che  questo  non  è Teatro  venale,  ma 

• una  Società  di  Nobiltà  e Cittadinanza, 

• dalla  quale  saranno  distribuiti  YigUetti  il 
< giorno  avanti  ciascuna  Recita,  senza  dei 

(1)  Qtt«sta  Compagnia  aveva  recitato  oon  applauao. 
in  detto  luogo  nel  mese  di  Maggio  1791  la  Tragedia 
intitolata  Zenobia,  come  pure  si  era  prodotta  in  di- 
verse Commedie  con  esito  feiicissimo. 


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— m — 

• qaali'  non  sarà  permesso  a eiiicchessia 

• r ingresso.  • 

1792.  — Nella  Cronaca  manoscritta  di 
Borioni  presso  il  Marchese  Campori  trovasi 
qnanto  segue  in  proposito  del  Teatro  dei  • 
dilettanti,  ossia  di  S.  Rocco: 

• Andando  male  gli  affari  della  Compa* 

• gnia  dilettanti,  il  Chirurgo  militare  Pre- 

• dieri^  che  faceva  le  parti  d*  Impresario, 

• per  questo,  per  operazioni  chirurgiche  mal 

• riescite,  e p:r  altri  dispiaceri  si  avvelena, 

• e muore  li  22  Gennaio.  Però  disse  che 

• si  era  avvel  nato  p.?r  isbaglio,  credendo 

• 'prendere  una  medicina. 

• In  Quaresima  si  recita  il  Dramma 

• I tre  Orfeì  — 

• Marzo  — Guglielmo  Dusperg  Inglese  . 

• dà  un’  accademia  di  poesia  estemporanea 

• nel  Teatro  dei  Dilettanti. 

• 24  Marzo  — Nel  medesimo  si  recita 

• — Il  Policleto  — Trag  edia  del  Forciroli. 

• 28  idem  — nel  medesimo  — Accade- 
« mia  di  poesia  estemporanea  di  Lodovico 

• Lustrici. 

*■  14  Aprile  — Accademia  di  Violino  del 

• Mantovano  Professore  Strinasaechi  bravo, 

• ma  inferiore  al  SighioelH  (1)  e ad  tìitri 
« nostri.  » 

(1)  Il  Cronista  intendeva  il  nostro  primo  violino 
d*  allora  Signor  Giuseppe  Sighicelli. 


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. — 140  — 

4 Agosto  — Sortì  un’  Ordine  Sovrano,  che, 
permetteva  ai  Proprietarii  del  Teatro  di 
S.  Rocco  di  poterlo  aprire  per  pubbliche 
rappresentazioni,  previo  il  permesso  del  Vice- 
sopraintendente  agli  spettacoli,  ben  inteso 
che  restasse  chiuso  quando  venisse  aperto 
il  Teatro  Rangoni  per  Opere  Commedie  od 
altro. 

1792  — 20  Agosto  — Opera  buffa. 

1793.  — 20  Febbraio  — Oratorio  Sacro 
— Debora  e Sisara  — poesia  di  Carlo  Ser-, 
nicola  poeta  arcade,  con  musica  del  celebre 
Maestro  Pietro  Guglielmi.  Quest’ Opera  venne 
eseguita  da  una  compagnia  di  giovanetti, 
cantanti  napoletani  diretti  dal  bravo  mae- 
stro Gio.  Battista  Pennè,  che  ottennero  uno. 
splendidissimo  successo.  L’  Orchestra  diretta 
dall’  esimio  Sighicelli.,  e 1*  decorazioni  rela- 
tive contribuirono  a rendere  vie  maggior- 
mente gradito  agli  uditori  un  tale  spettacolo. 

In  quest’  anno  il  Marchese  Gherardo  Rati' 
goni  chiese  al  Duca  con  una.  supplica,  che 
fossero  osservati  i privilegi  del  suo  Teatro 
dai  Dilettanti,  i quali  avevano  aperto  il  loro 
Teatro  di  S.‘ Rocco  con  una  Compagnia  di 
Saltatori.  A togliere  le  questioni,,  un  De- 
creto Sovrano  ordinava  al  Marchese  Rangoni 
di  avvisare  ( ad  ogni  spettacolo  che  si  do- 
vesse dare  nel  suo  Teatro  ) il  soprainten- 


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— 141  — 

dente  Pietro  Luigi  Sanseverino,  onde  rego- 
lasse la  cosa  in  modo  che  per  massima  go- 
vernativa rimanesse  aperto  in  Città  un  sol 
Teatro  per  volta.  Nel  citato  decreto  avver- 
ti vasi,  che  lo  spettacolo  in  discorso  non  es- 
sendo nè  di  Commedie  nè  di  Opera  ciò  non 
impediva  di  lasciarlo  correre,  trattandosi  di 
un  semplice  trattenimento  di  Saltatori  da 
Corda. 

In  appresso  sorse  un’  altra  Società  che 
diede  alcune  rappresentazioni  nel  suddetto 
Teatro:  a capo  di  essa  era  certo  Domenico 
Monzani.  coadjuvato  da  Vincenzo  Martinelli 
e da  altri  giovani,  fra  quali  taluni  che  face- 
vano le  parti  di  donna;  ma  siccome  il  ifo>t- 
zani  venne  chiamato  ad  un  impiego  fuori  di 
Modena,  e il  Martinelli  aggregato  alla  Scuola 
del  Genio,  cosi  fìi  duopo  che  altri  concor- 
ressero a riera;  ire  il  vuoto,  e così  la  Dire- 
zione della  Società  venne  assunta  dall’  Ad- 
dobbatore Pagliani  di  Modena,  che  raccolse 
altri  giovani  dilettanti  Modenesi  a comple- 
tare la  detta  Compagnia.  Si  distinguevano 
in  modo  particolare  in  tale  aringo  il  Dottor 
Cesare  Sighicelli^  Luigi  Dinelli  poscia  dive- 
nuto Direttore  della  Tipogr.^fia  Soliani^  Luigi 
Sasseti  in  seguito  innalzato  al  grado  di  Te- 
nente Maresciallo  Austriaco,  il  quale  faceva 
le  parti  da  donna,  e due  fratelli  Sorft  che 


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— m — 

rappres«fit;ftVano  1’  uno  la  parte  di  car^lc- 
rrsla  e l’altro  di  brillante.  Fra  gl’ intermezzi 
delle  Gomraedie  veniva  talvolta  eseguito  un 
qualcbo  baUabMe  ove  distingue  vasi  anche  in 
esso  il  Sossen*  ed  un  Sorei. 

' Coronate  da  ottimi  successi,  le  vicende 
della  Compagnia  correvano  una  strada  sod- 
disfacente, quando  ad  incagliarla  sorsero 
circostanze  imprevvedute,  che  da  prima  To- 
eero  vaciHar,^,  ed  in  seguito  crollare  del 
tutto  la  Società.  L’  ultima  spinta  le  venne 
data  fatalmente  dal  Pagliani  stesso  suo  capo, 
il  quale,  mosso  da  avidità  di  guadagno,  ve- 
dendo bene  accolte  le  fatiche  de’  suoi  attori 
stimò  opportuno  di  trarne  un  profitto  col 
porre  a prezzo  il  viglietto  d’ ingresso.  Tale 
determinazione  divenne  per  quella  SocietA 
il  colpo  di  spada  vibrato  sul  nodo  Gordiano. 

Rimase  per  qualche  tempo  il  Teatro  ino- 
peroso, riaprendosi  poscia  in  seguito  alla 
fusione  fatta  da  alcuni  individui  dell’  ultima 
Società  con  altri  della  prima,  onde  formar- 
ne una  nnova,  la  cui  Direzione  venne  assunta 
dal  Tipografo  Gemi«ia>*o  Vincenzi.  Il  distinto 
attore  Qtiusti,  non  potendo  per  1’  età  disim- 
pegnarsi nel  recitare,  accettò  l’incarico  di 
Istruttore,  e dietro  i suoi  suggerimenti  la 
nuova  Compagni.a  ottenne  i più  luminosi 
suffragi.  Sosteneva  le  parti  di  primo  attore 


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— 143  — 

un  giovanetto  figlio  dell’Arte  chiamato  Gio- 
iia>me  Pisenti,  che  fu  accolto  la  Società  per 
sentimento  caritatevole,  e che  in'  seguite 
briìlò  vantaggiosamente  nelle  Compagnie  Co- 
miche ove  si  ascrisse,  come  abbi:uno  vedute 
al  Vecchio  Teatro  Comunale. 

Un  altro  buon  dilettante  era  l’ impiegato 
governativo  Giuseppe  Messori  ; e cosi*  di-  b^ 
ne  in  meglio  progredendo  questa  Istituzione 
potè  dare  felicemente  brilbnti  rappresenta- 
zioni a benefizio  dei  poveri,  e prodursi  an- 
che, al  Teatro  Regio,  come  abbiamo  già  ve- 
duto con  applauso  universale. 

1801  — 1 Marzo  — Accademia  di  Poesia 
Estemporanea  data  dalla  Teresa,  Bandettini 
Landucci  Lucchese  fra  gli  Arcadi  Amaril\i 
Ktrusca. 

1 Temi  che  furono  dati  a questa  celebre 
improvvisatrice  furono  i seguenti  : 

Il  Vanto  dell’  Imprudenza. 

Gli  evviva  per  la  pace. 

Ero  e Leandro.  . 

La  Morte  di  Socrate.  ... 

L’  Ester. 

, Paragone  fra.  Annibaie  e Bonaparte. 

Elogio  a Saffo. 

Il  Ballo  e la  Maschera.  . 

i 

Epilogo  dei  Temi  improvvisati.. 


— 144  ~ 

B inutile  il  dire  che  in  tutti  i Temi  quella 
celebre  Poetessa  si  mostrò  sublime  e meri- 
tevole dei  piti  alti  encomii. 

1803  — 21  Settembre  — Corso  di  rap- 
presentazioni drammatiche  con  balli  eseguite 
dalle  Marionette. 

1804  — Domenica  29  Gennaio  — Una 
Società  di  Giovani  Modenesi  dilettanti  diede 
un  corso  di  rappresentazioni  Comiche,  le 
quali  venivano  date  per  l’ordinario  nei  giorni 
festivi, 

1808  — 4 Gennaio  — Una  Società  di 
Dilettanti  Modenesi  diede  un  corso  di  12  ' 
rappresentazioni  drammatiche,  le  quali  ave- 
vano effetto  nelle  sere  che  taceva  il  Teatro 
in  via  Emilia. 

1814.  — 2 Dicembre  — Si  aprì  il  Teatro 
colla  rappresentazione  di  Figure  Meccani- 
• che  musicali,  e di  vari  Giuochi  Magici  dati 
da  certo  Sachatzeck  di  Vienna. 

Le  lacune  che  si  trovano  nella  parte  cro- 
nologica relativa  a questo  Teatro  sono  da 
attribuirsi  a’.la  vera  mancanza  di  spettacoli 
perchè  le  Compagnie  di  dilettanti  che  spesso 
scioglievansi,  succedendosi  in  seguito  dopo 
un  lasso  dì  tempo,  lasciavano  chiuso  il  Tea- 
tro negli  intervalli  di  loro  vitalità  Sociale  ; 
ed  il  Teatro  in  discorso,  se  non  veniva  ri- 
chiesto da  qualche  girovago  speculatore, 
rimaneva  di  sua  natura  affatto  dimenticato. 


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— 145  — 

1816.  — Nel  Protocollo  generale  di  Co- 
munità sotto  il  N,  2293  di  quest’  anno  tro. 
vasi  il  seguente  partito  : 

• Vista  la  pubblica  Cedola  affissa  per 

• ordine  di  S.  E.  il  Ministro  di  Pubblica 

• Economia  per  la  vendita  mediante  1’  In* 

• canto  del  Teatro  di  S.  Rocco  la  Comunità 

• fece  presente  al  Ministro  che  sarebbe  stato 

• bene  abolirlo, ‘giacché  l’estremità  del  sce- 
. nario  era  a vicino  contatto  colle  travi  e 

• le  tempie  del  tetto  soprastante,  e percib 

• in  pericolo  d’  incendio,  se  non  veniva 

• provvisto  in  proposito.  • 

1817.  — L’  impresario  Luigi  Antonini 
che  assunse  1’  impegno  di  dare  spettacoli 
d’opera  al  Teatro  Comunale,  avendo  per 
mancanza  di  mezzi  ceduta  l’impresa  a Fran- 
cesco Pagìiani  di  Modena,  questi  accetta 

' pure  r affitto  del  Teatro  di  S.  Rocco,  per 
valersene  all’  opportunità.  Siccome  poi  i ri- 
stauri  del  Teatro  Comunale  non  permisero 
' al  Corpo  di  Ballo  di  poter  fare  le  prove  per 
lo  spettacolo,  che  doveva  aver  luogo  nell’e- 
■ state  di  quell’  anno,  così  l’ impresario  ordinò 
ai  ballerini  di  andare  al  Teatro  di  S.  Rocco 
onde  ivi  prepararsi  per  la  produzione  del 
ballo  — La  Caduta  di  Nanzur  — che  fu 
poi  rappresentato  la  sera  del’.i  23  Giugno^ 
come  si  è veduto  nella  Prima  Parte  di  que- 
ste Memorie. 


— 146  — 

1820.  — In  quest’  aniw  venne  istituita 
una  nuova  Società  composta  di  più  di  100 
membri  sotto  la  Presidenza  del  N.  Ui  Conte 
Luigi  Munarini. 

Non  avendo  avuto  effetto  l’ incanto  del 
.Teatro  fatto  nel  1816  dalla  Comunità,  fu 
poscia  ceduto  a livello  d<il  Ministero  deirin- 
terno  a questa  nuova  Società  per  valersene 
ad  uso  di  rappresentazioni  Comiche.  Il  detto 
locale  lasciato  per  lo  addietro  in  abbandono 
era  ridotto  quasi  in  totale  ruina;  per  la 
qual  cosa  fu  necessario  ricostruirlo  quasi  di* 
nuovo.  Ne  intrapresero  la  riduzione  gli  in- 
gegneri Pietro  Lecesque  e Luigi  Martinelli^ 
i qjuali  costruirono  una  nuova  sciila,  sosti- 
tuendo tre  loggia  -alle  tre  file  di  palchi,  nella 
prima  delle  quali  vennero  f.«tti  nel  centro 
tre  palchi  per  uso  della  Corte,  ed  uno  in 
mezzo  alla  seconda  loggia  pel  Oovernatore 
di  Modena.  La  facciata  esterna  post  i di  fronte 
al  Convento  delle  Monache  del  Ritiro  venne 
ristaurata  ed  abbellita  con  ornati  d’ intorno 
alla  porta  d’ ingresso,  sulla  quale  fu  posta 
r iscrizione  — Teatro  della  Società  Filo, 
drammatica. 

L’ interno  della  Sala  fu  dipinto  dal  Prof. 
Magnauini  coadjuvato  dai  Pittori  Bernardino 
RnsH  e Ginroli.  Al  Magnanini  si  associò  il 
Prof.  Vincenzi  per  dipingere  il  sipario  e le 


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— 147  — 

fcene.  Si  provvidero  pure  oggetti  di  vestia- 
rio e decorazioni  pei  dilettanti  che  recita- 
vano, spendendosi  in  totale  la  somma  di  ol- 
tre Modenesi  L.  30,000  a debito  della  na- 
scente Società  sotto  la  garanzia  dei  fratelli 
Conti  Munarini. 

Ecco  i principali  articoli  del  regolamento 
nnanimamente  sanzionato  dai  soci: 

Ogni  socio  doveva  sborsare  una  tangente 
all’  atto  d’ ingresso  nella  Società,  e pagare 
mensilmente  it.  L.  2. 

Ogni  suonatore  d’  Orchestra  che  pre- 
stasse gratuitamente  l’opera  sua,  come  ogni 
Dilettante  che  si  prestasse  a recitare  era 
considerato  quale  socio  onorario. 

Un  presidente,  un  vice  presidente  ed  al- 
tri membri  nominati  dalla  Società  formavano 
la  sua  Rappresentmiza,  la  quale  aveva  l’in- 
carico di  amministrare  gli  affari  sociali,  con- 
vocando r assemblea  generale  dei  soci,  quan- 
do casi  urgenti  o straordinarii  lo  richiedes- 
sero. 

Bravi  un  Segretario,  un  vice  Segretario, 
tre  oeusori,  tre  istruttori  pel  buon  anda- 
mento delle  Rappresentazioni,  un  Computista, 
un  Economo  per  le  provviste  degli  oggetti 
necessarii  all’  esistenza  e progresso  della 
Società,  un  Cassiere.  Si  aggiungivano  à pa- 
gamento due  altri  impiegati  i quali  erano 

10 


— 148  — 

r uno  un  Collettore,  e 1’  altro  il  Custode  del 
Teatro,  che  godeva  1’  abitazione  in  un  locale 
annesso  al  palco  Scenico. 

Tutti  i soci  indistintameute  avevano  di- 
ritto ad  un  determinato  numero  di  vìglietti 
d’ ingresso  da  distribuirsi  àgli  amici,  potendo 
quelli  senza  distinzione  di  sesso  portarsi 
allo  spettacolo  che  davasi  al  Teatro  tanto 
nelle  loggie  che  in  platea  a loro  piaci- 
mento. 

Era  concesso  un  numero  maggiore  di  vi- 
glietti  al  Presidente  per  favorire  qualche 
notabilità  o forestiere  che  avesse  desiderato 
d’ intervenire  al  Teatro. 

Nei  viglietti  era  notato  il  giorno  e 1’  ora 
in  cui  aveva  luogo  il  Trattenimento,  col 
Titolo  e r Autore  di  ciò  che  veniva  rappre- 
sentato, raccomandando  agli  intervenienti  di 
presentarsi  convenientemente  vestiti,  e di 
non  lasciarsi  trasportare  da  smodate  e cla- 
morose dimostrazioni  tanto  negli  applausi 
quanto  nel  disapprovare. 

Per  rendere  poi  piU  stabile  questa  Isti-, 
tuzione  si  raccomandava  1’  aggregazione  alla 
Società  di  giovani  dilettanti  quali  alunni,  per 
esercitarsi  in  qualità  di  sostituti  ai  recitanti, 
onde  mantenere  così  il  vivajo  in  compensa- 
zione di  quelli  che  sortivano  dalla  Classe 
Comica. 


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— U9  — 

Altri  articoli  si  tralasciano  per  brevità, 
essendo  ancora  di  minore  importanza. 

Non  credo  privo  d’  interesse  l’ indicare 
qui  sotto  i nomi  della  Rappresentanza,  non 
che  dei  dilettanti  Filodrammatici  di  questa 
Società,  i quali  figuravano  al  primo  suo  na- 
scere. 

Presidente  — Contg  Luigi  Munarini. 

Vice  Presidente  — Marchese  Ippolito 
Livizzani. 

Rappresentanti  la  Società  — Avvocato 
Barbieri  — Avvocato  Giovanni  Padovani  — 
Avvocato  Giuseppe  De-Giacomi. 

Segretario  — Dottor  More  ali. 

Vice  Segretario  — Leopoldo  Scandiani. 

Censori  per  rivedere  le  Produzioni  e as- 
sistere alle  Prove  — Prof.  D.  Gaetano  Lu- 
sveni  — Prof.  Gio.  Brignoli  — Dott.  Ce' 
sare  Galvani. 

Istruttori  dei  Dilettanti  — Ferrari  Giu- 
seppe — Berselli  Stefano  — Martinelli  ex 
Capitano  Vincenzo. 

Economo  — MalagoU  ex  Capitano. 

Ragioniere  — Manzieri. 

Cassieij*e  — N.  N. 

Collettore  — Carlo  .Zanni. 

Custode  del  Teatro  — An^ofl^o  Ghinetti 
ex  sergente. 

Macchinista  — Palladio  Manzini. 


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— ItiO  ^ 

Soci  dilettanti  che  Fecitarono  al  princi- 
piare della  Istituzione; 

Le  Signore  — Moreali  nata  Firn',  moglie 
del  Segretario  — Enrichetta  Consetti  in  Si- 
ffkicelli  — Vandelli  -«•  Amò. 

I Signori  — Santyan  Cav.  Giuseppe  — 
Sighicelli  Dottor  Cesare  — Pagani  Notano 
Giovanni  — Padovani  Giuseppe^  impiegato 
Comunale  — Ferrari  Carlo  — Messori  Giu- 
seppe  — Muratori  Pietro,  Scolaro  — Scan- 
diani  Leopoldo  — Berselli  Gaetano. 

In  seguito,  mancando  parecchi  individui, 
perchè  ritirati  dalla  Società,  subentrarono 
altri,  che  nella  second'  epoca  della  Società, 
coi  primi,  formavano  la  seguente  Compa- 
gnia: 

Prima  donna  — Carolina  Vecchi.  (1) 

Madre  Nobile  — Amalia  Consetti  in’ 
Zini. 

Servetta  — Gazzetti  Giulia. 

Primo  Attore  — Scandiani  suddetto. 

Primo  Amoroso  — Muratori  suddetto. 

Padre  Nobile  — Padovani  suddetto. 

(1)  La  Carolina  Vecchi,  di  famiglia  Flnalese  sta- 
bilita a Modena,  nel  1823  aveva  16  anni  circa:  era  un 
flore  di  bellezza  e di  grazia:  cantava  e suonava  be- 
nino: e recitava  stupendamente.  Aveva  flessa  un  fra- 
tello di  nome  Cesare  che  suonava  assai  bene  il  pia- 
noforte, e componeva  con  gusto  quantunque  non  a- 
vesse  avuto  maestri. 

* ( N.  d.  C.) 


Digiliiv-  - — 


— 181  - 

• Génerico  — Ferrari  suddetto. 

Parti  da  Vecchio  — Mesiori  suddetto. 

Serve  — Berselli  suddetto. 

Caratterista  — Martinelli  Ing.  Luigi. 

1821  — 24  Ottobre.  — La  nuova  Società 
Filodrammatica  aprì  il  suo  Teatro  con  una 
cantata  allusiva  alla  nascita  dei  Principe 
Ferdinando  d’  Este,  inaugurando  cosi  sotto 
gli  auspicii  dalla  Corta  la  sua  prima  esi- 
stenza 

La  poesia  era  del  giovane  Dott.  Carlo 
Malmusi,  e la  musica  del  noto  Maestro  Mi- 
chele  Fusco. 

Fu  eseguita  dalla  Dilettante  Soprano' 
Luigia  Gaspermi  Dinelli  in  unione  ai  Co- 
risti. 

Tanto  la  musica  ben  intesa,  che  la^  Can- 
tante ebbero  un  esito  felicissimo,  meritando 
numerosi  applausi. 

Alla  Cantata  fece  seguito  una  Commedia 
in  3 atti  appositamente  composta  dal  Prof. 
Gaetano  Barbieri  (1)  di  Modena,  il  quale  a- 
veya  preso  domicilio  in  Milano.  S‘  intitolava 
quel  lavoro  drammatico  — Il  Poeta  in  iscont- 
piglio  — e TÀutore  intese  con  esso  di  rap- 
presentare la  formazione  di  una  Società 

Questo  scrittore  Modenese  è noto  specìalinenU 
per  te  sue  traduzioni  di  Walter  Scott.  Mori  nonage- 
n «io  in  Milano  P anuo  1853.  ( N.  d.  c.  ) 


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— m — 

Filodrammatica  ove  il  Presidente  e un  Poeta 
avevano  la  parte  principale,  e così  far  cono- 
scere anche  scherzando,  quale  era  lo  scopo 
della  nascente  istituzione. 

Sebbene  la  composizione  non  fosse  una 
delle  più  felici  di  quell’  ingegno  distinto,  pu- 
re non  mancarono  gli  applausi  agli  esecutori, 
e quanti  assistettero  a quello  spettacolo  di- 
mostrarono apertamente  di  aver  riconosciuto 
l’utilità  di  quella  Società  che  dilettando  si 
rendeva  benemerita  al  suo  paese. 

1822  — 14  Febbraio  — Commedia  inti- 
tolata — La  bella  Fatlora  — recitata  dai 
Dilettanti  Filodrammatici. 

V’  intervenne  anche  la  R.  Corte,  e l’esito 
fu  splendidissimo. 

4 Marzo.  — Si  recitarono  due  farse  l’u- 
na  intitolata  — Jl  Muto  — e 1’  altra  — Due 
Vecchie  ed  un  albero. 

Anche  in  queste  produzioni  si  distinsero 
i dilettanti  che  1’  eseguirono. 

28  Maggio  — Gaspare  Leonesi  di  Bolo- 
gna diede  un’  accademia  di  poesia  estempo- 
ranea nella  quale,  oltre  il  cantare  in  tutti  i. 
metri  usati  dagli  improvvisatori,  esegui  quat- 
tro intercalari  di  metro  e soggetto  diverso, 
nel  medesimo  tempo,  alternandone  le  stanze 
e raccogliendone  le  rime  in  giro,  e quattro 
sibilloni  alla  volta  con  un  metodo  suo  par->. 


— 


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— 153  -- 

ticolare,  e lo  sviluppo  di  un’  azione  trajg'ica 
in  poche  scene  con  Cori  all’  uso  dei  Greci.  '> 
Tutto  riesci  di  soddisfazione  universale 
per  la  facilità  e prontezza  colh  quali  il  Poeta 
seppe  trattare  tutti  i Temi  che  gli  furono  ì 
proposti. 

11  Viglietto  d’ingresso  costava  una  Lira 
di  Milano,  non  limitandosi  l’altrui  generosità. 

1823  — 11  Marzo.  — Accademia  di  poe-  t 
sia  estemporanea  data  dal  Poeta  Sgricci  To-  . 
maso  Aretino. 

Improvvisò  un  intero  Dramma  intitolato  , 
— Il  Ritorno  d'  Ulisse  — e la  ^Tragedia  in- 
titolata — La  Morte  d* Annibaie.  > 

Tanto  nella  prima  che  nell’  altra  produ-  , 
zione  queir  esimio  improvvisatore  diede  prò-  > 
ve  luminose  del  suo  ferace  ingegno,  mante-  i 
nendo  1’  unità  d’azione,  verità  di  caratteri,  ! 
e interessante  sviluppo  nel  dar  termine  a . 
quei  componimenti;  per  la  qual  cosa  il  pub^  <. 
blico  rimase  attonito  ed  entusiasmato  per 
la  straordinaria  bravura  dimostrata  in  tutto  ' 
il  corso  di  quelle  produzioni.  , 

3 Aprile  — Dramma  — L’  Abate  de  U E-  ‘ 
pée  — ' eseguito  dai  Dilettanti,  fra  quali  si  di-  ' 
stinsero  in  particolar  modoUa  giovinetta  Caro-;, 
lina  Vecchi^  e il  giovane  Giuseppe  Padovani-  • 
7 Aprile  — Replica  del  Dramma  — [ 

baie  de  V Epèe  — nella  qual,  sera  venne 


4 


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— m — 

distribuito  un  Sonetto  in  lode  dei  aullodatà 
due  dilettanti. 

1824.  — 29  Gennaio  — Commedia  — fi  J?i- 
$carcimento  --  eseguita  dai  Dilettanti,  e tradoth 
ta  dal  Tedesco  dal  Professore  Brignoli.  (1) 
12  Febbraio  — Replica  della  Commedia 
— • Jl  Risarcimento  — con  applausi  i 
16  Febbraio  — Commedia  Gli  Inna- 
morati — del  Goldoni  recitata  con  buonis- 
simo risultato  dai  dilettanti. 

23  Febbraio  — Si  replicò  la  stessa  Com-  • 
media  del  Goldoni. 

Essendo  mancato  ai  vivi  nell’  anno  ca- 
duto 1823  il  Conte  Luigi  Munarmt  tanto 
benemerito  Presidente  della  Società  FHo- 
drammatica,  questa  volle  dare  all’  illustre 
defunto  un  contrasegno  di  sua  stima  e ri- 
conoscenza  coir  ordinaro  un  busto  marmoreo 
rappresentante  la  sua  efUgie  allo  scultore 
Prof.  Pisani.  (2) 

(1)  Giovanni  de’  Brignoli  di  Branahoff  di  patria  • 
Friulano  tenne  cattedra  in  Modena  di  botanica  e di 
economia  rurale.  Lasciò  scritti  non  solo  su  queste 
scienze  nelle  quali  era  versatissimo;  ma  f\i  ancora 
letterato  distioto.  Mancò  in  questa  citta  li  le  apHI» 
1857.  ( N.  d.  C.  ) 

(t)  Oitueppe  Pisani  Carrarese  fino  dal  1815  era 
stato  chiamato  ad  insegnare  scultura  nell’  Accademia 
di  belle  arti  iu  Modena,  e morto  i4  Talentissimo 
chitetto  Giuseppe  Soli  da  Vignola  gli  subentrò  in 
qualità  di  direttore  dell’  Accademia  stessa.  L’  opera 
sua  inrihcipale  si  è il  jmonumento  sepolcrale  del  Duca  ' 
Ercole  HI  nel  Duomo.  Mori  li  27  decembre  1839. 

< N.  d.  C.) 


— 


— 15S  — 

1824.  — ^ Aprile  — Commedia  in  versi 

It  Ravveduto  — composizione  del  socio  * 
CaV.  Tomaso  Gargallo  Marchese  di  Castel* 
leatini  (1)  alla  quale  segui  la  Farsa  — La  ■ 
Collerica,  Tale  spettacolo  eseguito  dai  Di- 
lettanti fu  dato  a vantaggio  dei  poveri  ver- 
gognosi. ed  ebbe  T approvazione  universale. 

■ In  detta 'sera  del  29  aprile  1^4  Cu 
scoperto  al  pubblico  il  busto  del  Munarini, . 
posto  nell’  atrio  del  Teatro  entro  una  nicchia, 
e sopra  piedestallo  con  iscrizione. 

Questo  monumento  al  presente  si  trova 
nella  bibfioteca  dei  Marchesi  Bellencini-Ba- 
gnesi,  dove  pure  si  conserva  un  ritratto  del 
Munarini  dipinto  ad  olio  su  tela.  Mi  piace 
qui  riportare  la  suaccennata  iscrizioue 

ALOIS.  COM.  MUNARINIO.  PATRICIO.  JlVT. 

S>.  K.  FRANCISCI.  IV.  A.  CVB. 

BQ.  ORO.  .HIL.  S.  HERMENBOILDI.  HI8PA11. 

VIRO.  INTEGERIMO.  CANDIDO.  INGENIOSO 
QVOD 

EXIMIAM.  LAVDEM.  OB.  PRIMAM.  PRAEIì'BCTVRAÌI 

BtVIVSCB.  SOCIBTATIS.  PHILODRAMMATICBS  ' 

PER.VMANTER.  NAVITERQ.  AB.  SE.  GESTAftl 

INGENTESQ.  CVRAS.  AD..EAM.  PROMOVSNDAM 
INLUSTRANDAM.  SVSCEPTAS.  PROMERITVS.  FVERIT 
80DALES.  yBMORIAB.  ElVS.  HONEST ANDAR.  OAV^ 
MON.  D.  D.  - 

‘ ‘ • ' • A.  MD  CCCXIII.  * > 

' (J>  PÓttU  Siciliano.  La  aua  traduziiwe  d*  Oratilo 
èforsa  la  niiglior«  che  ai  conoaca.  Mori  otiyagenario 
in  Siracusa  i.anno  1S44.  ('C  N.  d.V 

♦ 


( 


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— 156  — 

Specialmente  per  quelli,  ai  quali  non  sono 
famigliar!  la  lingua  Latina  e le  abbreviature 
deir  epigrafia,  soggiungiamo  che  il  Conte 
Luigi  Munarini,  figlio  a Camillo  e a Donna 
Eleonora  Sassi,  servi  col  grado  di  ufficiale 
nellamarinaSpagnuolaguadagnandosilacroce 
ed  il  titolo  di  Cavaliere  di  S.  Ermenegildo. 
Poco  dopo  la  ristaurazione  Estense  tornò 
in  patria,  dove  Francesco  IV  lo  nominò  suo 
Camberlano,  e dove  visse  sino  al  2 maggio 
1823.  Il  Conte  Luigi  fu  amante  del  lieto  . 
vivere:  con  facile  eloquio  narrava  le  avven- 
ture occorsegli  ne  suoi  viaggi  al  Perii  ed 
al  Messico:  accordò  il  suo  favore  alla  Mo- 
denese Società  Filodrammatica  che  gli  si 
mostrò  riconoscente  coll’  erigergli  il  busto 
suddetto,  e col  pubblicare  per  l’ inaugura- 
zione dallo  stesso  una  raccolta  di  poesie. 

La  Famiglia  Munarini  si  è estinta. 

Un  altro  Modenese  sul  principiare  di 
questo  secolo  serviva  la  Spagna  nella  mari- 
neria. Era  questi  il  Conte  Giuseppe  Valdrighi 
che  mori  a Cadice  di  Lbbre  gialla  nel  1800. 
Ne  parla  il  prof.  Cav.  Lodovico  Bosellini  nel* 
r Elogio  del  Conte  Luigi  Valdrighi  eh’  era  . 
fratello  al  detto  Giuseppe, 

1824.  — 16  Giugno  — Grande  Accade- 
mia di  Giuochi  fisici  e meccauici  dati  dalla 
Società  Baròzzi^  Wolf,  e Compagni. 


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I 


--  157  — 

Viglietto  d*  ingresso  ai  primi  Posti  cen- 
tesimi 50 

Idem  pei  Secondi  25 

25  Giugno  — Accademia  vocale  e istm- 
mentale  data  dalla  Suonatrice  di  Violino 
Giulia  Parravicini,  e dal  Cantante  Antonio 
David. 

Viglietto  per  la  platea  it.  L.  1.  • 
Per  le  prime  Loggie  1.  ^ 

1825.  — 17  Gennaio  — Commedia  del 
Conta  Marchisio  (1)  intitolata  — Probità  ed 
Ambizione  — seguita  dalla  Farsa  — Il  Bot^ 
tajo  — recitate  con  lode  dai  Dilettanti. 

24  Gennaio  — Si  replicò  lo  spettacolo 
dato  la  sera  delli  17  coll’  intervento  della 
R.  Corte. 

8 Febbraio  — Commedia  — Il  Ventaglio 
— del  Goldoni  — recitata  assai  bene  dai 
Dilettanti  Filodrammatici. 

1825.  — 15  Marzo  — Accademia  istru- 
mentale  e vocale  data  dalla  Suonatrice  di 
Arpa  Giuseppina  Ronzi  Foumier.  ove  si 
produssero  nel  Canto  altri  individui  di  sua 
famiglia. 

(1)  Questo  Conte  ifareMsio  non  sappiamo  ben  dire 
se  sia  il  Conte  Francesco  Maria  che  colla  moglie  ed 
altri  dilettanti  eseguì  nel  1811  ai  Teatro  di  Corte  l'o- 
pera Olulietta  e Romeo,  ovvero  il  Conte  aiuliano,  il 
quale  fu  buon  letterato  ed  era  morto  li  24  luglio  1817. 

( N.  d.  G.  ) 


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— m — 

Aprilé  — In -questa  sera  si  diede  ter- 
mfoe  al  solito  annuale  corso  di  Rappresene 
tafcioni  Comiche  della  Società  Filodramma- 
tica, dedicandone  T introito  a pagamento  a 
betiefisio  dèi  Porveri,  come  era  di  costume.  . 
Molte  dèlie  produzioni  * sin  qui*  date  nom  fti- 
rono  da  me  indicate,  perchè  1’  Ingegnere 
Luigi  Martinelli,  ultimo  segretario  della  So- 
cietà, che  gentilmente*  mi  diede  alcune  no- 
tilo'’ importanti'  di  essa;,  non  -mi  seppe  pre- 
cièarne  1’  epoca,  ma  soltanto  accennarmi  i 
titoli,  delle  quali  qui  jqjpresso  darò  1’  elenco 
soltanto.  I ■ 

' Merita^  una  singolare  menzione  però  1’  e- 
secuzione.  della.  Tragedia  dell'  Alfieri  intitoK  * 
lata  Sanile  data  in  quest’  anno,  in  cui,,  seb- 
bene r assunto  fosse  assai  arduo  per  qua- 
lunque- provetto  attore,  pure  1’  esito  coronò 
a dismisura  le  fatiche-  dii  queit  valorosi  Db  ' 
Iettanti. 

f Le*  parti  erano  divise  nel  modo  seguentiet 

’ Sani  — ' Giuseppe  Padovani. 

‘ 'David:  — Pietro  Muratori. 

Micci  — Carolina  Vecchi. 

^Abirnelec  — Giuseppe  Messori. 

1 , Gtonatoi  — Carlo  Ferrari. 

Abnev  — Cavaliere  Santjan. 

Il  Padovani  esegui  la  sua  parte  da  grande 
artista^  e gli  altri  tutti  non  lasciarono  nulla 
a desiderare  sul  loro  conto. 


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— Ì59  — 

Le  produzioni  poi  date  durante  il  tenqpo 
^he  fioriva  la  Società,  delb  iquali  non  .mi  fa 
possibile  stabilire  la  data  furono  le  saguenti; 

• Commedie  — Il  Nuovo  Ricco^  di  Nota  , — 
Il  curioso  Accidente,  del  Goldoni  — Il  Don 
Desiderio^  di  Giraud  La  Borsa  Perduta 

— / Cavalieri  d’  Ltduslria,  di  Marchisio. — 
Il  Viaggio  a Dieppe. 

1826.  — 3 Gennaio  — Commedia  — Lo 
anniversario  nuziale  prodotta  dai  Dilet- 

tanti suddetti 

5 Febbraio.  — Commedia  — Il  Mairi- 
monio  per  concorso  — d.d  Goldoni,  colla 
Farsa  del  Dott.  Cimbardi  intitolata  — Vlm- 
provvisatore.  , 

In  Febbraio.  — Opera  — Il  Barbiere  di 
Siviglia  — con  musica  di  Rossini  eseguita 
dei  seguenti  dilettanti  di  Canto  : 

Rosina  — Luigia  Gasperini  Dinelli 
Figaro  — Dottor  Pietro  Barbieri. 

Conte  cT Almaviva  — Dottor  Antonio 
Ramazzini. 

D.  Bartolo  — Francesco  Baggi  vete» 
rano  della  Grande  Armata  di  Mosca. 

D.  Basilio  — Conte  Francesco  Valentini. 

Quest’  Opera  venne  ripetuta  per  diverse 
sere  con  moltissimi  applausi  agli  esecutori 
fra  i quali  distingue vansi  la  Dinelli  per 
chiara  voce  di  soprano  e brillante  agilità, 


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— IGO  — 

il  Barbieri  buon  cantante  ed  esimio  attore, 
e il  Ramazzini  che  sebbene  non  avesse  un 
timbro  di  voce  molto  forte,  pure  colla  grazia 
del  canto  sapeva  attirarsi  la  simpatia  degli 
uditori.  Gli  altri  tutti  eseguiroii  lodelvolmen- 
te  la  loro  parte,  riscuotendo  anch’  essi  non 
dubbi  segni  d’  approvazione. 

L’ Orchestra  in  parte  si  componeva  di 
Suonatori  di  professione  e in  parte  di  di- 
lettanti; si  contavano  fra  questi  ultimi  il 
Cav.  Giuseppe  Riccia  (1)  il  N.  U.  Benedetto 
Pignatti  ambo  suonatori  di  Flauto,  e il  Conte 
Valerio  Salimbeni  primo  Clarino.  Era  primo 
Violino  il  sempre  lodato  Giovanni  Mariy  e 
diresse  tuttp  r assieme  di  questo  spettacolo, 
ove  intervenne  anche  la  R.  Corte,  il  Maestro 
Antonio  Gandini. 

18^.  — 2 Ottobre  — Accademia  di 
Poesia  estemporanea  del  Poeta  Giovanni 
Longhi  allievo  di  Gianni. 

(1)  Il  Cav.  Ricci  con  sentenza  di  una  commissione 
militare  in  data  dell’  undici  luglio  1832  fu  condannato 
alla  pena  di  morte  da  eseguirsi  mediante  la  forca 
siccome  capo  d’  una  congiura  che  aveva  per  iscopo 
di  toglier  la  vita  al  Duca  Francesco  IV,  e di  assicu- 
rarsi della  persona  della  Duchessa  per  paralizzare 
con  ciò  la  preveduta  opposizione  militare  a potersi 
impossessare  dello  stato.  11  Duca  commutò  la  pena 
della  forca  nell'  altra  della  fucilazione,  che  fu  inflitta 
al  Ricci  nei  prati  adiacenti  alla  porta  soccorso  della 
cittadella  di  Modena  addi  19  luglio  1832. 

( N.  d.  C.  ) 


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— 161  — 

Viglietto  d’ ingresso  L.,  1 di  Milano  pari 
a centesimi  76. 

1828.  — 5 Giugno  — Accademia  di  ballo 
e suono  delta  da  Lorenzo  Lunt,  e da  Mada> 
migella  Elena  Lunt  al  Teatro  di  S-  Rocco. 

Viglietto  d’ ingresso  alla  platea 
centesimi  50 

Idem,  alle  Loggie  60 

30  Agosto  — Angelo  Ruvinetti  di  Bolo- 
gna diede  un  corso  di  28  Comiche  rappre- 
sentazioni colle  Marionette.,  e fra  gl’  inter- 
mezzi si  produsse  ancora  un  giovine  a can- 
tare delle  arie.  Tale  trattenimento  ebbe  ot- 
timo esito,  segnatamente  per  la  Maschera 
Bolognese  del  Taharrino^  che  veniva  soste- 
nuta con  brillantissimo  successo. 

1828.  — 12  Ottobre  — Pietro  Pozzesi, 
che  aveva  dato  un’  Opera  per  la  fiera  a San 
Giovanni  in  Persiceto,  portò  la  sua  compa- 
gnia di  Canto  a fare  un  breve  corso  di 
quello  Spettacolo  al  Teatro  di  S.  Rocco, 
accordatogli  dalla  Società  proprietaria.  L’O- 
pera era  — La  Semiramide  — di  Rossini: 
i Cantanti  furono  i sottonotati. 

Prima  donna  — Caterina  Pozzesi,  mo- 
glie dell’  Impresario.  * 

Contralto  — Chiara  Gualdi. 

Tenore  — Pietro  Bosio. 

Baritono  — Pietro  Lei  Modenese. 


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— 162  — 

Colle  rispettive  seconde  parti. 

Viglìetto  d’ ingresso  contesimi  . 50 
Per  la  prima  fila  di  Leggio  oltre 
r ingresso  50 

Per  la  seconda  fila  idem  25 

L’  impresario  pagava  per  l’ affitto  del 
Teatro  alla  Società  Filodrammatica  nelle 
prime  quattro  Rappresentazioni  it.  L.  8,  e 
nelle  altre  it.  L.  6. 

Lo  spettacolo  ebbe  buonissimo  risultato, 
mercè  la  bravura  della  Gualdi,  che  ad  una 
ottima  voce  univa  buon  metodo  di  canto, 
della  Pozzesi  vecchia  artista,  e del  Lei  for- 
nito di  robusta  voce  e lodévole  abilità. 

L’  Orchestra  e gli  altri  cantanti  contri- 
buirono per  parte  loro  a rendere  piacevole 
quel  teatrale  trattenimento. 

1829.  — In  Quaresima  — Giulio  Preti 
di  Modena  diede  un  divertimento  di  Mario-, 
nette,  che  fu  accolto  con  buon  esito. 

Viglietto  d' ingresso  centesimi  20 
Alla  prima  e seconda  Loggia  40 

Alla  terza  20 

2 Giugno  — Certo  Sante  Oranati  pro- 
dusse in  questo  Teatro  un  suo  Cane  barbino 
chiamato  Tafnigi,  il  quale  faceva  conteggi 
con  numeri  segnati  in  cartoncini  preparati, 
come  pure  componeva  parole  con  lettere 
dipinte  in  carte  apposite,  e facevB  giuochi 


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— 163  — 

di  carte  cou  molta  facilità  e sorprese  degli 
spettatori.  Tale  spettacolo  però  non  ebbe 
gran  concorso. 

1830.  — 2 Marzo  — Corso  di  Comiche 
rappresentazioni  con  balli  eseguiti  dalle  Ma- 
rionette del  proprietario  Angelo  Ruvinetti  di 
Bologna. 

10  Giugno  — Domenico  Ruzzenati  Pro- 
fessore di  Giuochi  fisici  e meccanici  diede 
un  corso  di  cinque  rappresentazioni,  produ- 
cendo purè  un  Cane  da  lui  istruito  con 
qualche  incontro. 

Il  Viglietto  d’ingresso  era  a cen.mi  30 
Quello  delle  loggie  50 

1831.  — 28  Agosto  — Abbonamento  di 
24  Rappresentazioni  Comiche  colle  Mario- 
nette al  prezzo  d’ it.  L.  2,  30  intraprese  dal- 
r Impresario  Angelo  Ruvinetti  con  discreto 
successo. 

Fin  dalla  seconda  metà  del  1821  la  So- 
cietà Filodrammatica  ebbe  a soffrire  qualche 
vicenda  per  gli  avvenimenti  politici  di  quel- 
r epoca,  che  pose  non  pochi  individui  di 
essa  in  sospetto  alla  Polizia  per  sentimenti 
avversi  al  Governo  Estense. 

Taluno  venne  carcerato,  altri  fu  costretto 
ad  emigrare,  e così  a poco  a poco  sbigottite 
anche  le  donne  dall’  atteggiamento  allar- 
mante dell’  Autorità  verso  quell’  Istituzione, 

' Il 


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— m — 

tei  manifestò  tale  freddez^ia.  eh«  in  seguito 
non  fu  possibile  raccogliere  i materiali  in- 
dispensabili  a progredire  negli  ordinarli  an- 
nàaii  trattenimenti.  La  poca  energia  del 
Presidente  Marchese  I.  Livizzani^  che  non 
seppe  opporre  alcun  freno  all’  insistente 
opposizione  dei  nemici  di  quella  Società,  le 
nuove  vicende  politiche  del  1831,  che  ne 
resero  piò  critica  la  posizione,  e V abbandono 
di’  altri  che  avrebbero  potuto  influire  a di 
lei  vantaggio,  contribuirono  al  suo  totale 
disfacimento. 

EJrano  già  parecchi  anni  che  la' Società 
Filodrammatica  dormiva  un  letargico  sonno, 
quando  nel  1835  il  Cholàra  Morhm  minac- 
ciando queste  contrade  suggerì  1’  idea  a 
qualcuno  di  rimettere  il  locale  di  quel  Teatro 
nuovamente  sotto  il  patrocinio  di  S.  Rocco’ 
col  sostituire  al  mondano  agitarsi  dei  sce- 
nici ludi  la  pietosa  calma  del  Santuario. 

Infatti  il  Duca  Francesco  7F,  animato 
aneli’  esso  da  tale  religioso  spirito,  invitò  il 
Presidente  della  Società  a cedergli  i miglio- 
ramenti fatti  a quel  locale,  dietro  un  equo 
risarcimento,  in  cui  fu  pur  compreso  il 
valore  d’  ogni  oggetto  che  ad  essa  appar- 
teneva. 

Dietro  tale  invito,  convocaronsi  i Socii,  i 
quali  stabilirono  di  rinunziare  ogni  cosa 


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— i65  — 

air  Augusto  richiedente,  e col  ricavato  ven- 
nero liquidati  i debiti  della  Società,  com- 
pensando col  rimanente  il  Custode  e il  Col- 
lettore del  Teatro  pei  servigii  prestati. 

In  tal  modo  ebbe  termine  1’  esistenza  di 

» 

questo  Teatro  Filodrammatico,  che  già  sacro 
al  culto  divino  ridivenne  chiesa,  ove  officiò 
la  Confraternita  dello  SS.  Stimmate  sotto  il 
patronato  di  S.  Rocco.  La  riduzione  del 
Teatro  a Tempio  fu  condotta  sotto  la  dire- 
zione deir  Ingegnere  Professore  Francesco 
^ Vanclelli. 

L’  unico  segnale  che  rimanga  ora  ad  in- 
dicare r uso  scenico  a cui  per  oltre  40  anni 
fu  destinato  quel  locale  si  è un  martello  a 
foggia  di  cetra  infisso  alla  porta  della  casa 
N.  18  nel  corso  delle  Belle  Arti. 


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— i66  — 


Capo  Vili. 

TEATRO  DEL  COLLEGIO 
DI  S.  Carlo 

• 

Il  Collegio  dei  Nobili  di  S.  Carlo  fondato 
dal  Conte  Paolo  Boschetti  nella  casa  detta 
della  Commenda  dei  Cavalieri  di  Malta  da 
S.  Giovanni  del  Cantone  fin  dal  1626,  ad 
oggetto  d’  istruire  i giovani*  appartenenti 
alle  Nobili  famiglie  d’  Italia  nei  principii  di  * 
religione,  nelle  lettere,  scienze,  e negli  e- 
sercizii  cavallereschi,  venne  poscia  a stabi- 
lirsi, dietro  acquisti  fatti  dalla  sua  Ammini- 
strazione, nel  luogo  che  occupa  tuttora. 
Verso  il  1664  si  cominciò  a demolire  parte 
delle  case  comperate,  e ad  erigere  la  gran- 
diosa fabbrica  col  portico  sottostante  secondo 
r attuale  sua  forma,  e nel  1753  si  prolungò 
il  detto  portico,  costruendovi  sopra  il  Teatro 
domestico,  che  servir  doveva  ai  Nobili  A- 
lunni  pei  loro  saggi  di  profitto  nelle  arti 
cavalleresche. 

Crediamo  opportuno,  e forse*  anche 
non  discaro  a nostri  lettori  amanti  della 
storia  patria  1’  aggiungere  qualche  più  det- 
tagliata notizia  circa  le  origini  e ì progressi 
del  Collegio  de’  Nobili,  istituto  che  riuscì, 


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— 167  — 

ed  è tuttora  di  tanto  decoro  alla  nostra 
città,  e di  tanto  vantaggio  alla  gioventù  ita’ 
liana. 

Alcuni  poveri  operai  Modenesi  (fra i quali 
il  falegname  Giovanni  Lintruti,  sopranomi- 
nato il  Pranzino  per  certa  frangia  chepen- 
devagli  dalla  berretta,  Modesto  Gagnoli  yen- 
ditore  di  ^ pignatte,  ed  il  cappellaio  Gio  : 
Paolo  Brizzi)  cominciarono  nel  1608  ad  ag- 
girarsi per  la  città  limosinando  allo  scopo  • 
di  poter  albergare  alcune  povere  vedove,  ed 
a radunarsi  di  spesso  nella  meschina  casuc- 
cia  del  Pranzino  per  farvi  esercizii  di  divo- 
zione. 

La  piccola  congregazione  si  vide  presto 
fatta  segno  alla  stima  ed  all’  amore  della 
Borghesia  9 dei  Grandi. 

Fra  quest’  ultimi  il  Conte  Paolo  Boschetti 
(1)  venuto  nel  1609  da  Firenze  a Modena 
intervenne*  alla  divota  adunanza  della  na- 
scente congregazione  ed  ammiratane  la  pie- 
tà la  raccomandò  ai  Padri  Teatini,  che  nel 

(1)  Paolo  del  Conte  Giacomo  Boschetti  e ùì  Anto- 
nia Pallavicini.  Cavaliere  dell’  Ordine  di  S.  Stefano, 
servì  gli  Estensi  nelle  armi  e nella  diplomazia;ed  in 
vero  intervenne  alla  guerricciuola  di  Garfagnana  con- 
tro i Lucchesi,  (1613)  per  28  anni  dimorò  in  Firenze 
in  qualità  d’  inviato  dei  Duchi  di  Modena,  e dal  Duca 
Cesare  in  sul  cadere  dell’  anno  1616  fu  mandato  in 
Francia,  dove  si  trattenne  nei  primi  sei  mesi  del  se- 
guente anno. 


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1604  eransi  stabiliti  in  Modena.  Il  Padre 

V 

Marcello  Meati  o MegalH,  che  ne  fu  eletto 
Direttore,  assegnò  ai  pii  artigiani  una  stan- 
za a modo  d’  oratorio  presso  la  Chiesa  della 
Madonna  del  Paradiso,  e quivi  i confratelli 
alla  festa  radunavansi  ed  udir  prediche,  re- 
citar preci,  ascoltar  messa  e frequentare  i 
sacramenti.  , 

A que’  tempi  Ippolito  Galantini,  nato  in 
sull’  Arno  da  un  tessitor  di  drappi  di  seta 
li  14  ottobre  1565,  insieme  a pochi  compa- 
gni visitando  carceri,  raccogliendo  e distri- 
buendo vivande  in  tempo  di  carestia,  inse- 
gnando la  dottrina  cristiana  ai  fanciulli,  che 
allontanava  dall"  ozio  e dal  vagabondaggio, 
edificava  di  santità  Firenze.  Volterra,  Pistoja, 

Lo  spirito  religioso  e 1’  amor  patrio  che  nutriva 
in  cuore  ne  fecero  un  modello  del  gentiluomo  cri- 
stiano e lo  resero  sommamente  benemerito  del  suo 
paese  per  le  istituzioni  da  lui  promosse,  delie  qua- 
li si  tratta  in  questo  scritto,  e per  aver  fornito  la- 
voro e capitali  ad  uomini  bisognosi  ed  onesti,  fra  i 
quali  ricorderemo  il  sunominato  G.  P.  Drizzi  che  pel 
primo  introdusse  la  vendita  de’ cappelli  in  Modena, 
dove  per  V addietro  costuma  vasi  portar  cappuccio  o 
berretta. 

11  Boschetti,  che  nel  1619  fu  consacrató  sacerdote, 
• venne' a morte  in  S.  Cesario,  feudo  della  sua  nobile 
famiglia  nella  notte  dal  26  .al  27  luglio  1627,  e coslfii 
privo  dell'onesta  compiacenza  di  vedere  i primi  frutti 
deir  istituto  da  lui  fondato,  vogliam  dire  del  Collegio 
-dei  Nobili,  che  quando  mancò  alla  vita  da  soli  otto 
mesi  era  stato  aperto.. 


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^ w — 

LuQca»  ie  colline'  Pisane,  ed  altri  luoghi 
deir  Gtruria.  Papa  Leone  XII  lo  proclanxd» 
Beato  nel  1825. 

Il  Conte  Boschetti  che  oompiacevasi  del 
gran  bene  operato  dalla  pia  associazione 
del  laico  Fiorentino,  volle  che  la  Congrega- 
zione Modenese  s’ informasse  allo  spirito  di 
quella,  e chiamati  a se  il  Lintruti  ed  altri 
li  trattenne  alcun  tempo  a Firenze  acciocché 
vedessero  ed  imparassero  ciò  che  ivi  operava 
il  Galantini  a vantaggio  della  'società  e ad 
onore  di  Dio. 

« 

Nel  1612  la  compagnia  del  Pranzino 
prese  forma  Canonica  di  Congregazione  sotto 
r invocazione  deUa  B.  V.  M.  e di  S.  Carlo 
Borromeo^  con  autorizzazione  Vescovile  e 
Pontificia,  ed  in  tal  circostanza  il  Galantini, 
annuente  il  Gran  Duca  Cosimo  II,  fti  in  Mo’r 
dena,  dove  si  fermò  40  giorni  bandendo  tre 
volte  la  settimana  la  parola  di  Dio  : e non 
solo  il  popolo  numeroso  accorreva  ad  ascol- 
tarlo, ma  la  nobiltà  ancora,  il  clero,  il  Ve- 
scovo ed  il  Principe.  , 

La  nuova  Congregazione  venne  crescendo, 
a lei  si  associarono  diversi  sacerdoti,  con- 
tinuò le  sue  pratiche  ordinarie  nell’  oratorio 
del  Paradiso,  e le  straordinarie  cominciò  ad 
adempierle  • nella  Chiesa  di  S.  Giovanni  del 
Cantone,  oh’:  era  de’  Cavalieri  di  Malta.  Evi 


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— 170  — 

istituì  ancora  nel  1619  le  Scuole  Pie  a fine 
di  dare  ai  fanciulli  popolani  l’ istruzione  eie- 
xnentare  e la  educazione  religiosa. 

Nel  1624  o 1625  la  suddetta  Congrega- 
zione si  divise  in  due.  La  prima  frazione 
prese  a titolare  la  Natività  della  B.  V.  e 
rimase  sotto  la  Direzione  dei  Padri  Teatini, 
dedicandosi  specialmente  all’  ascetismo.  Per 
‘ donazioni  ottenute  dei  Principi  Estensi  que- 
sta fu  in  grado  nel  1634  di  costruire  per 
suo  uso  r oratorio  di  S.  Carlo  detto  Rotondo. 
Soppressa  nel  1798,  il  suo  oratorio  fu  ridotto 
a magazzino,  e fu  quindi  costretta  ad  emi- 
grare in  altre  chiese  : e soltanto  potè  ritor- 
narvi quando  il  Municipio,  per  isciogliere 
un  voto  fatto  nell’  occasione  che  Modena  fu 
colpita  dal  Cholera  Morhus^  lo  ristaurò  e 
ridonò  al  culto  nel  1857. 

L’  altra  frazione  che  s’ intitolò  dall’As- 
sunzione  di  M.  V.  affidata  alle  cure  di  Don 
Stefano  Zampaloca  restò  in  S.  Giovanni  del 
Cantone,  e s’ impiegò  in  opere  di  carità  e 
particolarmente  nell’  insegnamento.  Il  Conte 
Boechetii  fra  le  due  sezioni  predilesse  que- 
st’ ultima,  di  cui  molti  laici  facevano  parte, 
e che  solo  nel  1682  all'  incirca  si  compose 
esclusivamente  di  sacerdoti  secolari, 
f Vedendo  egli  prosperare  le  Scuole  Pie 
sollevò  r animo  a maggiori  coi^e  e venne  in 


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— 17i  — 

pensiero  di  aprire  un' Collegio  per  1’  educa- 
zione della  nobile  gioventù  Italiana.  Stampa 
quindi  in  Modena  per  Giuliano  Cassiani  nel 
1626  un  libercolo,  che  ha  per  titolo:  Motivi 
e Capitoli  generali  del  Collegio  de’  Nobili. 
dalla  lettura  del  quale  rifulge  lo  zelo,  la 
prudenza  e 1’  abilità  del  benemerito  gentil- 
uomo Modenese,  che  proponevasi  di  educare 
sin  dai  «primi  anni  il  patriziato  di  tal  guisa 
che  potesse  soddisfare  in  egual  modo  ai 
doveri  verso  Dio  e verso  la  società.  A ciò 
non  fu  tratto  da  mire  d’  ambizione  o d’ in- 
teresse,  ma  esclusivamente  dalla  carità  cri- 
stiana; ed  in  vero  non  volle  che  il  suo  pro- 
gramma fosse  distribuito  a Parma  ed  a Bo- 
logna dove  esistevano  fiorenti  case  d’  edu- 
cazione ;per  la  nobile  gioventù.  Il  disegno 
di  quest’  opera  regolata  dalla  Congregazione 
della  B.  V.  M.  e di  Carlo,  posta  più  spe- 
cialmente sotto  r invocazione  di  S.  Dionigi 
Areopagita,  encomiata  e protetta  dai  Duchi 
Estensi  fu  poi  felicemente  attuato;  avve- 
gnacchè  il  Collegio  de’  Nobili  in  Modena  si 
aprì  a S.  Giovanni  del  Cantone  addì  25  no- 
vembre 1626  coll’  accettazione  di  un  discreto 
numero  di  nobili  giovinetti  per  la  maggior 
parte  fiorentini  e genovesi.. 

Mancato  poco  appresso  il  Boschetti  ne 
fu  eletto  Rettore  Don  Stefano  Zampaloca 


— m — 

d^ettore  della,  suddetta  CongregaaiQue^  che 
V avveduto  fondatore  ^ sue;  spese  aveya 
inviato  a Firenze  ed  altrove  a visitare  i piii, 
celebrati  collegi  per  formarne  un  perfette? 
educatore.  , . 

Alla  Congregazione,  di  cui  teniamo  pa- 
rola, §i  uni  nel  1632  la*  compagnia  del  Sa- 
cramento, in  seguito  ad  un  pio  legato  del 
Conte  Camillo  Molza  (morto  a Roma  l’anno 
1631)  consistente  in  diverse  case  poste  in 
Modena  nei  pressi  della  Croce  della  Pietra  (J.J, 
vale  a dire  della  località  dove  la  Rua  grande 
viene  a sboccare  in  Via  Emilia.  Ivi  furono 
traslocate  le  scuole  pie  ed  il  Collegio,  ivi 
sorse  a poco  a poco  il  grandioso'  fabbricato 
dell’  attuai  collegio,  ivi  fu  aperta  nel  1676 
la  chiesa  di  S.  Carlo  del  Castellarp,  eretta 
"sul  disegno  del  celebre  architetto.  Romano 
Bartolomeo  Avanzini. , 

Anche  1’  Università  degli  studii,  apertasi 
in  Modena  nel  1678  e solennemente  instau- 
rata dal  Duca  Francesco  II  nel  1683,  può 
dirsi  una  gloria  dalla  Congregazione  di  San 
Carlo;  imperocché  a quei  sacerdoti  venne 
affidata.. sin  dal  suo  nascere,  e dessi  la  res- 

‘ ' (1)  Il  cniariseimo  March.  Cesare  Cwmport  scrisse 
un*  erudita  memoria  sù  questo  autico  monumento 
patrio,  e si  legge  a pag.  109  nel  Tomo  X delle  Memorie 
della  R.  Accademia  di  Scienze  Lettere  ed  arti  in  Mo- 
dena. - 1 . . .j .....  . 


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t 


— 173  ~ . 

sero  sino  al  1772,  in  cui  il  munifico  Frani 
cesco  in  la  ristaurò  ed  ampliò.  . ’ 

Ma  torniamo  al  principale  nostro  argo- 
manto.  In  breve  volger  di  tempo  il  Modenese 
Collegio  venne  in  gran  rinomanza,  e da  tutte 
le  parti  d”  Italia  vi  convenne  il  fiore  della 
patrizia  gioventù.  Molti  de’  giovani  ivi  edu- 
cati salirono  dappoi  ad  alte  cariche  eccle- 
siastiche, civili  e militari,  e si  segnalarono 
nelle  scienze  e nelle  lettere  : e quindi  questo 
Collegio  vanta  fra  suoi  allievi  Cardinali,  Ar- 
civescovi, Vescovi,  Dogi,  Capitani,  Marescialli, 
Ammiragli,  Rettori  di  provincie.  Letterati  e 
Filosofi  insigni. 

I ritratti  di  questi  valentuomini  adornano 
le  sale  dell’  istituto,  ed  una  di  queste,  la 
^ maggiore,  è riservata  ai  porporati,  de' quali 
nominerò  solamente  due  Modenesi  Livizzani 
Giuseppe  (creato  1753  morto  1754)  ed  An- 
tonio Frosini  (creato  1823  morto  1834). 

V Nè  creda  il  lettore,  perchè  non,  pochi 
‘suoi  alunni  portarono  il  cappello  cardinalizio 
o il  pallio  o la  Mitra,  che  il  Collegio  dei 
Nobili  fosse  un  seminario  di  cherici;  che 
mal  s’  apporrebbe.  Nella  corte  Romana,  nei 
tempi  andati,  alla  nobile  gioventù  Italiana 
aprivasi  1’  accreditata  carriera  diplomatica, 
che  non  poteva  esser  percorsa  dai  laici:  ed 
ecco  la  ragione  per  cui  gli  allievi  del  nostro 


■*  -i. 


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, _ 174  — 

Collegio,  i quali  nell’  annessa  Università  po- 
tevano anche  applicarsi  allo  studio  delle 
leggi  civili,  del  gius  canonico,  e della  teo- 
logia fornirono  alla  Chiesa  tanti  dignitari. 

Nell’  albo  de’  convittori,  dall’  anno  della 
sua  fondazione  a tutto  il  decorso  1872,  ve  ne 
sono  inscritti  2192:  e fra  essi,  per  citarne 
alcuni  pochi  de’  meno  antichi  ricorderema 
Alfonso  Varano,  Ippolito  e Giovanni  Pinde- 
monti,  Gio.  Carlo  di  Negro.  Girolamo  Orti, 
Leopoldo  Cicognara,  Cesare  Liicchesini,  A- 
chille  Fontanelli,  Federico  Manftedini,  Fer- 
dinando Marescalchi,  Francesco  Valdrighi. 

AI  finire  dello  scorso  secolo  e sul  prin- 
cipiare di  questo,  anche  la  Congregazione 
de’  Sacerdoti  secolari  di  S.  Carlo  fu  sop- 
pressa, ed  i^  Rettori  e gli  amministratori 
laici  del  medesimo  furono  nominati  dal  capo 
dello  stato. 

L Collegio  Modenese,  che  secondo  i tempi 
ora  fu  detto  de’ Nobili,  ora  Ducale,  oraNa- 
zionale,  ora  Reale,  ed  ora  semplicemente  di 
S.  Carlo,  ebbe  diversi  periodi  di  fioridezza. 
e di  decadimento  : e dall’  ultimo  di  questi 
ebbe  il  merito  di  risollevarlo  il  Dottor  Don 
Luigi  Spallanzani  di  grata  memoria,  il  quale 
ne  fu  Rettore  dal  1849  al  1872.  Desso  mi- 
gliorò i metodi  d' istruzione,  largamente  rin- 
novò il  sistema  di  civile  educazione,  e rimise 


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— 175  — 

in  buon  assetto  T amministrazione  economi- 
ca. Sotto  il  suo  regime  a poco  a poco  l’ i- 
stituto  perdette  l’ indole  sua  privilegiata  ed 
esclusiva  a favore  della  Nobiltà,  onde  accol- 
se dappoi  senza  distinzione  di  classi  fra  le 
.sue  mura  e patrizi!  e cittadini, 

A promovere  gli  studii  letterarii  o ca- 
vallereschi in  questo  Collegio  servivano  mi- 
rabilmente le  Accademie  ivi  istituite.  Si 
hanno  memorie  d’  un  Accademia  letteraria 
denominata  -degli  Elpomeni  esistente  presso 
detto  istituto  sino  dall’  anno  1635.  Un’Acca- 
demia di  lettere,  ppscia  chiamata  di  scienze 
e belle  lettere,  ed  un’  altra  di  belle  arti  vi 
fiorirono  lungo  tempo,  ed  estintasi  la  prima 
fu  richiamata  in  vita  nel  1855  dal  Rettore 
Don  Spallanzani.  I presidenti  o principi  delle 
medesime  sortendo  di  Collegio  vi  lasciavano 
il  proprio  ritratto,  e pochi  anni  or  sono 
quest’antica  costumanza  era  ancora  o.sscrvata. 

Nel  1826  fu  Principe  d’Arti  il  Nobil  Uo- 
mo Modenese  Alessandro  Gandini,  1* autore 
di  questa  Cronistoria.  Il  suo  ritratto  adorna 
con  altri  il  teatro  del  Collegio. 

Non  tutti  però  i ritratti  che  fregiano  le 
sale  del  Collegio  sono  di  Principi  delle  detto 
accademie  ; ma  parecchi  furono  spontanea- 
mente donati  dagli  antichi  alunni  o dai  loro 
congiunti,  altri  furono  ad  essi  richiesti  dai 


— 176  — 

rettori  del  Collegio,  indotti  dai  meriti  e di. 
goità  degli  allievi  a procurarsene  l’ effigie 
per  aumentarne  l’ insigne  raccolta  ad  onore 
dell’  individuo  educato  e dell’  istituto  educa* 
tore,  nonché  ad  esempio  de’  giovinetti  che 
stavano  educando. 

I saggi  ed  esperimenti  degli  alunni  del 
Collegio  di  S.  Carlo  nelle  arti  cavalleresche 
si  davano  sotto  1’  aspetto  di  Azioni  dramma- 
tiche 0 mimiche,  per  lo  più  composte  ed  e- 
, seguite  dai  convittori  stessi,  e corredate  di 
halli  figurati,  di  esercizi  militari,  di  giuochi 
ginnastici,  di  picca,  di  b,^ndiera  o alabarda, 
deir  esecuzione  di  pezzi  musicali  a diversi 
.strumenti,  e dell’esposizione  all’ ingresso  del 
Teatro  di  saggi  di  calligrafia,  di  disegni  in 
figure  in  ornati,  ed  in  architettura. 

Da. prima  simili  accademie  venivano  rap- 
presentate in  una  sala,  o nel  cortile  del  Col- 
legio stesso.  Nel  1688  fra  i documenti  da 
me  consultati  in  proposito  ho  trovato  che 
si  diede  in  una  sala  del  Collegio  un'Acca- 
demia di  lettere  ed  Aì'mi  per  la  nascita  del 
Principe  di  Galles.  — Poscia  nel  1692  fu 
data  un’  Opera  Tragicomica  intitolata  - I 
disegni  del  Tiranno  sturbati  dal  Cielo  — 
ossia  Foca,  per  festeggiare  il  giorno  natali- 
zio del  Duca  Francesco  //;  nella  qual’ Ope- 
ra, fatta  in  una  sala  del  Collegio,  figurava- 


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— i77  — 

no  i convittori  Conte  Giulio  Cesare  Mólza' 
Conte  Nicolò  Maria  Molsa,  e Conte  Alfonso 
Fontanelli  tutti  di  Modena. 

Attente  ricerche  praticate  nella  bi- 
blioteca del  Collegio,  che  il  mentissimo  at- 
tuale Rettore  Dott.  Don  Gaetano  • Simonini 
gentilmente  ci  ha  aperta,  ci  hanno  messo  in 
grado  d’  aggiungere  indicazioni  d’  accademie 
date  dai  Convittori  del  Collegio  dei  Nobili 
sconosciute  al  Maestro  Gandini, 

In  ninna  delle  , stampe  che  ce  ne  hanno 
tramandata  la  memoria  è indicato  il  Teatro 
nel  quale  furono  eseguite  : noi  nell’  incertez- 
za seguiremo  il  principio  adottato  dal  Mae- 
stro Gandini,  cioè  riguarderemo  eseguite  in 
una  sala  del  Collegio  le  Accademie  di  lette- 
re e d’  arti,  e nel  teatro  della  Spelta  le  a- 
zioni  accademiche  più  grandiose  consistenti 
in  rstppresentazioni  sceniche,  cantate  in  mu- 
sica. danze  e giuochi  d’  armi. 

1693  — Tributi  di  Pallade  e Marte  al 
(Hme  Estense.  — Annua  Accademia  di  let- 
tere e d’ armi  — I convittori  recitarono 
composizioni  poetiche  in  Italiano  è Francese, 
giuocarono  di  picca  di  spada  d’ insegna  di 
alabardino  e di  moschetto,  saltarono  il  ca- 
vnllo,  eseguirono  balli  a solo,  ed  in  più 
danzarono  correnti  figurate,  rigodoni,  mt- 
nuetti,  'horee  figurate,  e boree  di  Marly. 


— 178  — 

Furono  poi  pubblicati  i nomi  di  quei 
Convittori  che  si  distinsero  negli  studi!  delle 
scienze,  delle  belle  lettere,  della  lingua  fran- 
cese, nella  scherma,  nel  ballo,  nel  caval- 
care. • 

Dei  convittori  nominati  nel  programma 
di  quest’  Accademia  citeremo  soltanto  per 
brevità  i nomi  dei  Modenesi  le  famiglie  dei 
quali  esistono  tuttora,  e sono  i seguenti  : 
Marchese  Luigi  Molza. 

Conte  Giulio  Cesare  Molza.  ^ 

Conte  Alfonso  Fontanelli. 

Conte  Giovanni  Bellincini. 

Conte  Nicolò  Maria  Molza. 

Conte  Gio.  Francesco  Ferrari. 

1694.  — Pallade  armata  ossequiosa  al 
trono  Estense.  — Annua  Accademia  di  let- 
tere e d’  armi. 

Nello  stesso  anno  per  la  morte  del  Duca 
Francesco  II  nel  Collegio  fu  fatta  un’  Acca- 
demia letterar,^  con  recita  d’orazione,  poesie 
e due  cantate  in  musica,  sotto  il  titolo  di 
Teatro  delle  Virtà  Piangenti. 

1695.  L'  obbligata  divozione  del  Col- 
tegio  de'  Nobili  prostrata  al  soglio  di  Rinal- 
do I d’  Este  Duca  di  Modena. 

Solita  annua  Accademia  di  lettere  e di 
armi, 

Nelle  Memorie  manoscritte  d’  Alfonso 


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— 179  — 

Ronchi  sotto  la  data  1 Marzo  1696  vMi 
scritto  : • I convittori  diecfero  la  sera  una 
« Accademia  d’  Armi  vestiti  tutti  all’  eroica 

• nel  gran  Cortile  del  Collegio  coperto  tutto 
« di  tele,  illuminato  da  27  torcie  e quattro 

• lumiere  col  concorso  di  tutta  la  nobiltà 
« d'ambo  i sessi.  I Serenissimi  stettero  alle 
« finestre  sopra  le  quali  v’  erano  tappeti  di 

• veluto  cremisi.  L’  Accademia  durò  un* 

• ora.  • 

Forse  fu  questo  1’  accademico  tributo 
intitolato  — Pallade  Pronuba  — offerto 
dai  Convittori  nel  1696  al  Duca  Rinaldo  ed 
alla  Duchessa  Carlotta  Felieita  di  Brunswich 
per  festeggiare  le  loro  nozze  avvenute  nel- 
r anno  antecedente. 

1697.  — Jl  Cuore  in  olocausto  per  la 
sospirata  felicissima  successione  de'  Serenis- 
simi regnanti  — Accademia  di  lettere  e di 
armi. 

1698.  — La  Virtù  in  lite  fra  le  lettere 
e le  armi  — Accademia  fatta  dai  Convittori 
sul  finire  de'  studii  in  detto  anno. 

Nello  stesso  anno  i Convittori  offrirono 
alle  Altezze  Serenissime  di  Brunswich  e di 
Modena  un  tributo  Accademico  intitolato 
L‘  Oroscopo  Fortunato. 

1699.  — Il  Secolo  d'  oro  rinascente  nelle 
gloriosissime  Nozze  delle  S.  M.  di  Giosejfo 

12 


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180  — 

<?’  Austria  e di  Amalia  di  Brunstoich  Re  e 
Regina  de*  Romani  — Applauso  Accademico. 

La  guerra  che  ardeva  in  Italia  fece  so- 
spendere per  qualche  anno  le  Accademie  dei 
Convittori. 

1706.  — Accademia  di  lettere  e d’  armi 
che  prendeva  argomento  dalla  gara  fra  Ulisse 
ed  Ajace  per  aver  le  armi  di  AchfUe. 

1707.  — L’  Accademia  letteraria  — Le 
Oare  fra  la  gloria  del  Sovrano  e la  felicità 
dé’ sudditi  — fu  data  dal  Collegio  per  cele- 
brare il  ritorno  del  Duca  ne  suoi  stati. 

In  detto  anno  fu  anche  data  un’A^ccade- 
mia  d’  armi  iVititolata  — L'Armonia  'resti- 
tuita alla  Tracia  o sia  la  prudenza  rimessa 
sul  trono  — Con  questa  si  fest?ggiò  per  la 
prirfia  volta,  dopo  il  ritorno  di  Duca  Rinaldo 
in  Modena,  il  giorno  natalizio  del  Principe 
di  Modena,  che  cadeva  alli  2 di  luglio. 

Dal  1707  passiamo  al  1713;  che  le  Ac- 
cademie date  dai  Convittori  del  Collegio  dei 
Nobili  negli  anni  intermedii  non  pare  che 
fossero  rappresentate  in  una  sala,  o teatro 
del  Collegio  stesso. 

1713.  — 2 Luglio  — La  Virttl  trion- 
fante del  Vizio  — Accademia  dedicata  al 
Principe  di  Modena  nel  di  lui  giorno  nata- 
lizio. 

1714.  — 2 Luglio  — H tempio  di  Giano 


•9“ 


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— 181  ~ 

chiuso  0 sia  la  Pace  di  Cesare  Augusto 
perator  Romano  — Accademia  di  lettere  e 
d’  armi. 

1715.  — 2 Luglio  — L'  Unione  de'  Ro- 
rnani  co’  Sabini. 

1716.  — 2 Luglio  — La  Nascita  del 
(jrande  Achille  idea  dell'  Rccelso  Austriaco 
infante. 

1727.  — Accademia  letteraria  per  la 
morte  del  Principe  Gian  Federico  figlio  al 
Duca  Rinaldo. 

In  seguito  i detti  Saggi  Accademici  si 
produssero  o in  Corte,  o,  come  abbiamo  già 
veduto,  nel  Teatro  della  Spelta. 

^ In  due  de’  medesimi,  eh’  ebber  luogo 
negli  anni  1722  e 1724,  troviam'o  citato  fra 
i convittori  Don  .Alfotiso  Varano  di  Came- 
rino. Nato  questi  1’  anno  1705  a Ferrara  ivi 
morì  1 anno  1788.  Scrisse  tragedie  assai  lo- 
date; ma  della  sua  maggiore  celebrità'  va 
debitore  alle  Visioni.,  che  il  Moliti  pareggiò 
a quelle  d’  Ezechiello,  ed  alla  Messiade  di 
Klopstock.  ^ 

Nel  1753  ebbe  poi  luogo  l’ aprimento  del 
nuovo  teatro  domestico  del  Collegio  stesso. 

^ Un  Teatro  che  pure  dicevasi  di  casa  o 
domestico  esisteva  sino  dal  1729  nel  Collegio 
dp  Nobili  in  Modena:  e quivi  i Convittori 
delle  diverse  Camerate,  il  numero  delle  quali 


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— 1!82  — 

variava  da  7 a 9,  nelle  vacanze  ’ del  CarDO> 
vale  dal  1 729  al  1752  rappresentarono  Opere 
Sceniche  cone  intermezzi  di  hallo.  Di  tali 
rappresentazioni  possiamo  dare  1’  elenco 
avendo  sott’  occhio  una  preziosa  raccolta 
de’  relativi  programmi  a stampa  non  veduta 
dal  Maestro  Oandini.  E con  ciò  almeno  in 
parte  si  riempie  la  lacuna  lasciata  da 'questo 
benemerito  nostro*  concittadino  nella  storia 
del  detto  Teatro,  di  cui  non  dà  notizie  per 
un  periodo  di  56  anni  vale  a dire  dal  1696 
al  1752. 

Taluno  s’  annoierà  nel  leggere  la  Ittnga 
serie  di  tragedie  e commedie,  di  cui  qui  ap- 
presso riportiaijao  i titoli;  ma  speriamo  che 
non  vorrà  accusare  i compilatori  di  ^jueste 
aggiunte  di  voler  ad  ogni  costo  riempiere 
le  carte  di  cose  inutili,  quando  si  faccia  ad 
osservare  che  era  preciso  loro  obbligo  di 
nulla  pretermettere  di  relativo  all’  argomento 
che  trattano.'  D’ altra  parte  1’  accorto  lettore 
al  leggere  i nomi  degli  autori  delle  produ- 
zioni sottocitate  avrà  una  prova  patente  che 
il  teatro  italiano  sul  principiare  del  secolo 
XVIII  non  poteva  fornire  materia  ai  convit- 
tori pei  loro  esercizii  drammatici,  e che 
quindi  dovevano  ricorrere  al  Teatro  francese 
illustrato  da  CorneiUe^  Racine,  Molière'  e 
molti  altri.  Nel  progredire  soltanto  di  quel 


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183  -- 

sQieolo  PiBr  Jacopo  Martelli  per  la  tragedia, 
e Carlo  Ooldoni  per  la  commedia  intrapre- 
sero la  riforma’ e quasi  siam  per  dire  la 
creazione  del  teatro  nazionale,  al. migliora- 
mento del  quale  dappoi  contribuirono  il 
Maffei^  il  Contit  V Alfieri,  il  Monti^  i due  Pm- 
demonti,  M90  Foscolo^  Nieolini,  Silvio  Pel- 
licOi  Alessandro  Manzoni^  nonché  V Alber- 
gali, il  Federici,  ed  . altri  più.  moderni  che 
per  esser,  troppo  noti  non.  nominiamo.  Se 
queste  ! considerazioni,  non  tranquillassero  il 
nostro  difficile  lettore,  gli  daremo  per  ultimo 
colle  parole  dell’ Ariosto . im  consiglio: 

•i  Passi, vchi 'Vuoi,  tre  carte  o quattro,  senza 
• Leggerne  verso. 

1729.  Berenice.  — Tragedia  di  Racine. 

A grippa  — Opera  tradotta  dal  francese. 

Il  Paggio  Fortunato  — Commedia. 

Le  Furberie  di* Scappino  — Commedia 
di  Molière. 

Il  Cacciatore.—  Tragicommedia. 

L’  Invidia  di  Corte  — Commedia.  ‘ 

Il  Medico  per.  forza  — Commedia  di 
Molèire.  ,1  s - 

Ippolito  Zanélli  dedicò  un  sonetto  ai 
Convittori  del  detto  Collegio  che  rappresen- 
tarono le  sovracitate  teatrali  produzioni.  Ne 
trascrivo  le  due  terzine  in  cui  il  poeta  loda 
od  adula  que!  Cavalieri,  più  per  la  spiritosa 


_ 184  — 

recita  delle  commedie  che  per  quella  delle 
tragedie. 

• E meraviglia  è ben,  che  da  si  alteri 

• Figli  rimiri  il  volgo  espressi  i suoi 

« Costumi,  e modi,  accenti,  atti,  e pensieri. 
« Meraviglia  non  già  vedere  in  Voi 

• D’  Etruria,  d’Alba,  e Roma  i gran  Guer- 

rieri : 

• È facile  agli  Eroi  Unger  gli  Eroi. 

Uno  degli  attori  della  Berenice  fu  il  Conte 
Antonio  Montecuccoli  Modenese,  Cavalier  di 
Malta,  che  poscia  dimorò  a Vienna  in  qua- 
lità di  ministro  plenipotenziario,  e sedette 
nel  consiglio  intimo  di  stato  de’  Duchi  di 
Modena.  Morì  in  patria  1’  11  luglio  1768. 

1730.  — - I Vecchi  innamorali  •—  Com- 
media. 

I Vecchi  delusi  in  amore  Commedia. 
Artaserse  — Tragedia. 

II  Cicisbeo  sconsolato  — Commedia. 
Giocasta  Ja  Giovane  — Trag. 

Il  Duca  di  Guisa,  — Trag. 

La  Serva  Padrona  — Comm. 

1731.  — La  Pirlonta  — Comm. 
Britannico  Trag.  di  Bacine. 

Moniezuma  — Trag. 

Alessandro  il  Grande,  — Tragedia  di 
Bacine. 

Ezzelino  Tiranno  di  Padova  — Trag. 


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— 185  — 

L'  Inganno  per  necessità  — Comm, 

IL  Signor  di  Purcignacco  — Comm.  di 
ìiol  ière. 

1732.  — Sesostri  Trag.  — I Taimingi 
Trag.  di  P.  I.  Martelli  — Perselide  Trag, 
del  Martelli  — Merope  Trag..  del  Maffei  — 
Radamisto  e Zenohia  Trag.  di  Crehilloìi  — 
Le  4 Commedie  II  Medico  Volante.  Le  Scioc- 
cherie di  Gradelino,  11  Finto  Principe,  Don 
Chissotto  delia  Mancia. 

1733.  Tragedie  — Il  Ctd.  — Sesostri 

— Foca  — Ulisse  il  Giovane  dell’  Ab.  Do- 
menico Lazzarini  — Il  Cinna  di  Corneille. 
Commedie  — D.  Sputasenno  — L' Uomo  Bur- 
lato — V Uomo  Fastidioso  — Le  Cerimonie 
di  Scipione  Maffci. 

1734.  — Tragedie  — Mitridate  — Nico- 
mede  — Eraclio  — Rodoguna.  Queste  due 
ultime  di  Corneille. 

Commedie  — Il  Mercante  Prodigo  — 
L*  Uomo  sfortunato  ne'  suoi  disegni  — Lo 
Amore  e lo  sdegno  del  Dott.  Graziano  — 
L’Avaro  di  Molière  — 7 due  Gemelli  e V E- 
rede  universale  entrambe  di  Monsieur  Re 
gnard. 

1735.  — Due  Tragedie  di  Racine  — Ifi- 
genia — Berenice.  Ciro  del  Padre  De  la  Rue 

— Tamerlano  di  Monsieur  Pradon.  Tro 
Commedie  di  Molière  — • Le  Furberie  di 

V ■ * ■*  '> 


— 186  — 

Scappino  — Lo  Stordito  — Lé  donne  Savie 
*—  ed 'altra  di  non  so  qual  autore  intitolata  ^ 
il  Morto  Maritato. 

1736.  — Cinque  Tragedie  — Agrippa  di 
Monsieur  Quinault  — Arminio  di  Capistron 
— ■ Pertinace  del  Dottor  Alfonso  Cavazti 
Modenese  — Andromaca,  I Fratelli  Nemici. 
Queste  due  ultime  di  Bacine. 

Quattro  Commedie  — Il  Giovane  Timido 
— Democrito  — Arlecchino  Selvaggio  — Il 
Naufragio. 

1737.  — Tragedie  — Siroe  — Giuba  — 
Germanico  — Muzio  Sceoola. 

Commedie  — Il  Finto  Medico  — J Di- 
sturbi  del  Capitano  Coviello  — Medea  — Il 
Matrimonio  in  Maschera  — Il  Cittadino 

t 

Gentiluomo  — Il  Giuocatore. 

Opera  Scenica  — Madama  Ciana. 

1738.  — Due  Tragedie  di  Voltaire — 
Bruto  e Alzira.  Due  di  Corneille'—  Stiìicone 

e Timocrate.  Una  del  Dottor  Baruffaldi  — • 
Giocasla  la  Giovane. 

Commedie  — L’/«^anwo  per  necessità. 

Il  Cicisbeo  Sconsolato  — Il  Medico  per  ' 
forza. 

1739.  — Tragedie  •—  Mitridate,  di  Ratine 
— Abeti  Saide  di  Le  Diane  —Zaira  di  Voi-'. 

s taire  — Sesostri. 

f . ' 

Commedie  — Le  Disgrazie  di  Pantalóni^  ' 


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— 187  - 

— • Pantalone  Burlato  — Cicala  -*  7 Vecchi- 
Bévali  ' — La  ' Serva  Padrona  — LMenecthi' 
di  Regnard  — Gl’  Inganni  lodevoli  — I 
Litiganti  di  Racine. 

1 1740;  — ■ Due  tragedie  di  Comeille  — Il 
Cid  Il  Poliuto  — La  Mcrope  del  'Maffei^' 

— Demofoonie'—  Ciro  Opera  del  Padre  De  ' 
Bae: 

Commedie’ — D.  Chissotto  La  PiWo- 
nea  — Le  Nuove  pazzie  del  Dottore  — VA-  ' 
stuzia  Derisa  — Il  Cavalier'  Parigino  — »• 
L' Avvocato  di  Monsieur  Buseis  li  Menti- 
tore di  Corneille. 

Fortuna  e Dormi.  Tragicommedia. 

* 1741.  — Perselide  di-  Pier  Iacopo  Mar-'  • 
telH  — ' Maometto  di  Monsieur  De  la  Noue  > 

— Radamisto  e Zenobia  'di  Crebillon  — ; 
Tito  — Arminio  di  Capistron  -^  Ifigenia  di 
Racine  — / Maccabei  di  Mònsieur  De  la- 
Motte  — S.  Gennesio  Martire  di  Monsieur  > 
de  Rotróu. 

- Oltre  queste  otto  tragedie  furono  dat»'^ 
le  seguenti  quattro  Commedie  — L’ Invidia  ■ 
in  Corte  — Il  Paggio  Fortunato  *—  Medea . 

— Le  Fortune  non  conosciute  del  Doiìore- 
Nel  primo  intermezzo*  agli  atti  di  questa 

ultima  commedia  agì  il  Convittore  Conte-. 
Enea  Caprara  MontecuccoH  Bolognese,  che  > 
dappoi,  fu  Ciamberlano  Imperiale,  e proprie» 


— f88  — 

tario  d'  un  reggimento  di  fanti  Austriaco. 
Nel  1793  assunse  il  comando  delle  truppe 
Pontificie,  e.  mori,  in  Roma  di  69  anni  li  12 
settembre  1793. 

1742.  — Le  tragedie  Muzio  Scevola  di 
Monsieur  du  Dyer  — Gustavo  di  Monsieur 
Piron  — Germanico  di  Monsieur  de  Borsat4 
— Artaserse  — Ines  de  Castro  di  Monsieur 
de  la  Motte  — Bruto  del  Marchese  Gioseffo 
Gorini  Corio,  — Romolo  del  suddetto  Mon- 
sieur de: la  Motte. 

Una  sola  commedia  cioè:  .i’Ayaro  di  Mo-  \ 
Uère, 

Nella  serie  dei  programmi  deUe  opere 
sceniche  .rappresentate  dai  Convittori  del 
Collegio ‘de’ Nobili  in  Modena  nel  loro  do- 
mestico Teatro  nella  prima  metà  del  XYIII 
secolo  mancano  quelli  degli  anni  1743  e se- 
guenti sino  al  1747,  e perciò  cqnvien  cre- 
dere che  negli  anni  suddetti  quel  Teatro  ri- 
manesse chioso.  E ciò  è assai  probabile,  se . 
non  certo,  quando  si  consideri  che  a quel 
lempo  arse  in  questi  paesi  la  guerra . com- 
battuta fra  i Gallo-Ispani  e gli  Austro^Sardi. 

1748.  — Nelle  vacanze  di  Carnevale  fu- 
rono rappresentate  5 tragedie  Radamisto  e 
Zenobia.  — Atreo  e Tieste  — entrambe  di 
Crebillon.  La  Gabinia  4i  Monieur. Rruoy»  — 
La  Giocasta  d^U’  Ab.  Baruffaldi.  — Il  Mu- 
zio Scevola  di  Monsieur  Daciér. 


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— 189  — 

E due  commedie.  — Lo  Stordito  — di'- 
Molière,  — Il  Cicisbeo  Sconsolato.  » 

• 1749.  — Niuna  memoria  vi  ha  che  in  • 
quest'  anno  fossero  date  le  solite  rappresene  < 
tazioni. 

1750.  — Tragedie  — Gustavo  di  Mon- 
sieur  Piron.  — L’ Invitta  Generosità  di  Mon> 
sieur  de  Capistron.  — Li  Maccabei  di  Mon< 
sieur  de'  la  Motte.  • 

Commedie  di  Molière.  — Le  Furberie  di 
Tabarino,  — V Ammalato  Immaginario.  — 

Uomo  Fastidioso:  - 

Il  Ciro  - Opera  del  Padre  De  la  Rue.* 

1751  — Tragedie.  — Oreste  e Pilade, 
di  Monsieur  de  la  Grange  — Niso  ed  Furialo - 
del  Dott.  Gavazzi  Modenese  — Zaira  di- 
Voltaire  — Ines  de  Castro  di  Monsieur  de> 
la  Motte  — L’  Opera  Comica'  tradotta  dal- 
Francese  L’  Esopo  in  Corte  — T)ue  Corame*  « 
die.  — La  Vedova  Scaltra  ■*  del  Goldoni.  — - • 
Il  Signor  di  Purcignacco  di  Molière. 

1752.  — Quattro  tragedie  * Bidone  di  Mon- 
sieur le  Franch  — Cinna  di  Corneille  — Bru- 
to = Maometto  — entrambe  di  Voltaire. 

Tre  Commedie  — La  Donna  accorta  — 
Madama  Ciana  — Il  Medico  per'  forza  di 
Molière. 

Conchiudiamo.  Il  Teatro  del  Collegio  a*  . 
porto  nel  1753  altro  non  era  a nostro  avi  ' 


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--  m — 

Tiisi>,  che  il  veochio,  abbellita  ed . ampliato  : 
che  se  pure  fu  .costrutto  in  altra  parW  dei  r 
fabbricato  di  .quello  stabilimento  ,d’ educa- 
zione,'noB'  fu  t il- primo  luogo  dedicato  a 
sceniche  rappresentazioni  che  sorgesse  fra 
le- muta  del- detto  ‘ Collegio. 

. Lasciamo- ora  la  parola  al'M.  Qandini.  c^-- 
' L'  apertura  del  Teatro  del  Collegio  segui, 
nell’  anno  1753.  Incomincierò  « quindi  la  cro- 
nologia di  questo  teatro  dall’epoca  indicata. 

. 1753.  — In  Carnevale  — • Muzio  Sco- 

• vola  — Opera  eroica  rappresentata  da’si-  ; 

• gnori  Convittori' dql  Collegio. dei  Nobili 

• .di  Modena  alla  presenza  di  tutta  la  Sere- 

• nissima  ; Corte  nel  loro  Nuovo  Teatro  a-t 

• iperto:  per  la  prima  volta  in  occasione  del 

• 'felicissimo' nascimento, del  Primogenito  (1) 

• {del  Serenissimo  Principe  Ereditario.  — > 

• Fra- tutte  I de.  sceniche,  grandiose.  Azioni. 

• .hanno  sciolto  di>,  rappresentare  il  Muzio' 

(1)  Era  Rinaldo  figlio  di  Ercole  III  (poscia  Duca  - 
di  Modena  ),  il  qual  Rinaldo  nacqua  li  3 gennaio  1753, 
e mori  li  5 maggio  dell’  anno  stesso.  Vuoisi  che  il 
Principino  Estense  fosse  fatto  morire  per  soffocazio- 
ne da  prezzolati  agenti  di  Casa  d’Austria.  la  quale 
voleva  assicurata  la  successione  di  Casa  d’  Este  a Ma- 
ria Beatrice  figlia  di  Ercole  HI  promessa  sin  dalle  fa- 
sce'nel  17^0  in  matrimonio  ad  un  Arciduca.  Scaltre  . 
persone  seppero  poi  fra  Ercole  d'Este  e Maria  Te*> 
resa  ^ybo.sua  moglie  far  sorgere  ed  alimentare  ge- 
los'ie  e discordie  che  li  trassero  a una  separazione 
la  quule  impedì  la  aaseita  di  altri  -figli,  ( N.  d.  C.)  ,<* 


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— 191  — 

. Scevola,  nella  quale  riluce  oltre  il  perfet- 

• tissimo  amore  verso  la  Patria,  un  vero 
« compiuto  Eroismo  esprimente  al  vivo  le 

• rare,  e numerosissime  virtudi,  che  in  ogni 

• ■ età  r Europa  tutta  ha  potuto  ammii*are  in 

• cadauno  dei  cospicui  gloriosi  discendenti 
< di  questa  antichissima  augusta  Casa. 

\ 

• Interlocutori 

« « 

« Muzio  Scevola  — Sig.  Abate  OUavio 

• Sardi  Patrizio  Lucchese  Principe  (2)  d’Ar- 
. mi  ed  accademico  di  ‘Lettere. 

« Tarquinio  Re  dei  /domani.  — March. 

• Alberico  Estense  Malaspina  d'  Olioola,  ac- 

• cademico  di  lettere. 

. Porsenna  Rè  de'  Toscani  — Marchese 
« Pietro  Asplanati  N.  Genovese  Principe 

• di  Lettere.  ' 

« Aronte  figlio  di  Porsenna.  — March.  . 
« Giulio  Asplanati  N.  Genovese  Segretario 

• deir  Accademia. 

t Oiunia  figlia  di  Bruto.  — Filippo  Sar- 

• di  Patrizio  Lucchese.  ' 

« Fulvia  confidente  di'  Giunia  — March. 

• Crescenlino  Baviera  Pesarese. 

(?)  I titoli  di  Candidato,  Aecademioo,  Segretario 
e Principe  erano  i gradi  acquistati  nell?  Accadetfiia 
di  scienze,  lettere  ed  arti  formata  dal  Collegio  i- 
8 tesso. 


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— 192  — 

Capitani 

« Marcino  — Conte  Filippo  Cicognara 

• Ferrarese. 

• Massimo  — Conte  Leandro  Bovini  N. 

• Padovano. 

• Dopo  r atto  prinoo. 

• Ballo  primo  — Trionfo  della  Fortezza 

• — nella  persona  di  Ercole,  ancor  tenero 

• bambino. 

V 

• Dopo  r atto  terzo. 

• Ballo  secondo  — Trionfo  deW  eroico 

• valore  — nella  persona  di  AchilVe  ancor 

• giovanetto,  e quasi  fanciullo. 

4 

Dopo  r atto  quinto. 

• Ballo  terzo  — Trionfo  di  Gloria  e di 

• costante  Pace  — annunziato  nei  Campi 

• Elisi  da  due  Genii  d’Italia,  e dalla  Sere- 

• nissima  Casa  d’  Este. 

• Fra  gli  atti  eranvi  ancora  vari  giuochi 
. di  Picca  e di  Bandiera. 

Ciò  r ho  rilevato  da  un  programma  a 
stampa. 

In  carnevale  fu  pur  recitata  la  Tragedia 
intitolata  --  Chelonide  -■  composta  da  Mon- 
signor Giuliano  Sabbatini  ^Vescovo  di  Mo- 
dena 


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— 193  — 

^ La  Ckehnide  fu  rappresentata  dalla 
Camerata  di  S.  Carlo.  Le  altre  Camerate 
rappresentarono  : 

Mitridate  tragedia  di  Racine. 

Poliuto  tragedia  di  Comeille. 

Atreo  e Tieste  tragedia  di  Crebillon. 

La  famiglia  dell*  Antiquario  di  Gol- 

doni. 

Lo  Stordito  di  Molière 

La  Serva  padrona  del  Dottor  Iacopo 
Nelli.  iOi 

1753.  — In  Luglio  — Marco  Furio  Ca- 
millo — azione  eroica,  i tre  atti  della  quale 
furono  rispettivamente  composti  dall’Abate 
Ottavio  Sardi  Lucchese,  e dai  March.  Giulio 
e Pietro  A spianati  di  Genova.  Ad  ogni  atto 
faceva  seguito  un  ballo  ed  una  cantata. 

1754.  — Luglio  — Tulio  Ostilio  — Azione 
eroica  composizione  dei  suddetti  tre  convit- 
tori autori  della  precedente. 

iOi  Nelle  vacanze  Carnevalesche  dell’anno 
stessevi  Convittori  avevano  recitato: 

La  Semiramide  di  Voltaire. 

Alzira  dello  stesso. 

Amasi  di  Monsieur  De  La  Grange. 

Maometto  Secondo  di  Monsieur  De  La 
Noue. 

La  Dama  e il  Cavaliere  Commedia.  ' 

L' Avventuriere  onorato  Comm. 

Arpagone.,  o sia  l’Avaro  Comm. 


194  — 

Livizzani  Giuseppe  nobile  Modenese  fu 
oreato  cardinale  da  Benedetto  XIV  nel  1753, 
e nell’  anno  appresso  il  Collegio  de’  Nobili 
in  Modena,  che  in  addietro  lo  aveva  anno- 
verato fra  suoi  alunni,  ne  festeggiò  Ja  pro- 
mozione con  ìun’ Accademia  letteraria  onorata 
della  presenza  del  Duca  e di  tutta  la  Sere- 
nissima corte.  ^ 

1755.  — Lucio  Paolo  Emilio  — I Coau- 
tori di  quest’ Azione  furono  il  Conte  Cleto 
Gnoli  Ferrarese,  il  Marchese  Lodovico  Goc- 
caponi  Modenese,  il  Signor  Francesco  Molini 
Veneziano. 

Nel  Carnovale  1755  furono  date  nel 
Teatro  del  collegio  le  seguenti  produzioni: 

Roma  Salvata^  o sia  Catilina  tragedia 
di  Voltaire. 

Ifigenia  in  Avtlide  tragedia  di  Racine. 

Gustavo  tragedia  di  Monsieur  Piron. 

Giocasta  tragedia  del  Dottor  Baruffaldi. 

La  finta  ammalata  commedia  .di  Gol- 
doni.  f 

La  jyarianna^  o sia  /’  Orfana  ricono- 
sciuta commedia  di  Pietro  Chiari. 

Le  Furberie,  di  Scappino  commedia  di 
Girolamo  Gigli, 

1756.  — Cajo  Marzio  Coriolano  Capi- 
tano dei  Volsci  — Azione  eroica  dei  con- 
vittori Signor  Vincenzo  Cassali  Reggiano, 


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♦ 


— 193  — 

del  Marchese  Giacomo  Maineri  di  Genova,  o 
di  Filippo  Sardi  patrizio  Lucchese. 

Ecco  r elenco  delle  tragedie  e com- 
medie rappresentate  dai  Convittori  nel  Car- 
nevale 1756. 

Varrone  tragedia  di  Monsieur  de  la  Grave. 

Maometto  tragedia  di  Voltaire. 

Dione  Siracusano  tragedia. 

Merope  tragedia  del  Maffei. 

Il  Vero  Amico  ed  II  Tutore,  commedia 
di  Goldoni. 

Madama  Ciana  commedia. 

1757.  — Modena  Liberata  da  Decimo 
Bruto  — Azione  Accademica  del  Marchese 
Carlo  Vaini  Cremonese,  di  Girolamo  Molin'x 
nobile  Veneto,  e del  suddetto  Marchese 
Giacomo  Maineri. 

coi  Produzioni  rappresentate  nel  Carne- 
vale ‘1757. 

La  Ifigenia  in  Tauris  tragedia  di  Pier 
Iacopo  Martelli. 

Li  Mercatanti  commedia  del  Goldoni. 

Edipo  tragedia  di  Voltaire. 

La  Marianne  tragedia  dello  stesso. 

Giovanni  di  Giscala  Tiranno  del  Tempio 
tragedia. 

Il  Bugiardo  — La  Figlia  Ubbidiente  — 
e r Impostore  commedie  del  Goldoni,  q» 

1758.  — ■ Il  Regno  d*  Italia  ristabilito  nel 

13 


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— 196  — 

dominio  de’  R(t  Italiani  — del  Marchese 
Francesco  Viali  Genovese,  del  €onte  Lodo- 
vico  Segni,  e del  Marchese  Alfonso  Cocca- 
pani  Modenese. 

fOi  Fu  questi  poeta  di  facile  vena.  Alcune 
sue  ottave  sulla  fiera  di  S.  Antonio  furono 
pubblicate  dal  Conte  MarioValdrighi  nel  1850. 

Il  domestico  Teatro  del  Collegio  nel 
Carnevale  1758  non  tacque.  Vi  furono  rap- 
presentate le  seguenti  tragedie: 

La  Berenice  di  Racine  — L’  Orfano 
della  China  di  Voltaire  •—  La  Marianne  pure 
di  Voltaire  — ed  il  Demetrio  di  non  so  qual 
autore. 

Nonché  4 Commedie  del  Goldoni  cioè 

La  Sposa  Persiana  — V Avvocato  Vene- 
ziano — La  Moglie  Saggia  — li  Chiacche- 
rone  Imprudente. 

1759.  — Stilicone  — Azióne  Accademica 
che  ebbe  ad  autori  Antonio  Grotti  Cremonese, 
Troilo  Venturi  Parmigiano,  ed  il  Conte  Co- 
simo Masi  Ferrarese. 

o«*ì  I Convittori  nel  Carnevale  1759  reci- 
tarono tre  tragedie  — 1’  Alzira  di  Voltaire 

— Pilade  e Oreste  — Radamisto  e Zenobia 
di  Crehillon  — e tre  commedie  del  Goldoni 

— Il  Torquato  Tasso  — La  Figlia  Ubbi- 
diente — La  Castalda, 

1760.  — In  Marzo  — Furono  date  due 


— 197  — 

Accademie  nella  sala  del  Collegio  sfarzosa- 
mente adornata,  con  intervento  della  Nobiltà 
e della  Corte  per  celebrare  la  nomina  dei 
Cardinali  Fantuzzi  e Castelli  già  convittori 
di  questo  Collegio  di  S.  Carlo. 

Le  seguenti  produzioni  furono  poi 
rappresentate  nel  Teatro  domestico  del  Col- 
legio per  le  vacanze  del  Carnevale  1760. 

Baiazet  tragedia  — La  Giocasta  tragedia 
del  Dottor  Baruffaldi  — Giovanni  di  Giscala 
tragedia  del  Conte  Don  Alfonso  Varano  di 
Camerino.  E le  tre  commedie  del  Goldoni 

— Il  Filosofo  Inglese  — La  Pinta  ammalata 

— L’ Impostore.  ^ 

1760.  — 17  Luglio  — Per  festeggiare 
Ja  Nascita  del  Duca  Francesco  III  (secondo 
che  usavasi  anche  negli  anni  precedenti)  fu 
data  la  solita  annuale  Accademia  dai  Con- 
vittori del  Collegio  nel  loro  domestico  Teatro 
coll’Azione  intitolata*  — • La  Felicità  di  Mo- 
dena ristabilita  nel  Dominio  perpetuo  dei 
Principi  Estensi  — composta  dagli  alunni 
March.  Cav.  fra  Girolamo  di  Canossa  Vero- 
nese,  Carlo  Manucci  di  Prato  e del  March. 
Benedetto  Estense  Selvatico  di  Padova.  La 
rappresentazione  era  al  solito  framezzata 
dagli  Esercizii  Cavallereschi,  da  balli  etc. 

1761  — Vamor  della  Patria  — ossia  — 
Codro  Re  d>  Atene  — Azione  accademica 


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— 198  — 

divisa  in  tre  atti  ebbe  ad  autori  Nicolò 
/./coan’a  Cremonese,  il  Marcliese  Federico 
Manfredini  di  Rovigo,  e Carlo  Manucci  di 
Prato. 

Il  Manfredini  sovracitato  riuscì  poi  di- 
stinto uomo  di  Stato.  Educò  gli  Arciduchi 
figli  al  Gran  Duca  di  Toscana  Pietro  Leo- 
poldo.  Nella  guerra  combattuta  fra  l’Austria 
e la  Turchia  combattè  sotto  le  insegne  Im- 
periali col  grado  di  maggior  generale,  ed  il 
Gran  Duca  Ferdinando,  suo  allievo,  salito  al 
trono  lo  nominò  primo  ministro.  Mori  il 
Manfredini  presso  Padova  nel  1809. 

Nel  Carnevale  1761,  i Convittori  recita- 
rono tre  tragedie  — La  Semiramide  di  Vol- 
taire — Osiride  del  Padre  Don  Francesco 
Ringhieri  — La  Perselide  di  Pier  Iacopo 
Martelli  — e tre  commedie  del  Goldo>ii  — 
Il  medico  Olandese  — La  Bottega  del  Caffè 
— La  Famiglia  dell'  antiquario.  ^ 

1762  — Marco ^Salvio  Ottone  — Azione 
Accademica  composta  dai  Convittori  Conte 
Luigi  Porro  Vicentino,  Don  LuJfji  Guaita  Mi- 
lanese, Conte  Ardicino  Cantalmaggi  dalla 
Porta  di  Gubbio. 

La  scena  figuravasi  in  Brescello  sulle 
Rive  del  Po. 

Facevano  corredo  a quest’  azione  i soliti' 
balli,  cantate,  assalti  di  spada  e giuochi  e 
giostre  di  picche  e bandiere. 


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— 199  — 

^ Ci  mancano  documenti  per  poter  dire 
se,  e quali  tragedie  e commedie  reppreseii- 
tassero  i Convittori  del  Collegio  dei  Nobili 
nel  carnevale  del  detto  anno  e di  parecchi 
anni  seguenti, 

1763  — Jl  Giovane  Ciro  — Azione  Acca- 
demica del  Conte  Luigi  Porto  Vicentino,  del 
Marchese  Gherardo  Molza  e del  Marchese 
Francesco  Naro  di  Roma, 

1764  — Gli  Eroi  Fratelli  — Delle  tre 
parti  di  questa  azione  furono  autori  il  Conte 
Gto:  Paolo  Stella  Bolognese,  il  Marchese 
Evasio  Luigi  Ferrari  di  Castelnovo  Bermi  da 
Conte  d’Orsara.  ed  il  suddetto  Marchese 
Molza. 

1765  — La  Conquista  di  Cartagine  — 
Azione  eroica. 

Composero  i tre  atti  della  medesima  i 
Convittori  Giuseppe  de'  Nobili  della  Spezia, 
il  suddetto  Marchese  E.  L.  Ferrari  ed  il 
Conte  Girolamo  Guglielmo  Secco  Suardo  Ber- 
gamasco. 

1766  — Il  Ritorno  di  Teseo  da  Creta  — 
Azione  Accademica  composta  dai  tre  con- 
vittori Angelo  Malipiero  nobile  Veneto,  e 
Marchesi  Vincenzo  Frosini  e Giuseppe  Cani- 
pori  ambi  di  Modena. 

Il  Marchese  Frosini  per  gli  eccita- 
menti avuti  dal  celebre  Ab.  Lazzaro  Spai- 


— 200  — 

lanzani^  sacerdote  della  Congregazione  della 
B.  V.  e di  S.  Carlo  di  Modena  e professore 
di  filosofia  nell’  università  e collegio  de’  no- 
bili, fu  studiosissimo  ed  assai  intelligente  di 
zoologia  e di  botanica.  Fu  presidente  della 
Società  agraria  Modenese.  Morì  di  82  anni 
li  18  giugno  1829. 

Del  Marchese  Giuseppe  Campori  si  è già 
detto  qualche  parola  nella  prima  parte  di 
questa  Cronistoria,  c^. 

. 1767.  — 14  Febbraio  — Cominciò  il 
breve  corso  di  rappresentazioni  comiche, 
che  solevasi  fare  in  Carnevale  dai  Convittori 
dèi  Collegio,  ove  interveniva  la  Corte  e la 
Nobiltà.  In  questa  circostanza  vi  furono 
molti  applausi  in  onore  dei  giovani  esecu- 
cutori. 

In  Marzo  — Accademia  ove’ si  esegui 
una  Cantata  e un  concerto  di  Musica. 

In  Luglio  — Gli  Sciti  — Azioi^e  Acca- 
demica, 

5^  Gli  Sciti  furono  composti  dal  March. 
Luigi  Trionfi  d’ Ancana,  dal  Conte  Giulio 
Negri  Fantini  di  Mantova,  dal  Conte  Lodo- 
vico  Maleguzzi  Reggiano.  Ai  tre  atti  della 
detta  Accademica  Azione  seguirone  tre  balli, 
e tre  cantate.  Gli  autori  delle  cantate  furono 
il  Conto  Vincenzo  Manzoli  del  Monte  Mode- 
nese, il  Conte  Alberto  Cicognara  Ferrarese, 
il  Marchese  Giuseppe  Campori  Modenese. 


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— 201  — 

I Convittori  del  Collegio  de’  Nobili  in 
Modena  composero  e recitarono  in  una  pub- 
blica Accademia  tenuta  1’  anno  1767  alcune 
rime  per  festeggiare  la  promozione  alla 
sacra  porpora  dell’  Eminentissimo  Cardinale 
Urbano  Paracciani  Arcivescovo  e Principe 
di  Fermo,  il  quale  in  sua  gioventù  era  stato 
alunno  del  Collegio  stesso,  e nella  Univer- 
sità Modenese  era  stato  laureato  in  ambo  le 
leggi  ed  in  teologia. 

Consimile  Accademia  letteraria  fu  data 
pure  nel  1767  per  solennizzare  altra  pro- 
mozione al  cardinalato  dell’  antico  alunno 
Oiovan  Ottavio  Bufalini  Vescovo  d’  Anco- 
na. 

1768.  — 2 Luglio  — Azione  Accademica 

— Il  Riconoscimento  di  Paride  — composta 
dall’  alunno  Conte  Vincenzo  Manzoli  del 
Monte  Modenese.  Questa  è la  prima  fra  le 
azioni  accademiche  rappresentate  dai  con- 
vittori del  Collegio  de’  Nobili  che  fosse  com- 
posta da  un  solo  autore.  Nelle  antecedenti, 
come  si  è visto,  ogni  atto  era  scritto  da  penna 
diversa. 

1769.  — 2 Luglio  — L\  Eraclio  — ovvero 

— I Georgiani  — Azione  Accademica  del 
Convittore  Conte  Vincenzo  Manzoli  Mode- 
nese, col  corredo  dei  soliti  esercizi!  caval- 
lereschi. 


4 


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- 202  — 

1770.  — In  Carnevale  — Furonvi  le  re- 
cite  dei  Convittori  secondo  il  praticato  in 
altri  anni  addietro. 

1770.  — 4 Giugno  — Scanderberg  Priri' 
cipé  d’Albania  — Aziono  Accademica  com- 
ponimento d -1  Marchese  Maurizio  Gherar- 
dini  Veronese. 

1771.  — In  Carnevale  — Drammatiche 
rappresentazioni  eseguite  dai  Convittori,  fra 
le  quali  la  Tragedia  intitolata  — Enrico  — 
composta  dall’  alunno  Marchese  Maurizio 
Gherardiniy  Veronese  Principe  di  lettere  ed 
Accademico  Dissonante.  Fu  seguita  da  un 
Magnifico  Ballo  rappresentante  una  Macchina 
di  Statue  danzanti,  assai  applaudito.  L’ in- 
venzione e direzione  di  esso  era  del  Con- 
vittore D.  Cnrie  A Cremonese,  Prin- 
cipe d’  Armi  e Accademico  di  Lettere. 

^ I Convittori  nel  detto  Carnevale  rap- 
presentarono ancora  le  produzioni  sottono- 
tate: 

L’  Orfano  della  Cina  di  Voltaire  — Ra- 
damisto e Zenobia  di  Crebillon  — E le  Com- 
medie — Eugenia  di  M.  Beaumarchais  — 
Gì*  Importuni  di  Molière  — La  Finta  Am- 
malata — La  Vedova  Scaltra  — Arlecchino 
Servo  di  due  Padroni  — Queste  tre  ultime 
del  Goldoni.  Nonché  un  intermezzo  di  M.. 
Destouches. 


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— 203  — 

Oltre  il  ballo  delle  Statue,  altre  due  ne 
furono  dati,  rappresentanti  la  caccia  d’ alcune 
fiere,  e la  vendita  degli  schiavi  al  Gran 
Sultano, 

3 Luglio  — Talestri  Regina  delle  Amaz- 
zoni — Azione  Accademica  composta  dal 
Convittore  Giovanni  Pindemonti  Veronese 
Principe  di  Lettere  e Accademico  Dissonante' 
Eranvi  al  solito  esercizii  cavallereschi,  balli 
e cantate. 

^ Giovanni  Pindemonte  nacque  nel  1751 
a Verona,  e vi  morì  nel  1812.  I dotti  lessero 
con  piacere  la  sua  tragedia  i Baccanali,  ed 
il  popolo  r applaudì  ne’  teatri. 

Fra  i Convittori  che  agirono  nell’Azioue 
Accademica  data  nel  luglio  1771  si  vede  ri- 
cordato nella  relativa  stampa  anche  il  fra- 
tello del  Marchese  Giovanni  Pindemonti  cioè 
il  Marchese  Ippolito  a lui  minore  di  età  ma 
superiore  in  fama  letteraria. 

Ippolito,  nato  V anno  1753,  colla  sua  ver- 
sione deir  Odissea  d’  Omero  s’ inalzò  un  mo- 
numento di  gloria  imperitura.  La  sua  vita 
mortale  si  estinse  aVeronail  18  novembre  1828* 

Ne’  balli  che  decorarono  1’  azione  prese 
parte  anche  il  Marchese  Francesco  Dondi 
dall*  Orologio  nobile  Padovano,  che  fu  poi 
Vescovo  in  patria,  e profondo  negli  studii 
sacri  e storici.  Morì  1’  anno  1819  lasciando 


— 204  — 

il  suo  nome  raccomandato  a diverse  opere 
assai  stimate, 

1772.  — 25  Febbraio  — Cominciarono 
le  consuete  Recite  di  Carnevale  fatte  dagli 
Alunni  del  Collegio. 

Furono  rappresentate  le  tragedie  — 
Gastone  e Boiardo  — Gabriella  di  Vergy 
entrambe  di  M,  Belloy,  il  dramma  tradotto 
dal  Francese  — Il  Disertore  — e le  com- 
medie — Il  Saggio  Amico^  del  Marchese 
Francesco  Albergati  Capacelli  Bolognese, 
Il  Bugiardo  — Il  vero  amico  — L’Osteria 
della  Fasta,  tutte  tre  del  Goldoni,  e due 
balli  Osiride  ed  Io  — Achille  in  Sciro. 

^ 1772.  — 3 Luglio  — Akebar  imperatore 
del  Mogol  — Azione  Accademica  composta 
dall’  alunno  Conte  Ferdinando  Marescalchi 
di  Bologna. 

5^  Ferdinando  Marescalchi,  celebre  uomo 
di  stato,  ebbe  gran  parte  nelle  vicende  po- 
litiche italiane  sul  principiare  del  secolo 
presente,  e fu  1’  ultimo  rappresentante  del 
primo  regno  d’  Itali.a  a Parigi.  Nel  1814 
Maria  Luigia  a lui  aflSdò  la  cura  del  governo 
di  Parma  e Piacenza.  Nominato  ministro 
plenipotenziario  dell’  Impcrator  d’  Austria  a 
Modena,  poco  appresso  quivi  moriva  nel 
1816. 

Diversi  convittori  Modenesi  agirono  nei 


— 205  — 

t 

balli  che  intramezzarono  T azione  accademica 
intitolata  Akebar,  cioè  i fratelli  Conti  For~ 
innato  e Fulvio  Rangone  entrambi  Cavalieri 
di  Malta,  e Lodovico  Colombi  Quattrofrati. 

1773.'  — 2 Luglio  — Tito  Manlio  Tor- 
quato Console  di  Roma  — Azione  Accade- 
mica composta  dal  Marescalchi  suddetto. 

Ecco  il  programma  delle  Azioni  Sce- 
niche rappresentate  dai  Convittori  nel  do- 
mestico loro  Teatro  durante  le  vacanze  del 
carnevale  1773. 

Tragedie  — Fajelle  di  Monsieur  D*Ar- 
naud  — Adelaide  di  Voltaire  — Mitridate 
di  Racine. 

Commedie  — Il  Vizioso  corretto  del  Conte 
Ferdinando  Marescalchi  — La  caccia  di 
Enrico  IV  Re  di  Fr fenda  di  Monsieur  De 
Collet  tradotta  dal  Marescalchi  suddetto  — 
Todero  Brontolon  — La  Figlia  Ubbidiente 
— La  Locandiera  tutte  tre  del  Goldoni. 

Vi  fu  inoltre  un  intermezzo  intitolato  — 
Le  Nozze  di  Calderine,  e cinque  balli  dei 
quali  ci  piace  riportare  i titoli  — Il  Matrù 
monio  per  ripiego  - Con  pantomina  — La 
Bottega  del  Parrucchiere  Francese  — Ulisse 
neir  Isola  di  Circe  — 'La  Vendemmia — Le 
Feste  Campestri  ^ 

1774  — In  Carnevale  si  recitò  dai  Con- 
vittori secondo  l’usato  negli  anni  scorsi  con 
buon  successo. 


— 206  — 

^ Furono  date  quattro  Tragedie  — Il 
Conte  di  Warvik  di  Monsieur  de  la  Harpe 

— U Andromaca  di  Racine  — Il  Fanatismo 
ossia  Maometto  di  Voltaire  — Il  Poliulo 
di  Coìmeillo  — Ed  uti  dramma  '-Il  Fabbri- 
catore inglese. 

Le  Commedie  furono  — Il  Caffè  ossia 
La  Scozzese  di  Voltaire  — quattro  altre  del 
Goldoni  — La  Moglie  Saggia  — La  Pamela 

— / Mercatanti  — Il  Tutore  — Con  sei 
balli,  ^ 

In  Luglio  — Camane  regina  di  Persia 

— Azione  Accademica. 

L’  Autore  della  Camane  fu  il  Marchese 
D.  Pietro  Treccili  Cremonese.  Detta  Azione 
Accademica  fu  rappresentata  la  sera  del  2 
luglio  1774  giorno  natalizio  del  Duca  Fran- 
cesco III  allora  regnante,  avendone  dimo- 
strato il  maggiore  aggradimento  e compia- 
cenza la  Serenissima  Corte  intervenendovi 
con  molto  numero  di  Nobiltà,  e d’  altre  per- 
sóne le  più  qualificate. 

Queste  parole  relative  al  buon  successo- 
della  data  rappresentazione  sono  copiate  dal 
Messaggiere  di  Modena  Num.  27  - 6 luglio 
1774.  Anche  negli  anni  appresso  quel  foglio 
non  mancò  colle  medesime  frasi  di  dar  l’an- 
nunzio delle  Azioni  Accademiche  date  dal 
Collegio  de'  Nobili.  > 


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— 207  — . 

Addì  19  Aprile  del  detto  anno  1774  il 
Collegio  solennizzò  la  promozione  alla  sacra 
porpora  dell’antico  suo  alunno  Atìlonio  Ca- 
sali. V'  intervenne  la  Ducal  Corte,  o co- 
me  a’.lora  dicevasi,  la  -Serenissima  Padro- 
nanza. « 

1775  — In  Carnevale  le  recite  comiche 
, a norma  del  passato. 

2 Luglio  — Lucio  Quinzio  Cincinnato  — 
Azione  Accademica  composta  dall’  alunno 
Marchese  Filippo  Filonardi  Romano  — coi 
soliti  esercizii  d’  armi,  balli  e cantate. 

1776  — In  Carnevale  fu  fatta  una  Com- 
media in  idioma  francese. 

2 Luglio  — Il  buon  uso  della  vittoria  — 
ossia  — Publio  Cornelio  Scipione  - Azione 
Accademica  del  Convittore  Alessandro  Gui 
nigi  Patrizio  Lucchese,  Principe  dell’  Acca- 
demia di  Lettere  ed  Accademico  Ducale  Dis- 
sonante. Eranvi  tre  Balli  : il  primo  intitola- 
vansi  — Andromeda  liberata  da  Perseo  — 
il  secondo  — Arianna  e Teseo  — il  terzo 
— Ifigenia. 

1777.  — 2 Luglio  — Camma  — Azione 
Accademica  del  Convittore  D.  Giulio  Paini 
Milanese  Principe  di  Lettere,  Accademico 
d’ Armi,  e Ducale  Dissonante.  In  ciascuno 
dei  tre  atti  ne’  quali  era  divisa  1’  azione  fu- 
rono eseguiti  combattimenti  militari  secondo 


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— 208  — 

il  carattere  della  medesima.  Ebbero  pur 
luogo  tre  cantate  e tre  balli  rispettivamente 
intitolati  — Telemaco  e Calipso  — Marte 
v^into  da  amore  — Le  Nozze  d'  Ipermne- 
etra.  • ^ 

La  promozione  alla  sacra  porpora  di 
Guido  Cafcagnini  diede  occasione  ad  una 
pubblica  Accademia  letteraria  tenuta  in  o- . 
nore  dell’  antico  convittore  del  Collegio  dei 
Nobili  in  Modena.  Alla  recita  di  questa  Ac- 
cademia eh’  ebbe  luogo  addì  25  maggio  1777 
intervenne  la  Serenissima  Corte. 

Sul  finire  del  Carnevale  dell’  anno  1777 
i Convittori  avevano  eseguite  le  solite  dram- 
matiche rappresentazioni, 

1778.  — 2 Luglio  — Azione  Accademica 
intitolata  — Sertorio  — composta  dall’  a- 
lunno  Lodovico' Colombo  Quattrofrati  Nobile 
Modenese  Principe  di  Lettere,  Accademico 
d’  Arti  e Ducale  Dis.sonante.  I tre  balli  che 
intramezzarono  gli  atti  di  quest’  azione  ave- 
vano per  titolo  — La  partenza  d' Enea  da 
Cartagine  — Scorreria  de'  Tartari  nella 
Georgia  — Alcide  al  Bivio. 

Li  24  F’ebbraio  1778  avevano  av^|^o 
principio  le  recite  de’  convittori  por  le  va- 
canze del  carnevale  con  una  tragedia  molto 
applaudita.  Furono  poi  recitate  anche  diverse 
commedie  ed  eseguiti  balli  con  molta  mae- 
stria. 


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— 209  — 

Addì  17  luglio  1778  i Convittori  tennero 
una  letteraria  Accademia  per  la  promozione 
alla  sacra  porpora  di  Marco  Antonio  Mar- 
colini già  stato  alunno  in  detto  Collegio.  La 
Corte  vi  fu  presente, 

1779.  — In  Carnevale  vi  furono  alcune 
Recito  fatte  dai  Convittori  come  in  addietro. 
La  prima  ebbe  luogo  la  sera  del  9 feb- 
braio. 

2 Luglio  — Gli  Orazii  — • Azione  Acca- 
demica del  convittore  Carlo  Forciroli  Al- 
berghetti Nobile  Modenese  Principe  di  scien- 
ze e Belle  Lettere,  Accademico  di  Belle 
Arti  e Ducale  Dissonante. 

coi  Carlo  Forciroli  compose  tragedie  ap- 
plaudite in  Modena  e fuori,  e di  una  di  queste 
avremo  occasione  di  parlare  in  questo  Capo 
Vili  all’  anno  1794 

Fra  le  tre  parti  in  cui  dividevasi  razione 
— Gli  Orazii  — - ebbero  luogo  due  cori  di 
Romani  ed  uno  d’ Albani,  ed  i due  balli  pa  i- 
tomimici  — Jl  Trionfo  della  pace  — Zen», 
hia  e Radamisto. 

5^5  Una  delle  damigelle  di  Zenobia  era 
il  Conte  Abate  Francesco  Valdrighi  Mode- 
nese, entrato  nel  collegio  de’ Nobili  nell’anno 
1774.  Laureatosi  questi  in  leggi,  fu  pretore 
a Trento  (1790)  fece  parte  del  Tribunale  di 
Cassazione  in  Milano  (1797-99)  ed  ivi  insegnò 


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— 210  — 

a Brera,  a S.  Alessandro  e privatamente  di- 
ritto civile  sino  all'  anno  1834,  in  cui  venne 
a morte.  Francesco  Valdrìghi  era  nato  nel 
1763  di  Bartolomeo,  professore  di  diritto 
naturale  e di  gius  pubblico  nell’  Università 
di  Modena  e poscia  auditore  nella  rota  di 
Genova  morto  nel  1787,  ed  ebbe  due  fra- 
telli: Giuseppe,  del  quale  abbiamo  altrove 
parlato,  e Luigi  deputato  ai  Comizii  di  Lyon 
presidente  dql  Tribunale  di  revisione  in  Bo- 
logna, membro  del  collegio  elettorale  dei 
Dotti,  Cavaliere  della  Legion  d’  Onore,  Com- 
mendatore della  Corona  Ferrea,  Procuratore 
Generale  presso  la  Corte  di  Cassazione  in 
Milano,  Barone  del  Regno  Italico,  Consigliere 
di  Stato  nel  Consiglio  degli  Uditori,  mancato 
ai  vivi  li  31  luglio  1825. 

1780.  — 4 Luglio  — Ruggero  e Drada- 
mante  — Azione  Accademica  intrecciata  da 
balli,  ed  esercizii  cavallereschi. 

Il  Maestro  Gandini  non  fa  menzione 
delle  recite  eseguite  dai  Convittori  nel  Car- 
nevale 1780:  ne  parla  bensì  il  Messaggiere* 
di  Modena  N.  6 del  9 febbraio  del  detto 
anno,  dove  si  legge  che  scelte  tragedie  ne- 
gl’ idiomi  Italiano  e Francese  decorate  di 
balli  di  vaghissima  invenzione  furono  date 
con  plauso  nel  domestico  Teatro  del  Collegio 
de’  Nobili,  Ecco  i titoli  delle  suddette  rap- 


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— 211  — 

presentazioni:  U Ayrdromaque  di  Radete  — 
U Atalia  pure  di  Racine  — Il  Tancredi  di 
VoUaire.  Fra  i diversi  balli  uno  ve  ne  fu 
pantomimico  intitolato  Filinto  figlio  del  Re 
di  Sidone  riconosciuto  dal  padre  alV  occasione 
de’  Giuochi  Olimpici. 

13  Maggio  — I detti  convittori  in  pub- 
blica letteraria  Accademia  lessero  composi- 
zioni relative  alla  morte  del  Duca  France- 
sco III  avvenuta  li  22  febbraio  del  detto 
anno  1780. 

1781.  — In  Carnevale  — Solite  Recito 
fatte  dai  Convittori. 

3 Marzo  — I Convittori  recitarono  la 
Tragedia  — Zaira  — di  Voltaire,  nel  suo 
idioma  originale,  eseguendo  alla  fine  di  essa 
anche  dei  balli  figurati  con  aggradimento 
dei  concorrenti. 

Le  recito  dei  Convittori  per  le  va- 
canze del  Carnevale  1781  ebbero  principio 
la  sera  del  20  febbraio.  Oltre  la  Zaira  in 
francese  furono  recitate  queste  altre  trage- 
die — Il  Britannico  di  Racine  tradotta  — 

> 

UAzira  di  Voltaire  tradotta,  nonché  tre 
commedie  del  Goldoni  — Il  Caffè  ossia  la 
Scozzese  — - Todero  Drontolon  — Il  Vero 
Amico. 

La  Zaira  piacque  tanto  che  convenne  ri- 
peterla anche  fuori  dei  tempi  prescritti^ 

14 


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— $12  — 

cioè  il  Venerdì  2 marzo  (non  3)  in  quaresi- 
ina,  essendo  terminato  il  Carnevale  col  mese 
di  febbraio. 

7.  Luglio  — Foresto  — Azione  Accade- 
mica accompagnata  da  vaghissimi  balli,  ed 
altri  esercizii  cavallereschi. 

II  Foresto  si  crede  lavoro  del  Padre 
Lorenzo  Rondinetli  Minor  Conventuale  allora 
istitutore  per  la  perfetta  poesia  e belle  let- 
tere nel  Collegio  di  Modena.  Il  lìóndinetti 
mori  in  Modena  nel  1819  lasciando  fama  di 
valente  poeta. 

In  questa  circostanza  oltre  agli  innume- 
revoli applausi  fatti  ai  Convittori,  vennero 
pure  encomiate  due  nuove  scene  fatte  dai 
valenti  Pittori  Cav.  Fontanesi  di  Reggio  e 
Giuseppe  Bianchi  Maestro  d’  Architettura 
civile  e militare  del  Collegio. 

1782.  — 6 Luglio  — Adelaide  — ossia 
— Il  Traffico  fine  della  Famìglia  de'  Signori 
da  Roynano  — Azione  Tragica  dedicata  al 
Duca  Ercole  III. 

Anche  V Adelaide  si  credo  lavoro  del 
Padre  Rondinetti. 

Quest’  Azione  era  intermezzata  da  balli, 
giuochi  cavallereschi  etc.  e ottenne  1’  uni- 
versale aggradimento. 

Airomraissioue  fatta  dal  M®.  GaneZin» 
circa  le  rappresentazioni  del  Carnevale  1782, 
possiamo  supplire  col  seguente  elenco. 


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— 215  — 

Due  Tragedie  di  Voltaire  — Bruto  — 
Il  Giovane  Pompeo  ossia  il  Triumvirato. 

Quanto  alle  Commedie  due  ne  furono 
recitate  in  lingua  francese  — Le  Caffè  ou 
r Ecossaise  di  Voltaire  — Les  Liaisons  Dan- 
ffereuses  — E tre  in  Italiano  — La  Guerra 
del  Goldoni  — L' Imbroglio  dei  tre  ritratti 

— Il  Medico  a suo  dispetto  di  Molière,  ^ 
1783  — Sul  finir  del  Carnevale  furono 

fatte  le  solite  recite,  fra  le  quali  una  tra- 
gedia ottenne  jvarticolari  applausi. 

Le  recite  cominciarono  la  sera  del 
25  febbraio.  La  tragedia  applaudita  s’  inti- 
tolava — Mort  de  Cesar  di  Voltaire  — ma 
oltre  questa  furono  rappresentate  — Ma- 
rianne  altra  tragedia  di  Voltaire  tradotta 

— Eustachio  tragedia  del  Padre  Palazzi  -- 
La  Donna  di  Maneggio  di  Ooldoni  — I Pre- 
giudizii  dei  Paesi  piccoli  — Il  Frappatore 

— del  Goldoni  ridotta  ad  uso  del  Collegio. 

5 Luglio  — Nicolò  III  d'Este  — Azione 
Accademica  dedicata  al  duca  Ercole  111  dai 
Convittori  del  Coll?gio  secondo  1’  uso  e in- 
trecciata da  balli,  esercizii,  od  altro. 

I titoli  dei  due  balli  dati  in  questa 
circostanza  erano  — Il  Vello  d'oro  conqui- 
stato — La  Vittoria  (P  Ippomene  — In  en- 
trambi fra  i molti  convittori  che  vi  presero 
parte  agì  anche  il  Marchese  Oio.  Carlo  di 


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— 214  - 

Negro,?\  quale,  divenuto  dappoi  illustre  poe- 
ta, circa  ottanta  anni  dopo  Genova  sua  patria 
eresse  un  monumento  nella  civica  biblio- 
teca. 

Da  qualche  anno  costuraavasi  inserire  in 
fine  della  stampa  dell’  annua  accademia  la 
relazione  degli  esercizii  di  scienze.  Ietterò 
ed  arti  pratic  iti  dai  Convittori  nell’  anno  pre- 
cedente. 

1784  — 3 Luglio  — Parma  liberata  -- 
Azione  Accademica  con  balli  figurati  ed  eser- 
cizii cavallereschi  secondo  il  praticato. 

Vacanze  del  Carnevale  1784  — Appena 
fu  nota  la  scoperta  dì  Motigoìficr  relativa  agli 
aerostati,  t Convittori  studenti  di  filosofia  di- 
retti dal  loro  istitutore  Abate  Oio.  Battista 
Venturi  ne  formarono  soggetto  de’loro  studi. 
Nel  dopopranzo  del  10  febbraio  1784  il  Con- 
vittore Conte  Leopoldi'  Cicognara  Ferrarese 
potè  quindi  leggine  una  dissertazione  in  cui, 
esposti  li  pensamenti  degli  antichi  filosofi  su 
r arte  di  volare,  venne  poscia  à parlare  della 
moderna  teoria  sui  palloni,  mostrandola  con 
pratiche  sperienze.  A tal  fine  formata  l’aria 
infiammabile  alzò  replicataraente  nella  sala 
maggiore  del  Collegio  un  piccolo  pallone  con 
piacere  non  ordinario  delle  colte  persone  ivi 
convenuto. 

Li  nominati  Abate  Venturi  e Conte  Cico~ 


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— 215  — 

* 

gnara,  rispettivamente  maestro  e discepolo, 
sono  abbastanza  noti  perché  ci  dilunghiamo 
a palesarne  i meriti. 

L’ uno  durante  il  primo  Regno  Italico 
ebbe  la  cattedra  di  fisica  nella  Università 
di  Pavia,  ed  onorato  di  titoli  da  Sovrani,  e 
dalle  principali  Accademie  d’  Europa  venne 
a morte  V anno  1822. 

. L’  altro  rese  chiaro  il  suo  nome  colla 
Storia  della  scultura  da  lui  pubblicata,  e 
mancò  in  Venezia  1’  anno  1834. 

Sul  finire  del  carnevale  1784  i Convittori 
rappresentavano  — Lo  Semiramide  di  Vol- 
taire — L'  Jfigenia  di  lincine  — Roma  sal- 
vata di  Voltaire  — tragedie  assai  applaudite 
per  la  loro  esecuzione.  ITonchè  quattro  com- 
medie — Il  Consolato  di  Monlefìasco  — 
V Impostore  — Il  Collerico  di  buon  cuore. 
Queste  due  ultime  del  Goldoni.  Diedero  in- 
fine un  saggio  della  loro  abilità  nell’eserci- 
zio della  lingua  Francese  recitando  la  com- 
media — La  Tante  Snge.  ^ 

1785  — 5 Luglio  — * Rinaldo  — Azione 
Accademica  con  esercizi!  etc. 

Nel  1785  tennesi  un  accademia  poe- 
tica per  festeggiare  la  promozione  alla  sacra 
porpora  dell’  Eminentissimo  Gio.  Maria  Ri- 
tninaldi  già  convittore  in  Modena. 

Durante  poi  le  vacanze  del  carnevale- 


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— 21ft  ~ 

dal  primo  febbraio  iu  avanti  furono  rappre- 
sentate: r Olimpia  di  Voltaire^  il  Molière 
di  Qtoldoni,  la  Pupille  in  lingua  francese,  il 
Melisindo  dell’Abate  Bwidi^  W Chiacchierone 
imprudente^  e le  tre  seguenti  commedie  del 
Goldoni^  Il  Vero  Amico.  J Mercatanti,  La 
Buona  Famiglia.  Con  diversi  balli. 

1786.  — 1 Luglio  — Cleomene  — ossia 

— La  rinnovazione  delle  Leggi  di  Licurgo 
alla  Pubblica  Felicità  di  Sparta  Azione 
Accademica  accompagnata  da  assalti  di  spa- 
da, maneggi  d’Arrai,  ed  altri  esercizii  caval- 
lereschi. 

Credo  bene  l’accennare  le  produzioni 
teatrali  date  dai  Convittori  nel  carnevalo 
1786,  Il  Tancredi  di  Voltaire  — hves  de 
Castro  di  Monsieur  de  la  Molte  — Le  Leggi 
di  Minosse  — La  Subordinazione  Militare 

— L’  Imbroglio  dei  tre  ritratti  del  Goldoni 

— L’  Avventuriere  Onorato  — La  Famiglia 
in  iscompiglio. 

1787.  — 13  Febbraio  — Cominciarono 
in  questa  sera  le  solite  recite  dei  Convit- 
tori. Noi  corso  di  esse  ottenne  singolare 
incontro  la  Tragedia  Merope  di  Voltaire 
recitata  in  idioma  francese. 

Fu  la  Camerata  di  S.  Carlo  quella 
che  recitò  la  Merope,  quella  di  S.  Filippo 
xappresentò  La  Broueite  du  Vinaigrier,  le 


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— 217  — 

altro  camerate  recitarono  tragedia  e com- 
medie in  Italiano  decorate  da  balli  serii. 

1787.  — 7 Luglio  — Cajo  Marzio  Co- 
riolano  — Azione  Accademica  con  inter- 
mezzi d’  assalti  di  spada,  escrcizii  cavalle- 
reschi e ballabili  consistenti  in  Ciaccone^ 
Minuetti  e contradanze. 

KOi  Fra  gli  attori  che  agirono  in  detta 
azione  troviamo  il  Marchese  Massimiliano 
Angelelli  Bolognese  Cadetto  nelle  Guardie^ 
del  Corpo  di  S.  A.  R.  Elettorale  Palatina  di 
Baviera.  L’  Angelelli  nel  corrente  secolo^ 
insegnò  lingua  e letteratura  greca  e storia, 
profana  in  Bologna  e colle  traduzioni  di 
Sofocle  e delle  opere  di  iSinesm  Vescovo  df 
Tolemaide  si  guadagnò  fama  di  buon  lette-, 
rato,  e ^i  valente  filologo. 

Altro  personaggio  del  Cajo  Marzio  Co- 
riolano  fu  sostenuto  dal  Marchese  Lodovico 
Rangone  di  Modena,  il  quale  figlio  al  Mar., 
chese  Gherardo  (che  ai  tempi  di  Francesce 
III  fece  salire  a gran  rinomanza  il  Collegio 
de*  Nobili  in  Modena  affidato  alla  sua  sorver 
gliauza)  spedito  dal  padre  agli  stati  uniti  di 
America  per  acquistare  beni  stabili  fuori  di 
Europa,  dove  la  rivoluzione  Francese  sfagli 
sciava  r antico  ordine  politico  e morale,  mori, 
Pòi  in  Filadelfia  di  febbre  gialla. 

1788.  — . Alla  fine  del  Carnevale  le  giolito 
recite  Comiche  date  dai  Convittori. 


— 218  — 

^ Frale  produzioni  date  furonvi  Alzire 
di  Voltaire,  e 1’  Orphelin  de  la  Chine  rap- 
presantate  nell’  idioma  originale  Francese. 
Ebbero  principio  la  sera  del  27  gennaio, 

4 Luglio  — Obazzo  — Azione  Accade- 
mica con  ballabili  consistenti  in  Gavotte, 
Minuetti,  Ciaccone,  ed  altri  esercìzii  caval- 
lereschi. 

1789.  — Sul  finire  del  Carnevale  recito 
diverse,  fra  le  quali  ottenne  una  particolare 
attenzione  la  Tragedia  di  Voltaire  in  idioma 
francese  intitolata  Olimpia  con  corredo  di 
balli  diversi. 

Fu  anche  rappresentato  il  Mitridate 
di  Racine.  Le  recito  ebbero  principio  la  sera 
del  17  febbraio.  L’  Olimpia  fu  rappresentata 
il  venerdi  27  febbraio.  ^ f 

3 Luglio  — Obeida  — Rappresentazione 
Scenica  di  carattere  Arabo,  con  assalti  di 
Spada,  combattimenti  di  Dardi  e Accette,  e 
Ballabili. 

' L’  Obeida  fu  tratta  da  una  tragedia 
Inglese  di  Dughes  — IJ Assedio  di  Damasco 
— Riportiamo  lo  strano  giudizio  sulla  lette- 
ratura Inglese  di  que’  tempi  emesso  da  chi 
scriveva  1*  argomento  di  detta  Azione  Ac- 
cademica. 

• La  tragedia  di  Dughes  se  ha  tutte  le 
• stravaganze,  irregolarità  e bassezza  di 


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— 21:)  — 

• quelle  di  Shakespeare,  manca  però  di  quei 

• tratti  sublimi,  ed  eloqu.nti  che  pur  s’  in- 

• contrano  in  molte  scene  di  quest’ultimo.» 

Nell’  Obeida  sostenne  la  parto  di  Mansur 
il  Conte  Girolamo  Orti  Veronese  rinomato 
poeta.  I suoi  versi  furono  editi  a Pisa  nel 
1809. 

1790.  — In  Carnevale  diverse  rappre- 
sentazioni, fra  le  quali  la  Tragedia  di  Voi- 
taire  in  francese  intitolata  — Zaira  — con 
molto  incontro. 

La  Zaira  fu  rappresentata  la  sera  del 
giovedì  18  febbraio,  e v’intervenne  la  Corte 
Serenissima  e molta  nobiltà. 

1790.  — 7 Luglio  — Filottete  — Azione 
Accademica  con  intreccio  di  Giostre,  ed  e- 
sercizii  cavallereschi. 

Credo  opportuno  di  menzionare  in  pro- 
posito quali  erano  ì Maestri  od  istruttori 
nelle  Scienze  Lettere  ed  Arti  che  ammae- 
stravano i Convittori  del  Collegio  in  quell’ e- 
poca. 

Per  la  Filosofia  i Convittori  accompagn  ati 
da  un  loro  Prefetto  si  portavano  all’  Uni* 
versità,  senza  sortire  dal  Collegio  stesso, 
mediante  una  comunicazione  interna. 

Per  rendere  poi  maggiore  il  loro  profitta, 
eranvi  nel  Collegio  i seguenti  Soggetti: 

Per  la  Filosofia  e Matematica 


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— 221  — 

Di  Scherma^  Picca  e Bandiera  Signori 
Paolo  e Lodovico  Delei  Modenesi.  Paolo 
Bertelli  Bolognese.  Giuseppe  Ravulli  Modo* 
nese  sostituto. 

Di  Disegno  Pittura  e Miniatura  Antonio 
Verni  Pesarese.  (1) 

Di  Architettura  Civile  e Militare  Giuseppe 
Bianchi  Modenese. 

Maestro  di  Cembalo  e Musica  Antonio 
Pollastri. 

Di  Violino  e Violoncello  Giuseppe  Sighi- 
celli. 

Sostituto  — Gio:  Battista  Teggia  Mo- 
denese. — Di  Flauto  — Giuseppe  Livraghi 
di  Lodi  — Di  Cavallerizza  — Antonio  Ma- 
netti Modenese. 

1791  — In  Carnevai  1 e solite  Recito,  fra 
cui  la  Tragedia  di  Crèhillon  intitolata  Elettra 
in  francese,  con  molto  buon  esito,  e Dritto 
di  Voltaire. 

(1)  IL  Verni  fu  mediocre  nella  pittura  di  storia; 
ma  ragionevole  esecutore  di  miniature  e ritratti, 
de'  quali  molti  ne  tiene  questo  Collegio  dei  Nobili. 
Il  celebre  Leopoldo  Clcognara,  ed  il  distinto  minia- 
tore Conte  Ulisse  Aldrovandt  Bolognese  furono  sco- 
lari del  Pesarese  nel  detto  Collegio.  Nella  Chiesa  Vo- 
tiva in  Modena  eravi  la  copia  della  Deposizione  'di 
Croce  del  Quercino  eseguita  dal  Verni  nel  1773;  ma 
al  presente  quel  quadro  si  trova  nel  santuario  della 
Madonna  di  S.  Clemente  presso  la  Bastia. 

' (M.  d.  C.) 


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— 222  — 

1 Luglio  — Edipo  — Tragedia  tratta  dal 
Greco  e ridotta  ad  Azione  Accademica  dal 
Forciroli  con  Giostre  e balli. 

1792  --  In  Carnevale  — Recite,  fra  le 
quali  la  Tragedia  di  Voltaire  intitolata  — 
Sofonisba  — in  idioma  francese. 

6 Luglio  — La  Morte  d' Annibale  — 
Rappresentazione  Scenica,  accompagnata  da 
esercizii  cavallereschi. 

1793.  In  Carnevale,  fra  le  Recite,  ottenne 
un  singolare  incontro  la  Tragedia  di  Mon- 
sieur  de  la  .Vuue  intitolata  Maometto  se- 
condo in  francese,  con  replica  a richiesta 
universale. 

fOi  II  Maestro  Gandini,  che  raccolse  dal 
Foglio  di  Modena  Num.  8,  20  febbraio  1793 
le  notizie  sulle  rappresentazioni  sceniche  date 
dal  Collegio  nel  carnevale  di  detto  anno  dà 
per  autore  della  tragedia  il  Maometto  2.o 
Monsieur  de  la  None  ; altrove  però  si  tro- 
va indicata  come  lavoro  di  Voltaire.  — Fu 
anche  rappresentato  V Aristodemo  dell’ Abate 
Vincenzo  Monti  e Le  Bourru  Bienfaisant 
deir  Avv.  Carlo  6’o/rfom‘ in  idioma  Francese. 
Queste  ed  altre  produzioni  furono  decorate 
da  balli  serii. 

1793  — 23  maggio.  — Accademia  di  belle 
arti  — Furono  eseguite  diverse  sorte  di 
minaetii  ed  una  contraddanza,  giuochi  d’  as> 


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— ^23  — 

salto,  di  picca  e di  bandiera,  giostre  di  spa- 
da e pugnale,  suonate  di  violino  e di  cem- 
balo. Fra  i saggi  d’  architettura,  fortificazio- 
ne e figura  notiamo  quello  esposto  dal  Conte 
Fabio  di  Maniago  del  P’riuli  cioè  : un  qua- 
dro a pastello  rappresentante  la  pittura, 

5 Luglio  — Il  Ritorno  di  Ulisse  in  Itaca 

— Rappresentazione  Scenica  intrecciata  da 
esercizii  cavallereschi  e da  un  Ballo  Eroi- 
commico  intitolato  — Il  Disertar  Fortunato 

— in  quattro  atti. 

1794.  — In  Carnevalo  Commedie,  Tra- 
gedie e Balli  figurati  secondo  1’^  usato  in 
addietro. 

Fra  le  rappresentazioni  date  nel  car- 
nevale 1794  meritano  menzione  la  Semi' 
ramide  tragedia  di  Voltaire  trasportata  in 
versi  italiani  dall’Abate  Melchior  Cesarotti^ 
e r Edipo  tragedia  di  Carlo  Forciroli  Al^ 
berghetli  Modenese. 

Il  Cesarotti  distintissimo  poeta  Padovano 
insegnò  lettere  greche  cd  ebraiche  in  pa- 
tria, dove  onorato  di  titoli  e gratificato  di 
pensioni  da  Napoleone  I mori  1’  anno  1808. 

Il  Forciroli  è autore  di  varie  tragedie. 
Il  suo  Edipo  nella  quaresima  del  1787  era 
stato  rappresentato  anche  al  Teatro  Ran- 
goni,  0 nel  1791  fu  dato  in  Roma  a cura 
dell’Accademia  degl’  Imperiti,  con  tale  sue- 


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— 224  — 

cesso  che  gli  affollati  spettatori  ne  richiesero 
per  pih  sere  la  replica. 

. 22  Maggio  — Accademia  di  belle  arti. 

4 Luglio  — La  Morte  di  Temistocle  — 
Rappresentazione  Scenica  composta  da  un 
giovine  Convittore.  A quello  spettacolo  se- 
guirono Giostre,  Tornei,  Assalti  e Balli. 

1795.  — 20  Maggio  — Accademia  semi- 
pubblica di  belle  arti. 

3 Luglio  — Lucio  Ostilio  Mancino  — 
Azione  Accademica,  molto  bene  rappresen- 
tata dagli  Alunni  del  Collegio,  la  quale  fu 
intramezzata  da  Giostre,  Balli  ed  altri  soliti 
esercizìi  cavallereschi. 

1796,  — In  Carnevale  — Vi  furono  le 
solite  Recite  di  Commedie  e Tragedie. 

Gli  sconvolgimenti  politici  che  agitarono 
r Italia  dalla  metà  di  quest’  anno  in  avanti 
portarono  naturalmente  una  lacuna  in  questo 
Teatro;  per  cui  accennerò  soltanto  in  seguito 
quanto  mi  è stato  possibile  rinvenire  in  pro- 
posito, coll’  esporlo  in  ordine  cronologico. 


1803.  — L’  anione  accademica  di  questo 
anno  rappresentata  dai  Convittori  del  Col- 
legio Nazionale  sotto  gli  auspicii  del  Vice- 
presidente  della  Repubblica  Italiana  Fran- 
cesco Melzi  d' EriL  fu  — La  Medea  — Tra-  . 
gedia  d’  Euripide  col  ballo  intitolato  — Gli 


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— 225  — 

AceidetLii  della  Fiera  — intramezzato  da  'e- 
«ercizii  cavallereschi. 

cffi  Colle  seguenti  parole  comincia  la  de- 
dica fatta  dei  convittori  al  cittadino  Vice- 
presidente  di  questo  saggio  de’  loro  studi! 
nelle  lettere  e nelle  arti  * « Alla  speciale 

• vostra  protezione  dee  questo  Collegio,  già 

• celebre  una  volta,  ma  decaduto  negli  ul- 
« timi  anni  per  b vicende  de’  tempi,  il  suo 

• risorgimento,  e il  distinto  onore  di  vedersi 

• eretto  a Collegio  Nazionale. 

Nel  Carnevale  di  quest*  anno  furano  pur 
rappresentate  La  Mernpe  dell’ .4  Ifieri,  Il  Fab- 
h'iealore  Inglese  di  Fenouillot  di  Palbaìre, 
Il  Burbero  Benefico  del  Goldoni,  ha  Taran- 
tola e il  Matrimonio  imp  rovviso  èélV Albergati, 
terminate  da  un  hallo  intitolato  La  Caccia. 

cffi  Illustri  scienziati  erano  nel  1803  pro- 
fessori nel  Collegio  Nazionale,  ed  in  vero 
nell’elenco  de’ medesimi  vi  leggiamo  i nomi 
del  Prof.  Francesco  Soave,  del  Dott.  Paolo 
Raffini,  dell’Ab.  Gio.  Ballista  Tomaselli  e del- 
l’Ab.  Bonaventura  Corti. 

Tra  i professori  d’  arte  ricorderemo  Pa- 
gitani  Luigi  di  Modena,  che  insegnava  in 
collegio  architettura  ed  ornato,  e pel  teatro 
di  quell’istituto  inventava  e dipingeva  scene 
decorazioni  e macchine.  Ancor  giovine  preso 
parte  ai  lavori  del  magnifico  ponte  *&ul  Pa- 


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— 226  — 

naro  a S.  Ambrogio  architettato  da  Giuseppe 
Soli  ed  aperto  al  pubblico  il  primo  novem- 
bre 1792;  che  anzi  rimase  offeso  nella  per- 
sona quando  addì  21  giugno  1789  ne  cadde 
un  arco  per  lo  sfasciarsi  delle  centine  che 

10  sostenevano.  É suo  disegno  il  grandioso 
fabbricato  in  Braida  presso  Sassuolo  dove 

11  detto  Collegio  si  reca  a villeggiare.  Morì 
il  Papuani  in  età  di  84  anni  li  24  maggio 
1845,  ed  in  una  sala  dell’  Accademia  Mode- 
nese di  belle  arti,  nella  quale  per  mezzo 
secolo  tenne  insegnamento,  si  vede  fra  molti 
ritratti  d’  artisti  Modenesi  anche  il  suo. 

1804.  — Por  le  vacanze  del  Carnevale 
i Convittori  diedero  le  seguenti  sceniche 
rappresentazioni  accompagnate  da  balli  nel 
loro  Teatro  domestico. 

8 Febbraio  — Carlo  XII  a Bender  — 
Commedia  del  Federici. 

10  idem.  — Il  Cesare  di  Voltaire  tradotto 
dall’Abate  Cesarotti,  o il  Segreto  — Farsa  di 
Hofmann  tradotta  dal  Piazza. 

11  idem.  — [I  Bugiardo  del  Goldoni. 

12  idem.  — Il  Raggiratore  dello  stesso. 

13  idem.  — La  Figlia  Obbediente  dello 
stesso. 

Lo  spettacolo  incominciava  allo  6 1[2  po- 
meridiano c il  viglielto  d’ingresso  era  per- 
sonale. 


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227  

‘ I due  balli  che  alternativamente  furono* 
rappresentati  in  dette  sere  s’ intitolavano 
r Orgoglioso  umiliato  — 1’  Uccellagione. 

17  Maggio  — Accademia  semipubblica 
di  Belle  Arti  eseguita  dai  Convittori  suddetti. 

6 Luglio  — Altra  Accademia  di  Belle 
Arti  dedicata  al  suddetto  Vice-Presidente 
della  Repubblica  Italiana. 

Nelle  Vacanze  del  Carnovale  1805 
Anno  IV  della  Repubblica  Italiana  si  rap- 
presentarono : 

Sedecia  ultimo  Re  di  Giuda  tragedia  del 
Padre  Granelli. 

Il  Disertore  di  Mercicr  tradotto.  Fruste 
Pastorale  di  Gessner  in  Francese. 

Il  Figlio  Riconoscente  di  Engel  tradotto, 
ed  i due  balli: 

Gherardo  ed  Erasto  — La  Sfida  ridi- 
cola. ^ 

1805.  — 13  Luglio  — Accademia  di  Let- 
tere ed  Arti  dedicata  dai  Convittori  a Na- 
poleone I Imperatore  dei  Francesi  e Re  d’I- 
talia. 

Tutte  le  poesie  avevano  per  soggetto  la 
Pace. 

1806.  — 15  e 17  Luglio  — Accademia  di 
Lettere  e Belle  Arti  data  dai  Convittori  del 
Collegio  nel  loro  Teatro. 

^ 1807.  — 30  Giugno  — Saggio  Acca- 

15 


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— 228  — 

^demico  di  belle  lettere  ed  arti.  La  musica 
fu  il  soggetto  delle  composizioni  poetiche 
Italiane  Latine  e Francesi  lette  dai  Convit- 
tori. Notiamo  gli  argomenti  di  due  poesie. 
L’ invention  de  la  Guittare.  Fable  — Giulio 
da  Modena  col  suono  del  Gravicembalo  co- 
stringe due  Prelati  ad  udirlo.  Tassoni  Libro 
10.  Pensieri  diversi.  Ode  latina. 

Negli  esercizi  d’  arte,  in  omaggio  al  sog- 
getto della  parte  letterario,  la  musica  in 
detta  Accademia  ebbe  parte  maggiore  che 
la  danza  e la  scherma.  Un  convittore  diede 
anche  un  saggio  di  canto,  coi 

1808.  — 27  Maggio  — Accademia  di 
Lettere  ed  Arti  data  dai  Convittori  del  Col- 
legio. 

1812.  — 14  Agosto  — Accademia  di 
di  belle  lettere  e di  belle  arti. 

I Convittori  recitarono  dopo  la  prefa- 
zione alcune  poesie  Italiane  e Latine  intra- 
mezzate da  balli,  assalti  di  spada,  giuochi 
di  bandiera,  giostre  di  spade,  e da  musica 
vocale  ed  istrumentale.  Fu  pure  eseguita 
una  cantata  aj)iena  orchestra  allusiva  al 
giorno  natalizio  di  Napoleone  1 Imperatore 
e Re. 

1813.  — 14  Agosto  — Accademia  consi- 
mile a quella  dell’  anno  precedente. 

Venivano  esposti  in  tali  circostanze  i 


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— 229  — 

disegni  d’  architettura  d’  ornato  e di  figura 
eseguiti  dai  convittori  durante  l’anno  sco*‘ 
lastico. 

1814.  — Per  quanto  ci  consta  il  Collegio 
non  diede  alcuna  rappresentazione  scenica 
nè  alcuna  delle  solite  Accademie, 

1815.  — 8 Marzo  — La  celebre  Improv- 
visatrice  Teresa  Bandettini  Landucci  di  Luc- 
ca (1)  diede  un’  Accademia  di  Poesia  estem- 
poranea al- Teatro  del  Collegio,  ove  inter- 
venne tutta  la  Corte.  L’Arciduchessa  Maria 
Beatrice  propose  alla  Poetessa  il  tema  del- 
r Ingresso  di  Pio  VII  in  Roma,  che  venne 
sviluppato  con  eleganza  di  stile  e concetti 
sublimi.  Gli  altri  temi,  ove  rifulse  il  talento 
particolare  della  Bandettini,  furono  i se- 
guenti : 

• Inno  aU’  Armonia  • 

• Lamento  d’  Èva  sull’  estinto  Abele  » 

• Canto  lugubre  degli  Ebrei  schiavi  in 
Babilonia  • 

• La  cena  di  Baldassare  • 

Quest’  accademia  venne  frammezzata  da 
pezzi  musicali  di  canto  e suono. 

(1)  La  Bandettini  era  stata  a Modena  anche  pri- 
ma del  1815.  La  sera  del  9 novembre  1798  diede  una 
accademia  di  estemporanea  poesia  nella  Sala  delle 
Belle  Arti,  e addi  18  gennaio  1795  dopo  un  lauto  pranzo 
dato  dal  Colonnello  Pini  cantò  sopra  tre  diversi  argo- 
menti ed  in  tre  diversi  metri  riscuotendo  gli*  ap- 
plausi di  più  persone  di  lettere  ed  intelligenti  del- 
r UDO  e dell’  altro  sesso.  ( N.  d.  C.) 


— 230  — 

1815  — 29  Luglio  — Accademia  di 
belle  lejttere  e di  belle  arti  dedicata  a S.  A. 
R.  Francesco  IV. 

La  prima  parte  tutta  letteraria  aveva  per 
argomento  la  munificenza  de’  Duchi  Estensi 
verso  le  Scienze,  le  Lettere  e le  Arti,  e in 
particolar  modo  di  Francesco  IV  per  aver 
ripristinata  l’Università  Modenese. 

L’  altra  parte  era  destinata  ad  esercizi 
di  ballo,  e di  scherma. 

1816  — 24  Luglio  — Accademia  dal  ge- 
nere stesso  di  quella  data  nel  1815. 

I versi  declamati  dai  convittori  avevano 
tutti  per  soggetto  i diversi  generi  di  subli- 
mità della  Poesia  Scritturale. 

Furono  poi  anche  eseguite  suonate  con 
chitarra,  violino,  viola  e flauto,  e dati  saggi 
di  scherma  colle  spade  e colle  lancie.  La 
parte  ballabile  si  componeva  di  PadecLu,  Ga- 
votta, Contradanza. 

Ebbe  luogo  la  solita  esposizione  di  di- 
segni. 

Se  il  Collegio  avesse  fedelmente  segui- 
le antiche  usanze  in  quest’  anno  avrebbe 
dovuto  con  tre  accademie  letterarie  celebra- 
re la  promozione  al  Cardinalato  di  tre  suoi 
alunni  Severoli  Antonio,  Naro  Benedetto,  e 
Vidoni  Pietro,  coi 

1817  — 18  Luglio  — L’ Accademia  di 


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— 231  — 

quest’  anno  fu  dedicata  esclusivamente  alle 
belle  lettere,  e tutti  i temi  furono  tratti  da 
Omero. 

1818.  — Carnevale  — Accademia  di  belle 
arti.  Ballo  con  mimica  che  aveva  per  sog- 
getto lo  sbarco  di  una  flottiglia  che  scuopre 
un’  Isola,  e prendendone  possesso  in  nome 
del  Sovrano  celebra  feste  con  balli,  giostre 
ed  evoluzioni  militari. 

coi  Fra  i nomi  dei  convittori  che  agirono 
in  questa  Accademia  leggesi  quello  del  Conte 
Ercole  Saracco  Riminaldi. 

Vive  ancora  nel  Collegio  di  Modena  la 
tradizione  della  bravura  nella  danza  di  que- 
sto Cavaliere  Ferrarese. 

1819.  — 14  Luglio  — Cleomene  — Azione 
Accademica  del  Padre  Rondinetti  con  eser- 
cizi cavallereschi  e ballo  figurato  intitolato 
— Le  reclute  villane. 

1820.  — 14  Luglio  — Accademia  di  belle 
arti.  Gli  esercizi  cavallereschi  eseguiti  dai 
convittori  in'  quest’  Accademia  furono  un 
torneo  di  picca  e bandiera,  giuochi  a solo 
di  bandiera,  e di  picca  e pugnale,  giostra 
di  alabardini  e spade 

Fu  poi  rappresentato  il  — Fanatico  pel 
giardino  — ballo  figurato. 

1821.  — 13  Luglio  — Accademia  di  belle 
arti;  nella  quale  fu  ripetuto  il  ballo  già  rap- 


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— 232  — 

presentato  nel  1818  — Lo  Scoprimento  di 
un  Isola. 

fOi  Vi  agirono  fra  gli  altri  convittori  il  Con- 
te Luigi  Forni  di  Modena,  e Giuseppe  Turri 
di  Reggio.  Il  primo  unitamente  al  Marchese 
Cesare  Compari  ( altro  illustre  allievo  del 
Collegio  di  S.  Carlo  e lodato  scrittore  di 
cose  patrie  ) pubblicò  nel  1844  il  bellissimo 
e raro  libretto  — Modena  a tre  epoche  — 
e da  solo  illustrò  dottamente  gli  scavi  ese- 
guiti in  Modena  nel  1844  e 1845.  da  esso 
caldamente  promossi,  e che  misero  in  luce 
nuovi  preziosi  avanzi  di  Modena  Romana. 
Il  Turri  poi  intendentissimo  di  bibliografia, 
e membro  della  R.  Deputazione  di  Storia 
Patria  nelle  provinole  dell’  Emilia  venne 
pubblicando  di  sovente  eruditi  opuscoli  fra 
quali  citeremo  soltanto  quello  che  s’intitola 
— Memorie  sulla  introduzione  della  stampa 
in  Reggio  • Emilia  e sua  provincia  nel  se- 
colo XV. 

1822.  •—  16  Luglio  — In  quest’  Accade- 
>mia  di  belle  arti  si  produssero  i convittori 
con  esercizi  militari,  danze,  ed  i soliti  giuochi 
tornei,  giostre  di  bandiera,  picca,  alabardini 
e spade. 

coi  Dopo  il  1832  non  troviamo  memoria 
alcuna  di  Accademie  date  dai  Convittori  del 
Collegio  de’  Nobili  in  sino  all’  anno  1836. 


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— 233  — 

1836.  — 21  Aprile  — Recita  ed  esercizi 
cavallereschi.  Fu  rappresentata  la  commedia 
— La  Riconciliazione  — ed  il  ballo  figu- 
rato — Le  Reclute  Villane. 

1837.  — 10  Dicembre  — Una  commedia 
ed  un  ballo  ebbero  pur  luogo  nel  Teatro 
del  Collegio  in  quest’  anno.  La  prima  s’ in-  ^ 
titolava  — Due  Ciarlatani  ad  una  fiera  — 
r altro  — Enrico  IV  al  passo  della  Marna. 

^ Fra  gli  attori  che  eseguirono  queste 
sceniche  produzioni  trovasi  notato  il  March.* 
Giuseppe  Campori^  il  quale  nel  Collegio  dei 
Nobili  in  Modena  addestrò  V elevato  ingegno 
agli  studii  storici  in  cui  riuscì  dappoi  tanto 
valente.  Indicare  tutte  le  elucubrate  memo- 
rie, che  specialmente  in  soggetti  d’  arte  ha 
desso  pubblicato,  sarebbe  qui  fuor  di  luogo; 
diremo  soltanto  eh’  egli  da  quella  miniera 
inesausta  che  è l’Archivio  Estense  ha  saputo 
trarre  tali  e tanti  tesori  da  arricchirne  il 
patrimonio  storico  Italiano.  A questo  vivente 
onore  del  patriziato  Modenese,  come  lo 
chiama  il  chiarissimo  prof.  Luigi  Vaccà,  il 
suo  paese  deve  ancora  gratitudine  per  la 
saggia  e retta  amministrazione  del  Comune 
da  esso  tenuta  in  qualità  di  Sindaco  dal 
1864  al  1867. 

1838.  — • 10  Dicembre  — I convittori 
rappresentarono  la  commedia  col  titolo  — 


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— 234  — 

La  GralUudine  —•  e la  farsa  — L’Affamato 
senza  denari.  Fu  poi  ripetuto  il  hallo  figu* 
rato  deir  anno  antecedente. 

^ Qui  abbiamo  una  nuova  lacuna  di  ir» 
anni,  coi 

1842.  — 24  e 27  Febbraio  — Ermene- 
gildo Tragedia  in  5 atti  del  Conte  Paolo 
* Abbati  MarescoUi.  già  alunno  del  Collegia 
de’  Nobili. 

Doveva  essere  rappresentata  nel  Teatro 
di  Corte;  ma  invece,  per  non  so  qual  motivo, 
venne  eseguita  in.  quello  del  Collegio  col- 
r intervento  delh.  R.  Famiglia  Austro-E- 
stense. 

Due  poesie  dettate  da  ammiratori  dell’e- 
simio poeta  furono  in  questa  circostanza 
distribuite  agli  spettatori. 

L’  esecuzione  venne  affidata  ai  seguenti 
Dilettanti. 

Ermenegildo  — 1’  Autore. 

Ingond'i  — Teodolinda  Pedretti-Bocco- 

lari. 

Gosvinda  — Marchesa  Teresa  Bernardi 
nata  Cassiani  lagoni. 

Leovigildo  — Babini  Pietro. 

. Reccaredo  — Magiera  Dottor  Pietro.  , 

Sisberto  — Galeotti  Dottor  Pietro. 

L’  esito  fu  felicissimo  tanto  per  l’ inte- 
resse. drammatico  della  composizione,  quanto 


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— 235  — 

per  la  bravura  dei  dilettanti  che  la  prò* 
dussero. 

, 1842.  — 29  Aprile  — In  detta  sera  i 
convittori  del  Collegio  de’  Nobili  di  Mo- 
dena diedero  nel  domestico  loro  Teatro  una 
Accademia  di  esercizi  letterari  e cavallere- 
schi coir  intermezzo  di  una  farsa,  per  fe- 
steggiare le  nozze  del  Principe  Ereditario 
colla  Principessa  Adelgonda  di  Baviera. 

E prima  ebbe  luogo  una  Cantata  composta 
dal  Modenese  Dottor  Giuseppe  Riva,  Prof, 
distintissimo  di  belle  lettere  in  questo  Col- 
legio nella  quale  interloquivano  tre  Ufficiali 
Bavaresi  e tre  Estensi.  Detta  cantata,  che  è 
alle  stampe,  s’ intitola  — La  Gara  Gene-^ 
rosa. 

L’ intermezzo  fu  la  notissima  farsa  — Il 
cuoco  e il  segretario. 

In  fine  fu  rappresentato  — Il  Giglio  con- 
quistato — ballo  figurato,  1’  argomento  del 
quale  è invenzione  del  coltissimo  nostro  con 
cittadino  Conte  Giovanni  Galvani.  (1) 

(1)  A Modena  ed  all’  Italia  fu  testé  rapito  da  morte 
questo  illustre  suo  concittadino.  La  fama  da  lui  pro- 
cacciatasi sino  dagli  anni  giovanili  di  consumato 
filologo  si  sparse  poi  anche  fuori  d'  Italia.  Dal  1848 
al  1859  prestò  eminenti  servigi!  al  Duca  di  Modena 
specialmente  come  consigliere  presso  il  Ministero 
degli  affari  esteri.  Il  Conte  Commendatore  Oiovanni 
a'alvani  era  nato  li  84  giugno  1806,  e mori  li  19  aprila 
1873.  ( N.  d.  C.  ) T 


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— 236  — 

1843.  — 22  Novembre  — Recita  ed  e- 
sercìzi  cavallereschi.  Furono  rappresentate 
due  Farse  — D Inglese  ossia  il  pazzo  ra- 
gionevole — La  Scommessa  fatta  a Milano  e 
vinta  a Verona  — ed  il  ballo  figurato  in 
tre  atti  — La  Spada  di  legno. 

Nel  1844  non  furono  date  dai  convittori 
sceniche  rappresentazioni;  ma  bensì  nel  se- 
guente anno. 

1845.  — 22  Aprile  — Ebbero  luogo  le 
due  farse  — Una  burla  nell’  ora  del  pranzo 
— I denari  della  laurea  — ed  il  ballo  — 
Le  reclute  villane, 

5^  Nella  prima  di  dette  farse  e nel  ballo 
con  altri  convittori  agi  il  Gente  Leonardo 
Salimbeni.  Laureatosi  questi  nel  1854  in  ma- 
tematica nella  ^patria  Università,  e perfezio- 
natosi a Torino  in  quella  scienza,  dal  Governo 
Provvisorio  di  Modena  nel  1859  fu  nominato 
Direttore  dei  Telegrafi:  nello  scorcio  della 
nona  legislatura  nel  1864  dal  Collegio  elet- 
torale di  Mirandola  fu  eletto  Deputato  al 
Parlamento  Italiano:  sostenne  diverse  altre 
onorifiche  cariche  : fu  ascritto  alla  R.  Acca- 
demia di  Scienze  Lettere  ed  Arti  in  Modena' 
e da  ultimo  fu  scelto  a far  parte  del  giuri 
Italiano  all’  esposizione  di  Vienna.  Fra  le 
opere  da  lui  pubblicate  noi  citeremo  soltanto 
i’ ultima  ed  interessantissima  — Opinione  e 


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— 237  — 

scritti  di  Lodovico  Antonio  Muratori  intorno 
a cose  fisiche  mediche  e naturali.  ^ 

Dal  1846  al  1854  non  tutti  gli  anni  il 
Teatro  del  Collegio  fu  aperto  a sceniche 
rappresentazioni  ; ma  tre  o quattro  volte  al 
più  dal  1849  in  avanti.  Le  commedie  e far- 
sette  eseguite  furono  le  seguenti  : 

Funerali  e Danze  — Il  Cuoco  ed  il  Segre- 
tario — U equivoco  dei  due  nomi  — Il  Sin- 
daco ed  i Zingari  — Il  Castello  della  Gal- 
lina — L’  Uniforme  del  Feld- Maresciallo 
Wellington  — Come  finirà  ? 

Nell’  anno  1855  il  benemerito  Rettore 
dal  Collegio  di  S.  Carlo  Don  Luigi  Spallan- 
zani di  grata  memoria  ripristinò  l’ antica 
Accademia  di  Scienze  e di  Lettere  alla  quale 
s’ispirarono,  fra  gli  altri,  ì genii  Italiani 
d’  un  Varano  e di  un  Pindemonti.  Il  detto 
Rettore  ne  fu  il  presidente,  ed  il  Conte 
Paolo  Abbati  Marescotti  e Prof.  O.  B.  Ta- 
rasconi  i due  direttori. 

1855  — 25  Marzo.  — S' inaugurò  la  ri- 
sorta Accademia  con  un  pubblico  saggio  di 
lodi  poetiche  a Maria  Vergine  festeggiando 
cosi  la  dogmatica  definizione  del  suo  imma- 
colato concepimento. 

Nel  1857  quando  Papa  Pio  IX  fu  in  Mo- 
dena volendo  il  Collegio  prender  parte  alla 
generale  esultazione  col  pubblicare  unarac- 


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— 238  — 

colta  di  poesie,  divisò  di  dar  a’.la  stampa  le 
composizioDi  recitate  nell’  Accademia  del 
1855. 

1856  — 13  Aprile.  — Modena  e il  suo 
protettore  S.  Geminiano  fu  l’ argomento  del 
secondo  trattenimento  poetico,  che  con  eser- 
cizi musicali  ed  esposizione  di  disegni  fu 
dato  dall’  Accademia  di  Scienze  e Lettere 
degli  Alunni  del  Collegio  nel  loro  domestico 
Teatro.  La  scena  rappresentava  la  «Piazza 
di  Modena,  lavoro  del  prof.  Ferdinando  Man- 
zini, e nel  mezzo  del  palco  scenico  si  erge- 
va la  statua  del  Protettore  modellata  dal 
prof.  Alessandro  Gavazza.  Il  trattenimento 
fu  ripetuto  nel  giorno  16.  La  prima  volta 
v’  intervenne  la  Corte,  la  seconda  1’  Arcive- 
scovo, ad  entrambe  poi  un  colto  ed  affollato 
uditorio,  che  spesso  applaudì  alle  belle  poe- 
sie con  molta  intelligenza  declamate  dai  gio- 
vani convittori. 

1857.  — Aprile  — Al  letterario  tratte- 
nimento di  quest’  anno  diede  argomento  la 
esposizione  triennale  1854-55-56  della  Acca- 
demia Atestina  di  belle  arti.  I temi  delle 
poesie  per  la  massima  parte  furono  sommi- 
nistrati dai  soggetti  deUe  pitture  e sculture 
esposte. 

La  scena  figurava  il  tempio  delle  Arti  • 
da  un  lato  vedevansi  l’Architettura  la  Scul- 


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' _ 239  — 

tura  e la  Pittura,  dall’  altra  le  tre  figure 
di  Soli  architetto,  Pisani  scultore  e Maiale^ 
sta  pittore,  antecessori  i due  primi  del  terzo, 
attuale  direttore  dell’  Accademia  di  belle 
Arti.  Nel  mezzo  stava  un  monumento  figu- 
rante il  Genio  Estense. 

1858.  — Aprile  — I soggetti  dei  com- 
ponimenti poetici  furono  varii.  Questo  fu  il 
quarto  ed  ultimo  anno  in  cui  1’  Accademia 
del  Collegio  diede  pubblico  saggio  lettera- 
rio. É da  notarsi  che  nei  due  ultimi  ricor- 
dati trattenimenti  il  Conte  Paolo  Abbati 
Marescotii  uno  dei  direttori  declamò  versi 
da  lui  composti:  nel  1857,  un  polimetro  sul 
gran  quadro  del  Maìatesta  Ezzelino  III  da 
Romano,  ed  un  carme  ispiratogli  da  un  di- 
pinto del  MtinUici  rappresentante  un  episodio 
della  cattività  di  Gerusalemme  : nel  1858  i 
due  canti  — La  Lisa,  e Cento  a>mi  dopo. 

La  coltissima  Signora  Isabella  Rossi 
Contessa  Gabnrdi  Brocchi  parlò  in  due  gra- 
ziose sue  pubblicazioni  dei  suddetti  letterari 
trattenimenti.  La  prima,  dedicata  dalla  scrit- 
trice all’  i. lustre  Paolo  Emiliani  Giudici,  dà 
un  cenno  storico  del  Collegio  di  S.  Carlo  : 
ammira  1'  opera  vivificatrice  deli’  ora  de- 
funto Spallanzani,  il  quale  rimise  il  Collegio 
nell’altezza  dal  quale  era  caduto:  applaude 
all’  istituzione  letteraria  da  detto  Rettore 


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— 240  — 

ripristinata:  porge  infine  particolari  sul  trat- 
tenimento. che  per  due  sere  nell’aprile  1857 
ebbe  luogo,  tributando  lodi  ed  ai  bravi  con- 
vittori ed  ai  benemeriti  loro  istitutori. 

Nell’  altro  opuscolo  della  Contessa  Ga- 
bardi  trattasi  dell’  Accademia  data  le  sere 
del  25  e 28  aprile  1858.  Quanti  vi  presero 
parte  sono  meritamente  encomiati:  nè  viene 
dimenticato  il  Cav.  Colonnello  Gio.  Battista 
Ferrari  il  -quale  nel  1857  e 1858  con  zelo 
e maestria  istmi  i convittori  nella  declama- 
zione: e ne  cavò  buon  frutto;  dacché  a detta 
d’  ognuno  quei  giovinetti  recitassero  i loro 
versi  con  eleganza,  espressione  e calore  di 
sentimento. 

Di  queste  accademie  parlò  favorevolmente 
anche  la  stampa  locale.  Vi  prei^ero  poi  parte 
principale  il  Conte  Gabardo  Gabardi  figlio 
alla  sullodata  Contessa  Isabella.  Pellegrino 
Spallanzani  nipote  del  Rettore  del  Collegio 
Don  Luigi  Spallanzani,  e Federico  Mici  di 
Civita-Nuova  presso  Ancona. 

Il  Gabardi  sortiva  dal  collegio  nel  1859 
assai  colto  nelle  scienze  e nelle  arti,  lasciando 
un  nome  rispettato  e caro  nell’  istituto  che 
lo  accolse  fanciullo.  Continuò  i suoi  studii 
nella  R.  Università  di  Pisa,  ove  ottenne  la 
laurea,  ed  aspirando  dappoi  a cariche  con- 
venienti al  suo  ingegno  ebbe  testé  l’incarico 


, Digiiizc:  "'Cdogte 


_ 241  — 

di  redigere  gli  atti  del  Parlamento  Ita- 
liano. 

Lo  Spallanzani,  terminato  con  molta  lode 
il  corso  di  studii  nel'  collegio  di  S.  Carlo,  si 
applicò,  nella  R.  Università  di  Modena  alla 
Matematica,  e ne  consegui  la  laurea  per  ac- 
clamazione r 11  giugno  1860.  Recatosi  poi 
a Parigi  ed  a Londra  per  perfezionarsi  nella 
scienza  sua  prediletta  vi  rimase  qualche 
anno,  e ritornato  in  Reggio  dell’  Emilia  sua 
patria  vi  sostiene  onorifiche  cariche,  ed  è 
uno  dei  più  distinti  professori  di  quell’  Isti- 
tuto Tecnico  Industriale  e Professionale. 

Il  Mici  ingegno  gagliardo  coronò  il  com- 
pimento de’  suoi  studii  con  un  saggio  di 
matematica  straordinario  e forse  unico  dac- 
ché esiste  il  Collegio.  Ora  occupa  una  cat- 
tedra di  scienze  esatte  nell’  Università  di 
Urbino. 

Dopo  il  1858  poche  volte  il  teatro  del 
Collegio  è stato  aperto,  e noi  verremo  no- 
tando qui  appresso  i trattenimenti  scenici 
che  in  questi  ultimi  anni  vi  sono  stati  ese- 
guiti. 

Il  Maestro  Gandini  condusse  la  storia 
di  questo  teatro  sino  al  1863  unendo  al  suo 
manoscritto  il  programma  a stampa  del  di- 
vertimento teatrale  eh’  ebbe  luogo  nel  car- 
nevale di  quell’  anno.  Fu  rappresentato  U 


— 242  — 

dramma  in  tre  atti  — La  Fortezza  del  Da- 
nubio. 

1865.  — Carnevale  — La  Barba  — Farsa, 
n Protagonista  era  un  vecchio  intollerante 
per  la  moda  odierna  della  barba  e dei  mu- 
stacchi. 

i 

Don  Pedrillo  — Altra  farsa  nella  quale  si 
mette  in  ridìcolo  il  contegno  di  un  uomo 
dominato  dalla  paura. 

1868.  — Carnevale  — Il  Ciarlatanismo 
— Commedia  in  tre  atti  — Tutti  senz'abito. 

, — Farsa. 

Questi  tre  ultimi  divertimenti  drammatici 
furono  accompagnati  da  saggi  ginnastici  di 
scherma,  d’equilibrio  sulla  palla,  di  volteggio 
al  cavalletto  e ad  una  trave  sola,  e da  altri 
esercizi  al  trapezio  ed  alla  scala  a mano. 

La  ginnastica  moderna  fu  introdotta  in 
Collegio  dal  sullodato  Rettore  Dottore  Don 
Luigi  Spallanzani  nel  1859,  ed  a scuola  ap- 
punto di  ginnastica  serve  ora  il  teatro  del 
Collegio  stesso,  del  quale  questo  Capo  Vili 
ha  dato  la  storia  dal  1688  sino  al  presente. 

1870.  — In  Carnevale  — Fu  recitata 
una  graziosa  commediola  intitolata  •—  Il 
suonatore  di  liuto  — cui  fece  seguito  la 
farsa  — Il  Maestro  di  Ginnastica  — Il  pub- 
blico apprezzò  assai  queste  due  produzioni, 
e la  stampa  locale  tributò  encomii  tanto 
agli  istruttori  che  agli  alunni  esecutori. 


— 243  — 

Se  i pazienti  lettori  di  questo  Capo  Vili 
della  Cronistoria  de’  Teatri  Modenesi  vi 
hanno  più  spesso  trovati  ricordi  di  eserci- 
tazioni cavalleresche  e di  rappresentazioni 
sceniche,  e meno  frequentemente  di  saggi 
scientifici  letterarii  e scolastici,  ciò  proviene 
dalla  natura  stessa  di  queste  memorie,  che 
osclusivamente  si  occupano  de’  teatri.  Non 
devono  però  credere  che  in  questo  nostro 
istituto  d’  educazione,  e ne’  tempi  remoti  ed 
in  quelli  a noi  più  vicini,  siano  stati  trascu- 
rati gli  studii  delle  scienze  e delle  lettere; 
chè  anzi  questi  vi  furono  sempre  coltivati 
con  amore  e con  frutto.  Se  poi  in  questi 
ultimi  anni  troviamo  lacune  nella  cronologia 
teatrale  del  Collegio,  le  medesime  hanno 
causa  dai  nuovi  e troppo  estesi  programmi 
scolastici  prescritti  dal  Ministero  della  pub- 
blica istruzione. 

Addì  8 novembre  dell’  anno  1872  moriva 
il  Rettore  Dott.  Don  Luigi  Spallanzani.  Gli 
alunni  del  Collegio  di  S.  Carlo  perdettero 
un  padre;  ma  tanta  jattura  fu  riparata  col- 
r ottima  scelta  a suo  successore  del  Dott. 
Don  Gaetano  Simonini,  il  quale  nella  carica 
di  Ministro  da  oltre  20  anni  coadiuvava  lo 
Spallanzani  pel  buon  andamento  del  Collegio. 
Il  festeggiamento  della  nomina  del  nuovo 
Rettore  diede  occasione  ad  un  applauditis- 

16 


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— 244  — 

simo  trattenimento  Ginnastico-Buffo-Icariano, 
eseguito  nel  teatro  del  Collegio,  che  per 
ultimo  qui  registriamo,  benché  i Convittori 
non  vi  prendessero  parte  alcuna,  se  non 
quella  di  spettatori. 

1873.  — 1 Gennaio  — La  Compagnia 
equestre  ginnastica  condotta  dai  fratelli 
Godfroy.  che  agiva  a quel  tempo  nel  teatro 
Aliprandi^  diede  V accennato  trattenimento, 
e produsse  la  capra  Esmeralda^  il  scimiotto 
Limon,  ed  i cani  Castore  e Polluce^  animali 
tutti  mirabilmente  ammaestrati. 


« 


Digilizod  t/v 


— 245  — 


Appendice  al  Capo  Vili 


Ora  soltanto  ci  è venuto  alle  mani  un 
manoscritto  d’ autore  ignoto,  intitolato  — 
Memorie  ossia  Fasti  del  Collegio  e della 
Città  di  Modena  dal  1762  al  1769  — Sem- 
brandoci interessanti  e degne  d’  esser  cono- 
sciute molte  notizie  in  esso  contenute  qui  le 
aggiungeremo  in  appendice  a complemento 
delle  cose  trattate  in  questo  Capo  Vili. 

Ci  duole  soltanto  che  dovendo  occupar- 
ci esclusivamente  del  Teatro  del  Collegio 
siamo  astretti  ad  omettere  altri  preziosi  ri- 
cordi registrati  in  quello  scritto,  che  qui 
sarebbero  fuor  di  luogo. . 

1762  — Gennaio.  — Essendo  venuto  a 
Modena  un  uomo  di  gigantesca  statura  chia- 
mato Bernardo  Gigli  Veronese  o Trentino, 
fu  fatto  venire  di  sera  in  Collegio  col  regalo 
di  tre  zecchini.  Andarono  le  camerate  l’una 
dopo  r altra  a vederlo,  e tutti  restarono 
sorpresi  al  vedere  un  uomo  sì  alto  e nel 
tempo  stesso  ben  proporzionato.  La  sua  al- 
tezza era  di  4 braccia  da  tela  all’  incirca 
(Metri  2,53).  Aveva  facile  la  parola  e manie- 
re assai  obbliganti. 

1762  — Carnevale,  — Una  tragedia  e 


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— 246  — 

fre  commedie  decorate  con  balli  furono  ese- 
dai  Convittori  cioè:  Pallade  e Oreste 
tragedia  tradotta  dal  March,  Alfonso  Cocca- 
pani,  la  Sposa  Persiana,  il  Tutore  e L’  Av- 
venturiere Onorato,  tutte  commedie  del  ce- 
lebre Goldoni  ridotte  però  ad  uso  del  Col- 
legio, cioè  senza  pregiudizio  dell’  onesto  co- 
stume. 

IjC  quattro  maggiori  camerate  interven- 
nero poi  a vicenda  alle  feste  di  ballo  in 
Corte,  come  pure  all’  opera  in  musica  nel 
teatro  Bangoni,  andando  nel  palco  di  mezzo 
del  Serenissimo  Signor  Duca  che  graziosa- 
mente lo  accordava  in  simili  congiunture. 

Nelle  sere  destinate  al  corso  mascherato 
in  Canal  grande,  le  cinque  camerate,  in  cui 
allora  divide  vasi  il- Collegio,  si  recarono  a 
godere  il  brioso  spettacolo  dalle  ringhiere 
e finestre  delle  case  sottonotate. 

Casa  del  March.  Giambattista  Calori  ora 
del  Dott.  Cav.  Carlo  Boni. 

Case  del  Signor  Giambattista  Marchisio 
-e  Cav.  Boccolari,  ora  formanti  un  sol  corpo 
di  fabbrica  di  proprietà  dell’  Avv.  Cav.  Fran- 
cesco Agazzotti. 

Casa  degl’ Impresari!,  o fermieri,  o con- 
duttori delle  pubbliche  gabelle,  al  presente 
di  ragione  del  Generale  Nicola  Fabrizi. 

Casa  del  Prevosto  Santagata  della  quale 
non  conosciamo  1’  ubicazione. 


— 247  — 

1762.  — L’  Accademia  letteraria  che  an- 
nualmente  si  soleva  dare  in  quaresima  aveva 
sempre  per  soggetto  la  Passione.  In  questo 
anno  per  la  cattiva  stagione  non  vi  accorse 
gran  gente,  v’  intervenne  bensi  il  Vescovo 
Giuseppe  Maria  Fogliani,  e pienamente  .sod- 
disfece i presenti  e procacciò  lodi  ai  con- 
vittori ed  al  loro  professore  in  poesia  Giu- 
liano Cassiani.  I sonetti  del  Cassiani^  a cui 
Francesco  III  nel  1773  affidò  la  cattedra 
d'  eloquenza  nell’  Università  Modenese,  sono 
meritamente  giudicati  perfetti,  e fra  tutti 
gli  acquistò  fama  quello  sul  ratto  di  Pro- 
serpina.  Morì  questo  raro  e modesto  ingegno 
in  Modena  sua  patria  li  23  marzo  1778. 

Dalla  metà  di  luglio  alla  metà  dell’  otto- 
bre 1762  i Convittori  villeggiarono  in  Sor- 
bara,  dove  furono  loro  permessi  i ‘giuochi 
del  tamburino  delle  bocchie  e del  pallone, 
cacciarono  abbondantemente  lepri  e fagiani 
nell’  estesa  bandita  loro  accordata  dalle 
gride  Sovrane,  e recitarono  tre  commedie 
del  Goldoni.  Il  collegio  qualche  volta  ritor- 
nava dalla  campagna  in  città  in  barca  o 
bucintoro. 

1763.  — 7 Gennaio  — ebbe  luogo  in 
tal  sera  l’accademia  letteraria,  che  avrebbe 
dovuto  aver  eseguirsi  Natale.  In  tal  circo- 
stanza si  fece  applaudire  il  giovine  Lucchese 


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— 248  ~ 

Luigi  Buccarini  eccellente  suonatore  di  vio- 
loncello, che  fu  regalato  di  3 filippi. 

1763.  — 8 al  15  Febbraio  — Nelle  va. 
canze  del  Carnevale  i convittori  rappresen- 
tarono alla  presenza  del  Vescovo , della 
Principessa  ereditaria  Maria  Teresa  Cibo 
colla  figlia,  e della  Principessa  Amalia  so- 
rella del  Duca  Francesco  III  le  seguenti 
produzioni. 

Bruto  tragedia  di  Voltaire. 

Varone  tragedia  di  Monsieur  de  la 
Grave. 

L'Amante  militare  — Il  Medico  Olandese 
— Il  Bugiardo  — commedie  del  Goldoni. 

1764.  — Le  rappresentazioni  sceniche 
del  carnevale  ebbero  luogo  nelle  sere  26 
febbraio  2,  3.  5 e 6 marzo.  Furono  rappre- 
sentate* due  tragedie  di  Voltaire  — Mao- 
metto  — Zulima  — e tre  commedie  del 
Goldoni  — Il  Tasso  — Il  vero  amico  — 
fj  apatista  — e due  balli  1’  uno  mitologico 
e r altro  intitolato  — Il  trionfo  della  Sec- 
chia rapita  — Questi  spettacoli  furono  ap- 
plauditi dai  Principi,  dal  Vescovo  e jdalla 
Nobiltà. 

1765.  — I titoli  delle  produzioni  sceniche 

eseguite  dai  convittori  in  carnevale  sono  i 
seguenti  : , 


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— 249  — 

Tragedie 

S.  Eustachio,  del  Padre  Agostino  Palazzi. 

La  morte  di  Cesare,  di  Voltaire. 

Tragicommedia 

La  Schiava  combattuta. 

Commedie 

Le  vicende  della  Fortuna,  dell’  Abate 
Chiari, 

La  donna  bizzarra,  dell’Avv.  Goldoni. 

Farse 

Petronio,  e Gii  Blas  di  Nicomede  Bastardi 
Modenese,  nome  sconosciuto  nei  fasti  della 
patria  letteratura. 

Balli 

Oli  Orazii  e Curiazii  — Dafne  ed  A- 
pollo. 

A Monsignor  Vescovo  non  piacquero,  per- 
chè di  soggetto  alquanto  libero,  la  suddetta 
tragicommedia,  e la  commedia  del  Chiari. 

1766.  — Per  le  vacanze  del  carnevale 
ebbero  luogo  le  solite  rappresentazioni  tea- 
trali delle  quali  notiamo  i titoli. 

Catilina  ossia  La  Morte  di  Cesare  tra- 
gedia di  Voltaire  tradotta  dal  Marchese 
Alfonso  Coccapani. 

n Kottlicano  tragicommedia  dell’ Ab.  Pietro 
Chiari. 


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— 250  — 

L’  accidente  curioso  — L’  apatista  — II 
cavalier  di  spirito  — commedie  del  Ooldoni. 

1767.  — I convittori  nel  carnevale  di 
quest’  anno  recitarono  due  tragedie  di  Vol- 
taire — La  Zai*‘a  — h’Alzira  — tre  com- 
medie del  Goldoni  — Il  Molière  — - La  Bot- 
tega del  Caffè  — La  Castalda  — e due  balli 
— Sileno  — L’ Isola  incantata  — 1’  argo- 
mento del  quale  era  tratto  dal  canto  nono 
dal  poema  Tassoniano. 

La  cantata  e concerto  di  musica,  di  cui 
il  Maestro  Gandini  fece  memoria  sotto  la 
data  del  marzo  1767,  ebbero  luogo  la  sera 
del  13  nella  quale,  intervenendovi  tutta 
la  Córte  e nobiltà,  si  festeggiò  con  un’  ac- 
cademia letteraria  la  promozione  al  cardi* 
nalato  degli  Eminentissimi  Paracciani  e Bu- 
falini.  La  sala  era  tutta  illuminata  con  plac- 
che e lumiere,  la  galleria  e scalone  con 
torcie,  r orchestra  era  scielta,  e cantò  il 
famoso  giovane  Cicognani  che  per  caso  si 
trovava  in  Modena. 

1768.  — Carnevale  — Furono  coronate 
da  ottimo  successo,  ed  onorate  da  numeroso 
concorso  le  seguenti  produzioni. 

Olimpia  tragedia  di  Voltaire. 

Poliuto  tragedia  di  Corneille  tradotta  da 
Agostino  Paradisi. 

La  Dalmatina  — Il  Medico  Olandese  — 


— 251  — 

Il  Contratempo  — tre  commedie  del  Go?c?ont. 

Dei  due  balli  1’  uno  prendeva  argomento- 
dalla  venuta  di  Enea  in  Italia,  nell’  altro- 
figuravasi  una  visita  fatta  ad  una  Cartiera 
da  alcuni  cacciatori.  I Marchesi  Giovanni  ed 
Ippolito  Pindemonti  ed  il  Conte  Ferdinando 
Marescalchi  rispettivamente  rappresentarono 
Pantalone  padrone  della  cartiera,  un  conta- 
dino compratore  di  carta,  Brighella  servo 
dei  cacciatori. 

1759.  — In  Carnevale  i convittori  nel 
loro  domestico  teatro  rappresentarono  la 
Semiramide  tragedia  di  Voltaire^  Bianca  e 
Guiscardo  tragedia  di  Monsieur  Sauren,  La 
bella  Selvaggia  tragicommedia  del  Goldoni,  e 
due  commedie  del  medesimo  — Il  Cavalier  e 
di  buon  gusto  — I Malcontenti. 

I Balli  intitolavansi  — La  Fiera  — I 
Giuocatori. 

Appena  terminati  i divertimenti  del  Car-  - 
nevale  venne  a morte  1’  8 febbraio  dopo 
lunga  malattia  il  Dott.  Giuseppe  Malmusi 
lettore  di  teologia  scolastica  presso.  !’  Uni- 
versità, e Superiore  del  Duca!  Collegio  dei 
Nobili,  che  lasciò  il  suo  nome  raccomandato 
a stimate  opere  messe  a stampa.  Furono 
celebrate  solenni  esequie,  al  benemerito  sa- 
cerdote, e addi  15  del  seguente  mese  di 
marzo  venne  eseguita  dai  convittori,  con 


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— 252  — 

r intervento  del  Vescovo,  di  molta  Nobiltà 
e di  persone  letterate,  una  solenne  accade- 
mia letteraria  in  onore  del  defunto. 

Chiuderemo  questa  appendice  col  far 
memoria  d’un  avvenimento  memorabile.  Addi 
13  maggio  1769  1’  Imperatore  Giuseppe  II 
essendo  di  passaggiò  per  Modena,  fra  i di- 
versi luoghi  e stabilimenti  della  città,  volle 
ancora  visitare  il  Collegio.  Il  nuovo  Rettore 
Don  Giuseppe  Boccoìari^  avutone  sentore, 
alla  testa  di  tutti  i convittori  vestiti  in  nero 
fu  a riceverlo  alla  porta.  S.  M.  interrogò 
minutamente  il  Rettore  sul  trattamento,  o. 
rario  e costumanze  del  collegio,  ed  avutene 
informazioni  se  ne  mostrò  soddisfatto.  Do- 
mandò i nomi  dei  Cardinali,  i ritratti  dei 
quali  esistevano,  ed  esistono  tuttora,  nella 
sala  del  Collegio.  Passato  quindi  in  teatro 
ivi  pure  osservò  alcuni  ritratti,  e veduto 
quello  del  Conte  Raimondo  di  Villana  Perlas 
già  Consigliere  Aulico  ( morto  di  33  anni 
nel  settembre  1764)  disse:  questo  era  un  bravo 
ministro.  Volle  vedere  alcuno  camerate,  e 
parlò  con  molti  convittori  e specialmente 
coi  Tedeschi  suoi  sudditi  fra  quali  col  Ba 
rone  Taufferer.  Dopo  ciò  l’ Imperatore  se 
ne  parti  accompagnato  fino  alla  porta  come 
nell’  ingresso  dal  Rettore  e dai  convittori, 
^asciando  in  tutti  grata  memoria  della  sua 
affabilità. 


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— 253  — 


Capo  IX. 

NUOVO  TEATRO  COMUNALE 

IN 

MODENA 


Lo  stato  di  deperimento  del  vecchio 
Teatro  Comunale,  ed  i gravi  diffetti  di  sua 
fabbrica,  impossibili  a togliersi  per  la  ristret- 
tezza della  sua  area,  determinò  il  Comune 
di  Modena  a costruirne  un  nuovo. 

Il  Podestà  Marchese  Ippolito  Livizzani 
(1)  con  circolare  datata  li  22  febbraio  1838 
comunicò  tale  determinazione  ai  Palchettisti 
invitandoli  a concorrere  all’  opera  necessaria 
e decorosa  col  permutare  il  palco  di  loro 
proprietà  nel  Teatro  vecchio  con  altro  nel 
nuovo  Teatro  da  costruirsi. 

Il  prezzo  del  palchi  nel  vecchio  Teatro 
fu  fissato  come  segue  coll’  aumento  dell’otto 
per  cento  a favore  di  quelli  che  accettassero 
il  progetto  di  permuta. 

(1)  Il  March.  I.  Livizzani,  ultimo  di  sua  famiglia, 
mori  li  30  luglio  1845.  Fu  benefico  in  vita,  e morendo 
col  suo  patrimonio  fondò  una  ricca  opera  di  cariti 
H prò  de'  poveri  e specialmente  dei  cronici  e vergo- 
gnosi. 


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— 284  - 


Palchi  di  Pianterreno  di  fac- 
ciata Mod.  L. 

Id.  laterali  • * 

Palchi  di  primo  Ordine  di  fac- 
ciata 

Id.  laterali 

Palchi  di  secondo  Ordine  di 

facciata  • * 

Id.  laterali  * * 

Palchi  di  terzo  Ordine  di  fac- 


5.000 

4.000 

6.000 
4,500 

5.000 

4.000 


ciata 

Palchi  nel  Loggione  di  fac- 
ciata 


3,500 


1,000 


Tariffa  pei  palchi  del  nuovo  Teatro; 
Di  prima  Fila  L.  13,000 

Di  seconda 
Di  terza 
Di  quarta 
Di  Loggione 


13,000 

13.000 

12.000 
10,500 

4.600 


Era  in  facoltà  dei  Palchettisti  che  non 


volessero  annuire  alla  proposta  permuta,  1 a- 
lienare  il  loro  palco  al  Comune  pel  prezzo 
sopra  fissato.  A quelli  poi  che  accettassero 
il  progettato  cambio  veniva  accordata  la 
prelazione  per  P acquisto  del  palco  nel  nuo* 
vo  Teatro  coll’  inchiudervi  il  prezzo  del 
palco  da  essi  posseduto  nel  Teatro  vecchio. 

La  maggioranza  dei  Palchettisti  accettò 
, le  proposte  del  Comune,  e questi  nel  mag- 


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— 2JÌS  — 

gio  del  detto  anno  1838  dispose  ogni  cosa 
per  dar  principio  alla  costruzione  del  nuovo 
Teatro. 

Il  Governo,  o per  meglio  dire  il  Gover- 
natore Riccini,  prese  parte  nelle  disposizioni 
relative  alla  costruzione  del  nuovo  Teatro, 
e più  forse  che  non  gli  competeva;  dacché 
tali  trattative,  meno  però  la  scelta  del  luogo 
e dell’  architetto,  furono  tenute  occulte  al 
consiglio  dei  Conservatori.  Uno  di  questi, 
prendendo  motivo  alla  sua  rimostranza  dal- 
r offesa  recata  all’  onorevole  corpo  cui  ap- 
parteneva, si  lagnò  di  tale  contegno,  e di 
non  avere,  prima  che  si  mettesse  mano  al- 
r opera,  neppure  avuta  visione  del  disegno 
del  Teatro. 

Il  Riccini  altamente  disapprovò  il  passo 
fatto  dal  Conservatore,  e pel  dovuto  esem- 
pio, come  egli  disse  in  lettera  del  5 set- 
tembre 1838,  lo  ringraziò  e dispensò  dalle 
sue  funzioni. 

I due  conservatori  Marchese  Giuseppe 
Carandini  e Conte  Francesco  Maria  Olivari 
furono  poi  specialmente  delegati  dal  Comune 
a quanto  aveva  riferimento  al  teatro  da 
costruirsi,  e quando  essi  ebbero  compiuto 
il  loro  mandato  ricevettero  dal  Podestà  e 
dal  Governatore  ampli  attestati  di  soddisfa- 
zione e di  gratitudine  per  le  cure  zelanti 


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— 256  — 

ed  intelligenti,  che  per  più  anni  si  erano 
dati  nell’ importante  incombenza  tanto  lode- 
volmente e con  pubblico  aggradimento  di- 
simpegnata. 

L’  architetto  Francesco  Vandelli  (1)  ideò 
il  nuovo  Teatro:  ed  avuto  riguardo  alla  ri- 
strettezza  dello  spazio  assegnatogli,  alle  dif- 
ficoltà occorse  nella  costruzione,  ed  alla 
mancanza  che  v’  era  allora  in  Italia  di  mo- 
derni Teatri  che  gli  potessero  servire  di 
modello,  conviene  concludere  che  il  Vandelli 
condusse  felicemente  a termine  nel  corso 
di  tre  anni  il  lavoro  affidatogli,  addimostran- 
dosi valentissimo  nell’  arte  sua.  Prèstò  desso 
gratuitamente  1’  opera  sua,  e perciò  fu  a- 
scritto  al  libro  d’ oro  della  nobiltà  Modenese, 
ed  ottenne  in  dono  un  palco  nel  Teatro  da 
lui  architettato. 

Le  case  che  occupavano  l’area  che  servir 
doveva  al  nuovo  Teatro  erano  tredici,  fra  le 

(1)  Francesco  Vandelli  nato  li  4 ottobre  1795, 
dopo  aver  ottenuto  nel  1814  il  baccellierato  nella  fa- 
coltà d’  ingegnere  architetto  all’  Università  Bolo- 
gnese, r anno  1816  nella  Modenese  ebbe  la  laurea  dot- 
torale nella  facoltà  filosofica.  Fu  membro  dell’  Acca- 
demia di  Scienze  Lettere  ed  Arti,  e Professore  di  ar- 
chitettura prima  nel  Convitto  de’  Cadetti  Pionnieri, 
e poscia  all’  Università.  Altre  opere  architettoniche 
del  Vandelli  abbelliscono  la  nostra  città,  e fra  queste 
citerò  soltanto  il  Foro  Boario.  Mancò  alla  vita  addi 
16  agosto  1856. 


— 257  — 

quali  anuoveravasi  la  casa  Colombi^  come 
la  più  estesa  e di  maggior  costo. 

Dai  libro  mastro  presso  la  Ragioneria  Co. 
manale  si  apprende  che  la  spesa  totale  per  l’e- 
rezione del  nuovo  Teatro  risulta  come  sotto  - 
Spese  diverse  L.  it.  363  663,79 

Materiali  213  442,79 

Spese  d’ Amministrazione  3 555,91 

Prezzo  di  Case  demolite, 
frutti,  compensi  etc.  141  547,  55 

Totale  italiane  L.  722  210, 04 

Questa  spesa  venne  diminuita  in  parte 

dalle  somme  ricavate  secondo  il  seguente 
dettaglio  : 

Per  la  vendita  di  Palchi 
incassate  L.  it.  282  090,  63 

Vendita  di  Materiali  rica- 
vati nella  demolizione  delle  Case  12  850, 82 

Agio  sulle  monete  24  251, 13 

Regalo  del  Duca  consistente 
in  marmi  per  ornamento  della 
facciata  10  378,  00 

Multe  ai  trasgressori 'per 
le  condotte  dei  materiali  93. 13 

Totale  italiane  L.  329  663, 71 

Da  ciò  si  deduce  che  la  spesa  reale  a 
carico  del  Comune  si  ridusse  ad  italiane 
Lire  392  546,  33. 

L’  area  occupata  dal  Teatro  suddetto  è 
dì  2300  metri  quadrati. 


— 258  — 

Indispensabile  si  renderebbe  una  descri- 
'zione  di  questo  Teatro;  ma  siccome  esista 
già  un  opuscolo  pubblicato  dal  celebre  poeta 
Peretti  nel  1841  dedicato  al  cantante  Ron- 
coni sotto  il  titolo  di  — Cenni  descrittivi 
del  Nuovo  Teatro  delV  Illustrissima  Comu- 
nità di  Modena  — così  verrò  trascrivendo 
qui  appresso  dal  detto  opuscolo  le  piìi  impor- 
tanti notizie:  e chi  desidera  più  minuti  rag- 
guagli legga  per  disteso  il  lavoro  del  P&relti. 

La  facciata  principale  del  nuovo  Teatro 
Comunale  di  Modena  è posta  a levante,  e 
s’ inalza  sur  un  portico  rustico  a mattonato 
e armato  a pilastrate  doriche  le  quali  ri- 
spondono a nove  arcate  di  prospetto.  Le 
volte  dei  tre  archi  di  mezzo  sono  adorne 
di  rosoni  a rilievo,  e nella  chiave  di  ciascun 
.arco  laterale  v’  ha  alcune  teste  simboliche 
ed  allusive  a cose  di  teatro.  Superiormente 
al  portico  gira  un  bell’  ordine  di  finestre  e 
sovra  ogni  finestra  è un  basso  rilievo.  La 
parte  superiore  della  facciata  termina  in  un 
attico,  che  si  eleva  al  disopra  di  una  cornice 
jonica.  Il  corpo  di  mezzo  comprende  tre 
archi  ed  è composto  di  due  ordini  cioè  di 
un  jonico  sovraposto  ad  un  dorico.  Le  mar- 
moree colonne  che  poggiano  colla  base  sopra 
un  zoccolo  dorico  sostengono  una  cornice 
architravata,  da  cui  viene  sorretta  la  rin- 
ghiera con  balaustri  pur  essa  di  marmo.  A. 


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— 2b9  — 

questo  punto  comincia  l’ordine  jonico;  dopo 
il  quale  (soppresso  1'  attico)  si  vede  scolpita 
in  tavola  di  marmo  bianco  fiancheggiata  da 
due  corone  d’  alloro  la  seguente  iscrizione 
del  prof.  Celestino  Cavedoni. 

ORDO  - POPVLVSQUK  - MUTINENSIVM 
AUSPICE  - D - N - FRANCISCO  - IIII 
- THEATRUM  - NOVVM 
PRO  - MVMCIPI  - DIGNITATE 
A - FUNDAMENTIS  - EREXIT 
ANNO  - M - ■ D - CCCXXXXI. 

Al  fastigio  è una  statua  colossale  rappre- 
sentante il  Genio  di  Modena  sotto  la  forma 
di  un  giovine  alato.  La  statua,  che  colla 
sinistra  alza  una  face  e colla  destra  incorona 
uno  scudo  con  suvvi  scolpito  il  memore 
stemma  delle  trivelle  è opera  del  Modenese 
Luigi  Righi  ; e di  lui  pure  sono  i bassi-ri- 
lievi  che  adornano  le  finestre  del  piano  su- 
periore e che  rappresentano  le  più  rimar- 
chevoli scene  di  alcune  tragedie  di  patrii 
scrittori  cioè  : del  Cavalierino,  del  Conte 
Paolo  Emilio  Campi,  del  Conte  Paolo  Abbati 
Maro.scotti,  di  Pietro  Bernardoni  e del  Conte 
Carlo  Forciroli  Alberghetti.  Altri  4 bassi- 
rilievi  due  al  lato  meridionale  e due  al  set- 
tentrionale rappresentano  il  suddetto  Bernar- 
doni. Orazio  Vecchi.  Carlo  Goldoni  e Luigi 
Riccohoni» 

17 


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— 260  — 

\j'  Atrio  è di  forma  ovale,  decorato  al- 
r intorno  di  pilastrate  d’  ordine  ionico  e 
nella  parte  superiore  di  bassi  rilievi  e di 
pitture.  I primi,  lavori  del  sullodato  Righi, 
sono  allusivi  ai  fasti  della  musica  e del  tea- 
tro : le  altre,  di  mano  del  prof.  Camillo  Cre- 
spolani  quanto  agli  ornati,  e di  Luigi  Manzini 
quanto  alle  figure,  rappresentano  due  Fame 
e dodici  illustri  profe.ssori  di  musica  di  patria 
Modenesi,  che  vissero  dal  XV  al  XVIII  secolo. 

La  tre  pòrte  di  mezzo,  per  cui  si  entra 
ncir  atrio  dalla  parte  della  facciata  maggiore 
non  si  aprono  che  alla  fine  dello  spettacolo 
per  agevolare  1’  uscita  della  moltitudine  ; 
r ingresso  si  ha  dal  lato  di  settentrione  ove 
è lo  stanzino  destinato  alla  vendita  dei  vi. 
ghetti,  e dal  lato  opposto  è la  porta  che  mette 
al  caffè.  La  comunicazione  che  ha  l’atrio  colla 
platea  e coi  palchi  è accuratamente  intra- 
mezzata da  un  andito  che  forma  un  arco 
dittico  e unisce  la  porta  dell’ ingresso  della 
platea  colle  porte  che  mettono  allo  scale  dei 
palchi.  Air  andito  stesso  si  monta  per  mezzo 
di  alcune  gradinate  corrispondenti  a cinque 
porte,  tre  maggiori,  una  che  imbocca  1’  a- 
pertura  della  platea  e due  laterali  che  danno 
accesso  alle  magnifiche  scale  per  cui  s’ascen- 
de ai  palchi,  e due  minori  intermedie.  Sulla 
porta  di  mezzo  è scolpita  in  marmo  quest’al- 
tra  iscrizione  del  Cavedani- 


MONUMENTUM  - HOC  - PATRIUM  - AN  - MDCCCXXXVIII  - EXTRTJI  - COEPTUM 


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— 262  — 

Ascendendo  dall’  atrio  nell’  andito  suaccen- 
nato si  veggono  due  nicchie  con  entrovi  due 
busti  in  iscagliola  del  più  volte  citato  fìighi 
rappresentanti,  quello  a diritta  di  chi  entra, 
il  Riccoboni,  1’  altro  a sinistra  Orazio  Vecchi. 

Entriamo  ora  in  platea.  E questa  di  forma 
elittica  e si  estende  in  lunghezza  metri  18,75 
e nella  sua  maggiore  larghezza  metri  16,25, 
Essa  è circoscritta  da  quattro  ordini  di  pal- 
chetti (oltre  i loggioni)  in  ciascuno  de’ quali 
si  contano  30  palchetti  compresi  i prosceni  : 
ma  nei  primi  tre  ordini  i due  palchetti  del 
centro  sono  occupati  dalla  porta  d’ ingresso 
e dal  palco  grande  della  Corona  ornato  di 
ricchi  intagli  in  legno  dorato  eseguiti  da 
Giovanni  Vandelli  : sicché  il  numero  dei 
palchi  compresi  nei  quattro  ordini  è di  114. 
Nei  davanzali  dei  palchi  di  secondo  ordine 
a bassi-rilievi  dorati  Luigi  Manzini  ha  figu- 
rata la  storia  del  Genio  in  13  gruppi  ac- 
conciamente distribuita,  e nei  bassi-rilievi 
dipinti  nei  parapetti  dei  palchi  di  proscenio 
sono  rappresentati  sei  soggetti  mitologici. 
I palchi  del  proscenio  sono  fiancheggiati  da 
due  mezze  colonne  di  ordine  corintio,  le 
quali  sostengono  un  ampio  architrave  e 
quelle  e questo  sono  adorne  di  belli  intagli 
in  legno  dorato.  Nella  fronte  che  guarda  la 
platea  è collocato  1’  orologio. 


— 263  — 

La  soffitta  che  curvasi  leggermente  sulla 
ricca  cornice  dorata  sorretta  da  modiglioni 
ad  intaglio  fu  dipinta  a vaghissimi  ornati  di 
gusto  raffaellesco  con  elegante  partito  di- 
sposti dal  professor  Camillo  Crespolani.  e le 
figure  principali  insortevi  di  mano  del  pit- 
tore Luigi  Manzini  rappresentano  la  Poesia, 
la  Musica,  la  Commedia  e la  Tragedia. 

Da  una  circolare  apertura  al  mezzo  della 
soffitta  discende  l’ astrolampo  grazioso  lavoro 
del  Modenese  Giacinto  Reggianini. 

È rimarchevole  ancora  il  ripiano  mobile 
della  platea  a tavolato.  Il  macchinista  Giu- 
seppe Manzini  ideò  e costrusse  il  congegno 
meccanico,  pel  quale  un  sol  uomo  basta  a 
deviare  detto  piano  dall’  inclinazione  asse- 
gnatagli e ad  inalzarlo  al  livello  del  piano 
della  scena. 

Il  palco  scenico  percorre  la  lunghezza 

1 metri  23,  53  ed  è corredato  di  ampi  spazii 

da  entrambi  i lati,  da  gallerie  superiori  e 

da  ingegnose  comunicazioni  per  comodo  della 
scena. 


n Sipario  è opera  lodatissima  del  chia- 
rissimo sig.  prof.  Adeodato  Malatesta,  ed  i^ 
suo  lavoro  piuttosto  che  un  sipario  può 
dirsi  un  magico  quadro  ad  olio,  che  ha  per 
®ogg6^fo  Ercole  I d’  Este,  il  quale  visita  il 
teatro  in  costruzione  da  lui  ordinato  l’anno 


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— 264  — 

1486  per  fare  rappresentare  in  Ferrara  la 
commedia  di  Plauto  i Menecmi. 

I!  Commodino  dipinto  dal  già  nominato 
pittore  Manzini  rappresenta  Torquato  Tasso 
accolto  in  Castelvetro  dalla  famiglia  Rangoni 
nel  1560. 

Qui  converebbe  parlare  dei  servigii  ed 
altri  accessorii  di  questa  fabbrica;  ma  io 
per  brevità  tralascio  di  trattarne,  e pongo 
termine  a questo  estratto  dei  cenni  descrit- 
tivi del  nostro  Teatro  colle  parole  di  chi  li 
dettò,  cioè  del  Peretti,  il  quale  a proposito 
delle  critiche  mosse  da  taluno  all’  illustre 
Architetto  Vandelli  gli  pone  in  bocca  l’an- 
tico adagio  — Tò  del  legno  e fa  tu! 

Se  i documenti  non  mi  faranno  dilfetto 
alle  rispettive  date  accennerò  i ristauri  e 
lavori  praticati  nel  maggior  Teatro  Mode- 
nese. 

La  direzione  degli  Spettacoli  nel  1841 
era  composta  dei  Signori 

Gandini  Antonio  — Olivari  FranQ0seo 
Maria  — Carandini  Marchese  Giuseppe, 

Revisore  Sig.  Malmusi  Dott.  Carlo. 

, Segretario  Sig.  Capponi  Giovanni. 

Ciò  posto,  incomincio  la  parte  storica 
ove  io  fui  testimonio  oculare,  si  per  le  at- 
tribuzioni che  avevo  qual  Direttore  della 
' Musica  di  Corte,  come  pure  per  le  incgm- 


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— 265  — 

"benze  affidatemi  dall’  Autorità  competente 
in  simib  materia.  (1) 

Prima  di  parlare  dello  spettacolo  dato 
all’  epoca  dell’  apertura  di  questo  Teatro  fa 
<i’  uopo  che  rammenti  al  lettore,  come  già 
esposi  al  finire  della  Prima  Parte  di  queste 
Memorie,  che  l’ impresa  non  fu  data  ad  al- 
cuno; ma  invece  venne  amministrata  a conto 
<Jel  Comune  da  'quella  Delegazione  Econo- 
mica,  della  quale  diedi  cenno  sin  dalla  sua 
prima  formazione  nel  Novembre  del  1838. 
Scopo  di  essa  in  tale  incontro  non  fu  già 
r economia,  perchè  si  piegò  dal  lato  della 
prodigalità  favorendo  gl’  interessi  dell’  A- 
gente  Teatrale  Antonio  Magotti  di  Bologna, 
«he  fu  incaricata  di  scritturare  il  personale 
d’  Opera  *e  Ballo,  piuttosto  che  vegliare 
scrupolosamente  a quei  ragionevoli  risparmi!, 
che  non  escludevano  il  decoro  e il  vantaggio 
fielj’  amministrato. 

Non  volendo  passare  per  rigido  censore 
delle  altrui  gesta  mi  limiterò  a suo  tempo 
ad  esporre  soltanto  ciò  che  risulta  in  pro- 
posito dagli  atti  Comunali. 

Intanto  premetto  che  nel  14  dicembre 

(1)  Essendo  tutto  ciò  che  qui  racconta  il  Maestro 
<}ancUni  nel  dominio  della  storia,  e affidato  agli  Ar- 
chivi! della  Direzione  degli  Spettacoli  e Comunale,  la 
sue  apprezziazioni  sono  tutte  personali,  e i compila- 
tori ne  declinano  ogni  responsabilità.  (N.  d.  G.  ) 


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— 266  — 

1838  il  Podestà  del  Comune  di  Modena  con 
sua  lettera  per  me  lusinghiera  (vedi  agli 
att  i Comunali  relativi  al  Teatro  N.  5296) 
m’  invitava  ad  assumere  1’  impegno  di  scri- 
vere uno  spartito  apposito  per  1’  occasione 
dell’  apertura  del  Nuovo  Teatro  che  si  stava 
costruendo.  In  pari  tempo  m’  avvertiva  che 
s’  andava  ad  ufficiare  il  distinto  scrittore 
Carlo  Malmusi  per  incaricarlo  della  Poesia. 
Dapprima  io  fui  esitante  ad  accettare  tale 
responsabilità;  ma  poi  verbalmente  facen* 
domisi  comprendere  che  quanti  avevano  parte 
in  quel  lavoro  del  Teatro  erano  modenesi,  (1) 
così  si  richiedeva  a compimento  dell’  opera 
che  il  Maestro  e il  Poeta  della  prima  pro- 
duzione, che  dar  si  doveva  all’  apertura  di 
esso,  fos."?ero  pure  di  Modena. 

Allora,  prendendo  parte  a questa  patria 
soddisfazione,  riponendo  ogni  fiducia  nella 
qujilità  degli  ottimi  soggetti,  pei  quali  scri- 
vevo, e nella  benevolenza  de’  miei  concitta- 
dini. che  in  altri  incontri  m’  avevano  inco- 
ruggito,  ne  assunsi  1’  incarico. 

Il  titolo  dell’  Azione  scelta  dal  Poeta  fu 
Adelaide  di  Borgogna  al  Castello  di  Canossa^' 

(1)  Infatti  tanto  rArchitetto  Professore  VandelU, 
quanto  i Pittori  Malatesta,  Crespolani,  Manzini,  lo 
scultore  Righi  e gli  artisti  tutti,  che  lavoravauo  nel 
nuovo  teatro,  erano  modenesi. 


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— 267  — 

anche  questo  fittto  era  in  qualche  modo  un 
episodio  di  storia  patria. 

Sebbene  la  poesia  scritta  da  dottissima 
penna  si  prestasse  benissimo  per  la  musica, 
pure  r Azione  non  presentò  grand’  effetto 
drammatico.  La  colpa  non  fu  del  Poeta,  ma 
piuttosto  della  qualità  del  soggetto  che  ri- 
svegliava poco  interesse.  La  scelta  dei  Can- 
tanti e di  tutti  gl’  individui  che  fecero  parte 
di  quello  spettacolo  era  ottima,  e quale 
poteva  convenire  all’  apertura  d’  un  primo 
teatro  d’  Italia.  La  distinta  di  quelli,  sotto 
il  volgar  nome  di  Cartellone,  fu  la  se- 
guente : 

Prima  Donna  assoluta  — Erminia  Frez- 
zolini  Poggi. 

Primo  Tenore  assoluto  — Antonio  Poggi.^ 

Primo  Basso  cantante  assoluto — Giorgio 
Ronconi. 

Primo  Tenore  — Clemente  Mugnaj. 

Prima  Donna  — Luigia  Righini, 

Primo  Basso  cantante  — Francesco 
Meini. 

Prima  Donna,  e supplemento  alla  Poggi 
— Adelaide  Ramaccini. 

Primo  Tenore  supplemento  — France- 
sco Dai- Fiori. 

Altra  prima  donna  e supplemento  — 
Clementina  Bartolini. 


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— 268  — 

Altro  Basso  — Giacomo  Bartoli. 

Coristi  d’  ambo  i sessi  N.  30. 

Comparse  N.  60. 

Banda  Militare. 

Prima  Opera  — Adelaide  di  Borgogna 
<il  Castello  di  Canossa  — Poesia  dì  C.  Mal- 
musi,  Musica  del  Maestro  Alessandro  Gan- 
dini. 

Seconda  Opera  — Il  Bravo  — Poesia  di 
Gaetano  Rossi.  Musica  del  Maestro  Merca- 
dante. 

I 

Terza  Opera  — Beatrice  di  Tenda  — 
Poesia  di  Felice  Romani,  Musica  del  Maestro 
Bellini. 

Quarta  Opera  — Caràttaco  — Poesia  di 
A.  Perelti,  Musica  del  Maestro  A.  Catelani. 

Primo  Ballo  — Rebecca. 

Secondo  Ballo  — Fedòra, 

composti  espressamente  da  E.  Viotti. 

Primi  ballerini  seri  assoluti  — Luigia 
Fitz- James  — Antonio  Guerra. 

Primi  Mimi  assoluti  — Ramaccini  Anto- 
nio — Costa  Luigi  — Cornino  Virginia  — 
Ghedini  Federico  — Baratti  Francesco, 

Primi  Mimi  — Razzanelli  Assunta  — 
Pevera  Giuseppe. 

Altri  Primi  Mimi  — ‘ Brutti  Innocente  — 
Torta  Arianna  — Rossi  Raffaele  — Massari 
Oio  : Battista. 


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— 269  — 

I primi  ballerini  di  mezzo  carattere  d’ambo 
i sessi  erano  24.  ed  altrettanti  i secondi 
ballerini  corifei. 

Comparse  N.  76  — Banda  Militare  — 
Cavalleria. 

Orchestra. 

Maestro  al  Cembalo  — Manni  Ignazio  al 
servigio  della  R.  Corte. 

Primo  Violino  Regolatore  d’ Orchestra  — 
Antonio  Sighicelli  id. 

Primo  Violino  de’  Balli  — Binder  Fran- 
cesco id. 

Concertino  — Schedoni  Marco  id. 

Primo  de’  Secondi  — Tavoni  Antonio  id. 

Primo  Fagotto  — Horn  Giuseppe  nella 
Banda  Estense. 

Prima  Viola  — Adani  Luigi  al  servizio 
della  R.  Corte. 

Prima  Tromba  — Apparuti  Vincenzo  id. 

Primo  Oboè  e Corno  inglese  — Rother 
Federico  id. 

Primo  Flauto  ed  Ottavino  — Kóhler  Giu- 
seppe nella  Banda  Estense. 

Primo  Trombone  Packorny  Adalberto  id. 

Primi  Violoncelli  a perfetta  vicenda  — 
Strinasacchi  Benedetto  — Frigieri  Pietro  al 
servigio  della  R.  Corte. 

Primi  Contrabassi  a perfetta  vicenda  — 
Sarti  Luigi  — Ghinetti  Giuseppe  al  servizio 
della  R.  Corte. 


— 270  — 

Primo  Clarino  — Bursi  Gùtcomo  ìd. 

Primo  Corno  — Galeotti  Giovanni  id. 

Le  scene  erano  d’ invenzione  e d’  esecu- 
zione del  Prof.  Camillo  Crespolani. 

Il  Vestiario  era  tutto  fatto  espressamente 
dalla  Ditta  Pietro  Rovaglia  e Compagno  di 
Milano  fornitrice  degli  II.  RR.  Teatri  di 
Milano,  Trieste  e Vienna. 

Attrezzi  tutti  nuovi  di  Camillo  Faenza 
di  Bologna. 

Macchinista  — Giuseppe  Manzini  di  Mo- 
dena. 

Capi  Sarti  i Conjugi  Corazza  di  Bologna. 

Il-  Prezzo  d’  affitto  dei  Palchi  di  4 fila 


pel  Corso  era  di  italiane  L.  500 

Idem  di  5 fila  250 

Prezzo  d’  abbonamento  per  N.  30  Rap- 
presentazioni it.  L.  60 

Viglietto  serale  it.  L.  3 

Del  Loggione  1,  50 

Per  r arena  del  Loggion  * oltre  il 
viglietto  1 

Posti  d’  Orchestra  3 


Eranvi  le  solite  avvertenze  circa  il  modo 
di  pagare  gli  abbonamenti  e 1’  ingresso: 
oltre  ciò  veniva  chiunque  prevenuto  che; 

• La  prima  fila  de’  banchi  d’  Orchestra 
era  destinata  agli  Ufficiali  in  uniforme. 

”*  « Non  venivano  ammesse  che  le  Persone 

decentemente  vestite. 


— 271  — 

« Le  prime  5 sere  di  Spettacolo  erano 
fuori  d’  abbonamento. 

Sottoscritta  — La  Delegazione  all'  Im- 
presa Economica. 

Dopo  di  aver  esposto  il  Programma,  in- 
comincio ora  la  parte  Storico-Cronologica. 

1841.  — 2 Ottobre  — Alle  ore  8 pome- 
ridiane si  aprì  lo  spettacolo,  come  fu  pro- 
messo. coir  Opera  — Adelaide  di  Borgogna 
— e il  ballo  Rebecca  preso  da  un  Romanzo 
storico  di  Vi  al  fer- Scott.  Il  Teatro  ben  guer- 
nito  di  spettatori,  e coll’  intervento  della  R. 
Corte  presentava  un  aspetto  solenne.  Si  co- 
minciò dal  chiamare  l’Architetto  Vandelli  e 
il  Pittore  del  sipario  Prof.  Malafesta.  ai 
quali  vennero  tributati  meritamente  profusi 
e clamorosi  applausi. 

Non  permette  la  mia  delicatezza  di  par- 
lare della  musica,  essendo  stata  già  giudicata 
dal  Foglio  di  Modena  (1) 

L’  esecuzione  fu  perfetta,  segnatamente 
per  parte  della  prima  donna  Frezzolini- Poggi, 
che  ai  suoi  grandiosi  mezzi  univa  quell’  a- 
more  all’  arte,  che  formava  una  delle  sue 
particolari  prerogative.  Personale,  voce  e- 
stesissima  e sonora,  intonazione  e colorito 

(1)  Vedi  P appendice  sotto  il  titolo  — Cose  Po- 
trie  — nel  foglio  di  Modena  N.  37  in  data  di  lunedi  S 
novembre  1841. 


erano  doti  tali  da  caratterizzarla  per  una 
delle  più  grandi  artiste  di  quell’  epoca. 

Giorgio  Ronconi  non  mancò  alla  fama 
che  r aveva  preceduto.  Alle  prove  mi  per- 
suase di  cambiargli  1’  aria  del  secondo  atto, 
per  averla  ritrovata  fredda,  e di  tessitura 
piuttosto  bassa  pei  suoi  mezzi.  Io  Io  com- 
piacqui, e ne  fui  molto  soddisfatto,  perché 
esso  ne  cavò  tal  partito,  quale  solo  il  suo 
genio  n’  era  capace. 

Il  Poggi,  a dire  il  vero,  fu  da  me  il  più 
male  trattato,  ma  però  cantò  la  sua  parte 
con  impegno,  cooperando  anch’  esso  a dar 
maggior  risalto  colla  sua  sonora  voce  al 
pezzo  concertato  finale  del  primo  atto. 

La  numerosa  Orchestra  composta  di  suo- 
natori Modenesi  e forestieri,  e diretta  dal 
bravo  Sighicelli  corrispose  pienamente  ai 
miei  voti,  come  pure  il  corpo  dei  Coristi. 

Il  Ballo  di  Viotti,  sebbene  un  poco  lungo^ 
ebbe  un  successo  di  trionfo.  Vi  si  distinsero 
in  singoiar  modo  nella  parte  mimica  Antonio 
lìamaccini,  la  Cornino  e il  vecchio  artista' 
Costa.  Il  ballerino  Guerra  uno  dei  celeber- 
rimi d’  allora  ebbe  un’  accoglienza  entusia- 
stica, sì  per  r esecuzione,  che  per  la  com- 
posizione del  Passo  a due,  nel  quale  si  fece 
pur  valere  la  distinta  danzatrice  Fitz-Iames, 
che  quantunque  di  figura  un  poco  troppo 


— 273  — 

alta,  pure  veniva  assai  applaudita  per  esat- 
tezza e leggiadria  di  movenze. 

Fu  lodato  il  pittore  Litigi  Manzini,  autore 
del  secondo  sipario  detto  Commodino. 

Frequentissimi  applausi  vennero  giusta- 
mente prodigati  al  Prof.  Camillo  Crespolani 
per  tutte  le  scene  decoranti  lo  spettacolo, 
non  che  per  1’  elegante  volta  sovrastante 
alla  platea  da  lui  pure  dipinta.  Il  meccani- 
smo, gli  attrezzi  e il  vestiario  corrisposero 
pienamente  alle  esigenze  della  circostanza. 

L’  introito  totale  dalla  prima  reppresen- 
tazione  fu  d’ It.  L.  3464.  Tale  incasso  però 
por  una  prima  sera  di  spettacolo  non  fu  di 
tanto  rilievo,  considerando  che  il  biglietto 
d’ ingresso  era  stato  posto  a L.  It.  3,  prezzo 
assai  sproporzionato  per  la  piazza  di  Modena, 
ove  il  numero  degli  accorrenti  al  Teatro  è 
limitato,  stante  che,  ad  eccezione  di  qualche 
estraneo,  i frequentatori  di  esso  sono  ordi- 
nariamente gli  stessi  individui.  Altro  errore 
della  Delegazione  all'  Impresa  Economica  si 
fu  quello  di  stabilire  fuori  d’ abbonamento 
le  cinque  prime  rappresentazioni,  per  cui, 
dopo  la  prima  sera,  gran  parte  degli  abbo- 
nati si  riservò  d’  andare  al  Teatro  all’  a- 
prirsi  dell’abbonamento.  Infatti,  meno  le  sere 
in  cui  avveniva  cambiamento  di  spettacolo, 
0 di  qualche  serata  particolare,  in  tutto  il 


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— 274  — 

corso  non  si  vide  mai  il  Teatro  veramente 
gremito  di  persone,  come  avvenne  in  altri 
incontri  negli  anni  successivi.  Se  ne  accorse 
ben  presto  la  Delegazione  d’ aver  troppo 
elevato  il  prezzo  del  vigìietto  ; ma  anziché 
diminuirlo,  stimò  meglio  discendere  ad  umi- 
lianti facilitazioni,  e ad  accordare  un  bi- 
glietto gratis  a chi  ne  prendeva  quattro  a 
pagamento,  senza  mai  ottenere  lo  scopo  pre- 
fisso. 

1841  — 14  Ottobre.  — Si  avvisò  il  pub- 
blico che  durante  il  corso  d’  Opera  sino  al 
30  Novembre  vi  sarebbe  stata  vacanza  sol- 
tanto nei  giorni  di  Martedì  e Venerdì. 

Il  primo  spettacolo  d’  opera  seguitò  per 
diverse  sere,  o il  Podestà  del  Comune  mi 
dimostrò  il  suo  aggradimento  con  suo  cor- 
tese dispaccio,  del  quale  rimasi  soddisfat- 
tissimo (1), 

16  Ottobre.  — Andò  in  iscena  l’ Opera 
— Il  Bravo  — poesia  di  Gaetano  Rossi  o 
musica  del  celebre  /e.  Difficile  com- 

pito sarebbe  Y analizzare  i pregi  di  questo 
lavoro  ; basti  il  dire  che  il  genio  e lo  studio 
gareggiarono  per  renderlo  uno  dei  capi 
d’  opera  del  gran  Maestro.  Cantilene  spon- 
tanee, vaghezza  di  pensieri,  strumentazione' 


(1)  Vedi  agli  Atti  Comunali  9 Ottobre  I841.N.  379i. 


— 27S  — 

brillante,  e profondità  di  dottrina  eccitavano 
all’  entusiasmo  non  solo  i veri  intelligenti, 
ma  gli  amatori  tutti  dell’  arte  musicale.  La 
parte  del  protagonista,  scritta  per  Donzelli 
al  Teatro  della  Scala  (Ij  sembrava  fatta  ap- 
positamente per  far  risaltare  tutte  le  risorse 
del  Poggi,  il  quale  in  quest’  opera  ne  dive- 
niva il  perno  principale.  Quel  canto  decla- 
mato e grandioso  risplendeva  di  tutta  la  sua 
potenza  sotto  gli  accenti  di  una  voce  vibrata 
ed  espressiva.  La  Frezzolini  pure  non  man- 
cò di  risvegliare  in  tutti  una  decisa  ammi- 
razione. Il  Mugnai  tenore  di  mezzo  carattere, 
il  Maini  baritono,  e l’ altra  prima  donna 
Righini  contribuirono  abilmente  al  buon  esito 
dello  spettacolo.  Il  Quartetto  finale  dell’  0- 
pera,  accompagnato  da  un  sol  clarino  e di 
sublime  fattura,  sortiva  un  effetto  sorpren- 
dente per  r incanto  della  musica  e la  per- 
fetta esecuzione. 

Il  ballo  era  sempre  Rebecca,  colla  sosti- 
tuzione di  un  Terzetto  ballabile  in  luogo  del 
Passo  a Due,  ove  oltre  i primi  ballerini  fi- 
gurava con  buon  successo  la  giovinetta  Liuzzi 
Concetta. 

1841  — 6 Novembre.  — Opera  — Bea- 

(1)  Poggi  aveva  scelto  questo  spartito  perché  es- 
sendo nelle  sue  corde,  poteva  imitare  perfettamente 
quel  gran  tenore. 

18 


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— 276  — 

trice  di  Tenda  — poesia  di  Felice  Romani 
colle  note  del  non  mai  abbastanza  compianto 
Maestro  Bellini.  In  questo  spartito  rifulsero 
in  tutto  il  loro  splendore  le  doti  artistiche 
della  Frezzolini,  la  quale  ottenne  dimostra- 
zioni e applausi  in  uuvmodo  il  più  straordi- 
nario. /Soncont  pure  in  tutti  i suoi  pezzi  non 
fu  solo  gran  cantante,  ma  ancora  artista  su- 
blime. 

Il  solo  Poggi,  che  di  mala  voglia  si  pre- 
stava a cantare  in  questo  spartito.  (1).  non 
corrispose  all’  aspettativa  degli  uditori.  Ve- 
dendosi poi  in  seguito  non  troppo  bene  ac- 
colto dal  pubblico,  sia  che  una  certa  sera 
fosse  mal  disposto  di  salute,  oppure  domi- 
nato da  qualche  capriccio,  il  fatto  si  è che 
manifestò  tal  negligenza  nell’  eseguire  la  sua 
parte  da  meritare  i fischi  più  sonori.  Tale 
dimostrazione,  inusitata  a que'  tempi,  fu  dalla 
voce  pubblica  attribuita  piuttosto  ad  opera 
di  Polizia,  che  di  cittadini,  per  istigazione 
del  Ministro  di  Buon  Governo  Riccini,  il* 
quale  voleva  così  vendicarsi  di  privati  ran- 
cori che  nutriva  verso  di  lui. 

1841  — 9 Novembre.  — Rappresentazio- 
ne a benefizio  della  prima  ballerina  FitZ' 

(ly  11  canto  appassionato  d'  OromAatto  mal  conve- 
nìTa  realmente  ai  meczi  del  Poggi,  il  quale  colla 
tuonante  sua  voce  aveva  d'uopo  d'esprimere  concetti 
gai^l  tardi. 


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— 277  — 

James^  ove  furono  danzati  due  nuovi  Ter- 
zetti. L’incasso,  comprese  le  spese  fu  di  It 
L.  1410  20. 

11  Novembre  — Serata  del  ballerino 
Guerra.  In  tal  sera  vennero  eseguiti  altri 
due  nuovi  passi,  uno  intitolato  La  Tirolese, 
e r altro  di  genere  Polacco.  L’introito  fu  di 
It.  L.  561. 

S’incominciavano  già  le  prove  del  secondo 
ballo  intitolato  Fedóra  quando  improvvisa- 
mente il  compositore  Viotti  venne  assalito  dal. 
la  gotta,  la  quale,  prendendo  un  carattere  as- 
sai grave,  impedì  allo  stesso  di  più  proseguire 
nel  suo  impegno.  La  Direzione  Economica 
scritturò  in  sua  vece  Antonio  Monticini,  che 
appena  giunto  in  Modena  si  accinse  tosto  a 
preparare  un  suo  grandioso  Ballo. 

^1841  — 13  Novembre  — Coll’Opera  — 
Beatrice  di  Tenda  — venne  posto  iniscena 
il  gran  ballo  intitolato  — Il  Rinnegalo  — l’e- 
sito del  quale  fu  strepitoso.  Ramaccini  e 
Costa  gareggiavano  a vicenda  per  renderlo 
vieppiù  ben  accetto  colla  loro  particolare 
bravura.  Non  solo  l’ interesse  dell’  azione, 
ma  ancora  la  leggiadria  dei  ballabili  resero 
quella  composizione  giustamente  meritevole 
d’  univérsali  applausi. 

15  Novembre  — Serata  di  Poggi  coll’o- 
pera — Il  Bravo  — e il  ballo  — Il  Rinne-  ^ 


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— 278  — 

finto.  — L’ introito  lordo  in  tal  ser;i  fu  di 
L.  1660  42. 

20  Novembre  — Serata  del  Coreografo 
Monticini,  nella  quale  furono  incassate  Lire 
068  98. 

Una  sventura  di  famiglia  mi  costrinse 
in  questi  giorni  a guardare  la  casa,  stante - 
chè  il  mio  amato  Genitore  si  trovò  in  pe- 
ricolo di  vita  a cagione  di  un  fiero  morbo 
ai  visceri,  che  alcuni  mesi  dopo  lo  trasse 
poi  al  sepolcro.  Sulla  fine  del  mese  ebbe 
qualche  miglioramento,  per  cui  mi  fu  dato 
soltanto  di  poter  assistere  all’  ultima  rap- 
presentazione dello  spettacolo. 

Non  avendo  potuto  essere  io  testimonio  di 
quanto  accadde  in  tale  intervallo  di  tempo, 
esporrò  ciò  che  mi  venne  riferito  in  propo- 
sito da  persone  intelligenti  e imparziali,  che 
meritavano  ogni  fiducia. 

1841.  — 22  Novembre  — Serata  a be- 
nefizio del  baritono  Giorgio  Ronconi,  il  di 
cui  introito  era  a metà  coll’  Impresa  Eco- 
nomica. In  tal  sera  si  produsse  pure  ia, 
Giovannina  Giannoni  moglie  al  Ronconi  can- 
tando il  duetto  nell’  Opera  di  Donizetti  — 
Elisir  d’  Amore  — in  unione  al  marito  che 
faceva  la  parte  di  Dulcamara.  Quanto  era 
grande  il  Ronconi  nelle  parti  serie  • altret- 
tanto riesci  vivace  e brillante  nel  carattere 


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— 279  — 

buffo.  L’  esito  fu  fortunatissimo.  Lo  spetta* 
colo  si  componeva  dell’  Opera  — Beatrice 
di  Tenda  — e del  Ballo  — fi  Rinnegato. 

L’ incasso  totale  di  questa  serata  fu  di 
it.  L.  3565,  94,  somma  fino  ad  ora  non  mai 
più  raggiunta  in  una  sola  rappresentazione, 
dopo  che  è costrutto  il  Teatro. 

1841.  — 25  Novembre  — Opera  — Ca- 
rattaco  — poesia  di  Peì'etti  con  musica  del 
Maestro  Angelo  Cntelani.  In  tal  sera  il  ballo 
— Il  Rinnegato  — venne  eseguito  dopo 
r opera. 

Le  notizie  eh’  io  ebbi  della  buona  pre- 
venzione del  pubblico,  e del  favorevole  in- 
contro di  quel  lavoro  furono  tali,  che  no 
provai  soddisfazione,  sì  per  la  stima  che 
avevo  del  Maestro,  come  per  1’  amore  al 
paese,  che  ogni  cittadino  deve  sentire,  se- 
gnatamente nell’  incoraggiarne  la  gioventù 
che  si  pone  sull’  arduo  sentiero  della  tea- 
trale palestra,  dal  quale  tante  volte  dipende 
r avvenire  di  chi  ne  calca  il  terreno. 

Tutto  dunque  venne  accolto  con  applausi, 
la  musica  fu  trovata  spontanea,  e che  ben 
si  addiceva  ai  concetti  della  poesia  assai 
leggiadra  e drammatica. 

Quest’  Opera  non  fu  eseguita  che  per 
tre  sole  sere  a cagione  di  alcuni  incidenti 
avvenuti,  i quali  mi  vennero  narrati  dal 


— 280  — 

Maestro  Calelani  stesso,  e che,  non  essendo 
privi  affatto  d’  interessse,  credo  opportuno 
di  esporre. 

Qualche  tempo  prima  dell’  apertura  del 
Teatro  il  Maestro  Catelani  si  presentò  al 
Duca  Francesco  7F,  onde  ottenere  il  per- 
messo di  comporre  un’  Opera  in  tale  circo- 
stanza, al  fine  di  aprirsi  una  via  alla  car- 
riera teatrale.  Ebbe  un’  ottima  accoglienza, 
in  seguito  alla  quale  sortì  un  Decreto  '^So- 
vrano in  suo  favore  per  tale  scopo. 

Il  Comune  mal  comprese  il  sovrano  chi- 
rografo, risguardandolo  come  un’  ingerenza 
soverchia  del  Duca  negli  affari  comunali; 
tanto  più  che  per  eseguire  quell’  ordine  era 
necessario  d’incorrere  in  ulteriori  dispendii, 
cioè,  allestire  un’  opera  di  più  non  calcolata 
nel  preventivo,  e aumentare  1’  emolumento 
del  Poggi,  che  non  si  era  obbligato  a can- 
tare che  in  soli  tre  spartiti.  11  Ministro 
Biccini,  arbitro  di  tutto  e di  tutti,  avvocan- 
dosi la  vertenza,  cercò  d’ impedire  l' intru- 
sione di  questo  quarto  spettacolo.  Il  Duca 
ben  disposto  a favore  del  giovine  Maestro 
insistette  per  1’  esecuzione  dell’  Opera  in 
discorso,  persuaso  che,  assumendo  del  pro- 
prio tutte  le  spese,  sarebbero  state  appia- 
« nate  ormai  le  difficoltà  insorte.  Ma  non  fu 
così!  I Conjugi  Poggi,  o per  proprio  conto. 


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— 281  — 

0 per  impulso  di  Riccini  si  mostrarono 
freddi  tanto  nell’ accettare  l’ incarico,  quanto 
nel  darvi  esecuzione.  Fatto  si  è,  che  molti 
fra  gli  uditori  di  quell’  Opera,  fors’  anche 
per  avversione  al  Ministro,  si  mostrarono 
cosi  propensi  al  bersagliato  Maestro,  che 
oltre  di  applaudire  quanto  v’  era  di  buono, 
prodigarono  applausi  frenetici  anche  alle 
cose  piu  indifferenti.  Furono  insultati  i co- 
njugi  Poggi:  di  più  vennero  scagliati  dei 
sassi  contro  il  cocchio,  che  li  riconduceva 
a casa  dopo  la  rappresentazione.  Tale  audace 
procedere  venne  qualificato  dal  Ministro  di 
Buon-Governo  come  1’  espressione  di  una 
fazione  torbida  ed  intrigante  ; giustificando 
cosi  agli  occhi  del  Duca  il  suo  disparere 
circa  r intrusione  di  quello  spettacolo.  Di 
* modo  che  il  Maestro  e il  Poeta  n’  ebbero 
dispiaceri  e mortificazioni,  colla  conseguenza 
di  venir  soppressa,  dopo  tre  sere,  la  pro- 
duzione del  Carattaco.  Esasperato  il  Maestro 
Catelani  da  simili  vessazioni,  stimò  meglio 
in  seguito  di  dedicarsi  ad  una  carriera  af- 
fatto estranea  al  Teatro. 

^ Il  lettore  saprà  volentieri  quali  fos- 
sero i dispiaceri  procurati  al  Perettì  ed  al 
Catelani  dai  sopradetti  avvenimenti,  e noi  ne 
appagheremo  la  curiosità. 

La  terza  ed  ultima  volta  (28  novembre) 


. . Xiinilized  by  Google 


— 282  — 

in  cui  fii  dato  il  Carattaco,  il  Ministro  Ric- 
cini  fatto  chiamare  dopo  1'  opera  il  Catelani 

10  ricevette  nel  camerino  annesso  al  suo- 
palco,  e gli  diede  un  furioso  rabbuffo  corno 
a quegli  che  insieme  al  Peretti,  aveva  di- 
sturbato la  pubblica  tranquillità,  promossi 
sfrenati  applausi  in  Teatro,  ed  istigato  le 
ostili  dimostrazioni  contro  i conjugi  Poggi. 

11  Catelani  dichiarò  sè  e 1'  amico  innocenti 
di  quanto  veniva  loro  apposto,  e diede  a co- 
noscere al  Governatore  come  egli  supponesse 
essere  stati  i suoi  birri  quelli  che  avevano 
lanciato  sassi  contro  la  carrozza  dei  Poggi. 

Il  Riccini  scacciò  il  Catelani  dal  camerino, 
e fece  poi  rapporto  di  tutto  al  Duca.  Questi: 
al  Maestro  e Poeta  suddetti,  a lui  dietro 
invito  presentatisi,  si  dichiarò  malcontento 
di  loro,  pentito  d’  aver  loro  accordata  la  sua 
protezione  e sdegnato  dei  disordini  per  loro 
cagione  avvenuti.  I due  accusati  si  difesero 
si  bene  che  il  Duca  fu  quasi  placato  : volle 
però  che  dessi,  per  soddisfazione  del  Riccini. 
nella  seguente  sera  stessero  in  un  palco 
presenti  allo  spettacolo  e garanti  dell’ ordi- 
ne. All’osservazione  del  Catelani  sulla  strana 
pretesa  di  volerlo  garante  della  quiete,  men- 
tre lo  stesso  Ministro  di  Polizia  non  valeva 
a mantenere  colla  forza  tranquillo  il  Teatro, 
il  Duca  riprese  ; t Parlate  ai  vostri  amici... 


'Digitizèd  by  Goógle 


I 

— 283  — . 

. fate  che  desistano  dal  commettere  impru- 

• denze  che  tutti  vi  faranno  pentire,  tutti 

• vi  perderanno,...  poiché  vi  manderò  a Se- 

• stola.  • 

I Nel  mattino  seguente  il  Catelani  ottenne 

una  segreta  udienza  dal  Principe  Ereditario, 
poscia  Duca  Francesco  V,  e raccontatagli  la 
I brutta  posizione  in  cui  si  trovava  e racco- 
mandatosi alla  sua  protezione,  n’  ebbe  con- 
solanti parole.  Ài  cominciare  dello  spettacolo 
la  sera  del  30  novembre,  Peretti  e Catelani 
trovaronsi  nel  loro  palco-prigione,  ed  i due 
prigionieri  furono  punto  di  mira  agli  occhi 
e cannocchiali  degli  spettatori.  In  Teatro, 
non  successe  però  alcun  disordine  : ma  il 
povero  Catelani  non  ebbe  alcun  compenso 
pecuniario  delle  sue  fatiche. 

■ Per  offrire  un  disadorno  ma  sincero  tri- 

buto alla  memoria  del  mio  buon  amico  An- 
gelo Catelani  ne  darò  qui  la  biografia  avver- 
tendo che  certe  particolarie  da  me  esposte 
nella  medesima  le  ho  attinte  dalla  sua  bocca. 

Il  Maestro  Angelo  Catelani  nacque  in 
Guastalla  li  30  Marzo  1811.  Fugli  padre  un 
compositore  da  stampa  presso  la  Tipografia 
Davolio  di  Reggio  nell’  Emilia.  Passò  la  prima, 
gioventù  in  Guastalla  sotto  la  direzione  di 
un  suo  zio  materno  provvisto  di  qualcho 
j mezzo  di  fortuna,  il  quale  coltivò  con  pre- 

I 

I 

I 

1 

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. — 284  — 

mura  l’ inclinazione  che  dimostrava  il  nipote 
per  r arte  musicale.  In  circostanza  che  il 
padre  del  giovane  Catelani.  chiamato  al 
servigio  della  stamperia  Vincenzi  venne  in 
Modena,  collocò  il  proprio  figlio  nel  Collegio 
dei  PP.  Gesuiti  per  fargli  compiere  i suoi 
studi.  Contemporaneamente  il  Professore 
Giuseppe  Asioli  lo  perfezionava  nell’eser- 
cizio del  Pianoforte;  per  la  qual  cosa  por- 
tandosi il  Catelani  a suonar  1’  Organo  in  di- 
verse Chiese  della  Città  quanti  1’  udirono  ne 
presagivano  un  ben  lieto  avvenire.  Sorse  uno 
special  protettore  nella  persona  del  Dottor 
Fortunato  Soli  Muratori,  che  assunse  genero- 
samente a proprio  carico  l’ impegno  di  man- 
tenerlo a Napoli,  onde  apprendesse  il  con- 
trappunto nel  conservatorio  di  musica  di  S. 
Pietro  a Majella,  Il  disordine  e la  trascurata 
sorveglianza  che  in  allora  manìfestavansi  in 
quell’  istituto  disanimarono  il  giovine  alunno 
che,  amantissimo  della  precisione,  mal  poteva 
sopportare  tali  inconvenienti:  di  pili,  nauseato 
della  scostumatezza  ivi  dominante,  fu  costret- 
to a sottrarsene,  dopo  sei  mesi  di  perma- 
nenza, prendendo  stanza  in  luogo  privato. 
Non  tralasciò  per  questo  di  coltivare  lo  stu- 
dio teorico  della  musica,  perchè  giornalmente 
presentavasi  alle  case  dei  celebri  Maestri 
Zingarelli  e Crescentini,  i quali  benignamente 


— 285  — 

r accoglievano  prodigandogli  lumi  e atten- 
zioni. Fece  pur  conoscenza  di  Donizetti.  dal 
quale  ebbe  consigli  e direzione  ne’  suoi  primi 
lavori.  Nel  1834  fatalmente  morì  il  Muratori-, 
per  cui  nello  sconforto  di  tanta  disgrazia  non 
trovò  altra  risorsa  che  di  seguire  i consigli  di 
un  certo  D.  Luigi  Ventura  suo  scolaro,  il  quale 
Io  invitò  a portarsi  seco  a Messina,  onde  ten-  , 
tare  und  fortuna,  come  fece.  Colà  raccomau* 
dato  ai  PP.  Teatini  prese  alloggio  nel  lor  con- 
vento. L’ospitalità  generosa  ch’ivi  rinvenne,  gli 
scolari  che  in  buon  numero  si  presentarono 
àUe  sue  lezioni,  e il  posto  di  Maestro  con- 
certatore a quel  Teatro  che  gli  venne  con- 
ferito lo  determinarono  a soggiornarvi  sta- 
bilmente. 

Se  non  che  nel  1837  suo  malgrado  fu 
obbligato  a cangiar  pensiero,  perchè  chiamato 
a Modena  da’  suoi  genitori  (spaventati  dal- 
r invasione  del  Cholera  Morhm  che  imper- 
versava in  diverse  contrade  della  Sicilia) 
piegò  la  fronte  al  pietoso  comando  e sen 
tornò  in  questa  città.  Poco  dopo  fu  nominato 
Maestro  di  Musica  al  servigio  del  Comune 
di  Reggio  nell’  Emilia  dove  scrisse  musica 
ecclesiastica  con  buon  successo.  Nel  1839 
si  ricondusse  in  Modena  ove  pure  diede 
prove  di  suo  talento  nella  musica  di  simil 
genere.  Sebbene  nelle  sue  opere  non  tra- 


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— 286  - 

sparisse  gran  genio,  nè  fervida  fantasia,  pure 
l’orditura  dei  pezzi,  la  condotta  e la  ben 
calcolata  strumentazione  le  rendevano  ben 
accette  agli  ascoltatori. 

Nel  1841  fu  nominato  Maestro  del  Co- 
mune di  Modena;  nel  Maggio  1846  ottenne 
il  posto  di  Regolatore  delle  funzioni  dì 
Chiesa  presso  la  R.  Cappella  di  Corte.  Nel 
1855  venne  pure  impiegato  nelle  Opere  Pie, 
di  dove  sortì,  per  essere  stato  aggregato 
alla  Biblioteca  già  Estense  ora  deita.  Palatina. 
In  questa  ebbe  campo  di  pascere  il  suo 
genio  nella  letteratura  musicale,  ove  diede 
luminose  prove  de’  suoi  profondi  studii  sì 
nell’  ordinarne  quasi  completamente  la  ma* 
gnifìca  collezione  di  musica  antica,  come 
pure  nel  manifestarsi  scrittore  accurato  della 
storia  e critica  dell’Arte.  Si  trovò  in  rela- 
zione coi  più  notabili  o distinti  scrittori  e 
cultori  della  musica,  fra  quali  Fètis.  Maz- 
zuccata,  Gaspari  ed  altri.  Le  lettere  che  gli 
scriveva  Rossini  dimostrano  in  quanto  cre- 
dito lo  tenesse,  mandandogli  sino  in  regalo 
un  esemplare  dello  spartito  Guglielmo  Teli, 
ove  in  margine  appose  di  proprio  pugno 

. Al  Maestro  A.  Catelani  il  suo  affezio' 
• nato  G.  Rossini  — Parigi  li  18  Maggio 
. 1857.  . 

Tal  prezioso  documento  ora  vedesi  nella 
R.  Biblioteca  Palatina. 


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— 287  — 

Il  Catelani  di  carattere  dolce  e piacevole 
era  di  complessione  assai  giacile  per  cui, 
dopo  aver  sofferta  con  cristiana  rassegna- 
zione una  lunga  e penosa  malattia  cardiaca, 
spirò  ai  15  settembre  1866  nel  casino  Pisa 
in  S.  Martino  di  Mugnano  compianto  da 
quanti  lo  conobbero. 

1841.  — 29  Novembre  — Serata  della 
Frezzolini  coll’ Opera  — Beatrice  di  Tenda 

— e il  ballo  — Il  Rinnegato  — L’  introito 
in  tal  sera  fu  di  it.  L.  1813, 10. 

30  Idem.  — Ultima  Rappresentazione 
coll’  Opera  — Beatrice  di  Tenda  — Ballo 

— Il  Rinnegato  — e la  prima  parte  del- 
r Opera  — Il  Bravo. 

Per  dar  contezza  di  quanto  si  spese  e 
s’ incassò  nella  circostanza  dell’  apertura  di 
questo  Teatro,  non  sarà  inopportuno  eh'  io 
esponga  ciò  che  in  proposito  risultò  dal 
reso  conto  presentato  al  Comune  dalla  De- 
legazione Economica.  (1) 

Quadro  in  Genere  delle  Spese 


In  Cantanti 
Ballerini 
Coriste 
Coristi 


it.  L.  43, 875, 00 
31.  389, 50 
1,  563,  6Ó 
2, 650,  83 


(1)  Vedi  il  Recapito  presso  la  Ragioneria  Comu- 
nale segnato  N.  560  anno  ISiS. 


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— 288 


Orchestra 

6. 563,  50 

Inservienti 

2, 366,  80 

Guardia  e Comparse 

794,  06 

Macchinista 

1.  450  - 

Pittori 

2,  480  — 

Vestiarj 

26, 378,  75 

Attrezzi 

3,643  - 

Spartiti 

240  — 

Illuminazione 

6,000  — 

Spese  traverse 

21,  553,  49 

Perdita  di  valute 

4, 917, 73 

Totale  it.  L. 

155,  866. 26 

Quadro  del  Prodotto 

attivo 

Incassi  serali  L. 

41,741,78' 

Affitto  Palchi 

6.  650  — 

Abbonamenti 

10,  547,  88 

Straordinario 

402,34 

Prodotto  delle  Tombole 

5.  800  — 

Rimborso  del  Duca  per 

le  spese  dell’  Opera  II 

Carattaco 

5.  406,  73 

Totale  it.  L. 

70, 548,  73 

Dagli  Atti  Comunali  risulta  che  la  Cassa 
alla  fine  dello  spettacolo  rimise  del  proprio 
it.  L.  85.  447, 73. 

1841.  — 1 Dicembre  — Grande  Acca- 


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— 289  — 

demia  vocale  ed  istrumentale  a profitto  della 
cassa  filarmonica  di  sovvenzione.  Si  produs- 
sero in  essa,  fra  gli  altri  artisti,  che  avevano 
cantato  nell’  autunnale  stagione  d’  apertura 
del  Teatro,  gli  applauditissimi  conjugi  Ron- 
coni. Francesco  Aschieri  suonò  un  Fotpourri 
per  trombone,  Giuseppe  Kòhìer  eseguì  grandi 
variazioni  per  flauto  sopra  un  motivo  del- 
r Opera  la  Preziosa  di  Veleer  composte  da 
Fùrstenau,  Antonio  Sighicelli  un  concerto  e 
variazioni  per  violino  sopra  un  tema  dell’O- 
pera il  Pirata  del  Bellini  composte  da  G. 
Bòhm,  e Benedetto  Strina  sacelli  altre  varia- 
zioni per  violoncello  di  Mar/seder. 

Quest’Accademia  riesci  quale  da  ognuno 
si  attendeva;  perchè  si  nella  parte  strumen- 
tale che  nella  vocale  tutto  venne  ripetuta- 
mente  applaudito.  Il  Sighicelli  ed  il  Kóhler 
non  mancarono  di  segnalarsi  in  bravura  e 
buon  gusto  nella  produzione  de’  loro  pezzi. 
Ciò  che  poi  risvegliò  1’  entusiasmo  del  pub- 
blico si  fu  il  Duetto  buffo  cantato  dai  Co- 
njugi Ronconi,  del  quale  si  volle  la  replica 
non  tanto  per  1’  esecuzione  vocale,  quanto 
per  la  parte  comica  sostenuta  assai  brillan- 
temente dall’  esimio  Ronconi.  L’ introito  netto 
delle  spese  incassato  dalla  Società  ammontò- 
a it.  L.  1322, 44. 

1841.  — 26  Dicembre  — Opera  — La 


f 


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— 290  — 

Prigione  d' Edimburgo  — musica  del  Maestro 
Federico  Ricci. 

Ballo  — La  Vestale  — di  Salvatore  Vi- 
ganò  posto  in  iscena  dal  Coreografo  Gio- 
vanni Bianchi. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Secchi  Corsi  Irene. 

Altra  Prima  — Soret  Carolina. 

Contralto  — Dai  Fiori  Elena. 

Seconda  Donna  — Bertolini  Carolina. 

Primo  Tenore  — Gambermi  Raffaele. 

Altro  primo  Tenore  — Dai  Fiori  Fran- 
/ 

cesco. 

Primo  Basso  Cantante  — Dossi  Carlo. 
Primo  Basso  Comico  — Fontana  Nicola. 
Altro  Basso  — Razzanelli  Francesco. 

Compagnia  di  Ballo. 

Primi  Ballerini  serii  assoluti  — Fillo- 
deau  Augusto  — Fillodeau  Fanny. 

Prima  Mima  Amorosa  assoluta  — D'Am- 
brosio fìaffaelli. 

Primi  Mimi  — Bassi  A Ifonso  — Morini 
Giovanni  — Torta  Arianna  (1)  — Perera 

(1)  La  Torta,  donna  di  niun  conto,  era  la  lavorita 
del  Ministro  di  Buon  Governo  Conte  Oirolamo  Sfo- 
citti.  A tutti  é nota  la  sinistra  influenza  che  esercitò 
nel  paese  quella  stella  fatale.  Le  sorti  stesse  del  Tea- 
tro in  tal*  epoca  subirono  il  predominio  di  quella 
femmina. 


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— 291  — 

Giuseppe  — Zannini  Pietro  — Montallegro 
Giacomo  per  le  parti  Comiche. 

Altri  Primi  Mimi  — Massari  Gio.  Bat- 
tista — Rossi  Raffaella. 

Primi  e secondi  ballerini  di  mezzo  ca- 
rattere deir  uno  e dell’  altro  sesso  N.  34. 

Banda  Militare  e 60  Comparse. 

Le  scene  del  Prof.  Camillo  Crespolani  di 
Modena. 

Il  Vestiario  della  ditta  Pietro  Rovaglia 
e Compagno  di  Milano. 

Gli  Attrezzi  di  Camillo  Faenza  di  Bo- 
logna. 

Il  Meccanismo  di  Giuseppe  Manzini  di 
Modena. 

Viglietto  serale  it.  L.  1. 

Abbonamento  per  28  Rap- 
presentazioni 18, 67 

Viglietto  di  Loggione  30 

Posti  d’  Orchestra  60 

L’  Orchestra  veniva  seralmente  retribuita 
nel  modo  seguente  : 

Al  Primo  Violino  Direttore  d’ Orchestra 
italiane  L.  7. 

Al  Maestro  Concertatore  4. 

Alle  Prime  Parti  per  Opera  e 
Ballo  5. 

Alle  Seconde  3,  50 

Quelli  che  suonavano  soltanto  nell’  0- 

t9 


— 299  — 

pera,  se  prime  parti  percepivano  L.  1,  50  di 
meno,  se  seconde  L.  1.  di  meno. 

n Primo  Violino  dei  Balli  aveva  L.  6,50 
serali. 

L’  Opera  piacque,  sebbene  le  recenti  ri- 
membranze dello  spettacolo  terminato  pochi 
giorni  innanzi  avessero  predisposto  svantag- 
giosamente r animo  dell’  uditorio.  La  musica 
brillante  del  Ricci  trovò  qualche  favore.  La 
Prima  Donna  Secchi  Corsi  si  fece  valere  per 
la  buona  voce  e una  felice  esecuzione,  di- 
videndo  gli  onori  dei  primi  allori  col  buffò 
Pontcena  eccellente  cantante  ed  attore.  Il 
Tenore  Gamberini  era  un  distinto  artista, 
ma  fornito  di  voce  piuttosto  esile  non  trovò 
nel  pubblico  uu  apprezzamento  degno  della 
sua  abilità. 

n Ballo  era  posto  in  iscena  con  lusso, 
decorato  di  scene  magnifiche  e buoni  bal- 
labili; ma  il  successo,  sebbene  soddisfacente, 
non  ebbe  quel  completo  trionfo  che  se  ne 
attendeva. 

Si  attribuiva  la  causa  agli  esecutori,  i 
quali  quantunque  avessero  del  merito,  pure 
non  presentavano  qualità  cosi  distinte  da 
fermare  seriamente  1’  attenzione  del  pub- 
blico. 

1842.  — 19  Gennaio  — Opera  — Chi 
dura  vince  — con  musica  del  Maestro  Luigi 


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— 293  — 

Ricci.  Anche  questa  ebbe  esito  fortunato  ; 
ma  fu  giudicata  più  leggera  della  prima. 

22  Gennaio  — Fra  gli  atti  dell’  Opera 
si  produce  il  violinista  Maurizio  Dray  con 
due  piccoli  figli  Gavino  e Giuseppe,  i quali 
per  la  loro  tenera  età  vengono  ammirati 
per  avere  date  prove  di  precisione  e bravura 
nell’  esecuzione  de’  loro  pezzi. 

27  Gennaio  — Secondo  Ballo  — Le  A- 
stuzie  degli  Amanti  — con  nuovo  Passo  a 
Due. 

L’  esito  di  questo  ballo  era  dovuto  all’a- 
abilità  del  Montallegro. 

1842.  — SO  Gennaio  — Altro  ballo  ca- 
ratteristico intitolato  — / Pazzi  per  pro- 
getto — accolto  discretamente. 

2 Febbraio  — Serata  del  buffo  Fontana, 
che  aggiunse  allo  spettacolo  in  corso  la 
Cavatina  del  Poeta  nell’  Opera  II  Corradino 
di  Rossini.  Anche  in  quest’  occasione  si  ma- 
nifesta la  simpatia  del  pubblico  per  questo 
bravo  Artista. 

5 Febbraio  — Serata  della  Secchi  Corsi, 
che  intromette  la  scena  finale  della  Son- 
nambula di  Bellini  con  buon  successo. 

Non  sarà  fuor  d’ interesse  il  dare  rag- 
guaglio delle  spese  nelle  quali  incorse  la 
Delegazione  Economica  in  questa  circostanza, 
che  fu  poi  r ultima  di  sua  gestione. 


— 294  — 


Nei  Cantanti  it.  L. 

11,  240 

Ballerini 

17, 275 

Coristi  e Coriste 

2,  687,  49 

Orchestra 

5,  810, 20 

Inservienti 

1,797,07 

Guardia  e Comparse 

429, 60 

Macchinista 

600 

Pittore 

1,040 

Vestiario 

5,  903, 76 

Attrezzi 

751,  36 

Spartiti 

218, 16 

Illuminazione 

3,720 

Spese  traverse 

6,441, 27 

Perdita  di  valute 

249,  60 

Totale  italiane  L. 

58, 163,  51 

Calcolati  gl’  incassi  fatti,  in  complesso 
fuvvi  un  deficit  di  it.  L 3069,  10. 

1842.  — 8 Marzo  — Accademia  vocale 
e istrumentale  data  dal  dilettante  Modenese 
Carlo  Gibellini  in  concorso  delle  cantanti 
Austrin  Giovaunina  e Corrodi  Luigia. 

L’  esito  di  questo  spettacolo  fu  piuttosto 
freddo;  giacché  il  Gibellini,  poco  abile  nel 
canto,  non  ottenne  alcun  applauso,  e invece 
le  due  donne  nel  loro  Duetto  dell’  Opera 
Maria  Padilla  di  Donizetti,  sì  per  la  per- 
fetta unione  che  per  la  precisa  esecuzione 
vennero  accolte  assai  favorevolmente  dall’u- 
dito  rio 


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— 295  — 

1842.  — 9 Aprile  — Opera  — / iVor- 
ma»«i  a Parigi  — Poesia  di  Felice  Romani 
con  musica  del  Maestro  Saverio  Meren- 
dante. 

Cantanti 

Prima  Donna  assoluta  — Clara  Novello. 

Primo  Tenore  — Ignazio  Pasini. 

Primo  Basso  — Luciano  Forv asari. 

Altra  prima  Donna  — .Marietta  Alhiz- 
zattì. 

Altro  Tenore  — . Vincenzo  lacobelli. 

Secondo  Tenore  — Luigi  Rigola. 

Altro  Basso  — Arcangelo  Lorenzini. 

L’  impresa  di  questo  spettacolo  fu  data 
al  vestiarista  Pietro  Rovaglia  di  Milano,  il 
quale  fece  acquisto  di  alcuni  effetti  teatrali 
rimasti  in  deposito  presso  la  Delegazione 
Economica  per  it.  L.  300 

Abbonamento  per  Recite  numero  24 
italiane  L.  16 


Per  gl’  Impiegati 

11,67 

Pei  Militari 

5,34 

Viglietto  d’  Ingresso 

1 

Idem  di  Loggione 

50 

Posti  d’  Orchestra 

1 

Gli  attrezzi  erane.  provveduti 

da  Luigi 

Negri  di  Parma. 

Le  scene  erano  del  Crespolani. 

e il  Mec- 

canismo  di  Giuseppe  Manzini  ambo  Modenesi. 


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— 296  — 

L’ incontro  dell’  Opera  fu  straordinario 
non  solo  per  la  sublimità  dei  concetti  e la 
vaghezza  delle  melodie  che  si  trovavano 
nella  musica  del  Gran  Maestro,  quanto  per 
la  perfetta  esecuzione  dei  Cantanti.  La  No- 
vello giovane  inglese  di  forme  avvenenti 
era  dotata  di  una  voce  quanto  sonora  al- 
trettanto dolce  e simpatica,  e sebbene  di 
carattere  freddo,  pure  1’  agilità  brillante,  e 
la  perfetta  intonazione  ch’ella  spiegava  nel 
canto  erano  tali  da  eccitare  il  pubblico  a 
prodigarle  i più  vivi  applausi.  Il  Fornasari, 
che  con  essa  divideva  i speciali  favori  del- 
r uditorio,  era.  fornito  di  un  timbro  di  voce 
esteso  e potente,  di  un  metodo  squisito  di 
canto,  e di  un'  espressione  tale  da  qualifi- 
carlo un  Artista  de’  più  distinti.  Anche  il 
tenore  Pasini,  dotato  di  bellissima  voce,  non 
mancava  di  contribuire  per  parte  sua  a 
rendere  lo  spettacolo  completamente  aggra- 
dito. Le  Scene  al  solito  mostravano  quanto 
fossero  grandi  la  fantasia  e 1’  abilità  del 
Crespolani. 

L’  esecuzione  dell’  Orchestra,  che  pre- 
stava il  servigio  gratis,  perchè  accordata 
dalla  Corte  ( essendo  da  questa  a tal  uopo 
mensilmente  retribuita)  fu  quale  doveva  at- 
tendersi da  un  complesso  di  eccellenti  pro- 
fessori in  allora  incoraggiati  e protetti. 


— 297  ~ 

1842.  — 17  Aprile  — In  tal  sera  pre- 
sentandosi al  Teatro  in  formalità  il  Principe 
Ereditario  Francesco  d>  Este  colla  novella 
sposa  Adelgonda  Principessa  di  Baviera,  si 
.apri  1q  spettacolo  dell’  Opera  in  corso  con 
una  Cantata  avente  per  titolo  La  Fata  poesia 
del  Peretti,  con  musica  dello  scrivente.  Fi- 
guravasi  sotto  quel  nome  il  Genio  protettore 
della  Casa  d’  Este,  che  pronosticava  ai  po- 
poli soggetti  a questa  un’  era  nuova  di  fe- 
. licità  arrecata  dall’  Augusta  Bavarese.  La 
parte  della  protagonista  era  sostenuta  dalla 
Novello.  Il  tempo  a me  accordato  per  com- 
porre la  musica  fu  poco  più  di  due  giorni, 
poiché  quantunque  1’  ordine  mi  fosse  dato 
dieci  giorni  prima,  la  poesia  non  mi  venne 
consegnata  che  otto  giorni  dopo.  Fosse  poi 
in  grazia  della  circostanza,  o della  buona 
volontà  della  Cantante,  la  quale  trovasse  la 
musica  abbastanza  suscettibile  a far  brillare 
i suoi  mezzi  artistici,  il  pubblico  si  mostrò 
generoso  di  favorevoli  dimostrazioni  nell’  u- 
dirne  1’  esecuzione. 

1842.  — 25  Aprile  — Opera  — / Nor- 
manni a Parigi  — venne  data  a mezzogiorno 
in  causa  che,  per  le  feste  fatte  in  occasione 
del  matrimonio  del  Principe  Ereditario,  l’Or- 
chestra era  nella  sera  impegnata  a Corte. 

1 Maggio  — Opera  — Il  Belisario  — 


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— 298  — 

musica  del  Maestro  Donizetti.  In  questa  pro- 
duzione chi  portò  la  palma  del  trionfo  si  fo 
il  protagonista  Fornasari  esimio  attore  o 
cantante.  La  prima  Donna  ed  il  Tenore  noa 
mancarono  di  procacciarsi  applausi  e.  distin- 
zioni per  la  loro  bravura. 

La  Litografia  Goldoni  esegui  il  ri- 
tratto del  Fornasari,  il  quale  tiene  in  mano 
una  carta  dove  sta  scritto:  Belisario.  Mo- 
dena. 1842.  Sotto  r efiSgie  si  legge: 

• Parco  tributo  a te,  che  di  soavi 

• Armonie  le  commosse  alme  beavi,  taa 

20  Maggio  — Grande  Accademia  fisico- 
ricreativa del  Prestigiatore  francese  Adolfo 
Gilbert. 

Quest*  Accademia  faceva  parte  di  un  se- 
condo abbonamento  aperto  dall*  Impresa  del- 
r Opera.  Fra  gli  esperimenti  dati  in  quella 
sera  •fuvvi  la  novità  della  sparizione  di  una 
Signora.  Consisteva  questo  giuoco  nel  pre- 
sentarsi una  signora  sul  palco  scenico,  la 
quale,  salendo  sopra  un  tavolo  preparato, 
veniva  coperta  da  un  grande  coperchio  di 
cartone  a forma  d’ imbuto.  Levato  il  detto- 
coperchio  la  signora  era  scomparsa:  s’ in- 
tende naturalmente  eh’  era  entrata  nel  ta- 
volo, e cosi  terminava  tosto  lo  spettacolo 
col  calar  della  tela,  onde  agevolar  presto  la 
sortita  da  quell’  incomodo  ricetto  alla  signora 
io  discorso. 


r 


— 299  — 

21  Maggio  — Opera  — Marino  Faliero 
— con  musica  del  celebre  "Donizetti.  E inu- 
tile il  parlare  di  questa  classica  musica  tanto 
applaudita  in  tutti  i teatri  d’  Europa,  sol- 
tanto dirò  che  anche  in  questa  circostanza 
il  Fomasari  diede  prove  non  dubbie  de’suoi 
talenti,  secondato  daU‘  abilità  de’  suoi  com- 
pagni, i quali  tutti  contribuirono  a rendere 
gradito  quello  spettacolo,  che  veniva  inter- 
mezzato da  giuochi  di  prestigio  di  A.  Gil- 
bert. 

25  Maggio.  — Serata  a beneficio  del 
Pornasari,  il  quale  fra  gli  atti  dell’  Opera 
Marino  Faliero  cantò  la  cavatina  di  Figaro 
nell’  opera  11  Barbiere  di  Siviglia  di  Rossini. 
Anche  in  questa  parte  mostrossi  eccellente 
attor  comico. 

1842  — 28  Maggio.  — Serata  a benefizio 
della  Cassa  di  sovvenzione  ai  Filarmonici  di 
Modena. 

In  tal  sera  lo  spettacolo  fu  composto  nel 
modo  seguente  : 

Secondo  e terzo  atto  dell’  Opera  Marino 
Faliero. 

Cavatina  nell’  opera  Belisario  eseguita 
dalla  sig.  Clara  Novello. 

Cavatina  nell’  opera  II  Barbiere  di  Sivi- 
glia eseguita  dal  Fomasari. 

Gran  Sinfonia  del  Maestro  Mercadante. 


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— 300  — 

Gran  Scena  e Duetto  dell’  ultimo  atto 
dell*  opera  — / Normanni  a Parigi. 

Annunziata  questa  rappresentazione,  come 
era,  a beneficio  della  suddetta  Cassa  di  sov- 
venzione,  non  lo  fu  poi  in  realtà,  perchè 
r Impresa,  dietro  accordo  fatto  colla  Rap* 
presentanza  di  quella  Società,  vi  sostituì 
l’introito  dello  spettacolo  d’opera  della  prima 
sera  dell’  entrante  Giugno,  nella  quale  essen- 
do fuori  d’ abbonamento  il  prodotto  risultò 
netto  d’ it.  L,  618  56  a favore  della  Società 
suddetta. 

31  Maggio  — Il  provento  di  questa  se- 
rata venne  accordato  a certo  Caspani  giovine 
modenese  esordiente  nel  canto,  il  quale  si 
M*a  prestato  a cantare  nell’  opera  in  corso 
in  qualità  di  secondo  basso.  Il  Fomoèari, 
trovando  in  questo  corista  una  voce  e dei 
mezzi  sufficienti  a renderlo  un  buon  artista, 
lo  aveva  incoraggiato  al  punto  da  prestarsi 
a cantare  secolui  in  tal  sera  un  duetto  del- 
r opera  / Puritani  di  Bellini,  che  ottenne 
ottimo  risultato. 

La  protezione  del  Fornasari  verso  il  Ca- 
spani andò  tant’ oltre,  che  seco  il  volle  con- 
durre onde  avviarlo  fondatamente  alla  tea- 
trale carriera.  Ma  i cattivi  istinti,  e la  poco 
buona  condotta  del  giovine  protetto,  lo  ri 
dussero  a condurre  or  sul  teatro,  ed  ora 


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— 301  — 

fuori  una  vita  oscura,  non  disgiunta  da  stenti 
e da  sconforto. 

Negli  ultimi  giorni  di  Maggio  il  tenore 
Pasini  in  forza  di  anteriore  contratto,  es- 
sendo  scritturato  per  altra  piazza,  fu  obbli- 
gato a lasciare  questo  Teatro.  Colse  l’ oc- 
casione l'Impresa  per  prendere  altri  soggetti 
e prolungare  cosi  il  corso  d*  opera  con  un 
nuovo  abbonamento  di  8 recito,  approfittando 
cosi  del  servizio  dell’  orchestra  di  Corte, 
che  aveva  1’  obbligo  di  prestarsi  gratis  per 
r Opera  di  primavera.  Il  Rovaglia  godendo 
la  protezione  del  Ministro  Piccini,  ottenne 
ben  presto  1’  adesione  al  suo  calcolato  pro- 
getto; ma  io,  qual  vice  direttore  della  Cap- 
pella di  Corte,  a nome  di  mio  padre  infermo, 
protestai  contro  simile  abuso,  esponendo  che 
il  corso  d’  Opera  d’ obbligo  per  l’ Orchestra 
era  già  terminato  col  ricominciare  di  altro 
spettacolo.  Convinto  poscia  eh’  io  parlavo 
al  deserto,  mi  rivolsi  al  Duca,  dal  quale 
ottenni  un  benigno  accoglimento,  di  guisa 
che  poco  dopo  sorti  un  decreto,,  ove  stabi- 
livasi  che  d’ allora  in  avanti  il  servigio  gratis 
deir  Orchestra  di  Corte  durar  non  dovesse 
pih  di  28  rappresentazioni. 

Il  Sovrano  poi  regalò  del  proprio  in 
quella  circostanza  ai  suonatori  L.  it.  1400, 
e cosi  vennero  retribuiti  in  ragione  di  venti 
sere  di  servizio. 


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— 302  — 

In  seguito  partirono  di  qui  il  Fornasari 
e la  Novello  ; per  la  qual  cosa  i cantanti 
che  formavano  la  superstite  compagnia  erano 
i seguenti: 

Prima  Donna  assoluta  — Mariella  Al- 
bizzati. 

Primo  Tenore  — Vincenzo  Jacobelli. 
Primo  Basso  Cantante  — Luigi  Battaglini. 
Primo  Buffo  Comico  — Girolamo  Ca- 
valli. 

Seconda  Donna  — Teresa  Gnoli. 

L’  Opera  rappresentata  in  giugno  fu  L*  E- 
Itsir  d'  Amore  del  celebre  Donizetti. 

Il  Cavalli  vecchio  artista  si  distinse  a 
preferenza  degli  altri,  i quali  sebbene  buoni, 
pure  non  furono  capaci  di  scemare  nel  pub- 
blico r impressione  ricevuta  dagli  ottimi, 
che  poco  prima  li  avevano  preceduti. 

1842.  — 1 Giugno  — Accademia  a van- 
taggio della  Cassa  di  Sovvenzione  de’  prò- 
fessori  d’  Orchestra,  che  fruttò  L.  618,  56. 

4.  Giugno  — Accademia  di  Poesia  E- 
stemporanea  data  dal  Poeta  Bindocci.  Il 
programma  era  cosi  espresso: 

• L’Avvocato  Antonio  Bindocci  di  Siena, 

• memore  del  gentile  accoglimento  ricevuto 

• altre  volte  in  questa  illustre  Capitale,  in- 

• vita  r intelligente  Pubblico  Modenese  ad 
« un  nuovo  poetico  trattenimento. 


— 303  — 

« Gli  argomenti  gli  si  favoriranno  in  i- 
« scritto  alla  porta:  e varii  di  nuesti,  estratti 
« a sorte,  saranno  dal  Poeta  cantati  in  di- 
« versi  metri,  con  accompagnamento  di  pia- 
• no-forte. 

Biglietto  d’  ingresso  it.  L.  1 

Detto  d*  Orchestra  50 

Detto  di  Loggione  50 

I poetici  componimenti  trattati  dal  Bin~ 
docci  riescirono  al  solito  di  comune  aggra- 
dimento sì  per  ispontaneità  di  verso,  che 
per  fertilità  d’  idee.  Fra  parecchie  poesie 
venne  assai  bene  accolta  quella  intitolata 
Il  Lambrusca  di  Sorbara,  ove  tessendo  lodi 
al  vino  in  genere  e al  lambrusco  in  ispecie, 
terminò  col  dire: 

• L’  acqua  è fatta  pei  perversi 

• E il  diluvio  lo  provò.  • 

1842.  — 18  Giugno  — Intervenendo  al 
Teatro  il  Re  di  Baviera  Luipi  Carlo  Augu- 
sto  I padre  della  Principessa  Ereditaria  fu 
ordinato  dalla  Corte  un  Inno  di  circostanza, 
la  cui  poesia  era  del  Peretti  e la  musica 
dello  scrivente.  La  scena  rappresentava  un 
Panteon  degli  Artisti  più  celebri  che  fiori- 
rono air  ombra  di  Casa  d’  Este.  Con  ciò 
alludevasi  alla  singoiar  protezione  che  il  Re 
accordava  alle  belle  arti,  e all’  amor  per  la 
pace,  vanto  più  glorioso  di  chi  si  rese  chiaro 
in  guerra. 


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— 304  — 

h' Inno  fu  cantato  ài\\'  Albi zz atti,  dal 
lacobelli  e dal  Battaglini  in  concorso  dei 
coristi. 

L’  esecuzione  fu  al)basta&za  buona.  Non 
credo  però  che  tutti  gli  applausi  del  pub- 
blico fossero  diretti  alla  rappresentazione, 
ma  bensì  anche  al  Personaggio  che  si  fe- 
steggiava. Fece  seguito  ali’  Inno  1’  Opera 
intitolata  — Elisir  d'  Amore  — del  Maestro 
Donizetti.  la  quale  venne  eseguita  per  1’  ul- 
tima volta  la  sera  del  19  Giugno. 

1842.  — 2 Luglio  — Prima  rappresen- 
tazione data  dalla  Compagnia  Comica  Ma- 
scherpa. 

Abbonamento  per  numero  22  recito  L. 
italiane  8, 80 

Biglietto  d’ ingresso  60 

Posti  d’  Orchestra  30 

Detti  di  Loggione  30 

Il  complesso  di  questa  compagnia  era 
eccellente;  figuravano  in  modo  speciale  la 
prima  attrice  Adelaide  Ristori^  la  quale  fin 
d’  allora  lasciava  prevedere  1’  alto  grado  di 
perfeziona  che  avrebbe  raggiunto  nell’  arte 
drammatica,  il  caratterista  Luigi  Gattinelli^ 
il  brillante  Cesare  Dondint,  il  primo  attore 
Antonio  ColomberU\  la  madre  nobile  Ade- 
laide Fabbri,  il  padre  nobile  Paolo  Fabbri. 
La  famiglia  Dondint  e gli  altri  tutti  non 


— 305  — 

mancavano  di  contribuire  per  parte  loro  al 
buon  esito  delle  produzioni,  rendendo  sod> 
disfatto  pienamente  il  numeroso  uditorio. 

1842.  — 18  Luglio  — La  Ristori  per  la 
sua  serata  si  produsse  nella  Pia  de’  Tolomei 
nuovissimo  lavoro  di  Marenco. 

1842.  — 2 Novembre  — Drammatica 
Compagnia  diretta  dal  bravo  artista  brillante 
Corrado  Vergnano. 

Anche  questa  compagnia  trovò  favore 
nel  pubblico,  perchè  provvista  di  buoni  at- 
tori, fra  quali  emergevano  la  prima  donna 
/ob  Anna,  il  Vergnano  suddetto,  la  Zanoni 
e la  Pedretti  Carolina  buone  generiche,  non 
che  il  Zanoni,  il  Fabbri  Cesare  e il  Coltellini 
caratterista. 

25  Novembre  — In  tal  sera  fuvvi  una 
Grande  Accademia  vocale  e istrumentale  a 
favore  della  Cassa  di  Sovvenzione  ai  Filar- 
monici di  Modena,  nella  quale  furono  ese- 
guiti i seguenti  pezzi  musicali. 

Dall’  orchestra  le  sinfonie  nelle  opere 
Elena  da  Feltre.  e Guglielmo  Teli. 

Dal  Modenese  Cesare  Rovatti  alcune  va 
riazioni  per  violino  di  Math  Durai. 

Dai  Signori  Ignazio  Manni,  Dobyhal  capo- 
banda del  battaglione  Estense  e da  Carlo 
Curii  professore  al  servizio  della  Duchessa 
di  Parma  un  terzetto  per  piano-forte  clarino 


— 306  — 

e violoncello  composto  dal  Sig.  Corticelli  di 
Bologna. 

Dal  suddetto  Marmi  e dal  suo  allievo 
Lodovico  Maglietta  variazioni  per  piano-forte 
a 4 mani. 

La  parte  vocale  dell’  accademia  fu  poi 
afUdàta  a Giuseppe  Rebussini  ed  a Teresa 
Rosmini,  nonché  ai  Modenesi  Paolo  Baraldi, 
Carolina  Crespolani  e Giuseppe  Zoboli,  i 

quali  con  plauso  cantarono  arie  duetti  e 

cavatine  delle  opere  — Imelda  de'  Lamber- 
tozzi  — Il  Giuramento  — Il  Bravo  — Ro- 
berto Deoereux. 

Viglietto  d’ ingresso  L.  it.  1 
Posti  d’  Orchestra  . 40 

Idem  di  Loggione  40 

Tutti  i pezzi  vennero  applauditi  e in 
particolar  modo  ottennero  distinzioni  Zoboli, 
Curii,  Manni  e Dobyhal.  L’  Orchestra  esegui 
alla  perfezione  le  due  sinfonie. 

L’introito  netto  di  quest’ Accademia  fruttò 
alla  Società  suddetta  it.  L.  1317.97. 

1842.  — 26  Dicembre  — L’ impresario 
Rovaglia  di  Milano,  al  quale  il  Comune  ac- 
cordò una  dote  d’ it.  L.  40,  000  (1)  per  dare 
uno  spettacolo  di  tre  Opere  serie  e due 
Balli  grandi  durante  la  stagione  imminente 

(1)  Simile  dote  fa  poi  assegnata  al  Rovaglia  an- 
che ne’ seguenti  anni  teatrali  1843-44  1844-45. 


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f tOO  Ir 


— 307  — 

del  Carnevale,  incominciò  in  tal  sera  a dare 
mano  ai  suoi  impegni  col  porre  in  iscena 
r Opera  la  Vestale  poesia  di  S.  Cammarano 
con  musica  del  Celebre  Merendante^  e il  Ballo 
Romanow  del  Coreografo  Michele  d' Amore. 

Cantanti  scritturati  dall’  impresa.  (1) 

Prima  Donna  — Steffenone  Balhina. 

Contralto  — Fouchè  Ayinetta. 

.Primo  Baritono  — Sermaiei  Valentino. 

Primo  Tenore  assoluto  — Cuzzani  Luigi. 

Altro  Baritono  — Colmenghi  Romolo. 

Basso  profondo  — Sarti  Angelo. 

Altra  prima  Donna  — Zannoni  Teresina. 

Seconda  Donna  — Laghi  Marietia. 

Secondo  Basso  — Biondi  Lorenzo. 

Secondo  Tenore  — Rigala  Luigi. 

Compagnia  di  Ballo 

Primi  ballerini  danzanti  assoluti  — Vi- 
ganò  Ginevra  — Grillo  Gio.  Battista  — 
Chiesa  Teresa. 

Primi  Mimi  — D^  Amore  Michele  — 
Morosini  Luigia  — Viganò  Eduardo  — Pe- 
li) Quasi  tutti  questi  cantanti  eseguirono  nel  sa- 
lone del  Palazzo  Comunale  a spese  della  Società  Fi- 
larmonica Modenese  lo  Stabat  Mater  di  Rossini  nelle 
due  sere  8 e 0 marzo  1843.  L*  esecuzione  di  quel  capo- 
lavoro musicale  sia  nella  parte  vocale  sia  nella  i- 
struraentale  fu  perfetta,  ed  ambo  le  volte  numero- 
sissimo concorso  e la  Corte  presenziò  il  grandioso 
concerto.  Poeti  e giornalisti  ne  trassero  argomento 
pei  loro  versi  e per  la  cronaca.  { N.  d.  C.  ) 

20 


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— 308  — 

rera  Giuseppe  — D'  Amore  Carolina  — Afo- 
schini  Michele. 

Altri  Mirai  — Frangini  Pietro  — Ca~ 
ruechio  Giovanni. 

Ballerini  di  raezzo  carattere  d’  ambo  i 
sessi  N.  16. 

Corifei  d’  ambo  i sessi  N.  16  — Comparse 
N.  60  — Banda  Militare  — Maestro  Con- 
certatore — Manni  Ignazio  — Primo  Vio- 
lino e Direttore  d’ Orchestra  — Sighicelli 
Antonio  — Primo  Violino  de* Balli  — Luigini 
Sante. 

Il  scenario  del  Crespolani  — Il  vestiario 
dell’  Imp  resa  — Gli  attrezzi  di  Luigi  Negri 
di  Parma  — Il  meccanismo  di  G.  Manzini. 

Prezzo  d’  abbonamento  per  numero  36 
Recite  it.  L.  24 

Per  gl’  Impiegati  16 

Pei  Militari  8 

Biglietto  serale  1 

Idem  di  Loggione  40 

Posti  d’  Orchestra  1 

La  direzione  agli  spettacoli  si  componeva 
dei  soliti  individui,  meno  il  Maestro  .4ntonio 
Gandini  defunto. 

Nella  prim’ Opera  agirono  tutti  i cantanti 
nominati  ad  eccezione  del  Sermattei  c della 
Zannoni  per  non  aver  parte. 

La  Steffenonr  giovanetta  esordiente  di 


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— 309  — 

bell’  aspetto,  dotata  di  voce  dolcissima,  e 
di  eccellente  metodo  di  canto  ottenne  un 
esito  brillante.  Piacque  pure  il  tenore  Cuz- 
zani  anch’  esso  nei  primordii  di  sua  carriera, 
fornito  di  una  voce  superba  non  disgiunta 
da  intonazione  e buon  sentire.  La  Fouchfì 
e gli  altri  tutti  non  mancarono  di  far  gu- 
stare per  parte  loro  la  bella  musica,  che 
sebbene  grave  e severa,  pure  ottenne  l’ag- 
gradimento del  pubblico. 

Si  distinsero  nel  ballo  i ballerini  danzanti; 
e la  composizione  in  genere  non  mancò  di 
essere  in  parecchie  scene  applaudita. 

1843,  — 'Venerdì  6 Gennaio  — L’impresa 
in  tal  sera,  essendo  corso  giorno  festivo, 
diede  a proprio  conto  \xn' Accademia  vocale 
ed  istrumentale. 

Vi  presero  parte  gli  artisti  dell’  opera 
in  corso  cantando  scelti  pezzi  delle  opere 
— Lucia  di  Lammertnoor  — Eustorgia  da 
Romano  — Torquato  Tasso  — nonché  l’or- 
chestra,  che  e.?eguì  la  sinfonia  dell’  opera 
Biondello  del  Maestro  Radicati  ed  un’  altra 
del  Maestro  Antonio  Mammi  Modenese,  la 

banda  del  Battaglione  Estense  e la  Signora 
Virginia  Ripamonti  distinta  suonatrice d’arpa. 
Biglietto  d’  ingresso  centesimi  80 

Di  Loggione  30 

D’ Orchestra  60 


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— 310  — 

L’Accademia  riesci  assai  gradita,  venendo 
dagli  uditori  compartite  non  poche  dimo- 
strazioni ai  cantanti  e all’  arpista. 

1843.  — 12  Gennaio  — Opera  — La 
Vestale  — col  nuovo  balletto  intitolato  — 
Lo  sjjeziale  e Monsicar  Dandan.  In  questa 
produzione  di  genere  giocoso  si  distinsero 
il  Vigano  per  le  parti  mimiche,  e i tre  primi 
ballerini  danzanti  nel  loro  terzetto. 

14  Gennaio  — Prima  Rappresentazione 
dell’  Opera  — Il  Giuramento  — con  parole 
del  signor  Gaetano  Rossi,  e note  del  celebre 
Maestro  Mercadante.  Interpretarono  assai 
bene  questa  vaga  e classica  musica  i quattro 
primi  cantori  vale  a dire  la  Stcffenone,  il 
Sermaftei,  Cuzzani  e la  Fouchè  ottenendo 
in  tutti  i loro  pezzi  un  completo  successo. 

1 Febbraio  — Si  riprodusse  1’  applaudito 
Dramma  — Il  Giuramento  — col  ballo  Ro- 
manow  corredato  di  un  nuovo  passo  a tre 
dei  primi  ballerini  sempre  ben  accolti  dal 
pubblico. 

Durante  il  Carnevale  venne  dato  1’  altro 
ballo  grande  già  promesso  intitolato  Giaffar 
che  riesci  d’  un  eifetto  sorprendente.  Il  co- 
stume affricano  ben  rappresentato,  le  va- 
ghissime e variate  danze,  l’ interesse  dell’  a. 
zione,  e le  scene  decorate  sfarzosamente  ot- 
tennero un  incontro  veramente  entusiastico. 


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- 311  — 

Fu  purgata  per  terza  opera  II  Galeotto 
Manfredi  del  Maestro  Perelli.  Sebbene  vi 
fossero  pezzi  di  musica  di  qualche  valore, 
pure  non  fu  giudicata  una  musica  da  poter 
sostenere  il  confronto  delle  due  Opere  che 
r avevano  preceduta. 

L’  incasso  lordo  per  N.  41  rappresenta- 
zioni importò  la  somma  di  it.  L.  ii4,443,  17. 

Le  spese  serali  ammontavano  a italiane 
L.  393,55:  per  cui  la  complessiva  somma 
di  esse  fu  di  L.  16135,55.  Rimanevano  le 
altre  spese  di  musica,  dei  cantanti  e balle- 
rini, le  spese  traverse  etc.  pagate  dall’  Im- 
presa particolarmente,  la  quale  però  colla 
dote  ebbe  un  guadagno  di  L.  7930,  47. 

1843.  — 17  .Vprile  — Compagnia  Dram- 
matica diretta  da  Aììgclo  Lippurìni. 

In  questa  compagnia  risvegliava  non  poco 
interesse  la  giovane  prima  donna  Letizia 
Fusarini,  che  ad  una  simpatica  figura  univa 
molte  doti  artistiche.  La  servetta  Maria 
Lipparini  la  Giovanna  Zamarini,  il  primo 
attore  Gaetano  Benini,  Cesare  Asti  e Cesare 
Marchi  erano  soggetti  tutti  distinti,  che 
contribuivano  a dare  il  massimo  interesse 
alle  produzioni  da  loro  offerte  al  pubblico. 

1843.  — 21  Giugno  — L’  Olandese  Lo- 
dovico Viool  Direttore  di  una  Compagnia 
composta  di  una  gran  parte  di  Affricani  cO' 


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— 312  — 

rainciò  in  tal  sera  le  sue  rappresentazioni. 
Consistevano  queste  in  giuochi  ginnastici 
dati  dal  Viool  in  unione  al  suo  allievo  Ce- 
sare Ferrari  di  Modena  con  meravigliosa 
bravura,  e in  forze,  e variate  prove  d’ equili- 
brio  ora  a terra  ed  or  sopra  un  filo  metallico 
destramente  eseguite  dal  Russo  Andrea  Fexi. 

Piu  i così  detti  Arxbi  Allanlicx  Affrica- 
ni  (1)  che  facevano  salti  e slanci  simulando 
il  leone,  la  tigre  etc.  e formavano  piramidi 
d’  uomini  disposti  vagamente  in  gruppi  ar- 
tistici. 

Fra  i salti  straordinarii  aramiravasi  quello 
d’  uno  di  costoro,  che  sorvolava  prodigio- 
samente otto  soldati,  i quali  posti  in  fila  a 
due  a due  tenevano  colla  punta  in  alto  le 
loro  baionette. 

Questo  nuovo  genere  di  trattenimento 
attraeva  molto  concorso  di  persone,  e ter- 
minava per  lo  piu  con  una  gradevole  Pan- 
tomima intitolata  La  Scimia  del  Brasile 
particolar  fatica  d’  un’AfFricano,  che  imitava 
alla  perfezione  i moti  di  quell’  animale. 
Viglietto  d’  ingresso  centesimi  60 

Quello  di  Loggione  30 

Pei  posti  d’  Orchestra  20 

(I)  Erano  Beduini  dalla  pelle  color  di  rame,  che 
si  producevano  nel  loro  abito  di  costume,  e sempre 
M piedi  nudi. 


— 313  — 

1843.  — 1 Luglio  — Si  produsse  la 
Compagnia  Comica  diretta  dagli  Artisti  Co- 
stantini e Petrelli. 

Prima  Donna — Elisa  Boccomini  Moretti. 

Primo  Attore  — Pietro  Costantini. 

Brillante  — Federico  Branchi. 

Madre  e caratteristica  — Luigia  Pe- 
trelli. 

Primo  Amoroso  — Antonio  Senatori. 

Caratterista  — Giuseppe  Astolfì. 

Abbonamento  per  24  recito  it.  L.  9,  60. 
Per  gl’  impiegati  militari  e civili  in  propor- 
zione. 


Viglietto  d’  ingresso 

60 

Idem  di  Loggione 

30 

Posti  d’  Orchestra 

1,20 

La  compagnia  non  ebbe  un  successo 
del  'tutto  soddisfacente,  forse  anche  per  la 
impressione  ancor  viva  nel  pubblico  della 
famosa  Compagnia  Maschcrpa.,  che  niuno  al 
certo  poteva  dimenticare. 

1843.  — 20  Agosto  — Si  presentò  di 
nuovo  la  Compagnia  Drammatica  diretta  da 
Corrado  V ergnano  provveduta  di  altri  indi- 
vidui. fra  quali  figuravano  con  distinzione  la 
prima  donna  Carolina  Internavi,  1’  altra  pri- 
ma donna  Fumagalli  Targhini  Amalia,  il 
primo  attore  Cesare  Fasóri,  l’altro  Braccini 
Luigi  e il  Berlaffa  Francesco  per  le  parti 


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— 314  — 

da  vecchio  burbero.  Sebbene  la  compagnia 
riescisse  gradita  al  pubblico,  pure  non  fece 
gran  fortuna,  perchè  in  quella  stagione  gran 
parte  dei  frequentatori  del  teatro  sen  vanne 
in  villa. 

1 prezzi  d’  abbonamento,  del  viglietto  di 
ingresso  etc.  erano  secondo  1’  usato. 

Terminò  le  sue  fatiche  colla  sera  del  18 
settembre  rappresentando  1’  Oreste  dell’ila 
fieri,  il  provento  della  quale  recita  era  a 
vantaggio  della  prima  attrice  (larolina  In- 
ternari. 

2 Novembre  — Drammatica  Compagnia 
di  Alberto  Tessavi.  In  questa  erano  tenuti 
in  credito  di  buoni  artisti  il  primo  attore 
Luigi  Capodaglio,  la  prima  donna  Carolina 
Tessari,  il  caratterista  Gncfnno  Mariani,  il 
brillante  Antonio  ^ardi.  e tutti  gli  altri  della 
compagnia  non  mancarono  di  contribuire  per 
parte  loro  a rendere  piacevoli  e gradite  le 
produzioni  che  al  pubblico  si  esponevano. 

L’  abbonamento  era  per  N.  30  rappre- 
sentazioni. I prezzi  erano  secondo  il  pas- 
sato. 

1843.  — 7 Novembre  — Questa  sera  fu 
destinata  a giovamento  della  Cassa  di  Sov- 
venzione ai  professori  di  Musica,  nella  qual 
circostanza  essi  si  prevalsero  dei  cantanti 
dell’Opera  che  rappresentavasi  al  Teatro  di 


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— 315  — 

Corte,  onde  formare  un’  Accademia  vocale 
e istrumentale,  il  cui  programma  era  il  se- 
guente: 

Parte  Prima 

1.  Atto  primo  dell’  Opera  La  Figlia  del 
Reggimento  del  Cav.  Donizetti. 

2.  Gran  Sinfonia  di  Lindpaintner  a piena 
Orchestra. 

3.  Variazioni  a pianoforte  di  E.  Herz 
sopra  un  tema  d’  Herold  eseguite  dal  gio- 
vanetto Luigi  Cubani  di  Modena. 

4.  Cavatina  nell'Opera  Beatrice  di  Tenda 
di  Bellini  eseguita  dalla  Sig.  Giooannina 
MontuochieUii 

5.  Divertimento  per  Flauto  di  Lind- 
paintner eseguito  dal  sig.  Giuseppe  Kuhler 
con  accompagnamento  d’  Orchestra. 

6.  Gran  Duetto  nell’  Opera  — Emma 
d‘ Antiochia  — del  Maestro  Mercadante  ri- 
dotto a Tromba  e Trombone  cd  eseguito  dai 
signori  Cesare  Apparati  e Ferdinando  Ba- 
lugnni. 

Parte  Seconda 

Atto  primo  e atto  secondo  nell'Opera. 
— Do»  Pasquale  — del  Maestro  Donizetti. 

Viglietto  d’ingresso  it.  L.  1 

Idem  pei  posti  d’  Orchestra 

Idem  di  Loggione 


40 

40 


— 316  — 

L’  Accademia  venne  accolta  assai  favo- 
revolmente dal  pubblico,  che  si  mostrò  in 
ispecial  modo  propenso  ad  applaudire  la 
Montucchielli  giovane  artista  di  merito,  si 
per  esattezza  d’  esecuzione  musicale,  quanto 
per  brillante  azione  comica. 

L’  incasso  netto  dalle  spese  riuscì  d’it. 
L.  1122,66. 

15  Novembre  — Accademia  vocale  e i- 
strumentale  data  da  Luigi  Tartagnini  pro- 
fessore di  Fagotto,  al  servizio  della  Duchessa 
di  Parma,  nella  quale  espone  le  sue  figlie 
runa  Cantante  e l’altra  suonatrice  di  Piano- 
forte in  unione  al  prof,  di  Violoncello  Carlo 
Curii,  ed  ai  professori  d^'lla  R.  Orchestra 
di  Corte.  In  questa  Accademia  fu  applaudito 
in  singoiar  modo  il  Curii,  come  pure  non 
mancarono  encomii  alle  sorelle  Tnrlagnini. 

1843.  — 30  Novembre  — Variato  Trat- 
tenimento a spese  della  Corte  per  festeg- 
giare la  venuta  della  Duchessa  di  Parma  al 
Teatro.  In  tal  sera  la  Compagnia  Comica 
Tesiari  rappresentava  una  Commedia  in  due 
atti  intitolata  lafet,  ed  in  fine  una  farsa 
intitolata  — Uti’  ora  di  Matrimonio  — Per  ' 
gl’  intermezzi  erano  stati  chiamati  da  Bolo- 
gna, la  cantante  Oiovannina  Montucchielli  e 
Napoleone  Rossi  basso  comico,  i quali  ese- 
guirono con  bravura  i seguenti  pezzi: 


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— 317  — 

1.  Aria  nell’  Opera  — Ugo  Conte  di 
Parigi  — eseguita  dalla  Montucchielli. 

2.  Gran  Sinfonia  di  Mercadante  a piena 
Orchestra. 

3.  Duetto  nell’  Opera  — Elisir  d' Amore 

— di  Donizetli  cantato  dalla  Montucchielli  e 
dal  Rossi. 

4.  Aria  nel  Barbiere  di  Siviglia  di  Ros- 
sini  eseguita  dal  Rossi. 

5.  Duetto  nel  Barbiere  di  Siviglia  can- 
tato dai  suddetti. 

26  Dicembre  — Opera  — Nabucodonosor 

— di  Verdi  col  Ballo  Grande  — Il  Conte 
Pini  — di  Federico  Massxni. 

Cantanti. 

Achille  De-Bassini  — Guglielmo  Fedor 

— Luigi  Bianchi  — Anna  De  la  Grange 

— Elisa  Ciirnio  — Carlo  Vaitorta  — Felice 
Rossi  — Elettra  Manetti. 

Coristi  d’  ambo  i sessi  N.  32.  Banda  Mi- 
litare. Comparse  N.  40. 

Compagnia  di  Ballo 

Primi  Ballerini  assoluti  di  rango  Fran- 
cese — Massini  Amalia  — Penco  Fran* 
cesco. 

Prima  Ballerina  assoluta  di  rango  Ita- 
liano — Viganoni  Luigia. 


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— 318  — 

% 

Primi  Mimi  assoluti  — Massini  Amalia 
— Massini  Carolina  — lìegini  Antonio. 

Altri  Mimi  — Vial  Maddalena  — Cec- 
Ghetti  Cesare. 

Ballerini  di  mezzo  carattere  d’  ambo  i 
sessi  N.  16.  Corifei  16.  Ragazzi  16.  Comparse, 
Banda. 


Abbonamento  per  30 

rappresentazioni 

italiane  L. 

20 

Idem  per  gl’  Impiegati 

13,  34 

Idem  pei  Militari 

6,67 

Biglietto  serale 

1 

• del  Loggione 

40 

• dell'  Arena  del  Log- 

glone  oltre  il  biglietto 

20 

Posti  d’  Orchestra,  oltre  il  bi- 


glietto d*  ingresso  1 

Nell’  Opera  ebbero  uno  strepitoso  suc- 
cesso il  De-Bassini  e V Anna  Pc  la  Grange. 

Il  Ballo  pure  fece  incontro,  e riscosse 
applausi  la  coppia  dei  primi  ballerini. 

La  seconda  Opera  era  intitolata  — Cor- 
rado d'Altamnra  — la  quale  non  ebbe  gran 
fortuna;  per  la  qual  cosa  in  seguito  venne 
rifatta  la  prima.  La  musica  era  del  Maestro 
Federico  Rìcci. 

1844.  — 22  Gennaio  — Secondo  ballo 
--  Cesare  in  Egitto  — di  0.  Gùja,  soggetto 
grandioso  e di  molto  effetto,  sia  per  buona 


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— 319  — 

«secuzione,  che  per  lo  sfarzo  col  quale  fu 
posto  in  iscena. 

Questo  ballo  passava  pel  capo  d‘  opera 
del  suddetto  Coreografo. 

18  Febbraio  — Serata  De  la  Grange.  In 
questa  l’Artista  si  distinse  non  solo  come 
cantante,  ma  ancora  come  esimia  suonatrice 
di  Pianoforte,  eseguendo  variazioni  di  Thal- 
herg  ( sopra  un  motivo  dell’  Opera  II  Mosè 
di  Rossini  ) con  molta  bravura. 

L’incasso  lordo  per  N.  38  rappresenta- 
zioni fu  di  L.  22700, 99.  Le  spese  serali 
ammontarono  L.  14873,  84.  Anche  in  questa 
occasione,  tutto  calcolato,  l’ Impresa  deve 
aver  fatto  buoni  affari. 

19  Marzo  — Grande  Trattenimento  Istru- 
mentale  e Vocale  dato  dal  Concertista  di 
Violino  Cav.  Vincenzo  Bianchi. 

Questo  trattenimento  ebbe  concorso  nu- 
meroso di  persone,  le  quali  applaudirono  il 
Bianchi  per  parecchie  volte,  segnatamente 
nell’  ultimo  pezzo,  che  venne  replicato,  cioè 
nel  gran  Capriccio  il  Carnevale  di  Venezia 
dell’  immortale  Paganini  nel  quale  il  con- 
certista imitava  due  flauti,  due  corni,  ed 
altri  istrumenti,  non  che  il  mormorio  di  due 
vecchie  ciarliere.  Il  Bianchi  era  suonatore 
di  forza  e,  quantunque  manierato,  cavava 
dal  suo  strumento  delle  voci  portentose,  e 


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— 320  — 

in  ispecial  modo  riesciva  felice  nei  flautini. 
La  parte  vocale  di  detta  serata  fu  eseguita 
da  Concetta  Cosentino,  Francesco  Cuturi  e 
Publio  Righi,  I primi  due  specialmente  eb- 
bero la  loro  parte  d’  applausi. 

8 Aprile  — La  Comica  Compagnia  diretta 
dall’Artista  Antonio  Giardini  incominciò  un 
corso  di  30  Rappresentazioni. 

In  questa  Compagnia  venivano  applauditi 
particolarmente  la  prima  donna  Fabbretti 
Giardini  Carolina,  il  primo  attore  Gaetano 
Benini  e il  brillante  Giardini  suddetto. 

12  Aprile  — Accademia  Istrumentale  a 
favore  della  Cassa  di  Sovvenzione  de’  Filar- 
monici. 

Oltre  le  sinfonie  per  orchestra  ed  i pezzi 
concertati  eseguiti  dalla  Banda  Estense,  Rót- 
ter  Federico  suonò  col  corno  Inglese  una 
fantasia  da  lui  composta,  Rovatti  Cesare  ed 
il  giovinetto  Gaetano  Carlotti  si  fecero  ap- 
plaudire in  un  Duo  concertato  per  Piano  e 
Violino,  ed  il  Vecchi  Bandista  eseguì  a cla- 
rinetto un  tema  e variazioni  di  Maysedcr. 

Il  Buca  Francesco  IV  per  vantaggio  della 
detta  Cassa  di  sovvenzione  offrì  16  premii 
da  distribuirsi  per  lotteria  durante  il  tratte- 
nimento. 

L’  incasso  netto  fu  di  it.  L.  1207,  53. 

1844.  — 4 Maggio  — In  tal  sera  la  Com- 


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— 321  — 

pagnia  Comica  Giardini  rappresentò  un  la- 
voro di  un  nostro  concittadino  intitolato  — 
Alessandro  Tassoni  alla  Corte  di  Francesco 
Primo  d'  Este  — L’  Autore  era  il  Dottor 
Giovanni  Sabhalinu  il  quale  ebbe  la  soddi- 
sfazione d’  essere  accolto  assai  favorevol- 
mente. 

1 Giugno  — Prima  rappresentazione  data 
dalla  Comica  Compagnia  M ingoni  e Berlini. 
Gli  Artisti  in  genere  non  erano  gran  cosa; 
ma  riescirono  ad  interessare  il  pubblico  nelle 
24  rappresentazioni  che  diedero;  perchè  ve- 
•nivano  alternate  da  Operette  buffe  ad  uso 
^'nHdeville.  e da  altri  spettacoli  con  voli, 
trasformazioni,  e meccanismi  da  contentare 
il  gusto  di  coloro  che  amano  simil  genere 
di  produzioni.  Nella  parte  musicale  si  di- 
.stingueva  la  prima  donna  Armida  Pelizzoni, 
la  quale  era  stata  comprimario.,  cantando  in 
diversi  teatri  in  questa  qualità.  E la  stessa 
che  altra  volta  fu  sentita  al  Teatro  vecchio. 

1844.  — 20  Giugno  — In  tal  sera,  oltre 
allo  spettacolo  dato  dalla  Compagnia  Min- 
goni  e Berlini  diretta  da  Giuseppe  VivnrcUi 
primo  attore,  vi  fu  una  Grande  Accademia 
di  Giuochi  fisici  data  dal  Prestigiatore  Rossi, 
unico  allievo  del  celebre  Cav.  Bosco.  Per 
intermezzi  i due  suonatori  di  Violino  Monti 
c Guerini  provenienti  da  Napoli  eseguirono 


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— 322  — 

diversi  pezzi  di  musica,  che  furono  bene 
accolti.  Il  Rossi  fu  applaudito  in  ispecial 
modo  quando  si  produsse  con  piacevoli  scherzi 
da  Ventriloquo  imitando  1'  arrotino,  il  fale- 
gname, e diversi  canti  di  volatili.  La  Com- 
pagnia Comica  ripeteva  in  quella  sera  il 
grazioso  Vaudeville  in  musica  intitolato  — 
Nina  pazza  per  Amore  — già  dato  altre 
volte. 

2 Novembre  — La  Drammatica  Compagnia 
diretta  da  Corrado  Vergnano  cominciò  un 
corso  di  28  rappresentazioni.  Gli  attori  prin- 
cipali che  ottennero  maggior  successo  fu- 
rono Fabbri  Cesare  primo  attore,  la  Boìi- 
figli  Marietta  prima  donna,  Berlaffa  Fran- 
cesco Caratterista  e Corrado  Vergnano  esimio 
'brillante. 

1844  — 5 Novembre.  --  La  Compagnia 
diretta  dal  Vergnano  si  associò  alla  Compa- 
gnia Equestre  Ghetta  • Tournaire,  prestan- 
dosi quest’ ultima  a dar  grandi  e siiettacolose 
Pantomime,  la  prima  delle  quali  era  intito- 
lata — Mazzeppa  — . Da  questa  sera  in  poi 
il  viglietto  d’  ingresso,  in  luogo  d’  essere  a 
centesimi  60,  come  d’  uso,  fu  alzato  sino  a 
centesimi  95,  ed  i posti  d’ Orchestra  invece 
di  20  a centesimi  40. 

Le  Pantomime  erano  pure  intramezzate 
da  piacevoli  ballabili  di  carattere.  L’  ultima 


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— 323  — 

produzione  era  un’  azione  mimico-equestre 
intitolata  — I Pescatori  Triestini  a Siracusa. 

30  Novembre  — Alla  Compagnia  Vet'- 
gnano  si  uni  pure  il  signor  Poitevin,  il  quale 
diede  uno  spettacolo  ottico  - meccanico  di 
nuovo  genere. 

La  Compagnia  Vergnano  rappresentò  la 
Commedia  di  Scribe,  Clermont  ovvero  la  Mo- 
glie di  un  pittore. 

Il  Poitevin  espose  il  suo  Angio scopio  a 
gaz  ossi-idrogeno  inventato  da  Drumont  che 
ingrandiva  gli  oggetti  tre  milioni  di  volte. 
Furono  sottoposti  all’osservazione  degli  spet- 
tatori mediante  il  detto  istrumento  diversi 
insetti,  ed  alcune  particelle  di  piante  e di 
animali  per  ammirarvi  la  circolazione  del 
succo  e del  sangue. 

Il  Poliorama  invenzione  di  0.  Vernet  che 
con  una  semplice  modificazione  di  luce  met- 
teva in  vista  con  sorprendente  effetto  alcune 
belle  vedute  fu  pure  esposto  dal  Poitevin 
con  sommo  aggradimento  del  pubblico  che 
ammirò  lo  spettacolo  nuovissimo. 

Dalla  Compagnia  Vergnano  si  rinnovò 
un  altro  abbonamento  di  6 recito,  che  ebbero 
principio  colla  sera  del  7 dicembre. 

1844.  — 13  Dicembre  — Accademia  vo- 
cale ed  istrumentale  a beneficio  dell’  esor- 
diente Carolina  Crespolani  di  Modena.  Que- 

21 


— 324  — 

sta  giovane,  sebbene  non  fosse  dotata  di 
rari  talenti,  pure  era  corredata  di  una  buo- 
nissima voce  di  soprano,  di  buon  orecchio^ 
e di  un  aspetto  avvenente.  Tali  doti  furono 
molto  apprezzate  da’  suoi  contittadini,  non 
solo  per  simpatia,  ma  anche  per  incoraggire 
chi  intraprendeva  una  difficile  carriera,  onde 
aiutare  la  propria  famiglia.  Gli  altri  individui 
che  si  prestarono  a rendere  più  gradito  lo 
spettacolo  ottennero  anch’  essi  1’  approva- 
zione del  pubblico. 

Gli  artisti  che  presero  parte  all’  Acca- 
demia data  dalla  Crespolani  furono  Giovanni 
Setti  per  la  parte  vocale,  e per  la  parte 
istrumentale  Federico  Rotter^  Giovanni  Vec- 
chi ed  il  dilettante  Gaetano  Carlotti. 

L’  orchestra  eseguì  poi  due  sinfonie. 

L’incasso  totale,  compresi  i regali,  ascese 
a it.  L.  346, 76. 

1844.  — 26  Dicembre  — Opera  Emani 
con  musica  del  Maestro  Giuseppe  Verdi. 

Cantanti. 

Prima  Donna  — Cuszani  Farolina. 

Primo  Tenore  — Ferrari  - Stella  Vin- 
cenzo. 

Baritono  — Tuti  Filippo. 

Primo  Basso  — Rossi  Gaetano. 


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— 325  — 


Seconde  parti 


Spada  Emma  - Galizzioli  Francesco 
Fasola  Giovanni. 


Coristi  d’  ambo  i sessi  N.  32. 

Ballo  Grande  — Gabriella  di  Vergy  — 
del  cèlebre  Gioja. 

Primi  ballerini  assoluti  — Gvanzini  Ca~ 
rolina  — Neri  Gaetano. 

Altra  ballerina  — Bilocci  Caterina. 

Direttore  dei  Balli  — Giuseppe  Turchi. 

Primi  mimi  assoluti  •—  Bilocci  Turchi 
Francesca  — Montani  Lodovico  amoroso  — 
Diani  Prospero  Tiranno. 

^ Altri  4 mimi  e 16  ballerini  di  concerto 
dell  uno  e dell’  altro  sesso. 

Corifei  d’ambo  i sessi  N.  16  — Banda  Mi- 
litare Ragazzi  N.  8 — Comparse  N.  40. 

Biglietto  serale  L.  1 

Idem  d’  Orchestra  1 


Prezzo  d abbonamento  per  25  rappre- 
sentazioni it.  L.  16.  68. 

Biglietto  del  Loggione  centesimi  40. 

L impresario  era  sempre  Rovaglia  con 
40, 000  lire  di  dote. 

L Opera  sorti  un  esito  brillantissimo.  La 
Cuzzani  ed  il  tenore  Ferrari- Stella  ebbero 
i piu  copiosi  allori.  Il  basso  profondo  Rossi 
fu  pure  applaudito,  segnatamente  nel  Gran 
Terzetto  finale. 


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— 326  — 

Il  ballo  ottenne  aneli'  esso  i favori  del 
pubblico.  La  coppia  dei  duo  primi  ballerini 
si  distinse  in  singoiar  modo. 

La  Oranzini  era  ballerina  di  grazia  e di 
.scuola  eccellente,  il  Neri  pure  ora  un  buon 
ballerino.  Nella  parte  mimica  il  Diani  ed  il 
Montani  non  mancarono  di  mostrarsi  artisti 
di  valore. 

1845.  — 9 Gennaio  — Beneficiata  del 
primo  ballerino  Gaetano  Neri  che  eseguì  un 
nuovo  passo  a due  colla  Granzini. 

Gli  allievi  del  Maestro  Maglietta  in  questa 
serata  diedero  ."aggio  al  pubblico  dei  loro 
progressi;  Ferdinando  Walpot  e Angiolina 
Gramigna  eseguirono  un  passo  a due  serio 
nel  primo  Atto  del  gran  Ballo  Gabriella  di 
Vergy,  ed  i medesimi  in  unione  a Rachele 
Terni,  Annetta  Stanzaui,  Natalia  Piccinini 
ed  Emilia  Bellin  al  terzo  Atto  del  detto 
Ballo  si  fecero  applaudire  per  la  precisa 
esecuzione  d'  un  passo  a sei. 

1845.  — 18  Gennaio  — Ballo  — intitolato 
Fedra. 

Era  tratto  dalla  Mitologia. 

Anche  questo  ebbe  buona  fortuna. 

25  Gennaio  — Opera  intitolata  Zaira  con 
parole  di  Romani  e la  musica  del  giovane 
Maestro  Antonio  Mammi  Modenese.  Il  pub. 
blico  accolse  questo  lavoro  con  benignità. 


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— 327  — 

essendo  disposto  ad  incoraggire  un  proprio 
concittadino.  Vi  erano  pezzi  d’  effetto,  e 
quantunque  si  vedesse  in  qualcuno  la  man- 
canza d’una  certa  pratica  e di  quello  studio, 
che  forma  il  retaggio  del  maestro  provetto, 
pure  dall’  esposto  si  poteva  presagire,  che 
il  Mnmrni  aveva  talento  e disposizione  a riu- 
scire distintissimo  nell’  arte  intrapresa.  Ma 
fatalmente  (se  ne  ignora  la  causa)  egli  in 
seguito  cambiò  consiglio,  e si  dedicò  a tut- 
t’  altro. 

La  Zaira  fu  rappresentata  quattro  volte 
nelle  sere  25,  20  e 27  gennaio  e 1 febbraio 
1845. 

31  Gennaio  — Grande  Accademia  vocale 
ed  istrumentale  a vantaggio  della  Cassa  di 
sovvenzione  de’  Filarmonici. 

In  questa  Accademia  cortesemente  si 
prestarono  i cantanti  del  teatrale  spettacolo 
in  corso,  ai  quali  si  uni  la  S'intolini  Dionilla 
contralto.  Francesco  Verloni  eseguì  alcune 
variazioni  per  flauto  del  Maestro  Caraffa. 
ed  il  Signor  Adani  altre  variazioni  per  viola. 

L’ incasso  netto  da  spese  fu  d’  italiane 
L.  894,  46. 

I Cantanti  tutti  si  procacciarono  applausi, 
e le  Cantanti  in  ispecial  modo.  La  Santoìini 
poi  fu  scritturata  per  far  la  parte  di  con- 
tralto nella  seconda  opera:  essa  cantava 
bene,  ed  aveva  voce  assai  robusta. 


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— 328  — 

L’  incasso  complessivo  fatto  per  N.  29 
rappresentazioni  fu  di  L.  19712,  81,  con  qual- 
che aumento  per  1’  affitto  di  Palchi,  che  la 
impresa  ritirava  senza  darne  conto  all’  A- 
genzia.  Le  spese  serali  ascesero  complessi- 
vamente, compresa  la  Banda,  a L.  12486,  82. 

La  compagnia  di  Canto  non  costò  molto: 
vi  fu  della  spesa  nei  balli,  perchè  dati  con 
isfarzo  e proprietà;  ma,  tutto  calcolato,  an- 
che in  questa  occasione  l'Impresa  non  sarà 
stata  al  certo  malcontenta  di  sua  gestione. 

La  Direzione  agli  spettacoli  per  1’  anno 
1845  componevasi  degl’  individui  sottonotati- 
Olivari'Conte  Francesco  Maria. 

Malmusi  Dott.  Carlo  — Revisore. 
Capponi  Giovanni  — Segretario. 

1845.  — 24  Marzo  — Drammatica  Com- 
pagnia di  Risenti  e Solmi  per  30  Rappre- 
sentazioni. Figuravano  in  questa  compagnia 
la  Lauretta  Bon  eccellente  prima  donna  sia 
nelle  parti  serie  che  giocose,  il  primo  attore 
Ulisse  Moreschi,  Angelo  Gattinelli  e Gaetano 
Vestri. 

19  Aprile  — Dopo  una  non  breve  malattia 
sofferta  dalla  Bon,  essa  si  riprodusse  in 
queste  scene  colla  Commedia  di  Scribi  inti- 
tolata — Un  bicchier  d'  acqua.  — L’  acco- 
glienza festosa  che  quell’  esimia  artista  ebbe 
dal  pubblico  è indescrivibile.  In  tal  sera  si 


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— 329  — 

fece  sentir  pure  una  suonatrice  di  flauto  in 
due  pezzi  di  bravura,  accolti  dal  pubblico 
■con  molta  benevolenza. 

10  Maggio  — Fu  posta  sulle  scene  1’  0- 
pera  buffa  in  tre  atti  intitolata  — il  Ritorno 
di  Columella  da  Padova  — con  musica  del 
Maestro  Vincenzo  Fioravanti. 

Cantanti. 

Prima  Donna  — Annetta  Bautnan. 

Primo  Tenore  — Luigi  Lattuada. 

Primo  Basso  — Orazio  Bonafos. 

Primo  Basso  Comico  — Maurizio  Barella. 

Comprimarii  — Teobaldo  Gobetti  — Gio- 
vanni  Ascari  — Luigi  Cavedagni  — Luigia 
Pusterla. 

Abbonamento  per  N.  14  Rappresentazioni 
L.  7,  48. 

Biglietto  serale  centesimi  80. 

L’  Opera  ebbe  un  successo  discreto. 

22  Maggio  — Lo  spettacolo  fu  disposto 
•come  segue. 

1.  Atto  primo  dell’  Opera  Columella. 

2.  Atto  secondo  dell’  Opera  suddetta. 

3.  Terzetto  del  Pappa-taci  nell’  Opera  , 
L’  Italiana  in  Algeri  di  Rossini,  cantato 
4alli  signori  Barella,  Lattuada  e Bonafos. 

4.  Terzetto  dei  tre  bassi  nell’  Opera 
Columella. 


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— 330  — 

5.  Duetto  nell’Opera — Gemma  di  Vergy: 

— di  Donizetti  eseguito  dalla  Bauman  e dal 
Lattuada. 

6.  Rondò  nell’ Opera — Gemma  di  Vergy 

— cantato  dalla  Bauman  suddetta. 

1845.  — 19  Luglio  — Drammatica  Com» 
pagnia  con  divertimenti  pantomimici  diretta 
dagli  Artisti  Adelaide  Ferroni  e Marco  Pa- 
ladini. 

Abbonamento  per  8 Recito  L.  3,  20 

Biglietto  serale  60 

Gli  Attori  in  genere  erano  discreti.  In 
luogo  di  farse  davano  spettacoli  di  mimica 
e ginnastica,  perchè  era  associato  con  questa 
Compagnia  un  residuo  di  altra  Compagnia 
acrobatica. 

2 Agosto  — Drammatica  Compagnia  Do- 
menicani diretta  dall’  Artista  Gaetano  Col- 
tellini. 

Abbonamento  per  12  recito  L.  4,  80 

Biglietto  serale  d’  ingresso  60 

Questa  Compagnia  era  corredata  di  buo* 
nissimi  artisti  fra  quali  la  celebre  Carolina 
Santoni,  il  primo  attore  Antonio  Colomóerti^ 
non  che  Gaetano  Coltellini  e il  caratterista 
Antonio  Feoli. 

Quantunque  il  pubblico  fosse  soddisfat* 
tissimo  di  questo  complesso  d’  artisti,  pure 
il  Teatro  era  poco  frequentato  in  causa 


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— 331  — 

della  stagione  troppo  propizia  per  coloro 
che  si  portavano  in  villa,  e quindi  svantag^ 
giosa  per  gli  artisti,  che  ne  risentivano  il 
danno. 

21  Settembre  — Compagnia  Ginnastica 
di  undici  Arabi- Marocchini. 

Gl’  individui  di  questa  Compagnia  face- 
vano salti  d’  ogni  sorta  con  un’  elasticità  e 
sveltezza  incredibile. 

Lavoravano  a piedi  nudi  e formavano 
pure  ■piramidi  composte  di  molti  uomini,  le 
quali  erano  ben  disegnate  ed  eseguite  colla 
massima  facilità. 

Furono  applauditi  assaissimo;  ma  non  si 
produssero  che  per  due  sere. 

27  Settembre  — Il  Prestigiatore  fìartO' 
lomeo  Lombardi  Palermitano  diede  un  saggio 
di  sua  abilità,  riscuotendo  applausi;  quan- 
tunque molte  cose  fossero  già  state  vedute 
in  altri  simili  circostanze. 

'1845.  — 5 Novembre  — Drammatica 
Compagnia  condotta  e diretta  da  Carolina 
Internari.  Si  distinguevano  in  ispecial  modo 
r Internari  e.sirnia  artista,  la  giovane  prima 
donna  Regina  Laboranti,  il  primo  attore 
Luigi  Capodaglio,  il  caratterista  Antonio  Soar- 
di  ed  il  generico  Luigi  Braccini. 

Nel  lungo  corso  di  rappresentazioni  che 
diedero,  ebbero  sempre  un’  ottima  acco- 


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— 332  — 

glienza  dal  pubblico,  che  rimase  molto  sod- 
disfatto, sia  per  la  proprietà  e precisione 
nell’  esporre  le  commedie,  come  pure  per 
la  varietà  degli  spettacoli  posti  su  queste 
scene. 

17  Novembre  — In  tal  sera  la  Compagnia 
Internavi  diede  il  Molière  di  Goldoni.  Dopo 
il  secondo  atto  della  Commedia  si  produsse 
una  fanciulla  di  7 anni  figlia  del  Custode 
del  Teatro  di  Parma  chiamata  Vittoria  Coppi., 
la  quale  ballò  La  Cracovienne.  Si  trovò  in 
quella  ragazzetta  molta  disposizione  per  la 
danza  e venne  ripetutamente  applaudita. 

24  Novembre  — Spettacolo  misto,  di 
■drammatica  dato  dalla  Compagnia  Internari 
e di  esperimenti  Fisici-Meccanicì  eseguiti 
dal  Prof.  Antonio  Bossola  Romano  con  esito 
soddisfacente. 

1845.  — 3 Dicembre  — Duplice  spetta 
colo  anche  in  questa  sera.  Consisteva  in  una 
rappresentazione  di  commedie,  e in  balli  dati 
da  una  Compagnia  Acrobatica  Atletica  e 
Mimica  diretta  da  un  certo  Michele  Monta- 
nera,  che  si  trovava  qui  di  passaggio. 

13  Dicembre  >-  Negl’  intermezzi  delle 
Commedie  date  dalla  Compagnia  Internari 
si  produssero  certi  fratelli  Corradi,  suo- 
nando pezzi  di  musica  con  un  istrumento 
di  nuova  invenzione  chiamato  Melofono  e 


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— 333  — 

col  violino.  Il  nuovo  istrumento  piacque  di- 
scretamente ; ma  non  ottenne  1’  effetto  che 
se  ne  aspettava.  Non  ardisco  aggiungere  di 
più  per  non  contradire  all’  ampio  attestato 
emesso  da  diversi  professori  del  Conserva- 
torio  ed  Istituto  di  Parigi  a favore  del  Me- 
lofono  e del  suo  inventore:  certificato  che 
questi  fece  stampare  nel  programma  dello 
spettacolo  dato  in  detta  serata. 

1845.  — 18  Dicembre  — Grande  Acca- 
demia vocale  ed  istrumentale  a sollievo  della 
Cassa  di  sovvenzione  de’  Filarmonici.  Vi 
presero  parte  i cantanti  Schutz  Amalia  ■— 
Bosio  Angiolina  — Mela  Vincenzo  — Vol- 
pini Amòrosio.  ed  i violinisti  Antonio  e Vin- 
cenzo padre  e figlio  Sighicelli,  Egesippo  Pajni 
suonator  d’  arpa,  Ilórn  Giuseppe  suonator 
di  fagotto. 

In  quest’  Accademia  si  mostrò  superiore 
ad  ogni  elogio  la  Schùtz^  la  quale  si  era  già 
udita  pochi  giorni  prima  nel  Teatro  di  Corte, 
ove  aveva  risvegliato  1’  entusiasmo  in  tutti 
gli  uditori.  Dotata  di  una  voce  estesissima 
e vibrata,  dava  al  suo  canto  un’  espressione 
ed  un  accento,  che  obbligava  gli  ascoltanti 
a festeggiarla  sino  al  fanatismo. 

La  Bosio.  il  Volpini,  ed  il  Mela  erano  i 
cantanti  scritturati  dal  Rovaglia  per  agire 
nello  spettacolo  del  successivo  carnevale. 


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- 334  — 

Essi  erano  quasi  del  tutto  esordienti,  e seb- 
bene fossero  dotati  di  buoni  mezzi  vocali, 
pure,  mancando  d’  arte  e lasciando  qualche 
cosa  a desiderare  sul  loro  conto,  vennero 
accolti  piuttosto  freddamente. 

Piacque  il  Pajni  suonatore  d’Arpa,  ì'Horn 
professore  di  fagotto  non  ismentì  la  fama 
che  godeva,  facendosi  meritamente  applau- 
dire, e i due  padre  e figlio  otten- 

nero dal  pubblico  dimostrazioni  di  stima  le 
più  fragorose,  sia  per  la  perfetta  unione, 
quanto  per  1’  abilità  somma  che  palesarono 
nel  trattare  il  violino. 

L’  incasso  di  quella  sera  asceso  a Lire 
1261, 36  più  il  regalo  della  Corte  consistente 
in  altre  L.  300. 

1845.  — 27  Dicembre  — Opera  — I 
Lombardi  alla  prima  Crociala  — con  parole 
di  Temistocle  Solerà,  e musica  del  Maestro 
Giuseppe  Verdi,  e Ballo  — FU  Inglesi  neU 
/’  Indoslan  — del  Coreografo  Giuseppe  Villa- 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Truffi  Teresa.  (1) 

Primo  Tenore  — Lorini  Domenico. 

Primo  Basso  — ■ Mela  Vincenzo. 

(1)  Duvevu  essere  1’  Angiolina  Bosio  ; ma  dopo  il 
poco  incontro  fatto  nell*  Accademia  venne  sostituita 
dalla  Truffi. 


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— m — 

Altro  primo  Tenore  — Volpini  Am- 
brogio. 

Seconde  parti  — fìoschetti  Giuseppina 
— Alessandrini  Luigi. 

Banda  Militare,  32  Coristi  d’  arabo  i sessi 
e 60  comparse. 

Compagnia  di  Ballo 

Primi  ballerini  assoluti. 

Clerici  Rosina  — Capoti  Valentino. 

Altre  prime  ballerine 

Rilocci  Caterina  — Boschetti  Felicita  — 
Boschetti  Rosa. 

Prismi  mimi 

Regini  Antonio  — Medon  Eugenia  — Ca- 
pretti Antonio. 

Secondi  mimi  N.  4,  12  ballerine  ed  al- 
trettanti ballerini  di  mezzo  carattere  o di 
concerto  e 60  fra  figuranti  e comparse. 

Abbonamento  per  N.  36  Rappresentazioni 


italiane  L.  24 

Biglietto  Serale  1 

Idem  d’ Orchestra  l 

Al  Loggione  40 


La  dote  data  dalla  Comunità  ascendeva 
secondo  il  consueto  a L.  40,  000  prelevate 
però  L.  3000  per  compensare  le  Compagnie 
Comiche,  che  1’  impresa  aveva  1’  obbligo  di 
scritturare. 


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— 336  — 

L’ impresario  era  il  solito  Rovaglia. 

Dovendo  esporre  quanto  avvenne  la  prima 
sera  di  questo  spettacolo,  fa  d’  uopo  pre- 
mettere che  r impresario  Rovaglia  godeva 
r illimitata  protezione  del  Ministro  Gover- 
natore di  Modena  Conte  Riccini,  il  quale- 
era  r assoluto  padrone  di  fare  e disfare  ogni 
cosa  in  tutte  le  pubbliche  amministrazioni 
della  Città.  Quindi  anche  in  ciò  che  riguar- 
dava il  Teatro,  il  detto  Ministro  disponeva 
di  tutto:  e quando  egli  era  soddisfatto,  la 
Comunità  doveva  pagare  la  dote  e non  oc- 
cuparsi d’ altro.  A porre  in  freno  chi  avesse 
poi  osato  di  disapprovare  con  qualche  atto 
significante  una  produzione  non  gradita,  vi 
erano  pronte  le  guardie  di  polizia  per  ar- 
restare immediatamente  il  temerario,  e cos^ 
l’esito  di  essa  rimaneva  assicurato.  Conscio 
di  ciò,  r Impresario  aveva  cercato  di  fare 
il  maggior  risparmio  possibile,  segnatamente 
nella  formazione  della  Compagnia  di  canto, 
calcolando  sull’  appoggio  dell’  alto  protet- 
tore; ma  questa  volta  le  sue  viste  ebbero 
un  successo  ben  diverso  da  ciò  che  s’  at- 
tendeva.  Infatti  l’ opera  non  potè  sostenersi, 
sebbene  la  musica  fosse  un  capolavoro.  La 
Truffi  si  trovava  indisposta  e quasi  priva  di 
voce,  il  basso  Mela,  agitato  da  timor  panico, 
forzava  la  voce  in  modo  da  renderla  ingra- 


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— 337  — 

tissima  per  chi  1’  udiva,  il  tenore  Volpini 
giovane  esordiente  si  perdette  d'  animo  sin 
dal  principio  contribuendo  col  suo  smarri- 
mento a spargere  maggior  confusione  negli 
altri.  Il  solo  Lorini^  dotato  di  una  voce  ar- 
gentina e di  bel  metodo  di  canto,  superò  la 
bufera.  Durante  il  primo  atto  dell’  Opera  il 
pubblico  tacque,  mostrando  però  un  contegno 
che  dinotava  malcontento.  Accadde,  che  il 
Principe  Ereditario,  trovandosi  nel  palco 
privato  di  Corte,  esternasse  a’  suoi  aiutanti 
un  voto  di  disapprovazione  dicendo:  • vera- 

• mente  colla  dote  che  sborsa  la  Comunità 
. mi  pare  che  si  potrebbe  esigere  dall’  im- 

• presa  uno  spettacolo  migliore  • . Tale  pro- 
posizione venne  comunicata  al  palco  contiguo 
da  uno  degli  aiutanti,  e come  favilla  elet- 
trica in  un  momento  si  diramò  per  tutto  il 
Teatro.  Il  pubblico,  incoraggiato  da  ciò,  si 
dispose  tostamente  all’  attacco.  Infatti,  alla 
prima  occasione  favorevole  che  presentossi 
nel  progredire  dell’  Opera  s’ incominciarono 
a manifestare  non  dubbi  segni  di  disappro- 
vazione. Il  ballo,  tanto  per  l’ intreccio  che 
per  la  buona  esecuzione,  fu  giudicato  meri- 
tevole d’  essere  salvo  dagli  strali  dell’  uni- 
versale indignazione,  venendo  in  ispecial 
modo  applaudita  la  coppia  dei  due  primi 
ballerini;  ma  il  resto  dell’  Opera  fu  fischiato 


— 338  — 

in  modo  così  solenne,  da  restarne  sbalordite 
sin  le  guardie  di  polizia,  che  non  ardirono 
•di  fare  la  minima  opposizione. 

L’ Impresario,  vedendo  abbuiarsi  Y oriz* 
zonte,  si  ritirò  segretamente  a casa  molto 
tempo  prima  che  scendesse  il  sipario.  Le 
voci  di  abbasso  Rovaglia,  accompagnate  da 
fischi  prepotenti,  si  rinnovarono  sotto  le  sue 
finestre  sino  a notte  assai  inoltrata.  Questa 
opposizione  ai  voleri  del  Riccini  fu  la  prima 
nube  che  comparve  ad  oscurare  la  sua  stella. 
Egli  per  questo  non  si  sgomenti;  anzi  nel 
successivo  giorno  ebbe  la  sfrontatezza  di 
promulgare  in  tutti  i canti  della  Città  il 
seguente  avviso  scritto  a grandi  caratteri: 

• Per  ordine  espresso  di  S.  E.  il  Gover- 

• natore,  non  corrispondendo  lo  spettacolo 

• a quanto  deve  esigersi  dal  contratto  di 

• impresa,  resta  chiuso  il  Teatro  fino  a nuova 

• disposizione  > . 

29  Dicembre  — L’  Impresario  espose  il 
seguente 

Avviso 

• Sommamente  dispiacente  l’Impresa  per 
l’esito  infelice  dell’attuale  spettacolo  d’ 0- 
pera,  e desiderosa  di  ripararvi  con  tutte  le 
proprie  forze,  si  fa  un  dovere  di  prevenire 
questo  rispettabile  Pubblico  ed  Inclita  Guar- 
nigione, che  si  sta  preparando  colla  massima 


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— 339  — 

sollecitudine  la  seconda  Opera  II  Nabucco 
del  Maestro  Verdi,  nella  quale  la  parte  di 
Abigaille  \errh  sostenuta,  dall' Esimia  Artista 
signora  Giuseppina  Strepponi,  e la  parte  di 
Nabucco donosor  da  un  primo  basso  espres- 
samente scritturato  dall’  Impresa;  mentre 
per  rimettere  in  Scena  1’  Opera  / Lombardi, 
è già  stato  spedito  a Milano  e Bologna  un 
incaricato  deU’Irapresa  per  sostituire  qualche 
Artista  che  riesca  di  maggiore  aggradimento 
del  Pubblico. 

Possano  questi  ultimi  sforzi  dell’  Im- 
presa venire  accolti  come  riparazione  al  mal 
fatto,  e procurarle  un  favorevole  accogli- 
mento. 

In  questo  mese  sorti  pure  una  disposi- 
zione relativa  alle  incombenze  dell’  Agente 
Teatrale,  che  qui  appresso  si  compendia. 

L’  Agente  teatrale  è principalmente  de- 
stinato ad  eseguire  gli  ordini  dell’  Illustris- 
sima Direzione  agli  spettacoli.  Per  ogni 
spettacolo  d’  opera  e corso  di  commedie 
dovrà  tenere  un  apposito  registro  per  cono- 
scere il  prodotto  d’  abbonamento,  dell’  affitto 
de’  palchi  e de’  viglietti  d’  ingresso.  All’  A- 
gente  teatrale  verrà  fatto  dall’ impresario  o 
capo  comico  dopo  ogni  sostale  il  pagamento 
delle  spese  serali  per  gli  stipendi!  degli  in- 
servienti del  teatro  e dell’  orchestra  e per 

22 


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— 340  — 

l’ illuminazione.  Dovrà  trovarsi  al  camerino 
deir  agenzia  presso  la  porta  d' ingresso  al 
teatro  durante  gli  spettacoli  per  sorvegliare 
i portinai  e l’ interesse  dell’  impresario  o 
capo  comico. 

Tutte  le  sere  alla  fine  dello  spettacolo 
sarà  poi  suo  obbligo  compilare  il  Borderò 
coir  annotazione  dei  viglietti  scritti  e ven- 
duti, posti  d’  orchestra,  chiavi  di  palco  ed 
incasso  degli  abbonati,  versando  nelle  mani 
dell’  impresario  o capo  comico  tanto  1’  effet- 
tivo in  contanti  quanto  i crediti  da  esigere. 
L’Agente  suddetto  sarà  obbligato  di  tenere 
in  avvertenza  l’impresario  affinchè  in  tempo 
utile  renda  avvisato  il  pubblico  mediante 
manifesti  a stampa  degli  spettacoli  da  darsi. 
Gli  emolumenti  dell’  agente  teatrale,  del 
quale  si  sono  qui  notati  i principali  doveri 
omettendo  altre  minuziose  prescrizioni  con- 
tenute nell’  accennata  disposizione,  vennero 


fissati  come  segue: 

Per  ogni  sera  d’  opera  L.  3,  50 
di  commedia  2, 50 

di  accademie  5. 

di  veglioni  10. 

per  le  beneficiate  5, 


1846.  — 11  Gennaio  — Riordinato  con 
nuovi  soggetti  lo  spettacolo,  dietro  Gover- 
nativa approvazione,  1’  Impresa  produsse  su 


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- 341  — 

queste  scene  T Opera  promessa  nel  suo  av- 
viso del  29  dicembre  scaduto,  ossia  il  Na- 
bucco del  Maestro  Verdi. 

Ecco  r elenco  dei  personaggi  che  v’  eb- 
bero parte: 

Nabuccodonosor  — Monan  Francesco 
Federico. 

Ismaele  — Lorini  Domenico. 

Zaccaria  — Alessandì'ini  Luigi. 

Abigaille  — Strepponi  Giuseppma. 

Fenena  — Dogliotli  Giuseppina. 

Gran  Sacerdote  di  Belo  — Bozzi  Fer- 
dinando. 

Anna  — Boschetti  Giuseppina. 

Quest’  opera  incontrò  il  favore  del  pub- 
blico. 

La  Strepponi  artista  distintissima  ( che 
aveva  già  altre  volte  eseguito  in  diversi 
teatri  questo  spartito  sotto  la  direzione  del- 
l’Autore,  il  quale  poi  le  è divenuto  consorte  ) 
si  mostrò  attrice  e cantante  fuor  d’  ogni 
eccezione,  ottenendo  in  ogni  pezzo  fragorosi 
e ripetuti  applausi.  Il  Lorini  tenore,  nella 
poca  parte  che  aveva,  mantenne  la  riputa- 
zione, che  si  era  acquistata  fin  dalla  prima 
comparsa  su  queste  scene.  Il  baritono  Mo- 
nari  rappresentava  il  protagonista  dell’  0- 
pera,  e quantunque  1’  impegno  fosse  grave, 
f anche  in  vista  delle  reminiscenze  rimaste 


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— 342  — 

impresse  nel  pubblico  del  celebre  De-Bas- 
su'i)  pure  ottenne  un  successo  superiore  ad 
ogni  aspettativa.  Gli  altri  cantanti,  i Coristi 
e r Orchestra  contribuirono  anch’  essi  al 
buon  esito  dello  spettacolo. 

19  Gennaio  — Si  riprodusse  1’  Opera  in- 
titolata — / Lombardi  alla  prima  Crociata 
— La  prima  donna  assoluta  era  la  giovane 
Oeltrude  Bortolotti  fornita  di  voce  magnifica 
e di  eccellente  gusto  nel  far  sentire  le  su- 
blimi melodie  dell’ immortale  Ferdi,  il  primo 
basso  fu  Francesco  Gnone  anch’  esso  buon 
artista.  Il  restante  della  Compagnia  veniva 
composto  degli  stessi  individui,  che  facevano 
parte  dell’  Opera  — Il  Nabucco  — meno  la 
Strepponi  e Monaci.  Tutta  1’  opera  ebbe  un 
incontro  strepitoso.  Il  Terzetto  famoso  ese- 
guito dalla  Bortolotti  dal  Torini  e dal  Gnone, 
coll’  accompagnamento  del  Violino  obbligato 
sostenuto  dall’  esimio  direttore  d’  Orchestra 
Antonio  Sighicelli,  risvegliò  un  vero  entu- 
siasmo; per  cui,  e l’a  solo  del  violino,  ed 
una  parte  del  Terzetto  ogni  sera  dovevano 
replicarsi. 

21  Gennaio  — Per  la  morte  del  Duca 
Francesco  IV  venne  chiuso  il  Teatro  per 
otto  giorni.  Quest’avvenimento  riesciva  assai 
funesto  a tutto  il  personale,  che  faceva  parte 
dello  spettacolo,  perchè  la  Comunità  ( re- 


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— 343  — 

stando  chiuso  il  Teatro  per  quello  spazio  di 
tempo  ) aveva  diritto,  secondo  il  capitolato, 
di  diffalcare  un  quarto  nella  dote  promessa 
all’  impresa;  ma,  dietro  ordine  del  nuovo 
Sovrano,  che  tal  somma  venisse  pagata  dal 
suo  erario  privato,  cessò  ogni  turbamento. 
Il  Teatro  fu  riaperto  1’  11  febbraio  coll’  opera 
Nabucco^  ed  il  solito  ballo  — Gl  Inglesi 
nell’  Indostan  — e proseguì  lo  spettacolo 
sino  al  termine  del  suo  corso,  con  aggradi- 
mento. e soddisfazione  di  tutti  gli  accor- 
renti. 

1846.  — In  Febbraio  — Si  produsse  il 
nuovo  ballo  grande  intitolato  — Pelagio  — 
il  quale  ebbe  ottima  accoglienza  sia  per  la 
parte  mimica,  che  pei  ballabili,  ove  la  coppia 
dei  primi  ballerini  veniva  di  continuo  festeg- 
giata. 

23  Febbraio  — In  tal  sera  venne  pro- 
dotta r Opera  — Il  Nabucco  — Nel  ballo 
— Pelagio  — la  prima  ballerina  signora 
Clerici  esegui  un  nuovo  passo  intitolato  — 
Bolero  — che  venne  accolto  dal  pubblico 
molto  favorevolmente.  Dopo  1’  opera  vi  fu 
r estrazione  di  una  Tombola,  il  prodotto  della 
quale  era  destinato  per  una  metà  all’impresa 
e per  1'  altra  allo  Stabilimento  dei  Poveri 
in  Saliceta  S.  Giuliano.  Le  cartelle  erano 
vendute  al  prezzo  di  centesimi  60  per  ca^ 


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— 344  — 

dauna,  il  premio  totale  era  di  L.  750.  diviso 
come  segue: 

Quaderna  L.  100 
Cinquina  150 

Tombola  500 

Le  peripezie,  alle  quali  soggiacque  in 
quest’  epoca  l’ Impresa,  1’  avranno  probabil- 
mente sconfortata  nel  rivedere  il  conto  di 
cassa  al  terminare  di  questo  spettacolo. 

184G.  — 1 Aprile  — Sortì  un  avviso  della 
Direzione  agli  spettacoli  portante  alcune 
prescrizioni  dirette  a togliere  gli  abusi,  e 
mantenere  1’  ordine  e la  decenza  da  chi  fre- 
quentava il  Teatro. 

Qui  ne  trascrivo  gli  articoli. 

1.  Gli  Attori  quando  vengono  applauditi 
non  potranno  presentarsi  più  di  due  volte, 
e quindi  non  sarà  lecito  di  insistere  perchè 
si  presentino  ulteriormente. 

2.  Non  sono  permesse  le  repliche  se 
non  che  nell’  ultima  sera  dello  Spettacolo. 

3.  Restano  proibiti  gli  schiamazzi  e 
fischiate,  sotto  pena  d’  immediato  arresto. 

4.  Ninno  potrà  introdursi  in  Platea  con 
bastoni  ed  ombrelli,  trovandosi  già  in  Teatro 
r apposito  Locale  per  farne  deposito. 

5.  Non  verranno  ammessi  quelli  che  sa- 
ranno vestiti  in  giacchetta,  né  i Borghesi  in 
berretta,  nè  le  Donne  col  fazzoletto  in  testa. 


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— 345  — 

6.  Egualmente  non  sarà  lecito  a Chic- 
chessia il  mostrarsi  dai  Palchi  con  cappello 
in  testa. 

7.  Viene  espressamente  proibito  1'  ac- 
cesso al  Palco  Scenico  a qualunque  estraneo* 
tanto  durante  lo  Spettacolo,  che  le  prove, 
a meno  che  non  sia  munito  di  speciale  per- 
messo della  Direzione  ; locchè  dovrà  pure 
osservarsi  rispetto  all’  entrata  in  Teatro  in 
tempo  di  prove. 

Sotto  la  stessa  data  fu  pubblicato  un 
Regolamento  da  seguirsi  dall’agente  teatrale 
negli  abbonamenti,  negli  affitti  e nelle  ven- 
dite serali  de’  palchi,  del  quale  pure  qui 
trascrivo  le  principali  disposizioni,  ritenendo 
che  la  legislazione  del  nostro  teatro  Comu- 
nale non  debba  essere  in  queste  memorie 
trascurata. 

Gli  abbonamenti  si  faranno  giusta  il  por- 
tato dai  relativi  Cartelloni. 

Tre  classi  vi  saranno  di  abbonamenti:  di 
Borghesi,  d’  Impiegati  Civili  e di  Militari- 
L’  abbonamento  dei  Borghesi  consisterà  nei 
due  terzi  dell’  importo  di  tutti  i viglietU 
del  promesso  corso  di  Rappresentazioni; 
quello  degl’  Impiegati  Civili  nei  due  terzi 
dell’  abbonamento  dei  Borghesi;  e quello  dei 
Militari  in  un  terzo  del  suddetto  abbona- 
mento comune. 


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— 346 

Godranno  dell’  abbonamento  Militare  non 
solamente  gli  Individui  appartenenti  alle 
Truppe  assoldate,  ma  ben  anche  le  Guardie 
Nobili  d’  Onore  di  S.  A.  R..  gl’  Impiegati 
degli  Uffizii  Militari,  i Militi  Volontarii  E- 
stensi,  ed  i Pensionati  Militari. 

Gli  abbonamenti  si  pagheranno  per  metà 
all’  atto  della  inscrizione  dell’  abbonato,  e 
per  r altra  alla  metà  delle  promesse  Rap- 
presentazioni, 0 l’Agente  Teatrale  rilascierà 
in  ciascun  incontro  all’Abbonato  le  relative 
Bolle  di  pagamento. 

Per  regola  generale  gli  abbonamenti  non 
si  potranno  più  ricevere  daU’Agente  Teatrale 
eseguite  che  siano  le  tre  prime  Rappresen- 
tazioni, a meno  che  altrettanto  non  fosse 
stato  permesso  al  Medesimo  dall’  Impresario 
o Capo  Comico  con  speciale  abilitazione  in 
iscritto. 

Gli  aflBtti,  non  che  le  vendite  serali  dei 
Palchi,  si  faranno  dall’  Agente  Teatrale  a 
norma  delle  istruzioni  e facoltà  che  ne  avrà 
ricevute  dall'  Impresario  o Capo  Comico. 

Questo  regolamento  e l’ altro  sopraccen- 
nato erano  firmati  per  la  Direzione  agli 
spettacoli  da  F.  M.  Olivari  e controfirmati 
da  G.  B.  Bicciocchi  segretario. 

10  Aprile  — La  spesa  serale  d’ Orchestra 
per  le  Commedie,  in  addietro  importava  it 


« 


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— 347  — 

L.  20.  Fu  fatto  un  aumento  di  L.  2,45,  per 
cui  si  stabili  per  1’  avvenire  che  1’  importo 
serale  a tale  oggetto  fosse  di  L.  22, 45. 

1846.  — 13  Aprile  — Drammatica  Com- 
pagnia di  Raffaello  Balduini  e Saloalorc 
Rosa  diretta  da  Gaetana  Rosa.  Diede  28 
rappresentazioni  in  abbonamento.  Gli  Artisti 
che  più  si  distinguevano  in  questa  Compagnia 
erano,  la  prima  attrice  Giovannina  Rosa,  il 
brillante  Salvatore  Rosa,  il  primo  attore 
Cesare  Fabbri,  1’  altra  prima  donna  giovane 
Regina  Laboranti.  la  caratteristica  Gaetana 
Rosa.  Balchiini  e Giuseppe  Astolfi. 

A questa  Compagnia  fu  dato  un  regalo 
di  L.  1000  dalla  Comunità. 

31  Maggio  — La  Compagnia  Balduini  e 
Rosa  rappi*esentò  una  Commedia  in  tre  atti 
di  Pietro  Carlet  de  Chamblain  de  Marivaurc 
intitolata  — Le  false  Confidenze. 

Dopo  di  questa  gli  allievi  del  Maestro 
di  Ballo  Luigi  Maglietta  diedero  un  saggio 
di  loro  bravura  nell’  esecuzione  di  un  Bal- 
letto intitolato  — Endimione  e Diana. 

Gii  allievi  che  vi  ébbero  parte  furono: 
Endimione  — Ettore  Poggiolesi. 

Diana  — Angiolina  Gramigna . 

Amore  — Ferdinando  Walpot. 

Le  tre  Grazie  — Emilia  Bellini  — An- 
netta Stamani  — Rachele  Terni. 


— 348  -- 

L’esito  di  questo  Balletto  corrispose  alla 
fama  che  godeva  il’ Maestro.  Infatti  gli  ap- 
plausi non  mancarono  durante  tutta  la  pro- 
duzione. In  seguito  si  videro  i felici  risultati 
di  questa  buona  scuola,  perchè  diversi  di 
questi  alunni  si  procurarono  un  glorioso 
nome  nella  teatrale  pale.stra. 

Durante  il  presente  corso  di  Commedie 
la  Compagnia  lìaìduini  espose  con  discreto 
successo  alcune  produzioni  di  Autori  con- 
temporanei Modenesi  come  p.  e.  Gli  uomini 
del  popolo  di  SnhhnlVìi  G..  //  Conte  Jìuil- 
land  di  A.  Codehò  e Shogae  del  Snvigni. 

15  Ottobre  — Compagnia  Comica  di  Tom- 
maso ZoccJii.  In  questa  compagnia  brillava 
in  grado  superlativo  la  Adelaide,  Ristori,  che 
si  produsse  per  molte  sere.  Il  resto  della 
compagnia  non  corrispondeva  gran  fatto 
all’  abilità  di  quella  somma  Artista.  Figura- 
vano plausibilmente  1’  altra  prima  donna 
signora  Orsola  Panichi,  il  Guglielmo  Zocchi, 
il  Bernabei  e la  coppia  Berlaffa.  La  dote 
accordata  dalla  Comunità  a questa  Compagnia 
fu  di  L.  800. 

1846.  — 28  Novembre  — La  Drammatica 
Compagnia  al  servizio  del  Re  di  Sardegna 
si  presentò  per  la  prima  volta  su  questo 
Teatro  in  detta  sera.  Durante  il  corso  delle 
dodici  rappresentazioni  che  essa  diede,  non 


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— 349  - 

si  ebbe  che  motivo  di  ammirare  un  com- 
plesso di  Artisti  distintissimi.  Sebbene  tal- 
volta le  produzioni  non  fossero  di  buona  lega, 
pure  gli  Attori  erano  tanto  valenti,  da  ren- 
dere gradite  anche  le  Commedie  le  più  im- 
sulse. 

Per  giudicare  dell’  ottimo  complesso  di 
quella  Compagnia,  basterà  citare  il  nome 
dei  principali  soggetti,  che  poi  in  seguito, 
separati,  si  videro  primeggiare  in  altre  com- 
pagnie. 

Eccone  1’  elenco: 

Attori  — GottarcH  Gio.  Battista,  Dome- 
nxconi  fAcigi,  Gallinelli  Gaetano,  Dondini 
Cesare,  Per  occhi  Giuseppe.  Dondini  Achille,, 
Boccomini  Pietro,  Tessero  Pasquale. 

Attrici  — Bobotti  Antonietta,  Chiari  A- 
delaide.  Fabbri  Adelaide,  Romagnoli  Rosa, 
Bighetfi  Vincenza,  Borghi  .Adelaide  ed  altri. 
Il  condutore  era  il  famoso  Domenico  Ri- 
ghetti. 

15  Dicembre  — La  direzione  agli  spet- 
tacoli che  in  allora -si  componeva  dei  se- 
guenti individui: 

Conte  Guido  Bellentani. 

Maestro  Alessandro  G andini  (scrivente). 

Cav.  Giacomo  Boccolari. 

Malaspina  Estense  Marchese  Giuseppe 
revisore. 


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— 350  — 

Dottor  Eugenio  lattici  segretario. 
Pubblicò  di  nuovo  il  Regolamento  disci- 
plinare per  gli  intervenienti  al  Teatro,  che 
era  già  stato  emesso  nel  passato  Aprile  dal- 
l’ex direttore  F.  M.  OUvari,  sostituendo  al- 
l’art.  6 r altro,  che  qui  sotto  si  trascrive:  (1) 
« Art.  6 — Chiunque  si  fermi  nell’  atrio 

• dovrà  lasciar  libero  il  passaggio  delle 

• Persone  che  si  portano  alla  Platea  od,  ai 

• Palchi,  0 che  ne  sortono  • . 

Il  Contratto  d’  impresa  col  Rovaglia  fu 
sciolto,  e la  Comunità  fece  un  nuovo  appalto 
coi  soci  Pietro  Camuri  di  Modena  e Luigi 
Ghelli  di  Bologna,  ai  quali  diede  un  com- 
penso d’  it.  L.  34,  900  per  allestire  lo  spet- 
tacolo del  prossimo  carnevale,  che  doveva 
consistere  in  Opera  seria  e Ballo  grande» 
con  soggetti  di  fama  conosciuta. 

1846.  — 26  Dicembre  — Opera  intitolata 
Eustorgia  da  Romano  (ossia  Lucrezia  Bor- 
gia) parole  di  Felice  Romani  e musica  di 
Donizetfi. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Emilia  Scotta. 

Primo  ’Penore  — Gaetano  Baldanza. 

(1)  L'Art.  6 soppresso,  come  si  vede  più  addietro, 
diceva:  « Egualmente  non  sarà  lecito  a Chicchessia 
« il  mostrarsi  dai  Palchi  con  Cappello  io  testa.  » 


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— 351  — 

Contralto  — Adelaide  Borghi. 

Primo  Basso  — Luigi  Ko  icaglia. 

Altro  primo  Basso  — Giovanni  Chinsuri. 

Seconde  parti  — Gioachino  Carvassali 
— Gaetano  Melini  — Vincenzo  Gobetti  — 
Pio  Boni. 

Primo  ballo  — Manfredi  primo  Re  di 
Sicilia  con  musica  di  Viviani. 

Compositore  dei  Balli  — Egidio  Priora. 

Compagnia  di  Ballo. 

Primi  ballerini  danzanti  — Egidio  Pri- 
ora suddetto  — Rosina  Ravaglia. 

Primi  Mimi  — Montani  Lodovico  — 
Montani  Gesualda  — Berretta  Luigi. 

Secondi  Mimi  — Robbiola  Antonio  — 
Franzini  Pietro. 

Il  corpo  di  ballo  si  componeva  di  12 
ballerine,  di  altrettanti  ballerini,  e di  4 Co- 
rifei. 

Banda  Militare  — Fanciulli  e Comparse. 

Il  Maestro  Concertatore  dell’  Opera  era 
secondo  il  solito  Manni  Ignazio,  ed  il  primo 
violino  Sighicelli  Antonio  dirigeva  1’  orche- 
stra composta  dei  soliti  Professori  in  parte 
al  servizio  della  R.  Corte  e in  parte  e- 
stranei. 

L’  abbonamento  per  30  Rappresentazioni 
L.  20. 


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— 352  — 

Biglietto  serale  L.  1 

Loggioni  centesimi  40 

Posto  riservato  d’  Orchestra  1 

L’  Opera  ebbe  un  buon  successo,  in  ispe- 
cial  modo  per  parte  della  Scotta,  di  Bal- 
danza e della  Borghi.  (1) 

Il  Ballo  pure  incontrò  il  favore  del  pub- 
blico, venendo  applaudita  singolarmente  la 
coppia  dei  primi  Ballerini,  di  ottima  scuola 
e di  un’  abilità  non  comune. 

1847.  — 14  Gennaio  — Il  basso  Chiusuri 
sostituì  per  diverso  sere  il  Roncaglia  indi- 
sposto, e r impresa  avvertiva  il  pubblico 
che  colla  sera  del  18  avrebbe  sostituito  il 
signor  Roncaglia  tuttora  infermo  col  mezzo 
del  primo  Basso  Paolo  Bartolini  scritturato 
appositamente. 

18  Gennaio  — Beneficiata  della  prima 
ballerina.  In  tal  sera  fu  data  1’  Opera  in 
corso  col  basso  Chiusuri  perchè  il  nuovo 
basso  Bartolini,  per  improvvisa  indisposi- 
zione, non  poteva  per  allora  eseguire  la  sua 
parte. 

Nel  ballo  ebbe  luogo  una  danza  carat- 
teristica intitolata  — La  Zingarella  — ese- 
guita con  molto  brio  dalla  Bavaglia  in  unione 

(1)  l a Borghi,  in  allora  esordiente,  è la  stessa 
rhe  in  seguito  si  rese  tanto  celebre  sotto  il  detto 
nome  unito  a quello  del  marito,  che  appellavasi 
Marno. 


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— 353  — 

al  Priora  destinato  dall’  impresa  a sostenere 

quella  parte  secondaria. 

23  Gennaio  — Si  produsse  finalmente  il 

Basso  Bartolini;  (1)  ma,  o fosse  tuttora  in- 
disposto, od  avesse  perduto  in  parte  i suoi 
mezzi  vocali,  1’  esito  non  corrispose  nè  alle 
speranze  dell’  impresa  nè  all’  aspettativa  del 
pubblico.  Per  la  qual  cosa  fu  necessario  ri- 
correre al  solito  supplente  Giovanni  Chiù- 
suri,  il  quale  se  non  era  un  cantante  di 
gran  valore,  pure  con  voce  sonora  ed  in- 
tonata disimpegnava  bastantemente  la  sua 
parte. 

Succedevansi  di  continuo  fervorosi  avvisi 
al  pubblico  firmati  da  P.  Camuri,  ove  cer- 
cava di  mostrarsi  sempre  sollecito  a ben 
servirlo,  col  disporre  d’  ogni  mezzo  per 
riempire  il  vuoto  che  si  faceva  per  la  man- 
canza del  primo  basso,  concludendo  sempre 
che  il  Chiasuri  avrebbe  continuato  per  poche 
sere  ancora  a supplire  alla  deficienza  di 
quello. 

31  Geimaio  — Nuovo  Ballo  intitolato  — 
Gli  Afgani  — era  in  costume  Indiano,  molto 
ricco  e di  efietto.  Anche  in  questo  il  com- 
positore venne  applaudito,  sia  per  il  suo 
lavoro,  che  per  la  parte  attiva  presa  nella 

(1)  L*  Opera,  nella  quale  si  espose  il  Bartolini  fu 
la  Lucia  di  Lamrnermoor  con  musica  di  fJonizetti. 


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— 354  — 

danza  assieme  alla  sua  brava  compagna  la 
Ravaglia. 

1847.  — 1 Febbraio  — Comparsa  del 
primo  basso  Antonio  .^forelli  nell’  Opera  — 
Lucia  di  Lammermoor  — Questo  cantante 
ebbe  la  soddisfazione  di  appagare  la  curio- 
sità del  pubblico,  facendo  mostra  di  bella  e 
chiara  voce,  non  disgiunta  da  una  certa  a- 
bilità  nel  canto. 

11  Febbraio  — Lo  spettacolo  in  tal  sera 
era  destinato  a totale  benefizio  della  Cassa 
di  Sovvenzione  dei  Filarmonici.  Fu  data  la 
Lucia  di  Lammermoor  preceduta  dalla  gran 
Sinfonia  dello  Stabat  Mater  di  Rossini.  Dopo 
il  primo  atto  il  distinto  suonatore  Vincenzo 
Sighicelli  eseguì  una  Fantasia  del  Bazzini, 
e nel  secondo  atto  la  prima  donna  Emilia 
Scotta  cantò  la  Romanza  del  Cnrattnco  del 
Maestro  Catelani. 

Il  giovane  Sighicelli  fece  conoscere  quanto 
avesse  progredito  nella  difficile  arte  del 
Violino,  dimostrandosi  un  concertista  di  pri- 
mo ordine.  Anche  la  Scotta  esegui  con  brio 
la  Romanza  suddetta,  venendo  applaudita  da 
tutto  r uditorio. 

L’  incasso  netto  di  questa  serata  riuscì 
di  L.  536,83. 

13  Febbraio  — Opera  — Saffo  — con 
musica  del  Cav.  Pacini.  In  questo  spartito. 


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%* 

Où  — 

('•lio  ò lino  dei  più  pregiati  di  quel  celebra 
Jllaestro  ) oltre  a nuove  o vaghissime  rao- 
lodie.  vi  s’  incontrano  pezzi  concertati,  o- 
spressioni  drammatiche  o lavorio  di  partì 
strumentali  e cantanti,  da  poterlo  dichiararo 
un  tipo  classico.  Da  prima  il  Pneiui  si  rcn. 
deva  popolare  pel  brio  de  le  Cabolcfh*;  ma 
in  questa  sua  seconda  maniera  si  dimostra 
tanto  sublime  nell*  arte,  da  non  mai  oscu* 
larsi  snelle  al  cospetto  degli  astri  più  lu- 
minosi che  onorano  T Italia. 

L*  esecuzione  fu  per  parte  dei  principali 
artisti  qual  meritava  l’importanza  del  lavoro. 
La  Sjoftn  cantò  con  anima  e molt.a  preci- 
sione. segnatiimentc  nella  gran  scena  finale, 
ove  segnalossi  ancora  per  buon’  attrice.  Il 
lialdiiììzit  fornito  di  un  timbro  di  voce  assai 
simpatico  cd  argentino,  veniva  specìalmento 
j'pplaudito  nell’  aria,  ove  poteva  spiegaro 
tutti  i suoi  mezzi  vocali.  La  fi  trghi  si  di- 
stinse nella  sua  sortita  o nel  Duetto  colla 
eseguendolo  ambedue  con  tale  unione 
c colorito,  da  meritare  distinti  e fragorosi 
applausi. 

Il  M >rpVi  ebbe  aneli’  esso  la  sua  parto 
d’  encomii.  Insomma  tutti  gli  esecutori  con- 
tribuirono a far  gustare  all’  uditorio  questa 
bell’  Opera,  eh’  ebbe  il  vanto  di  continiiaro 
eoa  sempre  maggior  successo  sino  al  cura- 

23 


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— — 

]>iorsi  del  corso  di  quello  spettaco'o  inver- 
Laie.  L' impresa  nel  dichiarare  con  appositi» 
avviso,  che  circostanze  inaspettate,  quau« 
tunque  a lei  non  imputabili,  avessero  ritar> 
dato  la  produzione  di  quell' Opera,  pure  si 
permetteva  di  offrire  ai  signori  Abbonati  il 
tenue  presente  di  due  recitj  in  abbonamento, 
che  avrebbero  dovuto  aver  luogo  fuori  del- 
V abbonamc.,to  medesimo. 

1847.  — 27  Febbraio  — Prima  Serata, 
di  Fisica  Ricreativa.  Meccanica,  Destrezza 
c Giuochi  d*  illusione  di  Carlo  Andreoletti 
di  Torino  professore  di  Fisica  dilettevole  o 
Giuochi  di  destrezza. 

Questa  produzione  di  giuochi  fisici  riesci 
gradevole,  quantunque  il  pubblico  avesse 
pregusUito  in  addietro  un  simile  spettacolo 
nei  trattenimenti  dell'  incomparabile  Busco. 

Tanto  nella  destrezza  di  mano,  corno 
nella  sorpresa  di  giuochi  meccanici 
drevleni  riuscì  ad  ottenere  un  completo 
trionfo;  talché  nella  sera  successiva  potò 
con  vantaggio  prodursi  una  seconda  volta. 

4 Marzo  — La  Compagnia  Acrobatico- 
Ginnastica  condotta  da  Giuseppe  Lodi  di 
Modena  cominciò  a dare  su  queste  scono 
uno  spettacolo  consimile  a quelli  della  Com- 
pagnia Chiarini  La  varietà  delie  produzioni 
e r abilità  di  parecchi  artisti,  «procurò  loro 
applausi  e vantaggi  pccuuiarii. 


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— 3j7  — 

Detta  compagnia  esegui  varie  forze,  salti 
al  tranipellino.  slanci  c volato  di  tartaruga 
allo  campanelle,  o brandeggio  alla  corda 
volante,  nonché  una  marcia  Indiana  con  po- 
sizioni in  costume.  Chiuse  il  trattenimento 
la  Pantomima  Arlecchino  morto  e vivo. 

14  Marzo  — Poetico  trattenimento  dato 
dall’ Avvocato  Antonio  Bindocci  di  Siena.  Il 
concorso  non  fu  molto  numeroso,  ma  però 
di  persone  intelligenti,  lo  quali  anche  in 
questo  nuovo  saggio  dato  dal  Bindocci  eb  - 
belo  largo  campo  di  ammirare  i suoi  ta- 
lenti. 

5 Aprile  — Aprì  un  Corso  di  24  Rap- 
presentazioni in  abbonamento  la  Drammatica 
Compagnia  condotta  da  Tonilo  Chiari.  In 
questa  figuravano  particolarmente  la  prima 
donna  Virginia  Dosio  Chiari,  Costantino  Ven- 
i uniti,  Filippo  Lottini,  Enrichelta  Casilini  o 
Torcilo  Chiari. 

In  complesso  però  non  poteva  dirsi  una 
Compagnia  di  prim’  ordine,  e T esito  in  ge- 
nere non  fu  molto  glorioso.  La  Comunità  lo 
diede  un  compenso  di  L.  1000. 

1847.  — 10  Aprile  — Accademia  del 
Prof,  di  Trombone  Attilio  Romiti  col  con- 
' corso  della  Compagnia  Torello. 

Il  Romiti  era  buon  suonatore,  c,  oltre 
una  certa  abilità,  dimostrava  sicurezza  e 


— 3j8  — 

intonazione.  Fu  applaudito  in  tutti  i pezzi 
tui  lui  fSt'guiti,  compreso  il  Duetto  col  Ban- 
dista Est.on.so  G tetano  SuiUriti.  in  cui  que- 
st’ Il  timo  puro  d.ede  provo  non  dubbio  del 
suo  valore. 

12  Aprilo  — Saggio  Accademico  di  Pia- 
noforte dato  dai  piccoli  figli  di  E oa'n felicita 
Aodi'coli  di  Mirandola,  fra  gli  atti  di  una 
Commedia  rappresentata  dalla  solita  Com- 
pagnia Torello  Chiarì. 

Oltre  i suoi  figli  Gaylielmo  d’  anni  11  o 
Carlo  d'anni  7.  EcangelistM  Andre.oii  espose 
al  pubblico  r altro  suo  allievo  Alfonso  Fer- 
rari d'  anni  G. 

Sorprendente  per  tutti  fu  1’  udire  con 
quanta  precisione  venissero  eseguiti  pezzi 
di  non  lieve  difficoltà  da  quo’ teneri  fanciulli. 
Se  ne  presagi  sia  d’ allora  un  avvenire  assai 
brillanto,  come  poi  si  verificò  col  tempo. 
Gli  a[»plausi  numerosi  c spontanei  non  man- 
carono tanto  ai  suonatori  quanto  al  loro 
bravo  maestro. 

1847.  — 2D  Maggio  — Opera  — / due 
Fosenri  — jioesia  di  F.  M.  Fiaoc,  musica 
del  celebre  Maestro  Verdi. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Eugenia  Garcin. 

Primo  Tenore  — Luigi  Ferretti. 


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— 3o9  — 

Baritono  — Cesare  Badiali. 

Pi'inio  Basso  — Gtovaani  Chi  usuri. 

Stìcoado  Parti  — Vincenzo  Onhelfi  — 
Cìeof'e.  Zecchini  — Francesco  IWilagnesi. 

L’Impresa  Cainurl-Ghclìi  per  questo  spet- 
tacolo ebbe  dalla  Comunità  un  assegno  di 
L.  20,000. 

L’  esecuzione  di  questa  magnifica  musica 
non  poteva  essere  più  perfetta  essendo  af- 
fidata a tre  soggetti  di  gran  cartello.  La 
Garda  prima  donna  era  fornita  di  una  voce 
agilissima  e cantava  con  una  bravura  stri- 
ordinaria.  Il  Ferretti.,  quantunque  avesse  voce 
alquanto  velata,  pure  eseguiva  la  sua  parte 
di  tenore  con  un’  anima  ed  un  gusto  non 
comune.  Il  fìadinli  ora  alquanto  manierato  ; 
ma  però  si  mostrava  un  artista  finito,  spe- 
cialmente nella  parte  drammatica,  ove  tal- 
volta. quando  l’ azione  lo  richiedeva,  colla 
sua  potènte  voce  di  baritono  risvegliava  lo 
entusiasmo  nell'  uditorio.  Il  Chiusuri  adem» 
piva  a suoi  impegni  con  felice  successo,  % 
gli  altri  tutti  contribuivano  per  parte  loro  a 
dar  compimento  alla  buona  riuscita  di  quel 
grandioso  spettacolo.  Non  è a descriversi 
l’incontro  generale  che  ottenne  quest’opera, 
come  anche  1’  altra  prodotta  il  25  Giugno, 
eh’  era  — Maria  di  Rohun  — con  musica 
di  Doni  zeta.  In  quest’  ultima  veniva  frago- 


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— 360  — 

resamente  applaudito  tutto  il  terzo  atto,  ri* 
chiedendosi  sempre  la  replica  dei  pezzi  più 
interessanti.  Il  Terzetto  finale,  pezzo  musi- 
calo sublime  o di  grande  interesse  dramma- 
tico, essendo  eseguito  alla  perfeziono  ecci- 
tava nel  pubblico  un  vero  entusiasmo.  In 
prova  di  ciò,  oltre  a molte  poetiche  compo- 
sizioni, venne  pur  pubblicata  una  litografia, 
che  in  un  gruppo  rappresentava  le  immagini 
della  Garda,  del  Ferretti  e del  Badiali, 

1 Luglio  — Il  celebre  concertista  /4n- 
tonto  Dazzini  col  concorso  dei  soggetti  del- 
r Opera  diede  in  tal  sera  un  Gran  Concerto 
di  Violino. 

Esegui  una  Fantasia  sull*  Aria  Finale  del- 
r Opera  Lucia  di  Lammermoor,  ed  un’  altra 
sui  motivi  dell’  opera  Anna  Balena,  entrambe 
da  lui  composte,  ed  il  Carnebaie  di  Venezia 
tU  Ermi. 

• La  fama  di  esso  richiamò  gran  numero 
di  uditori,  0 n’  avevano  ben  ragiono,  giac- 
ché r aspettativa  lo>'o  venne  appagata  al  di 
M d’  ogni  credere.  11  Bazzuti  è uno  dei  più 
grandi  violinisti  italiani.  Ammirabile  ese- 
cuzione dei  passi  a corde  doppie,  perfet- 
ta intonazione , ottimo  maneggio  d’  arcò 
e sicurezza  in  tutte  le  maggiori  difficoltà, 
sono  le  doti  che  lo  qualificano  per  vero  ar^ 
tista;  ma  ove  esso  ottiene  il  suffragio  uni- 


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— SCI  — 

Tersale  si  è nella  dolce  espressione,  cavando 
moni  dal  suo  istrumcnto  non  mai  intesi. 
Questa  prerogativa  è dovuta  in  gran  parto 
al  suo  ÌLgegiio.  perchè,  uomo  coto  od  i* 
struito  com’  egli  è.  si  fa  distinguere  an- 
che come  compositore  di  musica,  manife- 
stando in  tutti  i suoi  lavo'.ii  fantasia  e buon 
gusto. 

8.  Luglio  — Secondo  ed  ultimo  gran  con- 
cesto  dato  dal  lìiizzini. 

I pezzi  più  notabili  eseguiti  da  fìazzini 
furono  una  Fantasia  i.’ititolata  Rimembranze 
di  Napoli^  un  ('(ipiici  w di  bravunt  ed  il 
Ouar(etlo  nell’  opera  i Puri/nni.  Replicò  il 
Camerale  di  I’enezia  con  improvvisi  a ri- 
chiesta. 

Anche  in  questo  trattenimento  il  pubblico 
accolse  con  sempre  maggior  favore  il  va- 
lente Concertista,  e i Cantanti,  che  si  pre- 
starono a corredare  quest’  interessante  spot- 
tacoloi 

17.  Lug’io.  — Spettacolo  Drammatico  — 
Mimico  — Musicalo  apprestato  dalla  Com- 
pagnia di  Pietro  Milani,  la  quale  alle  prò 
duzioni^  drammatiche  univa  altri  generi  di,, 
divertimenti,  che  consistevano  in  VaudeviUes 
adì  uso  francese,  in  Balli  comici  e Danze; 

Fra  i ballerini  si  distinguevano  i Coniu- 
gi* Teresa  o Carlo  Caracciolo,  Afarietla 


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— SC2  — 

Oiuxpppi  Lavaggi.  Fra  i comiri  non  vi  er* 
nulla  di  speciale,  ma  siccome  i trattenimenti 
erano  sempro  variati,  cosi  il  pubb  ico  ora 
per  un  verso,  ed  ora  per  un  altro  trovava^ 
pascolo  a soddistarsi. 

Lo  Recito  in  Abbonamento  erano  15  al 
prezzo  d’  it*.  L.  <1. 

Il  viglietto  d’ ingresso  cent  CO. 

• del 'Loggione  • 3>, 

» d’ Orchestra  • 20. 

1847.  — C.  Novembre  — Prima  Recita 
della  Prammatica  Compagnia  Dalmata  diretta 
da  Luigi  Capodoglio.  Fra  i soggetti  che  ot- 
tenevano l’approvazione  degli  spettatori  si 
distinguevano  la  brava  prima  Donna  lt»sa 
Giovouniaa^  il  primo  Attore  Luigi  Capodu- 
glio,  la  Sanatori,  la  Gaetana  Rosa,  il  firmi- 
chi.  Senatori  Antonio  o Pao’i  Lorenzo.  La 
Comunità  diede  a questa  Compagnia  un  re- 
galo di  L.  1000. 

22.  Novembre.  — Accademia  di  musica 
e prosa,  ove  il  Prof,  di  Clarino  Tomninso 
Fasano  privo  affatto  della  vista  dava  u.t 
concerto  sopra  motivi  nazionali  napoleta- 
ni, ed  una  fantasia  fr.i  gl'  intervalli  dello 
produzioni  Drammatiche  rappresentate  dalla 
detta  Compagnia  Capodoglio.  Il  Fasnno  era 
un  povero  vecchio  cieco,  che  dapprima  pas- 
sava per  buon  suonatore  ; ma  che  in  seguito-. 


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— 3C)3  — 

Alla  sua  disprrazia.  sebhoae  f.ic(;ssa  conoscerà 
d’  essure  abilissimo  nel  suo  istruraento.  puro 
lasciava  qualclio  cosa  a <losidcrare  dal  lato 
del  gusto  e dell’  esattezza. 

Il  pubblico,  mosso  da  un  sentimento  di 
compassione,  noa  mancò  di  incoraggirlo  eoa 
applausi. 

1847.  — 20  Dicembre.  — Spettacolo  di 
Opera  e Ba  lo  dato  dai  sòci  (I  tmuri  - (inaili' 
colla  dote  della  Comunità  di  L.  15.  500: 
Consisteva  nell’  Opera  — Il  Tcmplario  — 
con  parole  di  M-irìtii  e musica  del  Maestro 
Tedesco  Ottone  Nino’nì,  e nel  ballo  intitolato 
— Fosca  — del  Compositore  E.  Vintti,  Io- 
stesso  che  abbiamo  conosciuto  per  l’apertura 
di  questo  Teatro. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Mariefta  Grrsti. 

Tenore  — Gaspare  Gnmhnggi. 

Bar  tono  — Giovanni  Zucchini. 

Basso  — Giuseppe  Lodi. 

Comprimarii  — Valburga  Vaccari  — 
Giuseppe  Uentiooglh  — Luigi  Panneggiuni. 

Compagnia  di  Ballo 

Primi  Ballerini  di  rango  Francese  — 
Augusta  Domenichelti  — Giovanni  Lepri. 


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— 364  - 

Primi  Mirai  — Virginia  Cornino  Viotti 
— Giuseppe  linfa. 

I secondi  mirai  orano  4. 

Ballerina  por  lo  parti  ing^cnuo  — Caro* 
lina  Bustini. 

I secondi  ballerini  erano  IG,  do*  quali  8 
donne  cd  8 uomini. 

L’  abbonamento  per  N.  33  Rappresenta* 
2Ìoni.  comprese  le  due  di  Quarcs.ma,  italianei 
L.  24. 

Biglietto  serale  L.  1, 03. 

La  musica  dell’  Opera  era  buona  o come 
tale  fu  applaudita.  I Cantanti  che  più  si 
distinsero  furono  la  prima  donna  Marietta 
Oresti,  il  tenore  Gambnggi  e il  baritono 
Zucchini.  La  giovane  esordiente  V.  Vaccari 
come  coinprimaria  ottenne  anch’ essa  qualche 
applauso  d’  incoraggiamento. 

Il  Ballo  riuscì  d’  effetto,  segnatamente 
nella  parte  mimica  sostenuta  dalla  brava 
Cornino  e dal  mimo  Giuseppe  Rota  (1).  La 
Coppia  dei  due  primi  Ballerini  si  procacciò 
i favori  del  pubblico  col  brio  e 1’  esattezza 
dei  passi  eseguiti  secondo  la  più  pura  scuola 
francese. 

Non  è fuor  di  proposito  1’  avvertire,  che 
da  prima  l'Impresa  aveva  disposto  di  aprire 

(1)  TI  Rota  divenne  in  seguito  compositore  di  bal- 
li, rendendoti  celebre  pei  suoi  ballabili. 


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— 365  — 

lo  spettacolo  coli' OpcMM  Altiln  musicata  da 
ìV>v//;  ma  siccome  dopo  la  metà  del  mese 
di  dicemlire  giunse  in  Modena  una  Guarni- 
gione Austriaca  (cliiamata  dal  Governo  E- 
«lense,  per  timore  di  moti  rivoluzionarii  ) 
•fosi  r autorità  politica  supponendo  che  qual- 
che spirito  vivace  potesse  trarre  da  quella 
Opera  una  qualche  allusione  in  odio  agli 
stranieri,  ne  ordinò  la  soppressione,  costrin- 
gelido  r Impresa  ad  allestirne  altra  in  sua 
vece*  Tale  incide  ite  obMigò  il  Citiauri  a 
rocLm  ire  un  risarcimento  por  lo  spese  già 
fatte:  jier  la  qu.il  cosa  ottenne  un  compenso 
di  L.  650.  Il  Duca  poscia  per  lo  stesso  og- 
getto gli  regalò  un  ristoro  di  L.  1200. 

1843.  — 13  Gennaio  — Opera 
(fi  TnrO.(\  con  musica  di  UtUini.  Ebbe  buon 
successo. 

9 Febbraio  — Opera  — / Lombardi  — 
con  musica  di  Verdi.  Quantunque  sentita 
altra  volta  assai  bene  eseguita,  pure  anche 
in  questa  seconda  riproduzione  ottenne  molti 
applausi  dal  pubblico  per  l’esatta  esecuzione 
dei  principali  Cantanti,  ben  corrisposti  da 
tutti  gli  altri-  esecutori  Venne  in  tal  sera 
prodotto  un  nuovo  ballo  intitolato  — li 
Sogno  di  un  Gi^Ànr.ntm  e — il  quale  ottenne 
pur  esso  1'  approvazione  dei  pubblico.  > 

' 23  Febbraio  — Nuovo  Baio  — Tulemae* 


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— 3CG  — 

« Calipso  — rappresentandosi  pur  1'  Opera 

— I Lombardi.  ‘ 

Anche  questo  Ballo  fu  accolto  assai  van- 
taggiosamente. 

( In  una  sera  dello  spettacolo  in  corso 
venne  pur  eseguita  1’  Opera  Buffa  intitoliita 

— Il  Dcirbieve  di  Sicii/lia  ~ di  llvS'u'ni.  Li 
essa  il  baritono  Zucchiui  si  fece  eonoscero 
nella  parte  del  Protagonista  per  un  aitista 
di  molto  merito. 

1848.  — 9 Marzo  — Privato  Tratteni- 
mento  Drammatico-.\rmonico  a totale  bene- 
fìzio della  Cassa  di  Sovvenziono  dei  Filar- 
monici di  Modena. 

Furono  rappresentati  — Maria  la,  Sohia- 
voy  dramma  di  Foucher  e Lnurencien  — o 
L’ Ingenua  di  Parigi,  commedia  di  Theaulon 
e LefiVre. 

I Dilettanti  che  si  produssero  in  questo 
rappresentazioni  sono  gli  stessi  de’  quali  ho 
parlato  sul  finire  del  Capo  VI  riguardante 
il  Teatro  di  Corte.  Dessi  abbandonarono 
questo  Teatro,  e passarono  nel  Comunale 
per  avere  quel  concorso  che,  1’  opposizione 
di  taluni  liberali,  toglieva  al  Teatro  Du- 
cale. 

Gareggiarono  di  zelo  per  dare  ai  loro 
concittadini  uno  spettacolo  grato  ed  inte- 
ressante, nel  mentre  che  compievano  un 


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— 3G7  — 

atto  generoso  verso  coloro,  che,  dedicati 
alla  professione  musicale,  versavano  nel  bi- 
sogno. Simile  atto  venne  completamento  ri- 
conosciuto dall’  uditorio,  il  quale  aneli’  esso 
si  mostrò  cortese  nell’  accogliere  lo  due 
anzidetto  produzioni  con  frequenti  dimostra- 
zioni agli  Attori,  die  i.i  realtà  potevansi 
qualifi(;are  por  Artisti.  Il  T>  ucii  e la  Cnvani 
Oi'itmdi  ebbero  1’ onoro  di  miggiori  distin- 
zioni, essendo  quelli  che  primeggiavano  ia 
valore"  fra  i loro  compagni. 

I Ca  itanti  dell’  Opera  in  corso  non  man- 
carono di  segnalarsi  nei  [tozzi  musicali  dio 
eseguirono.  L’  incasso  netto  di  quella  serata 
fu  di  L.  951.  77. 

II  Marzo  — • Le  gravi  spese  per  appa- 
recchiare i diversi  spettacoli,  o gli  introiti! 
jKteo  corrispondenti  ad  esse,  portarono  un 
grave  sbilancio  nella  cassa  dell’  Impresa; 
per  cui  il  vecchio  Cnmuri,  affranto  dalle 
fatiche  c dalle  angustie,  fu  colto  da  malattia 
tanto  grave  da  far  temere  in  pericolo  la  sua 
vita.  Rimesso  dopo  qualche  tempo  in  salute, 
destinò  in  detta  sera  uno  .«pettacolo  a totale 
suo  benefìzio  invitando  i Modenesi  col  sc^ 
guento 

« Avviso  Straordinario 
• L’umile  vostro  Co.ncittadino  Pietro  Ca- 


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— 368  — 

• muri  che  ha  1'  onore  di  prestarvi  1’  opera 

• fina  in  qual  UV  di  attualo  Appaltatore  di 
« questo  Comunale  Tt-atro,  colpito  non  ha 

• guari  da  mortai  malattia,  da  cui  la  Dio 

• mercè  ha  potuto  felicemento  scampano,  o 

• quiudi  posto  nella  durls.^ima  circostanza 
» del  piu  gravo  discapito  de’  suoi  interessi. 

• ni  quali  non  arrisero  pro,*izio  le  sorti 

• della  sua  Teatrale  intrapresa,  si  rivolgo 

• ora  pieno  della  più  calda  fiducia  alla  vera 

• filantropia  de’  vostri  animi  si  gentili,  ondo 
< vogliate  proteggerlo  cd  onorarlo  di  nu- 

• roeroso  concorso  nella  sera  di  Sabbato  11 

• Marzo  1848  destinata  a suo  total  benefizio. 

• E con  questo  nob.lissiino  generoso  atto 

• verrete  a confortare  1’  ossequioso  bonefi- 

• ciato,  che  pieno  d’  indelebile  riconoscenza 

• poiterè  il  vostro  nome  scolpito  cterna- 

• mento  nel  cuore. 

» Lo  spettacolo  verrà  diviso  come  segue: 

1.  Atto  primo  dei  Lmnburdi. 

2.  Cavatina  nell’  Opera  hit-nani,  eseguita 
dalla  signora  Mat-ieltu  U resti. 

3 Sinfonia  dell’  Opera  Zampa  a piena 
Orchestra. 

4.  Atto  Secondo  dei  Lombardi. 

5.  Arda  Marnm  i Ayata,  eseguita  dal  sig. 
Giooauni  Zacchini. 

0.  Ballo  — Telemaco  alVhola  di  Calipso. 


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— 369  — 

7.  Atto  Primo  del  ffnrbifre  di  Sioifflia, 
incominciiiudo  con  1’  aria  di  Figaro. 

8.  htsso  a Due  eseguito  dalla  sig,  Dome* 
nichetti  e dal  sig.  Lepri. 

9.  Atto  Terzo  dei  Lombardi. 

• I Coristi.  Coriste,  Macchinista.  Illurai* 

• natore.  Stampatore  e gl’inservienti  al  Tea- 

• tro.  per  tratto  filantropico,  si  prestano  in 

• detta  sera  gratuitamente. 

• Questa  rappresentazione  è compresa 

• neirabboaamouto.  Il  benefieiato  però  con* 

• fida  in  tal  sera  nella  generosità  dei  sigg. 
< Abbonati  Civili  e Militari.  • 

L’  esito  di  questa  serata  sebbene  riuscis* 
se  plausibilmente  tanto  dal  lato  degli  ose* 
cutori,  quanto  per  l’ interesso  del  beneficia* 
to  ; pure  il  de/ijit  finanziario  del  Camuri  era 
troppo  esteso  per  rimetterlo  in  perfetto 
equilibrio.  Conscguentemente  a ciò  T Impresa 
in  quest'  azienda  ebbe  non  poca  perdita,  an* 
che  in  causa  delle  vicende  politiche,  che 
esercitavano  una  grande  iafiueuza  sullo  cose 
teatrali. 

A tutti  son  noti  gli  avvenimenti  che  in 
quei  giorni  commossero  la  nostra  Penisola; 
per  la  qual  cosa  i Teatri  erano  poco  fre- 
quentati. correndo  la  gioventù  italiana  in 
parte  nei  campi  Lombardi  a combattere  lo 
straniero,  e in  parto  rcsta.ndo  a casa  por 


- 370  — 

cantaro  a squarcingnla  inni  festosi  di  liberti, 
lanciando  invettive  contro  il  nemico,  il  »iualo 
doveva  con  simili  ostilità  ;.llontanarsi  dal 
suolo  occupato.  Cosi  che,  quanto  fu  rapprc* 
soiitato  in  tal’ epoca  sulle  scene  sentiva  di 
leggerezza  c di  un  amor  patrio,  che  noa 
aveva  di  grande  che  le  parole. 

Or  dunque,  proseguendo  la  Crnunlngia 
dffjli  ^p.tlhctdì  che  vc.inero  dati  in  appres- 
so: indicherò  pure  le  poesie  pubblicate  allora 
eolia  .stampa,  che  furono  cantate  o declamato 
fra.gl’ i.itervalli  di  quelli. 

1 Aprile  — Trattenimento  Drammatico 
Armonico  dato  a benefizio  dei  poveri  ia 
quanto  al  ricavato  ; ma  del  resto  cri  per 
festeggiare,  dopo  la  jiartcnza  del  Duca  av- 
venuta il  21  marzo,  il  nazionale  risorgimento. 
Tutto  ciò  che  si  produsse  fu  fragorosanionto 
applaudito.  L’  /»r,o  del  musicato  dal 

Maestro  Cafehwi  fu  fatto  ripetilo  più  volte, 
qunntumpic  le  musica  osse  fredda  o scolorit.v 
al  paragone  di  si  vivace  poesia. 

Le  Rappresent:\zi»>ni  dato  in  tal  sera  fu- 
rono il  Dramma  M irta  tn  schinoa  già  applau- 
j)ita  li  9 Marzo,  o Una  vcnHuftn  ossia  Uirt 
eredità  in  C irsica,  commedia  di  Demunuir  e 
Satwhì. 

L'Inno  Nazionale  sovracennato  cominciava 
coi  versi: 


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— 371  — 

• Dio  lo  vuole  — La  voce  di  Pio 

• Echeggiò  nella  valle  dei  morti  : 

« Son  converse  in  armate  coorti 

• L'  aride  ossa  del  campo  farai. 

Fu  pure  declamata  dal  Dilettante  signor 
Francesco  Canevnzzi  la  Licenza  del  detto 
Dramma  - poesia  del  Peretti.  allusiva  alla 
cacciata  dello  straniero  ; eccone  il  principio  : 
. La  povera  schiava,  dall’  onta  redenta 

• Di  un  lungo  servaggio.a  voi  non  presenta 
« Che  iramago  di  un’  altra  più  misera  Ancella 

• Risurta  dai  ceppi  a vita  novella. 

Due  Inni  per  la  Guardia  Civica  furono 
in  quest’  epoca  memorabile  stampati  in  Mo- 
dena. Il  primo  della  Bernardi  1’  altro  dej 
Sala.  D’  entrambi  trascrivo  i primi  versi. 

« Or  che  Italia  alla  pugna  si  desta 
« Or  che  l’ inno  di  libera  gente 


« Viva  Italia.  Dall’  Alpi  a Messina 
« Suona  altera'  quest’  alma  parola 


1848.  — 2 Aprile  — Secondo  Tratteni- 
mento Drammatico-Armonico  a benefizio  dei 
poveri. 

Oltre  alle  due  Commedie  — Un  vaga- 

24 


,V 


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— 372  — 

hondo  e la  sua  famiglia  di  F.  A.  Bon,  ed 
Il  bugiardo  veridico  di  E.  Scribe  — assai 
ben  eseguite,  la  banda  suonò  l’Inno  Mameli 
del  Maestro  Novella,  fu  ripetuto  il  prima 
del  Peretti  con  musica  del  Maestro  Calelani, 
e Luigi  Bellei  comico  dilettante  modenese 
recitò  con  molta  intelligenza  l’ inno  La  Ban- 
diera nazionale  e Maria , la  Schiava  del 
Professore  A.  Peretti. 

Per  le  indicate  recite  del  primo  e se- 
condo d’aprile  si  unirono  i dilettanti  di  due 
società  filodrammatiche  Modenesi. 

10  Aprile  — Grande  Trattenimento  di 
Musica  strumentalo  e declamazione,  fatto 
allo  scopo  di  offrire  un  passatempo  agli 
ospiti  Toscadi  qui  di  passaggio  e sovvenire 
coir  introito  (prelevate  le  spese)  alla  Guar- 
dia Civica^  che  non  poteva  subire  le  prime 
spese  della  divisa. 

In  tale  serata  1’  orchestra  e la  banda 
suonarono  diverse  sinfonie  e pezzi  d’opera: 
Il  dilettante  Canevazzi  ed  alcuni  Toscani 
declamarono  parecchie*  poesie:  il  corpo  dei 
coristi  cantò  1’  inno  Italiano  ed  un  coro  nel- 
r opera  i Lombardi. 

Questo  Trattenimento  veniva  spesso  in- 
terotto  da  dimostrazioni  in  senso  patriottico 
e da  invettive  contro  gii  Austriaci. 

L’  introito  di  quella  sera  fu  il  seguente; 


— 373  — 

In  viglietti  d’  ingresso  N.  453  a cente* 


i>imi  80  L.  362,  40 

Detti  d’  Orchestra  N.  7 a 
centesimi  50  3,  50 

Idem  di  Loggione  N.  24  a 
centesimi  40  9,  60 

Vendita  di  Palchi  per  7,  46 

Alla  Porta  6,  53 

In  tutto  L.  389,49 

Detratte  tutte  le  spese  re- 
starono L.  243. 79 


1848.  — 12  Aprile  Alla  direzione  degli 
spettacoli  formata  del  Conte  Guido  Bellen- 
tani,  Cav.  Giacomo  Boccolari  e Maestro  A- 
lessandro  Gandìni.  che  sino  dal  1846  era 
in  carica  furono  aggiunti  i sottonotati  tre 
membri  del  Municipio  Dottor  Carlo  Lucchi^ 
Giovanni  Montanari  e Francesco  Manzini. 

13  Aprile  — Accademia  — Vocale,  Istru- 
mentale  e di  Declamazione,  non  che  varii 
Calcoli  Mentali  e Trattenimento  Fisico-Mec- 
canico, unito  a qualche  scherzo  di  destrezza. 

L’  Accademia  era  divisa  in  tre  parti 
ciascuna  delle  quali  s’ apriva  con  una  sinfonia 
a piena  orchestra.  Nella  prima  i coristi 
cantarono  l’ inno  Nazionale  con  accompa- 
gnamento della  banda  militare:  i giovinetti 
Carlo  Andreoli  ed  Alfonso  Ferrari  allievi 


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— 374  — 

del  Maestro  Evangelista  Andreoli  di  Miran- 
dola esegairono  sul  pianoforte  alcune  remi- 
niscenze dell’  opera  i Lombardi:  ed  il  signor 
Francesco  Canevazzi  declamò  il  canto  del 
bardo  Italiano. 

Nella  seconda  parte  ebbero  luogo  i sud- 
detti calcoli  mentali,  e giuochi  di  fisica-mec- 
canica e destrezza. 

Nell’  ultima  gli  allievi  dell’  Andreoli  si 
fecero  sentire  di  bel  nuovo  eseguendo  un 
tema  con  variazioni  sull’  opera  Lucia  di 
Lammermoor;  e la  banda  militare  suonò  i! 

pezzo  dell’  opera  Gli  Orazii  e Curiazii  del 
Mercadante. 

. Giuriamo  per  la  patria 
• 0 vincere  o morir. 

Terminò  poi  lo  spettacolo  un  nuovo  inno 
popolare  eseguito  dai  cori. 

Viglietto  d’  ingresso  centesimi  60 

Detto  di  Loggione  30 

Detto  d’  Orchestra  20 

25  Aprile  — La  Drammatica  Compagnia 
della  Lega  Italiana  diretta  dall’  artista  Cor- 
rado Vergnano  incominciò  un  corso  di  24 
rappresentazioni  in  abbonamento,  promet- 
tendo pure  di  dare  produzioni  adattate  al- 
r epoca  attuale  d’  Italia. 

Gli  Artisti  che  più  si  distinguevano  in 
questa  Compagnia  erano  il  brillante  C.  Ver- 


I 


— 37»  — 

gnano,  il  primo  attore  Cesare  Fabbri,  la 
prima  donna  Bonfigli  Maria  e la  madre 
nobile  Fabbri  Adelaide.  In  complesso  poi 
era  bene  assortita;  ma  il  concorso  degli  u- 
ditori  non  era  numeroso. 

29  Aprile  — La  detta  Compagnia  rap- 
presentò Virginia  tragedia  d'  Alfieri,  nuoTa 
per  queste  sc^ne  essendo  prima  dal  Governo 
proibita. 

Il  Vergnano  stabilì  un  contratto  con  Mi- 
stroripo  Giulio  direttore  di  una  Compagnia 
composta  di  20  individui  d’  ambo.i  sessi,  i 
quali  dovevano  rappresentare  posizioni  e 
Quadri  Plastici  per  quattro  sere  consecu- 
tive. 

8 Maggio  — Prima  Rappresentazione 
data  dalla  Compagnia  Vergnano  in  unione 
a quella  di  Mistrorigo  col  viglietto  d’ingresso 
a centesimi  75  restando  libero  Taccesso  agli 
Abbonati. 

La  Compagnia  Comica  rappresentò  la 
Commedia  — Il  Povero  Giacomo  — Indi  la 
Compagnia  Mistrorigo  eseguì  12  cosi  detti 
quadri  plastici,  che  prendevano  argomento 
dalla  mitologia  dalla  storia  e dalla  politica, 
fra  questi  ricorderemo  — Venere  che  approda 
a Citerà  — Romolo  e Remo  — L’ Italia  in- 
coronata — - L’ ultima  parte  del  trattenimento 
intitolavasi  la  Fortuna^  e consisteva  in  getti 


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— 376  — 

d’  acqua  rischiarati  con  bell’  effetto  dal  fuoco 
di  Bengala. 

Tali  quadri  venivano  eseguiti  al  vero 
dagli  individui  di  quella  compagnia  in  ana- 
loghi costumi  sopra  una  tavola  rotonda,  che 
si  aggirava  sopra  un  perno.  L’  effetto  era 
sorprendente,  quantunque  talvolta  in  certi 
casi  taluni  degli  spettatori  li  trovassero  un 
poco  liberi. 

1848.  — 18  Maggio  — La  Compagnia 
V ergnano  rappresentò  per  la  prima  volta 
uno  scherzo  comico  intitolato  — Metternich 
e Radetzki  — ossia  — 1 funerali  del  dispo- 
tismo — . La  scena  era  in  un’  Osteria  sulla 
via  da  Milano  a Brescia.  • 

Questo  lavoro  era  pieno  di  esagerazioni 
e di  scipitezze. 

20  Maggio  — La  Compagnia  Vergnano 
in  tal  sera  rappresentò  — Paolo  James  Cor- 
saro Generoso  — dramma  in  4 atti,  repli- 
cando poscia  lo  scherzo  comico  — Metter- 
nich  e Radetzki. 

Le  altre  produzioni,  che  risguardavano 
fatti  di  circostanza,  erano  cose  per  la  più 
parte  insulse,  che  se  fossero  rappresentate 
in  oggi,  non  si  lascierebbero  giungere  al 
loro  termine. 

27  Maggio  — Si  rappresentò  dalla  Com- 
pagnia Vergnano  coadjuvata  da  alcuni  dilet- 


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— 377  — 

tanti  modenesi  — Masaniello  — dramma 
patriottico  di  Giovanni  Sabhatini  ’(l). 

II  dramma  era  sviluppato  con  tale  lar- 
ghezza di  forme  che  ai  mezzi  della  Compa- 
gnia Vergnano  fu  d’  uopo  supplire  col  con- 
corso dei  filodrammatici  Modenesi  sotto  no- 
minati. 

(1)  Il  Dottor  Giovanni  Sabbatini  nacque  in  Modena 
nel  1809.  Furono  suoi  genitori  Antonio  Sabhatini  o- 
nesto  e distinto  Orologiaro  e Rosa  Chiaverò  di  To- 
rino. Fù  laureato  in  legge;  ma  la  sua  inclinazione 
essendo  per  la  letteratura  non  si  curò  d’  esercitare 
la  carriera  del  Foro.  I.e  vicende  politiche  del  1848  lo 
costrinsero  ad  esulare,  riparandosi  in  Torino,  ove 
dopo  diversi  uffici  sostenuti  presso  quel  Governo,  fu 
messo  a Capo  dell*  Uffizio  di  Censura  per  le  Opere 
Drammatiche  del  Regno  Sardo,  ed  eletto  Membro 
delia  Commissione  pei  Teatri  delle  Stato  assieme  a 
Brofferio,  Romani,  Paravia,  D'  Azeglio  oA  altri  insi- 
gni letterati.  Formatosi  il  Regno  Italico,  detto  Uffizio 
di  Censura  venne  abolito.  Dopo  ciò,  il  Sabbatini  fu 
nominato  Capo  Sezione  al  Ministero  dell’ Interno,  e 
poscia  Segretario  al  Consiglio  di  Stato,  nella  q<ual 
carica  venne,  per  acuta  malattia,  a morte  nella  Villa 
di  Chiozza  presso  Scandiano  in  casa  di  un  amico  il 
28  Ottobre  1870.  — Scrisse  molli  Drammi  storici  fra 
quali  si  nolano:  Alessandro  Tassoni,  Piccarda  Do- 
nati, Bianca  Capello,  Masaniello,  Guicciardini  ed 
altri.  Compose  pure  Drammi  sociali  allo  scopo  di 
togliere  abusi,  facendo  rilevare  le  piaghe  dell'attuale 
Società,  onde  correggerla,  promovendo  pure  il  pro- 
gresso nella  tolleranza  d’  opinioni  e in  quella  libertà, 
che  non  deve  degenerare  in  licenza.  I più  rilevanti 
sono:  Pena  Morale  e Pena  Civile,  La  Coscienza 
■Pubblica,  Gli  Spazzacamini,  L'  Ultima  delle  Code, 
Il  Galantuomo  del  giorno  d’  oggi,  Jl  Mantice  dei- 
.r  Organo,  R Contado. 


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— 378  — 

Alfredo  Gazzani  — Alessandro  Plessi 

— Carlo  Tenca  — Paolo  Azzolini — Guido 
Merighi  — Francesco  Canevazzi. 

Il  Comandante  del  Battaglione  Piemon- 
tese quivi  stanziato  concesse  50  soldati  che 
si  prestarono  per  le  comparse,  e convenne 
provvedere  68  abiti  nuovi  dalla  sartoria 
Ghelli. 

I titoli  dei  5 atti  ne’  quali  era  divisa  la 
produzione  erano  i seguenti  — Il  Popolo 

— / Baroni  e il  Viceré  — Il  Capitano  del 
Popolo  — Lo  Spergiuro  — Il  Martire. 

Questo  Dramma  venne  ascoltato  con  molta 
attenzione,  ed  eseguito  da  tutti  col  massimo 
interesse.  Gli  applausi  del  pubblico  non  man- 
carono in  moltissime  scene,  perché  il  lavoro 
era  interessante,  bene  scritto  e assai  acconcio 
pei  tempi  che  correvano. 

1848.  — 4 Giugno  — La  Comica  Com- 
pagnia Vergnano  produsse  la  Commedia  in 
5 atti  d’  autore  ignoto  intitolata  — L'  0, 
strogozia  — nella  quale  intendevasi  di  pre- 
sentare al  pubblico  un  fatto  avvenuto  in  una 
Città  d’ Italia:  ma  poi  in  sostanza  non  era 
altro  che  un’  esagerata  satira  contro  1’  Ari- 
stocrazia, dipingendola  a forti  tinte  d’  ipo> 
crisia  e dispotismo,  nel  mentre  che  la  ge- 
nerosità e le  altre  virtù  si  mostravano  emi- 
nentemente dominare  soltanto  nella  classe 
dei  popolani. 


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- 379  — 

1848.  — ■ 2 Novembre  — La  Drammatica 
Compagnia  di  Angelo  Lipparini  incominciò 
le  sue  fatiche  dando  24  Rappresentazioni  in 
abbonamento.  La  detta  compagnia  era  be- 
nissimo assortita;  ma  pochi  frequentavano  il 
Teatro  a cagione  delle  circostanze  politiche 
del  paese. 

Il  Duca  Francesco  V era  ritornato  in 
Modena  il  10  agosto. 

Il  Capo  Comico  infatti  con  avviso  in  data 
del  19  novembre  1848  deplorava  la  man- 
canza di  concorso  al  teatro,  il  che  io  aveva 
costretto  a sospendere  le  recito.  Avendo 
poscia  convenuto  di  proseguire  1’  incomin- 
ciato corso  di  rappresentazioni  ricorreva  al 
colto  e generoso  pubblico  sperando  che  con 
numeroso  intervento  volesse  toglierlo  alla 
triste  posizione  in  cui  si  trovava. 

Che  gli  Attori  poi  fossero  eccellenti, 
basta  citare  il  nome  dei  principali,  come  la 
Virginia  Bosio  Chiari^  la  M.  Lipparini,  \'A. 
Ferroni,  Antonio  Fèoli,  Salvatore  Rosa.  Gae- 
tano Mariani  e Torello  Chiari. 

La  Compagnia  Lipparini  era  scritturata 
assai  per  tempo  per  venire  al  Teatro  Co- 
munale a dare  un  corso  di  24  recito  almeno 
in  autunno,  ed  a tal  uopo  aveva  ottenuto 
un  regalo  di  L.  1000.  Simile  regalo  fu  anòhe 
fatto  dal  Comune  alla  Compagnia  Vergnano^ 


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— 380  — 

1848.  — 20  Dicembre  — Sortì  il  Rego- 
lamento disciplinare  per  gl’  intervenienti  al 
Teatro,  nel  quale  ripetevasi  quanto  stava 
scritto  in  quello  del  15  dicembre  1846. 

26  Dicembre  — Prima  Opera  — I Ma- 
snadieri — musica  del  Maestro  l^erdi. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Augusta  Albertini. 

Primo  Tenore  — Emilio  Naudin. 

Primo  Baritono  — Sabbatini  Alessandro. 

Primo  Basso  — Manfredi  Eugenio. 

Seconde  parti  — Fasi  Giusejìpe  — Par- 
meggiani  Luigi. 

In  luogo  del  Ballo  grande  eranvi  dei 
Passi  a Due  Figurati  ossieno  Balletti  di 
mezzo  carattere,  il  primo  de’  quali  intitola- 
tasi — Il  Folletto. 

Compagnia  di  Ballo. 

■ Primi  ballerini  assoluti. 

. Augusta  Domenichetti  — David  Mocchi. 

Ballerine  di 'Concerto  N.  8. 

L’ Impresa  era  la  solita  rappresentata  da 
Camuri  e Ghelli  con  una  dote  di  italiane 
1,.  20,000. 

Lo  spettacolo  ebbe  un  esito  luminoso. 
L’  Albertini  era  cantante  di  bravura,  che. 


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— 381  — 

all’  esattezza  dell’  esecuzione,  univa  una  voce 
forte  e simpatica.  Il  tenore  Naicdin  cantava 
con  gusto,  e 1’  agile  sua  voce  si  univa  nei 
pezzi  concertati  assai  bene  con  quella  del 
primo  Soprano.  Il  baritono  Sabbatini  e gli 
altri  tutti  cooperavano  al  buon  esito  dello 
spettacolo. 

Piaceva  abbastanza  il  Balletto,  il  quale 
veniva  sostenuto  dalla  (Jistinta  abilità  dei 
due  primi  ballerini,  che  venivano  sempre 
applauditi. 

Alla  Domenichetti  fu  poi  da  alcuni  amici 
dedicato  un  sonetto. 

Anche  le  scene  del  nostro  Crespoimi 
davano  secondo  il  solito  a conoscere  quanto 
valesse  il  suo  pennello. 

1849.  — 13  Gennaio  — Per  dare  mag- 
giore importanza  ai  piccoli  trattenimenti  di 
ballo,  che  servivano  d'intermezzi  all’Opera, 
si  aggiunse  alla  Compagnia  il  Primo  Mimo 
Raffaele  Rossi,  il  quale  cominciò  in  dettn 
sera  a prodursi  con  buon  successo. 

20  Gennaio  — Seconda  Opera  — / Pu- 
ritani  — musica  di  Bellini.  Sebbene  questa 
musica  piacesse  e fosse  ben  eseguita,  pure 
dopo  alcune  sere  si  ritornò  alla  prima,  come 
quella  nella  quale  i Cantanti  ottenevano  mag- 
gior effetto. 

3 Febbraio  — Terza  Opera  — Emani 


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- 382  — 

— con  musica  di  Verdi.  Questa  pure  el)T>e 
un  incontro  felice,  non  però  quanto  la  prima- 

10  Febbraio  — L’  Impresa  avvisava  il 
Pubblico,  che  oltre  le  recito  già  annunziate 
da  farsi  a compimento  dell’  obbligo  assunta 
ne  avrebbe  date  alcune  altre  fuori  d’  abbo- 
namento, la  prima  delle  quali  aveva  luogo 
in  quella  sera  coll’  Opera  — Emani  — e il 
Balletto  — Il  Folletto. 

Lo  spettacolo  terminò  il  suo  corso  col* 
r Opera  — / Masnadieri  — In  quell’  ultima 
sera  avvennero  gravi  disordini;  ma  prima 
di  enunciarli  non  sarà  privo  d’  interesse  lo 
indicarne  la  causa. 

Ij’Alhertini  prima  donna  colla  sua  abilità 
e diligenza  non  solo  guadagnossi  la  bene- 
volenza del  Pubblico,  ma  ancora  la  simpatia 
della  Guarnigione  Austriaca,  che  in  allora, 
dopo  i fatti  di  Custoza  s’  era  di  nuovo  ac  • 
quartierata  in  Modena.  >L’  Impresa,  per  con- 
tratto stipulato,  aveva  l’ obbligo  di  accordare 
una  serata  di  beneficio  all’  Albertini^  divi- 
dendo con  questa  per  metà  1’  incasso  netto 
dalle  spese.  Sapevasi  ciò  dagli  ufficiali  au- 
striaci, i quali  volendo  ricompensare  la  brava 
cantante  (per  la  sua  compiacenza  a ripetere 
i pezzi,  che  da  loro  venivano  richiesti)  si 
determinarono  di  offrirle  un  regalo  di  lire 
1000  austriache,  facendogliele  pervenire  sina 


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— 383  — 

a casa  due  giorni  dopo  la  serata,  onde  non 
le  avesse  a dividere  coll’ Impresario,  Costui, 
appena  venuto  a giorno  di  ciò,  richiese  tosto 
la  sua  metà;  ma  a termini  di  diritto  fu  dal- 
r Autorità  giudicato  che  non  avendo  avuto 
luogo  r offerta  entro  la  sera  destinata  a 
beneficio  della  Cantante,  si  doveva  conside- 
rare quel  provento  come  un  regalo  privato, 
e quindi  di  esclusiva  proprietà  di  chi  lo  ri- 
ceveva. Disgustato  il  Camuri  per  la  perdita 
d’  una  buona  preda,  sfogò  il  suo  cordoglio 
collo  sparger  voce  nel  principali  Caffè  della 
Città  che  r Albertini  godeva  i favori  della 
ufficialità  austriaca.  In  conseguenza  di  tale 
insinuazione  il  partito  liberale  nelle  sere 
successive  non  solo  non  applaudì  più  1’  ex 
protetta,  ma  invece  1’  umiliò  con  segni  poco 
urbani  di  disapprovazione,  rivolgendo  poscia 
ovazioni  ed  applausi  alla  prima  Ballerina, 
la  quale,  per  cattivarsi  viemeglio  la  bene- 
volenza de’ cortesi  suoi  ammiratori,  si  adornò 
il  petto  di  una  ben  visibile  rosa  atre  colori 
nazionali.  I Tedeschi  -irritati  viemaggior- 
raente  contro  il  partito  liberale  (rappresen- 
tato, a loro  credere,  dalla  gioventù  che 
portava  cravatta  rossa  e cappello  alla  Ca- 
labrese ) decisero  di  vendicarsi  nella  sera 
dell’  ultima  rappresentazione  dell’  Opera.  In- 
fatti, durante  lo  spettacolo  mentre  gli  Au- 


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— 384  — 

striaci  applaudivano  la  prima  Donna,  la  gio- 
ventù modenese  invece  fischiava,  alternan- 
dosi più  volte  simil  giuoco  poco  confacente 
alla  dignità  di  un  Pubblico  che  esige  d’ esser 
sempre  rispettabile! 

L’  Opera  avvicinavasi  al  suo  compimento, 
e mentre  innoltravasi  il  Terzetto  finale  fu 
osservato,  che  tutte  le  Autorità  Civili  e 
Militari  erano  assenti  dal  loro  posto,  non 
saprei  poi  dire  se  per  caso,  o per  progetto. 
I seguaci  di  Marte  allora  prodigarono  alla 
prima  Donna  applausi  tali,  che  non  mante- 
nevano più  le  consuete  proporzioni  e per 
conseguenza  i fischi  degli  avversarli  diven- 
nero enormemente  assordanti,  per  la  qual 
cosa  gli  UflSciali  Austriaci  qualificando  un 
tal  procedere  come  un  insulto  fatto  all’ intero 
loro  corpo,  sguainarono  le  sciabole  menando 
giù  piattonate  senza  discrezione  a dritta  e 
a sinistra  ai  più  vicini  loro  provocatori.  Tutta 
la  sala  era  divenuta  un  campo  di  battaglia, 
ove  non  s’  udivano  che  colpi  diretti  alle 
spalle  dei  pazienti,  imprecazioni  e strida  di 
donne  spaventate.  Queste,  ed  alcuni  uomini 
attempati  vennero  risparmiati;  ma  pochi  fra  i 
cappelli  alla  Calabrese  e le  cravatte  rosse  n’an- 
darono illesi,  ad  eccezione  di  coloro  che  salta, 
reno  nei  palchi  di  prim’  ordine,  o sulla  scena. 

I bassi  uflSciali,  che  si  trovavano  seduti 


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— 385  — 

nelle  ultime  panche  di  platea,  s’  alzarona 
anch’  essi  per  secondare  i loro  superiori  nel 
generoso  conflitto,  all’  onesto  scopo  di  non 
lasciar  sfuggire  dalla  platea  alcun  borghese, 
senza  rimunerarlo  di  sua  tangente. 

Nell'  Atrio  v’  era  un  pelottone  di  Croati 
schierati  in  due  file,  framozzo  alle  quali 
tutti  dovevano  passare  onde  sortire  dal  Tea- 
tro. Però,  chi  discendeva  dalle  scale  dei 
' palchi  non  ebbe  a soffrire  alcuna  molestia. 
Si  disse,  che  vi  fossero  anche  dei  feriti,  ma 
però  leggermente. 

Quelli  che  diedero  prove  di  maggior  va- 
lore nel  battere  gl’  inermi  furono  gli  Ulani. 
Oh!  quante  stoltezze  e quante  ingiustizie  si 
commettono  per  intemperanza  di  passione 
politica  da  tutti  i partiti! 

Dal  mese  di  Marzo  in  avanti  sino  all’  e- 
poca  della  battaglia  di  Novara  la  Città  di 
Modena  si  trovava  sotto  lo  stato  d’  assedio 
in  mano  degli  Austriaci:  per  cui  il  Teatro 
restò  chiuso  anche  in  seguito,  per  non  es- 
sersi trovate  Compagnie,  che  in  quei  tempi 
avessero  voluto  azzardare  uno  spettacolo, 
con  pericolo  di  poco  o niun  concorso.  In 
causa  di  questa  sospensione  di  scenici  ludi 
la  Comunità,  per  dare  un  sussidio  agli  im- 
piegati ed  inservienti  del  teatro  che  resta- 
vano senza  lavoro,  loro  assegnò  L.  919,  89. 


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— 386  — 

1849.  — 13  Dicembre  — La  Compagnia 
degli  Arabi  e Marocchini  sotto  la  direzione 
•di  Mohamed-Ben-Agy  diede  due  rappresen- 
tazioni di  ginnastica  e di  piramidi  fatte  cogli 
individui  di  detta  compagnia,  come  altra 
volta  s’  era  veduto.  Lo  spettacolo  riesci  di 
comune  aggradimento. 

Prezzo  del  viglietto  d’ ingresso  centesimi 
94.  Tale  era  a quel  tempo  il  ragguaglio 
della  Lira  Italiana  abusiva  colla  Lira  Au- 
striaca. 

26  Dicembre  — Opera  seria  intitolata 
— Poìiuto  — parole  di  S-  Cammarano  — 
musica  del  Cav.  Donizetti.  L’ Impresa  era 
affidata  al  solito  ai  soci  Camuri  e Ghelli. 
ai  quali  la  Comunità  diede  una  dote  di  lire 
15,500. 

La  Compagnia  di  Cauto  era  la  seguente, 
coir  indicazione  dei  Personaggi  che  rappre- 
sentavano nell’  Opera  suddetta- 

Severo  Console  — Ottaviani  Alessandro, 
Felice  Governatore  di  Melitene  — Go- 
betti Vincenzo. 

Poliuto  Magistrato  e sposo  di  — Vìani 
Marco. 

Paolina  figlia  del  Governatore  — Capoani 
Fanny. 

Calistene  gran  sacerdote  di  Giove  — 
Capriles  Giuseppe. 


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— 387  — 

Nearco  capo  dei  Cristiani  — Scavpetti 
Liborio. 

Un  Cristiano  — Passerini  Michele. 

Eranvi  28  Coristi  d’  ambo  i sessi,  il  di- 
rettore dei  quali  era  il  Maestro  Giuseppe 
Ferrari  — Maestro  concertatore  Manni  J- 
gnazio  e primo  Violino  direttore  d’  Orche- 
stra Sighicelli  Antonio. 

L’abbonamento  era  di  L.  20  per  30  rap- 
presentazioni, 

Viglietto  serale  L.  1 

Idem  di  Loggione  40 

Idem  d’  Orchestra  1 

Le  scene  sempre  magnifiche  del  Prof. 
Camillo  Crespolani. 

Il  Meccanismo  di  Giuseppe  Manzini. 

Il  Vestiario  era  di  proprietà  dell’  Im- 
presa. 

Quantunque  la  prima  donna  Capoani  fosse 
una  buona  cantante,  il  tenore  T7ani  e il 
baritono  Ottaviani  non  mancassero  al  loro 
compito,  pure  1’  opera  venne  accolta  assai 
freddamente  e 1’  Impresario  si  trovò  co- 
stretto a cercare  un  qualche  ripiego  per 
non  vedere  il  teatro  abbandonato.  Siccome 
poi  i mezzi  disponibili  per  corredare  lo 
spettacolo  con  un  qualche  Balletto  erano 
assai  scarsi;  così  per  amore  d’  economia  si 
rivolse  ad  un  certo  Domenico  Bartolini  che 

25 


— 388  — 

teneva  scuola  di  ballo  in  Reggio,  combinando 
con  questi  un  contratto,  nel  quale  s’  impe- 
gnava a produrre  le  giovanotte  sue  allieve, 
per  ballare  diverse  danze,  che  dovevano 
cambiarsi  di  quattro  in  quattro  sere.  Ma 
J’  uomo  propone  e Dio  dispone.  Le  cose 
pur  troppo  andarono  diversamente  da  ciò 
che  figuravasi  il  vecchio  appaltatore,  come 
vedrassi  qui  sotto. 

1850.  — 12  Gennaio  — Danze  figurate 
consistenti  in  una  Kalamayka,  una  Polka 
doppia,  un  Quintetto  Chinese  ove  ballava 
anche  il  Maestro  D.  Bartolini.  Tal  genere 
di  balli,  sia  per  la  poca  bravura  delle  fan- 
ciulle danzatrici,  per  le  figure  troppo  esili, 
o per  mancanza  di  quell’  arte  indispensabile 
a chi  si  espone  al  pubblico,  riuscì  veramente 
una  cosa  assai  meschina.  La  disapprovazione 
fu  generale,  e l’Impresa  il  giorno  successivo 
annunziava  di  aver  soppresse  le  dette  Danze, 
provvedendo  al  più  presto  possibile  con  un 
Balletto  Giocoso  da  eseguirsi  con  altri  ar. 
tisti. 

In  tal  sera  si  produsse  pur  1’  Opera  del 
Maestro  Verdi  — I due  Foscari  — ch’ebbe 
un  successo  d’  approvazione. 

23  Gennaio  — Balletto  Giocoso  intitolato 
— La  Vendemmia  — ossia  Madame  Orisot 
al  suo  Feudo  — Il  Compositore  era  Viganò 


— 389  — 

Edoardo  eccellente  mimo  anche  nelle  parti 
buffe.  La  prima  ballerina  Virginia  Viganò 
piacque  assai.  Fra  le  altre  ballerine  di  con- 
certo spiccava  a preferenza  la  Carolina 
Sor  mani. 

In  detta  sera  fu  data  V opera  — / due 
Foscari. 

2 Febbraio  — Seconda  Opera  promessa 
nel  Programma  dell’  Impresa  — Bondel- 
monte. 

Attori 

Bondelmonte  — Viani  Marco. 

Amedei  fratello  di  — Otiavianx  Ales- 
sandro. 

Beatrice  — ' Capoani  Fanny, 

Isaura  figlia  di  — Nostini  Eugenia. 

Bianca  Donati  — Bertoncelli  Enrichetta. 

liberti  — Capriles  Giuseppe. 

Gangalandi  — Scarpetti  Liborio. 

Mosca  — Gobetti  Vincenzo. 

Fifanti  — Passerini  Michele. 

Le  parole  del  Bondelmonte  erano  di  5?. 
Cammarauo,  e la  musica  del  celebre  Maestro  • 
Bacini. 

L’ incontro  di  questo  spartito  fu  luminoso 
per  tutti  i Cantanti. 

La  Capoani  si  mostrò  buona  artista  in 
ogni  pezzo,  segnatamente  poi  nella  gran 
scena  finale.  Il  tenore  Viani.  il  baritono  Ot- 


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— 390  — 

taviani  e la  coraprimaria  Nostinì  contribui- 
rono pur  essi  alla  buona  riuscita  di  quella 
musica  brillante  e lavorata  da  gran  mae- 
stro. 

6 Febbraio  — Doveva  aver  luogo  il  nuovo 
balletto  intitolato  — La  finta  Sonnambula 
— ma  in  causa  di  una  leggera  indisposiziona 
della  prima  ballerina  si  continuò  col  primo, 
acendo  la  parte  mimica  in  sua  vece  la  Sor- 
mani. 

In  tal  sera  1’  Opera  — Bondelmonte  — 
si  esegui  tutta  di  seguito  col  ballo  in  fine. 

11  nuovo  ballo  poi  fu  messo  in  iscena 
alcuni  giorni  dopo  con  esito  soddisfacente. 

1850.  — 1 Aprile  — La  Compagnia  Dram- 
matica di  Francesco  Coltellini  diede  24  recite 
in  abbonamento  cominciando  in  detta  sera. 
L’  astro  che  splendeva  maggiormente  in 
questa  Compagnia  era  la  Carolina  Santoni 
artista  di  sommo  merito,  particolarmente 
nelle  parti  serie  e sentimentali.  Il  resto 
della  Compagnia  non  mancava  di  abilità;  ma 
si  trovava  molto  inferiore  a colei  eh’  era  il 
sostegno  di  quel  complesso  d’  attori,  fra  i 
quali  emergevano  i conjugi  Giuseppe  e Ade- 
laide Zannoni,  la  Malvind  Coltellini  altra 
prima  donna.  De  Rossi,  Bacci  e Sabatini. 

12  Maggio  — Monsieur  Philippe  fisico 
prestigiatore  che  aveva  con  plauso  percorso 


— 391  — 

i principali  Teatri  d’  Europa  e d’  America 
diede  — Una  Serata  Misteriosa  Indiana 
(’hinese  con  variati  Giuochi  — Questo  Pre- 
sligintore  presentò  al  pubblico  alcuni  giuochi 
non  eseguiti  dagli  altri  prestigiatori,  che  lo 
avevano  preceduto.  Riuscì  sorprendente  il 
giuoco  delle  Vasche  di  Cristallo  piene  d’ac- 
qua con  pesci,  che  Monsieur  Philippe  estra- 
eva di  sotto  ad  una  veste  alla  Chinese  che 
egli  indossava.  Fu  assai  festeggiato.  — Il 
viglietto  d’ ingresso  era  d’  una  lira  austriaca 
(ossia  centesimi  94)  quello  d’ Orchestra  cen- 
tesimi 47  e quello  dei  Loggioni  centesimi  40. 

1850.  — 25  Maggio  — Opera  — Iaiìsu 
Miller  — di  G.  Verdi. 

.\ttori 

11  Conte  di  Walter  — Panzini  Sera- 
fino. 

Rodolfo  suo  figlio  — Malvezzi  Settimio. 

Federica  Duchessa  d’  Osteheim  — Ca- 
saioni Annetta. 

Wurm  castellano  — Contedini  Nicola. 

Miller  vecchio  soldato  — Varesi  Felice. 

Luisa  sua  figlia  — Brambilla  Teresina. 

Laura  contadina  — Cairoli  Claudina. 

Un  contadino  — Miserocchi  Temistocle. 

Coristi  d’  ambo  i sessi  N.  30.  Orchestra 
composta  di  48  Prof,  della  città. 


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— 392  — 

Abbonamento  per  24  recite  it.  L.  16 
Viglietto  d’ ingresso  1 

La  dote  per  lo  spettacolo  d’  opera  in 
primavera  fu  di  L.  20,000. 

L’  esito  fu  eccellente.  La  musica  bellis- 
sima del  celebre  Maestro,  non  che  1’  ese- 
cuzione per  parte  di  tutti  non  poteva  che 
entusiasmare  gli  uditori.  La  Brambilla  can- 
tante di  bravura  univa  ad  un  gusto  squisito 
di  accentare  un’  arte  drammatica  non  co- 
mune. Il  tenore  Malvezzi  si  trovava  in  tutta 
la  potenza  de’  suoi  mezzi,  e poteva  quindi 
far  gustare  la  sua  parte  con  quell’  energia 
che  soddisfar  doveva  tutte  le  esigenze  del- 
r autore.  Il  baritono  Varesi  sebbene  non 
fosse  più  fornito  di  una  voce  fresca  come 
gli  altri  due  suoi  compagni,  pure  come  pro- 
vetto artista  si  mostrava  sublime  nell’  inter- 
pretare il  suo  difficile  incarico.  Infatti  nel 
Gran  Duetto  — Andrem  raminghi  e poveri 
— otteneva  colla  prima  donna  infiniti  ap- 
plausi ognor  crescenti  di  sera  in  sera.  L’O- 
pera continuò  sempre  a svegliare  nel  pub- 
blico il  massimo  interesse  al  segno,  che  si 
terminò  il  corso  con  essa. 

In  onore  dei  tre  suaccennati  primi  artisti 
non  solo  furono  stampate  poesie  di  circo- 
stanza, ma  venne  pure  eseguita  una  litografia 
che  li  rappresentava  nell’  atto  di  cantare  il 
gran  terzetto  della  Luisa  Miller. 


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— 393  — 

Anche  il  contralto  Annetta  Casaioni  ebbe 
r onore  del  ritratto.  Lo  disegnò  G.  Zattera, 
e sortì  dalla  Litografia  Goldoni  in  Modena. 
Porta  la  data  del  15  luglio  1850. 

1850  — 2 Giugno  — Dalla  Direzione  agli 
spettacoli  si  pubblicò  T avviso  del  20  Di- 
c*mbre  1848  — per  richiamare  all’  ordine 
ciloro  che  applaudivano  con  ischiamazzi  in- 
decenti. 

22  Giugno  — Opera  — AttHa  — con 
misica  di  Verdi  — Questa  non  ebbe  un 
sujcesso  molto  lusinghiero.  Ciò  fu  attribuito 
in  parte  al  non  essere  quello  spartito  bene 
adittato  ai  mezzi  dei  cantanti,  e in  parte  ad 
uni  malattia  sofferta  da  Malvezzi,  che  lo 
aveva  lasciato  molto  debole. 

Poche  sere  dopo,  si  rimise  in  azione  l’O- 
peri  Luisa  Miller. 

10  Giugno  — Accademia  data  dal  Prof, 
di  Karioforte  Emilio  Mossagli,  che  suonò 
fra  m atto  e l’altro  dell’Opera  Luisa  Miller 
una  Tantasia  di  Prudenl  sul  quartetto  dei 
Puritini,  ed  un’  altra  di  Thalberg,  sull’  an- 
dante finale  della  Lucia. 

11  )ubblico  rinvenne  in  quell’artista  una 
abilità  distinta,  e lo  confortò  di  non  pochi 
appiana. 

9 Liglio  — Serata  a benefizio  del  Pio 
Istituto  della  Cassa  di  Sovvenzione  dei  Fi- 
larmonici. 


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— 394  — 

Dopo  tre  anni  che  questo  filantropico 
istituto  non  aveva  promosso  col  mezzo  di 
musicali  trattenimenti  1’  aumento  del  suo 
patrimonio  ricorse  in  questa  serata  alla  ge- 
nerosità dei  Modenesi  offrendo  loro  uno  spet 
tacolo  diviso  come  segue. 

Sinfonia  a piena  orchestra  del  Maestro 
Isidoro  Rossi. 

Cavatina  dell’  Ernani  eseguita  dal  Mal- 
vezzi. 

Cavatina  nel  Barbiere  di  Siviglia  ese 
guita  dalla  Brambilla. 

Duetto  Rosina  e Figaro  eseguito  dà 
suddetti  Tenore  e Prima  Donna. 

Concertone  composto  dal  Maestro  Gal- 
lano Carlotti. 

Secondo  e Terzo  Atto  della  Luisa  Milla'. 

Introito  netto  L.  278,  70. 

1850.  — 27  Ottobre  — La  famiglia  Frtn- 
cese  dei  ragazzi  Blondin  diede  un  variito 
trattenimento  di  giuochi  originari!  Inghsi. 
ed  esercizii  ginnastici  del  tutto  nuovi. 

Cinque  erano  i fratelli  Blondin:  Fedrico 
di  17  anni,  Adolfo  d’il,  Leone  di  7.  Giatomo 
di  5 e Paolo  di  4.  Dessi  eseguirono  pira- 
midi, equilibrii,  balli,  lotte  ed  altri  giiochi, 
con  molta  franchezza.  Nelle  poche  s»re  in 
cui  si  produsse  la  famiglia  Blondin  il  teatro 
fu  assai  popolato,  ed  il  pubblico  ne  part» 

i 

I 

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— 395  — 

contento  dello  spettacolo  al  quale  aveva  as- 
sistito. 

A questo  punto  il  Maestro  Gandini 
tralasciò  di  scrivere  sul  nuovo  teatro  Co- 
munale di  Modena  ; raccolse  però  con  somma 
diligenza,  corredandoli  di  preziose  annota- 
zioni, tutti  i programmi  avvisi  e giornali  che 
riguardano  li  spettacoli  ivi  rappresentati  dal 
novembre  1850  al  febbraio  1871.  Per  tal 
guisa  ci  fu  reso  più  facile  il  continuare  gli 
annali  del  teatro  suddetto,  e per  condurli 
sino  al  presente  avemmo  a raccogliere  le 
notizie  teatrali  di  un  solo  biennio.  Nell’  u- 
sare  de’  materiali  da  altri  raccolti  e quelli 
da  noi  radunati  abbiamo  cercato,  come  me- 
glio per  noi  si  è potuto,  di  attenerci  al  me- 
todo seguito  dal  Gandini.  sicché  ci  lusin- 
ghiamo che  ne  sia  sortito  un  lavoro  abba- 
stanza omogeneo. 

1850.  — 2 Novembre  — In  tal  sera  ebbe 
principio  un  corso  di  commedie  e tragedie 
date  dalla  Drammatica  Compagnia  diretta 
dall’  artista  Luigi  Pezzayia,  e regalata  dal 
Comune  di  L.  1000. 

Abbonamento  per  recite  24. 

Civile  it.  L.  9,  60 

Impiegati  6, 40 

Militari  3, 20 

Prezzo  dei  Viglietti  d’  in- 
gresso centesimi  60 


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— 396  — 

Di  Loggione  30 

Posti  d’  Orchestra  30 

Carlotta  Palchetti  e Giovan  Paolo  Calout 
emersero  per  la  loro  abilità  fra  gli  artisti 
'della  compagnia. 

29  Novembre  — Accademia  vocale  ed- 
istrumentale  a favore  dei  danneggiati  dalla 
inondazione  nella  Provincia  di  Brescia. 

Cantarono  la  Ca^'olma  Crespolani,  Onofrio 
Pisi  ed  Eugenio  Manzini,  la  prima,  nota 
artista,  gli  altri  buoni  dilettanti. 

Suonarono  1’  artista  Egesippo  Fami,  il 
flautista  Giuseppe  Cristoni  ed  i professori 
componenti  1’  orchestra  di  Modena. 

L’  introito  netto  fu  di  italiane  abusive 
L.  2988.  48. 

1850.  — 26  Dicembre  — Il  teatro  Co- 
munale si  aprì  in  detta  sera  coll’  opera  il 
Macbeth  di  G.  Verdi,  ed  il  ballo  Giustino 
ossia  II  figlio  bandito. 

L’  esecuzione  di  detto  spettacolo  fu  affi- 
data agli  artisti  che  ora  indicheremo. 


Compagnia  di  Canto. 


Alaimo  Carolina  — Zacchi  Mauro  — 
Poggiali  Giuseppe  — Ferretti  Pietro. 

Colle  relative  seconde  parti. 


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— 397  — 

Compagnia  di  Ballo. 

Antonio  Coppini  — Coreografo. 

Primi  ballerini  di  merito  distinto. 
Adelaide  Charrier  — Paierini  Antonio 

Primi  ballerini  italiani. 

Carolina  Coppini  — Dario  Fìssi. 

Mimi. 

Dettoni  Amalia  — Fi'anzago  Antonio 

— Vigano  Edoardo. 

Con  altri  secondi  mimi. 

I Ballerini  e corifei  d’  ambo  i sessi  e- 
rano  28. 

1851.  — 18  Gennaio  — Seconda  Opera 

— Gemma  di  Vergy  — di  G.  Donizetti. 

22  Gennaio  — Il  giovane  violinista  ri»ì- 
cenzo  Sighicelli  di  ritorno  da  un  viaggio 
artistico  fra  gli  atti  dell’Opera  Macheth  diede 
saggio  ai  suoi  concittadini  della  sua  abilità. 

1851.  — 1 Febbraio  — Si  produsse  il 
secondo  ballo  Albina  ossia  / Pescatori  di 
Calabria  del  suddetto  Coreografo. 

Sul  cader  di  febbraio  per  terzo  spartito 
fu  data  la  Medea  del  Maestro  G.  Pacini. 

I soliti  impresari  Camuri  e Ghelli  ebbero 
dal  Comune  per  questo  spettacolo  la  dote 
di  L.  15,500. 


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~ 398  - 

Le  opere  ed  i balli  dati  in  questa  sta- 
gione piacquero  al  pubblico  che  numeroso 
frequentò  sempre  il  teatro,  e gli  artisti  tutti 
si  meritarono  applausi.  La  Dattoni  ebbe  an- 
che r onore  del  ritratto  eseguito  dalla  lito- 
grafia Goldoni  per  commissione  degli  am- 
miratori della  valente  Mima. 

1851.  — 17  Marzo  — Accademia  vocale 
ed  istrumentale  alla  quale  presero  parte  il 
pianista  Alfonso  Ferrari  d’anni  10,  Vincenzo 
Sighicelli  violinista  ed  Egisxppo  Paini  suo- 
natore d’  arpa.  Carolina  Crespolani.  Pietra 
Neri.  Filippo  Coliva  sostennero  la  parte  vo- 
cale di  que.sta  accademia,  la  quale  fu  data 
a spese  della  Corte  per  la  venuta  in  Modena 
di  Principi  suoi  congiunti. 

1851.  — 23  e 30  Marzo  — Il  Professore 
Antonio  Grassi  Reggiano  esegui  con  molta 
abilità  sorprendenti  giuochi  di  prestigio.  Il 
trattenimento  fu  variato  con  una  lotteria  di 
premi  favorevoli  e sfavorevoli,  ed  una  scena 
graziosa  di  ventrilocuzione.  Il  Grassi  detratte 
le  spese,  destinò  il  frutto  delle  sue,  fatiche 
a pubblica  beneficenza. 

Il  Prestigiatore  Grassi  aveva  già  accolti 
applausi  nelle  principali  città  d’ Italia,  e fra 
le  altre  a Milano,  dove  in  seguito  a quattro 
Accademie  [date  nel  giugno  1847  al  Teatro 
Rè  gli  fu  dedicato  il  suo  ritratto  disegnato 
dal  Giuliani  ed  inciso  dal  Mantovani. 


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— 399  — 

1351.  — 21  Aprile  — La  Drammatica 
Compagnia  condotta  o direna  dall  artista 
Giuseppe  Astolfì  incominciò  un  corso  di  24 
rappresentazioni.  Eccellente  ne  era  il  per- 
sonale, distinguevansi  la  prima  attrice  Fan- 
ny Sadon-sìii,  il  primo  uomo  Achille  Ma- 
jeroni  ed  il  brillante  Gaspare  Pieri.  Il  Co- 
mune assegnò  a questa  Compagnia  Comica, 
secondo  il  solito,  L.  1000. 

Primavera  — In  questa  stagione  gl’  im- 
presari Camuri  GhelU  allestirono  pel  nostro 
teatro  Comunale  quattro  opere,  eh  ebbero 
vario  successo. 

1851.  — 31  Maggio  - Prima  Opera  — 
Lucia  di  Lamme^'moor  — di  G.  Donizetti 
interpretata  dagli  artisti  sottonotati. 

Prima  donna  — Bortolotti  Geltrude. 

Tenore  — • Mirate  Raffaele. 

Baritono  — Ferlotti  Raffaele. 

Basso  — Mirandola  Giorgio. 

Comprimarii  — Borghese  Annunciata  • 
— Manzini  Eugenio  — Ferlotti  Eugenio. 

La  prima  donna  Bortolotti  non  avendo 
incontrato,  il  teatro  fu  chiuso  dopo  la  se- 
conda recita. 

1851.  — 15  Giugno  — Il  teatro  fu  ria- 
perto coll’opera  di  ripiego  Emani. 

Si  produssero  la  Fanny  Salvini  Donatelli 


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— 400  — 

e il  baritono  Ferlolti  oltre  il  sommo  Mirate. 
Tutto  ebbe  esito  fortunato. 

28  Giugno  — Caterina  Hoioart  del  Mae' 
stro  Lillo  Qduseppe.  Ebbe  poco  incontro. 

12  Luglio  — Allan  Cameron  di  Giovanni 
Pacini. 

L’ insigne  Maestro  venne  personalmente 
in  Modena  a porre  in  iscena  questo  suo 
nuovo  lavoro.  Fu  accolto  con  grandi  ap- 
plausi, e tutti  i cantanti  furono  sempre  fe- 
steggiati, e nelle  loro  rispettive  serate  ven- 
nero onorati  con  poesie  e fiori.  Il  Maestro 
Pacini  fu  chiamato  ad  ogni  recita  sul  palco 
scenico  a ricevere  le  dimostrazioni  del  pub- 
blico. 

16  Luglio  — Ultima  rappresentazione 
dell’Opera.  In  questa  sera  si  gettarono  mazzi 
di  fiori  e corone  al  Maestro  Pacini.  La  dote 
ottenuta  dagl’  Impresari!  Camuri  e Ghelli 
per  questa  stagione  fu  di  20,000  lire. 

1851.  — Autunno.  — Gli  addetti  al  ser- 
vizio del  teatro  Comunale  di  Modena,  si  u- 
nirono  in  società,  per  dare  in  questa  sta- 
gione due  opere  in  musica.  La  prova  d'  un 
opera  seria  ed  il  Don  Procopio-  Ecco  l’elenco 
dei  cantanti- 

Enrica  Zanni.  — Francesco  Fedrigo.  — 
Ginevra  Baruzsi.  — Pietro  Mattioli.  — A- 
pollinare  Ortolani,  — Natale  Passerini.  — 


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— 401  — 

Cesare  Bortollotti.  — Annunziata  Borghese. 

Il  Buffo  Mattioli  era  nn  distinto  artista, 
gli  altri  stavano  al  disotto  della  mediocrità. 

La  prima  opera  di  genere  giocoso,  mu- 
sica del  M°  Giuseppe  Mazza  andò  in  iscena 
la  sera  del  4 Ottobre  : la  seconda  dei  Mae- 
stri Mosca  e Fioravanti,  la  sera  del  18  dello 
stesso  mese. 

Per  la  serata  di  Mattioli  fu  dato  il  pri- 
mo atto  dell’  opera  — Chi  dura  vince  — del 
M”  Achille  Grossi,  colla  farsa  il  Campanello 
di  Donizetti.  Questo  trattenimento  ebbe  buon 
successo,  e fu  ripetuto  anche  per  altre  sere. 

1851.  — 3 Novembre.  — La  Drammatica 
Compagnia  Benini  aprì  un  abbonamento  per 
30  rappresentazioni. 

La  prima  Donna  Carolina  Caracciolo  A- 
judi  ed  il  caratterista  Giuseppe  Guagni  e- 
rano  i migliori  della  compagnia. 

Anche  questa  Compagnia  ottenne  dal  Co- 
mune un  regalo  di  1000  lire. 

1851.  — 27  Dicembre  — La  dote  per  la 
stagione  invernale  1851-52  era  stata  fissata 
in  L.  21.091.  Assunse  l’impresa  Domenico 
Romani-,  malo  spettacolo  da  esso  preparato 
ebbe  sul  suo  principiare  ben  poca  fortuna. 
L’  Opera  — La  Regina  di  Cipro  — del  M° 
G.  Faccini  ebbe  per  interpreti 

Marietta  Gresti  Codeglia  — Prima  Donna. 


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— 402  — 

Giovanni  Comolli  — Primo  Tenore. 

Domenico  Mattioli  — Primo  Basso  Baritono. 

Seconde  Parti 

Cesare  Bortollotti  — DalV  Asta  Felice  — 
Augusto  Catoni. 

Il  Ballo  Osmina  del  Coreografo  Lodovico 
Montani  ebbe  per  esecutori  i primi  mimi  as- 
soluti 

Gesualda  Montani  — Eduardo  Vigano 
ed  il  suddetto  Coreografo,  non  che  i secondi 
mimi 

Gaetano  Corradini  — Rosa  BenoUi. 

Primi  ballerini  assoluti  Ferrari  Adelaide 

— Pallerini  Antonio. 

I ballerini  di  mezzo  carattere  erano  in 
numero  di  sedici,  otto  uomini,  ed  otto  donne, 
i corifei  otto,  le  comparse  quaranta. 

La  Gresil  prima  Donna,  ed  il  Baritono 
Mattioli  non  incontrarono  il  pubblico  favore, 
chè  anzi  vennero  fischiati.  Anche  il  Ballo 
ebbe  poco  successo.  Venne  quindi  chiuso 
il  teatro  per  allestire  uno  spettacolo  che 
appagasse  le  esigenze  del  pubblico. 

Della  Direzione  agli  spettacoli  al  cadere 
del  1851  facevano  parte  i Signori  Gandini 
Af.®  Alessandro  — Boccolari  Cav.  Giacomo 

— Sabhatini  Conte  Alessandro  — Magiern 
Dottor  Pietro  — nonché  il  Dottor  B accori- 


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— 403  — 

ni  Leonelli  Oliviero  qual  consulente  legale 
ed  il  Dottor  Eugenio  lattici  qual  segretario 
e revisore. 

1852.  — 6 Gennajo  — L’impresario  Do- 
menico Ronzani  per  ripiego  mise  in  iscena 
r opera  Nabuccodonosor  di  G.  Verdi,  sosti- 
tuendo al  Mattioli  il  baritono  Giuseppe  Ben- 
tivoglio.  Gli  altri  cantanti  furono  i medesimi 
dell’  Opera  antecedente,  di  piu  vi  presero 
parte  il  primo  basso  profondo  Cesare  Nanni, 
e la  comprimaria  Carolina  Carrara.  Nè  il 
Bentivoglio  nè  la  Oresti  incontrarono  1’  ap- 
provazione del  pubblico,  e dopo  la  secon- 
•da  rappresentazione  fu  chiuso  di  nuovo  il 
teatro. 

1852.  — 15  Gennaio  — Opera  la  Son- 
nambula del  Maestro  V.  Bellini 

La  prima  donna  Luigia  Vaschetti  non 
era  grande  artista:  nuUameno  fu  tollerata, 
ed  un  partito  che  la  favoriva  le  prodigò  ap- 
plausi. 

31  Gennaio  — In  questa  sera  andò  in 
iscena  il  ballo  Esmeralda  con  musica  del 
Maestro  Pugni  che  piacque  assaissimo,  e 
nel  quale  ebbero  campo  di  farsi  valere  la 
Ferrari  che  ne  era  la  protagonista,  ed  il 
Pallerini.  Per  questo  grandioso  ballo  furono 
scritturati  il  mimo  Giuseppe  Turchi  che  e- 
seguiva  a meraviglia  la  parte  di  Quasimodo, 

36 


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— 404  — 

ed  altri  mimi,  che  insieme  ai  suddetti  rap- 
presentarono con  abilità,  questa  interessante 
azione. 

1852.  — 7 Febbraio  — I Masnadieri  di 
G.  Verdi. 

17  Febbraio  — Il  Barbiere  di  Siviglia. 

Queste  due  opere  furono  accolte  con 
freddezza,  e devesi  al  grande  incontro  del 
ballo  Esmeralda  se  potè  sostenersi  lo  spet- 
tacolo. 

I due  ultimi  veglioni  del  Carnevale,  fu- 
sone animatissimi  e v’  intervenne  anche  la 
Corte. 

Dal  bilancio  fra  1‘  incasso  e la  spesa  pel- 
le spettacolo  del  Carnevale  1851-52  risultò 
un  deficit  a danno  dell’  impresa  di  italiane 
L.  10105,  97. 

13  Aprile  — La  stagione  di  primavera 
si  aprì  colla  Norma. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  d’alto  cartello — Marietta 
Gazzaniga^Malaspina. 

Prima  Donna  assoluta  — Luigia  Finetti 
Batocchi. 

Primo  Tenore  — Luigi  Feretti. 

Basso  profondo  — Pietro  Sottovia. 

Comprimarii  — Virginia  Orioli  — Giu- 
seppe Valesi. 


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— 405  — 

La  Norma  promessa  pel  12  Aprile,  andò 
in  iscena  la  sera  dopo,  a cagione  del  ritardo 
delle  prove.  Ebbe  esito  felicissimo. 

La  Gazzaniga,  la  quale  sebbene  cantante 
non  molto  finita  era  però  artista  sommamente 
drammatica,  colla  sua  voce  energica  di  mezzo 
soprano  seppe  cavare  tutto  l’ effetto  richiesto 
dalla  sua  parte  interessante.  La  gioventù 
r applaudiva  con  tanto  entusiasmo,  che  il 
Governo  fu  costretto  a temprarne  1’  ardore 
con  misure  di  repressione. 

L’Impresario  Ercole  Tinti,  c\\c  per  questo 
spettacolo  ebbe  dal  Comune  11,000  lire,  pre- 
vedendo  gran  concorso  di  forestieri  in  questa 
città  nella  circostanza  che  il  Principe  Co* 
sfantino  di  Russia  dovea  essere  ospite  del 
Duca  Francesco  V,  scritturò  la  celebre  dan- 
zatrice So/ia  Fuoco  ed  il  distinto  ballerino 
Alessandro  Paul,  i quali  per  sei  sere  sol- 
tanto dovevano  eseguire  un  passo  a due,  fra 
gli  intervalli  dell’  Opera.  Danzarono  nelle 
sere  15  16  19  22  25  29  aprile,  nelle  quattro 
ultime  delle  quali  loro  s’  unì  la  ballerina 
Ginevra  Vigano. 

I plausi  e la  straordinaria  frequenza  del 
pubblico  in  dette  sere,  determinarono  l’Im- 
presario a scritturare  per  altre  due  rappre- 
sentazioni la  celebre  danzatrice.  Queste  eb- 
bero luogo  il  3 e 4 maggio;  nella  prima. 


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— 4G6  — 

destinata  a totale  suo  benefizio,  riscosse  im- 
lueiisi  applausi,  e fu  festeggiata  con  pioggia 
di  poesie  e fiori. 

1852.  — 9 Maggio  — Seconda  Opera 
delia  stagione  Luigi  V di  A.  Mazzucato. 

In  quest’  Opera,  oltre  i cantanti  che  a- 
girono  nella  Norma,  cantarono  il  contralto 
Teodora  Rambosio  ed  il  baritono  Filippo 
Coliva.  Il  Maestro  Cav.  Alberto  ^Mazzucato 
compositore  del  Luigi  V presenziò  l’andata 
in  scena  della  sua  opera.  La  musica  era 
tutta  buona;  ma  segnatamente  il  finale  del 
secondo  atto  dimostrava  la  perizia  dell’  Au- 
tore. Il  duetto  delle  due  donne  era  popolare 
e di  molto  effetto.  Il  Mazzucato  ebbe  molte 
chiamate  al  proscenio. 

In  seguito  si  riprodusse  la  Norma  perchè 
questo  capo  d'  opera  del  Bellini  immensa- 
mente interessava  il  pubblico,  il  quale  però 
non  disconosceva  il  merito  del  Luigi  V. 

Nella  beneficiata  della  Gazzaniga  fu  e- 
seguito  il  duetto  del  PoHuto  con  esito  di 
entusiasmo.  La  cantante  non  ebbe  soltanto 
le  solite  passeggiere  dimostrazioni  d’applausi 
e battimani  ; ma  a cura  de’  suoi  ammiratori 
sortì  dalla  Litografia  Goldoni  sul  disegno  di 
G.  Zattera  un  suo  bel  ritratto  sotto  il  quale 
leggevansi  i seguenti  versi: 


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— 407  — 

« Ma  un’immagin  di  te  veggiam  più  viva. 

« E sol  la  vede  chi  t’  intese,  quella 
« Che  Norma  e Bianca  a noi  nel  cor  scolpiva. 

Bianca  era  il  nome  del  personaggio  rap- 
presentato dalla  Gazzaniga  nel  Luigi  T’. 

Di  fiori  e poesie  in  tal  serata  non  vi  fu 
difetto.  Di  queste  alcune  in  foglietti  volanti 
ed  anonime,  ed  altre  in  libro  dettate  da 
Paolo  Ferrari.  Giuseppe  Basini,  Enrico  Ca- 
sali. 

1852.  — 24  Maggio  — Ultima  rappre- 
sentazione e serata  a totale  benefizio  del- 
r educatorio  de’  Sordo-muti  filantropica  isti- 
tuzione che,  come  diceva  ravviso,  dalla  mu- 
nificenza sovrana  e dalla  carità  cittadina 
riconosce  la  vita  e il  sostentamento. 

Lo  spettacolo  fu  variato,  e vi  presero 
parte,  meno  la  Gazzaniga  già  partita  da 
Modena  per  impegni  antecedentemente  con- 
tratti, i cantanti  tutti  sovranominati,  ai  quali 
si  aggiunsero  Luigia  Finetti  e G.  Penso.  Le 
offerte  nel  piatto  diedero  la  somma  di  it. 
L.  500.  Furono  venduti  molti  viglietti  d’ in- 
gresso a L.  1;  nullameno  il  concorso  non 
fu  grande  perchè  la  gioventù  in  gran  parte 
si  astenne  dall'  intervenire  personalmente 
per  fare  una  dimostrazione  ostile  al  Governo, 
che  aveva  preso  misure  di  rigore  contro  di 
essa.  Il  commissariato  di  Polizia  infatti  con 


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— 408  — 

avviso  datato  li  16  maggio  e firmato  dal 
Sossaj  aveva  proibito  a chi  prendeva  posto 
in  platea  di  tenere  con  se  il  bastone  od  altro 
osTcretto  adatto  a far  rumore  sconveniente, 
come  era  avvenuto  in  passato  per  opera  dei 
frenetici  ammiratori  della  Gazzaniga. 

1852.  — 16  Giugno  — 11  celebre  nano 
ammiraglio  Tom-Pouce  d’ anni  20  dell’  altezza 
di  centimetri  72  si  presentò  in  tal  sera  al 
pubblico  Modenese  sostenendo  la  parte  di 
marinaio  in  un’  azione  mimica  intitolata  — 
Jl  Naufragio  di  Tom-Pouce  nella  Chino  — 
alla  quale  presero  parte  altri  cinque  mimi 
e tre  ballerini.  Comparve  sul  palco  scenico 
nella  sua  piccola  carrozza  tirata  da  due 
piccolissimi  cavalli  Inglesi,  e distribuì  alle 
Signore  alcune  sue  carte  di  visita.  Fu  ven- 
duto in  tal  circostanza  il  ritratto  litografato 
assai  somigliante  del  nano  straordinario, 
copie  del  quale  tuttora  si  conservano  presso 
alcune  famiglie  di  Modena. 

Nella  state  del  1852  il  Comune  diede 
opera  al  generale  ristauro  e ripulimento 
della  Sala  del  Teatro,  ed  il  Podestà  Conte 
Gio.  Francesco  Ferrari  Moreni  con  circolare 
datata  lì  23  settembre  1852  N.5434  diretta  ai 
palchettisti  invitò  questi  a voler  ripulire  an- 
che Tinterno  dei  palchi  e ripararne  il  mobilio. 

Inseriremo  qui  una  memoria  assai  parti- 


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— 409  — 

■colareggiata  del  Maestro  Gandini  riguar- 
dante la  storia  dell’ Impresa  del  Teatro  Co- 
munale di  Modena  dal  dicembre  1852  ai  di- 
cembre 1855. 

15  Settembre  1852.  Protocollo  Comunale 
N.  5^6. 

Contratto  d’  appalto  per  1’  Impresa  del 
Teatro  Comunale  di  Modena  fatto  dalla  Co- 
munità con  Ercole  Tinti  agente  teatrale  in 
Bologna,  il  quale  accettò  tale  incarico  per 
anni  tre  da  avere  il  suo  effetto  dal  15  Di- 
cembre 1852  sino  a tutto  il  14  Dicembre 
1855. 

Nel  26  Aprile  1853  sotto  il  N.  di  Proto- 
collo 2347  si  confermò  tale  contratto  con 
Rogito  formale,  ove  si  accordavano  al  Tinti 
per  dote  annua  italiane  L.  32300  (1)  com- 
preso il  regalo  della  Corte,  più  1’  uso  del 
Teatro,  godimento  del  Caffè  annesso,  non 
che  i proventi  dei  soliti  palchi  di  ragione 
Comunale. 

Si  obbligava  poi  l’Impresa  di  dare 

(a)  Uno  spettacolo  d’  Opera  e Ballo  in 
carnevale  con  soggetti  accreditati  nell’arte 
loro,  e che  avessero  agito  recentemente  con 


(1).  Questa  somma  veniva  cosi  ripartita.  L.  19  380 
per  lo  spettacolo  d’ inverno,  L.  11  920  per  1’  opera  di 
primavera,  I>.  1000  per  le  commedie  in  autunno. 


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— 410  — 

lode  nei  principali  teatri  d’ Italia  in  qualità 
di  prime  parti. 

(b)  Uno  spettacolo  d’ Opera  seria  in  pri- 
mavera con  cantanti  che,  oltre  alla  qualità 
volute  nello  spettacolo  di  carnevale  godes- 
sero non  dubbia  fama  conosciuta  in  arte  col 
vocabolo  di  assoluto  Cartello. 

(c  ) Un  corso  di  30  rappresentazioni 
drammatiche  in  autunno  fatto  da  una  delle 
migliori  comiche  compagnie  che  agissero  nei 
principali  teatri. 

La  sicurtà  solidide  a garanzia  del  Comu- 
ne fu  assunta  dal  signor  Pietro  fu  Vincenzo 
Bonaccini  di  Modena,  sottò  condizione  se- 
greta che  il  Tinti  formasse  una  società  còl 
cassiere  comunale  Contardo  Nasi,  scopo 
della  quale  era  di  dividere  gli  utili  ed  an- 
che le  perdite  a perfetta  metà  durante  il 
triennale  contratto  d’ Impresa.  E Tinti  ade- 
rendo alla  proposta,  firmò  una  privata  scrit- 
tura li  20  Dicembre  1852,  ove  si  riservava 
però  in  faccia  al  Comune  e all’  Autorità  go- 
vernativa, il  diritto  di  figurare  qual  unico 
direttore  e rappresentante  risponsabile,  non 
che  la  facoltà  esclusiva  di  scritturare  gli 
artisti.  Fra  le  altre  condizioni  poste  in  quella 
scrittura  apparivano  le  seguentL 

Era  in  diritto  del  Tinti  di  nominare  un 
mandatario  che  ne  facesse  Le  veci  duranto 


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— 411  — 

la  sua  assenza  da  Modena,  locchè  si  verificò 
nella  persona  di  Probo  Savi  ragioniere  co- 
munale. 

In  capo  ad  un  anno  d’azienda  si  doveva 
fare  il  bilancio,  e verificandosi  un  cumulo 
d’  utili,  questi  dovevano  rimanere  in  depo- 
sito presso  il  cassiere  Nasi,  onde  far  fronte 
alle  eventualità  degli  altri  due  anni  succes- 
sivi. 

Che  se  al  Tinti  fosse  piaciuto  di  ritirarsi  • 
dalla  società,  lo  avrebbe  potuto  effettuare 
qualora  ne  avesse  fatta  regolare  disdetta,  e 
dopo  di  aver  formata  la  Compagnia  di  canto 
pel  corso  di  primavera  del  1853,  nella  qual- 
r epoca  sarebbe  stata  rilasciata  al  Tinti  la 
sua  quota  d’  utili  se  ve  ne  erano,  oppure  a- 
vrebbe  dovuto  sostenere  la  sua  quota  di 
perdita  in  caso  contrario. 

Il  Tinti,  uomo  accortissimo,  pieno  d’ in- 
gegno e di  viste  estesissime  nella  sua  pro- 
fessione d’  agente  ed  impresario  teatrale,  a- 
vrebbe  potuto  accumulare  tesori,  se  seguito 
avesse  i principii  d’  una  saggia  condotta  e- 
conomica. 

Lo  spettacolo  del  carnevale  1853  portò 
alla  Società  un  deficit  di  L.  19259,  30,  la 
metà  del  quale  restò  a debito  del  Tinti:  le 
spese  fatte  da  questi  in  seguito  ne  aumen- 
tarono la  cifra  sino  alla  somma  d.’  italiane 


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— 412  — 

L.  21000,  per  cui  si  trovò  costretto  a ri- 
nunziare alla  Società,  come  fece  con  una 
disdetta  in  via  di  lettera  privata  al  Nasi 
sotto  la  data  10  Maggio  1853.  A saldo  dei 
suoi  conti  il  Tinti  emise  diverse  cambiali 
tratte  sopra  un  banco  di  Bologna  a favore 
del  suo  creditore  Bonaccini^  il  quale  poi  in 
seguito  le  quietanzò  generosamente  rinun- 
ziando cosi  ad  ogni  credito,  sotto  condizione 
che  il  Tinti  facesse  una  cessione  formale 
di  tutti  i suoi  diritti  sul  Teatro  di  Modena, 
la  qual  cosa  poi  avvenne  colla  scrittura 
pubblicata  il  29  Settembre  1853. 

Intanto  il  Bonaccini  avvertiva  il  Comune 
di  assumere  esso  solo  1’  Impresa  teatrale  in 
sostituzione  del  cedente  Tinti  cogli  obblighi 
stessi;  ma  1’  accettazione  ufficiale  di  tale 
cessione  non  veniva  pubblicata  che  ai  15 
d’ Ottobre  1853  con  una  scrittura  agli  atti 
Comunali  sotto  il  N.  di  Protocollo  6562.  Non 
trascurò  il  Bonaccini  di  fare  inserire  nei 
pubblici  Fogli  Teatrali  la  sua  qualità  di  solo 
ed  unico  impresario  del  Teatro  di  Modena, 
diffidando  i virtuosi  a non  accettare  scritture 
per  quel  teatro  fatte  dal  Tinti.  In  onta  a 
queste  solerti  precauzioni  le  acque  però 
non  corsero  cosi  limpide  come  il  nuovo  im- 
presario sei  figurava,  avvegnaché  ( dopo  di 
aver  già.  scritturato  il  personale  artistico. 


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— 413  — 

che  servir  doveva  all’  imminente  spettacolo 
del  carnevale  1854  ) giunsero  alla  piazza 
inaspettatamente,  Rosina  Ravaglia  chiamata 
a prestare  i suoi  servigi  nella  sua  qualità 
di  prima  Ballerina  da  una  scrittura  fatta 
dal  Tinti  sotto  la  data  30  Luglio  1853  ove 
in  premio  di  sue  fatiche  le  venivano  asse- 
gnate L.  Austriache  2000,  più  la  metà  dello 
introito  di  una  serata  a di  lei  beneficio,  e 
la  Carlotta  Moltini.  venuta  essa  pure  qual 
prima  donna  cantante  a prodursi  su  queste 
scene  nella  veniente  stagione  coll’  emolu- 
mento d’ austriache  L.  3500  e mezza  serata, 
come  da  scrittura  del  Tinti  sotto  la  data  13 
Agosto  1853. 

Il  Bonaccini.  ignaro  di  questi  due  con- 
tratti, aveva  già  soddisfatto  a suoi  obbli- 
ghi verso  la  Comunità  colla  presentazione 
della  nota  di  tutti  gli  Artisti  che  agir  do- 
vevano sul  Teatro  nella  veniente  stagione; 
perciò  col  mezzo  del  suo  avvocato  Luigi 
Vaccari  rifiutò  di  riconoscere  le  suddette 
scritture  non  solo  ; ma  non  volle  nemmeno 
dare  ascolto  a veruna  proposta  d’  accomodò 
in  proposito,  sostenendo  che  il  Tinti  aveva 
agito  in  mala  fede,  essendo  già  finito  il  suo 
mandato  quando  intraprese  tale  contratto. 
Le , due  Artiste  ricorsero  al  Tribunale  Civile 
protestando  che  intendevano  valide  le  loro 


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— 414  — 

scritture,  essendo  state  fatte  prima  del  29 
Settembre  1853,  epoca  della  formale  e co- 
gnita cessione  del  Tinti  a favore  Botiaccini, 
che  qualunque  obbligazione  del  primo  era 
stata  accettata  dall’  altro  quale  cessionario 
deir  impresa  teatrale  di  Modena,  nulla  o- 
stante  le  dichiarazioni  fatte  nei  pubblici 
giornali  sull’  incompetenza  del  Tinti^  il  quale 
in  opposizione’ si  qualificava  sempre  in  faccia 
alle  Autorità  competenti  quale  unico  Rap- 
presentante della  detta  impresa.  Aggiunge- 
vano a ciò  che  la  Direzione  agli  spettacoli 
aveva  già  tenute' per  buone  le  loro  scritture, 
approvandone  la  scelta  sulla  nota  già  pre- 
sentata dal  Tinti,  quando  credevasi  ancora 
in  tempo  a comporre  la  compagnia  d’  Opera 
e Ballo  della  stagione  in  discorso.  La  que- 
stione agitata  in  un  processo  alquanto  vo- 
luminoso venne  decisa  dalla  sentenza  del 
Tribunale  nel  febbraio  1854  ove  condannavasi 
il  Bonaccini  a soddisfare  i suoi  obblighi 
verso  le  sopra  citate  Artiste.  Dietro  ricorso 
fatto  dal  Bonaecini  in  appello  sortì  un’altra 
sentenza  nel  1855  conforme  alla  prima,  con- 
dannando il  ricorrente  a pagare  alle  parti  av. 
versarie  quanto  loro  dovevasi  per  emolu- 
menti, piti  il  frutto  delle  somme  sino  allora 
insolute,  e il  carico  totale  delle  spese  giu- 
diziarie. 


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— 415  — 

1852.  — Stagione  d’  autunno  — La  Com- 
pagnia Drammatica  Romana  diretta  dall’Ar- 
tista Luigi  Domeniconi  diede  un  corso  di  30 
recito  in  abbonamento.  Gli  artisti  più  distinti 
erano  il  direttore  suddetto,  Amalia  Fuma- 
galli-Targhini^  la  giovine  Giuseppina  Casali^ 
Antonio  Stacchini  ed  il  bravo  brillante  Amil- 
care Bellotti. 

Questa  . Compagnia  piacque  assai  e fece 
buoni  affari:  guadagnò  più  di  8000  lire  au- 
striache . 

La  direzione  agli  spettacoli  in  Modena 
nel  1852  era  composta  del  Cav.  Dott.  Gia- 
como Boccolari,  del  Dott.  Oliviero  Baccarini 
Leonelli  e del  Dott.  Eugenio  Jattici  revisore 
e segretario. 

1852.  — 26  Dicembre  — Opera  il  Corsaro 
del  Maestro  G.  Verdi.  Ballo  grande  Caterina 
ossia  la  Figlia  del  Bandito  di  G.  Perrot. 

Compagnia  di  Canto. 

Prime  Donne  — Carolina  Sannazzaro, 
Giulietta  Borei- Dcleuriù. 

Tenore  — Fortunato  Borioni. 

Basso  — Cesare  Morelli- Condolmieri. 

E diversi  comprimarii. 

Compagnia  di  Ballo. 

9 

Coreografo  — Alessandro  Borsi. 

Primi  Ballerini  di  rango  Francese  — 


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— 416  — 

Carolina  Granzini  — Ferdinando  Walpot. 

Prima  ballerina  Italiana  — Giuseppina 
Mengozzi. 

E parecchi  Mimi,  e 24  Ballerini  d’ambo 
i sessi. 

L’opera  fu  fischiata,  e non  valse  a so- 
stenerla il  Borioni  colla  sua  bella  voce.  Il 
Ballo  invece  fu  applaudito.  Il  Walpot,  nato 
di  famiglia  Tirolese  naturalizzata  in  Modena 
allievo  del  Maglietta,  disimpegno  assai  bene 
la  sua  parte  di  primo  ballerino.  Diventò  poi 
artista  di  Cartello,  e come  tale  ballò  nell’au- 
tunno e carnevale  1856  - 57  al  Teatro  San 
Carlo  in  Napoli,  come  sta  scritto  sotto  il  suo 
ritratto  a litografia  che  abbiamo  sott’ occhio. 
Anche  la  Granzini  piacque. 

L’  Opera  il  Corsaro  non  ostante  il  poco 
incontro  fatto,  fu  tollerata  per  qualche  sera. 

1853.  — 8 Gennaio.  — Eustorgia  da  Ro- 
mano (Lucrezia  Borgia)  del  Maestro  Doni- 
zetti.  La  Sannazzaro  fu  sostituita  in  questa 
opera  della  brava  Prima  Donna  Caterina 
Evers,  e fu  aggiunto  al  personale  cantante 
il  Contralto  Gaetanina  Arioldi. 

Per  alcune  sere  fu  eseguito  il  terzo  atto 
della  Maria  di  Rohan  col  Baritono  Sermattei 
dì  passaggio  per  Modena. , 

— 15  Gennaio.  — La  Direzione  degli 
spettacoli  composta  dei  Sig.  Cav.  Giacomo 


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— 417  — 

Boccolari,  Oliviero  Baccarini  Leonelli,  Conte 
Mario  Valdrighi  e Dottor  Eugenio  lattici 
Segretario,  con  avviso  a stampa  da  tenersi 
affisso  sul  palcoscenico  richiama  in  vigore 
le  prescrizioni  già  emanate  in  passato  circa 
le  mancanze  e ritardi  degli  artisti  ed  addetti 
al  Teatro. 

Questa  Direzione  resse  le  cose  teatrali 
sino  al  1858;  senonchè  nel  1856  e 1857  la 
morte  colpì  due  dei  suoi  membri,  il  Bacca- 
rini cioè  ed  il  Valdrighi. 

— 15  Gennaio  — Secondo  Ballo  L’  Or- 
fano del  Coreografo  Borsi  che  ebbe  poco 
incontro. 

— 30  Gennaio  — Andò  in  iscena  la  gran- 
diosa Opera  Roberto  il  diavolo  di  Mayerbeer. 
Il  basso  Prospero  Dèrivis  vi  sostenne  con 
plauso  la  parte  di  Beltramo. 

1853,  — 13  Febbraio.  — Ultima  recita 
della  stagione.  Fu  data  1 applauditissima  o- 
pera  Roberto  il  diavolo.  L’  Evers  cantò  la 
cavatina  del  Macbeth  e la  Borsi  Deleicriè  il 
Rondò  finale  del!  Anna  Balena. 

Vuoisi  che  r Impresario,  Ercole  Tinti  ri- 
mettesse in  questo  spettacolo  L.  13000. 

— 30  Marzo.  — La  sucitata  Direzione 
agli  spettacoli,  in  conformità  ad  ordini  su- 
periori, vieta  rigorosamente  a chiunque  non 
addetto  al  Teatro  l’ingresso  al  palcoscenico. 


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' — 418  — 

non  solo  in  tempo  degli  spettacoli  e delle 
prove,  ma  eziandio  in  qualsivoglia  tempo 
dell’  anno. 

— 3 Aprile.  — Ebbe  principio  lo  spet- 
tacolo di  primavera,  che  può  veramente  dirsi 
straordinario  per  1’  eccellenza  degli  artisti 
di  canto  e di  ballo,  che  vi  presero  parte. 

Se  però  i Modenesi  ebbero  ad  essere  con- 
tenti che  nel  loro  Teatro  concorressero  in 
•quella  stagione  tante  celebrità,  il  povero 
Impresario  Tinti  ebbe  invece  a lagnarsi  del 
magro  incasso. 

La  prima  delle  3 opere  date  in  questo 
corso  fu  il  Viscardello  di  O.  Verdi.  I prin- 
cipali interpreti  di  questo  stupendo  spartito 
furono  : 

Prima  Donna  — Marcellina  Lotti  — 
Contralto  — Gaetanina  Brambilla  — Tenore 
— Lodovico  Oraziani  — Baritono  — Fran- 
cesco Cresci  — Basso  — Pietro  Violetti. 

I Ballabili  di  quest’  Opera  vennero  ese- 
guiti dai  primi  ballerini  Teresa  Gambardella 
e Dario  Fissi,  nonché  da  24  ballerini  di 
mezzo  carattere  dell’  uno  e 'dell’  altro  sesso. 

II  Aprile  — Negl’intervalli  dell’opera 
il  concertista  di  piano  Guglielmo  Andreoli 
della  Mirandola  allievo  del  Conservatorio  di 

« 

Milano  eseguì  con  mirabile  precisione  e brio 
fantasie  di  Fumagalli  e di  Thalberg  e la 


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~ 419  — 

barcarola  nel  Marin  Fallicro  da  lui  com- 
posta ed  eseguita  colla  sola  mano  sinistra. 

L’  Andreoli  salì  dappoi  in  fama  presso  i 
suoi  connazionali  ed  all’  estero  di  pianista 
esecutore  per  eccellenza,  e la  sua  morte 
precoce  avvenuta  a Nizza  di  mare  li  13 
marzo  1860  fu  una  grave  perdita  per  l’arte, 

I fratelli  Doyen  ne  litografarono  a Torino 
un  somigliantissimo  ritratto. 

1853.  — 17  Aprile  — La  seconda  Opera 
fu  Roberto  il  Diavolo  di  Mayerbeer  già  sen- 
tita nel  nostro  Comunale  Teatro  nella  ante- 
cedente stagione  di  Carnevale. 

Cantarono  in  questo  spettacolo  oltre  la 
Lotti  e il  Vialetti  il  tenore  Atanasio  Poz- 
zolini. e r altra  prima  donna  Emilia  Dol- 
ci rini. 

La  valente  ballerina  Sofia  Fuoco  che  i 
Modenesi  avevano  tanto  applaudito  nella 
primavera  del  1852^  comparve  di  nuovo  su 
([ueste  scene  nella  sera  del  20  Aprile,  in 
cui  per  la  seconda  volta  fu  rappresentato 
Roberto  il  Diavolo  sostenendo  in  quest’  o- 
pera-ballo  la  parte  di  Elena,  ed  eseguendo 
col  primo  ballerino  Dario  Fissi  un  passo  a 
due. 

II  Maggio  — Ebbe  luogo  la  terza  Opera 
della  stagione  Linda  di  Chamounix  del 
Maestro  Donizetti  eseguita  dalla  celebre  Er- 

27 


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— 420  — 

minia  Frezzolinì  dal  Basso  Buffo  Francesco 
Frizzi,  e dai  sovra  nominati  Oraziani^  Via- 
letti,  Cresci  e Brambilla. 

È quasi  superfluo  il  dire  che  detti  spet- 
tacoli incontrarono  il  pubblico  aggradimento, 
e che  i suddetti  valentissimi  artisti  in  onore 
de’  quali  furono  stampati  e distribuiti  com- 
ponimenti poetici  riscossero  applausi  im- 
mensi. La  frequenza  però  al  Teatro  sarebbe 
stata  maggiore  se  nelle  sere  in  cui  agivano 
la  Frezzolini  e la  Fuoco  il  viglietto  d’  in- 
gresso ed  il  posto  d’  orchestra  non  fosse 
costato  due  lire  Austriache.  Nelle  altre  sere 
r uno  e r altro  valeva  soltanto  una  lira  Ita- 
liana. 

La  Fuoco  si  produsse  ancora  nel  ballo 
fantastico  I saura  o la  Bellezza  Fatale  messo 
in  iscena  dal  coreografo  A.  Coppini. 

La  brillante  stagione  teatrale  della  pri- 
mavera 1853  al  Teatro  Comunale  di  Modena 
si  chiuse  la  sera  del  4 giugno. 

1853.  — 11  Giugno  — La  Compagnia  di 
proprietà  degli  artisti  Sadotcski  ed  Astolfi 
diede  principio  in  detta  sera  ad  un  corso 
di  rappresentazioni  drammatiche.  11  perso- 
nale n’era  numeroso  e scelto.  Distinguevansi 
per  merito  la  prima  attrice  Fanny  Sadowski, 
il  primo  attore  Giuseppe  Peracchi,'\&.  prima 
amorosh  Celestina  De-Martini,  il  brillante 


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— 421  — 

Salvatore  Rosa,  il  caratterista  Giuseppe  A- 
stolfi. 

Fra  le  carte  teatrali  raccolte  dal  Mae- 
stro Gandini  troviamo  un  bel  sonetto  del 
Dottor  Paolo  Ferrari  dedicato  alla  Sadotcski 
attrice  a nuli’  altra  seconda  quando  rappre- 
sentò con  inimitabile  maestrìa  il  dramma 
Adriana  Lecouvreur.  Qui  ne  abbiamo  vo- 
luto fare  menzione  benché  non  porti  data 
alcuna. 

1853.  — Stagione  d’autunno.  — Furono 
date  nel  nostro  Comunale  due  opere  1’  ese- 
cuzione delle  quali  fu  soddisfacente  in  ispe- 
cial  modo  per  parte  della  prima  donna 
Elisa  Lipparini  e del  cantante  buffo  Pietro 
Mattioli. 

La  prima  fu  Crispino  e la  Comare  dei 
fratelli  Ricci,  che  andò  in  iscena  li  29  ot- 
tobre, l’altra  la  Rita  del  Modenese  Maestro 
Gaetano  Carlolti,  che  per  la  prima  volta  fu 
ascoltata  con  attenzione,  e giiidicata  degna 
di  lode  la  sera  del  19  novembre.  Il  Carlotli 
aveva  compiuto  i suoi  studii  musicali  a Na- 
poli; ma  come  hanno  fatto  altri  Modenesi 
datisi  all’  arte  musicale,  1’  abbandonò,  dopo 
aver  dato  a suoi  concittadini  questo  saggio 
del  suo  profitto,  per  seguire  una  carriera 
più  lucrosa.  Il  Mattioli  per  la  sua  benefi- 
ciata diede  la  farsa  in  musica  — Il  Cam- 
panello. 


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— 42^2  — 

Alla  Lipparini  alquanti  ammiratori  oflri- 
i-ouo  il  .si:ó  ritratto  sotto  il  (luale  leggevansi 
i seguenti  versi  ; 

« 0 Elisa  nella  bella  Arte  del  Canto 

« Sei  dell’  Italo  Ciel  novello  vanto. 

1853.  — 29  Novembre  — Antonio  Za- 
uardelli  dà  un  primo  trattenimento  di  giuochi 
fisici,  ricreazioni  meccaniche,  e di  arcana 
trasmissione  del  pensiero  tra  esso  e sua  figlia 
Elisa.  Questa  ultima  parte  del  trattenimento 
che  il  Zanardelli  intitolava  La  Sibilla  Mo- 
derna era  quella  che  destava  maggior  inte- 
resse e curiosità  nel  pubblico,  lasciando  sup- 
porre che  fosse  un  esperimento  di  magne- 
tismo animale.  A rassicurare  però  le  persone 
eziandio  più  severe  e delicate  in  ordine 
morale  e religioso  circa  i portenti  di  natu- 
rale magia  onesta  e lecita  esposti  a modo 
di  magnetismo  il  Zanardelli  in  un  foglietto 
a stampa  citò  gli  Annali  delle  Scienze  Re- 
ligiose Voi.  XI  Roma  1840  e la  Civiltà  Cat- 
tolica Voi.  IV  Roma  1851  dove  si  parla 
delle  prove  magnetiche  permesse  dalla  Ro- 
mana Congregazione  del  S,  Uffizio,  e pubblicò 
una  dichiarazione  di  tre  Professori  di  Me- 
dicina nell’  Università  di  Modena,  i quali 
attestavano  che  gli  esercizii  del  Zanardelli 
non  toglievansi  dall’  ordine  naturale,  e che 
era  conveniente  fossero  offerti  al  pubblico 


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— m — 

per  istruzione,  a fronte  di  coloro  che  tene- 
brosamente intendono  a travolgere  le  ma- 
terie stesse  in  sopranaturale  magia  nefanda 
c dannata. 

Il  Zanardelli  per  ottenere  dalla  Sibilla  i 
responsi  recavasi  ne’  palchi,  d’  onde,  chiesto 
ed  ottenuto  da  qualcuno  un  oggetto  un 
pensiero  una  sentenza,  rivolgeva  alla  figlia 
brevi  interrogazioni.  Dessa  quasi  sempre 
coglieva  nel  sogno.  Talvolta  il  Zanardelli 
per  interrogare  la  figlia  anzicchè  delle  pa- 
role servivasi  del  suono  d’  un  campanello. 

Questo  trattenimento  fisico  meccanico 
sibillino  fu  ripetuto  nelle  sere  dell’ 8 ed  11 
dicembre,  e di,ede  occasione  al  sotto  indicato 
scritto  di  un  nostro  concittadino  ora  pro- 
fessore di  letteratura  Italiana  nel  Liceo  Bo- 
lognese — Il  Segreto  della  seconda  vista 
spiegato  mediante  la  Crittologia  da  Emilio 
Roncaglia  di  Modena.  Modena  Vincenzi  1854 
— Il  Roncaglia  senza  negare  al  Magnetisnfo 
animale  o Mesmerismo  i portentosi  risultati 
della  divinazione,  rende  noti  ed  analizza  in 
questo  suo  lavoro  i mezzi  crittologici  da 
esso  posti  in  pratica  per  ottenere  la  tra- 
smissione delle  idee. 

La  stagione  d’ inverno  1853-54  ebbe  prin- 
cipio nella  sera  di  Santo  Stefano,  e furono 
promesse  36  rappresentazioni  d’opera  e ballo 
non  comprese  le  beneficiate. 


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— 424  — 

Il  prezzo  deir  abbonamento  venne  fissato 
in  Austriache  L.  24 

Il  viglietto  d’  ingresso  it.  L.  0,  96 

Il  posto  d’  orchestra  0,  48 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  Soprano  — Fir^inia  Boc- 
cabadati. 

Mezzo  Soprano  — Annetta  Winnen. 

Tenore  — Giuseppe  Tamaro. 

Baritono  — Baraldi  Paolo. 

Basso  — Federico  Varani. 

Comprimaria  — Giovannina  Buzzi. 

Colle  relative  seconde  parti,  18  Coristi, 
e 12  Coriste. 

Compagnia  di  Ballo. 

.Primi  Ballerini  — Baratti  Giovannina 
— Baratti  Filippo. 

Primi  Mimi  — Davide  Viganò  — Negro 
Teresa  — Pailadino  Andrea. 

Con  altri  mimi,  18  ballerine  di  mezzo 
carattere,  8 corifee,  8 corifei,  10  ragazzi  e 
le  necessarie  comparse. 

1853.  — 26  Dicembre  — Andò  in  iscena 
r Opera  il  Trovatore  di  Verdi,  ed  il  Ballo 
la  Contessa  Polislki  del  Coreografo  A,  PaU 
ladino. 

1854  — 14  Gennaio.  — Mentre  si  stava 


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— 428  — 

allestendo  il  secondo  ballo  promesso  fu  dato 
il  balletto  comico  — Il  Matto  per  forza. 

25  Gennaio  — Prima  recita  dell’  Opera 
il  Oiuraìnento  del  Maestro  Mercadante. 

28  Gennaio  — Serata  del  Baritono  Ba- 
raldi. 

9 Febbraio  — Nuovo  Ballo  grande  — La 
Rivolta  delle  Donne  del  Serraglio. 

11  Febbraio  — Beneficiata  della  Prima 
Ballerina  G.  Baratti. 

18  Febbraio  — Terza  Opera  — La  Son* 
nambula  — del  Maestro  Bellini. 

Fra  le  suddette  Opere  il  Trovatore  fu 
quella  che  piacque  di  più,  e fra  i cantanti 
la  Boccahadati  per  la  precisione  e grazia 
del  suo  canto  ebbe  maggiori  applausi.  Alcuni 
ammiratori  di  questa  simpatica  Prima  Donna 
le  dedicarono  un  ritratto  eseguito  nella  lito- 
grafia Angiolini  di  Bologna  sul  disegno  di 
A.  Frulli. 

L’ impresa  Bonaccini  soifrì  un  danno  di 
L.  2483G  30. 

1854  — 17  Aprile.  — Don  Crescendo  — 
Melodramma  giocoso  dei  Maestri  Picchi  e 
Fiori  eseguito  dai  sottonominati  cantanti 

Prima  Donna  — Enrichetta  Zilioli  Fat 

tori. 

Tenore  — Alessandro  Berti. 

Buffo  — Giuseppe  Scheggi. 


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— 426  — 

Unitamente  a parecchi  comprimarii. 

Lo  Scheggi  era  un  distinto  cantante  ed 
il  pubblico,  che  desso  sapeva  movere  al  riso, 
lo  applaudiva.  Anche  la  Prima  Donna  sostenne 
assai  bene  la  sua  parte. 

I detti  cantanti  interpretarono  ancora 
con  lode  l’ Opera  del  Maestro  Luigi  Ricci 
— Il  Dirrajo  di  Preston  — nella  quale 
però  al  tenore  Berti  fu  sostituito  Gaetano 
A ducei. 

L’impresa  di  questo  spettacolo  fu  assunta 
dai  suonatori  d’ Orchestra  i quali  ebbero  una 
perdita  di  circa  L.  3000. 

1854  — 20  Maggio.  — Andò  in  iscena  la 
prima  Opera  della  stagione  di  Primavera  il 
Mosè  con  danze  analoghe,  nuova  musica  di 
Rossini.  Ne  fu  affidata  1’  esecuzione  ai  sotto- 
notati artisti 

Didot  Alfredo  — Basso.  Mosè. 

Corsi  Giovanni  — Baritono.  Faraone. 

Galvani  Giacomo  — Tenore.  Amenofi. 

Brambilla  Teresa  — Prima  Donna.  A - 
najde. 

Armandi  Marietta — Contralto.  Sinaide. 

Coadiuvati  dalle  seconde'  parti. 

Le  danze  erano  eseguite  dalla  prima  bal- 
lerina Giulietta  Scheggi  e da  10  ballerine  di 
mezzo  carattere. 

Oltre  il  Mosè  i suddetti  eccellenti  artisti 


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— 427  — 

eseguirono  il  Barbiere  di  Siviglia  ed  i* 
Viscardeìlo. 

Nella  serata  del  Corsi  fu  eseguito  l’atto 
terzo  dell’  Opera  Maria  di  Rohan. 

E inutile  il  dire  quanti  applausi  fossero 
prodigati  dal  pubblico  ai  sovranominati  can- 
tanti, la  bravura  dei  quali  a molti  de’nostri 
concittadini  è nota  per  audizione,  ad  altri 
per  fama. 

1854.  — 13  e 16  Agosto  — Luigi  Ber- 
gheer  fisico  d’  Annover  diede  due  serate  o- 
rieiitali,  nelle  quali  esegui  con  molto  diletto 
degli  astanti,  esperimenti  fisici  e variati 
giuochi  di  prestigio:  fra  questi  il  più  sin- 
golare era  la  decapitazione  illusoria  di  una 
persona  veramente  viva. 

Anche  nello  spettacolo  della  primavera 
del  1854  che  durò  28  sere  si  verificò  a 
danno  dell’  impresario  P.  Bonaccini  una 
perdita  di  L.  12518. 

1854.  — 19  Agosto  — La  Compagnia 
Drammatica  Robotti-Vestri,  nella  quale  so- 
stenevano le  parti  principali  Antonietta  Ro- 
botti  e Giuseppe  Peracchi,  cominciò  un  corso 
di  10  rappresentazioni  in  abbonamento,  e 
per  prima  produzione  diede  la  commedia  — 
Goldoni  e le  sue  sedici  commedie  nuove  — 
del  nostro  Paolo  Ferrari. 

1854.  — 2 Novembre  — • In  questa  sera 


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— 428  — 

ebbe  luogo  la  prima  rappresentazione  della 
Drammatica  Compagnia  diretta  dall’Attore 
Capo-comico  Cesare  Dondini.  Questi  soste- 
neva la  parte  di  Caratterista,  e le  altre  di 
prima  Attrice,  primo  Attore  e Brillante  e- 
rano  affidate  alla  Clementina  Cazzola  (man- 
cata all’  arte  in  ancor  verde  età  ) a Carlo 
Romagnoli  ad  Achille  Dondini. 

In  entrambi  i corsi  di  Commedie  suc- 
cessivamente dati  dalle  suddette  brave  Com- 
pagnie il  viglietto  serale  d’ ingresso  al  teatro 
non  costava  che  60  Centesimi. 

Carnevale  1854-55  — In  questa  stagione 
furono  date  tre  Opere  e tre  Balli. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  Donna  — Cremont  Cecilia. 

Prima  Donna  — Sola  Marietta. 

Tenore  — Ortolani  Giovanni. 

Baritono  — Mazzanti  Andrea. 

Basso  — Dalla- Costa  Cesare. 

E diversi  comprimarii  e seconde  parti. 

Compagnia  di  Ballo. 

Coppia  Danzante 

Zaccaria  Luigi  — Bellini  Luigi. 

Primi  Mirai 

Marino  Legittimo  — Gamherini  Clementina 
— D’  Amore  Michele. 


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— 429  — 

Con  altri  quattro  mimi,  e 17  ballerini 
di  mezzo  carattere  e 16  corifei  d’  ambo  i 
sessi. 

26  Dicembre  — Attila  del  Maestro  Verdi- 
In  questa  opera  per  condiscendenza  della  pri- 
ma donna  Cremont  e degli  altri  principali  vir- 
tuosi, debuttò,  sostenendo  la  parte  di  Oda- 
bella,  la  Manetta  Sola  modenese  con  discreto 
incontro. 

Nella  stessa  sera  andò  in  iscena  il  ballo 
storico  Roberto  il  Pescatore  del  Coreografo 
Michele  D'Amore. 

1855.  — 6 Gennaio  — Seconda  Opera 
Lorenziro  di  Medici  del  Maestro  Pacini, 
in  cui  la  prima  donna  assoluta  Cecilia  Cre- 
mont sostenne  con  plauso  la  parte  di  Luisa 
Strozzi. 

10  Gennaio  — Beneficiata  della  prima 
ballerina  Luisa  Zaccaria  la  quale  riesci  bril- 
lantissima e pel  merito  dell’  egregia  artista 
e per  la  gentile  cooperazione  della  prima 
' donna  M.  Sola  e del  baritono  Mazzanti,  che 
rispettivamente  cantarono  la  cavatina  del 
Macbeth  e la  romanza  dei  Normanni  a Pa- 
rigi. La  Zaccaria,  oltre  gli  applausi  del 
pubblico,  ebbe  in  dono  da  suoi  ammiratori 
il  suo  ritratto  a litografia.  Era  questo  tanto 
•dissomigliante  dall’  originale,  e cosi  male  ed 
eccessivamente  ombreggiato,  che  ad  una  co- 


~ 430  — 

pia  del  medesimo  che  abbiamo  sott’  occhio 
mi  nostro  concittadino  appose  i seguenti 
versi: 

T’  han  ritratta,  o Luisa,  brutta  assai 
E t’  hanno  aggiunta  un  ventina  d’  anni, 

E fatta  uscir  di  mezzo  a carbonai. 

13  Gennaio  — Nuovo  ballo  comico  .4- 
stixzie  contro  Astuzie  del  suddetto  Coreografo. 

Il  terzo  ballo  fu  Apollo  e Dafne,  e la  terza 
opera  della  stagione  il  Bonclelmonte.  L’esito 
delle  Opere  e dei  Balli  in  generale  fu  buono, 
e quasi  tutti  gli  artisti  ebbero  applausi. 

1855.  — 7 Febbraio  — L’  impresa  tea- 
trale destinò  questa  serata  ad  una  grande 
festa  di  ballo  con  tombola  a benefizio  dei 
poveri,  e garantì  la  tombola  stessa  in  Lire 
Austriache  1200,  delle  quali  200  applicabili 
alla  cinquina.  Delle  cartelle,  a mezza  Lira 
Austriaca  per  ciascuna,  ne  furono  vendute  • 
5033.  Dei  viglietti  d’  ingresso  a tre  Lire 
Austriache  se  ne  esitarono  996.  Nel  piatto 
posto  alla  porta  per  ricevere  le  offerte  fu- 
rono raccolte  It.  L.  628.  Le  spese  tutte  se- 
rali furono  assunte  dall’  Impresa  la  quale 
dall’introito  detrasse  soltanto  il  premio  sud- 
detto della  cinquina  e della  tombola,  o così 
ai  poveri  poterono  essere  distribuite  Italiane 
L.  4760. 

Questa  rilevante  somma  frutto  del  filaii- 


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— 431  — 

tropico  atto  dell’  Impresario  Signor  Pietro 
fìonaccini  procurò  a questi  le  benedizioni 
de’  poveri,  e le  lodi  dell’  intero  paese.  Un 
sonetto  infatti  ed  alcune  epigrafi  pubblicate 
nella  circostanza  contenevano  sensi  di  rico- 
noscenza degl’  indigenti  sovvenuti  verso  il 
benefattore,  ert  una  lettera  del  Conte  G.  F. 
Ferrari  Moreni  inserita  nel  giornale  fioren- 
tino U Indicatore  (N.  25  18  febbraio  1855) 
dà  lode  al  detto  Impresario,  il  quale  non 
calcolando  le  perdite  subite  nella  sua  con- 
dotta teatrale,  compì  questo  atto  filantropico 
procurando  al  tempo  stesso  uno  straordinario 
e gradito  divertimento  a’  suoi  concittadini. 
Il  teatro  in  tal  sera  fu  allestito  ed  illuminato 
come  convenivasi,  non  essendosi  però,  come 
di  consueto  alzato  il  piano  della  platea  fino 
al  palco  scenico.  E questo  fu  savio  divisa- 
mento  perchè  il  piano  orizzontale  era  cosi 
meglio  adatto  al  ballo  del  quale  potevano 
comodamente  essere  spettatori  quelli  che 
stavano  ne’  palchi.  Servivano  di  comunica- 
zione fra  la  platea  ed  il  palco  scenico  due 
scale  laterali  per  una  delle  quali  si  ascendeva 
e per  1’  altra  si  discendeva.  Due  numerose 
Orchestre  la  prima  di  strumenti  da  fiato  la 
seconda  di  strumenti  da  arco  a vicenda  ral- 
legravano, gl’  intervenuti  invitandoli  alle 
danze.  Il  concorso  fu  numeroso  e vivace. 


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— 432  — 

ed  in  molti  palchi,  dopo  la  tombola,  si  ten- 
nero lauto  ed  ornate  cene,  terminate  le 
quali  parecchie  Signore  discesero  in  platea 
ed  aprirono  il  ballo,  che  animato  si  prolungò 
sino  alle  5 ore  del  mattino. 

1855.  — 15  Febbraio  — Il  Violinista 
Modenese  Jlario  Zuccoli  si  produsse  dopo- 
il  primo  atto  dell’  opera  il  Bondelmonte,  e 
dopo  il  ballo  Apollo  e Dafne  eseguendo  un 
Aria  variata  di  Vieucc-temps  ed  un  tema  con 
variazioni  di  Paganini  intitolato  Le  Streghe. 
Essendo  dotta  recita  in  abbonamento,  al 
Zuccoli  non  furono  devolute  che  le  offerte 
deposte  nel  piatto  esposto  alla  porta  del 
teatro. 

1855.  — 21  Marzo  — Accademia  vocale 
ed  istrunientale  offerta  dal  Maestro  Evan- 
gelista  Andreoli  di  Mirandola  per  dare  un 
saggio  della  buona  riuscita  dei  quattro  suoi 
alunni  di  Piano  Forte. 

Andreoli  Rosina  d’anni  11. 

Kohler  Ferdinando  d'anni  10. 

Cavani  Annibaie  d’anni  9. 

Andreoli  Evangelista  d’anni  8. 

La  prima  eseguì  La  Veneziana  fantasia 
brillante  di  G.  Unia:  e cogli  altri  a sei  o 
ad  otto  mani  suonò  scelti  pezzi  di  musica. 

É superfluo  il  dire  che  questi  giovanetti 
promettevano  sin  d’  allora  di  diventare  va- 


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— 433  — 

lenti  suonatori  di  piano;  giacché  ora  li  co- 
nosciamo per  tali. 

Si  prestarono  a rendere  più  variato  il 
divertimento  il  flautista  G.  Cristoni,  Federico 
Crema  suonator  di  clarino,  e 1’  Orchestra, 
intera  che  apri  1’  accademia  con  una  sin- 
fonia. 

La  parte  vocale  fu  poi  affidata  alla  si- 
gnora Enrichetta  Zanni- Gher ardi,  ed  al  te- 
nore Giovanni  Bazzini. 

1855.  — 15  Aprile  — La  stagione  di 
primavera  si  aprì  coll’  opera  la  Violetta  del 
Maestro  Verdi,  che  non  era  ancora  stata 
sentita  in  Modena,  e col  divertimento  di 
ballo  intitolato  — Le  Illusioni  d’  un  pit- 
tore. 

La  Virginia  Doccahadati^  che  i Modenesi 
avevano  già  udita  con  piacere  nel  Carnevale 
1853-54,  Giovanni  Laudi  e Filippo  Colletti 
distinti  artisti,  il  primo  tenore,  1’  altro  ba- 
ritono erano  i principali  attori  dell’  Opera 
sucitata. 

Nel  divertimento  coreografico  agivano 
la  copia  danzante  Luisa  Zaccaria  (che  aveva 
sostenuto  la  parte  di  prima  ballerina  nel 
carnevale  antecedente)  e Bellini  Luigi,  non- 
chè  un  sestetto  di  seconde  ballerine. 

1855.  — 9 Maggio  — Andò  in  iscena  la 
seconda  opera  il  Trovatore  interpretata  dai 


— 434  - 

suddetti  tre  eccellenti  soggetti  in  unione  ai 
nuovi  artisti  aggiunti  alla  compagnia  di 
canto  Carolina  Ghedini  cd  Antonio  Dolci- 
bene. 

Il  Trovatore  si  andò  poi  alternando  in 
■appresso  colla  prima  opera  la  Violetta. 

11  Maggio  — Nuovo  balletto  comico  — 

I Viaggiatori  burlati. 

Questo  spettacolo,  come  tutti  gli  altri 
apprestati  dall’  impresario  P.  Bonaccini,  sia 
per  la  novità  e bellezza  della  musica,  sia 
pel  merito  de’  cantanti  nulla  lasciò  a desi- 
derare. Terminò,  salvo  errore,  nella  sera 
del  26  maggio,  data  apposta  ad  un  sonetto  . 
di  Paolo  Ferrari  preceduto  dalla  seguente 
epigrafe  : 

Questo  sonetto 

che  dalla  musica  italiana  s’ intitola 
alcuni  amatori  e cultori  di  lei 
volevano  dedicato 
a te 

Virginia  Boccahadati 
eccellente  fra  i primi 
che  hanno  mente  per  intenderla 
core  per  sentirla 

maestria  di  canto  o valor  drammatico 
per  interpretarla 


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— 435  — 

L’  ultima  terzina  del  sonetto,  alludendo 
air  annonia  termina  cosi: 

per  lo  esperio 

Cielo  inneggiando  in  noi  scalda  e matura 
La  fé  di  nuove  glorie  e il  desiderio. 

Durante  il  corso  delle  24  rappresenta- 
zioni in  abbonamento  della  stagione  prima- 
verile nel  teatro  Comunale  agì  il  prestigia- 
tore Antonio  Paletti  in  unione  al  concertista 
nato  cieco  Giuseppe  Picchi  da  Bobbio,  e si 
produsse  il  giovinetto  clarinista  Dario  Taf- 
fureUi  di  Reggiolo. 

1855.  — 20  Aprile  — Il  Poletti  esegui 
giuochi  fisici  e meccanici,  trasmigrazioni, 
allucinazioni,  metamorfosi,  ed  esperimenti 
eletro-magnetici.  Il  Picchi  da  un  piffero  o 
tibia  rusticale  a soli  tre  buchi,  simili  affatto 
ai  zufFoletti  che  per  la  fiera  di  S.  Antonio 
si  vendono  sotto  il  portico  del  Collegio, 
cavò  mirabili  armonie.  La  cavatina  della 
Norma  — Casta  Diva  — 1’  aria  del  Trova- 
Ifjyg  — Di  quella  pira  — ed  altri  pezzi, 
furono  eseguiti  con  quel  balocco  da  bambini, 
in  modo  magistrale.  Non  si  poteva  compren- 
dere come  il  Picchi  potesse  ottenere  si  sor- 
prendenti effetti  da  un  istrumento  si  ingrato, 
e sul  quale  appena  quattro  dita  trovano 
spazio.  La  maggior  parte  degli  applausi  in 
questa  serata  fu  pel  cieco,  la  minore  pel 
Polet^.  28 


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— 436  — 

28  Aprile  — Dopo  il  secondo  atto  della 
Violetta  e dopo  il  ballo  il  suddetto  Taffurelli 
suonò  una  Fantasia  sopra  motivi  dell’opera 
i Due  Foscari,  ed  il  tema  e variazioni  sul 
Carnevale  di  Venezia. 

1855.  — 22  Maggio  — Serata  a benefìzio 
della  cassa  di  Sovvenzione  pei  filarmonici 
Modenesi.  Fra  gli  atti  dell’  Opera  fu  eseguita 
una  gran  Sinfonia  scritta  appositamente  dal 
Maestro  Isidoro  Bossi.  L’ introito  netto  della 
Serata  fu  di  L.  210,  82. 

1855.  — 2 Giugno  — Prima  recita  della 
Compagnia  Drammatica  Romana  di  Luigi 
Domeniconi  diretta  dall’artista  Antonio  Stac- 
chin  che  sosteneva  le  parti  di  primo  attore. 
In  essa  oltre  il  nominato  direttore  distin- 
guevansi  per  merito 

Laura  Bon  — Prima  attrice. 

Gaetanina  Colombino  — Prima  amo- 
rosa. 

Gian  Paolo  Callout  — Caratterista. 

1855.  — 3 Novembre  — Corso  di  30 
rappresentazioni  comiche  della  Compagnia 
Miutti- Mazzola  diretta  da  Giovanni  Pisenti. 
Gli  Artisti  primarii  erano: 

Claudia  Miulti  — Prima  attrice. 

Angela  Marini  — Amorosa. 

Verardini  Enrico  — Primo  attore. 

Cesare  Mazzola  — Brillante. 


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— 437  — 

27  Novembre  — La  Marini  dilettavasi 
anche  di  musica,  e nella  sera  di  sua  bene- 
ficiata cantò  con  accompagnamento  d’  Or- 
chestra una  Romanza  del  Maestro  Rìcci. 

1855.  — 10  Dicembre  — Fra  gli  atti 
della  produzione  comica  il  Vecchio  Caporale 
1 professore  G.  Briccialdi  flautista  eseguì 
una  fantasia  ed  un  capriccio  con  molta  mae- 
stria. 

11  Dicembre  — Serata  del  primo  attore 
Verardini. 

12  Dicembre  — In  tal  sera  fu  esposta 
una  farsa  in  due  atti  del  D.'  Paolo  Ferrari 
col  titolo  — Insistenza  Vince  Ostinazione 
— tratta  dalla  farsa  del  medesimo  — La 
Sgnora  Zvana  e al  Sgnor  Zemian. 

13  Dicembre  — Ultima  recita  della  Com- 
pagnia Miniti- Mazzola.  11  Briccialdi  animato 
dal  cortese  accoglimento  avuto  dal  Pubblico 
Modenese  si  produsse  di  bel  nuovo  eseguendo 
brillanti  pezzi  con  flauto. 

Carnevale  1855-56  — La  Compagnia  di 
Canto  di  questa  stagione  era  composta  delle 
seguenti  prime  parti: 

Prima  donna  — Carlotta  Lorenzetti. 
Tenore  — Giovanni  Giorgietti. 

Baritono  — Emilio  Rossi-Corsi. 
Basso-comico  — Cesare  Bellincioni. 

Con  diversi  comprimarii,  ed  i soliti  30 
coristi  d’  ambo  i sessi. 


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— 438  — 

Compagnia  di  Ballo. 

Coppia  danzante 

Vincenzina  Bertucci  — Celestino  De-Martini 
Altra  prima  ballerina  italiana 
Paolina  Wieland. 

Mimi  — Clementina  De-Martini  — Felice 
Sciaccaluga  — Bernardo  Mazzoni  — ed  S 
ballerine  di  mezzo  carattere  e 6 di  con- 
certo. 

26  Dicembre  — I suddetti  artisti  ese- 
guirono r opera  Leonora  del  Maestro  Mer- 
cadante  ed  un  divertimento  di  ballo  del  Co- 
reografo Sciaccaluga  col  titolo  la  Silfide. 
Lo  spettacolo  non  soddisfece  le  esigenze  del 
Pubblico,  per  cui  l’ Impresario  mentre  si 
occupava  di  provedere  alla  scrittura  di  un 
altra  prima  Donna,  annunziò  pel  30  dicembre 
la  produzione  dello  stesso  spettacolo  con 
aggiunta  di  pezzi  musicali  e ballabili  diversi. 

1856.  — 9 Gennaio  — Andò  in  iscena  il 
dramma  buffo  del  Maestro  Donizetti  — Don 
Pasquale  — colla  comparsa  della  nuova 
prima  donna  Carolina  Mongini.  L’  Opera  fu 
applaudita. 

14  Gennaio  — Fra  gli  atti  dell’  Opera  il 
cieco  Tommaso  Fasano  di  Napoli,  Professore 
di  clarino,  diede  un  concerto.  A suo  profitto 


— 439  — 

erano  riservate  soltanto  le  offerte  spontanee 
degli  accorrenti  nel  bacile  alla  porta  d’ in- 
gresso. 

Seguitava  sempre  a darsi  il  Ballo  la  Sil- 
fide. 

17  Gennaio  — Altro  concerto  istrumen- 
tale  e vocale  eseguito,  fra  gli  atti  del  Don 
Pasquale  e dopo  il  ballo  la  Silfide,  dai  co- 
niugi Zani  de’  Ferranti.  Il  marito  era  un 
valente  suonatore  di  chitarra  al  servizio 
del  Re  dei  Belgi,  e la  moglie  Eufemia  Wit- 
tman  una  distinta  virtuosa  di  canto. 

24  Gennaio  — Ultima  recita  dell’  opera 
Don  Pasquale  col  secondo  ballo  della  sta- 
gione Zora  e Tamas  del  Coreografo  Sciac- 
caluga.  In  detta  sera  fu  ripetuto  l’applaudito 
secondo  atto  del  Ballo  Esmeralda  particolar 
fatica  della  prima  ballerina  Vincenzina  Ber- 
tucci in  unione  al  suo  compagno  De- Mar- 
tini. 

25  Gennaio  — Dopo  1’  opera  festa  di 
ballo  mascherata  il  cui  introito  netto  fu  de- 
stinato per  metà  a profitto  degli  Orfani  per 
causa  del  Cholera. 

26  Gennaio  — Prima  rappresentazione 
dell’  opera  — / Falsi  Monetari  — ovvero 
D.  Eutichio  e Sinforosa  musica  del  Maestro 
Lssuro  Rossi.  La  parte  di  Sinforosa  fu  so- 
stenuta dalla  sucitata  prima  donna  Carlotta 
Lorenzetti. 


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— 440  — 

Vi  furono  i soliti  veglioni  negli  ultimi 
giorni  di  carnevale,  e le  ultime  due  recite 
della  stagione  ebbero  luogo  nei  giorni  9 e 10 
febbraio  primo  sabato  e prima  domenica  di 
quaresima. 

1856,  — 2 Marzo,  — L’  agenzia  teatrale 
Modenese  di  Achille  AUprandi  e socio  ap- 
prestò in  detta  sera  un  Accademia  vocale 
ed  istrumentale  a totale  benefìzio  degli  Or- 
fani pel  Cholera,  nella  quale  oltre  due  sin- 
fonie eseguite  dall’  orchestra  cantarono  di- 
verse Arie  e duetti  la  Carolina  Moreschi  ed 
Ercole  Antico.  Il  violinista  Carlo  Ferrari 
suonò  una  fantasia  sui  motivi  della  Lucrezia 
Borgia,  ed  il  finale  della  Lucia  di  Lammer- 
moor.  Quello  poi  che  rese  più  interessante 
questo  trattenimento  musicale  fu  il  gentile 
intervento  dal  Signor  Gio:  Battista  Ferrari 
socio  onorario  dell’  Accademia  filarmonica  di 
Modena  il  quale  sulla  chitarra  - decacordo 
esegui  una  scena  ed  aria  di  sua  composi- 
zione, e la  sinfonia  della  Semiramide  di  Ros- 
sini da  lui  ridotta  pel  difficile  istrumento  che 
esso  trattava  con  somma  maestria. 

1856.  — 6 Marzo  — Monsieur  Auboin- 
Brunet  Professore  Fisico  e Prestigiatore  del 
Palazzo  Reale  di  Parigi,  che  vantavasi  nel- 
r avviso  o programma  della  rappresentazione 
eh’  era  per  dare  nel  Teatro  Comunale  di  Mo- 


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— 441  — 

dena  d’essere  stato  delegato  dairAccademia 
di  Parigi  a prodursi  alla  presenza  della  Re- 
gina Vittoria  a Windsor  ed  a Londra,  diede 
un  variato  trattenimento  rallegrato  da  scelti 
pezzi  da  musica. 

24  Marzo.  — Corso  di  commedie  dato 
dalla  Compagnia  dell’artista  Francesco  Col- 
tellini, il  quale  rappresentava  le  parti  di 
carattere.  La  prima  donna  era  Claudia  Miniti. 
che  nell’  autunno  antecedente  era  stata  in 
Modena,  il  primo  attore  Antonio  Feoli.  Molto 
numeroso  era  il  personale  di  questa  compa- 
gnia; ma  per  brevità,  non  ricorderemo  alcun 
altro  all’  infuori  d’  uno  dei  tre  che  sostene- 
vano le  parti  brillanti  cioè  Francesco  Gai' 
Umberti  nostro  Modenese,  il  quale  aveva 
mosso  i primi  passi  nella  carriera  dramma- 
tica nel  privato  teatro  Favini,  carriera  che 
poscia  ha  abbandonato. 

Parlammo  già  (vedi  sotto  la  data  15  set- 
tembre 1852)  degl’  Impresari  che  condussero 
il  nostro  teatro  Comunale  sino  al  dicembre 
1855.  Nella  successiva  stagione  invernale 
l’Impresa  fu  tenuta  da  Ercole  Tinti,  inforza 
di  contratto  straordinario; ma  alli  25  Aprile 
1856  il  Comune  di  Modena  aprì  un  annuale 
appalto  d’impresa,  che  fu  assunto  dallo  stesso 
Tinti. 

1856.  — 27  Aprile  — La  Marietta  Sola 


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— 442  — 

modenese  che  in  addietro  avea  calcato  questo 
scene,  invitò  i suoi  concittadini  ad  una  Ac~ 
caderaia,  alla  quale  presero  parte,  oltre  la 
suddetta,  i cantanti  Luigi  Guadagnine  ed 
Arcangelo  Crociani,  non  che  i professori 
dell’  orchestra  ed  Antonio  Manfredini  violi- 
nista d’  anni  9. 

1856.  — 31  Maggio  — Concerto  di  chi- 
tarra-decacordo  di  Giambattista  Ferrari.  An- 
che in  questo  si  prestarono  gentilmente  i 
professori  d’  orchestra,  il  direttore  della 
quale  prof.  Antonio  Sighicelli  distintissimo 
violinista  ed  Alfonso  Ferrari  suonatore  di 
Piano,  eseguirono  un  pezzo  musicale  col  ti- 
tolo Rimembranze  del  Rigoletto. 

Il  bravo  chitarrista  G.  B.  Ferrari,  come 
giÀ  nell’Accademia  data  su  questo  teatro  li 
2 marzo  antecedente  riportò  molti  applausi, 
ed  ebbe  così  manifesta  prova  del  pieno  ag- 
gradimento de’  suoi  concittadini.  Ci  piace 
qui  riportare  i titoli  di  alcuni  fra  i pezzi 
eseguiti  dal  Ferrari  sul  Decacordo. 

Bouquet  aiuo  Dames  — Gran  fantasia 
su  motivi  di  Bellini. 

Addio  alV  amante  e partenza  del  co- 
scritto,  scena  di  villaggio  con  danza  campe- 
stre, e imitazioni  di  campana,  tamburi,  banda 
e trombe. 

1856.  — 1 Novembre  — Prima  recita 


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— 443  — 

della  Drammatica  Compagnia  Lombarda  con- 
dotta da  Zamarini  e Soci  diretta  da  Lu^i 
Aliprandi^  che  diede  un  corso  di  30  ra|>- 
presentazioni  in  abbonamento.  Daremo  al 
solito  i nomi  dei  principali  artisti: 

Siena  Pieri-Tiozzo  — Prima  attrice. 
Antonietta  Zamarini  — Amorosa. 

Luigi  Aliprandi  — Primo  attore. 
Antonio  Papadopoli  — Caratterista. 
Salvatore  Rosa  — Brillante. 

Stagione  del  Carnevale  1856-57. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  — Virginia  Pozzi. 

Tenore  — Guglielmo  Fedor. 

Baritono  — Francesco  Fatar. 

Basso  — Giovanbattista  Amici. 

Compagnia  di.  Ballo. 

Celebrità  danzante  e mima  assoluta 
Augusta  Maytoood. 

Coreografo  — Filippo  Termanini. 
Primo  ballerino  — Giuseppe  Ramacini. 

Primi  mimi  assoluti. 

Reparata  Rostagno  e Filippo  Termanini 
saddetto. 

Prima  ballerina  danzante  — Carolina 
Weiland. 


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— 444  — 

Con  6 prime  ballerine  italiane  e 32  bal- 
lerini di  mezzo  carattere  e di  concerto  del- 
r uno  e dell’  altro  sesso. 

1856,  — 27  Dicembre  — Prima  sera  di 
spettacolo.  Opera  i Due  Foscari  del  Maestro 
Verdi.  Ballo  Rita  Gautier.  Tanto  1’  una  che 
r altro  incontrarono  il  pubblico  aggradi- 
mento; ma  specialmente  il  ballo  in  grazia 
della  bravura  della  Maywood.  esimia  balle- 
rina, ed  eccellente  mima. 

1857.  — 1 Gennaio  — Essendo  indisposto 
il  primo  tenore  Fedor  ebbe  luogo  una  rap- 
presentazione straordinaria,  con  sospensione 
d’  abbonamento,  nella  quale  fu  eseguito  sol- 
tanto il  ballo  Rita  Gautier. 

4 Gennaio  — Fu  rappresentata  1’  opera 
i Due  Foscari  nella  quale  si  produsse  Au- 
gusto Fellini,  in  sostituzione  del  baritono 
Fatar.  Il  tenore  Fedor  ammalato  non  vi 
prese  parte,  e furono  quindi  ommessi  tutti 
quei  pezzi  nei  quali  avrebbe  dovuto  cantare. 
Per  compensare  tale  mancanza  la  prima 
donna  Pozzi  eseguì  la  Cavatina  di  Rosina 
nel  Barbiere  di  Siviglia. 

10  Gennaio  — La  seconda  opera  pro- 
messa, i Fidanzati  del  Maestro  Achille  Peri 
Reggiano,  essendo  ancora  in  concerto,  fu  in 
tal  sera  o per  alcune  altre  rappresentata  la 
Sonnambula  del  Bellini.  La  interpretarono 


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— 445  — 

la  Pozzi  il  Pellini  ed  Alberto  Bozzetti,  il 
quale  dopo  la  terza  rappresentazione  sciolse 
il  contratto  che  lo  legava  all’  Impresa. 

1857.  — 17  Gennaio  — Fu  data  l’intera 
opera  i Due  Foscari  producendosi  il  nuovo 
tenore  assoluto  scritturato  Tito  Palmieri. 
Continuava  sempre  a rappresentarsi  1’  ap- 
plauditissimo  ballo  Rita  Gautier. 

1857.  — 4 Febbraio  — Beneficiata  di 
Augusta  Maytoood. 

I palchi  di  5 fila  si  vendettero  in  tal  sera 
a L.  30,  e non  si  poterono  soddisfare  tutte 
le  domande  di  posti  d’  Orchestra. 

L’ incasso  della  serata  fu  d’ italiane  Lire 
1650,  12. 

Dai  loggioni  nel  momento  dei  più  fervidi 
applausi  cadde  una  pioggia  di  poesie  e di 
epigrafi,  le  quali  tributavano  all’  inarrivabile 
danzatrice  all’  inimitabile  mima  gli  entusia- 
stici sensi  di  un  popolo  meravigliosamente 
dilettato. 

• ( Parole  d'  una  delle  ricordate  epigrafi  ) 

10  Febbraio  — Finalmente  andò  in  iscena 
la  sucitata  opera  del  Peri  i Fidanzati  che 
piacque. 

Si  rappresentò  il  secondo  ballo  della 
stagione  l’ Esmeralda  di  Perròty  posto  in 
iscena  dal  Termanini,  nel  quale  la  rinomata 
Maytoood  ebbe  maggior  campo  di  far  valere 
la  potenza  del  suo  gesto. 


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— 446  — 

Le  Imperiali  Reali  Apostoliche  Maestà 
deir  Imperatore  Francesco  Giuseppe  I e del- 
r Imperatrice  Elisabetta  sul  principiare  del- 
r anno  1857  vennero  in  Italia,  e per  due 
mesi  circa  dimorarono  nel  Regno  Lombardo 
Veneto  dove  per  aifezionarsi  i loro  sudditi 
mostraronsi  generosi  coi  poveri,  beneficarono 
gli  ospedali  ed  altri  pubblici  stabilimenti,  e 
bandirono  amnistie.  Ciò  però  non  spense  la 
naturale  tendenza  del  popolo  all’  indipen- 
denza nazionale,  e non  impedì  che  le  armi 
e la  diplomazia  nel  1859  e nel  1866  riunis- 
sero sotto  un  solo  scettro  quella  bella  parte 
de’  dominii  di  casa  d’  Austria  al  Regno  Ita- 
liano. 

Durante  il  lungo  soggiorno  della  coppia 
Imperiale  a Milano  il  Duca  di  Modena  si 
lusingò  d’  averla  ospite  in  Modena,  e fra 
gli  altri  preparativi  fatti  pep  la  sperata  loro 
presenza  in  questa  città  il  Maestro  Ales- 
sandro G andini  aveva  messa  in  musica  una 
cantata  a cui  avrebbero  preso  parte  la  prima 
donna  Virginia  Pozzi,  e l’intiero  corpo  dei 
Coristi.  Quella  avrebbe  raffigurato  il  Genio 
di  Modena,  gli  altri  gli  abitanti  di  diverse 
nazioni  di  cui  si  compone  1’  Impero  d'Au- 
stria. 

Gl’  Imperiali  coniugi,  non  sappiamo  per 
quali  cause,  non  accettarono  l’ invito  de) 


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— 447  — 

Duca  Francesco  V loro  parente,  e perciò 
non  potè  aver  luogo  la  detta  cantata  nel 
teatro  Comunale  se  non  in  forma  aifatto 
privata,  e coll’  intervento  della  R.  Corte  del 
Corpo  Municipale  e di  pochissimi  invitati 
dal  Comune  e dal  Maestro  Gandini. 

La  cantata  fu  eseguita  salvo  errore  la 
sera  del  20  febbraio  1857,  e le  spese  rela- 
tive importarono  It.  L.  800  circa,  dello  quali 
L.  130  furono  impiegate  in  un  oggetto  di 
oreficeria  regalato  alla  Pozzi. 

1857.  — 1 Marzo  — Prima  domenica  di 
<luaresima.  ultima  recita  della  stagione. 

Numerosissimo  fu  il  concorso  al  teatro,  e 
vivissimi  applausi  furono  prodigati  a tutti 
gli  artisti.  Furono  venduti  947  biglietti  di 
ingresso,  210  d’  orchestra,  250  di  loggione, 
e r incasso  totale  fu  L.  1384. 

La  consuetudine  porta  che  l’ultima  rap- 
presentazione dello  spettacolo  sia  in  abbo- 
namento, e così  fu  in  quest’  anno.  Diversa- 
ménte  r incasso  sarebbe  stato  maggiore, 
giacché  il  numero  degli  abbonati  saliva  alla 
cifra  di  500.  Fra  le  persone  che  popolavano 
il  teatro  100  v’  intervennero  gratis. 

L’ impresario  Ercole  Tinti  per  1’  allesti- 
mento dello  spettacolo  del  carnevale  1856  57 
ebbe  dal  Comune  L.  26,500.  PiU  fortunato 
del  suo  antecessore  guadagnò  in  detta  sta- 
gione più  di  L.  5000. 


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— 448  — 

Nanettx  Casimiro  per  la  stagione  di  pri- 
mavera dell’anno  1857  allestì  nel  Comunale 
teatro  di  questa  città  uno  spettacolo  con- 
sistente in  due  opere  buffe.  Scritturò  a tal 
effetto  la  sottonotata  compagnia  di  canto. 

Prima  donna  — Elisa  Lipparini 

Tenore  — Achille  Errani. 

Baritono  — Luigi  Ferrario. 

Basso  — Raimondo  Buffagni. 

Buffo  — Zamhelli  Giovanni. 

28  Marzo  — Pipelet  melodramma  giocoso 
del  M°  S.  A.  De-Ferrari. 

1857.  — 2 Maggio  — Crespino  e la  Co- 
mare dei  Maestri  Fratelli  Ricci. 

Queste  due  opere  eseguite  dai  suddetti 
artisti  furono  ben  accette  al  pubblico,  il 
quale  colla  frequenza  al  teatro  mostrò  d’es* 
seme  soddisfatto. 

16  Maggio  — La  compagnia  Drammatica 
Lombarda  diede  principio  nella  contro  se- 
gnata sera  ad  un  corso  di  scelte  rappresen- 
tazioni. Era  dessa  composta  dei  soggetti*  qui 
appresso  nominati. 

Giuseppina  Zuanetti  Aliprandi  — Pri- 
ma attrice. 

Amalia  Maj croni  Tassani  — Prima  don- 
na giovine. 

Enrichetta  Casilini  — Seconda  donna. 

Marianna  Torta  — Prima  amorosa. 


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— 449  — 

Luigi  Aliprandi  — Primo  attore  con- 
duttore e direttore  della  compagnia. 

Giuseppe  Buonamici  — Primo  attore 
giovane. 

Domenico  Cesari  — Brillante. 

Antonio  Papadopoli  — Caratterista  e 
promiscuo  ed  altri  20  artisti. 

1857.  — 15  Giugno  — Tombola  in  piazza 
assicurata  in  Austriache  Lire  1905  ripartite 
in  varii  premii.  Ne  assunse  l’ impresa  il  sud- 
detto direttore  della  compagnia  Lombarda, 
la  quale  alla  sera  diede  una  rappresentazione 
drammatica. 

1857.  — Ottobre  — Breve  Corso  di 
Commedie  dato  dalla  compagnia  di  Giovanni 
Battista  Zappetti.  Questi  sosteneva  le  parti 
comiche  e di  carattere.  Alamanno  Morelli 
era  il  primo  attore  ed  insieme  il  direttore 
della  compagnia.  Leonilde  Velli  la  prima 
attrice,  Luigi  Gattinelli  il  brillante. 

1857.  — 2 Novembre  — Coloro  fra  Mo- 
denesi, che  prendevan  diletto  dalle  comiche 
rappresentazioni,  non  mancarono  nel  corso 
dell’  anno  1857  di  questo  geniale  diverti- 
mento; giacché  tre  compagnie  drammatiche 
successivamente  agirono  al  nostro  teatro 
Comunale.  Due  le  abbiamo  ricordate,  quelle 
cioè  dirette  dagli  artisti  Aliprandi  e Morelli: 
ora  parleremo  dell’  altra  condotta  e diretta 


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— 480  — 

da  Givmnni  Leigheb,  che  diede  più  di  30 
rappresentazioni  in  detto  teatro  nella  sta- 
gione autunnale. 

Ecco  i nomi  principali  del  personale  ar- 
tistico. 

Annetta  Pedrettì  — Prima  attrice. 

Francesco  Sterni  — Primo  attore. 

Costantino  VenturoU  — Caratterista. 

Giovanni  Leigheh  — Brillante. 

I detti  artisti  coadiuvati  dal  resto  della 
compagnia  eseguirono  alcune  novità  teatrali, 
seppero  sempre  mantener  popolato  il  teatro, 
e riscossero  applausi. 

1857.  — 29  Novembre  — Fra  gli  atti 
della  commedia  la  Cieca  di  Sorrento  data 
dalla  Compagnia  Leigheh  il  giovinetto  Man- 
fredini  Antonio  esegui  sul  violino  due  temi 
con  variazioni  composti  dal  Signor  Carlo 
Barbi. 

Quel  fanciullo,  che  ricevette  applausi  di 
incoraggiamento  nell’  accademia  data  li  27 
aprile  dell’  anno  antecedente,  anche  questa 
volta  ebbe  segni  d’  approvazione. 

1857.  — 2 Dicembre  — 11  Dottor  Paolo 
Ferrari  affidò  alla  compagnia  Leigheh  la 
esecuzione  di  un  suo  lavoro  drammatico  di 
cui  curò  egli  stesso  la  messa  in  scena.  Era 
questo  La  Satira  e Parini  commedia  storica 
in  4 atti,  ognuno  de’  quali  offriva  un  pìccolo 


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— m — 

•quadro  dei  quattro  canti  del  Poema  Pari- 
niano:  il  primo  atto  compendiava  il  Mattino 
■con  la  Toletta  del  giovine  Signore,  il  se- 
condo il  Mezzogiorno  col  Pranzo  illustre,  il 
terzo  il  Vespro  col  Passeggio,  il  quarto  la 
Notte  colla  Conversazime.  La  commedia  scrit- 
ta in  eleganti  martelliani,  fu  ascoltata  con 
attenzione,  ed  applaudita  con  entusiasmo.  Il 
Marchese  Colombi,  uno  dei  personaggi  di 
questa  commedia,  è divenuto  proverbiale. 

12  Dicembre  — Fra  gli  atti  della  com- 
' media,  rappresentata  in  questa  sera  dalla 
suddetta  compagnia,  le  rinomate  violiniste 
Virginia  e Carolina  Femi  diedero  un  con- 
certo. La  Carolina  eseguì  una  Fantasia  col 
titolo  la  Figlia  del  Reggimento,  la  Virginia 
un’  altra  Fantasia  di  Artot  sopra  motivi  della 
Sonnambula  e del  Pirata,  entrambe  poi 
suonarono  a due  violini  una  gran  Sinfonia 
concertata,  ed  il  Carnevale  di  Venezia.  Lo 
entusiasmo  che  destarono  queste  due  vez- 
zose ed  abilissime  suonatrici  fu  grande,  e 
uon.  solo  si  manifestò  con  frenetici  battimani 
nel  teatro;  ma  dopo  lo  spettacolo  i giovani 
ammiratori  delle  Femi,  recatisi  presso  lo 
Albergo  del  Leopardo,  dov’ erano  alloggiate, 
con  vive  acclamazioni  le  festeggiarono,  nè 
dipartironsi  se  non  dopocchè  desse,  coll’  af- 
facciarsi al  balcone,  mostrarono  d’ aggradire 
la  spontanea  ovazione.  29 


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— 452  — 

1857.  — 26  Dicembre  — S’  inaugurò  la 
stagione  di  carnevale  coll!  opera  del  Maestro 
Enrico  Petrella  — L’Assedio  di  Leida  — • e 
col  ballo  di  Rota  — Un  fallo  — con  musica 
dei  Maestri  Muzzi  e Oiorza. 

Daremo  r elenco  de’ principali  artisti  che 
agirono  in  questo  spettacolo. 

Prima  donna  — Enrichetta  Weiser. 

Tenore  — Antonio  Prudenza. 

Baritono  — Francesco  Massiani. 

Basso  — Carlo  Zucchelli. 

Primi  ballerini  di  rango  francese 

'Annetta  Orsini  — Valentino  Cappon. 

Primi  mimi 

Gesualda  Montani  — Lodovico  Montani 
— Bortolo  Sani  — Giuseppe  Bini  coreografo 
riproduttore  dei  balli,  con  altri  mimi,  6 pri- 
me ballerine  italiane  ed  oltre  40  primi  e 
secondi  ballerini  e ballerino  di  mezzo  ca- 
rattere. 

Lo  spettacolo  per  ogni  riguardo  scelto 
e decoroso  incontrò  il  pubblico  favore. 

1858.  — 1 Gennaio  — .L’  entusiasmo 
destato  nei  Modenesi  dalle  sorelle  Perni 
col  concerto  del  12  dicembre  del  caduto 
anno  indusse  le  esimie  violiniste  a darne  in 
tal  sera  un  secondo.  Si  produssero  in  unione 


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— 453  — 

ai  cantanti  dell’  Opera  in  corso,  i quali  can- 
tarono «variati  pezzi  musicali.  Le  Perni  ese- 
guirono con  ammirabile  precisione  e senti- 
mento diverso  fantasie  ed  altro  composizioni 
di  Bach  e di  Aland. 

Il  prezzo  d’ ingresso  alla  platea  e palchi, 
che  ordinariamente  era  di  L.  1 italiana,  in 
tal  sera  fu  portato  a L.  1, 44.  Essendo  il 
primo  giorno  dell’  anno,  il  teatro,  secondo 
il  consueto,  fu  illuminato  a giorno. 

L’  esito  del  gran  concerto  vocale  ed  i- 
strumentale  suddetto  fu  ottimo:  se  la  Weiser 
il  Pruderisa,  il  Masnani  e il  Zucchelli  furono 
applauditi,  la  Virginia  e Carolina  Perni  fu- 
rono applauditissime,  e di  più  in  loro  onore 
venne  stampato  un  sonetto. 

14  Gennaio  — La  seconda  opera  scelta 
per  la  stagione  fu  1’  Emani  del  Maestro 
Verdi  interpretata  dai  sucitati  artisti. 

23  Gennaio  — Secondo  Ballo  del  coreo- 
grafo Bota  con  musica  del  Maestro  Madoglio 
— Jl  Giuocatore. 

Per  questo  nuovo  ballo  1’  Impresa  scrit- 
turò la  celebrità  danzante  Sofia  Fuoco  che 
per  la  terza  volta  compariva  su  queste  scene. 
La  bravura  della  Fuoco,  e la  precisa  esecu- 
zione di  alcuni  stupendi  ballabili  trassero  il 
pubblico  a clamorose  dimostrazioni  d'  aggra- 
dimento. 


— 454  — 

1858.  — 4 Febbraio  — Serata  del  tenore 
Vi'udenzu.  Oltre  1’  esecuzione  parzi£^e  del- 
r Emani  ebbe  luogo  1’  atto  terzo  dei  Lom- 
bardi. 

La  stagione  si  chiuse  colla  Domenica  21 
Febbraio. 

Gli  ammiratori  dell’  esimia  cantante  En- 
richetla  Weiser  fecero  eseguire  in  Modena 
il  suo  ritratto.  Fu  questo  litografato  nello 
studio  Goldoni  sopra  disegno  del  bravo  pit- 
tore Modenese  Giovanni  TassU  il  quale  nel 
1854  aveva  colorito  al  vero  il  bel  gruppo 
di  statue  del  celebre  plastico  Guido  Maz- 
zoni^ che  si  ammira  nella  Chiesa  di  S.  Gio- 
vanni Battista  in  Modena.  Mori  il  Tassi  im* 
maturamente  a Torino  nel  gennaio  1866. 

L’  impresa  del  teatro  Comunale  nella 
stagione  invernale  1857-58  fu  assunta  dai 
socii  Savi  e Walpot.  Compresa  la  dote  di 
L.  35000  incassarono  L.  73406,34  ne  spesero 
91872,30:  e quindi  ebbero  una  perdita  di 
L.  18465,96. 

1858.  — 23  Febbraio  — Prima  rappre- 
sentazione data  dalla  Compagnia  Mimo-pla- 
stico-ginnastica  dirotta  dagli  artisti  Eugenio 
Averino'e  Leopoldo  Giovanardi  e composta 
di  16  individui. 

Questa  compagnia  intrattenne  il  Pubblico 
con  danze  sulla  corda,  quadri  plastici  e 
pantomime. 


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— 4»8  — 

Dal  6 marzo  in  avanti  si  aumentò  di  sei 
nuovi  artisti,  e quindi  le  rappresentazioni 
furono  più  variate  e le  pantomime  più  gran- 
diose. 

Chiuse  il  corso  de’  suoi  esercizi  la  sera 
del  14  marzo. 

1858.  — 19  e 20  Marzo  — Antonio  Grassi 
noto  prestigiatore  nelle  due  controcitate 
sere,  invitò  i Modenesi  ad  un  trattenimento 
di  ventrilocuzione  dantilomanzia,  e trasfor- 
mazioni. In  unione  al  medesimo  agiva  Romeo 
suo  figlio  quattordicenne. 

1858.  — 5 Aprile  — Corso  di  rappre- 
sentazioni drammatiche  dato  dalla  compagnia 
Nazionale  Subalpina  diretta  da  Luigi  Ro- 
botti  nel  personale  artistico  della  quale  fi. 
guravano  fra  le  attrici 

Antonietta  Robotli  — Tassani  Amalia 
— Vestri  Luigia  — Bernieri  Teresa  di  Cor- 
reggio. della  quale  artista  si  è già  parlato 
in  questa  Cronistoria. 

Fra  gli  attori  distinguevansi 
Vestri  Gaetano  — Diligenti  Angelo  — 
Rosa  Salvatore. 

1858.  — Maggio  — Il  Profeta  grandiosa 
opera-ballo  del  Maestro  Meyerbeer  cantata 
dagli  artisti  sotto  nominati. 

Giulia  Sanchiolì  — Luigia  Rolaiidini  — 
Agostino  Pagnoni  — Guglielmo  Giordani  — 


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— m - 

Luigi  Rossi  — Raimondo  Buffagni  — Ari' 
ionio  Galletti. 

. I ballabili  diretti  dal  coreagrafo  Giuseppe 
Lasina  erano  eseguiti  da  quattro  prime  bal- 
lerine italiane,  e da  sedici  ballerini  di  mezzo 
carattere  d’  ambo  i sessi. 

A questo  spettacolo  messo  in  iscena  con 
lusso,  ed  interpretato  mirabilmente  il  pub- 
blico per  molte  sere  accorse  numeroso,  com- 
movendosi alle  sublimi  ispirazioni  del  Meyer- 
heer  ed  applaudendo  ai  bravi  cantanti,  ma 
specialmente  alla  Sanchioli,  che  colla  robu- 
sta sua  voce  di  contralto,  e con  una  per- 
fetta azione  drammatica  rendeva  interessan- 
tissima la  parte  da  lei  sostenuta. 

1858  — 17  Giugno  — La  seconda  Opera 
di  questa  stagione  fu  il  Trovatore  di  Verdi 
già.  rapprosantato  su  queste  scene;  ma  che 
iiullameno  riscosse  la  generale  approvazione 
per  la  bravura  dei  sottonoraiuati  artisti  ai 
quali  ne  fu  affidata  1’  esecuzione: 

Luigia  Ponti  — Leonora. 

La  Sanchioli  suddetta  — Azucena, 
Antonio  Carapia  — Conte  di  Luna. 
T'incenzo  Sarti  — tenore  di  cartello  — 
Manrico.  . 

Luigi  Rossi  — Ferrando. 

Ed  altre  buone  seconde  parti. 

La  comparsa  del  tenore  Sarti  fece  salire 


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— 457  — 

il  prezzo  del  viglietto  d’ ingresso  alla  platea 
e palchi  da  una  lira  a lire  it.  1,  44. 

26  Giugno  — Fu  data  V opera  il  Trovato- 
re  omettendo  nel  terzo  atto  il  Coro  ed  11 
Terzetto.  Per  compenso  fu  eseguita  dalla 
Cecilia  Paini  una  gran  fantasia  per  arpa 
‘sopra  motivi  dell’opera  il  Mosè  composizione 
di  E.  Parish  Alvar,  e la  Sanchioli  coll’  altra 
prima  donna  Oiuseppina  Zangheri  cantarono 
la  gran  scena  e il  finale  dell’  opera  Giulietta 
e Romeo  del  Maestro  Vaccai. 

1858.  — 27  Giugno  — Ultima  rappre- 
sentazione della  stagione. 

L’ impresario  Lorenzo  Corti  di  Ferrara 
per  questo  spettacolo  di  cui  abbiamo  parlato 
ebbe  in  dote  25000  lire,  ed  in  24  rappre- 
sentazioni (17  del  Profeta  e 7 del  Trovatore) 
incassò  L.  21230,  68.  Il  totale  incasso  fu 
• quindi  di  L.  46230,68.  Le  spese  serali  am- 
montarono ad  oltre  L.  9000,  ma  quelle  della 
compagnia  di  canto  scenario  vestiario  e 
musica  ci  sono  ignote,  e perciò  non  possiamo 
dare  il  relativo  bilancio  completo. 

Il  Maestro  Alessandro  Gandini  essendo 
stato  nel  1858  e 1859'  Conservatore  del  Co- 
piune,  per  la  conosciuta  sua  intelligenza  e 
pratica  nelle  cose  teatrali,  fu  sempre  a quel 
tempo  con  vantaggio  del  Municipio  e del 
Pubblico  interpellato,  ed  ascoltato. 


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— 488  — 

1858.  — 3 Luglio  — La  compagnia  a» 
crobatica  fantastica  Chiarini  di  passaggìo- 
per  Modena  offrì  un  variato  trattenimento- 
con  pantomime. 

13  Luglio  — Corso  di  12  rappresenta- 
zioni dato  dalla  compagnia  dell’artiata  G.  B.. 
Zappetti  ed  inaugurato  in  tal  sera  colla 
commedia  di  Riccardo  Castelvecchio  allora 
nuovissima  — La  Donna  Romantica  ed  il 
Medico  Omeopatico. 

Nell’  autunno  dell’  1858  la  drammatica 
compagnia  Lombarda  condotta  da  Zamarini 
e socio  agi  nel  nostro  Teatro  Comunale. 

Elenco  degli  ArtistL 

Prima  donna  — Carolina  Caracciolo 
Ajudi. 

Amorosa  — Zamarini  Antonietta. 

Madre  nobile  — ^ Zamarini  GiovanninaS 

Primo  attore  — Carlo  Lollio. 

Caratterista  — Fortunati  Filippo. 

Amoroso  — Alessandro  Grisanti. 

Brillante  — Amilcare  Ajudi. 

Generico  — Filippo  Parducci. 

Questa  compagnia,  che  oltre  i sopra  no- 
minati annoverava  nel  suo  personale  altri 
18  individui,  diede  32  recito  in  abbonamento , 
eseguite  con  non  comune  bravura. 

La  prima  recita  ebbe  luogo  il  2 na- 
vembre. 


DìgilizecL 


— 489  — 

Fra  gli  atti  delle  commedie  rappresentate 
dalla  Compagnia  Lombarda  si  produssero- 
alcuni  cantanti  e suonatori  de’  quali  fareme 
memoria. 

1858.  — 15  Novembre  — Cleofe  Man- 
nini  prima  donna,  Stefano  Tedeschi  baritono  • 
Modenese  ed  il  buffo  comico  Lodovico  Man- 
nini  cantarono  alcuni  pezzi  del  Don  Procopio^ 
dei  Due  Foscari  e della  Lucia  di  Lammer- 
moor. 

18  Novembre  — I fratelli  Guglielmo  e 
Carlo  Andreoli  valentissimi  suonatori  di  pia- 
noforte prima  di  allontanarsi  nuovamente 
dalla  patria  per  le  loro  pellegrinazioni  arti- 
stiche, aderendo  alle  brame  de’  loro  Mece- 
nati, fra  quali  ci  piace  rammentare  il  testé 
defunto.  Marchese  Raimondo  Montecuccoli’ 
Laderchi,  eseguirono  varii  pezzi  di  compo- 
sizione di  A.  Fumagalli. 

1858.  — 2 Dicembre  — Beneficiata  del 
primo  attore  C.  Lollio  il  quale,  come  dilet- 
tante, cantò  la  cavatina  per  baritono  nell’o- 
pera i Masnadieri  con  accompagnamento  di. 
orchestra.  In  detta  sera  la  giovine  esordiente 
Chiara  Castelvecchio  per  favorire  il  benefi- 
ciato recitò  un  racconto  poetico  di  Arnaldo- 
Fusinato. 

11  Dicembre  — Serata  della  prima  at- 
trice Carolina  Caracciolo  Ajudi.  Fu  rappre- 


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— 460  — 

sentata  dalla  compagnia  Lombarda  — U In- 
dovina  — nuovissima  produzione  scritta  dalla 
Signora  Maria  Teresa  Ferrari  Bosi  fra  i 
poeti  Corinna  Felsinea. 

. 13  Dicembre  — Ultima  recita  a benefizio 
del  succitato  baritono  Tedeschi. 

. 26  Dicembre  — Secondo  il  solito  in  tal 
sera  ebbe  cominciamento  lo  spettacolo  di 
carnevale,  che  fu  inaugurato  coll’  opera  — 
Lida  di  Granata  — del  Maestro  G.  Apollonia 
od  il  ballo  Beatrice  di  Gand  del  Coreografo 
A.  Cortese, 

Artisti  di  Canto. 

Prima  donna  — Ghita  Ottonelli  Bre- 
sciani. 

Tenore  — Tito  Palmieri. 

Baritono  — Gaetano  Giori. 

Basso  — Luigi  Venerandi. 

Con  diversi  comprimarii. 

Artisti  di  ballo. 

Prima  ballerina  d’  obbligo  mimo-danzante 

Amina  Boschetti. 

Primo  ballerino  di  rango  francese 

V Luigi  Montella. 

Prima  ballerina  italiana 
Odustppina  Pratesi. 


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— 461  — 

Sei  mimi,  e 32  ballerini  di  mezzo  ca- 
rattere d’  ambo  i sessi. 

Tanto  r Opera  che  il  Ballo,  pel  merito 
di  alcuni  de’  primarii  artisti  suaccennati,  in* 
contro  il  pubblico  favore;  il  concorso- però 
al  teatro  non  fu  quale  meritava  l’apprestato 
spettacolo,  in  causa  delle  preoccupazioni 
politiche  che  agitavano  gli  animi  de’  citta- 
dini. 

1859.  — 11  Gennaio  — Andò  in  iscena 
un  nuovo  balletto  di  mezzo  carattere  — La 
forosetta  soldato  — del  coreografo  Pratesi. 

La  Boschetti,  nel  grazioso  costume  di 
soldato  fece  spiccare  il  suo  brio  e la  sua 
disinvoltura,  come  nel  ballo  grande  Beatrice 
di  Gand,  che  pure  fu  dato  sebbene  non  in- 
tero in  tal  sera,  si  fece  ammirare  ballerina 
di  buona  scuola.  Seguitava  sempre  a darsi 
Lida  di.  Granata.  . 

25  Gennaio  , — Prima  rappresentazione 
dell’  Opera  la  Straniera  del  Maestro  Bellini 
interpretata  dagli  stessi  soggetti  che  rap- 
presentarono r Opera  antecedente:  ad  essi 
però  venne  aggiunta  la  Marietta  Amadio. 
La  Straniera  non  incontrò;  nullameno  fu 
data  per  altre,  sere  sostituendo  provisoria- 
mente alla  Ottonellù Bresciani  1’  altra  prima 
donna  Benedetta  - ColleonvCorii. 

1859.  — 12  Febbraio' — Per  due  setti- 


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462  — 

roane  circa  si  andarono  alternando  le  sud- 
dette Opere  colla  prima  donna  provvisoria;, 
roa  scritturati  alfine  i due  nuovi  artisti  Luigia 
Ahhadia  e Spiga  Lodovico  potè  andare  in 
iscena  il  Poliuto  del  Maestro  Donizetti  spar- 
tito che  assai  fu  aggradito  dal  pubblico. 

17  Febbraio  — Il  secondo  ballo  della 
stagione  — La  Capanna  di  Tom  — del  co- 
reografo G.  Rota  riprodotto  da  F.  Pratesi 
ebbe  la  sua  prima  rappresentazione  nella 
sera  indicata. 

21  Febbraio  — Straordinaria  festa  da 
ballo  mascherata 

Il  biglietto  d’ingresso  costava  3 lire  aa- 
striache:  ciò  non  ostante  il  concorso  fu  di- 
screto. 

1859.  — 3 Marzo  — Serata  della  prima 
ballerina  Amina  Boschetti.  Furono  dati  due 
atti  del  Poliuto^  il  ballo  grande  la  Capanna 
di  Tom  ed  il  divertimento  danzante  — La 
Rasiera  — nel  quale  oltre  il  passo  a due  la 
Beneficiata  esegui  ancora  colle  prime  bal- 
lerine italiane  Giuseppina  Pratesi  e Carolina 
Saverni  un  applaudito  passo  a tre. 

L’ introito  intero  della  serata  ( Italiane^ 
L.  1192,79)  giusta  i patti  di  scrittura,  fu 
consegnato  alla  Boschetti. 

6 Marzo  -—Ultima  domenica  di  carnevale. 
Rappresentazione  d'opera  e ballo,  indi  grauda 


— 463  — 

Veglione  mascherato.  Poco  fu  il  concorso  a 
questo  veglione  in  causa  di  alcuni  viglietti 
sparsi  per  la  città,  nei  quali  s’ invitavano  i 
Modenesi  a non  andare  nè  a corsi  nè  a ve- 
glioni per  fare  una  dimostrazione  in  senso 
ostile  al  governo.  L’ impresario  introitò  sol- 
tanto It.  L.  258,  compresi  alcuni  viglietti 
mandatigli  a casa. 

7 Marzo  — Lunedi.  Ultimo  veglione.  Lo 
incasso  fu  anche  minore  dell’  antecedente 
non  essendo  stato  che  d’  It.  L.  236. 

8 Marzo  — Serata  della  prima  donna 
assoluta  Luigia  Abbadia  la  quale  esegui  al- 
cune variazioni  dell’  opera  Cenerentola  con 
coro  ed  accompagnamento  d’  Orchestra. 

Toccarono  all’  Abbadia  L.  368,  19  metà 
del  totale  incasso  fatto. 

12  e 13  Marzo  ■—  Primo  sabato  e prima 
domenica  di  Quaresima.  Ck>u  queste  due 
rappresentazioni,  nelle  quali  furono  dati  va- 
riati spettacoli  d’ opera  e ballo,  si  chiuse  la 
stagione  del  carnevale  1858-59. 

L’  impresario  Lorenzo  Corti  per  lo  spet- 
tacolo di  primavera  scritturò  la  seguente 
compagnia  di  canto. 

Prima  donna  — Sofia  Vera  Lorini. 

Tenore  — Francesco  Mazzoimi. 

Baritono  — Carlo  Visai. 

Basso  — Marco  Chini. 


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— 464  — 

Coi  rispettivi  comprimarii  e seconda 
parti. 

1859,  — 9 Maggio  — Andò  in  iscena 
r Araldo  del  Maestro  Verdi.  Benché  lo  spet- 
tacolo apprestato  fosse  buono,  il  teatro  non 
era  frequentato;  giacché  gli  atteggiamenti 
guerreschi  delle  potenze,  le  aspirazioni  di 
alcuni,  i timori  di  altri  troppo  preoccupavano 
gli  animi  de’  Modenesi,  e li  rendevano  alieni 
dai  scenici  trattenimenti.  L’  Araldo  fu  rap- 
presentato tre  volte,  poi  si  chiuse  il  teatro 
essendo  fuggito  l’ impresario.  Questi  chiese 
più  tardi  compensi  al  Comune;  ma  gli  furono 
negati. 

Le  sorti  d’Italia  in  questa  epoca  memo- 
randa stavansi  per  decidere  sui  cruenti  campi 
di  battaglia  in  Lombardia.  Il  Duca  France- 
sco V alle  5 antemeridiane  del  11  giugno 
1859  abbandonò  la  città  di  Modena,  che  sino 
dal  1598  era  stata  la  capitale  de’  dominii 
Estensi,  e con  esso  se  ne  allontanarono  le 
sue  truppe,  la  guarnigione  Austriaca,  e pa- 
recchie famiglie  ed  indivìdui  per  impieghi 
od  affezione  attaccati  all’  Austro  Estense. 
Basti  aver  ciò  ricordato  per  quanto  può 
avere  riferimento  alla  storia  del  teatro  di 
cui  ci  occupiamo,  e così  pure  nulla  aggiun- 
geremo circa  i successivi  avvenimenti  poli- 
tici di  queste  provincie  se  non  in  quanto  ci 


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— 465  — 

possano  dar  materia  all’  argomento  che  trat- 
tiamo. 

1859.  — 3 Luglio  — Accademia  vocale 
ed  istrumeutale  a benefizio  delle  famiglie 
dei  .contingenti  per  la  guerra  dell’  Indipen- 
denza Italiana. 

Il  professore  Carlo  eseguì  colla 

conosciuta  sua  bravura  tre  scelti  pezzi  sul 
pianoforte  cioè;  La  buona  ventura  canzone 
andalusa  di  Yradier  variata  da  A.  Fumagalli, 
le  hananier  canzone  dei  negri  di  L.  Cott- 
schalk,  ed  una  grande  fantasia  del  Fuma- 
galli su  motivi  della  Norma. 

Alessandro  Meschieri  diede  un  concerto 
di  clarino. 

I Coristi  cantarono  un  Inno  Nazionale 
appositamente  musicato  dal  Maestro  Rossi 
con  parole  della  Marchesa  Bernardi. 

I virtuosi  di  canto  Marietta  Corticelli  e 
Proni  Filippo  si  produssero  in  duetti  ed 
arie  di  opere  del  Maestro  Verdi. 

L’  Andreoli.,  1’  Orchestra,  i Coristi  e gli 
inservienti  del  teatro  si  prestarono  gentil- 
mente. 

Questa  Accademia  era  stata  annunziata 
pel  23  giugno  antecedente,  ed  indi  sospesa 
per  indisposizione  di  alcuni  professori  della 
orchestra. 

L’ incasso  netto  da  spese  risultò  di  it* 
L.  222,  90.  * 


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— 4^66  — 

1859.  — 24  Luglio  — La  'banda  dei 
[granatieri  Toscani  diretta  dall’  esimio  prof. 
Enea  Brizzi,  1’  orchestra,  i cantanti  Bellin- 
doni  Gambetti  e Mistrali.  e le  ballerine 
Bossi  Pratesi  e Fiocchi  diedero  un  variato 
'trattenimento  di  suono  canto  e ballo.  11 
Brizzi  fu  applauditissimo  nel  concerto  per 
tromba  di  sua  composizione  e da  lui  stesso 
«eseguito. 

Nelle  sere  13  e 20  agosto  il  poeta  estem- 
poraneo 4vv.°  Antonio  Bindocci  da  Siena 
•diede  due  accademie.  Gli  argomenti  dati  e 
trattati  per  la  massima  parte  furono  politici. 
Nella  prima  accademia  esegui  scelti  pezzi 
> di  musica  la  suddetta  banda  dei  granatieri 
Toscani  diretta  da  Enea  Brizzi^  al  quale 
alcuni  Modenesi  in  tal  circostanza  dedicarono 
un’  enfatica  epigrafe,  nella  seconda  quella 
■ del  3^  Reggimento  Toscano  diretta  dal  prof. 
Lorella. 

Nell’  autunno  'del  1859  nel  Teatro  Co- 
onunale  di  Modena  furono  rappresentati  due 
melodrammi  giocosi  dai  sotto  nominati  ar- 
'tisti. 

Pietro  Mattioli  Alessandrini  — Caprina 
Vaitorta  — Angiolina  Vinea  — Francesco 
‘Catari  — Ranieri  Baragli  — Annibaie  Mi- 
cheioni — Stefano  Tedeschi. 

1859.  — 17  Settembre  — Prima  opera 

« 


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— 467  — 

baffa  — Il  Mantello  — musica  del  Maestro 
Carlo  Romani. 

1859,  — 1 Ottobre  — Seconda  opera  — 
Gli  Esposti  — del  Maestro  Luigi  Ricci. 

Il  Mattioli  già  udito  in  passato  su  queste 
scene  ottenne  plauso  specialmente  nella  sera 
del  15  ottobre  destinata  a suo  beneficio,  e 
tatti  gli  altri  cantanti  contribuirono  al  buon 
esito  degli  spartiti  suddetti. 

Nelle  sere  18  e 20  settembre  fu  eseguito 
da  tutta  la  compagnia  di  canto  e dai  coristi 
— Il  canto  dei  soldati  Itoliani  — parole  di 
P.  Pieri  musica  del  Mattioli,  con  accompa- 
gnamento della  banda  militare  dell'artiglieria 
stanziale. 

Il  basso  comico  MaiHoli  cantò  pure  per 
varie  sere  fra  gli  atti  delle  opere  suddette 
un’  aria  dell’  opera  il  Pipelet  ed  Un  Sognacelo 
poesia  di  Marcelliano  Marcelli. 

16  Ottobre  — Ultima  rappresentazione 
della  stagione.  I professori  Enea  Brizzi  e 
Luigi  d' Aloè  soonovono  negl’ intervalli  degli 
atti  dell’  opera  — Oli  Esposti  — scelti 
pezzi  di  musica,  e la  prima  donna  A.  Vinca 
cantò  la  cavatina  della  Betlg. 

Di  questo  spettacolo  fu  impresario  A. 
Pecari  il  quale  intascò  di  guadagno  italiane 
L.  2188, 57. 

Alle  opere  buffe  successero  nel  Comunale 

30 


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— 468  — 

le  Commedie.  La  compagnia  di  Francesco 
Sterni  dal  29  ottobre  al  18  dicembre  1859 
ne  rappresentò  51.  11  suddetto  proprietario 
della  compagnia  ne  era  il  primo  attore,  El- 
vira Raspini  la  prima  attrice,  Costantino 
VenturoH  il  caratterista,  Antonio  Giardini 
il  brillante  ed  altri  19  artisti  d’ ambo  i 
sessi  sostenevano  le  parti  amorose  e gene- 
riche. 

Fra  le  molte  rappresentazioni  date  dalla 
Compagnia  Sterni  ricorderemo  quelle  sol- 
tanto che  offrono  al  Cronista  qualche  inte- 
ressante particolare  degno  di  memoria. 

1859.  — 18  Novembre  — Fra  gli  atti 
della  commedia  i fratelli  Andreoli  eseguirono 
da  valentissimi  artisti  brillanti  e difficili 
pezzi  di  musica  a due  ed  a quattro  majii 
sul  piano-forte. 

19  Novembre  — I coristi  eseguirono  un 
canto  pppolare  intitolato  — La  Ghirlanda 
— parole  e musica  d’  un  emigrato  Veneto. 
La  scena  era  opportunamente  disposta,  e 
nel  bel  mezzo  di  essa  le  due  figure  al  na- 
turale di  Napoleone  III  e Vittorio  Ema- 
nuele 11  formavano  un  gruppo,  al  piede  del 
quale  fu  poi  deposta  una  ghirlanda  trico- 
lore. 

24  Novembre  — Fu  data  dalla  Compagnia 
Sterni  nella  controcitata  serata  una  com- 


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— 469  — 

media  del  Goldoni,  e poscia  mi  nuovo  lavoro 
del  Carrelli  intitolato  — La  partenza  dei 
contingenti  Piemontesi  per  la  guerra  d‘  /- 
talia  — Episodio  campestre  in  un  atto  con 
30  militi,  benedizione  della  bandiera  ed  inno 
nazionale  (Fratelli  d’  Italia ) 

29  Novembre  — Accademia  di  piano- 
forte di  Elisa  Badalini  che  suonò  fra  gli 
atti  della  commedia. 

La  compagnia  Sterni  per  questo  corso 
di  recito  ebbe  in  dote  dal  Municipio  L.  1400, 
incassò  per  viglietti,  abbonamenti,  posti  di 
orchestra,  vendita  palchi  L.  20536,70  ossia 
un  totale  di  L.  21936, 70.  Le  spese  serali 
per  impiegati  ed  inservienti  erano  di  Lire 
27, 75,  per  orchestra  L.  28,25,  per  illumina- 
zione L.  54,00:  quindi  seralmente  la  com- 
pagnia avea  di  spesa  L.  110, 00.  Questa 
spesa  sostenuta  per  51  sera,  portò  il  di  lei 
passivo  alla  cifra  di  L.  5610,  00  ed  il  gua- 
dagno risultò  di  L.  16326, 70. 

Abbiamo  creduto  opportuno  di  dare  questi 
dettagli,  raccolti  da  memorie  trovate  fra  le 
carte  del  Maestro  Gandini,  affinchè  chi  può 
averne  interesse,  possa  fare  utili  raffronti 
colle  spese  che  attualmente  debbonsi  soste- 
nere in  simili  circostanze  nel  maggior  nostro 
teatro.  ' 

1859.  — - 8 Dicembre  — La  Direzione 


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470  — 

degli  spettacoli  composta  dei  sig.  Francesco 
Manzini,  Angelo  Catelani.  Giovanni  Monta- 
nari e Paolo  Ferrari,  della  quale  era  Se- 
gretario Proho  Savi;  pubblicò  un  regola- 
mento disciplinare  del  Teatro  Comunale  per 
la  polizia  e pel  buon  ordine  sul  palco  sce- 
nico, non  che  per  il  regolare  andamento  del 
servizio  teatrale. 

23  Dicembre  — Altro  regolamento  fu 
emanato  dalla  Direzione  suddetta,  con  ap- 
provazione deir  Intendente  generale  e del 
Sindaco.  Con  questo  si  richiamarono  in  vi- 
gore le  prescrizioni  riguardanti  il  corso  e 
direzione  delle  carrozze  che  accedevano  al 
teatro  o ne  partivano,  e ai  fissarono  norme 
circa  al  contegno  degli  spettatori,  vietando 
il  fumare,  gli  eccessivi  applausi  e disappro- 
vazioni, e qualunque  offesa  alle  leggi  dello 
ordine  e della  decenza. 

Per  la  stagione  del  carnevale  1859-60 
r Impresa  scritturò  gli  artisti  qui  appresso 
nominati. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  — Adele  Rebwsini. 

Tenore  — Pietro  Tagliazucchi. 

Baritono  — Quinzio  Fabricatore. 

Basso  — Raimondo  Btiffagni. 

Comprimarii  — Annetta  Orzi  — Carlo 
Caserini. 


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— 471  — 

. Artisti  di  ballo. 

Coreografo  — Giovanni  iPoUni. 

Primi  ballerini  di  rango  francese 

Prnestina  Wuthìer  — Ettore  Poggiolesi. 

Prima  ballerina  supplemento 

Giuditta  Colombo. 

Mirai 

Elisa.  Salvioni  — Lodovico  Montani  — 
Annutisiata  Proni-Trebbi — Ferdinando  Po- 
lini. 

Con  quattro  prime  ballerine  italiane  o 
34  ballerine  di  mezzo  earattere  e corifei  di 
ambo  i sessi. 

26  Dicembre  — Col  personale  suindicato 
fu  data  r opera  i Lombardi  alla  prima  ero. 
data  del  Maestro  Verdi,  ed  il  ballo  Jenny. 
Non  dubbii  segni  di  disapprovazione  ebbe  a 
subire  l’ opera,  e perciò  V impresa  fu  co- 
stretta a migliorarne  l’esecuzione  colla  scelta 
di  nuovi  soggetti.  Il  ballo  fu  applaudito. 

n giornale  — La  Croce  di  Savoja  — nel 
suo  numero  75  (30  dicembre  1859)  non  esitò 
a rimproverare  al  pubblico  la  scortese  se- 
verità, colla  quale  disapprovò  due  dei  can- 
tanti dell’opera,  specialmente  avuto  riguardo 
che  lo  spettacolo  non  era  dato  da  un  im- 
presario venale,  ma  da  una  società  di  Signori 
cittadini,  già  convinti  di  rimettervi  di  borsa. 


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— 472  — 

e pronti  a destinare  il  poco  probabile  gua- 
dagno ad  una  soscrizioue  nazionale.  Al  ma- 
lumore del  pubblico  diede  anche  occasione 
r aumento  del  biglietto  d’ ingresso,  che  nel 
nuovo  teatro  comunale  non  aveva  mai,  nella 
stagione  d’ inverno,  oltrepassato  la  lira  ita- 
liana, e che  in  quest’  anno  fu  portato  a it. 
L.  1,20. 

L’infelice  riuscita  dell’opera  nella  prima 
sera  distrasse  1’  attenzione  del  pubblico  per 
guisa  che  non  molti  s’  avvidero  che  sulla 
porta  della  platea  era  stato  eretto  lo  stem- 
ma sabaudo.  lu  seguito  fu  questo  poi  sosti- 
tuito dall’  arma  del  municipio. 

1860.  — 4 Gennaio  — Fu  data  nuova- 
mente l’opera  i Lombardi  con  un  altra  pri- 
ma donna  ed  un  altro  baritono,  Fanny  Ca- 
imani — Alessandro  D' Anioni i. 

Si  ripetè  1’  applaudito  ballo  Jenny. 

21  Gennaio  — La  seconda  Opera  della 
stagione  fu  la  Traviata,  che  in  tal  sera  fu 
per  la  prima  volta  rappresentata  con  buon 
esito. 

28  Gennaio  — Andò  in  iscena  il  secondo 
ballo  Gli  Schiavi  composto  e prodotto  dal 
coreografo  Poiini. 

, 1860.  — 2 Febbraio  — Fra  gli  atti  del- 
l’Opera e dopo  il  ballo  il  professore  Vimer- 
cati  diede  un  concerto  di  Mandolino  con 
accompagnamento  d’  orchestra. 


r 


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— 473  — 

6 Febbraio  — Straordinario  veglione  ma- 
scherato a benefizio  dell’  emigrazione  Ita- 
liana. A rendere  più  accetto  il  trattenimento 
il  teatro  fu  splendidamente  illuminato  e de- 
corato con  fiori,  ed  un  tappeto  steso  nella 
platea  rendeva  le  danze  più  comode.  Riuscì 
animatissimo  e fruttò  it.  L.  4039, 93  che  fu- 
rono versate  nella  cassa  del  comitato  della 
«migrazione. 

Il  viglietto  d’  ingresso  valeva  L.  1, 80. 
Ne  furono  venduti  1084.  Le  offerte  fatte 
nel  bacile  alla  porta  dagli  accorrenti,  e spe- 
cialmente dalla  Guardia  Nazionale  e dalla 
Guarnigione  ascesero  a L.  2088, 73.  Le  spese 
tutte  furono  sostenute  dal  Municipio,  col 
prodotto  d’ un  veglione  improvvisato  la  sera 
del  19  gennaio  1860,  da  48  soscrittori,  e per 
minima  parte  dall’  impresa. 

1860.  — 8 Febbraio  — Beneficiata  del 
tenore  Pietro  Tagliazucchi,  il  quale  cantò 
dopo  il  primo  atto  della  Traviata  la  Ro- 
manza della  Favorita, 

11  Febbraio  —•  La  prima  donna  Fanny 
Capuani  ebbe  in  tal  sera  la  sua  serata.  Oltre 
l’opera  od  il  ballo  in  corso  il  Tagliazucchi 
ripetè  la  romanza  sucitata,  e fu  dato  il  terzo 
atto  della  Luim  Miller,  nel  quale  la  Capuani 
si  fece  applaudire. 

13  Febbraio  — Questa  rappresentazione 


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— 474  — 

fa  devoluta  a beneiÌEio  della  prima  ballerina 
E.  Wuthier.  Si  rappresentò  un  nuovo  diver- 
timento danzante  intitolato  il  Qondoliero. 

18  Febbraio  — Anche  la  prima  mima 
Misa  Salvioni  ebbe  la  sua  serata.  Fu  prò- 
dotto  in  tal  occasione  un  nuovo  balletto  e- 
spressamente  composto  dal  Coreografo  Gto> 
vanni  Poiini,  intitolato:  La  Partenza  dei 
Francesi  e la  Battaglia  di  S.  Martino  epi- 
sodi! della  guerra  del  1859.  Terminava  col 
passo  di  carattere  — La  Garibaldina  — al 
quale  prese  parte  tutto  il  corpo  di  ballo, 
ed  era  accompagnato  da  banda  militare  e 
cori. 

Il  Carnevale  del  1860  terminò  li  21  feb- 
braio, e secondo  il  solito  vi  fu  spettacolo- 
nel  primo  sabato  e domenica  di  quaresima; 
ma  in  quest’anno  si  volle  fare  carnevalone, 
e quindi  in  detta  domenica  nel  Canalgrande 
vi  fu  un  corso  di  carrozze  continuato  sino 
a sera  con  moccolara.  Dopo  1’  opera  il  teatro^ 
si  apri  anche  ad  un  veglione  mascherato 
per  oggetto  di  beneflaenza. 

1860.  — 4 Marzo  — Alcuni  emigrati  ve- 
neti allo  scopo  di  giovare  all’  emigrazione 
italiana  diedero  una  rappresentazione  dram- 
matica alla  quale  prese  parte  anche  un  di- 
lettante della  società  filodrammaUca. 

Recitarono  la  commedia  di  Paolo  Giaco- 


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— 47.^  - 

metti  — Un  poema  ed  una  cambitxle  — e la- 
larga  — Sarò  prima  danna. 

14  Marzo  — Grande  veglione  a beneficio- 
deir  emigrazione  italiana.  Fu  scelta  questa 
giornata  ricorrendo  nella  stessa  i’  auniver* 
sario  della  nascita  del  Re  e del  Principe 
Umberto,  non  che  il  plebiscito  per  Y annes» 
sione  delle  provinole  dell’  Emilia  al  regno- 
subalpino.  Questo  divertimento  fu  predisposto 
da  una  Società  d’ artieri  modenesi,  i membri 
della  quale  si  tassarono  d’ it.  L.  5, 60  e cosi 
poterono  sostenere  tutte  le  spese  del  Ve- 
glione e versare  nel  bacile  la  generosa  of-' 
ferta  di  it.  L.  500.  L’ ingresso  al  veglione 
costava  L.  1, 20  e l’ incasso  complessivo  si 
elevò  ad  abusive  it.  L.  2000, 

L’impresa  del  cessato  carnevale  rappre- 
sentata dal  Signor  David  Naomani  introitò 
per  dote  elargita  d^d  Municipio  in  Lire 
22241,  42  e per  vendita  di  biglietti  d’ in- 
gresso, dì  ' palchi,  posti  d’  orchestra,  abbo- 
namenti per  34  recito  e 4 veglioni,  e per  la 
contribuzione  in  L.  100  di  21  palchetisti,  la. 
somma  di  it.  L.  57554,  49. 

Le  spese  in  complesso  salirono  alla  cifra 
dì  L. -82109,  46  e quindi  la  perdita  dell’im- 
presa fu  di  L.24554,  46.  • 

18  e 19  Marzo  Il  ben  noto  prestigia- 
tore A.  Orassi  unitamente  al  figlio  Romeo 


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— 476  — 

ed  al  loro  servo  Moro  Nemy  Abdalla  reduci 
dall’Egitto  e dalla  Turchia  diedero  due  spet- 
tacolose accademie.  L’introito  netto  delle  due 
rappresentazioni  si  verificò  di  L.  597,00;  la 
metà  di  questa  somma  restò  a benefizio  del 
prestigiatore,  1’  altra  parte  fu  erogata  nello 
acquisto  del  milione  di  fucili  proposto  dal 
Generale  Garibaldi. 

25  Marzo  — Concerto  istrumentale  dato 
dal  Prof.  Violinista  Fabio  Favilli  Toscano^ 
eoi  concorso  dei  coristi  e coriste,  dell’  or- 
chestra  e della  banda  del  33.o  reggimento. 
Il  concerto  riuscì  assai  bene.  Il  Favilli  gio- 
vine artista  di  circa  25  anni,  era  dotato  di 
buone  qualità,  cioè,  intonazione  e agilità 
spontanea.  Non  era  suonatore  di  gran  forza 
pure  avea  una  buona  cavata.  Lo  stile  non 
era  d’  ottimo  gusto,  ma  alquanto  manierato. 

Dovea  , prender  parte  al  .concerto  il  ba- 
ritono Modenese  Tedeschi;  ma  non  si  pro- 
dusse, ed  alla  Romanza  ed  Aria  che  quegli 
doveva  cantare,  furono  sostituiti  altri  due 
pezzi  strumentali,  uno  dalla  banda,  e l’altro 
dal  Favilli. 

. I coristi  e coriste  eseguirono  con  ac- 
compagnamento d’  orchestra  un  inno  a Vit- 
torio Emanuele  II  intitolato  — Li’  Annessione 
— parole  del  Castellani,  con  note  del  Favilli. 

L’  accademia  fruttò  al  concertista  lire 
d40, 15. 


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— 477  — 

Corso  di  commedie  dato  dalla  compagnia, 
diretta  da  Ltùgi  Pezzana. 

Elenco  degli  Artisti. 

Emilia  Arcelli  — Prima  donna. 

Adele  Bagnoli  — Amorosa. 

Luigi  Pezzana  — Primo  attore. 

Luigi  Ghirlanda  — Amoroso. 

Antonio  Colombari  — Brillante. 

Oli  altri  19  artisti  d’ambo  i sessi  soste- 
nevano le  parti  di  carattere  e di  genere 
sufficientemente;  ma  fra  i sopranominati  di 
maggior  bravura  distinguevasi  il  Pezzana  e 
VArcelli.  Il  primo  era  artista  distinto  e pieno 
d’intelligenza,  però  il  suo  metodo  di  porgere 
era  antiquato,  e cadeva  sovente  nell’  esage- 
rato. L’  altra  nel  principio  di  carriera,  pro- 
metteva di  farsi  una  buona  artista,  perchè 
dotata  di  voce  sonora,  di  gesto  spontaneo, 
e di  delicato  sentire. 

1860.  — 8 Aprile  — Ebbe  luogo  la  prima 
recita  della  Compagnia  Pezzana,  la  quale 
terminò  il  corso  delle  sue  rappresentazioni 
r otto  maggio  seguente. 

Nella  circostanza  che  S.  M.  Vittorio  Ema- 
nuele II  venne  a Modena,  fra  le  altre  feste 
e dimostrazioni  di  gioia  che  il  Municipio  ed 
ì cittadini  allestirono  per  si  fausta  occasione 
fu  dato  uno  straordinario  spettacolo  vocale 


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— 478  — 

e coreografico  nel  teatro  comunale.  A questo* 
scopo  r impresario  Ercole  Tinti  scrittorò  la 
prima  donna  Fanny  Gordosa,  il  tenore  Carlo 
Liveraniy  il  baritono  Filippo  Coliva,  la  ce- 
lebrità mimo*danzante  Olimpia  Priora^  e 26 
ballerini  di  rango  francese  ed  italiano  del- 
r uno  e dell’  altro  sesso. 

1860.  — 4 Maggio  — In  tal  sera  S.  M. 
il  Re  dopo  essersi  recato  ad  osservare  la  , 
generale  illuminazione,  approntata  in  di  lui 
onore,  alle  ore  9 onorò  dì  sua  presenza  il 
teatro,  dove  al  suo  arrivo  fu  accolto  con 
vivissime  acclamazioni.  Lo  spettacolo  però 
non  fu  quale  in  si  solenne  circostanza  poteva 
e doveva  aspettarsi.  Gli  artisti  di  canto  su- 
citati  in  unione  alle  seconde  parti  Bergamo, 
Buffagni  e Micheioni  eseguirono  romanze, 
arie  e duetti  nelle  opere  Luisa  Miller^  Ebreo, 
Rigoletto,  Lucia^  ed  il  terzo  atto  dei  Foscari. 
La  prima  donna  Gardosa  aveva  voce  buona 
estesa  ed  intuonata;  ma  era  piuttosto  ma- 
nierata nel  suo  metodo  di  canto:  il  tenore 
Liverani^  che  aveva  una  figura  poco  favo- 
revole per  la  scena,  non  potè  far  uso  della 
sua  voce  eccellente  perchè  indisposto:  al 
basso  Coltra  infine  per  essere  perfetto  ar- 
tista mancava  un  poco  d’  energia.  L’  intero 
corpo  dei  cori  cantò  con  accompagnamento 
d’ orchestra  un  inno  espressamente  musicato 


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— 479  — 

<Jal  Maestro  Giorza.  Questo  inno  faceva 
parte  dell’ Allegoria  storico-cureografica 
Passato  e Presente  — di  Giuseppe  Rota:  e 
questa  pure  non  incontrò  pienamente  il  pub- 
blico favore  nonostante  la  bravura  della 
prima  ballerina  Olimpia  Priora. 

Tale  straordinario  trattenimento  ebbe 
luogo  anche  nella  successiva  sera  cinque 
maggio. 

I viglietti  d’  ingresso  la  prima  sera  co- 
stavano tre  lire,  una  e mezzo  la  seconda, 
ed  il  solo  introito  di  questi,  nella  sera  del 
4 maggio,  fruttò  all’  impresario  italiane  lire 
3573  e nella  susseguente  sera  it.  L.  450 
circa.  ' 

10  Maggio  — Seconda  recita  dei  dilet- 
tanti Veneti  emigrati.  Rappresentarono  / 
Golosi  Fortunati  commedia  del  Conte  Gio- 
vanni Giraud  Romano  e replicarono  la  farsa 
già  eseguita  la  sera  del  4 marzo. 

La  giovinetta  Gualberta  Aloide  Beccavi. 
ed  il  Dottor  Giuseppe  Biscontini  declamarono 
poesie  intitolate:  /I  Voto  degli  Italiani  al  " 
Re  V.  E.  Il  — lì  Ruggito  del  Leon  di  San 
Marco,  le  quali  stampate  a mo’  di  libretto 
furono  date  in  dono  agli  accorrenti,  che  e- 
largivano  offerte  nel  bacile  alla  porta  d’  in- 
gresso. L’introito  di  questa  rappresentazione 
e dell’  altra  che  aveva  avuto  luogo  il  4 marzo 


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— 480  — 

antecedente,  fu  devoluto  a benefizio  dell’  e- 
migrazione  italiana,  che  in  Modena  era  per 
numero  assiti  considerevole,  e risultò  netto 
da  spese  di  L.  755, 13. 

13  Maggio  — Veglione  mascherato  col 
teatro  splendidamente  illuminato. 

15  Maggio  — La  Compagnia  Ocattinelli 
cominciò  un  corso  di  comiche  rappresenta- 
zioni abilmente  eseguite  dagli  artisti  che  la 
componevano,  fra  i quali  primeggiavano  la 
prima  donna  Giulietta  Ristori,  Antonietta 
• Gattinelli  amorosa,  Gaetano  Gattinelli  carat- 
terista e direttore  della  compagnia.  Già 
Battista  Zoppetti  era  il  capo  comico.  Oltre 
le  15  recito,  che  aveva  fissato  di  dare,'  questa 
compagnia  ne  diede  altre  quattro,  la  metà 
del  ricavato  delle  quali  fu  destinato  a be- 
nefizio deir  insurrezione  Siciliana.  Il  viglietto 
d’ ingresso  al  teatro  Comunale  per  le  com- 
medie a que’  tempi  valeva  cent.  60. 

Casimiro  Nanetti  per  aumentare  i soc- 
corsi ai  Siciliani  allestì  pei  giorni  23  e 24 
giugno  1860,  date  memorabili  delle  patrie 
battaglie  per  l’ indipendenza  Italiana  com- 
battute nel  1859,  un  pubblico  trattenimento 
consistente  in  una  recita  d’  una  commedia 
rappresentata  nel  teatro  Comunale  dalla  Com- 
pagnia Nazionale  Veneta  diretta  dal  vecchio 
Nane  pisenti.  nella  declamazione  d’un  canto 


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— 481  — 

intitolato  Garibaldi  in  Sicilia,  ed  in  una 
farsa  eseguita  dalle  tre  maschere  Brighella 
Pantalone  ed  Arlecchino.  Dopo  lo  spettacolo^ 
fu  estratta  una  tombola  assicurata  in  italiane 
L.  500 

Questo  variato  trattenimento  ebbe  luogo 
la  sera  del  23  giugno  e fruttò  L.  315. 

La  detta  Compagnia  nel  giugno  1860 
diede  un  corso  di  rappresentazioni  in  dia- 
letto Veneziano  nell'  anfiteatro  popolare  e- 
retto  nella  cavallerizza  di  S.  Giovanni  del 
Cantone. 

1860.  — 24  Giugno  — Gran  concerto 
musicale  militare,  fuochi  d’  artifizio  del  pi- 
rotecnico Sante  Vitaliano  Lucini,  e festa 
da  ballo  in  apposito  recinto  sul  baluardo  di 
S.  Pietro.  Lo  stradone  carreggiabile  da  porta 
Bologna  al  detto  baluardo  era  illuminato 
riccamente  con  arcate  di  gusto  arabo-gotico 
formate  da  lumicini  'pensili.  Tale  illumina- 
zione era  di  un  bell’  effetto.  Per  accedere 
a detto  spazio  delle  mura  pagavansi  cente- 
simi 60. 

Speriamo  di  ottener  venia  dai  benevoli 
lettori  se  per  poco  abbiamo  divagato  dal 
nostro  argomento.  Volentieri  ripigliamo  a 
dar  la  serie  dei  divertimenti  pubblici  dati 
nel  teatro  Municipale;  giacché  uno  ora  ne 
abbiamo  a registrare  che  i Modenesi  senti- 
ranno rammentare  con  piacere. 


— 482  — 

1860.  6 e 7 Ottobre  — Sraordinarie 

rappresentazioni  date  dalla  Compagnia  Ita* 
liana  della  quale  faceva  parte  Adelaide  Ri- 
stori. Nella  prima  fu  recitata  la  tragedia 
biblica  Giuditta  di  Paolo  Giacometti,  nella 
seconda  Maria  Stuarda  tragedia  di  Schiller 
tradotta  da  Andrea  Maffeù  Tutta  1’  atten- 
zione degli  accorsi  al  teatro  in  dette  due 
sere  era  concentrata  sulla  protagonista  delle 
interessanti  azioni  rappresentate.  La  Ristori, 
è quasi  superftuo  il  dirlo,  interpretò  a me- 
raviglia la  parte  dell’  Eroina  Ebrea  e della 
sventurata  Kegina  Inglese. 

16  Ottobre  — Accademia  istrumentale  e 
di  declamazione  data  dalla  cieca  Luisa  Borra 
di  Brescia.  I professori  dell’  orchestra,  la 
musica  del  42°  di  linea,  brigata  Modena,  e 
Luigi  Cristoni  suonatore  di  flauto,  ai  pre- 
starono a rendere  più  decoroso  e variato  il 
trattenimento.  Fra  le  poesie  declamate  dalla 
Borra  ricorderemo  soltanto  il  Canto  V del- 
r Inferno  nella  Divina  Commedia  di  Dante 
Alighieri. 

22  Ottobre  — Prima  recita  della  Dram- 
matica Compagnia  Lombarda,  condotta  da 
Zamarini  e Socio,  e diretta  dall’  artista  pri- 
mo attore  Carlo  Romagnoli.  Questa  compa- 
gnia diede  un  corso  di  sole  8 recita  in  ab- 
bonamento. La  prima  attrice  Carolina  Ca- 


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— 483  — 

racciolo  Aiudi  primeggiava  fra  gli  artisti 
■della  compagnia  medesima. 

Un  più  lungo  corso  di  commedie  diede 
la  compagnia  che  agì  nel  nostro  teatro  nella 
stagione  autunnale.  Dondini  Cesare  caratte. 
rista  ne  era  il  conduttore,  e la  dirigeva  il 
primo  attore  Ernesto  Rossi ^ uno  dei  più  ce- 
lébri  artisti  drammatici  del  giorno.  Sosteneva 
le  parti  di  prima  donna  Annetta  Pedretti- 
Diligenti,  quelle  di  amoroso  Pedretti  Angelo. 
Achille  Dondini  quelle  di  brillante.  I nomi- 
nati artisti  erano  assai  valenti,  e ninno  degli 
altri  individui,  i nomi  de’  quali  si  leggono 
nel  catalogo  della  compagnia,  era  al  dissotto 
della  mediocrità. 

1860.  — 1 Novembre  La  Compagnia 
Dondini  in  tal  sera  inaugurò  le  sue  rappre- 
sentazioni. 

24  Novembre  — Serata  della  prima  at- 
"trice  Pedretti- Diligenti.  Fu  rappresentata  la 
Mirra  à'  Alfieri,  nella  esecuzione  della  quale 
la  Beneficiata  riscosse  meritati  applausi. 

28  Novembre  — Accademia  di  poesia 
estemporanea  data  dall’Avvocato  Antonio 
Bindocci,  la  di  cui  facile  vena  poetica  altre 
volte  i Modenesi  avevano  avuto  occasione  di 
-apprezzare.  Anche  questa  volta  il  bravo 
poeta  ottenne  applausi  da  numerosa  udienza. 
I giornali  locali  parlarono  di  quest’  accade- 

31 


— 484  — 

mia,  riportando  i temi  proposti  che  il  Bin- 
docci  ebbe  a svolgere  e che  noi  pure,  po-r- 
tando  dessi  l’ impronta  politica  dei  tempi, 
crediamo  opportuno  di  registrare. 

/ raggiri  dei  clericali  contro  il  progresso 
— Garibaldi  a Caprera  — / lamenti  di 
una  monaca  — Il  genio  d’  Italia  a Vittorio 
Emanuele  e Garibaldi  — Con  qual  salsa  si 
potrebbe  cucinare  il  Bombino. 

Con  quest’  ultima  parola  alludesi  al  re 
di  Napoli  così  chiamato  per  ischerno. 

1860.  — 11  Dicembre  — Ernesto  Rossi 
per  la  sua  serata  espose  la  tragedia  di  Gu- 
glielmo Shahespeare  Otello  ovvero  il  Moro 
di  Venezia,  che  fu  dall’  esimio  artista  mira- 
bilmente interpretata. 

14  Dicembre  — Fra  gli  atti  della  com- 
media Goldoniana  — Le  smanie  per  la  vil- 
leggiatura — per  condiscendenza  del  capo- 
comico Dondini  si  produsse  — Venceslao 
Lamberger  — con  diversi  esercizi  sulla  corda 
volante'  nei  quali  si  mostrò  maestro. 

18  Dicembre  — Il  simpatico  artista  Ce- 
sare Dondini  per  la  sua  serata  produsse  la 
commedia  di  Riccardo  Castelvecchio  — La  | 
donna  romantica  ed  il  medico  omeopatico. 

18  Dicembre  — La  ^irosrt,  commedia  di  j 
Paolo  Ferrari^  non  ancora  esposta  su  queste  j 
scene,  fu  prodotta  nella  penultima  rappre-  * 
sentazione  data  dalla  Compagnia  Dondini. 


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— 485  — 

La  Gazzetta  di  Moden  i del  5 novembre 
N.  471  parlando  di  questa  compagnia  dram- 
matica, che  da  poche  sere  agiva  al  Comu- 
nale, dice  che  da  gran  tempo  non  se  ne  era 
sentita  una  uguale. 

Fa  quindi  la  rassegna  degli  artisti,  e pro- 
diga elogii  ai  medesimi. 

Il  biglietto  d’  ingresso,  che  tradizional- 
mente per  le  commedie  era  di  centesimi  60, 
fu  in  questo  corso  portato  a 78,  il  che  fece 
brontolare  alquanto  il  pubblico  tenace,  in 
affari  di  borsa,  delle  antiche  usanze. 

Per  la  stagione  di  carnevale  1860-61  fu 
allestita  1’  opera-ballo  — / Vespri  Siciliani 
— del  Maestro  Verdi,  coi  seguenti  artisti: 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  — Talvù  Maria. 

Tenore  — Giuseppe  Villani. 

Baritono  — Francesco  Bacchi  Perego. 

Basso  — Nicola  Contedini. 

Compagnia  di  Ballo. 

Coreografo  e mimo  — Antonio  Cop- 

pini. 

Primi  ballerini  mimo-danzanti  di  ran  go 
francese 

Vuigia  Brunetti  — Ferdinando  Walpot. 


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— 486  — 

Primi  mirai  — Pasqualina  Lotica  ti  — 
JJortolo  Suni  — Daniele  Gnmberim. 

Con  84  ballerini  italiani  e di  mezzo  ca- 
rattere d’  ambo  i sessi. 

29  Dicembre  — Prima  rappresentazione 
dei  Vespri  SiciUrmi,  coi  relativi  ballabili. 
Questo  lavoro  musicale  di  grande  tessitura, 
il  primo  della  nuova  maniera  tentata  dal 
Verdi  e foggiato  sullo  stile  del  Meyerbeer, 
incontrò  il  favore  del  pubblico  sebbene  non 
fosse  prodotto  col  necessario  sfarzo  di  de- 
corazioni ed  accompagnature,  e la  voluta 
precisione  d’  esecuzione.  I cantanti  si  disim- 
pegnarono sufficientemente.  Nella  Talvò  si 
desiderava  maggior  forza  di  voce  e nel 
Terego  piii  dolcezza  nel  canto. 

1861.  — 4 Gennaio  — L’ improvvisatore 
Bindocci  invitò  il  pubblico  ad  un  poetico 
trattenimento  rallegrato  dalla  banda  militare 
del  41®  Reggimento  di  Fanteria. 

5 Gennaio  — Fu  dato  in  tal  sera  per  la  ^ 
prima  volta  il  ballo  grande  la  Giuocoliem, 
omettendo  nell’  opera  in  corso  i ballabili 
delle  quattro  stagioni.  ' 

17  Gennaio  — Concerto  di  Contrabasso  , 
deir  inimitabile  suonatore  Giovanni  Bottesini.  | 
Fra  gli  atti  dell’  opera,  e dopo  il  ballo  il  j 
celebre  contrabassista  eseguì  sul  suo  stru-j 
mento,  dal  quale  sapeva  trarre  gratissimi 


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— 487  — 

suoni,  i sottonotati  pezzi  musicali  di  sua 
composizione. 

1.  Fantasia  sopra  motivi  della  Sotmam- 
buia. 

2.  Reminiscenze  della  Beatrice  di  Tenda. 

3.  Adagio  e Variazioni  Carnevale  di  Ve- 
nezia, 

Ma  qui  lasciamo  la  parola  al  Maestro 
Gandini  che  scrisse  in  proposito  quanto 
segue: 

• Il  Celebre  Contrabassista  Gio.  Bottesini 

• è un  genio  inarrivabile.  Egli  è giunto  ad 

• obbligare  al  Canto  un  istrumento  a tal 

• uopo  intrattabile,  rendendolo  più  dolce  del 
« violoncello  e della  viola.  Il  Contrabasso  di 

• cui  si  serve  è della  forma  e grandezza 

• de’  nostri  a tre  corde.  Soltanto  1’  accor> 

• datura  ò di  un  tono  più  alto,  e il  manico 

• è alquanto  più  sottile  degli  altri.  Con  tali 

• elementi  egli  percorre  colla  massima  fa- 

• cilità  tutta  la  lunghezza  del  manico  sino 

• allo  scrannello,  e nel  far  passi,  scale  dia- 
« toniche  e cromatiche  supera  quegli  osta- 

• coli  che  fino  ad  ora  erano  creduti  insor- 
« montabili.  La  dolcezza  dei  suoni  alti  che 

• egli  cava,  rassomigliano  agli  acuti  di  una 

• dolcissima  viola;  e tali  voci  vengono  e- 

• stratte  dal  leggero  tocco  delle  dita  a 

• foggia  di  flautini.  Del  restante  egli  signo- 


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— 488  — 

« reggia  ristrumento  in  modo  che  dai  toni 
« bassi  percorre  tutta  1’  estensione  dei  suoni 
« sino  agli  acuti  del  violino. 

. La  composizione  della  musica  è ottima. 

« bene  istrumentata  e di  buon  gusto,  per 
« cui  anche  nella  parte  teorica  si  mostra 
« maestro  distinto.  • 

Anche  i giornali  Modenesi  di  quel  tempo 
V Artigiano  e T Unitario  ridondano  di  entu- 
siastiche frasi  in  lode  dello  straordinario 
concertista.  Leggiamo  nel  primo  (N.  7,  19 
gennaio  1801)  quanto  segue: 

« La  bella  fama  che  aveva  preceduto  fra 

• noi  il  Bottesini  attrasse  ieri  sera  (17)  al 

• teatro  una  scelta  adunanza,  la  quale  ac- 
« colse  r artista  con  una  prolungata  salva 
« d’applausi,  benché  ognuno  fosse  ben  lungi 
« dal  ripromettersi  le  dolci  e soavi  melodie. 

• che  sotto  r arco  fatato  del  Bottesini  do- 
. vevano  sortire  dal  gigante  de’  musicali 

• strumenti,  il  contrabasso.  • 

L’  Unitario  poi  nel  suo  numero  19  In  data 
del  19  detto  mese  così  comincia  la  sua  cro- 
naca locale;  • Non  rinveniamo  ancora  dallo 

• stupore  e dallo  sbalordimento  che  in  noi 
■ produssero  1’  altra  sera  le  magiche  noto 

• di  quel  portentoso  Bottesini 

Anche  l’esimio  poeta  Conte  Paolo  .4  6- 
bati  Marescotli  in  tal  circostanza  pubblicò 
un  sonetto. 


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— 489  — 

L’  immenso  successo  ottenuto  dal  Boi- 
tesini  V indusse  a farsi  di  nuovo  sentire 
nelle  sere  19  e 26  gennaio  1861,  ripetendo 
sempre  il  Carnevale  di  Venezia. 

L’ incasso  del  primo  concerto  fu  di  lire 
1975,76  del  secondo  lire  1470,81  del  terzo 
1287,  22. 

Il  sucitato  giornaletto  Modenese  1’  Arli- 
ffiano  lamenta  alcuni  disordini  teatrali  veri- 
ficatisi in  questa  stagione,  e fa  carico  alla 
direzione  de'  spettacoli  d’  aver  permesso  al- 
r impresario  di  unire  le  panche  della  platea 
a segno  tale  che  il  passaggio  delle  persone, 
quando  vi  erano  altri  seduti,  diveniva  assai 
diflBcile. 

Qualcuno  de’  nostri  lettori  osserverà  forse 
che  la  continuazione  della  Cronistoria  tea- 
trale del  M.®  Gandini  dal  1859  in  poi  è meno 
larga  di  lodi  verso  le  direzioni  degli  spet- 
tacoli, gl’  impresarii  e gli  artisti,  e che  anzi 
talvolta  non  risparmia  in  proposito  qualche 
parola  di  critica.  Non  creda  perciò  che  pri- 
ma del  cambiamento  di  governo  le  cose  tea- 
trali in  Modena  procedessero  sempre  senza 
inconvenienti,  o che  dappoi  invece  di  spesso 
camminassero  malamente  ; che  mal  s’appor- 
rebbe. Gl’  inconvenienti  teatrali  anteriori  al 
1859  erano  segnalati  soltanto  ne’  privati  ri- 
trovi, e non  mai  dalla  stampa  : quelli  poste- 


— 490'  — 

riorì  formavano  gradita  materia  ai  molti  gior>^ 
nali  della  città,  che  si  compiacevano  di  u- 
sare  deli’  indipendenza  e libertà  acquistata^ 
Ecco  la  ragione  per  cui  i nostri  giudizii 
nella  materia  che  trattiamo,  attinti  per  ne- 
cessità dalla  stampa  locale,  ne’  tempi  mo> 
derni  sono  alquanto  più  severi  che  per  lo 
passato.  Abbiamo  creduto  conveniente  fare 
(jueste  osservazioni  per  mostrarci  come  cL 
vantilo  di  essere  veridici  ed  imparziali. 

1861.  — 21  Gennaio  — Dall’  apertura 
dello  spettacolo  sino  al  19  gennaio  o per 
intero  od  in  parte  era  sempre  stata  data 
r opera  — / Vespri  Siciliani  — e non  es- 
sendo ancora  in  pronto  1’  Otello^  seconda 
opera  promessa,  1’  impresa,  scritturati  altri 
artisti  in  aumento  della  compagnia  di  canto 
della  stagione,  pose  in  iscena  l’ Emani  nel 
quale  agirono  i due  nuovi  soggetti 

Luigi  Tafanari  — Barberina  de  FUatoff. 

Il  naufragio  dell’  Ernani,  per  usare  le 
parole  del  giornaletto  V Artigiano  N.  11.  fu: 
solenne.  Gli  artisti  disapprovati  destarono 
però  compassione  nel  pubblico,  il  quale  spe- 
cialmente mostrossi  ostile  alla  direzione  degli 
spettacoli. 

22  Gennaio  — Serata  del  primo  ballerino 
Walpot. 

Nel  ballo  la  Giuocoliera  fa  eseguito  un. 


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— 491  - 

nuovo  passo  a due  serio.  Si  rappresentarono 
poi  due  atti  dei  Vesjìri  Siciliayn  e la  Talvò 
ed  il  Villani  cantarono  la  prima  il  Rondò 
della  Cenerentola^  1'  altro  la  Romanza  della 
Luisa  Miller. 

30  Gennaio  — Prima  rappresentazione 
deir  Otello  di  Rossini.  Un  nuovo  artista 
prese  parte  all’  esecuìsione  dell’  Otello  cioè 
Cornazzani  Cesare. 

1861.  — 5 Febbraio  — A beneficio  della 
prima  donna  Maria  Talvò  fu  destinata  la 
rappresentazione  di  tal  sera,  l’incasso  della 
quale  dessa  con  nobile  disinteresse  volle  e- 
rogato  a profitto  degli  asili  infantili  di  Mo- 
dena. La  bravura  colla  quale  la  Talvò  eseguì, 
la  cavatina  di  Rosina  nel  Barbiere  di  Siviglia 
e r aria  nella  Betly  di  Donizetti,  ed  il  ge- 
neroso di  lei  tratto  le  guadagnarono  le  sim- 
patie del  pubblico,  battimani  e poesie. 

8 Febbraio  — Andò  in  iecena  il  nuovo 
ballo  — Il  Saltimbanco  — del  coreografo 
Coppini. 

14  Febbraio  — Serata  a benefizio  dei- 
tenore  Giuseppe  Villosi.  Lo  spettacolo  fu 
assai  variato;  e in  vero  furono  cantati  dal 
Villani  e dagli  altri  artisti  della  stagione 
Cavatine,  Duetti  e Romanze  nelle  opere 
Barbiere  di  Siviglia.  Luisa  Miller  e Gemma 
di  Vergy.  e parte  del  primo  atto  àeW'Otello.' 
Fu  rappresentato  il  ballo  la  Giuozoliera. 


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— 492  — 

Il  teatro  per  cura  del  Municipio  fu  illu- 
minato a giorno  onde  solennizzare  Tavveni- 
raento  della  resa  di  Gaeta.  Il  generale  En^ 
rtco  Cialdini  dopo  90  giorni  d’ assedio  entrò 
in  questa  antica  fortezza  celebre  ne’  fasti 
militari  addì  13  febbraio  1861. 

15  Febbraio  — Anche  in  tal  sera  vi  fu 
straordinaria  illuminazione  al  teatro  per  lo 
arrivo  in  Modena  degli  augusti  figli  del  Re 
Vittorio  Emanuele. 

17  Febbraio  — Prima  domenica  di.,qua- 
resima  ed  ultima  recita  della  stagione  con 
veglione  mascherato  dopo  1’  opera.. 

L’ Impresario  dello  Spettacolo  di  Carne- 
vale 1860-61  fu  Ercole  Tiriti^  la  direzione 
agli  Spettacoli  era  formata  dei  Signori  Fran- 
cesco Manzini^  Zanetti  Avv.  Francesco  e 
Muzzioli  Dott.  Giovanni. 

Stagione  di  quaresima.  Il  teatro  Munici- 
pale nuovo  non  era  mai  stato  aperto  nei  40 
giorni  di  penitenza  che  precedono  la  Pasqua; 
ma  il  cambiato  regime  politico  si  prestava 
a tale  innovazione.  Il  cartellone  dello  spet- 
tacolo annunziava  la  rappresentazione  delle 
Opere  Emani  di  Verdi  e Norma  di  Hellini 
con  un  divertimento  danzante  intitolato  la 
Gisella. 

24  Febbraio  — Andò  in  iscena  l’Ernani 
eseguito  dalla  prima  donna  Luigia  Ponti 


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— 493  — 

dall'  Anni,  dal  tenore  Giorgio  D'  Antonii. 
■dal  baritono  Bacchi-Perego  che  aveva  can- 
tato anche  nel  carnevale  e dal  basso  G.  B. 
fìokitanshy. 

La  compagnia  di  ballo  che  rappresentò 
la  GUella  componevasi  del  coreografo-mimo 
e dei  primi  ballerini  del  carnevale;  i secondi 
ballerini  d’  ambo  i sessi  in  parte  furono  so- 
stituiti da  altri,  diminuendone  però  il  nu- 
mero. 

Il  prezzo  del  viglietto  d’ ingresso  che  in 
carnevale  era  di  L.  1,20  nella  quaresima  fu 

diminuito  di  cent.  20. 

» 

1861.  — 5 Marzo  — Il  prestigiatore 
Alessandro  Betti  diede  un’  accademia  da  esso 
chiamata  di  Magia  Egiziana  in  progresso. 
Negli  intermezzi  il  concerto  del  Reggimento 
Guide  esegui  pezzi  di  musica. 

6 Marzo  — Prima  rappresentazione  della 
Norma. 

Il  personale  artistico  che  cantò  neW  Er- 
nani  subì  le  seguenti  modificazioni.  Non 
comparve  il  Bacchi-Perego.,  e la  Benedetta 
Grosso  sostenne  la  parte  d’  Adalgisa. 

9 Marzo  — Serata  a benefizio  dei  primi 
ballerini  Brunetti  e Walpot  i quali  figurarono 
nel  balletto  — La  Casa  da  Vendere. 

13  Marzo  — In  questa  sera  si  produsse 
sostenendo  la  parte  di  Pollione  nella  Norma 


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— 494  — 

r artista  Bernardo  Massimiliani.  Il  nuovo- 
tenore  fu  male  accolto,  e dopo  la  cavatina, 
piuttosto  disapprovata,  non  volle  più  sortire 
sul  palco,  adducendo  per  iscusa  d’  essersi 
impegnato  a cantare  gratis  per  favorire  lo 
impresario  Tinti,  e non  volere  per  ciò  ri- 
cevere insulti  dal  pubblico. 

La  direzione  mandò  un  parlamentario  sul 
palco  scenico  ad  annunziare  tale  incidente 
al  pubblico,  coll’  assicurazione  d’aver  messo 
agli  arresti  il  tenore,  e proponendo  di  pro- 
seguire lo  spettacolo  con  qualche  ripiego. 
Ma  il  pubblico  protestò  altamente  con  fìschii 
alla  direzione  che  non  si  voleva  altro  spet- 
tacolo, e fu  duopo  porvi  termine  retrodando 
i viglietti  d’ ingresso  a tutti  gli  intervenuti 
al  teatro  in  detta  sera.  Simil  fatto  non  si 
era  mai  verificato  nel  teatro  Comunale  dalla 
sua  apertura  in  poi. 

19  Marzo  — Fu  data  1’  opera  Smania 
nella  quale  la  prima  donna  Carolina  Cre- 
spolani  sostenne  la  parte  d’  Elvira  in  sosti- 
tuzione della  Ponti  delV  Armi  colpita  da 
grave  infortunio  di  famiglia. 

21  Marzo  — Nel  ballo  la  Cam  da  ven- 
dere si  produsse  la  prima  ballerina  Anto- 
nietta Snpinif  essendo  stata  la  Brunetti  por 
preventivo  contratto  obbligata  a partire  per 
Genova. 


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— 495  — 

23  Marzo  — Ultima  recita  della  stagione 
a benefizio  della  Crespolani.  Il  basso  Rohi- 
tansMi  eseguì  la  gran  scena  d’^lssw?'  nella 
Semiramide. 

1861.  — 1 Aprile  — Corso  di  24  recito 
date  dalia  compagnia  drammatica  condotta 
e diretta  dalla  prima  attrice  Elena  Pieri- 
Tiozzo.  Fra  i primarii  artisti  oltre  la  diret- 
trice meritano  menzione  \' Angiolina  Saggiavi 
ed  Adelina  Bagnoli  amorose,  il  primo  attore 
Oiacomo  Brizzi,  Mariani  Antonio  amoroso, 
e Leonardo  Olivery  brillante. 

Fra  le  commedie  nuove  rappresentate  da 
questa  compagnia  alcune,  come  per  esempio 
Sisto  F e la  Famiglia  Ebrea,  trassero  più 
Tolte  il  citato  giornale  Y Artigiano  a disap 
provare  tali  produzioni  nelle  quali  con  so- 
verchia licenza  e poco  rispetto  alla  religione 
mettevansi  in  i.<?cena  Papi,  Vescovi,  Preti  e 
Claustrali  a segno  di  ignominia  e di  scandalo, 
parodiando  cerimonie  e riti  della  Chiesa 
cattolica. 

Questi  pensieri,  esposti  in  tempi  propizi! 
alle  intolleranze  in  materia  politica  e reli- 
giosa, sono  assai  notevoli,  ed  abbiamo  cre- 
duto opportuno  di  rammentarli. 

12  Aprile  — Il  cieco  Giovanni  Vailafi 
concertista  di  mandolino  si  produsse  con 
successo  fra  gli  atti  della  commedia  rappre- 
sentata in  tal  sera. 


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— 496  — 

15  Aprile  — L’incontro  del  Vailati  nel 
primo  concerto  lo  indusse  a darne  un  secondo. 

In  entrambi  eseguì  difficili  variazioni  so- 
pra una  corda  sola. 

19  e 23  Aprile  — Due  accademie  di  pre- 
stidigitazione, del  celebre  Bosco,  nelle  quali 
eseguì  colla  nota  sua  abilità  20  diversi  e- 
sperimenti  per  ciascuna  sera.  Gli  spettatori 
storditi  dalle  meraviglie  operate  dalla  ma- 
gica verga  del  Bosco  lo  applaudirono,  i poeti 
lo  onorarono  con  versi,  i giornali  lo  procla- 
marono il  re  dei  prestigidatori. 

Fra  la  prima  e la  seconda  rappresenta- 
zione del  Bosco  il  giovine  fAiigi  Rossi  di 
Perugia,  colpito  da  cecità,  diede  un  concerto 
di  violino. 

1861  — Ottobre  — La  Drammatica  Com- 
pagnia diretta  dall’  artista  .Luigi  Bonazzi, 
nella  quale  primeggiavano  Eugenia  Barra- 
cani e Luigi  Gagliardi,  diede  un  corso  re- 
golare di  circa  12  rappresentazioni. 

1861  — Novembre  — Alla  Compagnia 
Bonazzi  successe  la  Lombarda  diretta  da  A- 
lamanno  Morelli. 

Nell’  elenco  di  questa  distinta  Compagnia 
figuravano  le  prime  attrici  Adelaide, Tessero. 
Giulietta  Ristori  e la  madre  nobile  Anna  Job. 

Il  Direttore  suddetto  sosteneva  le  parti 
di  primo  attore,  ed  Amilcare  Bellotti  quelle 
di  brillante. 


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— 497  — 

Gli  altri  artisti  che  rappresentavano  le 
parti  amorose,  di  carattere,  e di  genere,  me- 
riterebbero d’  esser  qui  menzionati,  ma  per 
brevità  omettiamo  di  farlo. 

14  Novembre  — Beneficiata  del  primo 
attore  Alamanno  Morelli.  La  compagnia  Lom- 
barda rappresentò  — Gli  Spazzacamini  della 
valle  d'  Aosta  — dramma  del  modenese  Cav. 
Giovanni  Sabbatini^,  e replicò  la  commedia 
— Fuoco  al  convento  — nella  quale  la  gio- 
vane attrice  Tessero,  con  ammirabile  natu- 
ralezza ed  ingenuità  sostenne  la  parte  di  e- 
ducanda. 

21  Novembre  — Il  brillante  Belletti  che 
si  era  guadagnato  le  simpatie  del  pubblico 
ebbe  in  tal  sera  la  sua  beneficiata. 

1861.  — 26  Novembre  — Questa  rappre- 
sentazione fu  destinata  a benefizio  della  gio- 
vane attrice  A.  Tessero.  Ottenne  questa  vez- 
zosa e brava  artista  non  dubbi  segni  di  ap- 
provazione pel  modo  innappuntabile  col  quale 
sostenne  la  sua  parte  nella  commedia  — 
Scacco  al  Dispotismo  — e nella  farsa  — I 
primi  sogni  d'  amore  — e per  la  vivace 
declamazione  di  una  poesia  del  Massimo  in- 
titolata — A Roma!  — Alcuni  ammiratori 
della  Tessero  le  dedicarono  versi. 

28  Novembre  — Il  celebre  Professore 
Violinista  Cavaliere  Camillo  Sivori  diede  un 


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— 4^8  — 

grande  concerto,  nel  quale  esegui  con  ac- 
compagnamento d’  orchestra  una  composi- 
zione di  Pruine.  Melanconia  Pastorale,  una 
fantasia  sopra  motivi  della  Lucia  da  lui 
composta,  ed  un  tema  variato  del  Mosó 
scritto  da  Paganini  per  una  sola  corda. 

Dal  numero  799  della  Gazzetta  di  Modena 
riportiamo  il  seguente  giudizio  sul  Sivori. 

Non  a torto  compete  per  consenso  uni- 
versale a questo  grande  concertista  il  titolo 
di  principe  dei  violinisti.  I Modenesi,  che 
numerosissimi  accorsero  ad  udirlo,  coi  fre- 
netici loro  applausi,  sanzionarono  tale  sen- 
tenza. Ad  ogni  variazione  ad  ogni  scherzo 
del  suo  archetto  e delle  sue  dita  incantate 
e incantatrici  il  pubblico  entusiasmato  pro- 
rompeva in  evviva.  La  venuta  di  Sivori  tra 
noi  sarà  notata  con  caratteri  indelebili  nei 
.fasti  del  teatro  di  Modena,  e nella  grata 
memoria  dei  Modenesi. 

30  Novembre  — Un  secondo  ed  ultimo 
concerto  diede  1’  acclamatissimo  Sivori. 

Il  pezzo  più  brillante  eseguito  in  tal  sera 
fu  una  sua  composizione  di  genere  imitativo 
intitolata  le  Follie  Spagnuole.  D concertista 
in  questa  accademia  fu  applaudito  anche  più 
che  nell’  antecedente.  In  entrambe  si  pro- 
dusse negli  intervalli  fra  gli  atti  delle  com- 
medie date  dalla  Compagnia  Lombarda. 


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— 499  — 

Il  biglietto  d’ ingresso  nelle  due  sopra- 
eitate  sere  dai  Centesimi  80  fu  portato  a 
L.  1,20. 

1861.  — 5 Dicembre  — Beneficiata  della 
prima  attrice  Giulietta  Ristori. 

9 Dicembre  — Penultima  recita  della 
compagnia  Morelli.  Fu  rappresentata  un  altra 
commedia  di  Gio.  Sahhatini,  nella  quale  col- 
laborò  il  Prof.  Cesare  Panni  di  Firenze.  Si 
intitolava  — Un  galantuomo  d'  oggi  — Nel- 
r ottobre  antecedente  questo  lavoro  dram- 
matico era  stato  replicato  per  11  sere  al 
teatro  Alfieri  a Torino. 

L’ Impresa  pel  carnevale  1861-62  promise 
la  rappresentazione  di  due  melodrammi  serii 
nuovi  per  queste  scene,  e due  balli  grandi. 
Scritturò  a tale  effetto  i sotto  nominati  ar- 
tisti. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  — Claudina  Lanzi. 

Tenore  — Ernesto  Nicolas.  . 

Baritono  — Achille  Carboni. 

Basso  — Domenico  Dal-Negro. 

Contralto  — Amalia  Lanfranco. 

Più  due  comprimari  e due  seconde 
parti. 

28  Dicembre  — Questi  cantanti  rappre- 
sentarono Isabella  d’ Aragona  del  Maestro 
Carlo  Pedrotti. 

32 


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— 500  — 

Fu  dato  pure  il  ballo  storico  La  favo- 
rita di  Enrico  IV  del  Coreografo  CoUuzzi 
Gioacchino  eseguito  dalla  seguente  compa- 
gnia di  ballo. 

Primi  ballerini 

Rachele  Conti  — Napoleone  Piccoli. 

Mimi 

Gesualda  Montani  — Angiolina  Forti 
— Alessandro  Bustini  — Luigi  Bonesi  — ed 
altri. 

Il  corpo  di  ballo  componevasi  di  8 prime 
ballerine  italiane,  di  16  ballerine  di  mezzo 
carattere,  ed  8 ballerini  pure  di  mezzo  ca- 
rattere. 

L’  apertura  della  stagione  doveva  avere 
luogo  la  sera  di  Santo  Stefano;  ma  fu  pro- 
tratta di  due  giorni  per  disaccordo  verifica- 
tosi  nelle  prove  tra  la  banda  cittadina  e 
l'orchestra.  Il  frapposto  indugio  non  fu  noto 
al  pubblico  che  ad  ora  tardissima  e perciò 
i dilettanti  di  musica,  molti  de’  quali  erano 
accorsi  da  paesi  circonvicini,  s’  indispetti- 
rono. 

La  prima  rappresentazione  dello  spetta- 
colo, data  come  si  è detto  la  sera  del  28. 
diede  luogo  ad  applausi  ed  a disapprovazioni. 
L’  opera  si  sostenne,  anzi  il  bravo  tenore 


— 501  — 

Nicolas,  e la  giovine  prima  donna  Lanzi, 
furono  festeggiati  con  battimani  e chiamate 
al  proscenio.  Il  ballo  invece  sortì  esito  in- 
felicissimo, essendo  stato  accolto  con  fischii 
fragorosissimi. 

Il  Sindaco  Avv.  Parenti  Gaetano  nel  suc- 
cessivo giorno  29  pubblicò  un  avviso  per 
assicurare  il  pubblico  che  il  Municipio  stava 
occupandosi  per  provvedere  agli  inconve- 
nienti che  avevano  determinato  la  caduca 
del  ballo,  mostrando  nel  tempo  stesso  fi- 
danza che  nel  teatro  della  colta  città  di 
Modena  non  si  sarebbe  ripetuto  lo  sconve- 
niente modo  di  disapprovazione  usato  nella 
sera  del  28. 

Queste  parole  del  Sindaco  urtarono  la 
suscetibilità  di  alcuni,  e Dio  sa  (dice  V Uni- 
tario N.  317  ) quale  infernale  bufera  d’  urli 
e di  fischii  avrebbe  accompagnato  il  malau- 
gurato ballo,  se  poche  frasi  più  temperate 
messe  fuori  manoscritte  nell’  atrio  del  teatro 
dalla  delegazione  di  Pubblica  Sicurezza  per 
ordine  Prefettizio,  non  avessero  sparso  un 
po’  di  balsamo  sulla  piaga  inasprita.  Nella 
seconda  rappresentazione  ( 29  dicembre  ) i 
numerosi  spettatori  si  contentarono  quindi 
di  esprimere  la  loro  disapprovazione  col 
zittire;  e non  fu  che  un  malavvisato  tenta- 
tivo d’  applauso  che  eccitò,  a ballo  già  ter- 


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— 502  — 

minato,  uno  scroscio  di  fischii  di  breve  du- 
rata. 

1862-  — 1 Gennaio  — Nel  primo  giorno 
deir  anno  fu  data  1’  Opera  Isabella  d' Ara- 
(jona  e lo  sfortunato  ballo  suddetto,  con 
qualche  modificazione  nei  ballabili  del  me- 
desimo. Questa  terza  rappresentazione  fu 
un  vero  scandalo.  Gl’  inni  del  Re  o di  Ga- 
ribaldi eseguiti  in  mezzo  ad  universali  ap- 
plausi ed  evviva,  non  valsero  a calmare  la 
procella  di  fischii  ed  urli  provocata  dal  mal 
viso  spettacolo. 

Il  malumore  del  pubblico  non  s’  acquetò 
per  le  promesse  di  pronto  cambiamento  di 
Opera  e di  ballo,  e per  gli  annunzii  della 
scritturazione  di  nuovi  artisti;  che  anzi  nella 
sera  del  18  gennaio  esplose  più  furibondo, 
e quindi  l’ impresa  fu  astretta  a chiudere  il 
teatro. 

31  Gennaio  — Resa  impossibile  per  ma- 
lattia di  un  artista  la  riapertura  del  teatro 
nella  sera  di  S.  Geminiano,  con  opera  e ballo 
nuovi,  fu  cambiatp  soltanto  il  ballo.  Intito- 
lavasi  questo  — Diomira  — ovvero  — La 
figlia  del  Sallimbanco  — nel  quale  debuttò 
la  prima  ballerina  Giuseppina  Morlacchi.  An- 
che questo  ballo  non  incontrò  il  favore  del 
pubblico,  al  quale  l’ impresa  con  manifesto 
in  data  del  3 febbraio  promise  metterne  in 
scena  un  altro. 


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— 503  — 

1862.  — 2 Febbraio  — La  nuova  opera 
allestita  dall’  Impresa  e rappresentata  in 
tal  sera  fu  — Un  Ballo  in  Maschera  — La 
seconda  opera  promessa  dovea  essere  Gianni 
da  Nisida  del  Maestro  Pacini  che  perso- 
nalmente dovea  dirigerla;  ma  1’  Impresa 
credette  meglio  dare  la  citata  opera  del 
Verdi.  Eseguirono  il  Ballo  in  Maschera  oltre 
la  Lanzi,  Nicolas  e Dal-Negro,  già  noti  ai 
nostri  lettori,  la  prima  donna  Margherita 
Zenoni,  il  basso  Salvatore  Cesarò  ed  il  ba- 
ritono Pizzigatti. 

La  freschezza  ed  originalità  di  questo 
capo-lavoro  del  Verdi  entusiasmò  gli  affol- 
latissimi spettatori  sino  al  fanatismo.  L’  e- 
secuzione  ne  fu  lodevoli  ssima  ed  i princi- 
pali attori  vi  riscossero  applausi  e chiamate 
al  proscenio.  Di  molti  pezzi  si  volle  la  ri. 
petizione. 

La  soddisfazione  degli  spettatori  d’  aver 
potuto  applaudire  1’  opera,  li  rese  più  be- 
nevoli verso  il  ballo,  il  quale  orribilmente 
fischiato  il  31  gennaio,  in  questa  sera  fu 
tollerato,  in  grazia  anche  di  alcune  modifi- 
cazioni introdottevi.  La  coppia  danzante  ebbe 
la  sua  parte  di  acclamazioni. 

Alle  sorti  dell’  Impresa  potè  quindi  a ra- 
gione in  questa  circostanza  applicarsi  il 
noto  adagio  — Post  nuhila  Phoebus. 


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— 504  — 

12  Febbraio  — Nuovo  ballo  di  mezzo 
carattere  Pipelet  composto  e diretto  dal 
Coreografo  Cesare  Cecchetti  e musicato  dal 
Maestro  Madoglio.  La  parte  mimo* danzante 
del  medesimo  fu  sostenuta  dalla  Morlacchi, 
e r altra  prima  ballerina  Rachele  Conti  ri* 
comparve  sulle  scene  del  Comunale  ese- 
guendo col  Piccoli  un  nuovo  passo  a due. 

I partigiani  delle  due  ballerine  vennero  al- 
ternando battimani  e fischii  per  ben  tre  quarti 
d’ ora  con  tale  tumulto  da  disgradarne  quello 
descrittoci  da  Dante  nel  Canto  III  dell’  In- 
ferno. 

II  giornaletto  Modenese  1’  Unitario,  dal 
quale  andiamo  spigolando  notizie  teatrali, 
deplora  simili  eccessi  che  intaccano  la  fama 
di  educata  e gentile  goduta  dalla  nostra 
città. 

13  Febbraio  — La  direzione  agli  spet- 
tacoli dispose  che  in  tal  sera  il  ballo  avesse 
luogo  dopo  r Opera  pregando  il  pubblico  ad 
astenersi  da  manifestazioni  menochè  conve- 
nienti, che  la  porrebbero  nella  spiacevole 
necessità  di  sospendere  il  ballo,  e costrin- 
gerebbero le  Autorità  competenti  a prendere 
Ip  misure  opportune  a mantenere  il  decoroso 
contegno  abituale  ai  frequentatori  di  questo 
teatro. 

L’  esortazioni  della  direzione  e le  voci 


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— S05  — 

del  giornalismo  trovarono  eco  nella  popola- 
zione. Alla  seconda  rappresentazione  del 
Pipelet  non  s’  ebbe  a lamentare  il  menomo 
inconveniente. 

22  Febbraio  — Serata  della  prima  donna 
Claudina  Lanzi.  Cantò  dessa  in  tal  sera  col 
tenore  Nicola^  il  duetto  scena  e romanza 
del  Rigoletto  invece  del  secondo  e terzo 
atto  deir  opera  in  corso.  Fu  applaudita  ed 
al  suo  merito  venne  dedicato  un  sonetto, 
«he  come  la  maggior  parte  delle  composi- 
zioni di  circostanza  non  è certamente  un 
modello  di  perfetta  poesia. 

1862.  — 27  Febbraio  — La  concertista 
di  Violino  Maria  Serata  di  Castelfranco  nel 
Veneto  si  produsse  fra  gli  atti  dell’  Opera 
suonando  due  fantasie  su  motivi  della  Norma 
e della  Favorita,  la  prima  di  sua  composi- 
zione, l’altra  di  D.  Alard.  L’  esimia  artista, 
che  aveva  già  destato  1’  ammirazione  delle 
Corti  e degli  abitanti  di  Vienna,  Pietroburgo, 
Stoccolma  e Copenaghen,  dopo  aver  percorso, 
riscuotendo  applausi,  le  principali  città  di 
Italia,  in  Modena  fu  accolta  come  meritava 
il  suo  merito  eccezionale. 

Dopo  il  teatro  l’Ab.  Alessandro  Bazzani 
emigrato  Veneto,  nel  caffè  Sandri,  alla  pre- 
senza della  brava  suonatrice,  di  suo  marito 
e di  alcuni  suoi  amici  ed  ammiratori  im- 
provvisò per  l’Albo  di  lei  un  sonetto. 


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— 506  — 

1 Marzo  — La  prima  donna  M.  Zenoni 
ebbe  in  tal  sera  la  sua  beneficiata.  La  scena 
e cavatina  del  Polìuto,  e la  canzone  porto- 
ghese nell’  opera  il  Domino  Nero  di  L.  Rossi 
cantata  nella  lingua  originale  dalla  seratante 
piacquero  assai. 

9 Marzo  — Colla  rappresentazione  data 
in  tal  sera  si  chiuse  lo  spettacolo  del  Car- 
nevale 1861-62. 

Ebbero  luogo,  secondo  il  solito,  in  questa 
Stagione  tre  veglioni.  Il  primo  con  poco 
concorso,  il  secondo  riuscì  brillante  special- 
mente  per  r intervento  del  patriziato,  1'  ul- 
timo fu  aff’ollatissimo  con  maschere  in  quan- 
tità che  schiacciarono  molti  cappelli.  Durò 
sino  alle  sei  antimeridiane. 

Le  vicende  or  tristi  or  liete  dello  spet- 
tacolo dato  nella  stagione,  della  quale  testò 
accennammo  al  termine,  diedero  luogo  a 
diversi  giudizii  sulle  cause  che  più  o meno 
infiuirono  sull’  andamento  del  medesimo;  ed 
Interessarono  la  pubblica  opinione  del  paese, 
che  sempre  suole  preoccuparsi  dei  sacrifizii 
e danni  delle  Imprese  teatrali,  del  decoro 
del  teatro,  della  maggiore  o minore  avve- 
dutezza addimostrata  dai  direttori  degli  spet- 
tacoli. 

Nè  solo  tuttociò  diede  argomento  ai  di- 
scorsi de’  cittadini;  ma  fu  ancora  occasione 


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— 507  — 

a giuridiche  questioni,  ed  alla  stampa  di  do* 
cumenti  esposti  al  pubblico  per  V apprezza- 
mento dei  medesimi. 

L’ impresario  per  la  burrascosa  stagione 
teatrale  1861-62  fu  il  signor  Luigi  Pollavi- 
Maglietta,  e la  direzione  agli  spettacoli  in 
quel  tempo  era  affidata  ai  Signori  Ronchetti 
Tito  Avvocato  consulente  — Nacmani  David 

— Raffini  Stanislao  — Boccolari  Benedetto 

— Vecchi  G.  C.  Segretario. 

1862.  — 6 Aprile  — Trattenimento  di 
Cattocrica  o vedute  dissolventi  che  per  in- 
canto appaiono  e sfuggono  alla  vista  degli 
spettatori. 

Il  divertimento  ottico  riuscì  variato  ed- 
interessante,  e fu  rallegrato  da  pezzi  musi- 
cali eseguiti  abilmente  dal  concertista  di 
clarino  prof.  Felice  Caglieris  addetto  alla 
banda  del  Reggimento  Cavalleggieri  Saluzzo. 
Stagione  di  primavera. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  Soprano  — Angelica  Moro. 
Tenore  — Carlo  Negrini. 

Baritono  — Luigi  Colonnese. 

Prima  donna  mezzo  soprano  — Sofìa 
Marini  Testa. 

Basso  — Gio.  Battista  Cornago. 

Quattro  comprimarii,  due  seconde  parti, 
e 32  coristi  d’  ambo  i sessi. 


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— 508  — 

21  Aprile  — Prima  rappresentazione  del- 
r opera  il  Poliuto  musica  del  Maestro  G. 
Donizetti. 

Poche  volte  la  città  nostra  ebbe  la  for- 
tuna di  godere  di  uno  spettacolo  musicale 
nel  suo  complesso  si  eccellente  quale  si  fu 
quello  procurato  con  grave  dispendio  dalla 
impresa  Maglietta  neUa  primavera  1862. 

Il  Poliuto  era  già  stato  sentito  in  Modena, 
ed  è quindi  superfluo  il  parlare  di  questo 
spartito  del  Donizetti  che  trionfalmente  per- 
corse tutti  i teatri  del  mondo.  Intratterremo 
piuttosto  i nostri  lettori  sugli  esecutori  di 
quell’opera,  e con  nostra  soddisfazione  pos- 
siamo farlo  colle  parole  del  benemerito 
Maestro  Gandini  già  pubblicate  nel  N.  1 
deir  Unitario.  Anno  III  1 maggio  1862. 

• Il  tenore  Carlo  Negrini  è quel  vecchio 

• artista  dotato  d’  una  voce  prepotente, 

• colla  quale  nei  momenti  di  forza  e di  de- 
« clamazione  costringe  il  pubblico  all’  entu- 

• siasmo,  rammentando  in  ispecial  modo  nei 

• recitativi  il  tipo  dei  David  dei  Crivelli  e 

• dei  Donzelli  e d’  altri  grandi  tenori,  dei 

• quali  ora  non  resta  che  la  tradizione. 

• La  prima  donna  Angelica  Moro,  oltre 

• di  avere  una  figura  avvenente  e simpatica, 
« interessa  il  pubblico  si  per  la  voce  omo* 
« genea  agile  ed  estesa,  quanto  per  la  pre- 


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— 509  — 

< cisione  nell’  eseguire  una  parte  che,  a 

• bene  interpretarla,  richiede  una  valente 
« cantante. 

« Il  baritono  Luigi  Colonnese  presenta 

• tutti  gli  elementi  necessarii  a divenire  un 

< artista  di  primo  ordine,  giacché  il  dono 
« d’  una  voce  robusta  e sonora,  non  che  la 

< figura  imponente  gli  danno  il  diritto  di 

< aspirare  a tale  luminosa  meta. 

• Il  basso  Gio:  Battista  Cornago  è for- 
■ nito  di  buona  voce,  e si  mostra  provetto 
« nell’  arte  teatrale;  sebbene  la  parte  che 

• sostiene  non  gli  dia  tutto  il  campo  di 

• spiegare  i mezzi  che  possiede. 

« Il  tenore  comprimario  Antonio  Galletti 
« disimpegna  con  bravura  la  propria  parte, 
c e gli  altri  cantanti  contribuiscono  anche 
« essi  al  buon  esito  di  tutto  lo  spartito. 
« Orchestra  e cori  eseguiscono  perfetta* 
« mente  ciò  che  loro  spetta.  Non  si  può 
« trascurare  di  attribuire  i meritati  encomii 
. al  scenografo  Manzini,  che  anche  in  questa 

• occasione  conferma  la  fama  di  eccellen- 
« tissimo  fra  quelli  che  trattano  la  moderna 
« scenografia.  • 

1862.  — 14  Maggio  — Andò  in  iscena 
la  seconda  Opera  di  questa  stagione  Jone 
'del  Maestro  E.  Petrella  Napoletano,  del  quale 
i Modenesi  avevano  avuto  campo  di  ammirare 


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— 510  — 

i talenti  musicali  sino  dal  1858,  nel  carnevale 
del  qual  anno  fu  eseguito  con  buon  esita 
nel  nostro  teatro  Comunale  un*  altro  suo 
bel  lavoro  V Assedio  di  Leida.  Il  Maestro 
Qandini.  valendosi  del  sucitato  giornale  1’  U- 
niiario  dopo  la  prima  recita  pubblicò,  senza 
nominarsi,  le  impressioni  lasciategli  da  quella 
musica  la  quale  sebbene  nelle  combinazioni 
melodiche  talvolta  presenti  un  ritmo  bizzarro, 
-pure  non  è priva  d’  effetto.  La  sinfonia,  la 
scena  del  delirio,  il  finale  III,  la  marcia  fu-^ 
nebre,  il  duetto  del  quarto  atto  fra  soprano 
e baritono  sono  a parere  del  Gandini  i pezzi 
più  elaborati  e meritevoli  d’encomio.  Negli 
altri  a più  parti  cantanti  ritrova  abbondanza 
di  unmont,  ammessi  bensì  dalla  scuola  mo- 
derna per  ottenere  dell’  effetto,  ma  censu- 
rabili se  adoperati  con  poca  sobrietà  spe- 
cialmente da  chi  succhiò  il  latte  musicale 
della  vecchia  scuola  Italiana. 

Il  pubblico  gustò  le  bellezze  della  nuova 
opera  la  Jone  trattata  con  impegno  e bra- 
vura dai  primarii  cantanti,  e li  chiamò  al 
proscenio  a ricevere  i meritati  applausi.  In 
questa  circostanza  si  notò  che  1’  orchestra 
ed  i cori  eseguirono  con  più  diligenza  e 
maggior  vivacità  di  colorito  la  parte  stru- 
mentale e vocale  loro  rispettivamente  affi- 
data: il  che  si  attribuì  alla  presenza  del 


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— 511  — 

Maestro,  che  si  seppe  conciliare  la  stima  e 
benevolenza  degli  esecutori. 

Fra  le  scene  dipinte  dal  Manzini  per 
questa  Opera  meritò  lode  specialmente  il 
porticato  che  dà  accesso  ai  giardini  di  Jone, 
bella  invenzione  architettonica  con  prospet- 
tiva di  grandissimo  effetto. 

La  Joyie  nelle  successive  rappresentazioni 
si  guadagnò  sempre  più  il  favore  del  pub- 
blico. ed  il  bravo  Maestro  Petrella  che  ar- 
ricchì il  repertorio  teatrale  di  questo  bei 
lavoro  ottenne  in  seguito  maggiori  dimo- 
strazioni di  stima:  ed  in  vero  la  sera  del  18 
maggio  due  poesie  a lui  dedicate  a centinaia 
di  copie  furono  gettate  dal  loggione  e di- 
spensate nei  palchi.  Una  di  queste,  bellissimi 
versi  del  Dottor  G.  Rubbieri.  fu  ristampata 
nell’  Unitario. 

24  Maggio  — La  prima  donna  Angelica 
Moro  ebbe  in  tal  sera  la  sua  serata.  Fu 
rappresentata  in  parte  la  Jone,  ed  il  quarto 
atto  del  Trovatore.  Ija  simpatica  artista  fu 
oltremodo  festeggiata  ed  applaudita. 

31  Maggio  — 11  tenore  Negrini  nella 
sua  beneficiata  cantò  in  modo  veramente 
mirabile  la  scena  ed  aria  nell’  opera  Belisario 
del  Maestro  Donizetti.  Fu  salutato  con  ova- 
zioni più  presto  frenetiche  che  entusiastiche 
prodigategli  dagli  spettatori  scossi  profon- 


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— 512  — 

damente  dalla  larga  vena  d’  armoniosi  ac~ 
centi  che  sgorgarono  in  quella  sera  dal  suo* 
labbro.  Una  fitta  pioggia  di  poesie  in  suo- 
onore  cadde  in  platea,  e fra  queste  un  facile 
e ben  condotto  sonetto  di  Parmenio  BeU 
ioli. 

1862.  — 4 Giugno  — Anche  il  Colonnese 
ebbe  la  sua  serata,  e si  produsse  con  esito 
felicissimo  in  un^  aria  dell’  opera  i Masna- 
dieri. 

5 Giugno  — Colla  rappresentazione  della 
Jone  data  in  tal  sera  si  pose  termine  alla 
stagione  di  primavera  dell’  anno  1862  me- 
moranda nei  fasti  del  nostro  teatro  Munici- 
pale. 

1862.  — 12  e 14  Ottobre  •—  La  celebre 
attrice  Adelaide  Ristori  diede  due  straor- 
dinarie rappresentazioni,  eseguendo  — Eli- 
sabetta Regina  d’  Inghilterra  — dramma 
storico  di  Paolo  Giacometti,  e Medea  tragedia 
di  E.  Logouvè  tradotta  da  Montanelli. 

1862.  — 1 Novembre  — Tommaso  Sai- 
vini,  conduttore  e direttore  di  una  dram- 
matica compagnia,  per  36  sere  ci  fece  sentire 
scelte  produzioni  rappresentate  con  decoroso 
apparato  di  scena  e somma  abilità  d’ artisti. 
Ne  ricorderemo  soltanto  alcune  poche. 

1862.'  — 20  Novembre  — A profitto  dei 
danneggiati  dalle  rotte  de’  fiumi  Secchia  e- 


— ~ Dtgtflzed  brt'.i  liliale 


— 5i3  — 

Panaro,  che  pochi  giorni  avanti  avevano 
allagato  parte  dei  territori  di  Soliera,  Carpi, 
Finale  e Bomporto,  fu  replicata  la  tragedia 
Zaira  di  Voltaire  nella  quale  il  Salvini  con 
queir  arte  in  cui  ha  pochi  rivali  rappresentò 
la  parte  di  Rosmane^  e la  Clementina  Cazzala 
bravissima  attrice  figurò  da  protagonista. 
La  Tombola^  graziosa  farsa  del  Solieri  di 
Modena,  rallegrò  poscia  il  numeroso  uditorio 
commosso  dai  truci  versi  del  gran  tragico 
francese. 

Le  parti  brillanti  nella  compagnia  Sulvini 
prano  sostenute  valentemente  da  Guglielmo 
Privato, 

25  Novembre  — Il  primo  attore  e diret- 
tore Salvini  per  la  sua  serata  scelse  la  tra- 
gedia Inglese  Otello^  che  gli  procacciò  ap- 
plausi e poesie. 

I8G2.  — 2 Dicembre  — La  Francesca 
da  Rimini  di  Silvio  Pellico  diede  occasione 
alla  Cazzala  prima  attrice  di  far  pompa  di 
tutti  i suoi  mezzi  artistici.  Era  questa  rap- 
presentazione destinata  a suo  benefizio,  e 
non  ebbe  soltanto  battimani  e sonetti,  ma 
ancora  un  buon  introito. 

10  Dicembre  — Con  un  bellissimo  lavoro 
comico  Goldoniano  chiuse  la  compagnia  Sai' 
vini  il  corso  delle  sue  rappresentazioni  — 
La  Pamela  NuhVe  — e coi  — Gelosi  For^ 


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— 514  - 

tunati  — commedia  del  Conte  Giraud.  En- 
trambe queste  produzioni  furono  interpretate 
a meraviglia  dalla  brava  compagnia  di  T. 
Salvini,  la  quale  lasciò  gratissima  memoria 
di  se  in  tutti  quelli  che  ebbero  la  fortuna 
d’  apprezzare  i meriti  del  suo  personale  ar- 
tistico. 

Prima  di  passare  a trattare  dello  spet- 
tacolo d’ inverno  ci  conviene  rammentare  le 
vertenze  insorte  tra  l’ impresa  e la  direzione 
degli  spettacoli  per  una  parte,  ed  i compo- 
nenti r orchestra  per  V altra.  I suonatori 
Modenesi  sciolti  per  deliberazioni  del  Con- 
siglio Comunale  dalle  convenzioni  preesistenti 
tra  Municipio  ed  orchestra  proposero  all’ im- 
presario una  modificazione  nei  rispettivi  sti- 
pendii  a loro  vantaggio;  ma  non  essendo 
stata  accettata  la  proposta  dall’  impresa,  ed 
avendo  i suonatori  rigettata  una  transazione 
ad  essi  offerta,  tutte  le  prime  parti  d’  or- 
chestra, ad  eccezione  di  quella  di  primo 
violino  e di  violino  di  spalla  rispettivamente 
affidate  al  direttore  prof.  Antonio  Sighicelli 
ed  a Ferdinando  Bollo,  furono  sostenute  da 
professori  di  Bologna,  Parma,  Genova,  Fi- 
renze e di  altre  città  d’  Italia.  Gli  artisti 
modenesi,  esclusi  dal  servizio  del  teatro' 
pubblicarono  una  protesta  contro  l’ingiustizia 
di  cui  si  credevano  vittime:  e si  appellarono 


— 515:  — 

alla  filantropìa  dei  concittadini  onde  otte- 
nerne all’  occorrenza  un  fraterno  soccorso. 

27  Dicembre  — Prima  rappresentazione 
dello  spettacolo  di  carnevale  coll’  opera 
Lucrezia  Borgia  del  Maestro  Donizetti.  e 
col  ballo  Lo  spirito  {maligno  del  celebre 
Rota,  riprodotto  dal  coreografo  Cecchetti 
Cesare. 

La  detta  Opera  era  stata  già  sentita  in 
Modena,  ma  sotto  l’ altro  titolo  di  Eustorgia 
da  Romano. 

Notiamo  qui  appresso  i cantanti  principali 
che  r eseguirono. 

Prima  donna  — Isabella  Alba. 

Tenore  — Giuseppe  Capponi. 

Contralto  — Fanny  Pollachi. 

Basso  — Enrico  Rossi-Galli. 

La  sua  esecuzione  in  complesso  piacque 
al  pubblico.  La  signora  Alba  cantava  con 
buon  metodo  e sentimento:  la  Pollachi  non 
aveva  molta  estensione  di  voce,  ma  sapeva 
far  buon  uso  di  quel  tanto  che  la  natura 
le  aveva  concesso:  il  tenore  era  buono  ab- 
bastanza, e meritava  lode  specialmente  per 
la  sua  buona  intonazione:  il  basso  di  bella 
presenza  e voce  simpatica  si  rese  ben  accetto 
al  pubblico:  ed  il  resto  dell’esecuzione  era 
ben  condotto,  ed  anche  la  messa  in  scena 
era  conveniente. 


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33 


— 516  — 

La  compagnia  di  ballo  che  rappresentb 

10  Spirito  Maligno  componevasi  dei  primi 
ballerini  di  rango  francese  Emilia  Aràngvàry 
6 Carlo  Forianiy  della  prima  ballerina  sup- 
plemento Emilia  Pinciroli,  di  5 mimi  e 32 
ballerini  italiani  e di  mezzo  carattere  d’ambo 
i sessi. 

Alla  Arànyvàry  il  pubblico  fu  largo  di 
applausi  per  la  grazia  e precisione  della  sua 
danza,  e fra  i mimi  Marco  Magri  rappresentò 
assai  bene  la  sua  parte. 

Questo  ballo,  capricciosa  creazione  del 
Pota,  era  accompagnato  da  musica  vivace 
ed  originale,  il  vestiario  ne  era  ricco  e 
brillante,  i scenarii  maestrevolmente  dipinti, 
tutto  r apparato  sfarzoso. 

Per  conseguenza  soddisfece  1’  esigenza 
del  pubblico,  che  trovò  anche  superiore  ad 
ogni  elogio  sì  nell'  opera  che  nel  ballo  1’  or- 
chestra in  gran  parte  forestiera. 

1863.  — 8 Gennaio  — Nuovo  diverti- 
mento danzante  — Le  illusioni  d>  un  pittore 
— del  Cecchetti,  nel  quale  fecero  la  loro 
prima  comparsa,  1'  altra  prima  ballerina 
Giuseppina  De- Rosa,  che  ballò  con  molta 
agilità,  ed  il  primo  ballerino  Alessandro 
Piccoli  potente  danzatore  che  ci  ricordava 

11  nostro  Walpot. 

17  Gennaio  — Seconda  opera  della  sta- 


~ 517  — 

gione  — Rigoletto  — del  Verdi  per  V ese- 
cazione  del  quale  alla  compagnia  di  canto 
furono  aggiunti  la  prima  donna  Giuseppina 
Vitali  ed  il  baritono  Raffaele  Ferlotti. 

La  Vitali  debuttante  avca  voce  limpida 
e dolce,  e cantava  senza  sforzo  e con  espres- 
sione: i Modenesi  coi  loro  applausi  l’ inco- 
raggiarono. Il  Ferlotti  era  un  vecchio  artista, 
la  sua  azione  era  sempre  animata,  ma  la 
voce  alquanto  fiacca.  Il  tenore,  il  contralto 
ed  il  basso,  già  applauditi  nella  Lucrezia 
Borgia^  lo  fnrono  anche  nella  nuova  opera. 

La  Vitali  dopo  due  recite  del  Rigolétto 
sciolse  il  contratto  che  la  legava  all’  impresa. 
I motivi  di  tale  scioglimento  furono  resi  di 
pubblica  ragione  sotto  diversi  aspetti  dallo 
impresario  e dal  padre  della  Vitali  con  varie 
circolari  a stampa  delle  quali  a noi  basta 
r avere  fatto  cenno.  Il  Rigoletto  piacque, 
benché  il  pubblico  avesse  ancora  in  memoria 
la  perfetta  esecuzione  uditane  qualche  anno’ 
prima  dalla  Lotti,  dalla  Brambilla.  dìCl  Ora- 
ziani e dal  Corsi. 

1863.  — 1 Febbraio  — Partiti  la  Vitali 
ed  il  Ferlotti,  fu  riprodotto  il  Rigoletto  colla 
prima  donna  Rosa  De-Ruda  ed  il  baritono 
Innocenzo  Canedi.  La  prima  donna  a ragione 
fu  applaudita,  ma  tal  sorte  non  toccò  al 
baritono  che  il  pubblico  non  volle  tollerare. 


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— 518  — 

3 Febbraio  — Dopo  uii  Poutpourri  di 
ÌAicrezia  e di  Rigoletto  andò  in  iscena  la 
Locandiera  del  Cecchetti.  al  qaal  ballo  il 
pubblico  fece  buon  viso  per  qualche  buon 
ballabile  e per  la  mimica  assai  animata.  La 
musica  però  in  complesso  fu  trovata  mono- 
tona e fredda. 

5 P’ebbraio  — Il  nuovo  baritono  Reina 
Giovanni  in  unione  alla  De-Ruda,  alla  Poi- 
lachi,  al  Capponi  ed  al  Rossi-Galli,  si  pro- 
dusse nel  Rigolelto. 

7 Febbraio  — Beneficiata  della  distinta 
danzatrice  Emilia  Arànyvàry.  La  parte  dan- 
zante dello  spettacolo  in  detta  sera  consisteva 
nell’  applaudito  ballo  la  Locandiera,  e nel 
terzo  atto  dello  Spirito  maligno.  La  seratante 
fu  vivamente  festeggiata. 

9 e 10  Febbraio  — Serate  misteriose 
del  celebre  prestigiatore  Cavalier  Professore 
C.  Hermann.  Mistificò  questi  il  pubblico  con 
nuovi  e bellissimi  giuochi.  Abbiamo  ancora 
presente  alla  memoria  la  facilità  e disinvol- 
tura colla  quale  dalla  platea  gettava  le  carte 
comuni  da  giuoco,  sino  ai  più  alti  ordini 
de’  palchi,  spingendole  talvolta  sino  ad  in- 
contrare con  forza  la  volta  della  sala  donde 
ricadevano  svolazzando  sugli  spettatori. 

I principali  artisti  di  canto  e ballo,  nelle 
sere  11,  14,  17  e 20  febbraio  ebbero  le  loro 


— 519  — 

beneficiate,  eseguendo  variati  pezzi  di  musica 
e nuovi  ballabili. 

Col  cartellone  dello  spettacolo  invernale 
era  stata  promessa  1’  opera  — 1’  Indovina 
— musica  del  Maestro  i4n<onio  Buzzi;  ma 
dopo  la  Lucrezia  Borgia  fu  dato  il  Rigolelto, 
e la  prima  rappresentazione  dell’  Indovina 
fu  annunziata,  con  straordinario  avviso,  per 
la  sera  del  21  febbraio.  Mentre  il  popolo 
accorreva  al  teatro  fu  esposto  un  avviso  che 
sospendesse  la  rappresentazione  dello  spet* 
tacolo  promesso;  per  cui  il  pubblico  indi- 
gnato d’essere  per  tal  guisa  preso  a gabbo, 
proruppe  ammutinato  attorno  al  teatro  in 
grida  di  disapprovazione  ed  ingiurie  contro 
la  direzione  degli  spettacoli.  La  sospensione 
ebbe  per  causa  una  questione  d’  interesse 
insorta  fra  la  prima  donna  Alba  Isabella  e 
r Impresa,  vertenza  che  la  direzione  non 
riuscì  ad  appianare.  L’  agenzia  teatrale  re- 
stituì agli  abbonati  la  quota  proporzionale 
loro  dovuta  per  le  due  recite  mancanti,  ed 
inoltre  restituì  a chi  lo  avea  pagato,  il 
prezzo  del  biglietto  della  mancata  rappre- 
sentazione. 

Lo  spettacolo  del  carnevale  terminò  quindi 
nella  sera  del  20  febbraio. 

Circa  r opera  che  non  fu  rappresentate 
riporteremo  quanto  ne  lasciò  scritto  il  Mae. 
stro  Gandini. 


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~ 520  — 

• Richiesto  d’  un  mio  giudizio  sulla  mu* 

• sica  deir  Opera  1’  Indovina  del  Maestro 

• Buzzi,  dichiaro  per  la  pura  verità,  e per 

• quanto  ho  udito  in  qualche  prova,  di  avervi  * 

• scorto  quella  scienza  che  caratterizza  il 

• vero  Maestro,  non  disgiunta  da  concetti 

• spontanei  e da  uno  strumentale  vivacissimo, 

• per  cui,  se  r esecuzione  di  essa  corrispon* 

• derà  al  merito  del  lavoro,  non  oserei  du- 

• bitare  dell’  esito. 

Ci  converrà  pur  dire  qualche  cosa  intorno 
alla  quistioue  che  causò  gli  accennati  in- 
convenienti teatrali. 

La  prima  donna  Isabella  Alba  per  con- 
tratto stipulato  coir  impresario  Ercole  Tìnti 
aveva  diritto  a mezza  beneficiata  franca  di 
ogni  spesa  e fuori  d’  abbonamento.  L’  im- 
presa invece  destinò  la  sua  serata  nel  primo 
venerdì  di  quaresima  {21  febbraio)  ed  in 
abbonamento,  p^r  cui  vedendosi  tolta  ogni 
probabilità  d’  un  buon  introito  (che  d’  al- 
tronde aveva  destinato  a benefizio  dei  po- 
veri) Y Alba  decisamente  rifiutossì  di  cantare. 

La  direzione  agli  spettacoli  rappresentata  a 
quel  tempo  dai  Signori  B.  Boccolari,  G- 
Huffìni  e D.  Nacmani  invano  tentò  di  smuo- 
verla dal  suo  proposito.  Tuttociò  venne  e- 
.sposto  dalla  detta  prima  donna  in  due  cir- 
colari a stampa  datate  nel  20  e 22  febbraio 


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— m — 

1863.  Alcune  frasi  dell’  ultima  delle  citate 
circolari  offesero  i componenti  la  suddetta 
direzione,  la  quale  inoltrò  alla  regia  procura 
querela  criminale  per  libello  ingiurioso.  Il 
tribunale  di  circondario  con  sentenza  in  data 
del  14  aprile  del  detto  anno  rimandò  assolta 
la  prima  donna  dalla  querela  di  dififamazione 
condannando  i nominati  direttori  nelle  spese; 
ma  la  R.  Corte  d’  appello  in  Modena  con 
successiva  sentenza  del  13  agosto  ritenne 
diffamatorio  lo  stampato  'incriminato  assol- 
vendo però  la  signora  Isabella  Alba  dalle 
conseguenze  della  indicata  querela  perchè 
dessa  non  abbastanza  ne  risultava  l’autrice, 
ed  assolvendo  ancora  i direttori  degli  spet- 
tacoli dalle  spese  del  giudizio,  nelle  quali 
erano  stati  precedentemente  condannati. 

A questa  vertenza  si  può  dunque  appli- 
care la  morale  della  favola  del  monte  che 
partorì  il  topo. 

1863.  — 22  e 25  Aprile  — Accademie 
umoristiche  date  dal  celebre  professor  Velie 
Ungherese  che  rappresentò  in  maniera  af- 
fatto nuova  e senza  apparecchio  alcuno 
giuochi  sorprendenti  di  fisica  chimica  elet- 
tricità e magnetismo,  e distribuì  regali  al 
pubblico. 

L’ ingresso  alla  platea  e palchi  costava 
it.  L.  1,50.  . .. 


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— m — 

1863.  — 11,14  è 17  Maggio  — Il  violi- 
nista Ungherese  Edoardo  Reményi  diede 
tre  concerti  musicàli. 

Non  daremo  per  brevità  1 elenco  dei 
clàssici  pezzi  eseguiti  dal  concertista  Un^ 
gherese  nelle  suindicate  sere;  ma  non  poS" 
osiamo  pretermettere  di  accennare  le  sue 
eminenti  qualità  artistiche  cioè:  eccellente 
cavata,  intonazione  sorprendente , espres- 
sione e buon  gusto.  Molti  dei  pezzi  da  lui 
eseguiti  erano  di  sua  composizione.  Questi 
concerti  procacciarono  al  Remènyi  applausi 
entusiastici  e chiamate  numerose. 

Suonò  desso  fra  gli  atti  delle  commedie 
rappresentate  dalla  compagnia  drammatica 
Mazzola  e Milani  diretta  da  Carlo  Benve- 
nuti, la  quale  dal!  Arena  Nazionale  ( dove 
avea  già  intrapreso  un  corso  regolare  di 
rappresentazioni  ) nelle  suddette  sere  si  tra- 
sferì al  teatro  Municipale. 

1863.  — 4 Giugno  — Un  altro  presti- 
giatore si  produsse  in  tal  sera  nel  Comunale, 
e fu  Giuseppe  Besedniach  che  per  ultimo 
giuoco  deUa  Accademia  annunziò  ed  esegui 
la  propria  sparizione  ! 

.7  Giugno  — In  questo  giorno  destinato 
a festeggiare  lo  Statuto  della  Nazione,,  al 
mattino  ebbe  luogo  la  rivista  della  truppa 
e della  Guardia  Nazionale,  al  pomeriggio 


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— 523  — 

sulle  mura  vi  fu  la  corsa  dei  sedioli,  ed  alla 
sera  nel  maggior  nostro  teatro  illuminato  a 
giorno  a cura  del  Municipio  la  già  nominata 
compagnia  drammatica  Mazzola  Milani  rap- 
presentò la  commedia  — Ercole  III  Duca 
di  Ferrara  ossia  una  not^e  di  schiaffi  — E 
cosa  invero  deplorabile  che  sui  teatri  Ita- 
liani vengano  rappresentate  commedie  come 
«questa  contrarie  alla  verità  storica.  E tale 
dichiariamo  la  sucitata  produzione;  ed  infatti 
uè  Ercole  I valoroso  nelF  armi,  protettore 
de’  buoni  studii  il  più  prudente  e stimato 
fra  quanti  principi  avesse  allora  l’ Italia,  nè 
Ercole  II  splendido  e dotto,  nè  Ercole  III 
accorto  amministratore  che  seppe  ristorare  ' 
le  esauste  finanze  dello  stato  nel  tempo 
stesso  che  istituiva  scuole,  erigeva  ponti  e 
diminuiva  le  pubbliche  imposte,  nè  alcun 
altro  degli  Estensi  di  nome  diverso  che  re- 
gnarono in  Ferrara  ed  in  Modena  fu  vanitoso 
ed  imbecille  come  il  protagonista  della  coni- 
media rappresentata  nel  nostro  teatro  Mu- 
nicipale li  7 giugno  1863. 

1863.  — 19  e 20  Settembre  — Nel  teatro 
Alipmndi  apertosi  nell’antecedente  anno  si 
rappresentava  la  Norma.  Nelle  due  suddette 
sere  lo  spetta'’olo  fu  trasportato  al  Comunale.. 
Ecco  r elenco  dei  personaggi  e degli  ar- 
tisti: 


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- 524  — 

Pollione  — Pietro  Chiesi. 

Oroveso  — Giambattista  Righini. 

Norma  — Laura  Ruggero. 

Adalgisa  — Adele  Ruggero. 

Clotilde  — Teresa  Benevetti. 

Flavio  — Annibaie  Micheioni. 

Le  sorelle  Ruggero  riscossero  meritati 
c fragorosi  applausi  e si  può  dire  che  so- 
stennero da  sole  lo  spettacolo.  In  loro  onore 
fu  pubblicato  un  sonetto. 

Tali  straordinarie  rappresentazioni  furono 
date  per  festeggiare  1’  esposizione  agraria, 
apertasi  in  quel  tempo  in  Modena. 

Il  guadagno  rilevato  dalla  Agenzia  del 
teatro  per  le  due  recite  suddette,  fu  di  L. 
3457, 77. 

1863.  — 21,  22,  24  Ottobre  — Nella  vi- 
cina Mirandola  in  tempo  di  fiera  fu  dato  il 
Poliuto  col  ballo  Un  sogno  di  un  bersagliere. 
Nelle  suddette  tre  sere  tale  spettacolo  ebbe 
luogo  nel  nostro  teatro  Comunale. 

I principali  artisti  di  canto  e di  ballo 
che  r eseguirono  furono: 

Prima  donna  — Ida  Edelvira. 

Tenore  — Giulio  Ugolini. 

Baritono  — IgnaMO  Viganotti. 

Basso  — Enrico  Rossi  Galli. 

Primi  ballerini 

Amalia  Tisatti  — Giambattista  Garba- 
.gnati. 


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— K25  — 

La  prrma  ballerina  ancor  giovinetta,  e 
non  ancora  perfezionata  nell’  arte  sua,  non 
so  bene  in  quale  delle  tre  indicate  sere,  al 
terminare  d’  un  passo  non  calcolando  lo 
spazio  che  le  restava  a percorrere  del  palco 
scenico  venne  da  questo  a cadere  nella  sot- 
tostante orchestra;  ma  per  fortuna  non  si 
fece  alcun  male. 

L’orchestra  si  componeva  dei  professori 
della  città  che  il  Sig.  R.  Sgarbi  era  riuscito 
ad  unire  dopo  le  peripezie  dello  scorso 
anno. 

28,  29.  30  Ottobre  — Rappresentazioni 
della  compagnia  Araba  diretta  da  Kadi-Em- 
harch-Benamour^  che  si  produsse  in  unione 
alla  famiglia  drammatica  di  0.  Leigheh. 

Il  consiglio  comunale  di  Modena,  con  sua 
deliberazione  29  aprile  1863,  fissò  la  dote 
per  gli  spettacoli  da  darsi  in  questo  teatro 
nell’  anno  teatrale  1863-64  in  L.  30.000,  ed 
invitò  con  successivo  avviso  27  maggio 
chiunque  intendesse  concorrere  a tale  im- 
presa. Nell’  antecedente  anno,  non  presen- 
tandosi alcuno  ad  assumere  1’  appalto  del 
teatro  per  una  simile  dote,  la  si  portò  a 
L.  35,000.  Non  volendosi  per  1’  anno  1863- 
64  fare  simile  aumento  si  ebbe  pure  defi- 
cienza di  concorrenti  all’  appalto. 

Nell’  ottobre  fu  deciso  di  interpellare  i 


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— 526  — 

palchettisti  se  volevano  essi  colle  3Q.OOO 
lire  assumere  1’  impresa  del  Carnevale,  ed 
in  caso  negativo  d’ impiegare  detta  somma 
in  riattamenti  al  teatro,  e nell’ introdurvi,  la 
illuminazione  a gaz. 

I palchettisti  non  solo  rifiutarono  di  as- 
sumere detti  impegni,  ma  protestarono  ;an- 
cora  di  volere  mantenere  indenni  i loro  di- 
ritti per  gli  spettacoli  d’  uso.  Finalmente 
mossi  dall’  idea  di  ovviare,  almeno  in  parte,, 
i danni  di  chi  per  l’ addietro  rittraeva  qual- 
che lucro  nella  stagione  di  carnevale,  i com- 
ponenti l’orchestra,  i scenografi,  macchinisti, 
ed  altri  impiegati  addetti  al  teatro  si  for- 
marono in  società,  per  assumere  l’ impresa 
teatrale. 

La  rappresentanza  di  detta  società  com- 
ponevasi  dei  Professori  Sante  Luigini^  Luigi 
Gianelli.  Ferdinando  Manzini.  Giuseppe  Man- 
zini e del  Ragioniere  Bernardo  Sgarbi.  La 
impresa  sociale  addì  15  dicembre  pubblicò* 
il  cartellone  dello  spettacolo  per  la  stagione 
di  carnevale,  promettendo  1’  opera  La  Fa- 
vorita ed  il  ballo  Masaniello. 

1863.  — 29  Dicembre  — Prima  rappre-- 
sentazione  della  Favorita  eseguita  dai  se- 
guenti artisti: 

Prima  donna  — 7'osi  Santina. 

Tenore  — Vicentelli  Carlo, 


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— 527  — 

Baritono  — Orlandi  Vitn. 

Basso  — Foli  Giacomo. 

Il  corpo  di  ballo  che  agi  nel  Masaniello 
componevasi  del  coreografo  Eduardo  Vigano, 
dei  primi  ballerini  Fanny  Vigano  e Durand 
Eugenio,  di  sette  mimi  e di  24  ballerine  di 
ambo  i sessi. 

È superfluo  parlare  del  merito  artistico 
della  Favorita  spartito  notissimo  di  Doni- 
zeta.  La  sua  esecuzione  fu  ottima.  La  Tosi 
brava  cantante  ed  attrice  flnita,  il  Vicentelli 
artista  di  buona  scuola,  l’ Or/a^di  dotato  di 
bellissima  voce,  il  Foli  pure  buon  cantante, 
corrisposero  tutti  degnamente  aU’importanza 
della  loro  parte. 

Il  Ballo  del  coreografo  Cortesi  riprodotto 
dal  Vigano,  benché  già  veduto  altre  volte 
su  queste  scene,  fu  accolto  favorevolmente 
dal  pubblico. 

La  prima  ballerina  era  un  portento  di 
instancabilità,  anche  il  Durand  era  ballerina 
di  forza.  I mimi  piacquero,  le  scene  del 
Manzini  furono  applaudite,  e meritò  elogi 
anche  1’  orchestra,  nell’  opera  diretta  dal 
Sighicelli,  e nel  ballo  dal  Luigini. 

L’  impresa  Sociale  non  si  rese  soltanto 
benemerita  del  paese  per  1’  allestimento  di 
un  decoroso  spettacolo,  ma  ancora  per  avere 
curato  la  riduzione  a gaz  della  grande  lu- 


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— 328  — 

miera,  nel  che  fu  coadiuvata  dalla  giunta 
municipale  prima  con  un  compenso  di  lire 
500,  e più  tardi  per  acquisto  del  relativo 
materiale  d’  apparato  con  la  somma  di  lire 
1100. 

1864.  — 16  Gennaio  — Serata  a benefìaio' 
del  baritono  Orlandi  con  variati  pezzi  mu> 
sleali  cantati  dal  beneficiato,  ed  una  fantasia 
per  violino  eseguita  dal  prof.  Di-Carlo  Vin- 
cenzo. 

23  Gennaio  — Ebbe  luogo  con  plauso  il 
nuovo  ballo  Irma  del  coreografo  Edoardo 
Vigan(i. 

26  Gennaio  — Finalmente  andò  in  iscena 
il  Trovatore  già  destinato  e promesso  da 
lungo  tempo  per  seconda  opera  della  sta- 
gione. Per  la  rappresentazione  di  questo 
notissimo  ma  sempre  applaudito  lavoro  del 
Verdi  fu  scritturata  un’  altra  prima  donna 
cioè  la  Carlotta  Rapazzini.  La  Tosi  inter- 
pretò a meraviglia  la  parte  à’Asucenay  che 
ordinariamente  è afiìdata  ad  artista  di  poco 
conto,  ed  il  pubblico  rimase  sorpreso  dello 
effetto  drammatico  che  ne  seppe  trarre  quella 
valente  artista.  Tutti  gli  altri  come  nella 
prima  opera  meritarono  lode. 

30  Gennaio  — Serata  del  tenore  Vicen^ 
telli  che  cantò  la  romanza  nell’opera  Marta 
del  Maestro  Flotow. 


— 529  — 

1864.  — 6 Febbraio  — Si  produsse  di 
nuovo  il  violinista  Di  Carlo^  ed  essendo  la 
rappresentazione  a benefìzio  della  prima  bal- 
lerina Fanny  Vtganò  fu  dato,  oltre  il  ballo 
in  corso,  un  nuovo  scherzo  comico  intitolato 
Giglielta.  Poesie  ed  applausi  non  mancarono 
alla  seratante. 

11  Febbraio  — Benefìciata  della  prima 
donna  Santina  Tosiy  che  eseguì  un’  aria  nel- 
r Opera  Marco  Visconti  colla  nuova  caba- 
letta scritta  appositamente  per  lei  dal  Mae- 
stro Petrella.  Più  del  consueto  la  brava 
artista  fu  festeggiata  dal  pubblico,  e l’ im- 
presa sociale  le  dedicò  un  sonetto. 

14  Febbraio  — - Con  un  variato  tratteni- 
mento istrumentale  vocale  e coreografìco  a 
benefìzio  dei  soci!  componenti  1’  impresa 
teatrale  ebbe  termine  nella  prima  domenica 
di  quaresima  lo  spettacolo  della  stagione 
invernale  1863-64. 

L’  anima  di  detta  impresa  fu  il  prof  di 
violino  Sinte  Luigini  (1)  al  quale  per  avere 

(1)  Altrove  si  è fatto  menzione  in  questa  Croni- 
storia della  famiglia  Sighicelli  nella  quale  il  genio 
musicale  si  trasmise  di  generazione  in  generazione, - 
riputiamo  quindi  opportuno  di  accennare  ora  a con- 
simile privilegio  della  famiglia  Luigini  di  Modena. 
Aprite  il  bel  libro  di  Michele  Lesaona  — Volere  e 
Potere  — a pag.  267  vi  leggerete  ; 

« Il  Signor  Giuseppe  Luigini  nativo  di  Modena  è 
« dei  più  distinti  professori  di  musica  in  Lione» 


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— 530  — 

saputo,  ad  onta  della  pochezza  della  dote 
assegnata  dal  Municipio,  in  poco  tempo  ap- 
prontare un  commendevole  spettacolo  fu 
dedicato  un  sonetto  che  n‘  esaltava  lo  zelo 
e r abilità. 

I membri  della  suddetta  società,  oltre  la 
compiacenza  d’  aver  impedito  la  chiusura 
del  teatro,  ebbero  ancora  qualche  lieve  van- 
taggio pecuniario. 

Formarono  parte  della  Direzione  agli 
spettacoli  nella  stagione  invernale  suddetta 
r avv.  Giuseppe  Mattioli^  l' avv.  Francesco 
Zanetti  ed  il  Conte  Lodovico  Calori. 

1864.  — 2 e 3 Marzo  — La  drammatica 
compagnia  Italiana  fra  gli  artisti  della  quale 

« se  non  il  primo.  Egli  occupa  il  posto  di  direttore 
« d’  orchestra  al  gran  teatro  imperiale  di  questa 
« città. 

« Due  fratelli  di  lui,  Alessandro  e Francesco. 
« r uno  dimorante  a Tarare  e 1’  altro  a Tolosa,  hanno 
« acquistato  essi  pure  una  bella  fama;  ed  un  figlio 
«di  Giuseppe  l’acquisterà  certo  bentosto,  dacché 
« ancora  adolescente,  seppe  al  pubblico  concorso  del 
* Conservatorio  di  Parigi,  meritarsi  un  primo  acces- 
si sii  per  pezzi  di  musica  da  esso  composti  ed  ese- 
« guiti.  » 

Ai  sunnominati  aggiungeremo  Geminiano  Luigini 
prima  tromba,  che  abbiamo  veduto  registralo  nel- 
1' elenco  degli  individui  componenti  la  musica  o es- 
pella di  Corte  nell'  anno  1827,  e Sante  ( che  ha  dato 
motivo  a questa  nota)  il  quale  era  abilissimo  suona- 
tore di  violino,  e direttore  di  balli,  come  per  tale 
ebbero  u riconoscerlo  Modena,  e molta  altre  città  di 
Italia.  N.  d.  C. 


— 53i  — 

primeggiava  la  celebre  Adelaide  Ristori  rap- 
presentò nella  prima  delle  due  citate  sere 
il  dramma  del  Cav.  Giacometti  — Luigia 
Sanfelice  — nell’altra  la  commedia  nuovissima 
del  nostro  concittadino  Cav.  Paolo  Ferrari 
— La  Dorma  e lo  Scettico. 

Entrambe  le  produzioni  destarono  gran- 
dissimo interesse  nel  pubblico  pel  loro  me- 
rito intrinseco  e per  1’  eccellente  loro  ese- 
cuzione; ma  noi  spenderemo  brevi  parole 
solamente  intorno  all’  ultima  nominata. 

11  teatro  di  Modena  confermò  coi  suoi 
applausi  il  giudizio  dato  da  principali  teatri 
d’Italia  del  nuovo  dramma  dèi  Ferrari  am- 
mirandone il  vivace  e spiritoso  dialogo,  e 
commovendosi  dove  più  domina  1’  affetto  e 
la  passione.  Quanto  sia  all’  esecuzione  fu 
superiore  ad  ogni  elogio  per  rispetto  alla 
Ristori,  buona  par  parte  di  Gustavo  Bianchi 
e di  Luigi  Pezzana^  mediocre  riguardo  alle 
seconde  parti. 

12  e 13  Marzo  — Straordinarie  rappre- 
sentazioni fantastico-prestigiose  e di  vera 
destrezza  date  dal  prof.  Siciliano  Macaiuso. 
nelle  quali  prese  anche  parte  la  violinista 
Caterina  Lebouys. 

28  Marzo  — Veglione  a bene£cio  della 
Società  Artigiana-operaia  di  Modena.  Il  frutto 
rioavsd^one  sali  a L.  It.  1116,  42. 

34 


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— 532  — 

1864.  — 7 e 8 Maggio  — La  compagnia 
drammatica  Italiana  colla  Ristori  si  fece 
sentire  di  nuovo  nel  nostro  teatro  Comunale 
rappresentando  il  dramma  del  Oiacometti  — 
Bianca  Maria  Visconti  — e replicando  l’ap- 
plaudita commedia  del  Ferrari  — La  Donna 
e lo  Scettico. 

Negl’  intermezzi  la  banda  del  40®  Reggi- 
mento di  Fanteria  eseguì  alcuni  pezzi  con- 
certati. 

Il  Consiglio  Comunale  di  Modena  nella 
seduta  del  23  aprile  1864  accordò  all’  im- 
presa sociale,  che  aveva  dato  lo  spettacolo 
nel  carnevale  di  quell’  anno,  italiane  L.  2500 
perchè  allestisse  per  12  sere  un’  opera  nel 
Teatro  Municipale  nella  circostanza  della 
festa  dello  Statuto. 

L’  opera  rappresentata  nel  giugno  fu 
r Ebreo  del  Maestro  Apoltoni  con  questi 
cantanti. 

Prima  donna  — Bertucci- Ortolani  An- 
netta. 

Tenore  — Ortolani  Giovanni. 

Baritono  — Coliva  Filippo. 

Basso  — Zucchelli  Carlo. 

1864.  — 19, 20  e 22  Novembre  — I co- 
njugi  Enrico  e Giuseppina  Sisti  diedero  tre 
accademie  di  prestidigitazione,  nelle  quali  se 
non  superiori  almeno  eguali  si  mostrarono 


— 533  — 

in  bravura  2ÌÌV  Hermann  ed  al  Velie,  che  non 
molto  prima  eransi  prodotti  sul  nostro  Teatro. 
Ai  giuochi  di  destrezza  e d’ illusione  unirono 
altri  di  preveggenza  e di  chiaroveggenza,  i 
quali,  fossero  o no  effetti  del  magnetismo, 
nullameno  destarono  meraviglia  e sorpresa 
negli  spettatori. 

Nelle  tre  suddetto  accademie  i in- 
cassarono it.  L.  570. 

La  dote  per  1*  anno  teatrale  1864-65  era 
stata  fissata  dal  Comune  in  L.  40,000,  col- 
r obbligo  in  chi  assumeva  V impresa  di  dare 
in  carnevale  un’  opera  seria  con  soggetti 
distinti  e ballo  grande,  ed  in  luogo  poi  del 
corso  di  commedie  {obbligatorio  in  addiettro) 
un’  opera  buffa  o seria  per  15  recite  almeno 
sul  cadere  di  maggio  od  ai  primi  di  giugno, 
in  modo  però  che  il  teatro  Coiriunale  fosse 
aperto  per  la  festa  dello  Statuto. 

L’  impresa  fu  assunta  da  Giuseppe  Bru- 
nello, e rappresentata  da  Luigi  Vittonati. 

I sopranominati  Avv.  G.  Mattioli  e Conte 
Calori  presiedettero  poi  agli  spettacoli  nella 
stagione  di  cui  intraprendiamo  la  storia. 

1864.  — 26  Dicembre  — Prima  rappre 
sentazione  dell’  Opera  — Un  Ballo  in  Ma, 
schera  — del  Maestro  Verdi,  e del  Ballo  di 
Rota  — La  Contessa  d'  Egmont  — ripro. 
dotto  dal  coreografo  Lodovico  Pedoni.  Se- 


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— 534=  — 

condo  il  solito  diamo  i nomi  degli*  artii^ti 
che  agirono  in  questo  spettacolo/ 

Prima  donna  Soprano  d’ obbligo  -^  Co-' 
ì^ani  Elena. 

Altra  prima  donna  Soprano  — Cuzzeri 
Angiolina. 

Prima  donna  Contralto  — Bontxfi-Lucas 
Giovannina. 

Tenore  — Ortolani  Giovanni. 

Baritono  — Morelli  Bartolani  Vincenzo. 
Bassi  — Daneri  Ernesto  — • Formis 
Achille. 

Un  tenore  comprimario,  e 30  fra  coristi 
e coriste  completavano  la  compagnia  di 
canto. 


Artisti  di  ballo. 

Coppia  Danzante  — Mora  Marina  — Ma- 
meri  Byheyran. 

Altra  prima  ballerina  — Cornaggia  A- 
rnalia^  due  mime  e quattro  mimi,  24  ballerine 
e 6 ballerini. 

Il  pubblico  serio  e contegnoso  - oltre  lo 
usato  non  fu  prodigo  d’ applausi  ai  sovracitati 
artisti  di  canto  e ballo,  benché  lo  spettacolo 
in  complesso  fosse  tale  da  meritare  fortuna 
all’  impresario  e lode  alla  Direzione.  La 
messa  in  iscena  specialmente  del  ballo  era 


— .535  — 

^sfarzosa,  e quale  da  un  pezzo  più  non  usava 
nel  nostro  teatro. e l’illuminazione  più, vivace 
del  solito. 

'In  seguito  la  prima  donna  i Corani  colla 
sua. voce. fresca,  canto  facile,. e porgere  in- 
telligente guadagnossi  il  favore  del  pubblico. 
.11  {tenore  Ortolani  aveva  incontrato  assai 
' più  nell’ opera  V Ebreo  1’,  estate  scorsa,  Il 
I Morelli' non  era  più  nella  pienezza  , de’ suoi 
mezzi  vocali.  La  Cuzzeri,  il  Daneri,  ed  il 
. contralto  i sostenevano  sufficientemente  j ben  e 
le  parti  loro  affidate.  L’  esecuzione  is^tru- 
■ mentale  lasciava  qualche  cosa  a desiderare. 
Quanto  poi  tal  ballo  la;  Marina  Moro  ,, inter- 
pretò mirabilmente  il  personaggio  la  Con- 
tessQitVi  Egmont^>e<di  frequente  fu  applaudita 
.anche. .per  da  sua  maniera  leggera,  ed  ele- 
5 gante  di  ballare,  ed  il  ^Mamert  Byheyran 
•danzatore  di  forza. e mimo  .di  vaglia  faceva 
ridere  il  pubblico  col  mettergli  innanzi  agli 
occhi  il  tipo 'del  maestro  di  ballo  dello  scorso 
secolo. 

Diversi  -artisti  idi  .canto  . ammalarono,  e 
prolungandpsi  .le  loro  ..malattie  T. impresa 
scritturò  la  ..prima  donna  M arietta  Guai- 
> tisrù 

i'L865..  — ìj  17' Gennaio...—  La, nuova  prima 
donna  si  produsse  in  tal  sera  nel  Ballo  .in 
‘ Mazfihera. 


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— 536  — 

24  Gennaio  — Fu  rappresentato  un  altro 
spartito  (fuori  d’  obbligo)  la  Norma,  che  non 
piacque. 

4 Febbraio  — Andò  in  iscena  Azemi 
nuovo  ballo  grande  del  coreografo  L.  Pe- 
doni. 

1865.  — 15  Febbraio  — Prima  rappre-  i 
sentazione  della  seconda  opera  d’  obbligo 
Werther  posta  in  iscena  dal  Maestro  com- 
positore Raffaele  Gentili. 

Il  teatro  in  tal  sera  fu  afFolato  e bril- 
lante ed  il  nuovo  spartito  ebbe  fortuna.  Il 
giovine  Maestro  fu  più  volte  chiamato  in 
iscena  ed  applaudito  calorosamente  pel  suo 
bel  lavoro,  che  nel  primo  e terzo  atto  spe- 
cialmente conteneva  melodie  affascinanti. 

25  Febbraio  — Serata  della  .prima  bal- 
lerina Marina  Mora.  Oltre  l’applaudita  opera 
il  Werther  ed  il  ballo  la  Contessa  d' Egmont 
fu  dato  in  tal  sera  un  nuovo  balletto  — Il 
Casino  di  Campagna  — del  coreografo  Pe- 
doni. La  brava  ed  avvenente  Mora  fu  fe- 
steggiatissima  ed  onorata  di  poesie. 

1865.  — - 4 Marzo  — La  prima  donna 
Elena  Corani  per  la  sua  beneficiata  cantò 
il  Bolero  dell’  opera  — Giovanna  di  Ouzman 
— Anche  a lei  furono  prodigati  applausi  e 
versi. 

5 Marzo  — Ultima  recita  della  stagione. 


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— 557  — 

Alla  mezzanotte  veglione  mascherato  che 
riuscì  brillantissimo.  Anche  gli  antecedenti 
erano  stati  assai  animati  ; nè  solo  in  teatro 
ma  nelle  sale  della  Società  del  casino,  in 
alcune  case  dell’  aristocrazia,  nei  salotti 
della  borghesia  e nelle  feste  degli  operai 
per  tutto  il  carnevale  1865  si  ballò  allegra- 
mente. 

Dietro  comunicazione  dataci  gentilmente 
dall’agenzia  del  teatro  Municipale  possiamo 
dare  1’  esito  economico  dell’  Impresa  Bru- 
nello per  la  stagione  invernale  1864-65,  e 
siamo  lieti  di  poterlo  fare  per  uniformarci 
cosi  al  sistema  tenuto,  nella  parte  più  antica 
della  Cronistoria  del  nuovo  teatro  Comunale , 
dal  diligente  Maestro  Gandini. 

Introiti 

Dote  assegnata  dal  Comune  L.  40000 
Prodotto  di  N.  36  rappre- 
sentazioni 31399, 89 

Prodotto  di  N.  5 veglioni  3214,  20 
Incassi  diversi  275,  20 

Totale  prodotto  del  Teatro  74889,  29 
Utile  netto  di  due  Tombole  2874, 13 


Totale  Introiti  L.  77763,  42 


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— m — 


Spese 

Compagnia  di  canto  L. 

Detta  di  balle 
•Cori 
Orchestra 
Banda 

Corifee,  comparse  e paggi 
Nolo  spartiti  e spese  're‘ 
lative 

« musica  dei  balli 

• 'vestiario  e spese  re- 
lative 

• attrezzi 

. « piano  forti 

• parucche  e fiori,  ac- 
quisto di  calze  ^scarpe  <e  ma- 
schere 

Scenario  e spese  relative 
Macchinismi  'e  ‘movimenti 
di  scena  ' 

Illuminazione  e servizioi  re- 
lativo 

Stampa 

Nolo  ^vetture  ’ pegli  aHiati 
' Sarti  e BoU^e  in  > servizio 
degli  Artisti  e delle  masse 
Impiegati  ed  Inservienti 


15278,-50 
20495, 10 
-8284,20- 
■ 10470,46 
1188 
'814, 80 

2036,80 

680 

6137,36 

797,40 

450 


273,  15 
2595 

2697 

6668,  25 
565 
492 

340,  80- 
11508 


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— 539  — 

Assegno  a due  rappresen- 
tanti deir  Impresa  1160 

Spese  di  viaggi,  telegrafi 
e posta  lettere  .684,96 

Totale  spese  76615,  76 
Utile  netto  !L.  1147,  66 
1865.  — <8.  4 e 5 Giugno  — Queste  tre' 
sere  sono  memorabili  pel  nostro  Teatro 
Municipale  riapertosi  per  le  feste  dello  Sta- 
tuto. Vi  fu  rappresentata  >la  ^Sonnawùbula 
igeatile' ed  appassionato  lavoro  del  Bellini, 
•cheiper  volger 'd’i anni  non  perde  la' classica 
sua  freschezza.  La  interpretarono  la  prima 
donna  Antonietta  Pozzoni,  il  tenore  Stecchi 
^Bottardi  Luigi  ed 'il  basso  )Armando  Maini.. 
La  Pozioni . graziosa  giovinetta  > di  fresco  lU- 
scita  dal' conservatorio  di  ^Milano,  ohe  alla 
' Scala  edialla  Canobhiana  era , già  stata  i sa- 
lutata come  una  delle  più  care  ispenanze  del 
teatro  italiano,  anche  in  Modena  colla  vpo- 
teuza  delle  isue  ^note  sicure,  (intonate,  ap- 
passionatamente accentate  galvanizzù  il  pub- 
blico'che  proruppe*  all -udirla  in  caldi  |e  pro- 
lungati^ applausi.  Il  tenore. edili  basso  ierano- 
degni  compagni  della 'brava  Poszcni. 

Nell’  intermezzo  degli  >;atti  .della  Son- 
nam&ula(  fu  « poi.  dato  ,un  terzetto  i danzante 
beni  composto' e ben^ese^uito. 

1865.  — 24  Novembre  -*  Il  Signor  Mar' 


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— 540  — 

chelli,  uno  dei  mille  di  Marsala,  distintissimo 
allievo  del  prestigiatore  Bosco,  diede  un 
accademia  colla  quale  meravigliò  e divertì 
assai  il  pubblico. 

26  Novembre  — Gran  concerto  vocale 
ed  istrumentale  dato  dal  pianista  Andreoli 
Carlo  col  concorso  dei  fratelli  Giuseppe  e 
Rosa,  e degli  artisti  di  canto  Annetta  Heller 
e Lodovico  Buti. 

Gli  Andreoli,  già  noti  fra  noi,  conferma- 
rono ed  accrebbero  in  tal  sera  la  loro  fama 
•colla  perfetta  esecuzione  di  difficilissimi  pezzi 
•di  Fumagalli,  De  Mtyer,  Hiller,  Prudent, 
Liszt  e Talberg. 

Ecco  r elenco  della  Compagnia  per  gli 
Spettacoli  del-  Carnevale  e metà  quaresima 
1865-66  nel  Teatro  Municipale,  scritturata 
'dall’impresario  Carlo  Caracciolo  di  Piacenza. 

Prima  donna  Soprano  assoluta  — Guil- 
iemin  Fanny. 

Altra  prima  donna  assoluta  — Mànyik 
Emestina. 

Primo  tenore  — Palermi  Ernesto. 

Primo  basso  — Derivis  Prospero. 

Contralto  — Aldini  Amanda. 

Primo  basso  — Mazzoni-Osii  Lodovico. 

Primo  basso  comico  — Pini  Gennaro. 

Altro  primo  basso  — Sartorie  Defen- 
'dente. 


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— 541  — 

Secondo  tenore  — Micheìùni  Annibaie, 

Comprimaria  — Zambelli  Carolina. 

Con  sessanta  Coristi  d’  ambo  i sessi. 

Compagnia  di  Ballo 

Coreografo  e primo  mimo  — Pratesi 
Ferdinando. 

Prima  mima  — Pratesi  Filomena. 

Altro  mimo  — Fossaluzza  Carlo. 

Prima  ballerina  assoluta  di  rango  fran- 
cese — Tisatti  Amalia. 

Prima  ballerina  di  rango  italiano  — 
Paletti  Marietta. 

Primo  ballerino  assoluto  di  rango  fran- 
cese — Rossi  Greco. 

N.  26  Seconde  ballerine. 

N.  4 Secondi  ballerini. 

N.  62  Professori  d’orchestra  diretti  dal 
sig.  maestro  hrancesco  Dalla  Ferrera. 

I due  direttori  agli  spettacoli  nel  pre- 
cedente anno  teatrale  continuarono  il  loro 
ufficio  anche  in  questo;  ma  avendovi  volon- 
tariamente rinunziato  1’  avv.  Mattioli  tutto 
il  peso  ne  rimase  affidato  al  Conte  Calori. 

Dall’  apertura  del  teatro  nuovo  Munici- 
pale (ottobre  1841)  sino  all’  ultimo  spettacolo 
dato  nel  giugno  1865  aveva  diretto  l’ orche- 
stra il  primo  violino  prof.  i4n/onto  Sighicelli 
Accademico  filarmonico  di  Bologna;  ma  desso 


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— 5AS  — 

.cessò  da  tal  impegno  nella  rsuindic&ta  sta- 
gione teatrale,  ed  avendo  anclie  il  Maestro 
Jgnazio  Mounni  rifiutato  >di  sostituire  il  Si- 
ghicel li,  la,  direzione  dell’ orchestra  fu  quindi 
affidata  al  sunominato  Maestro  Dalla- Ferrera. 

Il  viglietto  serale  d’ ingresso  alla  <platea 
e palchi,  che  nel  carnevale  1859-60  da  unsi 
lira  era  stato  elevato  a L.  1,-^,  neLcarne- 
vale  1865*66,  ebbe  un  nuovo  aumento,  e fu 
portato  a L,  1,  50. 

1865.  — 24  Dicembre  — Prima  rappre- 
sentazione della  grandiosa  opera-ballo  Faust 
del  Maestro  Gounod. 

La  musica  di  questo  sp>£urtito  specialmente 
la  strumentale  è pregievolissima  .per  belle 
armonie  ben  giuooate.  De’  cantanti  il  tenore 
ora  buono  ma  debole,  la. prima  donna  di- 
screta, il  basso  ('Mefìstofeìe)  buon  attore 
dotato  di  voce  estesa  e robusta; ima. artista 
non  finito. 

Il  scenario  e le  decorazioni  magnifiche. 

■ L’ inooutro  .del  \Faust  fu  mediocre,  e.iciò  • 
fu  attribuito  alla  serietà  della  musica  ed 
all’aumento  di  .prezzo  del  viglietto  d’, in- 
gresso. 

30 1 Dicembre  , — Alla  quinta  recita  . della 
stagione  fu  ammesso  il  primo,  atto  del  Fausi, 
e fu  dato  il  nuovo  baUo  — i Un  patto  Inftr- 
naie  — del  Pfatasi,  .musica  .del  .Maestiso 
Venzano, 


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— m — 

Questo  ballo  d’infelice  composizione  irò n 
fece  incontro,  non  ostante  che  la  coppia 
danzante  facesse  il  suo  meglio  per  cattivarsi 
il  favore  del  pubblico,  e‘  la  messa  in  iscena 
ne  fosse  decorosa. 

L’  impresa  promise  d’  allestire  al  più 
presto  possibile  1’  Esmeralda. 

1866.  — 10  Gennaio  — Del  già  soppresso 
ballo,  fu  dato  soltanto  qualche  ballabile  ed 
il  passo  a due.  La  partenza  poi  per  Miran- 
dola della  banda  del  62®  Reggimento  di 
Fanteria,  che  faceva  il  servizio  sul  palco- 
scenico,  impedì  anche  1’  esecuzione  dei  bal- 
labili del  Faust. 

Il  pubblico  indispettitone  fischiò  sonora- 
mente, ed  insultò  T impresa  e la  direzione, 
perlocchè  il  Prefetto  ordinò  la  sospensione 
dello  spettacolo  e la  restituzione  del  prezzo 
dei  viglietti  a chi  li  aveva  acquistati. 

13  Gennaio  — Andò  in  iscena'  il  promesso 
ballo  Esfneralda, 

1866.  — 17  Gennaio  — Prima  rappre- 
sehtazione  dell’  Opera  — Linda  di  Ckamo- 
Unix  — del  Maestro  Dmizeiti,  colla  com- 
parsa deir  altra  prima  donna  Angiolina 
Cordier.  All’esecuzione  di  quest’  opera  prese 
parte  anche  Giovanni  Marchisio,  non  citato 
nell’  elenco  della  compagnia  di  canto. 

Alla  seconda  rappresentazione  della  Linda 


— 544  — 

il  pubblico  manifestò  il  suo  malcontento; 
non  ebbe  quindi  piti  luogo  la  suddetta  opera 
e si  tornò  al  Fau%t. 

La  morte  di  S.  A.  R.  il  Principe  Oddone 
di  Savoja  causò  la  chiusura  del  teatro  per 
qualche  sera. 

27  Gennaio  — Si  riproduce  l’ opera  Linda 
di  Chamounix  in  cui  debutò  la  prima  donna 
Emma  Presly. 

1 continui  insuccessi  degli  spettacoli  al 
nostro  teatro  Municipale  avevano  per  cause 
r insufScienza  della  dote  di  fronte  all’  esi* 
genza  del  pubblico,  e le  condizioni  del  con- 
tratto d’appalto.  Ciò,  all’appoggio  anche  di 
lettere  della  direzione  degli  spettacoli,  l’av- 
vocato Luigi  Vaccari  si  propose  di  dimo- 
strare in  uno  stampato  datato  il  1“  febbraio 
1866. 

1866.  — 6 Febbraio  — Prima  rappre- 
sentazione del  ballo  Nellg  del  Pratesi.  Que- 
sto ballo  ebbe  un  pieno  successo,  e la  for- 
tuna di  rendere  allegro  e brioso  il  teatro 
da  prima  languido  e spopolato.  Il  soggetto 
del  medesimo  era  grazioso  e brillante,  i bal- 
labili ben  scelti,  i vestiarii  magnifici,  tutto 
r insieme  ed  i dettagli  ben  curati. 

Fra  le  scene  del  Manzini  merita  special- 
menzione  un’  incantevole  galleria  a fiori,  li 
coreografo  Pratesi  fu  più  volte  chiamato  al 


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— 545  — 

prosceDio,  la  prima  ballerina  Tisatti  ebbd' 
la  sua  parte  d’  applausi. 

11  Febbraio  --  Andò  in  iscena  la  pro- 
messa opera  semi-seria  Marta  del  Maestra- 
F.  De-Flotoic.  Piacque  alla  prima  rappre- 
sentazione, ma  più  ancora  nelle  seguenti^ 
per  merito  specialmente  del  tenore  Palermi, 
a cui  lo  spartito  era  adattato  meglio  dei 
precedenti. 

15  Febbraio.  — Questa  sera  fu  destinata 
a beneficio  della  prima  ballerina  A.  Tisatti, 
la  quale  fu  festeggiata  da  un  pubblico  nu- 
meroso. e regalata  d’  un  magnifico  mazza 
di  fiori.  Fu  eseguita  in  tal  sera  dall’  orche- 
stra la  sinfonia  del  Guglielmo  Teli.  I suo- 
natori ed  il  loro  direttore  furono  applaudi- 
tissimi. 

L’ ultima  recita  della  stagione  ebbe  luogo 
li  19  febbraio,  quantunque  non  fossero,  com- 
pite le  40  rappresentazioni  che  l’ Impresa 
s’  era  obbligata  di  dare  nel  corso  del  car- 
nevale e della  prima  metà  di  quaresima.  Dal 
resoconto  dell’  Agenzia  teatrale  si  rilevò, 
che  gl’  introiti  serali,  le  40,000  lire  di  dote,, 
ed  il  deposito  fatto  dall’  Impresa  nelle  mani 
del  Municipio  a garanzia  del  contratto,  e- 
rano  stati  tutti  erogati  in  ispese,  e non  re- 
stava alcun  fondo  disponibile  per  far  fronte 
al  pagamento  del  quarto  quartale  dovuto 


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— 54i6  — 

•dall’  Impresa  alla  compagnia  di  canto  e di 
ballo. 

Cantanti  e ballerini  ammutinati,  correvano 
ora  air  Agenzia  teatrale,  ora  al  Municipio 
per  essere  pagati,  ma  invano.  La  Giunta 
Comunale  nella  seduta  tenuta  la  sera  del  20 
febbraio,  deliberò  di  regalare  a titolo  di 
sussidio  It.  L.  50  ad  ogni  individuo  facente 
parte  del  personale  dell’  opera  e del  ballo* 
affinchè  potessero  far  ritorno  ai  proprii  paesi. 
Al  seguito  di  tale  notizia,  e Tintrommissione 
della  Pubblica  Sicurezza,  il  tumultuoso  as- 
sembramento si  sciolse.  L’  orchestra,  i co- 
risti e gl’inservienti  furono  illesi  dal  danno 
per  esserne  stati  garantiti  Un  dal  principio 
dello  spettacolo, 

1866.  — 8 Aprile  — La  poetessa  Gian- 
nina Milli  diede  un’  accademia  di  poesia 
estemporanea. 

Fra  i temi  estratti  a sorte  ricorderemo 
soltanto  — Il  Mare  — Ciro  Menotti  — L. 
A.  Muratori  — nello  svolgimento  de’  quali 
i versi  irrompevano  dall’  animo  infuocato 
della  Milli  colla  celerità  del  lampo,  affasci- 
nando gli  uditori  colla  sublimità  dei  concetti, 
e colla  magica  forza  del  metro. 

Il  teatro  numeroso  ed  elegante,  applaudì 
r illustre  donna,  che  fu  sul  terminare  del- 
V accademia  regalata  d’ una  corona  d’alloro, 


Di- 


— 547  — 

ed  onorata  di  un  bel  sonetto  del  Conte 
Paolo  Abbati  Marescotfi. 

Alcuni  dei  canti  improvvisati  dalla  Milli 
furono  poi  stampati  dalla  Tipografia  Zani- 
chelli a profitto  degli  Ospizi  Marini  per  gli 
scrofolosi. 

L’ Impresa  degli  spettacoli  pel  carnevale 
1866-67  fu  di  nuovo  assunta  dalla  Società 
deir  orchestra  ed  impiegati  addetti  al  ser- 
vizio del  teatro  Municipale. 

Fu  scritturata  la  seguente  compagnia  di 
canto. 

Prima  donna  — Majo  Marietfa. 

Tenore  — Belardi  Vincenzo. 

Baritono  — Boretti  Oabriele. 

Basso  — Mazzarini  Paolo. 

Compagnia  di  ballo. 

Coreografo  — Rossi  Raffaele. 

Primi  ballerini 

Barbisan  Luigia  — Orassi  Raffaele. 

Sei  mimi  e 32  ballerini  d’  ambo  i sessi. 

1866.  — 25  Dicembre  — Ebbe  principio 
in  tal  sera  lo  spettacolo  carnevalesco  colla 
rappresentazione  dell’  opera  — Aroldo  — 
del  Maestro  Verdi,  e del  ballo  — Il  Conte 
di  Montecristo  del  celebre  Rota.,  riprodotto 
>dal  Coreografo  Rossi. 

35 


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— 548  — 

L’  Araldo  sì  poteva  dire  nuovo  per  noi, 
giacché  nel  1859  gli  avvenimenti  politici 
fecero  sì  che  gli  artisti  lo  cantassero  alle 
panche  ed  ai  palchi  vuoti.  Perciò  quest’  o- 
pera  nel  1866  fu  ben  accetta,  tanto  più  che 
gli  esecutori  della  stessa  per  la  massima 
parte  erano  valenti  artisti,  e quindi  furono 
applauditi. 

Il  solo  basso  Boretti  pel  cattivo  stato  di 
sua  salute  non  potè  eseguire  come  si  con< 
veniva  la  sua  parte;  ma  l’ impresa  pensò 
subito  a surrogarlo  scritturando  il  bravissimo 
Giovanni  Guicciardi. 

Anche  il  ballo  Montecristo  piacque,  e pel 
merito  intrinseco  di  questo  bel  romanzo  co- 
reografico, e pel  valore  de’  principali  artisti. 
La  prima  ballerina  Barbisan  un  vero  folletto 
fu  applauditissima,  ed  il  Rossi  mimo  perfetto 
rappresentava  a meraviglia  il  fantastico  per- 
sonaggio ideato  da  Dumas.  Il  maestro  Sante 
Luigini  direttore  dei  balli  regolava  coll’  in- 
faticabile suo  archetto  le  vorticose  danze 
della  prima  ballerina,  ed  i ballabili  delle  in- 
feriori sacerdotesse  di  Tersicore . Alcuni 
amici,  non  molte  sere  dopo,  con  un  sonetto 
in  istlle  popolare  fecero  plauso  al  Luigini 
non  tanto  per  la  sua  bravura  nel  diriggero 
i balli  quanto  per  la  buona  scelta  degli  ar- 
tisti di  canto  e di  ballo  in  gran  parte  dovuta 
alla  sua  attività. 


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— 549  — 

1867.  — 23  Gennaio  — Un  triste  acci- 
dente commosse  in  tal  sera  il  pubblico  Mo- 
denese affollato  al  teatro  per  assistere  alla 
prima  rappresentazione  del  nuovo  ballo  la 
Capricciosa  del  Rota.  La  Barbisan  nel  ri- 
petere un  applaudito  rapidissimo  passo  venne 
a fermarsi  assai  vicino  alla  batteria  dei  lum^ 
a gaz.  Abbagliata  dalla  luce  o mancatole  un 
piede  non  mantenne  1’  equilibrio  del  corpo, 
e piegando  sui  lumi,  che  appicarono  il  fuoco 
ai  sottilissimi  veli  della  sua  veste,  cadde  dal 
palco  scenico  nello  spazio  della  sottostante 
orchestra.  Ciò  mise  un  orribile  raccapriccio 
negli  animi  di  tutti,  aumentato  anche  dalle 
lamentevoli  strida  della  paziente.  Tosto  chi 
le  si  trovò  vicino  s’ adoperò  per  spegner  le 
fiamme  che  rapidamente  circondarono  la 
poveretta,  e riuscitivi  fu  dessa  tratta  fuori 
dell’  orchestra,  e ricevute  le  prime  cure  dai 
medici  del  teatro,  fu  trasportata  a casa.  Il 
maestro  concertatore  dell’opera  e direttore 
deir  orchestra  Signor  Ignazio  Manni  uno 
dei  primi  a prestar  soccorso  alla  Barhisan 
riportava  qualche  grave  scottatura.  Il  pub- 
blico ansioso  abbandonava  il  teatro  chiedendo 
notizie,  e fu  comune  la  gioia  all’  udire  che 
i danni  riportati  dalla  brava  artista  non  erano 
di  grave  conseguenza,  e ohe  indubbiamente 
dessa  sarebbe  conservata  alla  famiglia  ed 
all’  arte. 


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— 550  -- 

Lunghe  ed  assidue  cure  furono  però 
necessarie  al  pieno  suo  ristabilimento,  nò 
potè  per  tutta  la  stagione  in  corso  ricom- 
parire sulla  scena. 

Il  doloroso  avvenimento  non  permise  il 
proseguimento  dello  spettacolo. 

Fu  poi  presa  qualche  misura  preventiva 
contro  simili  disgrazie. 

29  Gennaio  — Andò  in  iscena  1’  opera 
— Maria  di  Rohan. 

Questo  bel  lavoro  musicale  del  Maestro 

% 

Donizetti  a poco  a poco  vinse  la  freddezza 
del  pubblico  ancora  commosso  dalla  disgrazia 
che  aveva  afflitto  il  nostro  teatro.  La  Majo 
ed  il  Guicciardi  ebbero  applausi  e chiamate 
al  proscenio,  e n'  avrebbe  avuto  anche  il 
Belar  di  se  non  fosse  stato  indisposto;  ma 
non  gli  mancarono  nelle  seguenti  rappre- 
sentazioni. 

1867.  — 3 Febbraio  — L’ Impresa  in 
sostituzione  della  Barbisan  scritturò  la  prima 
ballerina  Fanny  Viganò,  la  stessa  che  tre 
anni  addietro  aveva  ballato  nel  nostro  teatro. 
Lessa,  dopo  qualche  sera  in  cui  la  Bozzoni 
M arietta  sostenne  la  parte  di  Hajdèe  nel 
Conte  di  Montecristo,  incominciò  con  suc- 
cesso le  sue  fatiche  producendosi  nel  ballo 
La  Capricciosa  che  incontrò  il  favore  del 
pubblico. 


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— 551  — 

Nelle  serate  a benefizio  del  Coreografo 
Hossi  e del  tenore  Belardi  che  ebbero  luogo 
le  sere  5 e 12  febbraio  furono  eseguiti, 
oltre  lo  spettacolo  in  corso,  1’  atto  secondo 
del  ballo  il  Oiuocatore,  ed  il  duetto  fra  te- 
nore e baritono  nell’  opera  la  Vestale  del 
Mercadante. 

20  Febbraio  — Prima  rappresentazione 
deir  opera  d’  obbligo  — / due  Foscari  — 
del  Maestro  Verdi. 

Variati  trattenimenti  musicali  e coreo- 
grafici  furono  apprestati  per  le  beneficiate 
del  baritono  Guicdardi  e della  prima  balle- 
rina Vigano  nelle  sere  23  e 26  febbraio. 
Entrambi  detti  artisti  colsero  in  tali  sere 
indubbie  prove  di  simpatia  dal  pubblico,  ed 
alla  Viganò  inoltre  fu  dedicata  una  poesia. 

1867.  — 2 Marzo  — Serata  a beneficio 
della  prima  donna  Manetta  Majo,  che  si 
fece  applaudire  in  uno  scherzo  a voce  sola  di 
soprano,  con  accompagnamento  d’orchestra. 

5 Marzo  — I socii  componenti  l’ impresa 
destinarono  a loro  totale  benefizio  l’introito 
di  questa  sera  ultima  del  carnevale.  Alla 
Majo,  al  Ouicciardi  ed  al  Belardi.  che  colla 
loro  maestria  nel  canto  avevano  mantenuto 
irf  onore  il  nostro  teatro  nel  carnevale  1867 
fu  dedicato  in  tal  sera  da  alcuni  ammiratori 
un  sonetto. 


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— 552  — 

7 Marzo  — A lenire  la  grave  sciagura 
toccata  alla  Barbisan,  non  ancora  ristabilita 
in  salute,  con  pietoso  pensiero  la  suddetta 
impresa  stabilì  a di  lei  benefìzio  questa  se- 
rata straordinaria. 

10  Marzo  — Ultima  rappresentazione 
della  stagione. 

11  resoconto  amministrativo  degl’  introiti 
e spese  relative  agli  spettacoli  rappresentati 
sul  nostro  teatro  nel  Carnevale  1866  1867 
offrì  un  disavanzo  di  L.  6631,  82.  Detto  re- 
soconto redatto  dal  Ragioniere  Signor  B. 
Sgarbi  fu  messo  a stampa  e diramato  ai 
singoli  socii  dell’impresa  dai  rappresentanti 
della  medesima  Signori  prof.  Ferdinando 
Manzini,  Maestro  Antonio  Ferrari  e prof. 
Luigi  Gianelli. 

Da  quest’  anno  in  poi  la  Direzione  agli 
spettacoli  non  fu  più  regolata  sulle  antiche 
norme  ; ma  le  sue  attribuzioni  furono  affidate 
all’  Assessore  Comunale  delegato  al  teatro. 
Nel  triennio  1866-67,  1867-68,  1868-69  pre- 
siedette ai  pubblici  divertimenti  l’Assessore 
Ingegnere  Benedetto  Boccolari. 

1867.  — 27  e 28  Aprile  — Il  professore 
Paolo  Hoffmann  di  Berlino  dà  due  straordi- 
narie rappresentazioni  ottiche,  nella  priirfa 
delle  quali  espone  le  meraviglie  degli  spazii 
celesti  e del  mondo  primitivo,  nell’  altra  le 


— m — 

spedizioni  del  polo  artico,  alcuni  quadri  dis- 
solventi e r ingrandimento  gigantesco  d'og- 
getti microscopici. 

Monsieur  Auboin  Brunet  dal  28  settem- 
bre al  6 ottobre  diede  non  meno  di  5 rap- 
presentazioni di  fisica,  ottica,  meccanica, 
magia,  prestigio,  illusioni  ed  apparizioni. 

1867,  — 14  Novembre  — Serata  stra- 
ordinaria di  prestigio  sul  sistema  Americano 
data  da  Eugenio  Bosco. 

16  Novembre  — L’Americano  professore 
Goulard  di  New -York  espose  il  grande 
viaggio  deir  America  Settentrionale  copiato 
fedelmente  dalla  natura,  ossia  un  panorama 
semovente  di  detta  regione. 

1867.  — 29  Dicembre  — Gli  Ugonotti  di 
Meyerheer  inaugurarono  lo  spettacolo  inver- 
nale 1867-68.  Il  pubblico  vi  prestò  la  più 
viva  attenzione,  gustò  quella'  musica  classica, 
ed  ammirò  la  ricca  messa  in  iscena.  Gli  ap- 
plausi ai  cantanti  non  mancarono;  ma  creb- 
bero poi  nelle  successive  rappresentazioni 
in  cui  1’  esecuzione  di  quel  capo  lavoro  fu 
più  perfetta,  e gli  uditori  poterono  meglio 
apprezzarne  le  bellezze. 

Daremo  al  solito  1’  elenco  degli  artisti 
€he  r interpretarono. 

Prime  donne  Soprano  •—  Gianfredi  Ra- 
chele — Luppi  Adelina. 


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— 554  — 

Prima  donna  mezzo  Soprano  — Cortesi 
Augusta. 

Primi  tenori  — Bertolini  Remigio  — 
Bonzi  Cesare. 

Primo  Baritono  — Giori  Gaetano. 

Primi  bassi  — Segri-Segarra  Giuseppe-' 
— Bella-Torre  Matteo  — Meregalli  Luigi, 
E diversi  comprimarii  con  50  coristi  d’ambo 
i sessi. 

L'  orchestra  diretta  dal  Maestro  Concer- 
tatore Giuseppe  Strigelli  era  composta  in 
parte  di  professori  forestieri. 

Il  prezzo  d’  entrata  alla  platea  e palchi 
in  questa  stagione,  non  essendovi  il  ballo, 
fu  rimesso  ad  una  lira.  L’appalto  del  teatro 
fu  assunto  da  Rosani  Antonio. 

1868.  — 13,  14  e 15  Gennaio  — In  queste 
tre  sere  agi  nel  teatro  Comunale  una  com- 
pagnia di  dodici 'rinomati  artisti  Giapponesi, 
che  fece  un  incontro  veramente  rimarche- 
vole. 

Nei  differenti  giuochi  di  forza,  d’  agilità 
e d’  equilibrio  dessi  oltrepassarono  quanto 
si  suole  vedere  nei  nostri  paesi;  ma  la  danza 
eseguita  dal  giovinetto  Kromanischi  fu  in 
vero  poco  graziosa,  come  pure  la  musica 
con  cui  veniva  accompagnata.  Il  diligente 
Maestro  Gandini  trascrisse  i principali  mo- 
tivi di  que’  ballabili  eseguiti  con  due  istru- 


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— b55  — 

menti  all’  unissouo  aventi  forma  di  liuto  an* 
tico  o mandòla  a tre  corde  d’  egual  gros- 
sezza, dalle  quali  traevasi  il  suono  col  mezzo 
d’  un  pezzetto  di  legno. 

I Giapponesi  tra  la  prima  e la  seconda 
parte  dei  trattenimenti  discesero  in  platea» 
ed  entrarono  in  varii  palchi  distribuendo 
una  carta  incisa  nella  quale  erano  figurati  i 
loro  esercizii. 

25  Gennaio  — Ebbe  luogo  in  tal  sera, 
oltre  r opera  gli  Ugonotti,  un  terzetto  dan- 
zante eseguito  dalle  ballerine  Emilia  Sab- 
haiini  — Erminia  Grillini  — Erminia  Mu- 
r azzano. 

Quest’  ultima  fu  trovata  insufficiente,  e 
quindi  al  terzetto  fu  poi  sostituito  un  passo 
a due  sostenuto  dalle  altre  due  danzatrici, 
che  ottennero  qualche  applauso. 

1868.  — 9 Febbraio  — Prima  rappre- 
sentazione di  Guglielmo  Teli  di  Rossini.  Il 
teatro  era  afibllatissimo  per  udire  quest’  o- 
pera  nuova  per  Modena,  dove  il  Governo 
Austro-Estense  non  aveva  mai  voluto  si  sen- 
tisse un  dramma,  che  in  fin  dei  conti  è l’a- 
poteosi della  libertà  e dell’  amor  di  patria. 

L’  orchestra  specialmente  per  la  perfetta 
esecuzione  della  celebre  Sinfonia  guada- 
gnossi  molti  applausi.  Il  baritono  Giori  si 
mostrò  egregio  artista  nella  parte  di  Gu- 


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— 556  — 

glieimo.  Il  Bertolini  tenore,  ed  il  basso  Se- 
gri-Segarr  a rappresentarono  assai  bene  i 
personaggi  d’  Arnoldo  e di  Gualtiero^  e fu- 
rono sovente  applauditi.  La  prima  donna 
Gianfredi  alquanto  indisposta  non  potè  fi- 
gurare. I cori  bene  istruiti  contribuirono  al 
buon  successo  dello  spettacolo. 

Fra  le  belle  scene  dipinte  dal  bravo  prof. 
Manzini  fu  maggiormente  lodata  quella  che 
rappresentava  le  montagne  del  Rùtli  ed  il 
lago. 

L’ ultima  rappresentazione  della  stagione 
del  carnevale  1867-68,  memorabile  pei  Mo- 
denesi che  udirono  eseguiti  a dovere  due 
grandiosi  lavori  musicali,  1’  uno  di  Meyerbeer 
V altro  di  Rossini,  ebbe  luogo  la  sera  del  1 
marzo  1868. 

1868.  — 5 Aprile  — Gran  concerto  vo- 
cale ed  istrumentale  dato  dalle  sorelle  e 
fratello  Ferni.  Virginia  colla  sua  bella  voce 
da  soprano  cantò  un’  aria  della  Sonnambula 
ed  una  melodia  di  Rothschildy  Teresa  con- 
tralto un’aria  oe\Y Italiana  in  Algeri  di  Ros- 
sini: quest’  ultima  ed  Angelo  eseguirono  col 
violino  scelti  pezzi  musicali  di  Alard,  Gou' 
nod  e Paganini.  La  musica  del  8®  Granatieri 
prese  parte  al  concerto. 

Virginia  e Carolina  Femi  che  sul  cadere 
del  1857  e sul  principio  del  1858  furono 


— 857  — 

acclamate  in  Modena  per  valentissime  suo* 
natrici  di  violino,  come  a suo  luogo  si  è 
detto,  erane  cugine  delle  sopranominate. 

Il  cieco  nato  Giacomo  Carlutti  di  Pal- 
manova prof,  di  Piano  forte.  Organo  ed  Ar- 
monium si  era  già  fatto  sentire  nel  Teatro 
• Aliprandi;  ma  nella  sera  dell’  11  maggio 
1868  questo  celebre  concertista  ed  improv- 
visatore, allievo  deir  Istituto  di  Padova, 
diede  una  grande  Accademia  nel  Teatro 
Municipale.  Tutti  i pezzi  da  lui  eseguiti  fu- 
rono indistintamente  applauditi.  La  Contessa 
Chiarina  Pullè  ed  il  Conte  Paolo  Abbati 
Marescotti  declamarono  in  tal  sera  varii 
poetici  componimenti,  e la  banda  del  7°  reg- 
gimento Granatieri  suonò  stupendamente. 

Il  Carlutti  incassò  in  tal  serata  Italiane 
L.  693,  e gli  fu  dedicata  una  bella  poesia 
di  Silvio  Campani  ornata  del  ritratto  a fo- 
tografia del  cieco  nato. 

Ci  ricordiamo  d’  aver  sentito  il  Carlutti 
anche  a suonar  l’ organo  nella  chiesa  del 
Carmine. 

Ivi  fece  sentire  una  bellissima  sua  com- 
posizione musicale  intitolata  il  diluvio  uni- 
versale lodata  dal  canonico  Pellegrino  To- 
satti  in  un  sonetto  messo  a stampa. 

1868  — 18  Maggio.  •—  Accademia  vocale 
ed  istrumentale  data  da  Michele  Rayes  Scotto 


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— 358  — 

pianista  onorario  del  R.  Conservatorio  di 
Napoli  in  unione  agli  artisti  di  canto  che 
al  Teatro  Aliprandi  rappresentavano  l'opera 
del  Maestro  Verdi  — 1 Masnadieri  — e col 
concorso  della  banda  del  7®  Reggimento  Gra- 
natieri diretta  dal  Maestro  Vaninetti. 

1868  — 31  Maggio.  — Il  detto  pianista  ^ 
Rayes  Scotto  si  produsse  di  bel  nuovo,  e con 
esso  Matilde  Bartolelti  soprano,  e Pietro 
Mattioli  Alessandrini  buffo. 

1868  --  1 e 2 Giugno.  — La  compagnia 
drammatica  Ninfa-Priuli-  Codognola  ed  un 
discreto  corpo  di  ballo  che  già  avevano  co- 
minciato ad  agire  all’  Arena  Goldoni,  in  dette 
sere  rappresentarono  al  Teatro  Municipale 
due  commedie  del  Goldoni  ed  il  ballo  — La 
pastorella  Greca  — ma  con  pochissimo  suc- 
cesso. 

Per  le  feste  poi  dello  statuto  e precisa- 
mente  nelle  sere  del  7,  8 e 9 giugno  nel 
Comunale  fu  allestito  uno  spettacolo  nel 
quale  figurarono  artisti  di  canto  e di  ballo 
che  agivano  al  Teatro  Aliprandi  ed  all’Arena 
Goldoni. 

Fu  dato  V Emani  cogli  artisti  sottonotati; 

Prima  Donna  — Elena  Scheggi. 

Tenore  — Antonio  Franchini  (1). 

(1)  Questo  artista  Modenese  che  allora  esordiva 
(scrive  il  Panaro  Num.  Ili,  13  maggio  1868)  può  ben 


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— S59  — 

Baritono  — A^ico^ò  FaUif'n. 

Basso  — Angelo  SavoldeUi. 

Il  ballo  del  compositore  Filippo  Senatori 
intitolato  — Jl  Biricchxno  di  Parigi  — fu 
organizzato  dal  rappresentante  la  Società 
dell’Arena  Goldoni  con  incredibile  celerità. 
Opera  e ballo  furono  applauditi.  Due  coppie 
di  primi  ballerini  si  produssero  la  prima 
domenica  di  giugno  nel  suddetto  ballo.  Adele 
Boni  e L.  Rossi-Greco  — Luigia  Barbisan 
e Francesco  Orsini.  La  Barbisan  che  la  sera 
del  23  marzo  1868  nel  teatro  Aliprandi, 
dopo  la  grave  sciagura  toccatagli  nell’  in- 
verno antecedente,  si  era  presentata  al  pub- 
blico lieto  e plaudente  di  rivederla  appieno 

esser  lieto  dell’  accoglienza  e degli  applausi  avuti  da 
suol  concittadini.  La  sua  voce  temprata  collo  studio 
e coir  arte  fa  sperare  molto  da  lui,  e colla  sua  natu- 
rale attitudine  alla  scena  non  può  fallire  nella  car- 
riera eh’  egli  ha  felicemente  intrapresa.  11  Panaro 
non  andò  errato  nelle  sue  previsioni  ; ed  invero  il 
Muratori  (Num.  133,  14  maggio  1873)  riporta  un  arti- 
colo del  Liuto  cosi  concepito  : 

A Roma  al  teatro  Apollo  il  tenore  Franchini  canta 
da  vero  artista.  « Il  suo  esteriore  è molto  favorevole 
ed  è plauditissimo  specialmente  nel  duetto  d'  amore 
e nelle  scene  finali  dell*  opera  Ruy-Blas.  Un’  altra 
prerogativa  abbiamo  ammirata  nel  Franchini,  quella 
cioè  di  una  disinvoltura  e franchezza  di  palcoscenico, 
non  ché  d’  una  intuizione  drammatica  non  comune. 
Artista  intelligente  e modesto,  dotato  di  potenti  mezzi 
vocali,  può  in  verità  levarsi  a più  alta  meta,  e noi 
Itliolo  auguriamo.  » 

N.  d.  C. 


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— 560  — 

risanata,  anche  nel  teatro  Municipale  nella 
sera  del  7 giugno  al  suo  comparire  fu  og- 
getto di  sincere  ovazioni. 

La  dote  teatrale  pel  Carnevale  1868-60 
fu  stanziata  dal  Municipio  in  L.  45,000.  Fu 
poi  aperta  una  sottoscrizione  per  raccogliere 
possibilmente  altre  10,000  lire  allo  scopo  dì 
poter  dare  uno  spettacolo  anche  pili  deco- 
roso. 

Il  Signor  David  Nacmani^  non  spaventato 
dalle  traversie  teatrali  delle  stagioni  ante- 
cedenti, dalle  sempre  crescenti  esigenze 
degli  artisti  e pretese  del  pubblico,  ed  an- 
che dalle  nuove  tasse  governative,  corag- 
giosamente assunse  l’ impresa.  Due  erano  le 
sucitate  tasse  sui  teatri,  la  prima  del  dieci 
, per  cento  sul  prodotto  lordo  quotidiano  delle 
rappresentazioni,  a norma  della  legge  19 
luglio  1868  N.  4489,  1’  altra,  portata  dalla 
legge  28  luglio  dell’  anno  stesso,  fissava  la 
tassa  di  L.  100  pei  teatri  di  1®  ordine,  di 
50  e 20  pei  teatri  di  2®  e 3®  ordine,  ogni- 
qualvolta si  aprissero  ad  un  corso  di  rap- 
presentazioni non  minore  di  20.  Pei  corsi 
non  maggiori  di  cinque  reoite  la  tassa  si 
riduceva,  secondo  1’  ordine  dei  teatri,  a L. 
20  — 10  — 5.  Il  teatro  di  Modena  fu  clas- 
sificato fra  quelli  di  2®  ordine. 

Per  r apertura  del  teatro  nella  stagione 


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— 561  — 

di  carnevale  1868-69  la  sala,  la  bocca  d'  o- 
pera,  le  pareti  dei  palchi,  i fregii  e le  do- 
rature furono  lavate  e pulite:  vennero  ri- 
staurati  i dipinti  della  volta  dell’  atrio:  fu 
tolto  r assito  che  divideva  1’  orchestra  dai 
posti  distinti  e sostituitovi  un  parapetto  in 
ghisa  assai  più  adatto  e conveniente.  Cosi 
il  teatro  assunse  un  aspetto  più  gaio  'ed  e- 
legante  in  grazia  pur  anco  di  alcuni  miglio- 
ramenti introdotti  nell’  illuminazione. 

1868.  — 26  Dicembre  — S’ inaugurò  lo 
spettacolo  coll’  opera  — Lucia  di  Lammer- 
moor  — del  Maestro  Donizetti,  ed  il  ballo 
— La  Giuocoliera  — del  coreografo  Borri, 
Air  una  e all’  altro  presero  parte  gli  ar* 
tisti  che  qui  presso  nomineremo. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  soprano  — Angelica  Pe- 
ralla. 

Prima  donna  contralto  ~ Luigia  fe- 
rini. 

Altra  prima  donna  soprano  — Gemma 
Valeriani. 

Tenore  — Pietro  Baccei. 

Baritono  — Girolamo  Spallazzi. 

Basso  — Raimondo  Buffagni. 

Due  comprimari  e 34  coristi  d’  ambo  i 
sessi. 


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— 562  — 

Compagnia  di  Ballo. 

Celebrità  danzante  — Vittoì'ina  Legrain. 

Coreografi. 

Cesare  Ceccheiti  — Ippolito  Momplaisir. 

, Primi  ballerini. 

Bassi  Giovannina  — Pini  Enrico. 

Primi  mimi. 

Terzaghi  Pio  — Montani  Lodovico. 

Con  altri  5 mimi  e 7 ballerine  italiane  e 
UÀ  fra  ballerine  e ballerini  di  mezzo  carat- 
tere. 

La  Lucia  spartito  ornai  antico,  non  fu 
accolto  benignamente  dal  pubblico;  ma  glielo 
rese  accetto  la  bravura  degli  esecutori,  e 
specialmente  della  Perdita  la  quale  colla 
sua  graziosissima  voce,  co’  suoi  trilli  e gor- 
gheggi, si  mostrò  grande  artista,  e destò 
entusiasmo  negli  spettatori.  Lo  Spallazzi  fu 
pure  applaudito. 

L’  orchestra,  diretta  dal  Maestro  Costan- 
tino Dall* Argine.,  e rinforzata  con  professori 
Parmigiani,  suonò  con  unione  e colorito. 

Ed  ora  veniamo  al  ballo.  Anche  la  Giuo. 
celierà  non  avea  per  noi  il  pregio  della  no> 
vità;  nulla  meno  la  sua  buona  riproduzione. 


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— ses- 
ia bravura  della  Legrain  artista  di  primo 
ordine,  il  corpo  di  ballo  ben  reclutato,  e la 
•decorosa  mise  en  scène  guadagnarono  a quel 
ballo  il  favore  del  pubblico. 

1869.  — 13  Gennaio  — Dinorah  o II 
Pellegrinaggio  a Pìoermel  — di  Meyerbeer^ 
tino  dalla  sua  prima  rappresentazione  eccitò 
r ammirazione  del  pubblico  intelligente.  Sul 
merito  troppo  noto  di  questo  capo-lavoro  è 
inutile  che  ci  dilunghiamo:  sui  cantanti  che 
r eseguirono,  e che  precedentemente  aveano 
agito  nella  Lucia,  nulla  soggiungeremo;  ma 
dobbiamo  ricordare  il  nuovo  tenore,  espres- 
samente scritturato  Antonio  Minetti,  il  quale 
nella  parte  di  Corentino  era  tutto  ciò  che 
si  possa  dire  di  grazioso,  di  comico,  di  vero. 
Anche  gli  effetti  tutti  di  una  istrumentazione 
prodigiosamente  varia  e ricca  di  sfolgoranti 
bellezze,  furono  resi  con  precisione  dall’or- 
chestra, egregiamente  condotta  dal  bravo 
Dall’  Argine. 

1869.  — 27  Gennaio  — Finalmente  l’im- 
presa sostituì  al  ballo  la  Oiuocoliera  — 
L' Isola  degli  Amori  — del  coreografo  Mom- 
plaisir.  Più  che  all’  intrinseca  sua  bontà 
dovette  il  successo  alla  sua  esecuzione;  la 
Legrain  piena  di  forza  e di  brio  meritò 
fragorosi  applausi,  l’ intero  corpo  di  ballo 
esegui  con  precisione  le  danze,  lo  sqeno- 

36 


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— 564  — 

'grafo  Manzini  ed  il  Cecchetti  riproduttore 
del  ballo  furono  chiamati  al  proscenio  pìii 
volte. 

1869.  — 1 Febbraio  — Alla  beneficiata 
della  prima  donna  Angelica  Peralta  concorse 
un  uditorio  scelto  e numeroso.  Oltre  la  Di- 
norah  cantò  dessa  le  variazioni  del  Carne- 
vale di  Venezia  del  Maestro  Benedici  con 
somma  maestria  guadagnandosi  applausi  e 
fiori. 

4 Febbraio  — La  serata  della  prima 
ballerina  Legrain  fu  un  vero  trionfo  artistico. 
Al  passo  a due  del  ballo  — U Isola  degli 
Amori  — fu  sostituito  un  Quintetto  composto 
ed  eseguito  dalla  beneficiata  in  unione  alle 
ballerine  Bassi,  Salvatori,  Bardelli  e Pado^ 
vani.  La  Legrain  fu  applauditissima  e re- 
galata di  sei  superbi  mazzi  di  fiori,  e nel- 
l’ultimo ballabile  coperta  da  una  vera  pioggia 
di  piccoli  bouquets. 

14  Febbraio  — In  tal  sera,  ultima  rap- 
presentazione della  stagione,  fu  data  l’Opera 
— Dinorah  — ed  il  ballo  — L’ Isola  degli 
Amori. 

Vi  assisteva  un  pubblico  assai  numeroso,, 
che  fu  largo  d’  applausi  a tutti  gli  artisti,  e 
specialmente  alla  Peralta,  alla  Legrain  ed 
al  tenore  Minetti. 

L’ impresa  Nacmoni,  che  con  tali  artisti 


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— 565  — 

e scelti  spettacoli  seppe  ravvivare  il  decoro 
del  nostro  teatro,  meritossi  l’ universale  ap. 
provazione. 

Dei  veglioni  dati  nel  corso  della  stagione 
quello  eh’  ebbe  luogo  1’  8 febbraio  fu  il  piti 
affollato  ed  allegro.  Furono  premiate  le  ma- 
schere più  spiritose,  ed  ebbe  luogo  una  lot- 
teria di  beneficenza. 

1869.  — 14  e 15  Marzo  — La  fama  di 
Adelaide  Ristori  trasse  nelle  due  indicate 
sere  i Modenesi  al  teatro  Comunale,  dove 
la  Compagnia  Italiana  recitò  la  Giuditta  e 
' la  Maria  Antonietta  di  Paolo  Giacometti.  La 
Ristori  in  entrambe  le  produzioni  da  un  u- 
ditorio  abbastanza  numeroso  riscosse  ap- 
plausi, e nella  sera  del  15  in  cui  la  celebre 
artista  rappresentò  la  miseranda  fine  della 
sunominata  Regina  di  Francia  fece  spargere 
lagrime  non  solo  alle  gentili  signore,  ma 
ben  anco  al  sesso  forte. 

La  necessità  d’  introdurre  importanti  e- 
conomie  nel  bilancio  passivo  del  Comune, 
diede  motivo  alla  diminuzione  della  dote  pei 
pubblici  spettacoli  dell’ inverno  1869-70,  che 
fu  ridotta  a sole  L.  25,000. 

Assunse  1’  appalto  del  Teatro  Comunale 
r impresario  Arturo  Morini,  che  s’  obbligò 
a dare  uno  spettacolo  d’  opera  senza  ballo. 

. 1869.  — 25  Dicembre  --  S’aprì  il  Teatro 


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— — 

nel  quale  eransi  condotti  a termine  poco 
4)riina  i lavori  di  distribuzione  del  gaz.  Questa 
innovazione  riuscì  felicemente:  nell' atrio, 
pei  corritoi  brillò  più  vivida  la  luce,  ed  i 
piccoli  candelabri,  e i bracci  delle  fiamme 
lungo  le  scale  furono  trovati  d’ ottimo  gusto. 
La  scena  fu  pure  illuminata  col  nuovo  sistema, 
e la  batteria  del  proscenio  a becchi  rove- 
sciati rese  impossibile  che  in  avvenire  si 
appiccasse  il  fuoco  alle  vesti  degli  artisti. 

L’ Astrolampo  della  fabbrica  Brun  di  Pa- 
rigi, che  illumina  la  sala  del  teatro  con  138 
fiammelle,  fu  pure  ammirato  per  la  sua  rie-  ' 
chezza  e leggiadria. 

Altri  ristauri  furono  poi  praticati  in  tea- 
tro : r interno  de’  palchi  alquanto  sudicio  fu 
tinto  in  verdognolo,  colore  che  ad  alcuni 
non  piacque:  la  volta  della  sala  fu  rinnovata 
dal  prof.  Manzini,  ed  il  prof.  Goldoni  vi 
dipinse  otto  figure,  quattro  delle  quali  rap- 
presentano i quattro  maggiori  poeti  italiani 
Dante  Petrarca  Ariosto  e Tasso,  e le  altre 
quattro  i celeberrimi  maestri  di  musica 
Bossini  Bellini  Donizetti  e Verdi. 

Questi  lavori  gravarono  il  bilimcio  Co* 
manale  di  Lire  36, 674.  Le  spese  di  ristauro 
e dipintura  ne  assorbirono  7174;  la  Società 
appaltatrice  del  gaz  per  l’ impianto  del  nuovo 
sistema  d’ illuminazione  ebbe  le  rimanenti 


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— 567  — 

29,600,  nella  quale  somma  è compreso  il 
valore  dell’  astrolampo,  calcolato  L.  7,  200. 
Il  Comune  si  è poi  assunto  di  soddisfare 
questo  suo  debito  verso  la  detta  Società  in 
20  annue  rate. 

Ma  è ormai  tempo  che  ci  occupiamo 
della  prima  rappresenta2Ìone  dell’  opera  — 
Giovanna  d' Arco  — del  Maestro  Verdi  nuova 
per  queste  scene,  nella  quale  agirono  i sotto 
nominati  cantanti. 

Prima  donna  — Ida  Pelegatti  Visconti. 

Tenore  — Augusti  Paolo, 

Baritono  Enrico  Fagotti. 

Basso  — Luigi  Ruiz. 

Il  tenore  fu  applaudito  ed  anche  la  prima 
donna  sul  principio  del  primo  atto;  ma  un 
improvviso  abbassamento  di  voce  della  Pe- 
legatti.  l’ indole  e la  brevità  dello  spartito, 
r incertezza  dei  pezzi  concertati,  la  trascu- 
ratezza del  vestiario  nei  coristi  e nelle  com- 
parse poco  per  volta  indisposero  il  pubblico, 
che  alla  fine  dell’opera  manifestò  energica- 
mente la  sua  disapprovazione. 

1869.  — 29  Dicembre  — Benché  la  prima 
donna  si  fosse  ristabilita  dalla  sua  indispo- 
sizione la  seconda  rappresentazione  non  fu 
più  fortunata  della  prima.  Gli  applausi  con- 
tinuamente furono  alternati  dai  fischii. 

30  Dicembre  — In  detta  sera  i fischiatori 


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— 568  — 

la  vinsero.  Eseguita  la  sinfonia  non  si  potè 
più  continuare  lo  spettacolo,  fu  sospesa  la 
rappresentazione,  ed  alla  porta  venne  resti- 
tuito il  prezzo  dei  viglietti  d’ ingresso  ai 
soli  42  individui  che  1’  avevano  acquistato. 

Dopo  tali  disastri  dietro  abilitazione  del 
Consiglio  Comunale  la  Giunta  addivenne  allo 
scioglimento  del  contratto  coll’  Impresario 
Marini,  e ne  stipulò  un  altro  coi  virtuosi 
di  canto,  assegnando  loro  il  residuo  dispo- 
nibile della  dote  teatrale  liquidato  in  Lire 
17,  500  più  il  deposito  del  Marini  a garanzia 
del  contratto,  deposito  devoluto  a favore 
del  Municipio. 

Si  riaprirono  le  porte  del  Teatro  la  sera 
del  16  gennaio  1870  coll’  opera  un  Balla  in 
maschera  del  Maestro  Verdi  eseguita  dai 
cantanti  che  agirono  nella  Giovanna  d*  Arco 
e dalla  prima  donna  Giuseppina  Brusa  e» 
spressamente  scritturata.  Il  Teatro  era  af- 
follatissimo, e lo  spettacolo  incontrò  favore 
presso  il  pubblico,  benché  in  causa  della 
gran  fretta  con  cui  era  stato  allestito,  1’  e- 
secuzione  non  ne  fosse  perfetta.  Migliorò 
però  assai  nelle  seguenti  sere,  in  cui  gli 
artisti  tutti  furono  vivamente  applauditi. 

Sul  cader  di  gennaio  all’  opera  in  corso 
fu  aggiunto  un  quartetto  danzante. 

1870.  — 9 Febbraio  — Ajidò  in  iscena 


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— 569  — 

— Irene  — opera  del  Maestro  Oiovannini 
A Iberto. 

Il  Maestro  Alessandro  Gandini  ne  parlò 
nell’  appendice  del  Panaro  (N.  41,11  feb- 
braio 1870)  e noi  brevemente  ne  esporremo 
r autorevole  giudizio.  La  musica  dell’  Irene, 
è di  genere  severo  e grandioso.  L’ intreccio . 
accurato  delle  parti  d’orchestra,  e l'ele- 
ganza dei  concetti  melodici  rivelano  nello 
autore  lo  studio  fatto  sui  classici  tedeschi, 
ed  il  suo  genio  educato  alla  pura  fonte  della 
scuola  italiana. 

Fra  i pezzi  più  salienti  di  questa  produ- 
zione ricorderemo  soltanto  il  terzetto  finale, 
sublime  concetto  di  musica  drammatica,  che 
eccitò  il  pubblico  ad  entusiastici  applausi 
ripetutamente  tributati  al  valente  Maestro. 
Meritarono  lode  per  1’  interpretazione  di 
quest’  opera  gli  artisti  tutti  di  canto  e spe- 
cialmente la  prima  donna,  il  tenore  ed  il 
baritono.  ; 

L’  orchestra  diretta  dal  Maestro  Giovanni 
bavaglio  contribuì  al  buon  esito  dello  spet- 
tacolo, come  pure  il  scenografo  professore 
Manzini. 

28  Febbraio  — Al  veglione  mascherato) 
ed  alla  fiera  di  beneficenza,  eh’  ebbero  luogo; 
nel  teatro  Comunale  nella  notte  dal  28  feb- 
braio al  1 marzo,  concorse  numerosissimo) 


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— &70  — 

il  pubblico,  e resterà  in  memoria  di  chi  fu- 
presente  a questa  festa  cittadina  il  brio  e 
la  'vivacità  della  medesima. 

I palchi  messi  a botteghe  erano  undici^- 
ed  in  ciascuno  di  essi  una  o due  Signore 
vendevano  a più  caro  prezzo  che  potevano 
oggetti  diversi  incassando  dalle  200  alle  400 
lire  per  ogni  palco,  ed  in  totale  nette  da 
spese  L.  1982,98. 

L' impresa  sociale  degli  artisti,  che  as- 
sunse l’impresa  teatrale  nel  carnevale  1869-70 
dopo  la  rinunzia  fattane  dal  Marini,  ebbe 
un  utile  di  L.  1129,71  computando  la  metà 
delle  L.  1000,  che  il  Maestro  Gxovannini  pagò- 
per  poter  mettere  in  iscena  l’ Irene:  T altra 
metà  fu  ceduta  al  suddetto  Marini. 

L’  assessore  Comunale  delegato  al  teatro 
nella  detta  stagione  fu  il  Conte  Guglielmo' 
Salimbeni. 

1870.  — 27,  28  e 29  Aprile  — In  queste 
tre  sere  il  Dott.  C.  Klug  diede  tre  straor- 
dinarie rappresentazioni  nelle  quali  col  suo- 
microscopio  gigante  foto -elettrico,  che  in- 
grandiva gli  oggetti  per  quanto  egli  diceva 
36  milioni  di  volte,  sottopose  all’ osservazione 
del  pubblico  le  meraviglie  del  regno  vege- 
tale ed  animale. 

1870.  •—  20,  21  e 22  Maggio  — Esercizi» 
di  flessibilità  agilità  destrezza  forza  ed  e- 


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— 571  — 

quilibrio  eseguiti  in  modo  originale  da  una. 
compagnia  di  40  Arabi,  con  discreto  con- 
corso di  persone  e molti  applausi. 

1870.  — 25  Settembre  — Serata  fanta- 
stica di  prestigio,  fisica  e ballo  data  dal- 
r artista  Spagnuolo  Manuel  Lopez  Donato, 
che  terminò  infelicemente  con  fischii. 

Dalla  quistione  della  dote  teatrale,  che 
da  qualche  anno  faceva  capolino  nella  con- 
vocazione di  primaverii  del  Consiglio  Co- 
munale, ne  nacque  un’  altra  sui  diritti  dei 
palchettisti,  alla  quale  accennammo  già  in 
questa  Cronistoria  quandò  si  parlò  della  sta- 
gione invernale  1863-64. 

Il  Maestro  Alessandro  Gandini  pubblicò- 
nel  Panaro  (N.  114  e 115  del  26  e 27  aprile 
1870  ) alcune  sue  rifiessioni  storico-critiche 
sugli  accennati  diritti  e sull’  assegno  della 
dote  al  nostro  teatro  Municipale,  che  furono 
anche  ristampate  in  forma  di  libro.  In  quel- 
r assennato  scritto  validamente  sostenne  la 
opinione  che  il  Comune  per  antica  obbliga- 
zione verso  i proprietarii  de’  palchi,  e per 
decoro  e vantaggio  del  paese  debba  man- 
tenere la  dote  in  uso,  ed  il  solito  numero  e 
qualità  degli  annuali  spettacoli,  sottostando 
alle  maggiori  spese  richieste  dalla  mutata 
condizione  dei  tempi,  oppure,  come  già  ùx 
proposto  nel  1817,  riacquistare  la  proprietà 
dei  palchi  per  rivenderla  a nuovi  patti. 


— 572  — 

Altri  scritti  comparsi  noi  Panaro  (N.  117 
«118  del  1870  ) in  parte  si  opposero  agli 
argomenti  del  Gandini,  e misero  avanti  il 
progetto  che  i palchettisti  concorressero 
all’  aumento  della  dote  teatrale,  o costituiti 
in  società  sussidiata  dal  Comune  assumessero 
la  gestione  del  teatro. 

Questo  progetto  piacque  al  Consiglio  Co- 
munale, che  nella  sua  seduta  del  4 maggio. 
1870  offrì  ai  proprietarii  di  palco  la  cessione 
di  ogni  ingerenza  economica  ne’  spettacoli, 
ed  un  sussidio  di  60,000  lire  per  un  triennio. 
L’  offerta  non  fu  accettata,  e con  altra  de-, 
liberazione  emessa  dal  detto  Consiglio  nella 
seduta  del  24  maggio  stanziò  L.  35,000  a fa- 
vore di  quella  società,  che  si  formasse  fra  i 
palchettisti  per  dare  uno  spettacolo  d’opera 
e ballo  nella  stagione  del  Carnevale  1870 
1871. 

Allo  scopo  di  attuare  questa  Consigliare 
determinazione  l’Ingegnere  Benedetto  flocco - 
lari  Assessore  delegato  del  Comune  ai  pub- 
blici spettacoli  nella  sua  qualità  di  proprie- 
tario di  palco  sottopose  ai  suoi  colleghi 
palchettisti  un  progetto  di  società,  la  quale 
nei  limiti  della  dote  fissata  dovesse  assumere , 
r onere  di  dare  lo  spettacolo  prestabilito . 
affidandone  l’ incarico  ad  una  direzione  re- , 
sponsabile  scelta  fra  i palchettisti  stessi,  i: 


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— 573  — 

quali  tutti  poi  fossero  obbligati  a costituire 
un  fondo  di  riserva,  destinato  a far  fronte  ad 
ogni  eventualità,  mercè  il  versamento  di  lire 
50  per  ogni  palco  di  prima  e seconda  fila, 
lire  30  di  terza  e lire  15  di  quarta  fila.  A* 
derirono  a tale  progetto  33  palchettisti,  10 
lo  respinsero,  altri  rimasero  dubbiosi,  tutti 
poi  convocati  dal  Sindaco  concordemente 
rifiutarono  ogni  idea  di  responsabilità.  Final- 
mente fu  questa  accettata  dai  signori  Mar- 
chese Filippo  Frosini,  David  Nacmani  ed 
Ingegner  Boccolari  suddetto.  Questi  con  sua 
circolare  del  5 ottobre  di  nuovo  si  rivolse 
ai  palchettisti  invitandoli,  dopoché  eransi 
ritrovati  gli  amministratori  responsabili,  a 
volersi  definitivamente  associare  secondo  le 
progettate  norme  allo  scopo  indicato.  Il 
Boccolari  trovò  conniventi  alle  sue  proposte 
circa  la  metà  dei  palchettisti,  e si  potè 
quindi  costituire  l’ ideata  società,  i tre  sud- 
detti rappresentanti  della  quale  sì  assogget- 
tarono a sopperire  del  proprio  alle  eventuali 
spese  eccedenti  gl’  introiti  teatrali,  e pro- 
misero erogare  gli  utili  che  si  verificassero 
o in  un  fondo  di  cassa  per  gli  anni  avvenire, 
od  in  opere  di  beneficenza  nel  caso  di  scio- 
glimento della  società. 

Ma  veniamo  finalmente  a parlare  dello 
spettacolo  apprestato,  e degli  artisti  scrit- 


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— S74  — 

turati  dall’  impresa,  della  quale  abbiamo  trac- 
ciato forse  troppo  prolissamente  la  storia. 

1870  — 25  Dicembre.  — Sulle  nostre 
scene  si  rappresentò  l’opera  — La  Contessa 
(T Amalfi  — del  Maestro  Petrella,  ed  il  ballo- 
— Brahma  — del  Coreografo  Momplaisir 
riprodotto  dal  Coreografo  Giovanni  Garba- 
gnau  e musicato  dal  Maestro  Costantina 
Dall*  Argine^ 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  soprano  — Angiolina  d' Al- 
berti. 

Prima  donna  meazo  soprano  — Beatrice 
Cosmeili. 

Tenore  — Augusto  Rampini- Boncore. 

Baritono  — Ercole  Storti-Gaggi. 

Basso  — Raimondo  Buffagni. 

Compagnia  di  Ballo. 

Coppia  danzante 

Assunta  Oamberini  — Giacomo  Razzetto.. 

Prima  ballerina  supplente  — Giovannina 
Bassi. 

Due  mime,  sette  mimi,  12  seconde  bal- 
lerine distinte,  20  ballerine  di  fila,  12  bai* 
lerini  di  fila,  20  ragazzi.  24  corifei,  60  com- 
parse. 

Nella  prima  sera  di  spettacolo  il  teatro 
era  affollato,  ma  il  pubblico  freddo  e quasi 


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— 575  — 

ostile  non  incoraggiò  punto  i cantanti.  La 
prima  donna,  il  tenore  ed  il  basso  ebbero 
qualche  plauso,  ma  sempre  accompagnato 
dal  zittire  di  parecchi,  disposti  meglio  che 
ad  una  tollerante  indulgenza  ad  una  eritica 
impaziente. 

Anche  1*  accoglimento  fatto  al  balio  messo 
in  iscena  con  profusione  di  personale,  e 
ricchezza  di  meccanismi  di  scenarii  e di 
vestiario  non  fu  molto  favorevole.  La  prima 
ballerina  però  si  guadagnò  a quemdo  a quando 
r approvazione  della  maggioranza  degli  spet- 
tatori. 

Il  Maestro  concertatore  Venceslao  Za- 
werthal  diresse  egregiamente  1’  orchestra 
facendo  gustare  lé  bellezze  della  musica  del 
Petrella:  e meritò  lode  anche  il  Maestro 
Oreste  Bernardini^  al  quale  era  affidata  la 
-direzione  dei  balli. 

1870.  — 31  Dicembre  — Nella  seconda 
rappresentazione  della  Contessa  d' Amalfi  al 
baritono  Storli- Gaggi  malato  fu  sostituito 
Filippo  Proni,  che  alla  sua  prima  comparsa 
per  indisposizione  non  potò  far  apprezzare 
tutti  i suoi  mezzi  artistici.  Gli  altri  artisti 
vennero  guadagnando  il  favore  del  pubblico. 
11  Brahma  piacque  assai  più  che  nella  prima 
sera,  ed  in  seguito  fece  furore.  La  Gambe- 
rini  poi  nella  scena  della  foresta  in  cui  si 


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— 376  — 

opponeva  ai  Parsi  che  volevano  uccidere 
Brahma  si  rivelò  perfetta  mima. 

1871.  — 5 Gennaio  — Fu  scritturato  un 
terzo  baritono  Ignazio  Vigamtti,  il  quale 
più  fortunato  dei  due  suoi  antecessori  riuscì 
a farsi  applaudire. 

12  e 14  Gennaio  — Angelo  Ceschina  di- 
stintissimo allievo  del  Conservatorio  di  Mi- 
lano suonando  fra  gli  atti  dell’  opera  quello 
istrumento,  che  il  Bottesini  seppe  rendere 
rivale  del  violino,  della  viola  e del  violon- 
cello, vogliam  dire  il  Contrabasso,  si  fece 
applaudire. 

Nella  seconda  metà  di  gennaio  una  pic- 
cola guerra  si  accese  tra  due  partiti,  uno 
de’  quali  calorosamente  applaudiva,  1’  altro 
accanitamente  fischiava  la  prima  ballerina. 
Il  campo  di  battaglia  era  il  teatro,  ed  invano 
per  qualche  tempo  i giornali  invocarono  un 
armistizio  e la  pace. 

1871.  — 25  Gennaio  — Orfano  e Diavolo 
del  Maestro  Achille  Peri^  dal  medesimo  posto 
in  iscena,  fu  il  secondo  spartito  della  sta- 
gione. Ebbe  un  esito  favorevolissimo,  gli. 
artisti  furono  vivamente  applauditi  e il  Mae- 
stro per  ben  venti  volte  fu  chiamato  al  pro- 
scenio. 

11  Maestro  Gandini  nell’  appendice  del 
Panaro  (27  gennaio  1871)  loda  lo  stile  di. 


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— 577  — 

quest’  Opera  del  Peri,  e passandone  in  ras- 
segna i pezzi  più  notevoli,  li  dice  ben  con- 
dotti e di  eccellente  fattura. 

Il  Peri  soddisfatto  del  favorevole  voto 
ottenuto  daH’intelli gente  pubblico,  testimoniò 
la  sua  gratitudine  anche  al  Direttore  Mae- 
stro ZaxcerthaU  al  quale  attribuì  in  gran 
parte  la  felice  riuscita  del  suo  spartito. 

28  e 29  Gennaio  — La  Violinista  Elodia 
Bedetti  in  queste  due  sere  si  produsse  fra 
gli  atti  deir  opera,  confermando  la  bella  fama 
che  qui  1’  avea  preceduta. 

Sul  principiare  di  febbraio  andò  in  iscena 
il  secondo  ballo  — I due  Sodi  — del  Co- 
reografo Giovanni  Mauri,  al  quale  il  pubblico 
si  mostrò  sufficientemente  favorevole.  Ap- 
plaudì alcuni  ballabili,  ammirò  le  scene  del 
Manzini^  e specialmente  una  cucina,  trovò 
elegante  e ricco  il  vestiario,  ma  a ragione 
giudicò  la  musica  più  severamente. 

1871.  — 11  Febbraio  — L’  Orfano  e il 
Diavolo  nonostante  rincontro  fatto  chiamava 
poca  gente  al  teatro,  e quindi  1’  Impresa 
pensò  ad  allestire  una  terza  opera,  che  fu 
il  Rigoletto.  Interpretato  da  artisti  di  merito 
ebbe  un  successo  felicissimo, 

18  Febbraio  — Per  la  serata  a beneficio 
della  prima  ballerina  Assunta  Gamberini  fu 
data  r opera  il  Rigoletto  ed  il  ballo  Brahma. 


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— 578  — 

Alla  vezzosa  ballerina  e valente  mima  fu- 
rono prodigati  immensi  applausi,  e parecchie 
poesie.  Fra  queste  ricorderemo  uno  scherzo 
di  un  bello  spirito,  il  quale  ad  una  pomposa 
dedica  fa  seguire  14  righe  di  puntini  invece 
del  14  versi  d’  un  sonetto,  notando  che  il 
poeta  non  era  uso  concedere  al  pubblico  il 
giudizio  de’  proprii  lavori. 

20  Febbraio  — Dopo  il  veglione  del  19, 
che  essendo  il  primo,  giusta  uno  spiritoso 
proverbio  locale,  non  si  dovrebbe  mai  fare, 
la  sera  del  20  ebbe  luogo  il  secondo,  che 
riuscì  non  straordinariamente  affollato,  ma 
molto  animato  ed  assai  chiassoso.  11  Bazar 
di  beneficenza,  che  un’apposita  commissione 
aveva  preparato  con  molta  cura,  raggiunse 
un  risultato  tale,  che  da  pochi  si  sperava 
r uguale.  Otto  palchi  del  pian  terreno  erano 
stati  ridotti  ad  eleganti  botteghe  ove  si 
vendeva  un  po’  d’  ogni  cosa  dai  fiori  ai  ven- 
tagli della  China  e del  Giappone  per  opera 
di  gentili  Signore,  che  facevano  le  mercan- 
tesse. 

Le  Signore  incaricate  della  vendita  a 
prezzi  fissi  della  multiforme  mercanzia,  in  4 
ore  vuotarono  quasi  totalmente  i loro  ne- 
gozi!, realizzando  un  incasso  lordo  dì  Oltre 
3,000  lire. 

21  Febbraio  — L’  ultima  recita  della 


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— 579  — 

stagione  ebbe  luogo  in  tal  sera,  ultima  di 
carnevale:  e ciò  contro  1’  antica  usanza  di 
dare  lo  spettacolo  carnevalesco  nel  successivo 
«abbato  e domenica  di  Quaresima:  usanza 
con  lamento  generale  in  quest’  anno  sop 
pressa. 

L’  assessore  Comunale  incaricato  della 
•direzione  degli  spettacoli  durante  l’ inverno 
1870-71  fu  il  Conte  Guglielmo  Salimhcni. 
Rinunziò  questi  al  terminare  del  Carnevale 
all’  incarico  affidatogli,  che  fu  poi  sostenuto 
dagli  Assessori  Pietro  Soli  Muratori,  e Conte 
Lodovico  Calori. 

Quest’  ultimo  restò  poi  in  carica  anche 
nei  due  seguenti  anni  teatrali. 

Delle  rappresentazioni  date  nel  Carnevale 
1870-71  26  furono  in  abbonamento  al  prezzo 
di  L.  20.  L’ ingresso  seralq  alla  platea  e 
palchi  costava  L.  1, 50,  ed  altrettanto  il 
posto  riservato.  Al  principiare  delio  spetta- 
colo invernale  suddetto  una  fìla  dei  così  detti 
posti  d’  orchestra  venne  soppressa,  ed  in 
suo  luogo  furono  collocate /comode  ed  ele- 
ganti poltrone,  1’  uso  delle  quali  fu  tassato 
di  un  prezzo  doppio  di  quello  dei  semplici 
posti  riservati.  Tale  innovazione  costò  al 
Comune  L.  845. 

Nella  stagione  di  primavera  la  Compagnia 
Drammatica  condotta  e diretta  dall’  Artista 

37 


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— 580  — 

Giovanni  Aliprandi  diede  un  corso  di  15 
rappresentazioni  12  delle  quali  in  abbona- 
mento. 

L’ ingresso  alla  platea  e palchi  costava 
Cent,  60,  e V abbonamento  L.  4,00. 

1871  — 9 Aprile.  — La  prima  recita  ebbe 
luogo  la  sera  di  Pasqua,  V ultima  la  sera  del 
22  del  mese  suddetto.  In  questo  breve  corsa 
di  commedie,  fra  le  altre,  furono  rappresen- 
tate parecchie  produzioni  di  Ettore  Dominici 
poeta  della  Compagnia  — Marianna  — dram- 
ma del  Cav.  paolo  Ferrari  e la  commedia 
in  un  atto  di  Angelo  Namias  pure  di  Modena 
intitolata  — Il  Debole  delle  Donne. 

La  compagnia  Aliprandi  cominciò,  pro- 
seguì e terminò  le  sue  fatiche  con  fortuna; 
e non  poteva  diversamente  succedere,  essen- 
doché la  prima  donna  Alfonsina  Dominici- 
Aliprandi,  fosse  un^  artista  di  merito  vera- 
mente superiore,  1’  attrice  Dominici-Scalpel- 
lini  Guendalina  una  brava  amorosa,  Giovanni 
Aliprandi,  Giulio  Casali,  Teodoro  Levato  ed 
Ettore  Dondini  attori  accurati,  simpatici  e 
valentissimi. 

1871  — 28  Aprile  — Si  radunò  in  tal 
giorno  la  società  dei  proprietarii  di  palco 
nel  teatro  Comunale,  e previi  ringraziamenti 
agli  amministratori  dello  spettacolo  del  car- 
nevale 1870-71,  ne  approvò  il  resoconto. 


t 

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— 581  — 

Dichiarò  quindi  il  suo  scioglimento,  forman- 
dosi in  comitato  per  raccogliere  offerte  in 
denaro  destinate  ad  aumentare  la  dote  di 
35,000  lire  che  si  sperava  veder  stanziate 
dal  Comune  pel  carnevale  1871-72. 

Il  Consiglio  Comunale  nella  sua  seduta 
del  23  ottobre  1871,  accettò  la  proposta 
fattagli  dal  signor  David  Nacmani  di  dare 
la  Reginella  opera  nuovissima  del  Maestro 
Gaetano  Braga  di  fronte  ad  alcuni  compensi 
della  complessiva  somma  di  1500  lire. 

Quest’  opera  del  Braga,  rinomato  suo- 
natore di  violoncello,  aveva  avuto  uno  splen- 
dido successo  a Lecco,  dove  nella  state  del 
1871  per  la  prima  volta  era  stata  rappre- 
sentata, e r impresa  Nacmani  intenta  a far 
sì  che  anche  nel  nostro  maggior  teatro 
fosse  degnamente  interpretata  scritturò  i 
seguenti  artisti: 

Prima  donna  — Nicolina  Favi-Gallo. 

Tenore  — Giorgio  d'  Antoni. 

Baritono  — Ignazio  Viganotti. 

Basso  — Raimondo  Buffagni. 

Lo  stesso  Maestro  compositore  la  con- 
certò, ed  il  Maestro  Zatoerthal  diresse  l’or- 
chestra. 

1871.  — 9 Novembre  — Alla  prima  rap- 
presentazione della  Reginella  il  teatro  era 
abbastanza  affollato,  e v’  intervennero  anche 


— 582  — 

yiarecchi  maestri  e dilettanti  di  musica  fo- 
icstieri. 

La  sinfonia,  notevole  per  la  forma  e di- 
versi altri  pezzi  eleganti,  originali,  grandiosi 
furono  lodati  ed  applauditi,  e quindi  ai  can- 
tanti ed  al  Maestro  furono  dirette  ovazioni, 
che  nelle  successive  rappresentazioni  si  fe- 
cero più  calorose. 

29  Novembre  — Dopo  qualche  intervallo 
di  tempo  andò  in  iscena  la  Truvicita  con 
successo  completo. 

La  Favi  Gallo,  che  interpretò  stupenda- 
mente la  sua  parte,  riportò  un  vero  trionfo. 

1871.  — 6 Dicembre  — Nell’  ultima  sera 
di  spettacolo  fu  data  la  Reginella  ed  un  atto 
del  Ballo  in  Maschera. 

Pèr  lo  spettacolo  d’  autunno  l’ impresa 
I\acYnanì  apri  un  abbonamento  per  15  rap- 
presentazioni a L.  8. 

Il  viglietto  d’ ingresso  alla  platea  e palchi 
costava  una  lira. 

17  Dicembre  — L’  autore  di  questa  Cro- 
nistoria, che  come  meglio  per  noi  si  può  ci 
adoperiamo  a continuare,  mancò  alla  vita 
nelle  ore  pomeridiane  del  detto  giorno.  Ar- 
rivati a questa  data  nefasta  per  la  famiglia 
Gandinx  e per  l’ intera  città  di  Modena  ci 
siamo  sentiti  spinti  a ricordarla  ai  lettori 
dell'interessante' opera  da  Lui  ideata  etquasi 


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— 583  — 

compiuta,  ed  a benedire  alla  memoria  del 
valente  maestro  di  musica  ed  accurato  scrit- 
tore delle  patrie  memorie  teatrali. 

La  dote  teatrale,  che  presso  il  Consiglio 
Comunale  nei  decorsi  anni  provocava  una 
intralciata  discussione,  sul  cadere  del  maggio 
1871  senza, alcun  contrasto  fu  stabilita  per 
gli  spettacoli  del  carnevale  1871-72  in  lire 
35,000. 

La  Giunta  incaricata  ad  erogare  tal  somma 
nel  modo  da  essa  creduto  il  migliore  stipulò 
nel  luglio  1871  con  Luigi  Scalaberni  di  Bo- 
logna il  relativo  contralto  d’impresa;  in 
forza  del  quale  nel  carnevale  avrebbe  agito 
al  Comunale  la  compagnia  drammatica  Ita 
liana  Sadoioshi  diretta  dal  Cav.  Cesare  Rossi, 
od  in  primavera  si  sarebbe  dato  uno  spet- 
tacolo d’  opera  con  artisti  di  cartello. 

Dall’  epoca  della  sua  costruzione  in  poi 
nel  nuovo  teatro  Municipale  durante  la  sta- 
gione invernale  era  sempre  stata  rappre- 
sentata r opera  con  ballo  o senza;  ma  le 
accresciute  esigenze  teatrali,  e le  diminuite 
risorse  Comunali  consigliarono  la  suddetta 
innovazione. 

La  Compagnia  Sadotoski  fra  i suoi  migliori 
artisti  annoverava  i seguenti: 

Enrichetta  Zerri- Grassi  — Annetta  Campi 
— Amalia  Fumagalli  — Silvia  Fanteechi. 


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— 584  — 

Cesare  Ro<iSÌ  — Eugenio  d*  Ippolito  — 
Giovanili  Ceresa  — Claudio  Leigheb  — Pe- 
saro Giustino. 

Colle  attrici  ed  attori  di  minor  merito 
la  Compagnia  ascendeva  al  numero  di  33 
individui. 

Fu  aperto  un  abbonamento  per  40  recite 
a L.  15.  Il  prezzo  d’  ingresso  fu  fissato  a 
Cent.  80. 

1871.  — 25  Dicembre  — Il  corso  delle 
rappresentazioni  comiche  date  dalla  compa- 
gnia Sadowski  ebbe  principio  nella  sera  di 
Natale,  e si  protrasse  a tutto  il  13  febbraio 
1872,  dando  luogo  a 48  recite. 

Potremmo  dare  l’elenco  di  tutte  le  com- 
medie rappresentate;  ma  per  esser  brevi 
noi  faremo. 

Non  trascureremo  però  di  citare  alcune 
produzioni  del  rinomato  nostro  scrittore 
drammatico  prof.  cav.  Paolo  Ferrari,  che 
per  la  prima  volta  furono  rappresentate  in 
Modena. 

1872.  — 10  Gennaio  — V Attrice  Ca~ 

merlerà . ^ 

Questa  commedia  in  versi  martelliani  è 
di  genere  antico:  non  vi  si  fa  sfoggio  di 
concetti  filosofici  politici  e morali,  nè  di 
posizioni  drammatiche  e passioni  esagerate; 
ma  .si  ispira-  al  fare  semplice,  modesto  e 


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— S85  — 

scherzevole  del  Molière  e del  Goldoni.  E 
dessa  una  riproduzione  di  un’  altra  commedia 
scritta  dal  Ferrari  anni  addietro  in  dialetto 
Modenese. 

L’  Attrice  Cameriera  con  molta  accura- 
tezza rappresentata  dalla  compagnia  Sa- 
dotoski  fu  ascoltata  con  attenzione  dal  pub- 
blico, che  fu  spesso  costretto  a ridere,  e 
finì  per  divertirsi  assai. 

13  Gennaio  — Convincere.  Commuovere  e 
Persuadere 

Questa  specie  di  satira,  che  pone  in  ri- 
dicolo i comici  della  vecchia  scuola  fece 
sbellicare  il  pubblico  dalle  risa.  La  parte 
sostenuta  da  Cenare  Rossi  in  questo  scherzo 
•comico  era  in  dialetto  veneto. 

22.  23  Gennaio,  3,  8 Febbraio  — Cause 
ed  effetti. 

Questa  novità  drammatica,  che  chiamò 
a1  teatro  un  uditorio  numerosissimo,  ebbe 
«n  esito  splendidissimo. 

L’autore,  il  quale  l’aveva  posta  in  iscena, 
fu  chiamato  dal  pubblico  al  proscenio,  e 
salutato  con  vivissimi  applausi  almeno  20 
volte. 

1/  esecuzione  ne  fu  perfetta  per  parte 
di  tutta  la  compagnia;  ma  la  Campi  in  questo 
hellissimo  lavoro  drammatico,  per  così  dire, 
superò  se  stessa,  e meritò  dagli  spettatori 
«ntusiastici  segni  d’  approvazione. 


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— 586  — 

Le  repliche  confermarono  il  succes8t> 
della  prima  sera,  e nell’  ultima  rappresen- 
tazione la  Campi  fu  regalata  di  un  magnifico 
mazzo  di  fiori. 

Spenderemo  ancora  qualche  parola  intor- 
no ad  alcune  novità  drammatiche  d’ autori 
Italiani  e Francesi  rappresentate  dalla  com- 
pagnia Sadowski. 

Il  Brindisi  di  Leo  Castelnuovo  fu  rappre- 
sentato con  aggradimento  del  pubblico  li  27 
Dicembre  1871.  La  Riabilitazione  dramma  di 
Enrico  Montecorboli  dato  nelle  sere  del  6 
e 26  Gennaio  1872  presentò  situazioni  piene 
d’effetto,  e fu  eseguito  ottimamente.  Le 
commedie  di  Leopoldo  Marenco  — La  Fiimi- 
glia  — e — Lo  Spiritismo  — vennero  pro- 
dotte nelle  sere  17  Gennaio  e 5 Febbraio 
con  assai  diverso  successo.  La  prima  fu  ac- 
colta con  favore,  ed  ammirata  per  le  forti 
passioni  ben  giuncate,  ed  i concetti  espressi 
sempre  con  frasi  vivaci.  L’ altra  provocò 
dapprima  1'  impazienza  negli  spettatori,  e 
poscia  fischii  sonori,  che  costrinsero  il  capo- 
comico a far  calare  la  tela,  ed  a sostituire 
un’altra  produzione  alla  disapprovata  e noa 
terminata.  La  commedia  di  Napoleone  Pa- 
nerai — Non  V ha  peggior  nemica  cT  inna- 
morato antica  — ebbe  luogo  il  6 Febbraio- 
con  un  pubblico  poco  numeroso,  ma  con  esito- 
lusinghiero  per  r autore. 


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— 587  — 

V 

La  Visita  di  Nozze  di  Dumas  figlio  fu? 
generalmente  giudicata  una  produzione  piena 
di  spirito  ma  incontestabilmente  immorale. 
Al  calar  della  tela  il  pubblico  numeroso  che 
r area  ascoltata  con  molta  attenzione,  non 
mancò  di  disapprovare  nel  lavoro  drammatico  • 
del  celebre  scrittore  francese,  eccellente- 
mente eseguito,  la  crudezza  di  alcune  frasi, 
e r anormalità  di  passioni  messe  in  iscena 
con  cinismo  e sfrontatezza.  Le  Amiche  com- 
media di  Luigi  Suner  fu  eseguita  con  minor  ' 
diligenza  del  solito  dalla  compagnia  comica, 
ed  e*bbe  un  esito  infelice.  Il  pubblico  al  terzo 
atto  si  impazientì,  e fu  un  vero  miracolo  se 
si  potè  vederne  la  fine. 

1872  — 18,  19  e 21  Gennaio.  — I Chinesi 
Arr  Hee,  Yan  Zing,  Hee  Tseu,  As  Hams  nelle 
tre  citate  sere  si  produssero  eseguendo  me- 
ravigliosi giuochi  nazionali,  ed  il  pubblico- 
che  oltre  il  trattenimento  della  commedia 
poteva  godere  anche  quello  di  ginnastica  con 
un  lieve  aumento  di  spesa  nel  costo  del  bi- 
glietto d’ingresso,  accorse  volentieri  al  tea- 
tro, e fece  buon  viso  ai  figli  del  celeste 
impero. 

1872  — 29  Gennaio.  — Questa  serata  fu 
destinata  a benefizio  dello  scaldatolo  dei  po- 
veri Modenesi.  Fu  data  la  commedia  diR.  Ca- 
stelvecchio  — Le  tre  generazioni  — e 1’  ar- 


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— 588  — 

tista  Ceresa  declamò  l’ Inno  dei  Pezzenti  di 
Felice  Cavalloni.  Non  vi  intervenne  numeroso 
il  pubblico  specialmente  in  platea,  nuUameno 
tra  i due  terzi  dell’  incasso  reale  ceduto 
dall’  impresa,  e le  offerte  sul  piatto  alla 
porta,  l’incasso  di  quella  recita  di  benefi- 
cenza salì  a L.  497  18. 

In  tutto  il  lungo  corso  di  rappresentazioni 
date  dalla  Compagnia  Sadottski  nella  stagione 
invernale  1871-72  si  ebbe  sempre  ad  ammi- 
rare, oltre  la  bravura  de’  principali  artisti, 
r accordo  perfetto  che  regnava  fra  questi  e 
le  seconde  parti,  nonché  la  ricchezza  e pro- 
prietà della  scena,  del  vestiario  e di  tutto- 
ché si  riferisce  alla  decorazione. 

Meritò  anche  elogi  l’orchestra  diretta  dal 
Maestro  Emilio  Muratori,  la  quale  negl’in- 
tervalli degli  atti  esegui  con  accuratezza  e 
precisione  nuovi  e variati  pezzi  musicali. 

1872  — 17  Marzo.  — Accademia  vocale 
•ed  istrumentale  data  dal  tenore  Antonio 
Crespolani  di  Modena  allo  scopo  di  procu- 
rarsi i mezzi  necessari  per  riprendere  la  sua 
carriera  artistica  interrotta  da  una  grave 
malattia  sofferta. 

Al  Crespolani  si  associarono  per  la  parte 
vocale  il  soprano  Zaira  Tamburini,  il  bari- 
tono Stanislao  Losetti  ed  il  corpo  dei  coristi, 
-e  per  la  parte  strumentale  Anseimo  Calvi 


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— 589  — 

suonatore  di  cornetta,  che  venne  accompa- 
gnato col  Piano-forte  dal  Maestro  Alfonso 
Ferrari  e 1’  orchestra  diretta  dal  Maestro 
Amilcare  MarmxroU. 

13  aprile  — Lo  spettacolo  della  prima- 
vera 1872  per  cura  dell’impresa  Scalaberni 
s’-inaugurò  in  tal  sera  coll'opera  — Buy 
Blas  del  Maestro  F.  Marchetti,  eseguita  da- 
gli artisti  sotto  nominati. 

Soprano  — Giuseppina  Borsi  De  Giuli. 
Altro  soprano  — Ida  Cristofani, 

Tenore  — Angelo  Masini, 

Baritono  — Pietro  Silenzi. 

Basso  — Paride  Povoleri. 

Quattro  seconde  parti,  e 40  coristi  d’ambo 
ì sessi. 

Il  Maestro  Concertatore  e Direttore  d’or- 
chestra, composta  di  54  professori,  fu  il  Cav. 
Gioacchino  Colhrand. 

Il  pubblico  specialmente  alla  seconda 
rappresentazione  del  Ruy  Blas  mostrossi  ad 
unanimità  favorevole  al  bel  lavoro  del  Mar- 
chetti, ed  ai  valenti  artisti  che  l’ interpre- 
tarono. La  Borsi  de  Giuli,  che  da  poco  tem- 
po calcava  le  scene,  conservò  tutto  il  suo 
prestigio  al  nome  della  madre  celebre  in 
arte.  Il  Masini  cantò  egregiamente.  Il  Si- 
lenzi artista  distintissimo  non  ismenti  la  sua 


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— 590  — 

fama.  La  Cristofani  sostenne  con  grazia  la 
parte  di  Qasilda,  ed  il  Povoleri  benissimo^ 
quella  di  Gurxtano. 

I coristi  meritarono  lode,  le  scene  del 
Manzini  piacquero  ; ma  1’  orchestra  lasciò 
qualche  cosa  da  desiderare. 

1872.  — 4 Maggio  — Prima  rappresen- 
tazione dell’  Olema  opera  inedita  del  Mae- 
stro Cav.  Pedrotti  scritta  espressamente  per 
la  celebre  prima  donna  Isabella  Galletti^ 
Oianoli. 

Le  furono  compagni  nell’  esecuzione  di 
quest’  opera 

Il  contralto  Gemma  Tiozzo  — il  bassa 
Viviani  Lodovico  ed  il  tenore,  baritono  e le 
seconde  parti,  che  avevano  interpretato  il 
Ruy-Blas. 

II  concorso  al  teatro  fu  straordinario,  e 
v’intervennero  parecchie  notabilità  del  mon- 
do artistico  e musicale. 

Furono  applauditi  i pezzi  di  miglior  com- 
posizione del  primo,  secondo  e quarto  atto, 
ed  applauditissima  la  Galletti. 

Lo  spartito  fu  giudicato  da  diversi  gior- 
nali più  o meno  benevolmente;  ma  tutti 
concordarono  nel  trovarne  insufficiente  la 
esecuzione  nella  parte  istrumeutale. 

Quattro  volte  soltanto  fu  rappresentata 
r Olema,  e ciò  in  causa  dell’  indisposizione,. 


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— 391  — 

•che  sul  finire  del  corso  dello  recita  so,  ra- 
venne  alla  Galletti. 

1872.  — 9 Maggio  — La  prima  donna 
Dorsi  De-Giuli  per  la  sua  beneficiata  fu  vi- 
Tamente  applaudita  nei  pezzi  più  salienti 
del  Ruy  fi/as,  e nell’ aria  dei  Gioiellile  suc- 
cessivo duetto  col  tenore  nel  Faust.  Le  fu- 
rono presentati  sei  magnifici  ed  enormi  mazzi 
di  fiori,  ed  un  bellissimo  medaglione,  e ven- 
nero distribuite  poesie  di  circostanza. 

13  Maggio  — Questa  sera  fu  destinata 
a beneficio  del  tenore  Masini.  Furono  ese- 
guiti tre  atti  del  Ruy  Blas,  indi  l’atto  quarto 
della  Favorita,  nel  quale  la  Galletti  destò 
un  vero  entusiasmo  nel  numerosissimo  udi- 
torio. Si  fece  dessa  applaudire  di  nuovo,  in- 
terpretando questo  brano  del  classico  lavoro 
del  Donizelti,  nella  sera  del  16  maggio,  se- 
rata del  baritono  P.  Silenzi.  Questi  cantò 
egregiamente  la  romanza  dell’  ultimo  atto 
della  Dinorah,  e gli  fu  presentata  una  co- 
rona in  segno  di  ben  meritata  stima  e sim- 
patia. 

20  .Maggio  — Ultima  recita  della  sta- 
.gione  nella  quale  fu  dato  il  Ruy  Mlas. 

Grandi  feste  si  fecero  agli  artisti  tutti 
•che  rappresentarono  con  sempre  crescente 
favore  del  pubblico  la  simpatica  opera  del 
Maestro  MarcheUi;  ma  specialmente  alla 


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- 592  — 

Borsi  ed  al  3/asùn  giovani  artisti,  che  da 
poco  avevano  cominciato  con  splendidi  au- 
spici! la  loro  carriera. 

Nella  stagione  di  primavera  di  cui  ab- 
biamo trattato  furono  date  20  recite,  16 
delle  quali  in  abbonamento  fissato  in  L.  15; 
r ingresso  alla  platea  e palchi  costava  Lire 
1,50;  ma  nelle  rappresentazioni  in  cui  prese 
parte  la  Galletti  fu  elevato  a L.  2,00. 

La  nuova  compagnia  drammatica  Biagi, 
Rosa,  Casilini  nelle  sere  1,  2,  3 e 4 giugno 
1872,"  nella  seconda  delle  quali  ricorreva  la 
festa  dello  Statuto,  rappresentò  le  quattro 
sottonotate  produzioni. 

Guido  — Dramma  dell’  Avv.  Felice  Ca- 
valotti  eseguito  coll’  assistenza  dell’  autore. 
Questi  fu  più  volte  chiamato  al  proscenio  ^ 
e salutato  con  vivi  applausi. 

Capitale  e mano  d' opera  — Commedia 
popolare  di  Valentino  Carrera,  assai  ap- 
plaudita insieme  ai  principali  esecutori  della 
medesima  Anna  Casilini,  Salvatore  Rosa, 
Luigi  Biagi. 

Nerone  di  Pietro  Cassa  — Questo  bel 
lavoro,  che  presenta  i costumi  della  società 
Romana  quali  erano  verso  la  metà  del  primo 
secolo  dell’  era  nostra,  già  applaudito  a Roma 
ed  a Milano,  piacque  anche  in  Modena.  Ne 
sostenne  la  parte  principale  1’  attore  Biagi- 


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— 593  — 

Cause  ed  effetti  di  Paolo  Ferrari  — Com- 
media che  nel  carnevale  1871-72  i Modenesi 
avevano  sentito  ottimamente  recitata  dalla 
Compagnia  Sadowski. 

Con  Lire  2,00  s’  acquistarono  viglietti 
d’ ingresso  al  teatro  per  le  4 recito. 

Il  viglietto  serale  costava  L.  0,80. 

Questa  compagnia  drammatica  ebbe  dal 
Comune  un  sussidio  di  L,  300. 

1872  — 18  Ottobre.  — 11  Professore  Leo 
Blanc  fotografo  ed  ottico  Francese  diede  al 
Comunale  una  serata  storica,  scientifica  ed 
artistica  esponendo,  oltre  diverse  interessanti 
vedute,  alcune  scene  ed  episodi!  commoventi 
deir  epoca  sanguinosa  in  cui  a Parigi  infuriò 
la  Comune. 

Cantò  pure  diverse  romanze  ed  arie 
Monsieur  Prilleux  tenore  francese. 

Fino  dall’  aprilo  1872  il  Consiglio  Comu- 
nale aveva  fissato  la  dote  per  lo  spettacolo 
invernale  1872-73  in  Lire  35000  : senonchè 
la  Giunta  si  riservò  di  chiedere  altri  fondi 
quando  all’  atto  pratico  tal  somma  riuscisse 
insufficiente. 

Assunse  l’impresa  teatrale  Libero  Feralli 
di  Milano,  il  quale  per  la  lunga  stagione 
cominciata  colla  sera  del  Natale  del  1872  e 
terminata  li  3 marzo  del  1873  allestì  nel 
nostro  principale  teatro  le  opere  e balli  qui 
presso  indicati. 


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— 594  — 

Giovantm  di  Napoli  — del  Maestro  En- 
rico  Petrella. 

La  Duchessa  di  Guisa  — del  Maestro 
Paolo  Serì'ao. 

Un  Ballo  in  Maschera  — del  Maestr^ 
G.  Verdi. 

Shakespeare  — Ballo  grande  del  coreo- 
grafo Gio.  Casati. 

Il  Potere  di  Tersicore  Balletto  co-' 
mico  del  coreografo  Cesare  Cecche  (li. 

Spiritina  — Ballo  grande  del  CeccheUi 
medesimo. 

Ora  diremo  quali  fossero  gli  artisti,  clje 
-agirono  in  detti  spettacoli  musicali  e coreo- 
^grafici. 

Compagnia  di  Canto. 

Prima  donna  soprano  — Lucia  Mosconi. 

Prima  donna  mezzo  soprano  — Ida 
Augustoni. 

Tenore  — Lamponi  Alessandro. 

Baritono  — Ciotti  Gaetano. 

Basso  — Buffagni  Raimondo. 

Più  4 comprimarii,  e 30  coristi. 

L’  orchestra  componevasi  di  50  professori 
'dbetti  dal  Maestro  concertatore  prof.  Ales- 
sandro Moreschi. 

Compagnia  di  Ballo. 

■Coreografo  — Cecchetti  Cesare. 

•Coppia  danzante  — Ratti  Celesttna  — 
Razzetto  Giacomo. 


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Pnma  ballerina  supplemento  — Poletti 
Maria. 

Cinque  erano  i mimi,  24  le  ballerine,  e 
12  i ballerini  di  mezzo  carattere. 

Il  Maestro  Direttore  dei  balli  fu  Lugli 
Antonio. 

1872  — 25  Dicembre.  — In  tal  sera  si 
aprì  il  Municipale  nostro  teatro.  Vi  accorse 
un  pubblico  numerosissimo,  che  accolse  con 
favore  il  nuovo  lavoro  del  Petrella  — La 
Giovanna  di  Napoli  — ammirando  special- 
mente  il  finale  del  secondo  atto,  pezzo  no- 
tevole ed  eseguito  a dovere,  ed  applaudendo 
al  Maestro,  che  colla  sua  presenza  alle  prove 
ne  aveva  favorita  la  perfetta  interpretazione. 
Le  due  prime  donne  ed  il  tenore  incontraro- 
no nel  genio  degli  spettatori,  e V orchestra, 
i cori  e le  scene  meritarono  pure  la  pubblica 
approvazione. 

Il  Ballo  Shakespeare  ebbe  un  esito  meno 
fortunato  dell’opera.  Piacque  sul  principio; 
ma  nel  procedere  dell’  azione  coreografica 
la  poco  accurata  esecuzione  dei  ballabili, 
specialmente  per  parte  d’ alcune  bambine, 
promosse  energici  segni  di  disapprovazione. 
I due  primi  ballerini  nullameno  riscossero 
applausi . 

Nelle  seguenti  sere  la  Giovanna  di  Napoli 
fu  meglio  compresa  ed  apprezzata.  I can- 

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— m - 

tanti  impossessandosi  meglio  della  loro  parte 
poterono  far  valere  maggiormente  i loro 
mezzi  artii^tici  ; e cosi  vennero  guadagnando 
sempre  più  le  simpatie  del  pubblico,  che 
prodigò  applausi  alla  Mosconi  fornita  di  voce 
robusta  ed  estesa,  alla  Augustoni  inappun- 
tabile nell’  esecuzione  della  sua  parte,  al 
Lamponi  tenore  di  vaglia  ed  agli  altri  tutti, 
che  contribuirono  al  buon  successo  dello 
spettacolo  musicale. 

Il  ballo  fu  poi  mutilato;  ma  non  perciò  il 
pubblico  ne  rimase  contento,  e continuò  a 
dimostrarsegli  avverso. 

1873  — 5 Gennaio.  — Al  Shahespeare  fu 
sostituito  r altro  ballo  — Jl  Potere  di  Ter- 
sicore — che  piacque  pe’suoi  ballabili  di  buon 
gusto,  ed  eseguiti  con  precisione,  e per  la 
messa  in  iscena  decorosa. 

25  Gennaio.  — L’opera  del  Maestro  Ser- 
rao  — La  Duchessa  di  Guisa  — fu  rappre- 
sentata soltanto  due  volte. 

1873  — 29  Gennaio.  — Il  pubblico  da 
qualche  sera  mostravasi  stanco  del  balletto 
— Il  potere  di  Tersicore  — e l’ impresario 
mise  in  iscena  in  tal  sera  il  nuovo  ballo 
grande  — La  Spiritina  — Il  successo  ne 
fu  incontestabilmente  fortunato.  Furono  ap- 
plauditi con  calore  il  coreografo  pel  suo  bel 
lavoro,  il  prof.  Manzini  per  le  sue  scene,  la 


DhitL 


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coppia  danzante,  che  aveva  una  parte  impor- 
tantissima nel  nuovo  ballo  e l’ eseguiva  a 
meraviglia,  ed  il  mimo  Milanesi  Piazza. 

1873  — 5 Febbraio.  — Continuavasi  sem- 
pre a dare  la  Giovanna  di  Napoli.  Inferma- 
tosi il  basso  Buffagni  il  comprimario  Orlan- 
dini  ne  sostenne  le  veci.  AU^  ultimo  atto, 
dopo  lunga  esitanza,  venuto  questi  in  iscena 
pel  duetto  colla  signora  Augustoni,  fu  fatto 
segno  a disapprovazioni  per  parte  di  alcuni 
spettatori,  ed  egli,  dopo  aver  dirette  alcune 
parole  per  propria  scusa  al  pubblico,  lasciò 
la  scena  e si  ritirò  fra  le  quinte.  L’ Augustoni 
rimasta  sola  sul  palco  scenico  si  mise  a 
piangere  ; ma  gli  applausi,  che  le  furono  fatti 
per  consolarla,  presto  le  asciugarono  sul 
ciglio  le  lagrime. 

1873.  — 8 Febbraio  — Per  terzo  spar- 
tito fu  dato  — Un  Ballo  in  Maschera  — 
del  Verdi,  per  Y esecuzione  della  quale  opera 
furono  scritturati  i seguenti  nuovi  artisti. 

Soprano  — Letizia  Lambertini. 

Contralto  — Giulia  Consolani  Piazza. 

Basso  — Massimiliano  Severi. 

Il  noto  e bellissimo  lavoro  di  0.  Verdi 
sortì  un  esito  fortunatissimo,  e procacciò 
applausi  alla  Mosconi,  al  Lamponi  ed  al 
Gioiti. 


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— 898  — 

A beneficio  del  tenore,  della  prima  bal- 
lerina e della  prima  donna  furono  destinate 
le  sere  13,  20  e 22  febbraio,  nelle  quali  ri- 
spettivamente il  Lamponi  cantò  assai  bene 
la  romanza  nell’  opera  Marta  del  Maestro 
Flotoic:  la  Celestina  Ratti  si  produsse  in  un 
nuovo  applaudito  divertimento  danzante,  e- 
spressamente  composto  dal  Milanesi- Piazza, 
riscuotendo  vivissimi  applausi  dal  pubblico, 
e da  parecchi  suoi  ammiratori  particolari 
manifestazioni  di  simpatia  mediante  l’offerta 
di  mazzi  di  fiori  e corone:  la  Mosconi  infine 
eseguì  unitamente  ad  altri  artisti  1’  aria  e 

Miscrere  del  Trovatore. 

Nella  sera  della  beneficiata  a vantaggio 
della  prima  donna  ebbe  luogo  ancora  per 
parte  dell’orchestra  una  sinfonia  del  Maestro 
Moreschi. 

Lo  spettacolo  non  terminò  col  carnevale; 
ma  si  prolungò  per  le  tre  sere  di  quaresima 
giovedì  27  febbraio  e sabato  e domenica  1 
e 2 marzo  1873.  E ciò  in  forza  dei  relativi 
accordi  conclusi  dalla  Direzione  de’ spettacoli 
ed  approvati  dalla  Giunta  coll’  impresario  e 
gli  artisti,  guarentendo  alle  prime  parti  il 
50  ed  alle  seconde  il  75  per  cento  dell’  ul- 
timo quartale,  che  1’  impresa  non  avrebbe 
loro  potuto  pagare  in  causa  del  conside- 
revole deficit  verificatosi  neb  bilancio  di 
questa. 


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— 899  — 

Pu  quindi  necessario  erogare  a prò  dello 
spettacolo  tutta  la  cauzione  dell’  impresa, 
ed  aggiungere  alla  dote  già  stanziata  nel 
1872  in  L.  35,000  un  sussidio  straordinario, 
che  arrivò  quasi  ad  altre  5000  lire. 

In  carnevale  furono  date  32  rappresen- 
tazioni. 28  delle  quali  in  abbonamento  al 

tasso  di  Lire  20,  ed  in  quaresima  tre  recite, 
alle  quali  gli  abbonati  poterono  assistere 
pagando  soltanto  due  lire. 

Il  prezzo  d’ingresso  alla  platea  e palchi 
fu  sempre  di  L.  1, 50. 

Il  Municipio  affinchè  nella  ricorrenza  della 
festa  dello  Statuto  (1  giugno  1873)  il  teatro 
principale  di  Modena  non  restasse  chiuso, 
sussidiò  r impresa  del  teatro  Goldoni^  la 
quale  potè  trasportare  da  questo  all’  altro 
teatro  uno  spettacolo  sufficientemente  buono. 

Gli  artisti  principali  che  vi  presero  parte 
furono  i seguenti;  * 

Prima  donna  — Clementina  Flavis  Cen- 
Getti. 

Tenore  — Rocchi  Terenzio. 

Baritono  — Medini  Achille, 

Contralto  — Giussani  Angiolina. 

Basso  — Marconi  Raffaele. 

La  sera  del  1®  giugno  1873  coi  sopra- 
nominati soggetti  fu  dato  il  Trovatore  di 


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— 600  — 

G.  Verdi,  e nella  susseguente  La  Statua  di 
Carne  del  Maestro  E.  Marchiò  di  Novellara. 
Li  2 giugno  fu  pure  eseguita  una  gran 
scena  con  coro  del  Maestro  medesimo  scritta 
appositamente  e dedicata  al  Municipio  di 
Modena.  Questo  pezzo  musicale  s’ intitolava 

— Giovanni  da  Precida  — Il  Maestro  Mar- 
chiò fu  chiamato  al  proscenio. 

Dal  7 al  12  giugno  per  cinque  sere  fu 
poi  ripetuta  1’  accennata  opera  di  Verdi. 
col  tenore  Maurizio  Loparno  sostituito  al 
Rocchi. 

La  sera  dell’  11  fu  destinata  a totale 
benefizio  della  prima  donna  Flavis  Cencetti, 
la  quale  esegui  la  romanza  — Eternamente 

— scritta  e dedicata  alla  medesima  dal 
Maestro  Cav.  Amilcare  Ponchielli  autore 
dell’  Opera  — I Promessi  Sposi  — Questa 
romanza  a giudizio  degl’  intelligenti  è un 
vero  gioiello,  e fu  eseguita  dalla  distinta 
seratante  con  rara  maestria,  sicché  ebbe  a 
meritarsi  reiterati  applausi  e chiamate  al 
proscenio,  ed  il  regalo  di  un  bellissimo  mazzo 
di  fiori. 

Il  concorso  al  Comunale  nelle  ricordate 
7 sere  fu  assai  scarso,  e perciò  l’impresario 
non  credette  di  suo  interesse  il  compiere 
ivi  il  corso  di  recite  promesso  in  abbona- 
mento, e ricondusse  la  compagnia  al  teatro 
Goldoni. 


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— 601  — 

Al  momento  che  scriviamo  (21  settembre  • 
1873)  lo  spettacolo  suaccennato  è stato  l’ul- 
timo rappresentato  nel  teatro  Municipale  di 
Modena. 

Sulle  sorti  future  di  questo  non  possiamo 
poi  a meno  di  non  rattristarci,  pensando  che 
per  la  prossima  ventura  stagione  invernale 
1873-74  il  nostro  Consiglio  Comunale,  nella 
seduta  del  15  maggio  decorso,  stanziò  pre- 
ventivamente la  meschinissima  dote  di  lire 
10,000. 


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INDICE  DELLA  PARTE  II. 


UEIX\ 

CRONISTORIA  DEI  TEATRI  DI  MODENA 


Capo  VI.  Teatro  di  Corte  detto 

anche  Teatro  Ducale  . Pag.  3 
Capo  VII.  Teatro  di  S.  Rocco  ♦ . « 137 

Capo  Vili.  Teatro  del  Collegio  di 

S.  Carlo  ! Ifid 

Capo  IX.  Nuovo  Teatro  Comunale  • 253 


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